Tre mesi di letture

Buongiorno 😊

Stamattina, alzandomi, mi sono chiesta che giorno fosse (oltre ad aver guardato male l’orologio perché segnava un’ora fin troppo mattiniera…) e ho scoperto che è il 31 Marzo!!! Un altro mese è appena arrivato alla fine ed io manco mi sono accorta che lo avesse fatto…

Sarà che ultimamente il bel tempo mi sta scombussolando non poco. Di giorno sembra di essere in piena estate, con i 25° al sole e nemmeno mezza nuvola in cielo! Non che me ne stia lamentando, anzi, però più che altro in questo ultimo periodo Marzo mi è sembrato posseduto da Giugno e temo che pagheremo questo assaggio di caldo più avanti… Spero di sbagliarmi!

Che poi, per la mia passione, il bello e il brutto tempo non fanno differenza! Che piova o splenda il sole, io un libro lo leggo sempre; in casa o in giardino, il comune denominatore è avere tra le mani un mondo in miniatura 😄 Ecco perché, per tenere un po’ il conto, ho pensato di stilare una classifica dei libri migliori incontrati fino ad oggi.

Pronti per scoprirli??

La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle

Letto per il domino letterario di Gennaio, questo libro mi ha colpita per la sua semplicità e per la delicatezza nel ricordare che a volte sono gli aspetti meno complicati e più quotidiani della vita a rappresentare tutto ciò che deve contare davvero per noi. Basta voli pindarici, ma piccoli passi che portano alla scoperta dei nostri veri sogni.

La strana indagine di Thomas Winslow di Giacomo Festi

Un detective anni ’30 in fuga dal proprio racconto poliziesco, degli uomini in grigio che ve lo rispediscono dentro a forza e di base l’idea che un personaggio possa avere coscienza del suo non essere reale. È sì un poliziesco ma ne ho apprezzato di più l’aspetto di metaromanzo, la sua riflessione sui meccanismi interni della narrazione da parte di chi non dovrebbe nemmeno sapere che esistono.

Il Regno del Fuoco di Laura Rocca

Il ritorno nell’universo fantastico de Le Cronistorie degli Elementi. Si entra ancor più nel vivo della storia di Celine e dei suoi tentativi per trovare le armi sacre e sconfiggere il terribile Fàs, in un crescendo che mi ha veramente lasciata con il fiato sospeso. È una saga che dà dipendenza e in cui i personaggi non deludono mai, ma continuano a crescere e a imparare dai propri errori e far così fronte alle loro responsabilità.

Vanità di potenza di Giulia Esse

Amore e musica nella Venezia di fine ‘700, in cui due anime tanto diverse quanto umanamente simili si incontrano e insieme si sforzano di crescere in una città che sta morendo. I due coprotagonisti si equilibrano a vicenda, generando una contrapposizione che li aiuta a prendere coscienza di loro stessi, del proprio ruolo e dei desideri più profondi che li animano.

La sedicesima luna di Kami Garcia e Margaret Stohl

Di questo romanzo ve ne ho parlato a lungo Mercoledì, perciò sarà breve. È una storia per adolescenti, ma è godibile anche per chi è un po’ fuori da questa fascia d’età, soprattutto grazie alla varietà dei personaggi. Ha due elementi che lo hanno reso una bella lettura: l’uso del peggior bigottismo di stampo americano come contesto sociale del romanzo; il coprotagonista/narratore Ethan Wate, con il suo punto di vista estraneo al mondo magico.

Atlantis Saga di A. G. Riddle

Questo libro mi ha accompagnata per tutto il mese. È un 3 in 1 e comprende una trilogia davvero incredibile! L’ho terminato giusto ieri e nei prossimi giorni potrete leggerne la recensione completa, ma per adesso vi anticipo che è una saga fenomenale, che tra fantascienza e fantapolitica chiama in causa moltissimi aspetti e elementi della nostra cultura. È uno dei migliori libri che abbia letto nel suo genere!

Eccomi qui! In tre mesi ho già collezionato ben 6 libri preferiti tra i 41 letti da Gennaio a oggi, non mi chiedo di quanto crescerà nei prossimi tre 😅 una cosa è certa: mi aspetta un nuovo trimestre tutto da leggere 😊 

Voi avete una classifica degli In & Out tra le prime letture dall’anno?? Sono curiosa di sentirle!

