[Domino letterario] “Quattro tazze di tempesta” di Federica Brunini

Buongiorno 😊

Oggi il blog riprende le sue consuete attività e si riparte con un appuntamento mensile che tanto mi piace, il Domino letterario!! Ormai sapete che consiste in una catena di libri scelti per collegare i diversi blog partecipanti ed io questa volta vi par.o di Quattro tazze di tempesta di Federica Brunini!

Titolo
Quattro tazze di tempesta
Autore
Federica Brunini
Editore
Feltrinelli
Anno
2016
Genere
Narrativa
Formato

Cartaceo
Pagine

205
Prezzo
12,75€
Acquisto
Ibs

Viola vive in un paesino del Sud della Francia, in una grande casa che divide con la sua cagnolina Chai. Ha un negozio di tè provenienti da tutto il mondo. La sua passione è trovare la miscela giusta per le emozioni di ogni cliente e inventare ricette gourmandes a base di tè. C’è un infuso per ogni stato d’animo, e lei li conosce tutti: strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, sveglia-passione, porta-gioia, tè abbraccio…
Per il suo compleanno, Viola raduna sempre a La Calmette le sue tre amiche storiche per un rendez-vous a base di chiacchiere, relax, bagni di sole e profumo di lavanda.
Quest’anno, però, è diverso. Nonostante la gioia di rivedere le amiche, Viola è tormentata dal dolore per la morte del marito. Mavi, l’unica mamma del gruppo, è perennemente stressata. Chantal, insegnante di yoga in cerca del suo posto nel mondo, è insicura del compagno, molto più giovane di lei. E Alberta, un architetto in carriera, è distante, troppo presa dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore.
Nessuna delle quattro donne sembra essere la stessa che le altre conoscono, o credono di conoscere. Ognuna cova dentro di sé un’inaspettata inquietudine, che monta di ora in ora come una tempesta fino a scoppiare all’improvviso davanti alla torta di compleanno di Viola e alla sua ignara assistente Azalée.
Tra illusioni e delusioni, rimpianti e rivincite, lacrime e risate, le quattro donne si confronteranno con i loro sogni di ragazzine e le realizzazioni più o meno mancate dell’età adulta. E attraverseranno la tempesta per uscirne trasformate e più forti.

