Domino Letterario di Ottobre

Buongiorno 😄 e buon Lunedì!!

Oggi torna il domino letterario, la catena di libri che vi porta a spasso tra i diversi blog partecipanti alla scoperta di tante storie! Chi mi precede è Deb di Leggendo Romance e mi collego alla sua scelta perché la copertina del mio presenta gli stessi colori, solo invertiti!

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Info

30654918Titolo
L’altra metà del mondo
Titolo originale

Margarettown
Autore

Gabrielle Zevin
Editore
Nord
Anno
2016
Genere
Narrativa
Formato
Ebook
Pagine
228

Trama

Mia cara Jane,
il mio più grande rimpianto è che tu non abbia avuto la possibilità di conoscere tua madre. Perciò, adesso che sei abbastanza grande, vorrei raccontarti di lei e del mio straordinario viaggio a Margarettown.
Margarettown è la città in cui tua madre è nata e cresciuta. Ci sono andato dopo il fidanzamento, e lì ho incontrato Mia, una pittrice giovane e ribelle. Poi ho conosciuto Marge, una donna amareggiata e delusa dagli uomini, e May, una bambina di straordinaria intelligenza. In tutte loro ho ritrovato alcuni tratti della creatura sfuggente e misteriosa di cui mi ero innamorato; perché Margaret non è stata semplicemente mia moglie o tua madre. Margaret è stata May, poi Mia, e sarebbe diventata Marge, se non avessi implorato il suo perdono per gli errori che avevo commesso…
Ecco perché voglio parlarti di Margaretown: per aprire una finestra sul cuore di Margaret, in modo che tu possa apprezzare ogni sfumatura della sua storia e del suo carattere. In fondo, l’amore è proprio questo: imparare a conoscere l’altro al di là del ruolo che riveste nella nostra vita, e accettare anche i suoi difetti come un dono prezioso. In attesa di scoprire il futuro che il destino ha in serbo per noi.

Parere

Per un figlio è difficile immaginare i propri genitori come realtà diverse da ciò che vede tutti i giorni, vale a dire come persone e completamente estranee alla figura del genitore. Li si vede sempre come le figure che ci hanno cresciuti e sono i simboli delle regole e della vita in famiglia. È difficile immaginarli giovani e pronti ad affrontare la vita e i suoi problemi.
L’altra metà del mondo sviluppa, partendo da questo presupposto, un racconto in cui la figura materna viene raccontata attraverso gli occhi di un narratore inaffidabile a una bambina che non avrà mai l’opportunità di conoscere la verità.
N., il narratore, è un padre single che, prima di morire, decide di scrivere alla figlia Jane la vera storia di sua madre e del loro incontro, in una narrazione che assume tutti i caratteri di una favola e che nasconde un messaggio non scontato e attuale in ogni epoca. Protagonista di questa favola dai contorni instabili (perché non si riesce mai a capire fino a che punto sia vero ciò che viene detto) è Margaret Towne, detta Maggie, una ragazza di venticinque anni “maledetta”.

«Sono maledetta», disse infine.
«No che non lo sei» Poi ci pensai su e aggiunsi: «Cioè, dipende da cosa intendi con ‘maledetta’».
«Ci sono delle cose, su di me, che non sai»
«Quali cose, Maggie?»
«Cose. E, quando le scoprirai, mi odierai. Lo so»

Sin dalle prime descrizioni che N. fa, non solo di se stesso e della sorella, ma soprattutto di Margaret e del mistero che la circonda, ci si accorge che la storia porterà alla scoperta di un terreno incredibile e spaventoso, in un certo qual modo. Ciò che si esplora in queste pagine è Margaretown, un luogo che ha una doppia valenza perché è la città natale di Margaret e anche una parte di lei, il luogo interiore e non in cui vivono tutte le diverse personalità che rendono Maggie la donna che è. 

