Fine Maggio

Buona domenica!

Come lo scorso mese, anche Maggio è stato ampiamente stressante e ricco di impegni (universitari e non) e non vi ho aggiornati sui libri, le serie tv e i film che mi hanno tenuto compagnia riempiendo i secondi di tempo libero. Ho anche tremendamente rimandato le uscite di Time Murder e di The get-through diary… Per quest’ultimo mi sono fatta perdonare, spero 🙂 Vi è piaciuto il finale?? Sorpresi, vero?!

Basta indugi! Passiamo alle cose serie!

Film & Serie tv

Holy Water ⭐️⭐️⭐️1/2
Holy Water
⭐️⭐️⭐️1/2

Holy Water è un film di Tom Reeve del 2010. Di produzione inglese, la pellicola è ambientata nella cattolicissima Irlanda, in un villaggio del nord in piena crisi economica. Ma se dalla crisi nascono le idee migliori, il piano ideato dai quattro protagonisti rasenta un’assurda genialità: rubare un furgone di Viagra e rivenderlo. Non tutto però va come avevano programmato e ben presto i quattro si ritrovano una squadra S.W.A.T. americana alle calcagna. Dove far sparire i bidoni con la refurtiva? Semplice: nella grotta scavata dalla falda acquifera del villaggio.
Date le premesse, credo sia facilmente intuibile da cosa derivi il titolo ed io non aggiungerò altro per evitare gli spoiler.
Il film è divertente e allegro. Se come me siete amanti del british humor sullo stile de L’erba di Grace non potete perdervelo! Non possono mancare le battute esplicite e quelle da doppio senso sulla sessualità, ma non scadono nel volgare. Avete un paio d’ore libere e volete passarle ridendo? Guardate Holy Water e la risata è assicurata.


Devil's knot - Fino a prova contraria ⭐️⭐️⭐️⭐️
Devil’s knot – Fino a prova contraria
⭐️⭐️⭐️⭐️

Devil’s knot – Fino a prova contraria (2013) di Atom Egoyan narra del più grande errore giudiziario degli Stati Uniti.
Tre bambini vengono trovati morti e la polizia arresta tre adolescenti come responsabili degli efferati delitti. Nonostante le incongruenze, l’accusa a loro carico è schiacciante: sono stati loro perché convinti seguaci del satanismo. Ma un detective privato (Colin Firth) non accetta la versione ufficiale e inizia a scavare in un caso che ha sconvolto la pia comunità, che di pio forse non ha nulla.
Tratto da una storia vera accaduta nel 1996 e i cui processi si sono conclusi nel 2011, Devil’s knot è un thriller drammatico molto toccante e dai risvolti imprevisti. Nulla è come appare, nemmeno nelle famiglie dei bambini uccisi, ma sono proprio le apparenze a trasformare dei ragazzi normali in feroci assassini. Risulta una riflessione interessante su come, a volte, il sistema giudiziario scelga i propri colpevoli a priori, qualcuno cui dare la colpa perché le circostanze lo richiedono.
Un consiglio: se su certi generi siete facilmente impressionabili, proprio come lo sono io, non guardatelo a tarda sera. Dalle undici all’una di notte è caldamente sconsigliato.


Transcendence ⭐️1/2
Transcendence
⭐️1/2

Transcendence di Wally Pfister, uscito nel 2014 e con protagonista Johnny Depp, è un thriller fantascientifico che vede come produttore esecutivo niente po’ po’ di meno che Christopher Nolan.
Per la trama vi rimando su ComingSoon.
Visto il gran nome del produttore esecutivo ho pensato che il film avrebbe avuto risvolti interessanti alla Inception e effettivamente li ha se consideriamo tutta l’idea della deriva tecnologica, dello strapotere delle macchine e delle possibilità che l’innovazione ci offre. Ma non mi ha entusiasmato, né convinto che se perdiamo il controllo delle macchine queste controlleranno noi… A mio avviso, il film non procede con scioltezza, tant’è che dopo la prima mezzora ho cominciato a guardare il cursore di scorrimento per capire quanto mancasse alla fine. Interessante, però, il ruolo di Paul Bettany, lo scienziato a metà strada, colui che si interroga costantemente sulle implicazioni etiche del proprio lavoro e di quello dei suoi colleghi e amici. Ma oltre a questo nient’altro. Nemmeno la presenza di Johnny Depp lo rende godibile.

