Domino Letterario: “Se solo fosse vero” di Marc Levy

Buon pomeriggio cari lettori e care lettrici!

Il post-recensione di oggi fa parte di un progetto in comune con altri blog, una sorta di domino di libri, in cui ogni titolo scelto deve essere legato a quello che lo precede da un dettaglio, dalla somiglianza delle copertine a un particolare in comune nella trama, ecc. ecc. ecc.

Questi sono i libri e i blogger che mi hanno preceduta:
23 Luglio
Serena di Libri che porto con me, Luigi di Everpop e Simona di Il salotto dei libri
24 Luglio
Caterina di Lettere d’inchiostro e Gemma di OltreYume
25 Luglio

Virginia di Le recensioni della libraia e Rosalba di La Rapunzel dei libri
26 Luglio
Clarissa di Questione di libri e Ale di Leggere è un modo di volare senz’ali
27 Luglio
Deborah di Leggendo Romance e Kia di Parole al vento
28 Luglio
Elisa di Devilishly Stylish e… Io 🙂

A voi scoprire come il domino sia arrivato fino ad oggi!

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19396864Titolo: Se solo fosse vero (Et si c’était vrai…)
Autore: Marc Levy
Editore: Corbaccio
Edizione: Best Bur

Pagine: 229
Anno: 2012
Prima pubblicazione in Francia: 2000

Trama: San Francisco. Arthur è un giovane architetto e si è da poco trasferito in un nuovo appartamento. Dopo una giornata faticosa, accende lo stereo e si rilassa con un bagno caldo. È allora che si accorge che in casa c’è qualcuno, una donna. Si tratta di Lauren.
Con il passare delle settimane i due diventano amici e il sentimento che li unisce si trasforma in amore. C’è solo un ostacolo: Lauren è un fantasma, il suo corpo, quello di una dottoressa di trent’anni, giace in coma in un letto d’ospedale. E i medici, convinti che per lei non ci sia più nulla da fare, stanno per staccare il respiratore. Per Arthur comincia così una corsa contro il tempo per salvare la donna che ama. Una favola romantica e piena di brio, che celebra la forza soprannaturale dell’amore.

Il mio parere

Questa volta mi è difficile iniziare la recensione. So che, qualunque cosa scriverò da qui in avanti, non sarò obiettiva, non darò un giudizio distaccato e imparziale.
Vorrei tanto poter parlare di questo romanzo con la lucidità sufficiente a farne un’analisi dettagliata, evidenziando i pro e soppesando i contro per capire se è un romanzo che merita indipendentemente dal mio coinvolgimento. Vorrei, ma non posso, anzi, non ci riesco proprio e dentro di me sto gioendo a più non posso di questo mio non riuscirci!
La verità è che mi sono emozionata seguendo la storia di Lauren e Arthur, ho riso come una matta con il sarcasmo e l’ironia di Paul e ho pianto (tanto) quando alla trama principale si è affiancato il ricordo lasciato da Lili, la mamma di Arthur.
Credo che per descrivere un buon libro le parole non servano. È uno dei pochi casi in cui spendere altre parole risulta completamente inutile. Nessuna mia recensione potrebbe mai rendere la bellezza di “Et si c’était vrai…” (preferisco il titolo originale, perché lascia aperta la possibilità che tutto sia reale, esclusa dalla traduzione italiana).
È bello non solo per la tenerezza e la dolcezza della storia d’amore in sé, ma anche per la semplicità con cui viene costantemente ricordato il valore della vita umana in ogni suo istante.

Al di là del discorso eutanasia e del voler preservare l’esistenza anche in condizioni che sembrano non lasciare speranza (ecco, forse è questo l’aspetto che mi è piaciuto meno nella storia), in tutto il romanzo corre l’insegnamento ad apprezzare tutti i dettagli, anche quelli più insignificanti, del mondo che ci circonda. Anche bere un semplice caffè diventa qualcosa di più, serve essere di più perché «questo è un rito!». Osservare e vivere il mondo è un rito che ci insegna a valorizzare ogni secondo degli 86.400 che compongono un giorno.
Dicevo che per un buon libro è inutile spendere troppe parole ed io ne ho usate fin troppe. Se non avessi dovuto dilungarmi, la mia recensione si sarebbe fermata a: “Leggetelo! Non ve ne pentirete”. Marc Levy ha trovato un posto nel mio cuore e questo è il mio consiglio: leggetelo! Non vi pentirete di averlo fatto!

voto

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

f

g

Curiosità
(o un consiglio spassionato)

È stato tratto anche un film omonimo da questo libro, con Mark Ruffalo e Reese Witherspoon. Io amo questo film ma fino al mese scorso non sapevo dell’esistenza del volume di Marc Levy e quindi ho sempre pensato che fosse una sceneggiatura originale. Alla luce della lettura mi sono chiesta: e adesso?
Adesso nulla. Le due trame sono così distanti che possono essere considerate belle indipendentemente dal legame che le unisce. Certo, se si fa il confronto, il film ne esce perdente a tavolino ma non credo che tale confronto vada fatto. Come ho detto, sono talmente lontane l’una dall’altra che è inutile anche cercare le somiglianze. Hanno in comune il pretesto narrativo (l’incontro tra lui e lo spirito di lei), niente di più.

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