Recensione “Il tocco degli Spiriti Antichi” di Noemi Gastaldi

Buon pomeriggio, lettori e lettrici 😄 Buon pranzo!

Vi avevo avvisato che sarei tornata per delle recensioni e quindi eccomi qui parlarvi di un romanzo fantasy tutto italiano di una scrittrice esordiente! Oggi vi propongo Il tocco degli Spiriti Antichi di Noemi Gastaldi.

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Info

Il tocco degli Spiriti AntichiTitolo
Il tocco degli Spiriti Antichi

Autore
Noemi Gastaldi

Saga
Oltre i confini Vol. 1

Editore
Self-published

Anno
2012

Genere
Urban Fantasy ~ Paranormal

Formato
Brossura ~ Ebook

Pagine
251

Prezzo
9,51€ (Brossura) ~ 0,90€ (Ebook)

Link acquisto
Amazon

Trama

Lucilla soffre di allucinazioni fin da quando era molto piccola. Francesca è in grado di viaggiare tra due mondi: la realtà materiale e quella immateriale sono separate da un velo sottile, e lei è capace di squarciare questo velo. Lucilla e Francesca dovranno vedersela con gli Spiriti Antichi, creature inumane, che vivono esclusivamente per soddisfare la propria perversa natura…

Parere

Se la tendenza a preferire l’autopubblicazione alle lunghe attese delle case editrici ha prodotto una serie di romanzi non così spettacolari e a volte simili tra loro, con Il tocco degli Spiriti Antichi di Noemi Gastoldi si è rivelata una gran bella sorpresa.
È una storia fantasy nuova e che sorprende, tanto per le ambientazioni, ben descritte e che balzano subito agli occhi mentre si legge, quanto per l’universo fantastico e per le creature che lo abitano. Mi è piaciuta la trasformazione del mondo dei sogni in una realtà a se stante, con le proprie leggi e le diverse possibilità che essa offre ai personaggi. La presenza degli Spiriti Antichi, di Tempesta e dei Viator (coloro che possono consapevolmente recarsi nel Mondo oltre i Confini) rende la storia coinvolgente e interessante perché sfrutta una facoltà che tutti possediamo, quella di sognare e a volte di fare sogni così belli e reali che vorremmo fossero veri.
I personaggi principali della storia sono quattro (cinque, perché lo Spirito Alchimista può far parte dell’elenco a pieno titolo secondo me) ma le vere protagoniste sono Lucilla e Francesca. Profondamente diverse l’una dall’altra, sono loro due a portare avanti la storia fino al finale, ricco di colpi di scena e, come in tutti i fantasy che si rispettino, di una incredibile battaglia non tra bene e male ma tra lo possibilità di essere liberi nel Regno oltre i Confini e l’essere schiavi inconsapevoli di uno Spirito Antico.
È un romanzo interessante, nuovo e scorrevole. C’è però qualcosa che stona ed è la passività che si avverte nel giungere alla conclusione di questo primo volume della saga. Quello che mi ha lasciata perplessa è la completa estraneità di Lucilla in una parte così fondamentale per il destino della storia. Avrei preferito, in un’ottica di crescita personale, che iniziasse a cambiare il proprio comportamento passivo nei confronti di ciò che accade perché lo si vede già in alcuni momenti e credo che l’avrebbe resa più conscia della propria condizione così speciale e unica. Tuttavia, Il tocco degli Spiriti Antichi non è che il primo volume di una trilogia (che comprende Il battito della bestia e Il canto delle Forze Ancestrali), perciò c’è tutto il tempo per assistere a questo cambiamento.

Voto

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È il primo volume di una saga che, se sviluppata bene, può rivelarsi davvero interessante, perciò tenetela d’occhio 😊

Alla prossima
Federica 💋

Aggiornamenti & Work in progress

Senza pensarci troppo, il pomeriggio del 28 Aprile mi laureo. Ormai è ufficiale, il mio nome compare nero su bianco nella lista di studenti previsti per quella sessione. Giusto un paio di giorni fa ho terminato di scrivere il discorso di presentazione della tesi, ma tutto sembrava ancora fumoso, lontano chissà quanto. Adesso, invece, mancano meno di due settimane al giorno X… Che ansia!! E se non fossi pronta? 😱

tumblr_nwy8zuWYYi1spkdb2o10_1280Non fraintendetemi. Credo di poter considerare l’orale più una formalità che un esame vero e proprio, perché comunque i membri della commissione altro non possono fare se non proclamarmi dottoressa (l'”oh ma che ansia” a tal proposito è già scattato), però c’è sempre l’incognita data dall’agitazione e nel mio caso so già che sarà insistentemente presente, soprattutto perché ho un piccolo problema: la voce mi sparisce in tempo zero! Non sono abituata a tenere lunghi discorsi a voce alta e il mio tempo massimo di resistenza, oltre il quale inizio a sembrare una in piena crisi da mal di gola (cosa che nemmeno il peggior inverno ha mai saputo fare), è di cinque minuti, scarsi peraltro. Temo la possibilità di sgolarmi per arrivare alla fine di quei tesissimi dieci minuti sana e salva! Speriamo bene…