= recensioni short =
Maldamore  di Angelo Longoni ⭐️1/2
Maldamore
di Angelo Longoni
⭐️1/2
The Avengers di Joss Whedon ⭐️⭐️
The Avengers
di Joss Whedon
⭐️⭐️
Outlander (prima stagione) di Ronald D. Moore ⭐️⭐️1/2
Outlander (prima stagione)
di Ronald D. Moore
⭐️⭐️1/2

Libri

Questo mese ho letto veramente pochissimo… Mannaggia agli esami!!! Mi limito, vergognosamente, a quattro libri…

23482857Titolo: Dragonfly in Amber
Autore: Diana Gabaldon

Pagine: 963
Editore: Arrow
Trama: Scozia, 1968. Dopo vent’anni di silenzio, durante i quali non ha svelato a nessuno il suo segreto, Claire torna con la figlia Brianna, una splendida ragazza dai capelli color del rame, al luogo incantato dove è cominciata la sua avventura. Qui cerca il coraggio di raccontarle il suo viaggio nel tempo e il suo amore per un guerriero scozzese che in un’altra vita e in un’altra epoca l’aveva conquistata. E sarà nel tentativo di ritrovare il suo amato che Claire si ritufferà nelle vertigini di un passato che dalle terre desolate e solitarie della Scozia l’aveva portata sino alla sfarzosa corte di Versailles. Ma il cammino che dovrà percorrere sarà lungo e non privo di ostacoli e di sorprese…

Parere: Ho fatto fatica a finirlo, non per il numero elevato di pagine o per la particolare difficoltà (ricordo che è in V.O. – versione originale), ma perché la trama procede con lentezza, soprattutto se messa a confronto con il primo volume. Confesso di non averlo letto con lo stesso entusiasmo riservato a Outlander, ma non dipende solo da una mia particolare predisposizione d’animo.
Il seguito della storia di Claire e Jamie non inizia da dove ci aspetteremmo, ma dalla fine, dal 1968, e riprende gli avvenimenti cronologicamente susseguitisi alla conclusione del primo volume con un lungo flashback. Fin da subito è evidente che la Storia diventa uno protagonisti principali. Rispetto a Outlander, infatti, in cui eventi e personaggi storici sono accennati solo perché necessari elementi di contorno, in Dragonfly in Amber i due protagonisti Claire e Jamie Fraser vedono, incontrano, parlano (e hanno incontri intimi) con i grandi protagonisti della storia, due tra i tanti sono Bonnie Prince Charlie e Louis XV. È ricco di dettagli da questo punto di vista, immerge il lettore nell’atmosfera che potrebbero aver respirato i reali protagonisti degli eventi storici qui romanzati. Ma se da un lato tutta questa presenza storica aiuta a contestualizzare e forse rendere più veritiera un’idea puramente fittizia, dall’altro rende tristemente evidente quella che è (a mio avviso) la vera vena del romanzo: un Harmony targato U.S.A.. Lo avevo già detto del primo volume, ma con Dragonfly in Amber è inutile fingere che sia un romanzo rosa e storico quando la parte storica rivela platealmente che la componente “rosa” è a livello delle storie collocate all’interno delle collane Harmony di Harlequin e Mondadori. 
Da questo deriva la mia mancanza di entusiasmo nella lettura. Se con il primo volume la “perfezione” di Jamie conquista (verbo da prendere con le pinze, in quanto è chiaro come il sole che uno scozzese del XVIII secolo difficilmente si sarebbe comportato come lui), nel secondo non è molto credibile. E non lo riabilita nemmeno quando tutta questa sua perfezione si incrina, perché, in fin dei conti, resta sempre il protagonista maschile di un Harmony.
L’unica parte che mi ha veramente colpita arriva verso il finale. È un brevissimo scambio di battute tra Claire e Roger a proposito di ciò che viene ricordato, sui singoli eventi storici tramandati e non. Roger le chiede se secondo lei sia colpa degli storici il trasformare persone ordinarie (e magari anche “insignificanti”, dal punto di vista umano) in Personaggi che hanno fatto la Storia. Claire replica dicendo che è colpa degli artistswriterssingers e tellers of tales prendono persone comuni e li trasformano in eroi, gli sciocchi diventano re; loro ri-creano il passato e la loro colpa è che facendo ciò noi non sapremo mai qual era la verità e cosa sarebbe accaduto se avessero scelto altre persone da trasformare in eroi. Purtroppo il dialogo è così breve che non dura nemmeno una pagina.
Nel complesso non posso dire che non mi sia piaciuto. È interessante il lavoro singolo e di coppia che i due protagonisti fanno per avere un ruolo nel principale evento storico che fa da background a tutto (l’Insurrezione Giacobita del 1745) ma, ripeto, è un Harmony, né più né meno di questo. Credo che finirò la saga, per dovere di cronaca ma anche perché (e questo è stato un punto su cui ho riflettuto molto durante la lettura), prima o poi, l’Harmony dovrà necessariamente lasciare il posto a qualche altro genere con l’invecchiare dei protagonisti (restano Jamie e Claire fino all’ottavo volume).