«No: io sono maledetta nel senso letterale del termine. Siamo state tutte maledette» Un’altra pausa. «Quando una donna invecchia, non lascia tracce. Io, invece, col passare degli anni, mi lascio dietro addirittura delle persone»

Maggie vive e convive con tutte le versioni che di lei sono comparse nell’arco di una vita. Così lei, la Vecchia Margaret, Marge, Greta, Mia e May costituiscono la diverse fasi della vita di questa donna chiamata Margaret Towne e ne testimoniano la crescita nelle diverse fasi della vita (dall’infanzia, May, alla vecchiaia, la Vecchia Margaret), in un racconto fantastico-simbolico fatto da un narratore che vuole lasciare alla figlia un ricordo di sua madre, una guida per comprendere una donna che non ha mai conosciuto ma anche se stessa lungo il processo di crescita che la porterà a crescere e a diventare adulta.

«È solo una storia. Una storia d’amore. Ogni coppia ne ha una: spesso la infarcisce di aneddoti, la arricchisce di particolari, finché la storia non inizia ad avere una vita propria. Dopo un po’, non importa più se è accaduta davvero o no. Via via che vengono raccontate, queste storie diventano la nostra vita»

Ma per noi lettori questo romanzo è una favola introspettiva che ci aiuta a comprendere l’universo femminile durante tutte le sue fasi. Proprio come Maggie ci porta a conoscere la Vecchia Margaret, Marge, Mia, May e Greta (anche se mai direttamente) e ci fa capire che ogni donna ha in sé tutte le persone che è stata nel corso di una vita, anche noi che leggiamo ci ritroviamo a compiere un viaggio, alla ricerca di qualunque versione di noi stessi si sia fatta avanti durante la nostra esistenza.

In un certo senso, sono le persone che conosci a definire per te i contorni del posto in cui vivono.

L’altra metà del mondo è una riflessione sulla figura della donna, ma non solo, dalle sfumature di una favola, una storia che inizia con “C’era una volta…” e che non vuole assolutamente rispettare i cardini della verosimiglianza, preferendo la “falsità” delle favole per descrivere temi estremamente attuali e reali come la crescita, la comprensione di sé, la depressione e il suicidio. Il tutto raccontato da uno stile diretto, semplice ma non per questo banale; quasi ricorda una carezza che invita a perdersi e a raggiungere la nostra personale Margarettown, riuscendo a farlo in modo convincente ed estremamente delicato.

Voto

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Oggi è l’ultimo giorno per il domino di questo mese (è anche l’ultimo giorno di Ottobre 🎃), però vi attendono altre tappe dopo questa, la prima delle quali vi attende su The library of Belle! Comunque qui c’è il calendario

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Passate una buona giornata e un buon Halloween, se stasera andrete a festeggiare!!

A presto
Federica 💋

Let’s get Strange

Buongiorno 😄
Finalmente è Venerdì!! Il weekend è alle porte e non vedo l’ora che arrivi!!
Cosa farete di bello questo fine settimana? Festeggerete Halloween in anticipo?

Io credo che ne approfitterò per mettere ordine negli appunti dell’università e in Curadh, per poi arrivare a Domenica e passere una giornata cinema con mia cugina. Il programma prevede un ripasso dei film Marvel, anche perché Mercoledì abbiamo visto l’ultimo e alla fine ci chiedevamo cosa mancasse allo sviluppo della trama che collega tutti i film e che porterà a Infinity War nel 2019… Un po’ fuori, ma abbiamo un pomeriggio libero e ne approfittiamo 😆

Io su queste cose sono moooolto nerd e adoro l’universo Marvel!! Alla fine, mi dovranno fare una statua vista l’assiduità e la celerità con cui segui le loro uscite cinematografiche… Oramai avete capito dove vado a parare con questo post: ho fatto la recensione di Doctor Strange! Eccola 😊

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Info

51070Titolo 
Doctor Strange
Regia

Scott Derrickson
Anno
2016
Genere
Azione, fantastico
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Steve Ditko (fumetto), Jon Spaihts, Scott Derrickson, C. Robert Cargill (storia)
Sceneggiatura
Scott Derrickson & C. Robert Cargill

Trama

Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange, la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto a cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-taj. Scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà. Presto, Strange imparerà a padroneggiare la magia e sarà costretto a scegliere se fare ritorno alla sua vita agiata o abbandonare tutto per difendere il mondo e diventare il più potente stregone vivente.

