“Favola in bianco e nero” di Mauro Corona

Buongiorno a tutti!!

So di avervi detto che ci sarebbe stato il resoconto della mia giornata a Torino, ma devo ancora riprendermi! Quella arriverà domani, mentre oggi vi parlo di uno degli acquisti che ho portato a casa con me dall’edizione dello scorso anno e che mi ha fatto conoscere proprio l’autore 😊

Titolo
Favola in bianco e nero
Autore
Mauro Corona
Editore
Mondadori
Anno
2015
Genere
Narrativa
Formato
Hardcover
Pagine
96
Prezzo
12€
Acquisto
Mondadori

Nel poetico e tenebroso mondo boschivo di Mauro Corona, non è raro imbattersi in una favola. Ma non è scontato che si tratti di una favola idilliaca, perché è proprio quando la narrazione si avventura nel fantastico che l’autore trova l’occasione per far emergere con forza la sua vena più caustica e dissacrante. E questa volta è chiaro più che mai: “Ho scritto una fiaba cattiva sul Natale, perché il Natale è una festa cattiva dove si scoprono i cattivi che fanno i buoni”. Se con “Una lacrima color turchese” ci aveva portato ad accettare lo straordinario, ovvero l’eccezionale scomparsa del Bambin Gesù, fuggito dai presepi di tutto il mondo per provocazione, in questo suo ideale seguito si spinge ancora più in là, sfidandoci ad accogliere il diverso. “Favola in bianco e nero” si apre, infatti, con la prodigiosa apparizione di due statuine del Bambin Gesù, una con la pelle bianca e l’ altra con la pelle nera, che si materializzano, inaspettatamente, allo scoccare della mezzanotte in tutte le case del mondo. La reazione che si scatena, però, è piuttosto prevedibile, perché tutti cercano di rimuovere la statuina di colore; del resto, la tradizione vuole che Gesù abbia la pelle bianca, nessuno è in grado di tollerare una simile anomalia. Senza grandi giri di parole, dunque, Mauro Corona ci inchioda alle nostre responsabilità. Ci grida in faccia che “la guerra siamo noi”, “che tentiamo di fregare l’amico a ogni passo”, “che teniamo il marcio dentro per paura di essere scoperti” e ci invita a riflettere, lanciandoci un monito che, alla luce dei recenti avvenimenti legati agli sbarchi dei migranti, si fa ancora più severo e urgente.

Cosa succederebbe se, invece di uno solo, nei presepi di tutto il mondo apparissero due Gesù Bambini? E se uno dei due Redentori fosse nero? Cosa accadrebbe in quel caso, se fosse anche impossibile separare i due pargoli?
La risposta a tracciata lungo il centinaio di pagine che compongono Favola in bianco e nero di Mauro Corona ed è una “favola” Natalizia scritta da un nostrano Grinch, stanco di tutto il finto perbenismo che affligge la celebrazione più consumistica dell’occidente.
Dopo aver immaginato un Natale senza paffuti Bambin Gesù nelle mangiatoie con Una lacrima color turchese, questa volta i bimbi raddoppiano, ma a mandare in crisi l’umanità non è l’eccezionalità del fatto in sé, bensì il colore della pelle di uno dei due pargoli. “Gesù non può essere nero” affermano i più e, vuoi per istinti razzisti, vuoi per l’impulso di difendere una tradizione che raffigura bianca come il latte la pelle di un bambino nato in Palestina duemila anni or sono, tutti si trovano concordi sul dover togliere il Gesù nero dalla rappresentazione sacra. Peccato che, più l’umanità ci provi, più il fratellino indesiderato continui a ripresentarsi accanto a quello canonico, anche quando il presepio viene fisicamente smantellato prima del tempo in un estremo tentativo di debellare il secondo Bambin Gesù.
Senza avere peli sulla lingua Corona sfoga tutta la propria insofferenza e la frustrazione nei confronti di un’umanità che nasconde la propria malvagità dietro l’ipocrita diceria dell’essere tutti più buoni nelle due settimane a cavallo delle quali cadono il 25 e il 26 Dicembre. Nessuno è esente dalla condanna, nemmeno noi che leggiamo, perché il semplice prendere atto di questa verità, di vedere quanto siano insofferenti e razziste certe idee, di sentircene forse estranei e di voltare lo sguardo perché non ci riguarda, ecco tutto questo è abbastanza per farci diventare complici e ugualmente colpevoli.
“Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti” (Canzone di Maggio, Fabrizio De André) ed è davvero così, in una riflessione dura su ciò che dovrebbe far riflettere e che invece diventa l’ennesimo esempio di quanto tutti noi possiamo essere xenofobi e razzisti senza nemmeno saperlo.
Favola in bianco e nero è una favola Natalizia diversa dalle altre, ma è anche uno sfogo attuale, adatto a ogni periodo dell’anno e che dovrebbe spingerci a smettere di voltarci dall’altra parte, di nasconderci dietro a pretesti sciocchi e a cercare di essere migliori ogni singolo giorno.

Ovviamente sono tutta orecchie per sapere cosa ve ne è parso di questo libro e se conoscete l’autore (imitato anche da Maurizio Crozza davvero bene!), però vi aspetto anche domani per raccontarvi del Salone appena chiusosi e dei miei acquisti!

A presto
Federica 💋

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