Mode strane

Questo pomeriggio stavo facendo zapping su internet – concetto di per sé particolare – e, non so ancora bene come, sono finita a cercare immagini di vestiti su google. Non partite prevenuti, non sarà un articolo-elogio sull’ultima collezione di chissà quale stilista. Niente di tutto questo.

Generalmente io non sono una che segue le mode, i vestiti li compro perché mi piacciono e di solito mi stupisco se vedo nei negozi maglioni del colore di quello che indosso io – che ha combattuto almeno un inverno e ne porta i segni con fierezza. Mi vesto nella norma, insomma, ma a volte mi lascio tentare e anche io finisco per prendere un paio di jeans – o leggings –, una maglietta, una felpa o una camicia maestosamente esposti in vetrina e che lanciano messaggi subliminali che iniziano con un “Comprami” seguito da un lista di motivi per cui dovrei farlo! Ogni tanto, anche io segue le mode.

Oggi, però, nel mio sfogliare immagini virtuali mi sono imbattuta in qualcosa di veramente strano.
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Quest’immagine qui sopra mi è balzata davanti agli occhi senza preavviso e su due piedi mi sono chiesta: “Cos’è ‘sta cosa?”! Dopo una frase degna da puntata dei Cesaroni o di un’altra fiction made in Italy, sono andata a curiosare su chi avesse potuto disegnare e realizzare questo genere di vestiti. Il marchio – e a questo punto, presto nuovo genio dell’haute couture (n.d.r. commento puramente sarcastico) – è tal Demobaza.

Adesso, io non so se sia di moda una cosa del genere, ma come si fa a pensare di andare in giro vestiti in quel modo? Nemmeno Vin Diesel in Riddick avrebbe osato tanto e in fatto di costumi, non è che quel film brilli come esempio di buon gusto… Forse solo in un lontano futuro post apocalittico si potrebbe pensare di vedere abiti simili – o quelli nati dall’assurda combinazione tra legno e pelle di Waterworld… Scusate ma oggi sono in vena di citazioni, da film inguardabili, ma pur sempre citazioni.

Ed è lì che si è accesa una lampadina. Solo una per il momento, ma forse con il tempo aumenteranno, a proposito di un incontro tra un ragazzo è conciato il quel modo e un altro (o un’altra, non so ancora) che si chiede da dove sia sbucato.

Questo per il momento è l’incipit, però sento che può venirne qualcosa di buono! Forse dovrei guardare di più tutte quelle cose di moda…

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