Io nel frattempo, tra una prova e l’altra, sto continuando a scrivere su due fronti: da una parte Curadh, il seguito di Alethè, che tra alti e bassi è già arrivato oltre la metà. Procede speditamente, non credevo nemmeno potesse essere così veloce, e è bello ritrovare tutti i personaggi del primo libro come se non avessi mai smesso di occuparmi di loro. Ci sono anche degli sviluppi davvero interessanti, ma ve ne parlerò meglio più avanti, quando avrò delineato per bene tutta la trama 😉
E poi ci sono i nuovi racconti che si aggiungeranno a quelli già postati nella rubrica della Scribacchina e che non vedo l’ora di pubblicare nella raccolta (messa in palio anche nell’On Rainy Days Contest)! Al momento ho terminato un nuovo pezzo della storia di Rebecca e Neil (la Regina di ghiaccio e l’Adone — qui e qui trovate i loro primi racconti) e ne sto iniziando un secondo; devo concludere la storia iniziata con Il trio; e magari, se l’idea vi piace, aggiungere altri pezzi al mondo magico de L’Apprendista e Gli enigmi di Chevalier (1, 2 & 3). Vediamo come vanno le cose, ma se avete suggerimenti (del tipo “vorrei leggere una storia che parla di X” o “mi piacerebbe che…”) fatevi avanti! Le storie della Scribacchina sono aperte alle vostre richieste 😊

In questi giorni ho meditato anche su cosa fare di Time Murder, perché è un racconto che mi piacerebbe continuare e magari pubblicare su Amazon (pensando appunto all’opportunità di costruirci attorno una saga). Andrebbe rivisto tutto e magari aggiornato con un capitolo o due in più, ma chissà che non ne esca qualcosa di buono. Voi che ne dite?

Alla prossima
Federica 💋

Lei&Lui di Marc Levy – Il BlogTour [V Tappa]

Buongiorno 😄

Come vi avevo preannunciato oggi è arrivato il momento della mia tappa del BlogTour dedicato all’ultimo romanzo del mio scrittore francese preferito, Marc Levy! Si tratta di Lei&Lui, edito da Rizzoli e pubblicato il 31 Marzo, e quello che vi propongo io è una piccola e fugace lettura di alcuni estratti 😊

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Info

lei-e-luiTitolo
Lei&Lui
Titolo originale
Elle&Lui
Autore
Marc Levy
Traduzione
Manuela Maddamma
Editore
Rizzoli
Anno
2016
Anno prima edizione
2015
Genere
Narrativa, Romance
Pagine
350
Prezzo
17€

Trama

Lui è Paul Barton, americano, vive a Parigi da molti anni in attesa che il successo bussi alla sua porta: scrittore poco soddisfatto del proprio lavoro, ha raggiunto la popolarità solo nella Corea del Sud, dove ha conosciuto la sua traduttrice, cui lo unisce un complicato amore intermittente.
Lei è Mia, attrice inglese scappata a Parigi da un’amica che conosce il potere consolatorio della cucina: un rifugio sicuro per una donna delusa e schiacciata da una vita che non la soddisfa più.
Le strade di Paul e Mia si congiungono in maniera imprevista grazie ai rispettivi amici, che un po’ per gioco e un po’ per affetto li iscrivono a loro insaputa a un sito di incontri. Inizia un’amicizia a tinte colorate, sempre sul punto di trasformarsi pericolosamente in altro, costellata di episodi romantici, buffi ed esilaranti. Tra chiacchiere nei caffè e passeggiate nelle piazze di Montmartre, dove le atmosfere sprigionano tutta la loro magia, Paul guida Mia attraverso una Ville Lumière spesso poco conosciuta, alla scoperta di incantevoli angoli nascosti e inedite prospettive sulla città.

