Potrebbe piovere #35 : La Bella e la Bestia

Buondì e buon inizio settimana, cari lettori e care lettrici 😊

Con il film scelto per quest’oggi con Potrebbe piovere vi porto nell’accezione di Classico legata a un momento dell’infanzia. Per me un “Classico” è qualcosa che conosco sin da quando sono piccola, qualcosa che ho visto e rivisto così tante volte da averlo quasi inscritto nel mio codice genetico 😆 Un Classico è un’opera che conosco in ogni sua versione possibile e oggi vi presento il mio Classico dell’infanzia: La Bella e la Bestia (però nella versione da XXI° secolo)!

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Info

50264Titolo
La 
Bella e la Bestia
Titolo originale
La Belle & la Bête 

Regia
Christophe Gans

Anno
2014

Genere
Fantastico, Drammatico, Sentimentale

Lingua
Francese

Paese di produzione
Francia

Soggetto
La bella e la bestia (favola)

Sceneggiatura
Christophe Gans, Sandra Vo-Anh

Trama

1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l’attende.

Cast

  • Léa Seydoux è Belle
  • Vincent Cassel è La Bestia
  • André Dussollier è Padre
  • Eduardo Noriega è Perducas
  • Yvonne Catterfeld è Principessa
  • Myriam Charleins è: Astrid
  • Sara Giraudeau è Clotilde
  • Audrey Lamy è Anne
  • Jonathan Demurger è Jean-Baptiste
  • Nicolas Gob è Maxime

Trailer

Parere

Nato come via di mezzo tra la versione Disney e le favole francesi di Beaumont e di Villeneuve, questo film segue più le seconde del classico per bambini che, senza se e senza ma, è stato e tutt’ora è il mio preferito di casa Disney.
La storia di Belle, ultima figlia di un mercante ridotto alla bancarotta, e della Bestia, un re trasformato a causa di un omicidio, recupera quindi tutti i caratteri “pagani” legati alla trasformazione di quest’ultimo e al recupero della sua umanità e dell’aspetto naturale, cosa che fa riferimento all’opera latina L’asino d’oro di Apuleio.
Tutta la trama, al di là della storia d’amore e del pretesto che porta i due protagonisti a una difficile convivenza, è quindi una metafora che cerca di trasmettere la mutevolezza dell’animo umano di fronte alle grandi passioni, positive o negative che siano, e la necessità di espiare le proprie colpe nel modo che più permette di comprendere gli errori commessi, vale a dire trasformandosi in un essere mostruoso.
Benché ci sia questa premessa e una simile impostazione nella trama, tutto il film non va oltre al messaggio che le apparenze ingannano, che l’amore supera ogni ostacolo e che può cambiare anche il più bestiale degli uomini.
C’è da dire che, non essendo una pellicola americana bensì francese, questa impostazione da un lato è qualcosa di nuovo per il panorama cinematografico d’oltralpe (finalmente qualcuno che riprende anche la favolistica europea), ma è anche un grande freno alle possibilità del film di ricollegarsi alla tradizione dei racconti popolari e a quella latina, nel tentativo di riprendere le componenti filosofiche e spirituali dei classici.
Se come trama avrei preferito qualcosa in più, mi sono innamorata dei costumi, del trucco e degli ambienti, maggiormente costruiti a computer, perché regalano un tocco di unicità al film e alle interpretazioni degli attori, soprattutto alla parte di Léa Seydoux (Belle). Lei è una protagonista convincente, ma che viene sovraccaricata da molteplici pressioni, sia da parte della famiglia, sia nel salvataggio dell’anima che si nasconde in quel corpo mostruoso. Vincent Cassel, che non so mai se considerare bello oppure no, passa circa tre quarti del suo ruolo nascosto dagli effetti speciali che rendono reale la Bestia, e comunque riesce a regalare un personaggio espressivo.
Tuttavia, se questi due protagonisti funzionano abbastanza bene insieme e singolarmente, l’intero film appare sovraccaricato, sia dalle citazioni alle pellicole che lo hanno preceduto, sia dall’utilizzo della tecnologia digitale, che ne aumenta l’artificiosità e rende difficile l’interazione costruttiva tra Belle e la Bestia.

Voto

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Come avrete certo capito, il mio classico de La Bella e la Bestia è quello disneyano, però sono curiosa di scoprire tutte le nuove versioni, soprattutto quella che uscirà il prossimo anno con Emma Watson! Non vedo l’ora 😄

Adesso la parola passa a voi, perché sono curiosa di sapere se avete un film che corrisponde a questa mia prima definizione di “Classico”, ovvero qualcosa che è diventato indissolubilmente parte di voi per le tante volte in cui l’avete visto!
Vi aspetto 💋


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9 pensieri su “Potrebbe piovere #35 : La Bella e la Bestia

  1. “La Bella e la Bestia” è anche per me un Classico legato all’infanzia… ne rimasi incantata fin da quando lo vidi al cinema – e proprio perché l’ho conosciuto in 2D quando Sky l’ha riproposto in 3D non sono riuscita a guardarlo.

    Detto questo, aspettavo da tempo il film con Vincent Cassel e Lea Seydoux. Sebbene ambientazione e vestiti siano meravigliosi, però, l’ho trovato deludente. Me lo aspettavo molto più Disney e alcune pieghe della trama non mi sono piaciute per niente.

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  2. Anch’io adoro, questa storia d mi guardò ogni nuova versione… Animata o film ☺️
    Questo in specifico non mi ha fatto particolarmente impazzire… 🤔 non saprei nemmeno definire perché, una strana sensazione, non è riuscito a coinvolgermi… vedremo il prossimo 😍
    Buon lunedì 😘

    Liked by 1 persona

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