The Rainist #38 : Reckless

Buongiorno!!

Accidenti siamo già arrivati alla fine di Giugno 😲 Incredibile! Ok, ok, il tempo vola ma non per questo mi sono dimenticata che oggi è il turno di The Rainist e della serie tv in cui passione e limiti non sempre sono una coppia così formidabile. Pronti?

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Info

7738aeb8a7Titolo
Reckless
Ideatori
Dana Stevens 
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2014
Genere
Legal Drama
Stagioni
1
Episodi
13
Lingua
Inglese

Trama

A Charleston, nella Carolina del Sud, una splendida civilista e un affascinante procuratore cercano di nascondere l’intensa attrazione reciproca mentre uno scandalo nella polizia minaccia di spaccare la città. Jamie Sawyer è invidiosamente cool, sicura di sé e con un retaggio da ragazza cresciuta nelle strade pericolose di Chicago. Il suo rivale Roy Rayder, divorziato e padre di due figli, incarna lo stile del Sud ed è un procuratore fresco di conio grazie al suo influente ex suocero. Quando l’agente caduta in disgrazia Lee Anne Marcus ingaggia Jamie per rappresentarla nella sua causa contro il dipartimento di polizia, Jamie e Roy scoprono che Lee Anne è l’epicentro di un caso che potrebbe avere conseguenze disastrose.

Cast

  • Anna Wood è Jamie Sawyer
  • Cam Gigandet è Roy Rayder
  • Shawn Hatosy è Terry McCandless
  • Georgina Haig è Lee Anne Marcus
  • Adam Rodríguez è Preston Cruz
  • Michael Gladis è Holland Knox
I due protagonisti: Jamie Sawyer e Roy Rayder
I due protagonisti: Jamie Sawyer e Roy Rayder

Trailer

Parere

Benché questa serie si fermi alla prima stagione, in 13 episodi riesce a delineare i caratteri tipici del sud degli Stati Uniti, i vizi e la chiusura che caratterizza un società abituata a tenere per sé i problemi, a insabbiarli piuttosto che creare scandali capaci di distruggere il sistema.
I legal drama, meglio di altri, riescono a unire la componente drammatica a quella “erotica” per la forte tensione che si crea tra le due parti ma che qui è più un’aspettativa che una realizzazione vera e propria, almeno tra i due protagonisti, bloccati nei rispettivi ruoli di avvocato e procuratore.
Sono gli altri a accentuare la componente spericolata (reckless appunto) della serie, portando lo scandalo che apre la prima puntata a livelli ben più profondi e coinvolgendo l’intera società, rivelandone la corruzione diffusa e la depravazione. I personaggi secondare servono proprio a questo, a sfogare ogni tipo di tensione che si accumula di puntata in puntata e di cui Jamie e Roy non possono approfittare. Paradossalmente, loro sono gli unici sui quali i limiti e le convenzioni sociali riescono a fare effetto annullando, di fatto, il presupposto di partenza, cioè la forte attrazione che dovrebbe legarli.

Voto

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È una di quelle serie da guardare d’estate, senza impegno, e credo che si trovi anche in italiano (se non mi sbaglio è stata trasmessa su Rai2 l’anno scorso…). Io l’ho vista così, nella pausa estiva, e è adatta a passare il tempo 😊 La conoscete? O vi ha incuriosito?

Fatemi sapere! A presto 💋


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La météo de Baudelaire #38 : Cinquanta sfumature di rosso

Buongiorno e ben ritrovati con La météo de Baudelaire!

Beh con questo tema non potevo esimermi dallo scegliere proprio uno dei libri di E. L. James, la responsabile di tutte le mie elucubrazioni mentali e lo shock di Domenica.

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Info

cop_james-e-l_cinquanta-sfumature-di-rossoTitolo
Cinquanta sfumature di rosso
Titolo originale
Fifty Shades Freed
Autore
E. L. James
Traduzione
E. Banfi
Editore
Mondadori
Anno
2012
Genere
Erotic Romance
Formato:

Ebook
Pagine
619

Trama

Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite. Ana ha sempre saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo. Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi… 