Buona giornata,
Federica 💋

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“La sedicesima luna” di K. Garcia e M. Stohl

Buongiorno 😊

Come sta procedendo la vostra settimana??
La mia è abbastanza tranquilla, se escludo che tra un paio d’ore sarò in università per ufficializzare l’esito di un esame 😅 Dovrebbe essere una pura formalità, ma si tratta sempre di un appello e credo che non mi passerà mai l’ansia!

Per vostra fortuna, però, sono qui per raccontarvi qualcosa di un po’ più piacevole, un libro che mi ha sorpresa in positivo!

Info

Titolo
La sedicesima luna
Titolo originale
Beautiful Creatures
Autore
K. Garcia e M. Stohl
Traduzione
M. C. Leardini
Saga
Caster Chronicles Vol.1
Editore
Chrysalide Mondadori
Anno
2011
Anno prima edizione
2009
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato
Ebook
Pagine
519

Trama

Le notti di Ethan sono tormentate da strani sogni che hanno per protagonista una misteriosa e bellissima ragazza. Un giorno, nel cortile della scuola, Ethan se la ritrova davanti. È Lena Duchannes, “la ragazza nuova” appena arrivata in città, nipote di Macon Ravenwood, il vecchio eremita pazzo che vive ai confini di Gatlin. Lena è diversa da qualsiasi ragazza Ethan abbia mai incontrato, talmente diversa che a scuola viene subito emarginata. Solo lui, assecondando l’inspiegabile connessione che sembra legarli, la avvicina e se ne innamora perdutamente. Ma Lena nasconde un segreto: la terribile maledizione che da generazioni perseguita la sua famiglia e che si compirà il giorno del suo sedicesimo compleanno.

Parere

Gatlin, Carolina del Sud. Una cittadina come tante in cui vivono solo due categorie di persone, “gli stupidi e gli ingabbiati” e dove la famiglia del giovane Ethan Wate abita da generazioni, sin dalla guerra civile tra Nordisti e Sudisti e dalla quale lui vuole disperatamente andarsene.

C’erano solo due categorie di persone nella nostra cittadina: gli stupidi e gli ingabbiati. Così mio padre aveva affettuosamente classificato i nostri compaesani. «Quelli che sono costretti a restare o sono troppo stupidi per andarsene. Tutti gli altri trovano una via d’uscita»