Estratti

“Arrivata a Porte de la Chapelle, la Saab cabrio tagliò tre corsie in diagonale, ignorando le segnalazioni dei fari delle altre macchine, e abbandonò la tangenziale per imboccare la A1 in direzione Roissy-Charles-de-Gaulle.
«Perché sono sempre io che vado a prenderlo all’aeroporto? Giurerei che in trent’anni di amicizia non mi ha mai reso il favore. Sono troppo gentile, ecco il problema! Senza di me non starebbero nemmeno insieme. Che so… un piccolo grazie a mezza bocca, invece no, niente!» borbottò Paul guardandosi nello specchietto retrovisore. «D’accordo, sono il padrino di Jo, ma chi altro avrebbero potuto scegliere? Pilguez? Figurarsi, e poi sua moglie è già la madrina. È così, faccio sempre favori, passo la vita a fare favori. Non dico che non mi faccia piacere, ma mi farebbe anche piacere che qualcuno si occupasse un po’ di me. Lauren, per esempio, mi ha forse mai presentato una specializzanda quando vivevo a San Francisco? Nel suo ospedale non ne mancano di certo, e nemmeno di studentesse, del resto. Ebbene no, mai! Detto questo, hanno orari impossibili. Se il tizio qui dietro mi sfanala ancora, inchiodo! Devo smetterla di parlare da solo, Arthur avrà avuto le sue buone ragioni, e non voglio passare per matto. Ma con chi dovrei parlare? Coi personaggi dei miei romanzi? No, devo smetterla, sembro un vecchio. I vecchi parlano da soli. Cioè, lo fanno quando sono da soli, altrimenti parlano tra loro, o con i figli. Avrò mai dei figli? Perché invecchierò anch’io…»
Si guardò ancora nello specchietto.
La Saab si fermò al casello automatico, e Paul recuperò il biglietto. «Grazie» disse richiudendo il finestrino.”


Aveva fatto bene a lasciargli campo libero, nella speranza che alla fine avrebbe sentito la sua mancanza? Non sarebbe stato meglio occupare il territorio per cercare di riconquistarlo? Chi poteva risolvere questo genere di enigmi?
Mia non sapeva quello che voleva, ma sapeva quello che non voleva più. Il dubbio, l’attesa, il silenzio. Voleva progetti impossibili, che però danno la voglia di alzarsi al mattino, ritrovare il desiderio di vivere e non svegliarsi più con un nodo allo stomaco.”


“«Non le sembra che ci siano già abbastanza drammi nella vita vera, e che le persone siano già sufficientemente gravate da dolori, menzogne, vigliaccherie e meschinità? Vuole aggiungerne altri? Sprecare il loro tempo raccontando storie che finiscono male?»
«I romanzi hanno il dovere di riflettere la realtà, o rischiano di apparire sentimentali.»
«Ma che vadano al diavolo, quelli che non amano le storie felici, sguazzassero pure nel loro pessimismo, sono già abbastanza noiosi così, non gli lasceremo anche l’ultima parola.»
«È un punto di vista.»
«No, è una questione di buon senso e di coraggio. A che serve recitare, scrivere, dipingere o scolpire, correre rischi del genere se non per dare felicità agli altri? A commuovere con edificanti storie strappalacrime? Sa cosa serve oggi per conquistare un Oscar? Aver perso braccia o gambe, il padre o la madre, meglio ancora tutt’e quattro le cose insieme. Una buona dose di tristezza, di squallore, di bassezze per far sciogliere gli spettatori in lacrime e si grida al genio, ma far ridere e sognare la si ritiene una cosa da nulla. Ne ho abbastanza dell’egemonia culturale della depressione. Quindi il suo romanzo finirà bene, punto e basta!»”

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Questa era l’ultima tappa del BlogTour ma se vi siete persi le precedenti, ecco qui dove potete trovarle

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Io ho letto l’ebook in meno di un giorno praticamente, e di solito ci metto moltissimo a leggere gli ebook! Ecco il potere di Marc Levy, oltre a regalare sempre delle storie meravigliose 😄 Fatemi sapere cosa vi è sembrato da questi piccoli assaggi! Spero vi abbiano incuriosito!

Alla prossima
Federica 💋

Rosso Cremisi – Allo Short Film Corner del Festival di Cannes con la violenza sulle donne

Buongiorno! Come state? Tutto bene?
Oggi torno per parlarvi di un corto davvero bello e importante dedicato alla violenza sulle donne.

Qualche settimana fa vi parlavo dell’ultima puntata di You Can’t Take It With You (serie web diretta da Alessio Osio, nata dalla sceneggiatura di Alessandra Salvoldi e interpretata da Alessandra Salvoldi, Simone Galli, Alice Guarente Simone Svanera) e di quanto fosse promettente l’intero progetto – tanto che la prima stagione è stata candidata ai Rome Web Awards portando a casa quattro Oscar.