Parere

Terzo e ultimo volume della saga di Anastasia Steele e Christian Grey, questo Cinquanta Sfumature di… è quello che meno ho apprezzato. Non che i primi due siano migliori (avete letto che penso di Grigio e Nero), ma qui mi è sembrato che i due protagonisti, piuttosto che avanzare verso una relazione equilibrata (con equità e equilibrio tra le due parti), si cristallizzi in una specie di rapporto bambina disubbidiente-padre severo che poco mi ha colpita.
Ana e Christian non cambiano rispetto a come sono stati tratteggiati nei volumi precedenti, ma restano sempre quel pizzico ridicoli quando si chiamano formalmente per cognome (ho faticato a sopportare tutti quei “Mr. Grey” di qua e “Mrs. Grey” di là, come se arrivassero da metà Settecento) e si inviano email dagli oggetti allusivi e poco divertenti.
Ho apprezzato che le descrizioni dei momenti intimi tra marito e moglie siano state ridotte in favore di situazioni descrittive più, come dire, normali. Ovviamente non vuol dire che Cinquanta sfumature di rosso è di colpo diventato un romanzo di narrativa semplicemente romantico, ma la dea interiore di Anastasia non è stata chiamata in causa così spesso, per mia fortuna, evitandomi le varie descrizioni di rumbe e salse e chachacha che l’hanno tenuta impegnata nei precedenti volumi.
La storia, snellita di scudisci, catene, manette e quant’altro il signore delle sfumature possedesse, è più tranquilla da quel punto di vista, ma sembra voler compensare il calo di prestaz momenti erotici aggiungendo alla trama un pizzico di thriller. L’idea non è neanche così cattiva in sé, ma non è eseguita nel migliore dei modi e sembra solo un intermezzo estemporaneo. Il motivo della vendetta contro i Grey non ha basi poi così solide e, sinceramente, quelle usate non bastano a giustificare delle ritorsioni come quelle prese con Ana, Christian e la sua famiglia. Quasi preferivo i risvegli della dea interiore…
Comunque sia la conclusione non mi ha lasciata insoddisfatta per quel che riguarda la vita dei personaggi. Senza sorprese o colpi di scena dell’ultimo minuto, non poteva essere che quella.

Voto

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Finalmente ho concluso la saga!! E dopo questa recensione spero di non dover più avere a che fare con personaggi del genere 🙄 A parte il tema così “particolare”, avete mai incontrato nei libri dei protagonisti tanto assurdi da non essere credibili? 

Fatemi sapere 💋


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Singing in the Rain #38 : “Master and Servant” by Depeche Mode

Singing in the Rain il vostro jukebox personale!

La canzone di oggi è forse un simbolo del BDSM – pratica che E. L. James ha tanto usato nelle sua trilogia ma che non va esattamente vista come fa il suo Mr. Grey – ma è anche un esempio dello stile anni ’80 e dei Depeche Mode, nonché di come si possa dire qualcosa di profondo usando come scusa quella di descrivere un gioco sadomaso, qualcosa di cui tutti fingono di ignorare l’esistenza ben sapendo che non è così.

Vi lascio quindi con i Depeche Mode! Buon ascolto e buona giornata 💋

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Info

Depeche-Mode-Some-Great-Reward_1410777448Titolo
Master and Servant
Artista
Depeche Mode 
Album
Some Great Reward 
Compositore
Martin Lee Gore
Genere
Alternative Rock
Anno
1984
# Traccia
7 di 9
Singolo
Sì, è stato il secondo singolo estratto dall’album il 20 Agosto 1984 

Video

Testo

There’s a new game
We like to play you see
A game with added reality
You treat me like a dog
Get me down on my knees

We call it master and servant
We call it master and servant

It’s a lot like life
This play between the sheets
With you on top and me underneath
Forget all about equality

Let’s play master and servant
Let’s play master and servant

It’s a lot like life
And that’s what’s appealing
If you despise that throwaway feeling
From disposable fun
Then this is the one

Domination’s the name of the game
In bed or in life
They’re both just the same
Except in one you’re fulfilled
At the end of the day

Let’s play master and servant
Let’s play master and servant

Let’s play master and servant
Come on master and servant


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Potrebbe piovere #38 : Shame

Buongiorno 😊

Iniziamo questo Lunedì dedicato alla passione e ai limiti con Potrebbe piovere e un film in cui è facile capire che, se non si mantiene un equilibrio, ciò che consideriamo piacevole può trasformarsi in una droga e, come ultimo stadio, in una malattia che corrode e consuma.

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Info

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Shame
Regia
Steve McQueen
Anno
2011
Genere
Drammatico, Erotico
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Regno Unito
Soggetto
Steve McQueen
Sceneggiatura
Steve McQueen e Abi Morgan

Trama

Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Nulla traspare all’esterno: Brandon ha un appartamento elegante, un buon lavoro ed è un uomo affascinante che non ha difficoltà a piacere alle donne. Al suo interno, però, è un inferno di pulsioni compulsive. Va ancora peggio alla sorella Sissy, bella e sexy, ma più giovane e fragile, la quale passa da una dipendenza affettiva ad un’altra ed è sempre più incapace di badare a se stessa o di controllarsi.

