La météo de Baudelaire #3 : La certosa di Parma

‘Giorno a tutti, lettrici e lettori!

Per La météo de Baudelaire di quest’oggi si passa a uno dei classici della letteratura francese dell’Ottocento, una chiara immagine di un secolo fatto di tante contraddizioni!

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Copertina

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Informazioni generali

Titolo: La certosa di Parma
Titolo originale: La Chartreuse de Parme
Autore: Stendhal
Traduzione: Ferdinando Martini
Editore: Newton Compton
Anno: 2011
Anno prima edizione: 1839
Genere: Storico
Formato: Cartaceo
Pagine: 320
Prezzo: 5,10€
Link acquisto: Mondadori

Trama

Protagonista è il giovane nobiluomo milanese Fabrizio del Dongo. Affascinato dalla figura di Napoleone, il giovane seguirà le orme del suo eroe e si metterà in viaggio per combattere per lui in Belgio. La sconfitta dell’Imperatore e le gelosie che circondano Fabrizio lo costringeranno a ripiegare sulla carriera ecclesiastica, per scoprire che nemmeno il mondo religioso è immune a raggiri e sotterfugi. Solo la prigione gli restituirà una dimensione umana e l’amore, ma a costo di grandi perdite.

Parere

La prima volta in cui ho preso in mano questo libro ero alle superiori e era una lettura obbligatoria. Io non vado mai d’accordo con le letture obbligate ma quella volta, fortunatamente, non è andata come pensavo e ho trovato un libro davvero bello.
L’ho ritrovato negli scaffali della libreria qualche giorno fa e me ne sono innamorata di nuovo.
Trovo che, già come ne Il Rosso e il Nero, lo stile di Stendhal sia adatto a rendere la lettura piacevole e non stanca trovarsi immersi nella storia di Fabrizio Del Dongo, un giovane di buona famiglia avviato alla carriera ecclesiastica ma attratto dalla passione e dall’amore per la giovane Clelia Conti.
Tutto in questo romanzo mostra e critica le attitudini dei contemporanei dell’autore, eternamente divisi tra carriera ecclesiastica e militare ma con continue ingerenze nei due ambiti da parte di interessi che si scontrano con gli ideali più puri. E Stendhal non manca di sottolineare la sua critica nei confronti di questi comportamenti, soprattutto quando si tratta di Fabrizio e della sua ingenuità da ragazzo che non conosce il mondo e gli uomini. L’autore si prende proprio gioco del suo eroe, senza spendere una parola di conforto per le sue disavventure:

Il nostro eroe credeva che tutti i Francesi fossero come lui profondamente commossi dal supremo pericolo della patria. Pranzando alla tavola rotonda dell’albergo dove aveva preso alloggio, non nascose i suoi disegni e il suo spirito di devozione: e vi trovò dei giovanotti di una squisita amabilità, anche più entusiasti di lui, i quali non si astennero dal portargli via in pochi giorni tutti i denari.

Eppure, nonostante la focalizzazione su Fabrizio, leggendolo si ha la sensazione che i fatti, gli eventi, siano più importanti dei singoli individui, delle persone, e risulta per questo un romanzo storico-politico; Stendhal fa la descrizione di uno Stato che si fa polizia e nel quale ogni cittadino deve sottostare ai cambiamenti d’umore di chi lo governa.
Un riferimento particolare va alla figura di Napoleone. Come in altre grandi opere ottocentesche francesi, è citato e riveste un ruolo chiave per il protagonista l’Imperatore Bonaparte, questo perché è entrato a far parte dell’immaginario romantico nella veste dell’eroe pronto a tutto e mai stanco d’agire. Per Fabrizio, giovane inesperto, Bonaparte rappresenta tutto ciò che si può desiderare dalla vita e la sua ammirazione è così alta da spingerlo a recarsi a Waterloo durante la battaglia, tutto pur di aiutare il suo mito.

Curiosità

A quanto sembra, Stendhal si è ispirato a una storia vera durante la stesura del romanzo, trovata nel manoscritto L’origine della grandezza di casa Farnese. Fabrizio del Dongo, perciò, non sarebbe altro che la versione romanzata di Alessandro Farnese, papa Paolo III, diventato pontefice grazie all’aiuto della zia Vannozza e alla relazione sua con il cardinale Rodrigo Borgia. Farnese ebbe poi una relazione con una certa Creria, una nobildonna che gli diede quattro figli, che Stendhal ha trasformato in Clelia Conti.

Voto

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Ovviamente ci sono tanti altri libri che raccontano lo stesso periodo, ma sono convinta che questo rispecchi bene parte dello spirito del secolo. Nel caso, aspetto di sapere cosa ne pensate con i vostri commenti 😊

A domani con The Rainist!

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