Voto: ⭐️⭐️


1050659Titolo: Narratori delle pianure
Autore: Gianni Celati
Editore: Feltrinelli
Pagine: 158
Trama: “Dopo vari anni di silenzio, Celati ritorna ora con un libro che ha al suo centro la rappresentazione del mondo visibile, e più ancora una accettazione interiore del paesaggio quotidiano in ciò che meno sembrerebbe stimolare l’immaginazione”. Queste trenta novelle, comiche e fantastiche, tristi o terribili, sulla valle del Po, mentre recuperano antiche forme narrative della tradizione novellistica italiana, sono un viaggio di ritorno alle fonti del narrare: cioè al “sentito dire che circola in un luogo o paesaggio”. È una figura molto cara a Walter Benjamin, quella del narratore orale, che Celati ha cercato di riscoprire viaggiando e raccogliendo storie sulle rive del Po. Celebrando con le sue novelle questa figura in via di estinzione, Celati indica una degradazione ambientale che non riguarda soltanto i paesaggi, ma anche la facoltà di raccontare e di scambiarsi esperienze. Così queste sono altrettante parabole sulla nostra epoca, e costituiscono uno sforzo per ridare all’arte narrativa una credibilità che non sia soltanto letteraria.

Parere: Una collezione di racconti eccezionale, un viaggio da Monza alle foci del Po che coinvolge, commuove, diverte e fa soprattutto riflettere sulla modernità. Non è un libro recente ma è attuale, specie nell’analizzare i rapporti tra le persone e i costumi della società.
Non ho molto altro da dire su questo libro e credo sia un bene. Se un libro è Bello non ha bisogno di molte parole per essere descritto e Narratori delle pianure lo è.

Voto:⭐️⭐️⭐️1/2

= recensioni short =
Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer ⭐️⭐️⭐️1/2
Molto forte, incredibilmente vicino
di Jonathan Safran Foer
⭐️⭐️⭐️1/2
Solo una storia d'amore e di troppe paturnie di Momi Gatto ⭐️⭐️1/2
Solo una storia d’amore e di troppe paturnie
di Momi Gatto
⭐️⭐️1/2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buona domenica e buona giornata 💋

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Time Murder (Capitolo 8 – prima parte)

Capitoli precedenti

VIII

Aveva provato a guardare Hayden mentre raccontava cosa le era accaduto. No, quello sarebbe potuto accadere se Samuel non fosse arrivato a salvarla. Non poteva dire di non essersi sforzata di guardarlo negli occhi, di mantenere la voce salda e di non tremare; ci aveva provato, sul serio. Però era stato il suo corpo a non volerle dare ascolto.
Dopo aver lasciato l’ingresso in fretta e furia, aveva salutato Samuel di fronte alla porta della sua stanza. Salutato… Gli aveva sbattuto la porta in faccia, ringraziandolo con un filo di voce per il suo aiuto. Dentro, era rimasta immobile a fissare il legno nero mentre Hayden alle sue spalle le chiedeva perché non fosse tornata da sola. Collegare i pensieri gli uni agli altri, sforzandosi di non cedere all’isteria, fu la parte più difficile. Tenne le dita conficcate negli incavi dei suoi stessi gomiti per tutto il tempo che le servì per spiegare a cosa era appena scampata.