Alessandra Salvoldi e Alessio Osio
Alessandra Salvoldi e Alessio Osio

Oggi ho il piacere di parlarvi di un altro progetto nato dal duo Salvoldi-Osio e che li ha portati direttamente tra i candidati del Short Film Corner del Festival di Cannes, la sezione fuori concorso del festival dedicata ai corti, che si svolgerà a Maggio. Parlo di Rosso Cremisi.
Ho avuto la possibilità di vederlo in anteprima e ancora una volta sono rimasta affascinata dalla semplicità e dalla profondità della storia narrata sullo schermo.
Il corto segue tre donne in un momento specifico della loro vita che non ha nulla di diverso dal solito, almeno all’inizio; è un attimo di quotidianità come tutti gli altri, fatto di risate, condivisioni e incontri. unspecified-3Una giornata che tutti possiamo aver vissuto sul lavoro, o chiacchierando con un vicino, o facendo sport all’aria aperta approfittando di una bella giornata, ma che per queste tre protagoniste subisce un brusco cambiamento quando si fa avanti il vero nemico della storia, l’uomo-lupo.
Hobbes (giusto per utilizzare un po’ le conoscenze filosofiche che ancora non ho dimenticato) avrebbe detto homo homini lupus, cioè l’uomo è un lupo per l’uomo e qui si assiste proprio a questo concetto. Ma non solo, perché il vero punto di partenza è la favola di Cappuccetto Rosso, nelle tre versioni in cui è giunta fino a noi (quelle di Perrault, di Danton e dei fratelli Grimm – citate nel corto insieme all’opera La compagnia dei lupi di Angela Carter), e tutti i simboli, i significati archetipici e psicoanalitici di cui questa storia è portatrice.

Non voglio rovinarvi nulla in caso vi capitasse l’occasione di poterlo vedere, però voglio raccontarvi due degli elementi che rendono questo corto davvero sorprendente, profondo e bello. Il primo è il colore.
unspecified-2In 7 minuti la gamma cromatica è davvero limitata. Gli ambienti, il paesaggio e le persone sono caratterizzati da colori anonimi che li rendono non solo quasi sovrapponibili tra loro, ma anche incredibilmente quotidiani. Non essendoci tonalità sgargianti che caratterizzano gli ambienti o gli abiti, infatti, è facile per chi guarda immedesimarsi nelle situazioni e pensare di aver già assistito a momenti come quelli presentati. Ma in questa uniformità cromatica ci sono quattro elementi che sfuggono alla regola e balzano agli occhi dello spettatore, diventando i catalizzatori dei diversi significati della storia: una sciarpa, una fascia per capelli, una felpa e una bottiglia di latte (tre in realtà, una per ogni donna).

Le tre donne della storia (Da sinistra: Maria Enza Latella, Chiara Zani e Alessandra Salvoldi)
Le tre donne della storia
(Da sinistra: Maria Enza Latella, Chiara Zani e Alessandra Salvoldi)

I primi tre, indossati rispettivamente dalla manager, dalla casalinga e dalla jogger, sono elementi rossi, un richiamo diretto alla mantella della bambina della favola, ma anche un segno del loro essere vittime prescelte e dell’essere donne (il rosso come richiamo al ciclo mestruale). L’ultimo, ovviamente di colore bianco, è il simbolo della purezza e dell’innocenza, caratteristiche che vengono spezzate nell’attimo in cui l’uomo-lupo fa la propria mossa. Con la bottiglietta in frantumi ciò che si rompe è la dignità della donna in quanto persona, indipendentemente quindi dal sesso, e la sua libertà, trasformandola in una vittima.
Il secondo elemento è la totale assenza di dialoghi diretti. Nessuno parla, c’è semplicemente una voce fuoricampo che descrive la realtà in generale, senza particolare riferimento ai tre esempi presentati, e che rende ancor più estremo l’impatto emotivo delle immagini (che comunque non mostrano mai direttamente le violenze) e del tema. È l’elemento che più mi ha colpita perché si sente sempre dire che le vittime di violenza faticano a esternare ciò che è accaduto loro e c’è bisogno di un aiuto esterno per convincerle ad aprirsi. Questo corto non mostra solo questo, ma è anche un invito a non essere delle vittime che si lasciano sopraffare e a reagire per non permettere che accada di nuovo.

