La météo de Baudelaire #12 : Canto di Natale

Buondì e ben ritrovati a un nuovo appuntamento de La météo de Baudelaire!

Per questo Mercoledì dedicato al Natale non potevo non pensare ai classici e quindi mi sono decisa a scegliere il più classico dei libri natalizi! Coraggio-tattoo

Copertina

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Informazioni generali

Titolo: Canto di Natale
Titolo originaleA Christmas Carol: A Goblin Story of Some Bells that Rang an Old Year Out and a New Year In
Autore: Charles Dickens
Traduzione: S. Ferrero
Editore: Garzanti
Anno: 2012
Anno prima edizione: 1843
Genere: Romanzo
Formato: Cartaceo
Pagine: 96
Prezzo: 4,17€
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Trama

Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere londinese, odia il Natale. Lo considera – anzi – tempo perso, e un ostacolo al proprio arricchimento. Ma la notte della Vigilia, dopo una giornata passata alla scrivania senza nulla concedere all’atmosfera festosa che lo circonda, riceve la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Nel corso di un fantastico viaggio che farà rivivere a Scrooge tutte le tappe della propria vita e intravedere un ben misero futuro, gli spiriti riusciranno ad aprire i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. Il Canto di Natale non è però solo una favola a lieto fine. E anche uno degli esempi meglio riusciti di critica sociale di Dickens, oltre che una delle più famose e commoventi storie sul Natale.

Parere

La maestria di Dickens è conosciuta e risaputa ma devo ammettere che prima di aver letto Canto di Natale lo consideravo un po’ troppo “di nicchia”, uno di quegli autori che ti deve davvero piacere per riuscire a leggerne le opere, non perché non siano belle ma a causa di uno stile non proprio semplice e lineare. Dopo aver terminato questo libricino, che si legge tranquillamente in una giornata, ho decisamente cambiato idea.
A Christmas Carol può davvero essere considerato l’artefice delle nostre tradizioni natalizie (insieme agli altri volumi della serie Christmas Books)
perché ho trovato, pagina dopo pagina, lo stesso calore e la stessa atmosfera di gioia/condivisione che rappresentano per me il Natale, raccolte nella cornice di una Londra vittoriana forse troppo occupata a pensare al proprio guadagno per avvertire queste sensazioni.
La storia di Scrooge mi ha colpita molto anche se già la conoscevo, perché arriva dritta al cuore, racconta qualcosa che, anche se non siamo così avari e restii alle emozioni, possiamo capire e anche sentire come nostro: il rimpianto per le opportunità perse, il dolore per le sofferenze degli innocenti, la paura di non poter cambiare e di commettere sempre gli stessi errori. Il personaggio di Dickens non diventa solo iconico per un certo tipo di mentalità o un genere di individuo, ma lo è anche per chi si è trovato in ognuno di quegli stati d’animo senza aver davvero intenzione di cambiare.
Ma l’aspetto più bello è che Canto di Natale è un romanzo di speranza, che invita a migliorare se stessi facendo del bene agli altri e amare la vita giorno per giorno, facendo ciò che più è giusto per vivere serenamente. In questo è molto attuale, perché ultimamente il Natale è diventato sinonimo di consumismo, un’occasione in più per spendere e non per rinnovare i valori e la gioia che questo periodo dovrebbe portare…

Citazione

«Uomo», continuò lo spirito. «se hai un cuore d’essere umano, rinnega queste espressioni odiose, sino a che non avrai scoperto in prima persona in che cosa consista tale eccedenza, e dove si trovi. Come ti arroghi il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire? Ma come fai a sapere se, agli occhi di Dio, tu non sei più indegno di vivere piuttosto che dei milioni di esseri simili al bambino di quel povero diavolo. Oh, Dio! Sentire l’insetto che è sulla foglia trattare da intrusi i suoi simili che muoiono di fame nella polvere»

Voto

Coraggio-tattoo

Sono proprio contenta di avervi raccontato un po’ del mio classico natalizio preferito (devo ammettere, però, che non ho letto molti libri sul tema 😅)! Sono curiosa di sapere quale sia il vostro irrinunciabile natalizio, quel libro che meglio rappresenta il Natale secondo voi!

Nel frattempo vi do appuntamento a domani con The Rainist! See you tomorrow 💋

6 pensieri su “La météo de Baudelaire #12 : Canto di Natale

  1. Bello questo libro. Ammetto di non averne letti molti altri di Dickens però questo mi era piaciuto davvero. Una piacevole lettura natalizia. E’ facile riconoscerci nel burbero protagonista ed una volta chiuso il libro ti viene davvero voglia di cambiare e fare del tuo meglio! 😀 Un bel racconto.
    Non ho letto molti libri natalizi a pensarci bene; uno che mi viene in mente è “La cena di Natale” di Luca Bianchini: un romanzo divertente,il seguito di Io che amo solo te, che mostra la vera essenza delle nostre festività; il caos, il cibo,le scaramucce, i regali non voluti e quelli che non si vogliono fare, la famiglia e i parenti inopportuni, tante risate e alla fine un po’ di quel fantomatico spirito Natalizio a cui cedono anche i più duri e antipatici. Insomma una lettura leggera e simpatica ambientata nel giorno della vigilia di Natale 😉

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