Hayden ascoltò senza interrompere. L’aveva fissata mentre si lasciava andare sul letto, mentre tremava perché ancora sentiva sulle spalle la stretta cattiva di quelle mani e mentre lo metteva al corrente con la voce rotta e le guance solcate di lacrime, tutto senza aprir bocca. Sembrava una statua. Una stramaledettissima statua.
Che senso aveva parlare con una statua? Anne voleva sentirsi rimproverare, sentirlo dare ordini con quel tono perentorio e allo stesso tempo composto che aveva sempre usato con lei. Avrebbe ascoltato di tutto; le bastava sentire il suono della sua voce. Era quello di cui aveva bisogno per sentirsi viva, per sapere di non essere caduta da quelle scale e per sperare di poter tornare a casa, anche se non era ciò che voleva in quel momento. Hayden era il solo con cui potesse sfogarsi, cercare di capire fino in fondo perché l’avessero aggredita, e lui non faceva altro che fissarla con i suoi occhi trasparenti. Rimase appoggiato al davanzale interno della finestra quasi mezzora e non si mosse mai.

Quando Anne smise di parlare e singhiozzare, la stanza piombò in un silenzio tombale. Solo i loro respiri lo spezzavano. Era stanca, spossata dalla giornata, ma il pensiero di dormire non la sfiorò mai mentre aspettava che l’unica persona in grado di aiutarla si decidesse a parlare.
La stanza era poco illuminata e il viso di Hayden era in ombra rispetto alla luce della luna che entrava dalla finestra alle sue spalle. Non poteva vedere la sua espressione ma sentiva che era arrabbiato, molto arrabbiato. Forse non dava in escandescenze perché avevano appena cercato di ucciderla e non voleva infierire.

«Appena farà giorno ce ne andremo» sentenziò dopo un’infinità. La voce era tesa, tenuta sotto controllo a fatica. «Adesso cerca di dormire. Ne hai bisogno»

«Io…» la frase le si spezzò in gola. Aveva paura, una paura folle, di lasciarsi andare, di non essere più vigile.

«Sprangherò la porta, non preoccuparti. Non ho intenzione di far entrare nessuno»

Non era totalmente rassicurante. Cosa avrebbe potuto fare Hayden da solo se l’aggressore si fosse presentato con dei rinforzi, deciso a finire quello che aveva iniziato? Decise che non volle saperlo. Lui aveva ragione. Aveva bisogno di riposare, nonostante la testa dicesse che era pericoloso.

Si sdraiò su un fianco, dando la schiena alla finestra e a Hayden. Era convinta di trascorrere la notte in bianco, la prima della sua vita. Si preparò mentalmente a quell’eventualità, convinta che non si sarebbe mai addormentata. Tuttavia, Anne non aveva fatto i conti con il suo corpo e quando lasciò andare la testa sul cuscino il peso della giornata ebbe la meglio. Crollò senza nemmeno accorgersene.

*

 La mattina seguente, alzandosi, scoprì che Hayden aveva dormito su una sedia con lo schienale contro la porta. Era così profondamente addormentato che immaginò fosse rimasto sveglio fino a tarda notte. Poteva non andargli a genio, ma non avrebbe mai lasciato che le accadesse qualcosa.
Nonostante lei avesse fatto di tutto per non seguire ciò che le aveva detto, Hayden non si era arrabbiato, non l’aveva rimproverata, ma aveva passato la notte a fare la guardia alla porta. Avrebbe dovuto fidarsi di più di ciò che diceva e non comportarsi di testa sua come aveva fatto fino a quel momento. Tuttavia era tardi per i ripensamenti. Quel che era successo non poteva essere cambiato. E poi, la quarantena stava per finire e lei sarebbe finalmente rientrata a casa.
La notizia, sebbene positiva, la lasciava insoddisfatta. Aveva ancora così tanto da scoprire su Froster, e su Samuel. Non sapeva nulla di quel ramo della famiglia, né aveva ben chiaro dove avrebbe condotto la truffa di Theodore. Poteva essere quella la causa della morte di suo padre ma non ne era certa. Quello che lei sapeva sul futuro escludeva categoricamente che Theodore ereditasse tutto, ma si ricordò subito della spiegazione di Hayden sul tempo. Il presente da cui era arrivata poteva ancora essere cambiato, non era inciso nella pietra.