Io non sono un’esperta, né mi reputo capace di poter fare lo stesso lavoro di un giornale come pubblicità, diffusione o critica, ma sono felice dell’opportunità che mi è stata data di poter vedere Rosso Cremisi in anteprima e di potervene parlare! Come corto candidato allo Short Film Corner spero che riesca a convincere la giuria e i critici, non perché è realizzato da ragazzi della mia età e delle mie zone, non perché ho già collaborato con loro, non perché sono super convinta che siano bravi e lo meritino (sono bravi e lo meritano indipendentemente da ciò che penso io), ma perché c’è bisogno di film e corti di questo tipo.
Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e nonostante l’ampia campagna di sensibilizzazione, ogni anno le vittime aumentano. Per questo Rosso Cremisi è il corto di cui c’è bisogno, soprattutto perché il tema della violenza sulle donne (psicologica o fisica che sia) è – purtroppo – sempre attuale (è di un paio di giorni fa la notizia della donna uccisa dall’ex ragazzo) e sono convinta che occorra parlarne ancora e ancora per evitare che continui a occupare i fatti di cronaca.

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Info

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Rosso Cremisi
Regia

Alessio Osio
Anno
2015
Genere
Drama, Fiction
Lingua
Italiano
Soggetto & Sceneggiatura
Alessandra Salvoldi

Cast

  • Maria Enza Latella
  • Chiara Zani
  • Alessandra Salvoldi
  • Federico Benna
  • Alessandro Mor
  • Matteo Rinaldi
  • Giuseppina Turra
  • Luca Minola
  • Ornella Rossi
  • Gadis Argaw
  • Alfredo Ferrari
  • Emmanuele Tremolada
  • Dario Zanoni

Trailer


Io nel mio piccolo sosterrò questo corto, la sua candidatura e i prossimo progetti della BUM – Bringing Up Movies perché visto cosa hanno fatto finora non può che portare a progetti sempre più belli! Complimenti ragazzi e grazie per avermi permesso di far parte del gruppo 😊

Se vi ispira non mancate di farmelo sapere! Girerò i vostri commenti ai protagonisti!

A presto
Federica 💋

Sospensione

Buongiorno e buona Domenica 😊

Come avrete notato nessun programma della settimana nel titolo e da questo credo sia facile indovinare di cosa vi parlerò oggi… C’è una sospensione in programma questo mese.

Come sapete mi sto per laureare (l’ultima settimana di Aprile 😱) e in questi ultimi giorni i preparativi si fanno sempre più insistenti. Ho ancora tanto da rivedere e sistemare prima del fatidico giorno e purtroppo mi sono accorta che non riesco a occuparmi di tutto contemporaneamente… Capitano periodi in cui hai poco da fare e altri in cui non sai dove sbattere la testa per trovare del tempo in più. Ecco, questo momento è uno di quelli in cui le giornate dovrebbero durare 48 ore o più per permettermi di fare tutto.

Occuparmi del blog mi riempie di soddisfazione ogni giorno, grazie ai vostri commenti, ai like e ai nuovi follower che si sono aggiunti in queste settimane. Creare On Rainy Days è stata una delle scelte migliori che abbia mai fatto, perché finora ho conosciuto tante persone straordinarie e sono cambiata (e cresciuta) con voi e grazie a voi. Sembra una sviolinata ma è così, perché altrimenti le rubriche e i nuovi racconti non sarebbero mai nati e nemmeno il mio libro avrebbe mai visto la pubblicazione! Grazie ❤️

Tutto questo però richiede davvero tanto tempo. Gestire gli impegni, scrivere le recensioni e creare gli articoli, nonché ritagliarmi del tempo per continuare Curadh (il seguito di Alethè) richiede tante energie e ultimamente mi sono accorta che stanno arrivando agli sgoccioli… Vorrei potermi ricaricare come Baymax di Big Hero 6, ma purtroppo non funziona e devo convogliarle verso quello che richiede più attenzione in questo momento. Ed ecco perché la sospensione: per tutto Aprile (purtroppo) le rubriche e gli aggiornamenti saranno sospesi.

Questo non significa che scomparirò dalla rete! Assolutamente no!! Ho ancora dei libri da recensire, perciò queste recensioni saranno sicuramente pubblicate, e un BlogTour su Levy!! Poi quando potrò tornerò, magari raccontandovi come procede la scrittura del libro e dei racconti (vi ho promesso che la scribacchina non si sarebbe fermata) o le strane idee che mi inventerò per iniziare Maggio con il botto e con tante nuove energie!

Spero vogliate restare con me anche se non sarò più così presente, anche perché è ancora in corso (e resta valido) l’On Rainy Days Contest. Ma se vi stancherete di aspettare, capirò 😊 Vi auguro una buona giornata e un buon mese!

Ci rivediamo a Maggio!
Federica 💋