“Heart of Darkness” di Joseph Conrad



Buongiorno e buon inizio settimana!

Oggi volevo iniziare la settimana tornando a parlare di una delle mie sfide di lettura di quest’anno, quella di Libera lo Scaffale, visto che mi mancano solo due libri (sarebbero tre, ma uno l’ho finito in questi giorni e ve ne parlerò tra un po’) alla fine, e vi porto un po’ a spasso nell’Africa nera descritta da Conrad nella sua opera più famosa: Cuore di Tenebra!

Titolo
Heart of Darkness
Autore
Joseph Conrad
Editore:
Oldcastle Books
Anno
2015
Anno prima edizione
1899
Genere
Narrativa, storico
Formato
Paperback

Pagine

160
Prezzo
£6,99
Acquisto
Pulp! The Classics

«L’orrore, l’orrore»: questo il grido e al tempo stesso l’invocazione del capitano Kurtz. Bastano poche parole per sentire tutta la forza del romanzo breve di Conrad, forse il suo capolavoro.
Su un’imbarcazione ancorata fra le nebbie fitte che la sera avvolgono il Tamigi, il capitano Marlow e altri marinai attendono l’alta marea per prendere il largo. Marlow comincia a raccontare di un viaggio fatto da giovane lungo un altro fiume, in un’Africa carica di fascino come di pericoli. Risalendo il fiume, si erano lasciati alle spalle anche gli ultimi residui di “civiltà”, per venire risucchiati in un percorso oscuro che diventa anche mentale, onirico, e si addentra nell’essenza stessa dell’uomo. Marlow-Conrad narra di un cuore di tenebra ancora da esplorare.

Uno dei capolavori della letteratura inglese si trova sempre in primo piano per l’attualità dei temi trattati e dei suoi personaggi. La ricerca di Marlow nell’Africa nera (Conrad descrive il Congo, meta del viaggio che ha compiuto e che ha trasformato in questo libro), indetta per ritrovare l’agente Kurtz, è veramente un classico e la forza di questo romanzo risiede proprio nel suo essere senza tempo.
Nato come una denuncia contro il colonialismo e lo schiavismo frutto dei grandi Imperi europei in Africa, in particolare ma anche nel mondo, Heart of Darkness si apre a una moltitudine di interpretazioni diverse le une dalle altre, nonostante sia poco più di un racconto e non un corposo romanzo. Composto solo da tre macro capitoli, Conrad ripercorre attraverso gli occhi la sua giovinezza, il viaggio e gli incontri che lo hanno condotto fino a fare la conoscenza del carismatico Kurtz (un mix di tutti i mercenari reali incontrati nei sui viaggi per il mondo), le atrocità compiute nel territorio da lui controllato e infine il suo ritorno alla “civiltà”.
Lo stile utilizzato è diretto e conciso, grazie soprattutto alla narrazione in prima persona, permette di arrivare a fondo nell’analisi del carattere di Kurtz e del modo in cui viene assurto quasi alla figura di divinità dalle persone che lo incontrano e che restano ammaliati dalla sua presenza e dal suo modo di agire. Anche Marlow non fa eccezione, ma la sua conversione a una lealtà verso questo personaggio terribile e temibile per ciò che rappresenta arriva per gradi, perché dall’inizio è pronto a mettere in discussione e a non credere che questa sua grandezza di spirito sia una realtà, ma solo un’allucinazione collettiva data dalle precarie condizioni di vita a cui conduce il perdersi nell’Africa nera. Almeno finché non avviene l’incontro vero e proprio tra i due, la prova definitiva che la grandezza del cacciatore d’avorio non sia un’invenzione ma la pura realtà, seppure Kurtz sia tutt’altro che perfetto e nonostante le crudeltà commesse e tollerate.
È un’opera piccola, ma con un potenziale enorme, e al suo interno, tra i diversi punti di interesse che vengono affrontati, ce n’è uno che si ripete in diversi contesti e con una frenesia tale da essere quasi ridondante. Darkness, l’oscurità, appare in ogni istante, definisce luoghi, persone e atteggiamenti anche molto diversi tra loro, portando l’attenzione del lettore proprio su questo concetto del non esserci nessuno esente dalla propria oscurità e rivelandosi come la costante identificativa. Nel migliore degli uomini, come nel peggiore, si trova un pezzo di oscurità e questa enfasi trasforma il viaggio di Marlow in un’avventura simbolica, oltre che letterale, che lo porta nel cuore dell’oscurità per riemergerne cambiato, conscio che non è Kurtz il solo portatore di questa macchia scura che ne guida le azioni, ma lo è l’intera umanità e il mondo occidentale, forse molto più di quanto se ne fosse fatto carico Kurtz.
È un romanzo attuale, perché basta cambiare il luogo geografico dall’Africa ai paesi orientali in guerra in questi anni per capire che quella darkness, tanto enfatizzata da Conrad come elemento da condannare, non si è mai sopita e assume sfaccettature diverse, inquietanti e sempre da analizzare per cercare di vincerla e riportare un po’ di equità e giustizia.

Di questo libro si parla moltissimo, specie in relazione al film Apocalypse Now, e lo si legge generalmente a scuola. A me mancava e quando ho visto questa edizione, non ho saputo resistere! Voi lo avete letto? Fatemi sapere 😊

Domani mi prenderò una breve “pausa” perché in giornata ho un esame, perciò vi do appuntamento a Mercoledì con una nuova recensione!

Buona giornata 💋

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