Stese i suoi vestiti sul letto e ci si sedette accanto. Jeans, maglietta e felpa stridevano con quello che la circondava. Le Converse abbandonate davanti all’armadio la fecero sorridere. Aveva davvero viaggiato indietro nel tempo fino al 1841! Come gita di fine estate era stata decisamente fuori dagli schemi e ora stava per tornare a casa senza avere più certezze di quando era arrivata. Era stato un viaggio destabilizzante, incredibile e irripetibile! Guardare le sue scarpe le ricordò proprio quanto unica sarebbe stata quell’esperienza. Per tutta la sua vita si sarebbe ricordata di quel pomeriggio d’Agosto in cui aveva viaggiato indietro nel tempo di due secoli e non avrebbe potuto raccontarlo a nessuno.

Stava per iniziare a spogliarsi per cambiarsi quando qualcuno bussò alla porta. Hayden scattò in piedi come se fosse sempre stato sveglio e vigile. Lanciò una velocissima occhiata a lei e ai vestiti abbandonati sul letto, allungando l’indice davanti alle labbra.

«Sì?» chiese, appoggiando una mano sullo schienale della sedia e l’altra contro lo stipite.

«Isaac, sono Samuel. Volevo sapere se vostra cugina stesse bene»

Anne abbandonò le braccia lungo i fianchi, sollevata. Non si era accorta di averle tenute strette al petto per tutto il tempo.

Hayden indicò con lo sguardo lei e poi i vestiti abbandonati sul letto mentre spostava la sedia. Anne si accovacciò sul pavimento, facendo sparire i suoi vestiti sotto il letto, e solo dopo lui aprì la porta a Samuel. Così com’erano non poteva vederla, ma lei lo teneva d’occhio grazie al riflesso sullo specchio. Le ombre scure sul suo volto la fecero sentire in colpa. Che fosse rimasto sveglio tutta la notte?

«È ancora scossa ma sta bene» Hayden era teso come un arco, ma il solo dettaglio che tradiva la sua maschera impassibile erano le dita arpionate allo schienale della sedia.

«Posso chiedere se…» Anne vide Samuel sporgersi in avanti con la testa ma Hayden lo bloccò prima che finisse la domanda, accostando la porta un po’ di più.

«Sta ancora dormendo. Più tardi, forse»

Quando Samuel se ne fu andato, Hayden rimise la sedia contro la porta e misurò la stanzetta un paio di volte, fermandosi a guardare fuori dalla finestra quando disse ad Anne di rimettersi i suoi vestiti e di prepararsi a partire. Quando ebbe finito e si voltò verso di lui, si accorse che Hayden pronto lo era già. I suoi vestiti anacronistici, molto più di quelli di Anne, assumevano ora l’aspetto di qualcosa che le era familiare, che prometteva di riportarla a casa.

«Che giorno sarà al nostro rientro?» chiese, pensando per la prima volta che forse il tempo aveva continuato a scorrere anche nel suo presente. Se così fosse stato, mancava da casa da quasi due giorni.

«Lo stesso della partenza, solo avanti di due secondi. Non vorrai rischiare di trovarti faccia a faccia con la te stessa di prima del viaggio?»

«Non credo di volerlo» si mise al suo fianco, le mani stese sul davanzale della finestra. «Però può succedere? Cioè, potrei davvero vederci partire?»