Cast

  • Benedict Cumberbatch: Stephen Strange / Dottor Strange
  • Chiwetel Ejiofor: Karl Mordo
  • Rachel McAdams: Christine Palmer
  • Benedict Wong: Wong
  • Michael Stuhlbarg: Nicodemus West
  • Benjamin Bratt: Jonathan Pangborn
  • Scott Adkins: Lucian
  • Mads Mikkelsen: Kaecilius
  • Tilda Swinton: Antico

Trailer

Parere

Nuova uscita della casa Marvel che introduce un nuovo tipo di supereroe e che riporta in auge un aspetto importante dei fumetti che gli ultimi prodotti cinematografici hanno un po’ trascurato, vale a dire la spiritualità. Doctor Strange è sicuramente il meno ricco di scene di combattimento dei prodotti del MCU (Marvel Cinematic Universe) e si fa carico di trasmettere un valore diverso alla lotta che i supereroi hanno ingaggiato contro chiunque provi a minacciare la Terra. Non c’è un Hulk spaccatutto, né Thor o Iron Man pronti a mandare in frantumi qualsiasi cosa pur di scacciare la minaccia di turno, umana o aliena che sia.
Protagonista è, ovviamente, il Dottor Strange, neurochirurgo di fama mondiale, che dopo un incidente perde l’uso delle mani e si vede togliere tutto ciò che per lui ha valore, il lavoro e la gratificazione che ne deriva. Come un cliché ben collaudato da casa Marvel, il supereroe non ancora tale si trova ad affrontare un momento di crisi, in cui tutte le sue certezze vengono messe in discussione (se non addirittura cancellate), che può riuscire a superare solo cedendo all’impossibile e all’accettazione di una verità dolorosa: tutte le conoscenze del passato sono completamente inutili e la salvezza passa per l’unica via cui non si è disposti a credere.
maxresdefaultPer questo il materialista, egocentrico e cinico Stephen Strange si trova alla disperata ricerca di una cura che lo conduce in un luogo chiamato Kamar-Taj, dove non solo la via per l’auto-guarigione passa per il misticismo orientale, ma anche per la scoperta delle proprie particolari doti mistico-magiche che vedono l’esistenza di un multiuniverso in un cui la Terra è al centro degli interessi di una forza oscura millenaria e famelica.
Ovviamente allo scetticismo iniziale di Strange si sostituisce la sua comprensione e l’accettazione di un piano superiore dell’universo, ma quello che è interessante è lo sviluppo del personaggio e come questo si inserisca nel mondo del MCU introdotto dal primo Iron Man (2008) e come lo stravolga.
Dopo Captain America – Civil War, i supereroi della prima fase sono in piena crisi e da gruppo compatto sono diventati due fazioni contrapposte; loro erano le speranze del pianeta e di fronte alla loro crisi etica e alla divergenza di opinioni, serviva una new entry, qualcuno di completamente estraneo alla diatriba che fosse in grado di riportare l’attenzione sugli argomenti veramente importanti e che i grandi supereroi dimostrano di aver dimenticato. Stephen Strange è l’outsider, l’uomo comune che non ha scelto di difendere nessuno e che contro la sua volontà si trova coinvolto in qualcosa che è più grande di lui. È l’ambasciatore che ci chiede: “La Terra è in pericolo, forze oscure la minacciano e servono dei paladini che la difendano. Chi lo farà? Gli Avengers?”.
schermata-2016-10-27-alle-23-50-40La risposta del film è un grandissimo no. Serve un nuovo tipo di eroe, qualcuno che sappia aprire la mente e vedere oltre ogni tipo di barriera, anche quella che separa gli universi. Serve un nuovo eroe ed ecco arrivare lo stregone Doctor Strange, capace di modificare la realtà tramite la magia (la manipolazione dell’energia proveniente dagli altri universi). Punto di forza del personaggio, interpretato da un impareggiabile Benedict Cumberbatch, è la spiritualità e il misticismo, il credere che ci sia qualcosa di superiore che governa gli universi e che sia possibile entrarvi in contatto tramite pratiche come la meditazione. Di fronte a eroi prettamente materiali e fisici come Capitan America, la dimensione di Doctor Strange è quasi onirica, un caleidoscopio in cui la realtà non ha (quasi) più leggi cui rendere conto e in cui i supereroi mettono in mostra le proprie abilità senza sfoggiare i muscoli, ma giocando d’astuzia a suon d’incantesimi.
schermata-2016-10-27-alle-23-48-13Questa dimensione extra della realtà (chiamata, tra i tanti modi, realtà specchio) viene enfatizzata con effetti speciali incredibili, in cui gli edifici collassano su loro stessi, si piegano, flettono e modificano in un incrocio tra il mondo onirico di Inception e gli edifici mutevoli di Harry Potter.
È un film diverso dai suoi predecessori di casa Marvel, più mentale, ma non per questo noioso o meno movimentato, anzi. A renderlo piacevole e interessante da vedere è proprio questo focalizzarsi su altri aspetti al di fuori del classico scontro tra Buoni e Cattivi, in particolare la sottile differenza dei confini tra queste due categorie, nella dimostrazione che nessuno è superhero o evil a priori, ma che lo si diventa a seconda delle scelte che si fanno.
Ultima caratteristica che lo rende una gradita visione è l’ironia della pellicola, elemento che vede coinvolti tutti gli attori e i personaggi in una successione di battute e sipari che stemperano la profondità del misticismo e rendono il film divertente (personalmente ho riso spesso e di gusto, grazie alle battute geniali). Ricorda, questa ironia, che la vita e le situazioni non sono tutte negative o positive, ma un equilibrato mix dei due.

