Time Murder (Capitolo 8 – seconda parte)

Capitolo VIII (prima parte)

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Il rifiuto di Chronos di riportarli a casa scatenò il putiferio, se non in Hayden, in Anne, che pose a entrambi delle domande a raffica. “Perché?”, “Che significa?” e “È uno scherzo?” era ciò che voleva sapere ma che non otteneva risposta. Anche Hayden cercava di capire perché non fosse possibile rientrare parlando con il suo orologio, ma la voce isterica di Anne gli martellava nelle orecchie come un picchio. Chronos, invece, aveva abbassato il proprio volume al minimo per non aumentare il baccano già di per sé elevato. Programmato per mantenere l’incognito, faceva del suo meglio per rispondere a tutti e due i viaggiatori.

«Chiudi quella bocca!» Hayden inchiodò Anne con lo sguardo, alzando la voce per sovrastare le sue domande. Riprese solo dopo che lei si fu messa a sedere sul letto, le braccia incrociate al petto e il muso lungo. «Chronos spiegami qual è il problema»

«Non ho le autorizzazioni per farvi rientrare. Il cronosmografo segnala due incongruenze»

«Incongruenze di che tipo?» rivolse ad Anne un’occhiata sbieca.
Se solo osava darle la colpa anche di quello, giurò a se stessa che gli avrebbe fatto male. Non sapeva ancora come ma lo avrebbe fatto.

«Di livello α. Al momento non ho dati specifici»

«Beh trovali. Fai una ricerca di largo spettro e dimmi cosa rilevi» camminò fino al letto e si lasciò andare accanto a Anne. Si passò entrambe le mani sul volto, sospirando spazientito. «Questo non era nei piani»

«Nemmeno il viaggio era nei tuoi piani» gli ricordò Anne, arcigna. Era proprio stanca del suo farla sentire un peso.

«Perché nei tuoi sì?» aprì due dita e la osservò con un solo occhio per qualche secondo.

«No, ma tu sapevi che sarebbe potuto accadere. Sei tu che vieni dal futuro, non io»

Un ticchettio da Chronos e l’annuncio che aveva trovato delle informazioni bloccarono Hayden con le labbra semi aperte. Prima di fare qualunque altra cosa, sospirò e si passò di nuovo le mani sul volto, fregandolo con forza.

«Quindi?»

«Il cronosmografo segnala che ci sono dei rischi per la continuità temporale. Non potete partire finché George Froster è ancora in vita e finché Anne non avrà ricevuto il permesso»

Hayden riuscì a spostare il braccio in tempo per evitare che Anne glielo afferrasse e prendesse l’orologio dal suo polso. Aveva agito d’impulso, convinto che avrebbe staccato anche la sua mano. Pensò che fosse fin troppo forte per essere una ragazza di sedici anni mingherlina. Non l’avrebbe più sottovalutata.

«Dammi quel maledetto affare!» gridò lei, sporgendosi in avanti.

Anne non sarebbe rimasta ad ascoltare altro da quei due. Avrebbe toccato Chronos e sarebbe tornata a casa.
Non era per la paura di essere stata aggredita, né perché sapeva che si aggirava un omicida nella villa. Voleva andarsene dal 1841 perché così non avrebbe più rivisto né sentito Hayden e la voce di Chronos. Li avrebbe archiviati e non ci avrebbe più pensato. Per chiunque altro l’aver viaggiato indietro nel tempo sarebbe stata un’avventura indimenticabile, ma per lei non era altro che una sfortunatissima coincidenza, un’esperienza da dimenticare.

«Anne calmati! Smettila!» Hayden provò a bloccarle le mani mentre lei si sforzava in tutti i modi di slacciare il cinturino. «Falla finita!» con uno scatto le afferrò i polsi e la costrinse a sdraiarsi sul letto.

Gli occhi trasparenti di Hayden la inchiodarono sul posto come solo loro riuscivano a fare. Scalciò per un po’, però la stanchezza ebbe presto la meglio e decise che in quel modo non avrebbe ottenuto assolutamente nulla. Si fermò, studiando lo sguardo del ragazzo venuto dal futuro senza avvertire nessun senso di repulsione o paura.

Lui le rimase inginocchiato accanto sul materasso, bloccandole le mani ai lati della testa, finché non sembrò calmarsi. Respirava ancora affannosamente quando la lasciò andare ma almeno aveva smesso di lottare per liberarsi.

Entrambi leggevano negli occhi dell’altro una sola idea: le domande senza risposta ora l’avrebbero finalmente trovata. Dare e ricevere delle risposte. Anne non aspettava altro e Hayden capì che non avrebbe più potuto rimandare.

«Dammi quell’orologio» allungò una mano verso Hayden dopo che si fu nuovamente seduta. Non aveva intenzione di ripeterlo una terza volta.

«Non funzionerà. Se il cronosmografo rivela degli errori, Chronos non si attiverà e non potrai partire. Tu non puoi comunque andartene» aggiunse, alzandosi e coprendo la distanza tra il letto e la finestra con ampie falcate.

«Già, perché quel crono-non-so-che…»

«Cronosmografo» suggerì, atono. «È come un sismografo, ma lavora sul flusso temporale»

«Quello che è!» Anne lo fissò esasperata. Doveva per forza correggerla? «Non posso andarmene perché il tuo orologio ha detto che non ho il permesso per farlo. Come fa a conoscermi, Hayden?»

La domanda rimase sospesa tra loro, come se avesse acquisito un corpo proprio, se avesse preso vita e si fosse fermata nello spazio che li separava per averli entrambi sottocchio. Era lì adesso, ineludibile, anche se pesava sulle coscienze di entrambi da due giorni.