«Se imposti Chronos correttamente, no, ma agli Antichi Viaggiatori accadeva di continuo. Calcolavano male i dati e finivano per guardare i loro se stessi pre-viaggio dritti negli occhi»

«Un’esperienza scioccante»

«Mm-mm, soprattutto se torni senza un arto» annuì, increspando le labbra. «Il nostro Primo Viaggiatore, l’Inventor di Chronos, si è visto rientrare in casa senza una mano. Puoi immaginare come avrà reagito»

Hayden si era girato verso di lei, fissandola come per capire se quello che aveva detto l’avesse in qualche modo spaventata o fatta agitare. Non era una bella notizia, non dopo l’aggressione della notte prima, ma poteva benissimo sopportare di sapere certe cose senza esserne sconvolta.

«Hai preso tutto? Perché se dimentichi qualcosa non tornerò a prenderlo»

Fece cenno di sì e mentre Hayden si spostava in mezzo alla stanza, lei fece vagare lo sguardo fuori, sulle stalle e sui domestici già svegli. Era un addio a tutta quella vita, perché la prossima volta che avrebbe rivisto la casa non sarebbe stata altro che un museo semi-abbandonato.

«Come funziona? Devo appoggiare la mano sulla tuta e l’orologio farà il resto?» si fermò di fronte a Hayden, ma tenne le mani nelle tasche della felpa. Rivivere così presto l’esperienza del viaggio non le faceva fare i salti di gioia.

Lo sguardo che ricevette in risposta fu abbastanza. Se era una domanda così stupida poteva semplicemente dirlo, non lanciarle certe occhiatacce. In fondo lei che ne sapeva di come funzionava quel dannato aggeggio?
Aveva un disperato bisogno di tornare nel suo tempo, dalla sua famiglia. Era decisamente stanca di Hayden e del suo senso di superiorità. Restava sempre l’incognita di Froster ma ormai doveva rassegnarsi. Non avrebbe saputo cosa ne sarebbe stato di tutte quelle persone, non direttamente almeno.

Hayden tolse l’orologio da una delle tasche interne della sua strana giacca e lo allacciò sul polso destro. Ci fu un lungo ticchettio metallico proveniente dal quadrante, dopo il quale ricomparve la voce che aveva strappato Anne dal suo presente.

«Chronos modello SCX94F2Z operativo. Cosa posso fare per te, Hayden?»

«Avvia sequenza di rientro a 453.621.832, con modulo M3. Destinazione Pearlhell, Agosto 2014. Istante di arrivo: inizio viaggio precaricato con ritardo di due secondi»

«Nome e cognome, prego»

Il silenzio che seguì sorprese Anne. Già le sembrava assurdo che un orologio fosse in grado di articolare una frase come “Cosa posso fare per te, Hayden?”, imitando alla perfezione il tono di un essere umano, ma perché lui non rispondeva?

«Parla con te, Anne»

«Con me?» strabuzzò gli occhi e per una volta fu lei a guardare Hayden come se avesse detto la cosa più stupida e inutile del mondo. «Ma è un orologio! Come può sapere che sono qui?»

«Il modulo M3» fu la voce metallica a rispondere. «presuppone un viaggio con passeggero sprovvisto di un modello Chronos funzionante o, in casi eccezionali, di un ALF»

«Un ALF?» Anne stava ancora guardando Hayden ma già sapeva che lui non le avrebbe spiegato niente. Era compito di Chronos.

«ALF: Ancient Life Form. Una vecchia forma di vita, nata prima del 2067. Ora ho solo bisogno del suo cognome, Anne»

«Froster, ma già dovresti saperlo» incrociò le braccia al petto, sperando che da come gli aveva risposto quell’orologio capisse che si era offesa. Un ALF? Lei non era antica, né tantomeno vecchia. E lui già conosceva il suo cognome, altrimenti non sarebbe mai finita nel 1841.

«Chronos controlla il registro. Dovresti avere una copia del D.N.A. di Anne catalogata tra gli attivatori»

«Analisi in corso» la ruota a lato del quadrante che Anne aveva provato a muovere due sere prima scattò e girò in senso antiorario completamente da sola, accompagnata da un ticchettio interno alla cassa. La barra luminosa dove aveva visto lampeggiare la scritta “Quarantena” si oscurò per poi far scorrere le stesse parole appena pronunciate dall’orologio.