Voto

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Ovviamente voglio sapere cosa ne pensate, se lo avete già visto o se andrete questo weekend! Mi piace sentirvi chiacchierare, anche per dirmi che la Marvel non fa per voi 😉 Lascio a voi la parola!!

Nel frattempo vi auguro un buon weekend e vi do appuntamento a Lunedì, quando tornerà a trovarvi il Domino Letterario 😍
Buona giornata,
Fede 💋

On Rainy Days Contest

Recensione “Harry Potter e la maledizione dell’erede”

Buongiorno 😆

È da un po’ che vi dico quanto adori Harry Potter e finalmente (arrivo un po’ in ritardo ma pazienza) vi racconto la mia sull’ottavo libro della cara zia Rowling, dedicato al mago con cui sono cresciuta!! Prima però un po’ di info…

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Info

31187505Titolo
Harry Potter e la maledizione dell’erede
Titolo originale

Harry Potter and The Cursed Child
Autore

J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne
Editore
Salani Editore
Anno
2016
Genere
Fantasy
Formato
Cartaceo
Pagine
368

 

Trama

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Parere

Che si aspettasse un seguito per la saga di Harry Potter lo si sa dal momento in cui J. K. Rowling ha detto di aver concluso il settimo libro (beh, io lo aspettavo da quel momento), ma devo ammettere che non avrei mai creduto potesse arrivare davvero. E infatti non è arrivato.
Harry Potter e la maledizione dell’erede è, e allo stesso tempo non è, il seguito della saga più famosa degli ultimi anni e io propendo per l’idea del non-sequel, semplicemente perché è impossibile pensare di poter continuare la storia del maghetto inglese. Harry Potter come protagonista ha esaurito tale ruolo nel penultimo capitolo de I doni della morte, quando ha messo fine al suo incredibile e pluridecennale conflitto con Voldemort, ed è quindi impossibile pensare ad altre avventure che lo riportino allo splendore della saga originaria e che, quindi, possano essere definiti sequel di quella parte della storia. Perciò, questo nuovo lavoro firmato John Tiffany, Jack Thorne e solo in parte J. K. Rowling (anche se il suo nome compare a caratteri cubitali, non ha dato altro che una revisione alla storia), è più una side-story di Harry Potter, un’avventura legata al suo universo e che lo coinvolge ma che avrebbe anche potuto coinvolgere qualcun altro, come effettivamente accade.
Ricompaiono tutti i grandi personaggi della saga, dal favoloso trio Harry-Ron-Hermione a Draco Malfoy, da Ginny alla professoressa McGranitt, ma se la ritrovata vicinanza con loro mi ha scaldato il cuore e mi ha riportata indietro nel tempo ricordandomi perché li ho adorati, la conoscenza dei nuovi protagonisti mi ha lasciata abbastanza perplessa. Questa volta al centro dell’azione ci sono Albus Severus Potter, secondogenito di Harry e Ginny, e Scorpius Malfoy, figlio di Draco e inseparabile migliore amico di Albus, ma se Scorpius mi ha un po’ intenerita per il suo lato nerd (una versione meno saccente e più sfigata di Hermione), Albus Severus Potter si è guadagnato il titolo di “Personaggio Insopportabile dell’Anno” e nessuno glielo ruberà!