E Ethan vuole essere quel qualcuno, perché Gatlin è diventata troppo piccola, troppo stretta, sin da quando sua madre è morta e suo padre vive segregato nel suo studio con la scusa di dover assolutamente terminare il suo ultimo romanzo. O così ha sempre creduto, almeno fino all’arrivo di Lena Duchannes.
Lei, come tutte le ultime arrivate in una piccola comunità, viene emarginata immediatamente ma questo a causa della sua parentela con Macon Ravenwood, considerato l’eremita della comunità, una persona ritenuta pericolosa e chiamata con il nomignolo dispregiativo di Boo Radley (personaggio de Il buio oltre la siepe di Harpen Lee). È diversa da tutte le ragazze di Gatlin e la sua intelligenza, nonché il senso di ironia con cui cerca di controbattere alle frecciatine dei compagni di scuola, sono quello che attrae l’attenzione di Ethan e che lo spinge ad andare oltre la differenza “noi/loro” che tutta la cittadina sembra così interessata a portare avanti, soprattutto attraverso la voce della signora Lincoln. Questo, in un modo del tutto inaspettato, porterà Ethan a scoprire i segreti della famiglia di Lena, ma anche della stessa Gatlin, della sua famiglia e anche del passato che sembra influenzare le loro vite, in una corsa contro il tempo verso il sedicesimo compleanno di Lena e la maledizione che la minaccia.
Il primo volume della saga di Caster Chronicles (che in Italia è diventata inspiegabilmente Beautiful Creatures) mi ha colpita per due aspetti: da un lato, la possibile veridicità delle diverse reazioni e ripicche che i cittadini di Gatlin, un paesino ancorato alle proprie credenze e radici, hanno all’arrivo di Lena; dall’altro, il modo in cui Ethan reagisce, vive e racconta le sconvolgenti scoperte che cambiano la sua vita da quando lei entra a farne parte.
Spesso mi sono chiesta se, per verità o finzione, esistessero davvero persone così mentalmente chiuse come mi è capitato di vedere e leggere. Quello che trovo assurdo sono le convinzioni da medioevo che sembrano caratterizzare certe persone, lo stesso tipo che qui stigmatizzano Lena e la sua famiglia, e (coincidenza o no) mi sono ritrovata a leggere di una madre americana che ha reinventato la saga di Harry Potter così che i suoi figli potessero leggerla senza correre il rischio di diventare degli stregoni… Questa signora, tale
Grace Ann, mi ha subito ricordato la signora Lincoln, la madre di Link (il migliore amico di Ethan) che ha staccato il cavo della tv mentre i due ragazzi stavano guardando proprio un film del mio maghetto preferito. Un comportamento incredibile, ma che rende immensamente reale la finzione narrativa di questo romanzo, un elemento che va decisamente a suo favore.
Ma vi dicevo anche di Ethan. Ebbene, per una volta il punto di vista è quello maschile ed è lui a vestire il ruolo di comune mortale che si ritrova faccia a faccia con la magia senza sapere cosa fare, mentre Lena è la Maga che cerca di affrontare la propria natura fino al suo sedicesimo compleanno, notte in cui sarà reclamata dalla Luce o dalle Tenebre e in cui potrebbe cambiare per sempre. È interessante questo aspetto perché si assiste allo sviluppo della trama attraverso gli occhi del coprotagonista, la spalla del personaggio principale, in quanto è Lena il centro di ogni evento o azione, in una visione che ci permette di conoscere anche le impressioni, i pensieri e i sentimenti della controparte. È come se la storia della lotta di Lena fosse raccontata dal lato del b-side (come nelle cassette a nastro), solo che questo b-side corrisponde alla vita del suo ragazzo. È un tipo di narrazione che non ho mai incontrato prima e che ha reso la lettura interessante e curiosa perché Ethan, anche se il suo coinvolgimento nella vita di Lena non è casuale, alla fine resta se stesso, un comune essere umano senza capacità magiche di alcun tipo (che ancora si sappia).
Lo stile è semplice e lineare, come può esserlo un normale sedicenne preso dallo sport, dalle uscite con gli amici e dai primi tentativi con le ragazze, ma è accattivante perché permette di scoprire i misteri del mondo di Lena con uno sguardo attento e preciso e con un guizzo di sorpresa e humor che non guasta mai. I personaggi in questo modo emergono dalla storia grazie alle loro azioni e alle parole, più che con elaborate e complicatissime descrizioni, portando alla luce dei tipi umani complessi ma lo stesso tipici di un certo contesto socio-culturale: c’è Amma, la veggente che tanto mi ha ricordato quelle signore di New Orleans esperte di vudù e che parlano con i morti; Marian, la bibliotecaria con la testa sempre tra le nuvole e una citazione enigmatica sulle labbra, che ho adorato dal primo minuto per la sua spigliatezza e la convinzione che i libri ci vengano in aiuto nel momento del bisogno; Macon, così strano e particolare con il suo fascino anni ’40 e l’incapacità di capire per quale motivo nessuno lo abbia mai visto in città, è uno dei personaggi che più ho trovato simpatici e intriganti; la signora Lincoln, la peggior megera che possa esistere, capostipite della “americanità” più becera e ignorante con la convinzione che il suo operato sia ciò che serve all’interesse comune e al quieto vivere della comunità.
È una storia adolescenziale con due giovani protagonisti, ma non per questo non si apprezza anche a età diverse. Anzi, a distanza dall’età in questione è un libro che permette di capire sia il perché delle decisioni prese dai personaggi più adulti, sia le contraddizioni e le motivazioni che caratterizzano Lena e Ethan, creando una lettura a più livelli, nonostante l’unico punto di vista.

Mi è davvero piaciuto come libro e magari quest’estate proseguirò la saga con gli altri tre volumi 😊 Voi la conoscete?

Adesso scappo a prepararmi e non preoccupatevi se non rispondo subito, riprenderò il controllo del blog una volta tornata dall’esame!

A presto
Federica 💋

Shadowhunters e Netflix

Buongiorno e buon Lunedì!