Quattro amiche quarantenni che, per il terzo anno di fila, si ritrovano a festeggiare il compleanno di una di loro nello sperduto paesino camarguo La Calmette. Questo è lo sfondo sul quale si intrecciano le vite di Viola, Mavi, Chantal e Alberta, amiche e sorelle da vent’anni, e che rappresenta il momento di svolta che le porterà a dover fronteggiare ricordi dolorosi, desideri e aspettative disilluse, nonché tutta una serie di delusioni nate da una routine quotidiana per nulla soddisfacente.
Queste quattro donne, ognuna con il proprio bagaglio emotivo carico di amarezza e rimpianto, si trova al centro, in questa cinque-giorni-tra-ragazze, di una vera e propria eruzione vulcanica che metterà a soqquadro le loro esistenze: Viola, trasferitasi a La Calmette tre anni addietro per sfuggire al dolore e al senso di colpa, è costretta a immergersi di nuovo nella propria sofferenza e a scrollarsi di dosso l’apatia che ha caratterizzato e reso vuota la sua esistenza; Mavi, donna in carriera/moglie/madre iper realizzata, vede andare in fumo le certezze che fanno di lei la più soddisfatta della propria esistenza tra tutte le amiche e si ritrova a chiedersi chi sia lei, la vera se stessa, rispetto a tutte le etichette con le quali credeva di aver soddisfatto i desideri di una vita; Chantal, anima zen del gruppo, artista mai realizzata e maestra di yoga a tempo perso, deve fare i conti con i pro e i contro che la sua esistenza senza schemi ha comportato, trasportandola verso i quarant’anni senza che lei se ne accorgesse e mettendola di fronte al grande dilemma di cosa farne adesso della sua vita così libera; infine, Alberta, interior designer di successo ma senza una vita quotidiana regolare, si ritrova faccia a faccia con i propri problemi relazionali e con quelli che non ha mai saputo affrontare in passato, relegandole in un angolo dimenticato della propria mente.
Queste quattro amiche, all’apparenza realizzate e senza grandi rimpianti, si sgretolano durante i cinque giorni insieme, restando precariamente attaccate a se stesse e alle altre solo grazie a un elemento centrale nella vita di Viola, il tè. Tazze di tè, infusioni di ogni genere e cibi realizzati a partire da una particolare miscela di foglie sono il filo conduttore che impedisce a queste quattro donne di crollare, che ne accompagna la discesa verso il momento più buio delle loro esistenze e che rappresenta il culmine della riscoperta di loro stesse e di ciò che è necessario fare per risollevarsi e ricominciare da capo. E devo ammettere che è il punto che più mi è piaciuto in tutto il libro, perché sono abbastanza teinomane anche io e ho trovato incredibile questa corrispondenza tra infusi e stati d’animo. Esiste una miscela per ogni situazione e sentimento e Quattro tazze di tempesta ne racconta l’importanza pagina dopo pagina.
Devo ammettere, però, che una delle poche cose che mi ha entusiasmato nel libro. All’inizio infatti ho fatto fatica a farmi coinvolgere dalle storie di Viola, Mavi, Chantal e Alberta. Ho avvertito un certo distacco, stilisticamente parlando, tra le emozioni descritte e le parole usate per farlo, come la distanza emotiva che mi ha impedito di immedesimarmi nelle quattro storie raccontate (quella di Mavi in particolare, perché mi è sembrato strano il suo riferirsi a suo figlio come a “l’Erede”, senza mai chiamarlo per nome una volta! Quale madre lo farebbe?).
Tuttavia, nonostante non abbia avvertito questa vicinanza alle quattro protagoniste, con il procedere della trama e la scoperta di ciò che ha portato Viola a trasferirsi a La Calmette, si avverte un cambio emotivo che mi ha avvicinata di più ai sentimenti che cercano ognuna di affrontare e trasmettere a chi legge. Questo aspetto lo rende un bel libro, non entusiasmante ma pur sempre una lettura gradevole che lascia qualcosa una volta ultimata: la certezza che, in ogni momento della nostra vita, vale la pena dare tutto ciò che abbiamo per affrontarlo, sia nella felicità sia nel dolore.

Ed eccoci alla fine della mia “tessera” del domino di Agosto! Io sono la prima della giornata e vi aspettano altre tappe! Vi lascio il calendario completo 😊

A presto
Federica 💋

14 pensieri su “[Domino letterario] “Quattro tazze di tempesta” di Federica Brunini

  1. A me è piaciuto, come ti scrissi su twitter, perché l’ho trovato “vero”. Niente amicizie perfette, fuori dal comune; problemi reali di chi lavora ha famiglia è single o si barcamena tra futuro e incertezze. Concordo sul fatto che non sia esternamente coinvolgente ma mi è piaciuto il tono “amichevole” con cui viene raccontato il tutto. L’idea delle miscele che accompagnano i sentimenti è originale, rende il tè protagonista senza mai esserlo 🙂
    Alla fine penso mi sia piaciuto anche perché quando l’ho iniziato pensavo fosse una di quelle storie in cui come al solito si ricade nei soliti cliché amiche – amori invece ho trovato tutt’altro. Quindi alla fine temo sia stato il mio pregiudizio ad avermi fatto apprezzare la storia più del dovuto 😂

    Piace a 1 persona

    • Io mi aspettavo proprio questo genere di amicizia e sì, come dici tu, è vera, senza artifici e false pretese di un rapporto sempre idilliaco, però manca di coinvolgimento secondo me. Per farti un esempio, “Alta fedeltà” di Nick Hornby ragiona, al maschile, sulle stesse tematiche e quello è uno tra i libri più coinvolgenti a livello emotivo che ho letto. Non ha nulla di diverso, nelle tematiche, ma lo stile con cui le racconta fa la differenza e qui si sente la mancanza di una prosa capace di emozionare… Ho letto le emozioni, erano descritte, ma è mancato un collegamento emotivo… Almeno per me 😅

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