Avrebbe dovuto essere una bella riflessione su come gestire la celebrità genitoriale, però alla fine risulta essere solo un adolescente in piena crisi e con un difficile rapporto padre-figlio, cosa che per me lo ha reso abbastanza insopportabile.
Fin qui sembra che stia facendo a pezzi l’intera storia, ma non è propriamente così. The Cursed Child (levandogli quindi la prima parte, che lo fa sembrare un seguito e che non serve) si fa apprezzare per la velocità con cui si arriva al succo della vicenda e per l’aver mostrato le diverse sfaccettature di personaggi che sono abituata solo a vedere in certe vesti. È, di nuovo, stato bello ritrovare i vecchi amici di un tempo e quelli che sono passati a miglior vita, ma è una storia della quale, se non fosse stata pubblicata questa versione, non avrei sentito la mancanza.
Forse a teatro ha tutt’altro senso e la resa è di certo più coinvolgente, ma su carta, nella versione di una sceneggiatura, non è in grado di eguagliare lo splendore dei primi libri e delle altre pubblicazioni fatte per mano della sola Rowling all’interno dell’universo di Harry Potter. Ci sono diverse sviste e dettagli che non tornano, il che fa sembrare The Cursed Child più una fanfiction che un sequel vero e proprio, un titolo, torno a ripetere, che non credo gli spetti.
Peccato, perché avrebbe potuto essere qualcosa di più vicino ai lavori precedenti se solo si fosse concentrato sulla prima parte del titolo, quella legata a Harry.

Voto

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Con il voto sono stata moooooolto buona! Avrei potuto essere più spietata, ma sono troppo affezionata alla storia per esserlo davvero 😆 Pazienza, speriamo che questo nuovo avvio migliori con il tempo!!

Voi lo avete letto?? Impressioni? Spero lo abbiate apprezzato più di me 😆

Alla prossima e buona giornata!!
Federica 💋

Segnalazione “Vanità di Potenza – L’amore al tempo della musica” di Giulia Esse

Buongiorno 😊 Come va l’inizio della settimana?

Oggi segnalazione e il romanzo di oggi è ambientato in una città e in un periodo storico che personalmente amo molto: Venezia nel XVIII secolo!!

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Info

61jrfgonb6lTitolo
Vanità di Potenza – L’amore al tempo della musica
Autore 

Giulia Esse
Editore
Youcanprint
Anno
2016
Genere
Romanzo storico
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
283
Prezzo
17€ (cartaceo) ~ 1,99€ (ebook)
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Trama

Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. 
Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento.
Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli , ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?

