“La torre nera” [2017]

Ciao!

Non vi allarmate, non sarà una settimana dedicata solo a Stephen King. È più una coincidenza che oggi arrivi la recensione di questo film tratto dalla sua serie di sette romanzi 😊 Però mi piace, perché anche qui c’è una grande scoperta.

Titolo
La torre nera
Titolo originale
The Dark Tower

Regia
Nikolaj Arcel
Anno
2017
Genere
Fantastico, azione, avventura, fantascienza, western
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Stephen King (romanzi)
Sceneggiatura
Nikolaj Arcel, Anders Thomas Jensen, Akiva Goldsman, Jeff Pinkner

Cast
Idris Elba, Matthew McConaughey, Tom Taylor, Claudia Kim, Katheryn Winnick

Tratto da una serie di sette romanzi di Stephen King, il film è, in sostanza, una versione fantascientifica davvero di pregio di un film apocalittico, al cui centro emerge ancora una volta l’importanza che Stephen King attribuisce all’infanzia e all’immaginazione dei bambini/dei ragazzi.
Sulla Terra, Jake è tormentato da sogni tremendi in cui un uomo sfrutta i bambini per distruggere un’alta torre nera. Incapace di spiegare che i suoi sogni non sono semplici invenzioni della sua mente ma la realtà, si ritrova presto preso di mira da Walter Padick, uno stregone il cui obiettivo è proprio distruggere la torre e far calare le tenebre e i mostri su tutti gli universi esistenti. Ad aiutare Jake, anche se riluttante, si ritrova la leggendaria figura de Il Pistolero, Roland Deschain, impegnato da sempre nella lotta contro Walter. La trama, anche se qui l’ho ridotta davvero a grandi linee, è del tipo più semplice: c’è un cattivo (e che cattivo, visto che si tratta di Matthew McConaughey!), un eroe che ha perso di vista la propria missione e un giovane aiutante conteso dai due e in grado di influenzare le sorti della vicenda verso il bene (la vittoria dell’eroe) o verso il male (la supremazia del cattivo e la fine di tutto). Niente che non si sia già visto, eppure questo film è tutto fuorché scontato o banale!
In una mescolanza di generi, tra fantasy, fantascienza e western, La torre nera è un film davvero bello e interessante da vedere, che si pregia di due antagonisti d’eccezione: Matthew McConaughey e Idris Elba, alias Walter Padick e Roland Deschain. Il primo, tolti gli abiti da belloccio che veste nelle commedie romantiche, si trasforma in uno stregone degno di infestare gli incubi più tremendi, nemico senza scrupoli o morale che non esita a compiere (o far compiere) le azioni più indicibili se queste possono portargli un qualche guadagno. Devo dire che l’ho apprezzato in questo ruolo, anche per i segni dell’età che anche lui inizia a mostrare e che nel personaggio di Walter sono ben evidenti.
Tutt’altra storia per Idris Elba che, allontanatosi dai set Marvel per un po’, disegna un eroe non perfetto ma che si sforza di migliorare e di tornare a credere nelle proprie capacità dopo aver perso praticamente ogni cosa. È ombroso, caratterialmente, e uno di quei tipi che ti vien voglia di abbandonare in poco tempo, ma Elba, che è un attore sottovalutato secondo me, ha una mimica e un approccio al personaggio che, pur nelle sue imperfezioni, lo rendono il migliore degli “eroi” che si vedono ultimamente al cinema!
Ma, come vi dicevo all’inizio, ciò che viene messo maggiormente in evidenza è la forza immaginativa di Jake: è l’immaginazione, infatti, il fulcro della forza sia di Jake ma anche dello stesso Walter e di Roland, ma se quelle dello stregone e del pistolero rappresentano gli opposti (negativa la prima e positiva la senconda), quella di Jake risulta essere la più potente, semplicemente perché è ancora pura, non piegata a schemi e imposizioni che caratterizzano l’età adulta.
Belle le ambientazioni, soprattutto quelle del Medio-Mondo dove vivono Roland e Walter, una sorta di regno della fantasia dove tutto è possibile, sia nel bene che nel male. Ed è questo, la presenza sia del bene sia del male, a rendere il film ancora più bello: a Jake non viene risparmiata la sofferenza, il dolore, a differenza di come ci si potrebbe aspettare (di solito i bambini sono una categoria protetta al cinema e in tv: mai fare del male ai bambini, né ucciderli, se non si vuole scatenare il disgusto e la rabbia del pubblico), perché essi fanno parte della vita, anche se hai meno di diciotto anni, e ciò che gli impedisce di cedere all’odio è la convinzione che si possa sempre risolvere tutto per il meglio, nonostante a volte non sembri affatto così.

Sto iniziando a credere che, dove c’è lo zampino di Stephen King, si nasconda un prodotto con i fiocchi!! Che ne dite? Se, poi, siete indecisi se vederlo o no, io vi super consiglio di guardarlo, perché un film da vedere e che non lascia insoddisfatti! Ve lo garantisco 😊

A presto
Federica 💋

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