Devo ammettere che questa settimana parto con una recensione che ha quasi toccato il fondo del baratro dei miei ombrellini. Riguarda una delle serie tv più discusse che qui in Italia fa parte della categoria degli Originali di Netflix (ma che negli Stati Uniti fa capo a Freeform, canale della ABC): Shadowhunters – The Mortal Instruments! Ecco perché…

Info

TitoloShadowhunters – The Mortal Instruments
Titolo originale
: Shadowhunters
Paese: Stati Uniti d’America
Anno
: 2016 – in produzione
Genere
: Fantasy, azione
Stagioni: 2 –
Episodi
: 23
Lingua originale
: inglese
Cast
: Katherine McNamara (Clary Fray), Dominic Sherwood (Jace Wayland), Alberto Rosende (Simon Lewis), Emeraude Toubia (Isabelle Lightwood), Matthew Daddario (Alec Lightwood), Harry Shum Jr. (Magnus Bane), Isaiah Mustafa (Luke Garroway)

Parere

Conosco poco la saga da cui è tratta questa serie tv, ma mi sono fatta spiegare la trama completa di tutti i libri senza filtri antispoiler da qualcuno che fosse più ferrato di me sulle opere di Cassandra Clare (personalmente ho letto solo Città di ossa e l’esperienza mi è bastata) per capire se fosse fedele ai romanzi come qualcuno ha sostenuto.
Ebbene, se per la prima stagione l’impressione generale sia stata quella di una trasposizione abbastanza corrispondente al primo e, in parte, al secondo volume, la seconda mi sembra sia stata partorita dalla mente schizzata di qualcuno che o non ha idea di che diamine sia accaduto negli altri quattro libri, o non ha particolarmente apprezzato le scelte narrative dell’autrice. Sono completamente campate per aria diverse parti della trama e mi sono chiesta più volte come sia stato possibile trasformare una saga letteraria così famosa in qualcosa di lontano anni luce dall’originale.
È un prodotto di pessima qualità in ogni suo aspetto, dalla scelta di reinterpretazione delle trame originarie alla resa degli aspetti tipici del fantasy, come gli effetti speciali per mostrare le particolarità che caratterizzano i diversi Nascosti o a quelli per gli Shadowhunters, dalle rune (i simboli che premettono loro di ottenere nuove abilità e capacità) alle diverse armi che utilizzano, che tra una stagione e l’altra cambiano pure, senza che nessuno sembri notarlo. Nella prima stagione sono armi luminose e nella seconda, pouf, semplici lame coperte di rune… Mah…
Nel complesso non ha nulla di positivo nemmeno nelle scelte degli attori, dove a fallire maggiormente sono proprio i due protagonisti. Non ho trovato nulla di speciale in questi Clary e Jace, perché lei continua a comportarsi come un’irresponsabile egoista ogni qual volta le si presenti una scelta e lui ha perennemente quell’espressione da finto duro imbronciato, con tanto di labbra sporgenti a mo’ di – perdonate la poca finezza – culo di gallina! Io Jace lo ricordo poco, ma non mi pare passasse tutto il suo tempo con una faccia come quella della Magnum di Derek Zoolander!

In tutto questo, però, mi sento di salvare qualcosa in una barca che cola disperatamente a picco e sono tre personaggi: Simon, il miglior amico di Clary (che da umano si ritrova trasformato in vampiro da una scelta, indovinate di chi?, di quella rincoglionita di Clarissa), lo Shadowhunter Alec e lo stregone Magnus. Tutti e tre, per motivi diversi, riescono a far dimenticare almeno per un po’ che tutto il contorno lascia davvero a desiderare.

E l’ombrellino va tutto per gli ultimi tre personaggi, altrimenti non avrebbe preso nemmeno quello, fate voi! Però, e aspettate a commentare, credo che continuerò a guardarla se andranno avanti con le stagioni, non perché ami guardare serie tv fatte male, ma per capire se può esserci un limite alla caduta nel baratro!

Voi l’avete vista? O ne avete sentito parlare? Fatemi sapere 😊

Vi auguro una buona giornata e un buon inizio di settimana!
Federica 💋

Nephilim, “bestie” da vivisezionare.

Nuova recensione per Alethè 😊

 

Sorgente: Nephilim, “bestie” da vivisezionare.

Buon weekend!

Buongiorno 😄

Passo per augurarvi un buon fine settimana! Cosa farete in questi due giorni?

Io oggi mi darò allo shopping per uno dei due matrimoni di questo impegnatissimo 2017 e poi, se riesco, mi organizzerò per i post della settimana! Spero che passi in fretta perché, che resti tra noi, ultimamente la mia voglia di fare acquisti non la vedo nemmeno con il binocolo 😓

Domani, invece, sarà una Domenica di relax! Un buon libro e magari un po’ di scrittura!

A presto
Federica 💋