Recensione “Il destino di un cavaliere”

Buongiorno a tutti 😄 Come sta andando la vostra settimana?

La mia è ancora un po’ incasinata (da qui l’assenza di ieri), tra le cose dell’università e della tesi e i preparativi per le nuove rubriche del blog e gli aggiornamenti delle vecchie, continuo a correre di qua e di là, sentendomi un po’ persa 😅 Non preoccupatevi, per il 4 Ottobre sarà tutto pronto, funzionante e perfetto! Intanto come vi sembra la nuova grafica? Vi siete abituati?

Quest’oggi è di nuovo il turno di una recensione filmosa (chiederò l’aggiunta di due nuovi neologismi, filmoso/a e libroso/a se continuo così) di una pellicola veramente speciale! Eccola.

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locandinaTitoloIl destino di un cavaliere (A Knight’s Tale)
Regista: Brian Helgeland
Anno: 2001
Cast: Heath Ledger: William Thatcher/Sir Ulrich Von Lichtenstein da Gelderland), Mark Addy (Roland), Alan Tudyk (Wat), Paul Bettany (Geoffrey Chaucer), Laura Fraser (Kate), Rufus Sewell (Conte Adhemar di Anjou), Shannyn Sossamon (Lady Jocelyn), James Purefoy (Sir Thomas Colville/Edoardo il Principe Nero)
Trama: William Thatcher è uno scudiero con una grande aspirazione: quella di cambiare “le proprie stelle”. All’improvviso gli si presenta un’occasione: il suo padrone muore nel bel mezzo di una giostra mentre stava vincendo. Gli rimangono due alternative: gareggiare al suo posto per poter avere il premio e finalmente mangiare, oppure dichiarare la sconfitta. Da questo momento, William cercherà di cambiare il proprio destino e conquistare il titolo di cavaliere con l’aiuto di Roland, Wat, Geoffrey e Kate.

Trailer

Parere

Fare una recensione di questo film è veramente impossibile per me. Il destino di un cavaliere ha un cast fenomenale, una colonna sonora strepitosa e delle scene e dei dialoghi spaziali, perciò come si fa a scrivere qualcosa restando obiettivi e senza lasciarsi trasportare?
Avrò visto questo film almeno un centinaio di volte, ne conosco le frasi a memoria e le recito in contemporanea (se non prima) degli attori, rido delle battute come se fosse la prima volta e ogni colpo di scena mi stupisce. In lingua originale lo conosco meno, sto cercando di ovviare a questa mancanza, ma è così facile seguirlo quando ogni frazione di secondo è incisa nella memoria.

Il punto di forza di questo film, che è un falso film storico (cioè propone comportamenti e concezioni di stampo moderno ma è ambientato dopo il 1360), è la colonna sonora, oltre ai personaggi. Sin da We will rock, che apre il film, a Boys are back in town, la musica è quel qualcosa in più che si aggiunge all’unicità del resto, che lo rende indimenticabile. Non so come, ma a ogni nuova canzone sento nascere l’adrenalina e mi vien voglia di ballare! Forse perché sono scelte azzeccatissime…
Il cast è un’altra storia. Ognuno degli attori rende speciale e indimenticabile il proprio personaggio: Heath Ledger è uno scudiero che con forza e tenacia riesce a cambiare il proprio destino, a modificare il tragitto delle proprie stelle, è il leader che tutti seguono; Mark Addy è il cardine del gruppo, colui che resta dietro le quinte ma senza il quale nulla potrebbe funzionare; Alan Tudyk è collerico ma in fondo buono, fa di tutto perché restino uniti, perché nessuno si immischi e rovini ciò che hanno creato; Paul Bettany è l’araldo, l’attira-folla, e lo fa in maniera straordinaria e divertente; Laura Fraser è una ferraia, il corrispettivo femminile del fabbro, e fa di tutto per dare all’armatura di William un aspetto da cavaliere, con la decisione e la delicatezza di cui è capace una donna. Se fossero un gruppo rock, i ruoli sarebbero: Heath Ledger, la star; Mark Addy, il manager; Alan Tudyk, la guardia del corpo; Paul Bettany, l’esperto di comunicazione; Laura Fraser, la stylist.
adhemar-e1442398416495Poi ci sono Rufus Sewell, il cattivo che più geloso e vendicativo di così non poteva essere, Shannyn Sossamon, la ragazza bella e che tutti desiderano ma che è in cerca di un uomo che la tratti da eguale e non come un oggetto da conquistare, e James Purefoy, il figlio del re che per avere un po’ di normalità è costretto a nascondere la propria identità.
Vedete, è un film spettacolare e non sono proprio riuscita a mantenermi neutrale. Ma come si fa? Le presentazioni di Paul Bettany sono così assurde da essere meravigliose, gli amici di Heath scommettono sulla sua vittoria nelle giostre e gli cantano cori degni degli stadi moderni, Alan sarebbe il perfetto hooligan se non si comportasse così per il profondo rispetto e amore che ha verso gli altri. Tutto rimanda alla modernità ed è ciò che ha fatto guadagnare a Il destino di un cavaliere il posto d’onore nel mio cuore.

Voto

🌕🌕🌕🌕🌕

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Vi avevo detto che era speciale per me! E voi che ne pensate? Lo avete viso?
Trovate sempre posto per i vostri più che ben accetti commenti!

A domani 💋

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9 pensieri su “Recensione “Il destino di un cavaliere”

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