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Beh, tra storia e musica ce n’è per tutti i gusti e devo ammettere che la trama è interessante! Fatemi sapere se vi può interessare e se vi ha colpito 😊

Alla prossima 💋

Appunti di scrittura #3

Ormai manca un mese o poco più alla pubblicazione di Curadh… Ho preventivato di pubblicarlo il 18 Dicembre (giorno in cui si chiuderà l’On Rainy Days Contest) e mai come adesso si moltiplicano le ansie per cercare di ultimarlo in tempi utili a farne una bella e completa revisione! Il mio mood di queste mattinestress si può riassumere senza ombra di dubbio con questa immagine =>

Che poi la scrittura è una passeggiata di salute rispetto all’editing e al temutissimo (da parte mia) controllo refusi. Addirittura me li sogno la notte quegli infimi errori di battitura e salti che il mio cervello non riesce a vedere. Odio leggere una cosa pensando che sia giusta e poi, quando meno me lo aspetto, scopro che ha un piccolissimo refuso che però ti mi fa sembrare una stordita e un’incapace… Ho idea che mi tormenteranno finché vivo, però mi consola sapere che questi nemici degli scrittori intaccano anche libri seguiti da team di editor super navigati! Dal refuso non c’è scampo 😱
Alethè credo di averlo corretto un’infinità di volte e tuttora, purtroppo, trovo ancora qualche “di” di troppo o una preposizione sfortunatamente omessa… Non demordo, però, e la guerra al refuso la vincerò io!!

Che poi, refuso o non refuso, credo che un libro si faccia apprezzare lo stesso. Mi è capitato di trovarne un paio in Amici miei, miei amori di Marc Levy, e in altri libri, ma non per questo la storia mi ha coinvolta meno o ho trovato la lettura brutta e noiosa, anzi!! Se errare è umano, trovare refusi in un libro è naturale come respirare e va bene così!

Vi dicevo che Curadh è prossimo alla pubblicazione ed è così! Mi mancano da ultimare gli ultimi capitoli ma l’intera storia è ormai delineata dall’inizio alla fine e sono davvero soddisfatta di come sta procedendo. Rispetto ad Alethè, è più “matura” e mi piace come i personaggi si sono evoluti in questo arco di tempo. Questa volta devono affrontare più pericolo e sono orgogliosa del modo in cui lo fanno!

Adesso non prendetemi per la pazza di turno che parla dei suoi personaggi come fossero reali, però è così per me. Tante volte ho la sensazione che i personaggi mi usino solo come intermediaria per raccontare la loro storia e che il foglio bianco (sono all’antica: uso ancora carta e penna!!) non sia proprio bianco, ma abbia già scritto tutto dentro di sé e la penna serva solo a renderlo visibile 😅 È un pensiero un po’ contorto per essere Domenica, lo so, ma perdonatemi. Ultimamente vado a letto tardi e mi alzo presto pur di scrivere…

In settimana, giusto per fare qualcosa di utile, ho creato un gruppo Facebook dedicato alla saga di cui fanno parte Alethè Curadh: La Trilogia dell’Apocalisse! Al momento è ancora esiguo, ma mi piacerebbe diventasse un punto di incontro tra me e i lettori, così da poter sempre crescere grazie alle opinioni che fanno la differenza, cioè quelle di chi legge. Speriamo 😊 Se vi interessa lo trovate seguendo il link, altrimenti resterà una delle tante informazioni che vi ho lasciato in questa penultima Domenica di Ottobre!!

Vi auguro di passare una splendida giornata 💋

On Rainy Days Contest

P.s. In questi giorni la famiglia è cresciuta!! Ormai siete in 250 a seguirmi e vedere che continuate ad aumentare non fa altro che riempirmi di gioia!! Grazie a tutti!!! Vi adoro ❤️