«Non posso»

Era una risposta inconcludente per Anne. Che cosa non poteva fare? Non poteva dirle il motivo o stava dicendo a se stesso che non poteva nasconderle la verità? Qualunque fosse stato il senso del suo “Non posso”, il verbo potere era il meno adeguato di tutti a descrivere il dilemma decisionale di Hayden. Era una questione di voler, e non di poter, dire qualcosa.

«E io cosa dovrei fare adesso? Non tornerò a casa finché quello» e indicò il suo polso destro «non mi dirà che posso andarmene»

Anne lanciò uno sguardo alle sue spalle, verso i vestiti ottocenteschi che aveva lasciato nell’armadio aperto, e pensò che si sarebbe dovuta cambiare di nuovo. Era bloccata lì ma non aveva nemmeno idea di chi o cosa le stesse impedendo di ripartire e rientrare nel 2014.
Hayden era una tomba e sapeva che con le buone non sarebbe riuscita a farlo parlare in nessun modo. Forse esasperarlo era l’unica soluzione possibile.

«A quanto sembra il vecchio Froster deve morire. Potremmo fare qualcosa di utile» lanciò l’idea come se le fosse venuta in mente per caso, tornando a guardare distrattamente il volto di Hayden.

Lui la squadrò impassibile. «Se pensi ancora al tuo brillante piano di risolvere il suo omicidio, scordatelo»

«Perché? Non dipende da me se deve morire oggi! Però posso dare un nome al suo assassino e far sapere la verità su che tipo di persona fosse George Froster»

«Non ho intenzione di mettere entrambi in pericolo!» Hayden si alzò di scatto e in un solo passo raggiunse la finestra, afferrando e stringendo il davanzale con entrambe le mani. «Santo Dio, Anne! Questa notte hanno cercato di ucciderti e tu vuoi comunque immischiarti in quella faccenda della truffa?! Che problema hai?» Hayden la fissava allibito e sconvolto. Gli sembra assurdo che avesse ancora voglia di portare a termine quello stupido piano dopo quello che le era successo.
Si rese conto che Anne non vi aveva mai rinunciato. Non che ci avesse creduto, si era accorto da come si comportava che era ancora il suo chiodo fisso, ma solo una pazza non avrebbe accantonato un’idea tanto folle.

«Allora spiegami come puoi conoscermi il tuo orologio e perché non ho il permesso di tornare a casa» si sistemò in modo da guardarlo dritto negli occhi. «È il solo modo che hai per convincermi a non uscire da questa stanza»

Anne avrebbe voluto collaborare con lui e non doverlo mettere alle strette – sempre che avesse funzionato –, però non aveva più alternative. Quel ragazzo poteva darle tutti gli ordini che desiderava, ma lei era libera di non seguirli e di fare a modo suo.

Hayden si spostò i riccioli neri dal volto, pettinandoli all’indietro con ampi movimenti delle dita. «Se te lo dicessi, Chronos non ci farebbe più partire»

«Bene» si alzò e fece il giro del letto fino all’armadio. Avrebbe infilato l’abito sopra la maglietta e i jeans.

«Dove vai?»

Sospirò, chiedendosi se la ascoltasse mai quando parlava; le sembrava di no.
«In cucina. Voglio scendere prima di Ulstar» era tranquilla, anche se l’idea di uscire un po’ la inquietava.

«Sul serio?» le domandò, incredulo, anche se il tono lasciava pensare che la credesse pazza invece che poco seria.

«Sì, Hayden. Ho intenzione di scendere e, visto che Froster deve morire in ogni caso, andrò a cercare le prove per smascherare la truffa e per sapere il nome del suo assassino» rispose tutto d’un fiato mentre finiva di prepararsi, dopodiché si avvicinò alla porta e prima di togliere la sedia da sotto la maniglia, si voltò per un istante verso Hayden. «Ah! Per la cronaca: credo che il responsabile di entrambi sia il figlio di Froster»

«Continua a comportarti da irresponsabile e non diventerai nemmeno metà della stessa Anne Froster che conosco io»

Aveva parlato così piano che, se non avesse visto le sue labbra muoversi, Anne avrebbe creduto di essersi immaginata tutto. Anche la smorfia insoddisfatta sul suo volto la aiutò a capire che lo aveva detto davvero.

«E questo che significa?»

«Che sono stanco di avere a che fare con una ragazzina infantile, petulante e irresponsabile come te quando so per certo che Anne Froster fu una delle menti più brillanti della sua generazione» Hayden non le lasciò il tempo per replicare e proseguì senza freni. «Anne Froster ha ispirato il mio tempo e tutto quello in cui ho sempre creduto. Lei non può essere stata te!»

«Beh, scusa tanto se ti sono capitata io!» sbraitò e uscì dalla stanza sbattendo la porta.

Era infantile, petulante e irresponsabile? Perfetto! Avrebbe agito di conseguenza, facendo la cosa più irresponsabile che avrebbe mai pensato di poter fare.
Non le interessava quello che Hayden aveva detto sulla sua Anne Froster, la se stessa del futuro e che per lui doveva essere proprio importante; poteva anche essere la persona più famosa del pianeta per quel che le importava. Finché si fosse trovata nel 1841 avrebbe fatto di tutto per smascherare Theodore Froster e scoprire se fosse lui il misterioso assassino senza volto.
Ciò che le riservava il futuro non rientrava nei suoi piani.

*


E ora cosa succederà? Anne non può andarsene finché George Froster è ancora in vita, ma riuscirà a restare fuori dai guai? Le risposte nella terza e ultima parte del capitolo ✌️

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