Lei&Lui di Marc Levy – Il BlogTour [V Tappa]

Buongiorno 😄

Come vi avevo preannunciato oggi è arrivato il momento della mia tappa del BlogTour dedicato all’ultimo romanzo del mio scrittore francese preferito, Marc Levy! Si tratta di Lei&Lui, edito da Rizzoli e pubblicato il 31 Marzo, e quello che vi propongo io è una piccola e fugace lettura di alcuni estratti 😊

Coraggio-tattoo

Info

lei-e-luiTitolo
Lei&Lui
Titolo originale
Elle&Lui
Autore
Marc Levy
Traduzione
Manuela Maddamma
Editore
Rizzoli
Anno
2016
Anno prima edizione
2015
Genere
Narrativa, Romance
Pagine
350
Prezzo
17€

Trama

Lui è Paul Barton, americano, vive a Parigi da molti anni in attesa che il successo bussi alla sua porta: scrittore poco soddisfatto del proprio lavoro, ha raggiunto la popolarità solo nella Corea del Sud, dove ha conosciuto la sua traduttrice, cui lo unisce un complicato amore intermittente.
Lei è Mia, attrice inglese scappata a Parigi da un’amica che conosce il potere consolatorio della cucina: un rifugio sicuro per una donna delusa e schiacciata da una vita che non la soddisfa più.
Le strade di Paul e Mia si congiungono in maniera imprevista grazie ai rispettivi amici, che un po’ per gioco e un po’ per affetto li iscrivono a loro insaputa a un sito di incontri. Inizia un’amicizia a tinte colorate, sempre sul punto di trasformarsi pericolosamente in altro, costellata di episodi romantici, buffi ed esilaranti. Tra chiacchiere nei caffè e passeggiate nelle piazze di Montmartre, dove le atmosfere sprigionano tutta la loro magia, Paul guida Mia attraverso una Ville Lumière spesso poco conosciuta, alla scoperta di incantevoli angoli nascosti e inedite prospettive sulla città.

Estratti

“Arrivata a Porte de la Chapelle, la Saab cabrio tagliò tre corsie in diagonale, ignorando le segnalazioni dei fari delle altre macchine, e abbandonò la tangenziale per imboccare la A1 in direzione Roissy-Charles-de-Gaulle.
«Perché sono sempre io che vado a prenderlo all’aeroporto? Giurerei che in trent’anni di amicizia non mi ha mai reso il favore. Sono troppo gentile, ecco il problema! Senza di me non starebbero nemmeno insieme. Che so… un piccolo grazie a mezza bocca, invece no, niente!» borbottò Paul guardandosi nello specchietto retrovisore. «D’accordo, sono il padrino di Jo, ma chi altro avrebbero potuto scegliere? Pilguez? Figurarsi, e poi sua moglie è già la madrina. È così, faccio sempre favori, passo la vita a fare favori. Non dico che non mi faccia piacere, ma mi farebbe anche piacere che qualcuno si occupasse un po’ di me. Lauren, per esempio, mi ha forse mai presentato una specializzanda quando vivevo a San Francisco? Nel suo ospedale non ne mancano di certo, e nemmeno di studentesse, del resto. Ebbene no, mai! Detto questo, hanno orari impossibili. Se il tizio qui dietro mi sfanala ancora, inchiodo! Devo smetterla di parlare da solo, Arthur avrà avuto le sue buone ragioni, e non voglio passare per matto. Ma con chi dovrei parlare? Coi personaggi dei miei romanzi? No, devo smetterla, sembro un vecchio. I vecchi parlano da soli. Cioè, lo fanno quando sono da soli, altrimenti parlano tra loro, o con i figli. Avrò mai dei figli? Perché invecchierò anch’io…»
Si guardò ancora nello specchietto.
La Saab si fermò al casello automatico, e Paul recuperò il biglietto. «Grazie» disse richiudendo il finestrino.”


Aveva fatto bene a lasciargli campo libero, nella speranza che alla fine avrebbe sentito la sua mancanza? Non sarebbe stato meglio occupare il territorio per cercare di riconquistarlo? Chi poteva risolvere questo genere di enigmi?
Mia non sapeva quello che voleva, ma sapeva quello che non voleva più. Il dubbio, l’attesa, il silenzio. Voleva progetti impossibili, che però danno la voglia di alzarsi al mattino, ritrovare il desiderio di vivere e non svegliarsi più con un nodo allo stomaco.”


“«Non le sembra che ci siano già abbastanza drammi nella vita vera, e che le persone siano già sufficientemente gravate da dolori, menzogne, vigliaccherie e meschinità? Vuole aggiungerne altri? Sprecare il loro tempo raccontando storie che finiscono male?»
«I romanzi hanno il dovere di riflettere la realtà, o rischiano di apparire sentimentali.»
«Ma che vadano al diavolo, quelli che non amano le storie felici, sguazzassero pure nel loro pessimismo, sono già abbastanza noiosi così, non gli lasceremo anche l’ultima parola.»
«È un punto di vista.»
«No, è una questione di buon senso e di coraggio. A che serve recitare, scrivere, dipingere o scolpire, correre rischi del genere se non per dare felicità agli altri? A commuovere con edificanti storie strappalacrime? Sa cosa serve oggi per conquistare un Oscar? Aver perso braccia o gambe, il padre o la madre, meglio ancora tutt’e quattro le cose insieme. Una buona dose di tristezza, di squallore, di bassezze per far sciogliere gli spettatori in lacrime e si grida al genio, ma far ridere e sognare la si ritiene una cosa da nulla. Ne ho abbastanza dell’egemonia culturale della depressione. Quindi il suo romanzo finirà bene, punto e basta!»”

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Questa era l’ultima tappa del BlogTour ma se vi siete persi le precedenti, ecco qui dove potete trovarle

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Io ho letto l’ebook in meno di un giorno praticamente, e di solito ci metto moltissimo a leggere gli ebook! Ecco il potere di Marc Levy, oltre a regalare sempre delle storie meravigliose 😄 Fatemi sapere cosa vi è sembrato da questi piccoli assaggi! Spero vi abbiano incuriosito!

Alla prossima
Federica 💋

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3 pensieri su “Lei&Lui di Marc Levy – Il BlogTour [V Tappa]

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