Time Murder (Capitolo 8 – terza parte)

Capitolo  8 : Prima & Seconda parte

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Ulstar non la fece respirare un solo istante e Anne passò la mattina e buona parte del primo pomeriggio a correre da una camera all’altra, pulendo stanze che forse non venivano usate da anni. Sospettò che fosse il suo modo di fargliela pagare, perché le stette con il fiato sul collo finché non fu costretto a uscire per delle commissioni. Le diede anche della ladra e della bugiarda per tutto il tempo ma non se ne interessò molto.
Tutta la sua attenzione di si concentrò sullo scoprire cosa aveva in programma Theodore per quel pomeriggio. Se voleva trovare delle prove per incastrarlo, doveva agire indisturbata.

Un paio d’ore dopo il pranzo scoprì che il vecchio Froster, Theodore e la sua presunta fidanzata sarebbero usciti per un’escursione alle grotte naturali della città, scavate dal mare proprio sotto lo sperone di roccia sul quale era stata costruita la villa.
Era l’occasione perfetta e si assicurò che se ne fossero davvero andati prima di sgattaiolare nell’unico posto in cui sperava di trovare qualcosa: la camera di Theodore. Vi si chiuse dentro subito dopo aver visto il vecchio Froster varcare la soglia e sparire nella luce grigiastra del 25 Novembre.
Mentre usciva i loro sguardi si incrociarono. Era così allegro che si sentì in colpa al pensiero che presto se ne sarebbe andato per sempre. Si disse che, se non poteva salvarlo, lo avrebbe vendicato e fu tenendo a mente quello sguardo, insieme alla lezione della sera prima, che misi a soqquadro la stanza del figlio.

Anne frugò in ogni angolo, cassetto o possibile nascondiglio, senza nemmeno avere un’idea precisa di cosa stesse cercando. Dire “Una prova” era fin troppo generico, eppure controllò ogni oggetto che attirasse la sua attenzione. Mentre svuotava i cassetti fece mente locale sulle voci che circolavano sui due Froster, continuando a pensare a ciò che aveva sempre sentito dire sull’unico figlio del Diavolo di Pearlhell.
Su Theodore Froster non si sapeva molto, tranne che fosse stato ucciso per ordine di suo padre. Si diceva fosse perspicace, intraprendente e amante del rischio, con una particolare inclinazione ad evitare tutte quelle attività che richiedevano delle abilità mentali incredibilmente allenate. Dicevano che non avesse praticamente mai letto un libro in vita sua…
Come aveva potuto non pensarci prima?

Da bambina, sua madre continuava sempre a ripeterle che, se non avesse imparato a leggere, il fantasma del vecchio Froster sarebbe tornato dall’aldilà per prenderla e torturarla, proprio come aveva fatto con il figlio.
Anne si diresse verso gli scaffali della libreria quasi sorridendo. Ringraziò il terrorismo psicologico di sua madre e l’avrebbe anche abbracciata se fosse stata lì con lei, perché su uno dei ripiani vuoti facevano bella mostra di sé due volumi de L’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert.
Per avere la fama di uno che non aveva mai aperto un libro, quei due volumi erano una lettura fin troppo impegnativa.

Li tolse e dentro trovò le prove che stava cercando, senza esserne troppo sorpresa. Per lo più erano lettere di creditori. Theodore Froster aveva così tanti debiti che nemmeno il doppio della sua eredità li avrebbe saldati. Ma non erano quelle le più interessanti.
Spulciando in mezzo alle carte Anne scoprì anche della corrispondenza in cui si parlava della truffa e, da quel che riuscì a capire, Theodore e la finta fidanzata non erano i soli a essere coinvolti; in casa c’era una terza persona che faceva parte del piano, forse la stessa che aveva provato a spingerla giù dalle scale. Nelle diverse lettere trovò anche molti riferimenti a un capro espiatorio, qualcuno che si sarebbe preso la colpa di tutto senza nemmeno saperlo, ma non capì di chi stessero parlando.

Dopo aver controllato di nuovo le lettere dei creditori, Anne vide una serie di foglio sciolti e separati dai primi che aveva trovato. Erano parte di una confessione, fatta dalla defunta signora Froster al figlio e datata pochi giorni prima della sua morte.

Angosciata dal timore di non rivederlo più prima che fosse troppo tardi, la pia Johanna Froster aveva deciso di rivelargli un segreto taciuto per quasi vent’anni: George Froster aveva un altro figlio e Johanna, per timore che il bambino fosse inserito nel testamento come legittimo erede, ne aveva nascosto l’esistenza al marito. Solo lei sapeva che l’infedeltà di Froster aveva generato un bastardo – termine ampiamente usato nella confessione della pia defunta moglie – perché non aveva mostrato a nessuno la lettera scritta dall’amante e destinata al vecchio Froster. Come ultimo atto di redenzione chiedeva a Theodore di trovare quel ragazzo, figlio di una cugina e che lavorava come domestico per il fratello maggiore di suo padre.

Qualcuno le aveva parlato di recente di Benjamin Froster. Mentre riesaminava le lettere sparse sul pavimento si ricordò chi fosse stato: Samuel Froster. Lui era figlio di una cugina dei Froster e lavorava per Benjamin quando Theodore era stato diseredato dal padre e aveva chiesto ospitalità allo zio.

Era tutto chiaro. Aveva anche appena scoperto il nome del capro espiatorio nel caso in cui la truffa fosse finita male. Ma Anne sapeva che il loro piano si sarebbe di certo concluso con l’omicidio di Froster, perché per Chronos doveva morire, e la colpa sarebbe ricaduta su Samuel.

«Adesso sì che ha senso!» esclamò, nello stesso istante in cui un oggetto pesante le colpì la nuca.

Un dolore sordo si alzò dalla base del collo. Non lo aveva sentito arrivare, chiunque fosse stato a colpirla; non le riuscì nemmeno di pensare a cosa poter fare per scappare.
Vide solo la stanza diventare nera e poi più nulla.

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Buongiorno a tutti e buon lunedì!

Con questa 3ª parte si conclude l’ottavo capitolo di Time Murder! Siamo quasi in dirittura d’arrivo ✌️ Le premesse e gli sviluppi della trama sono stati fin qui rivelati; quali saranno, però, le conclusioni? Vi siete già fatti un’idea di come potrebbe continuare?

Se avete qualche insight (intuizione o chiara idea), fatemi sapere! Non vedo l’ora di scoprire quanto siete vicini alla verità!

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