«D.N.A. confermato. Viaggiatrice Anne Froster, modulo di viaggio S1. Sono desolato Hayden, ma non posso avviare la sequenza di rientro nel 2014»

Acquisti librosi e prossime letture

Ogni tanto le cose da mangiare in casa finiscono e sempre quell’ogni tanto il frigo necessita di essere riempito, perciò oggi, con mia mamma, mia sorella e il mio stupendo nipotino (😍), mi sono inoltrata in quell’antro di luci artificiali che racchiude mercati, macellerie, fruttivendoli, negozi di abiti e un universo di altre fantasmagorie. Tra una vetrina di capi provenienti dalla penisola iberica e il venditore della delizia cremosa tanto in voga nella stagione calda, l’ho visto, lo mondo che altri migliaia ne custodisce e il cui nome inizia per M. Canto di sirena, mi ha attirata verso i suoi rigogliosi lidi e io sono stata ben felice di approdarvi.

Avrei potuto raccontarvi il mio pomeriggio in modo diverso (tipo: con la scusa di dover fare la spesa siamo andate in un centro commerciale. Lì ho visto, tra H&M e una gelateria, una libreria Mondadori e ci sono entrata) ma non sarebbe stato divertente! 

E visto che da una libreria, cascasse il mondo, non si esce mai a mani vuote, io mi sono fiondata nel mio reparto preferito. Ecco cos’ho pescato
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Non so ancora quando lo inizierò, ma non ho saputo resistere 😆 I libri da leggere aumentano…Li lista prevede:
Una ragazza come me di Sara Tricoli
Le città invisibili di Calvino
Senilità di Svevo
Voyager di Diana Gabaldon
The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (5 volumi) di Douglas Adams

Tantissimi 😲 Succede anche a voi o sono la sola accumulatrice compulsiva di libri??

Buona serata 💋

P.s. Vi chiedo due minuti del vostro tempo per aiutarmi

sito internet

A me i libri!

Ieri sera pensavo “Cavoli, ultimamente non ho fatto nessuna scoperta interessante in libreria!” perché mi sono accorta che gli ultimi libri che ho letto sono stati scritti da autori se non famosi, quanto meno con una gran carriera alle spalle. Nessun scoperta come lo fu Eragon qualche annetto fa…

Da qui l’idea: da oggi On Rainy Days si apre alle segnalazioni e alle recensioni su richiesta! Avete scritto un libro? Bene, avete una lettrice pronta a leggerlo! Vi basta contattarmi a:

onrainydaysblog@gmail.com

Per tutte le informazioni, visitate la pagina dei Contatti!

Buona giornata 💋

Buona notte dai NonostanteClizia

Quasi una settimana fa vi dicevo di aver comprato il cd di questo gruppo ascoltato quasi per caso e dal nome stranissimo, i NonostanteClizia!

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Beh da Domenica a adesso mi sono fatta una scorpacciata del loro album, La stagione animale, e sono felice di aver trovato un nuovo gruppo da ascoltare.

Queste le tracce dell’album:
1. Emma Chiara & Clara ⭐️⭐️ 1/2
2. Ingrid ⭐️⭐️⭐️
3. Adolescenza ⭐️⭐️
4. Olimpiadi ⭐️⭐️
5. La nausea ⭐️⭐️ 1/2
6. Crema ⭐️⭐️
7. La stagione animale ⭐️⭐️⭐️
8. Mary Garret ⭐️⭐️ 1/2
9. Se dovessi addormentarmi ⭐️⭐️
10. David Hemmings ⭐️⭐️⭐️
11. Barbie California ⭐️⭐️ 1/2
Album: ⭐️⭐️ 1/2

Diversamente dalle recensioni su film e libri, materie su cui sono più ferrata, le stelle non sono un vero e proprio giudizio sulle canzoni e sull’album. Amo ascoltare la musica ma non sono assolutamente in grado di darvi commenti tecnici, figuriamoci dei giudizi… Come avete visto mi sono piaciuti ma farò parlare i diretti interessati, visto che io non ne sono in grado 😊

(Avrei voluto mettere altre e più canzoni, ma Youtube non mi è stato d’aiuto)

Buona notte 💋

 P.s. spendete un minutino per aiutarmi
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