Cast

  • Michael Fassbender è Brandon Sullivan
  • Carey Mulligan è Sissy Sullivan
  • James Badge Dale è David
  • Nicole Beharie è Marianne

Trailer

Parere

Dire potente e provocatorio descrive bene questo film. Steve McQueen, regista inglese rivelatosi già un genio con Hunger (2008), fa della spinta all’estremo e delle provocazione i punti centrali della pellicola, attorno ai quali si sviluppa non solo la malattia di Jason e di sua sorella Sissy, ma anche l’intero malessere sociale da cui nascono i loro problemi e che li (e ci, in qualche modo) rende schiavi della facilità con cui possiamo soddisfare le nostre passioni, i nostri desideri più profondi.
Nella società di oggi tutto è in vendita, tutto può essere ottenuto al giusto prezzo, ed è facile ottenere ciò che vogliamo, così facile che si rischia di trasformare il nostro desiderio in una psicosi incontrollabile, dalla quale nemmeno un gesto estremo ci riesce a liberare. È questo che McQueen, con riprese fisse e campi lunghi in cui la censura non è contemplata, vuole raccontare e mostrare, ponendo l’accento su quanto il nostro stile di vita, votato all’apertura mentale e alla libera dimostrazione di sé, sia in realtà un sistema in cui ci si chiude in se stessi per nascondere gli orrori e gli scheletri che abbiamo creato abusando delle nostre passioni e delle nostre debolezze.
A questo proposito anche la scelta dell’ambientazione non è casuale perché New York, estremo esempio della città in cui ogni cosa è possibile, si trasforma nella casa degli orrori. Ogni aspetto che la rende uno splendido sogno si tinge di dettagli che ne corrodono dall’interno la bellezza. Tutto ciò che viene mostrato è grigio, offuscato da una patina che simboleggia la finta trasparenza della società e che rende l’atmosfera opprimente, claustrofobica e assolutamente immutabile.
Al centro della scena, di qualunque scena, troviamo Michael Fassbender, che in un’apatia crescente non riesce a trovare un equilibrio con la quotidianità e per questo si trasforma in una ricerca di ciò che ancora non è stato provato, in una angoscia crescente che non può che concludersi in un tracollo emotivo, aggravato e giunto al suo apice a causa del personaggio di Carey Mulling. Sissy, con la sua fragilità, la necessità di dipendere da qualcun altro e la sindrome da “Brand New Start” (iniziare tutto da zero), manda all’aria l’equilibrio del fratello e della sua prigione mentale, mettendolo di fronte alla realtà dei fatti e comunque all’impossibilità di rinunciare totalmente alla propria dipendenza.

Voto

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Spesso avere dei limiti è un bene, specie se la società in cui viviamo non fa altro che causare e aggravare i nostri problemi. È un film decisamente crudo, almeno rispetto a quelli cui sono abituata, soprattutto a livello psicologico più che visivo. Spero di essere riuscita a mostrare l’altro lato della medaglia, quello che la trilogia di E. L. James si è dimenticata per strada… Come sempre sono tutta orecchie se volete commentare 😊

A presto 💋


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Programma della settimana #38

Buongiorno 😄

Come state? Avete in programma qualcosa per oggi?
Questa volta ho scelto il tema perché sono rimasta scioccata da una notizia e da un’immagine che girava su Facebook, precisamente 

Questa immagine
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Per chi non lo sapesse, per presentare l’ultimo film degli X-Men negli Stati Uniti è stato realizzato un cartellone pubblicitario in cui Mystica (la donna blu) è tenuta per il collo dal cattivo di turno. Non so chi, ma giustamente, ha fatto notare che una scena simile tolta dal contesto d’origine può indurre a credere che la violenza sulle donne sia tollerabile. Da qui il confronto con il film di Cinquanta sfumature, che appunto fa della violenza (consenziente sì e no) il suo cardine e che trasforma Christian Grey in un adone desiderabile da chiunque.

Da qui, trovandomi d’accordo con la critica fatta nella foto, mi sono chiesta: “Non la continuano la saga di Cinquanta sfumature, vero?”. La risposta, ahimè, è sì, la continuano e proprio in questo periodo dovrebbero aver ultimato le riprese del secondo.

Altamente sconvolta da questa rivelazione, ho deciso di dedicare la nuova settimana proprio a ciò che fa da cardine ai libri di E. L. James, la ricerca del piacere spingendosi ai limiti, però cercando di dimostrare che non è tutto rose e fiori come si potrebbe credere guardando i film tratti da quei romanzi.

Dovevo parlarne con qualcuno e purtroppo per voi vi tocca sopportare il mio sfogo 😁 Chissà che non se ne ricavi qualcosa di buono (in fondo i racconti di Rebecca e Neil nascono da un tema simile). Dopo questa settimana però si torna nei ranghi!

Io vado a sconvolgermi ancora un po’ per questa notizia, ma vi auguro di passare una buona Domenica 💋