[Segnalazione] “Amore, libri e piccole follie” di Monica Brizzi

Buongiorno 🐌

Oggi è la giornata mondiale della lentezza (da qui la lumachina) e vi voglio invitare a prendervi un po’ più di tempo per voi segnalandovi un romanzo, ovviamente da leggere con calma e assaporandolo!

Titolo
Amore, libri e piccole follie
Autore
Monica Brizzi
Genere
Romance ironico
Editore
Self Publishing
Pubblicazione
5 Febbraio 2018
Formato
Ebook (prossimamente anche in cartaceo)
Pagine
146
Prezzo
1,99€
Acquisto
Amazon  Kobo ~ Google Play

Che succede se nella vita di un’eccentrica ventisettenne che lavora a maglia e legge autori russi entra un nerd appassionato di Harry Potter, Star Wars e Il Trono di Spade?
Angelica lavora in una libreria da otto anni, è single da tre e si veste come un albero di Natale. Sebbene gli amici cerchino di farle conoscere qualche ragazzo, lei sembra non trovare nessuno che le interessi davvero. Tutto cambia durante una festa, quando, caduta in una siepe, attaccata dai tafani e tormentata dall’ortica, viene aiutata da Manuele, un nerd tutt’altro che capace di corteggiare una donna. Lui, ingegnere che lavora come commesso in un negozio di elettronica, ci mette un po’ a partire, ma quando lo fa tra i due nasce una piccola magia e Angelica entra in un mondo fatto di scacchi, film e telefilm che le fa dimenticare di avere una famiglia strampalata. Tutto fila liscio per un po’, ma in una fredda serata invernale Angelica vede qualcosa che non dovrebbe vedere e la magia tra lei e Manuele sembra dissolversi nella nebbia della città…
Estrosa e stramba lei, nerd e timido lui. Due mondi all’apparenza diversi che si fondono alla perfezione. O no?

Estratto

Mi incammino verso la macchina, felice di tornare a casa, e mentre cerco le chiavi… tadaà! La radice di un albero affiora magicamente e io cado su… tadààà, una siepe. È una di quelle dalle foglie pungenti e dalla chioma folta.
«Ahi, ahi, ahi, ahi!» inizio a ripetere cercando di alzarmi e assomigliando a un gatto che appoggia le zampine su una pianta grassa.
«Ahi, ahi… oh cacchiarola, ahi!» Scrollo le mani davanti agli occhi e cerco di liberare lo spazio visivo e di riprendere contatto con la realtà. A questo punto assomiglio a una balena spiaggiata.
«Dai Angelica, è una siepe! Esci fuori di qui!» mi dico mentre la siepe gratta sulle punture di tafani e sul resto. Lo sapevo che avrei trovato un modo per rovinare il vestito nuovo. Sto per infilare le mani in dei rovi pungenti, pur essendo sottili come steli di rosa, quando una voce maschile che sembra molto giovane interrompe il fruscio che produco.

L’autrice

Monica Brizzi scrive da quando è poco più che una ragazzina. Ama leggere un po’ di tutto, dai grandi classici alla fantascienza. Quando scrive, però, finisce sempre per raccontare storie d’amore. Oltre a Amore, libri e piccole follie è autrice di Ogni singola cosa, Innamorarsi ai tempi della crisi e racconti di vario genere. Gestisce un blog in cui parla di tutto e niente, anche se i temi conduttori sono i libri e la scrittura.

Contatti

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Oggi ricordatevi di prendervi il vostro tempo, anche facendo una pausa con un buon libro!

A domani
Federica 💋

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“La ragazza di Charlotte Street” di Danny Wallace [Domino letterario]

Buongiorno e buon inizio settimana 😊

E come ogni fine del mese ritorna l’appuntamento con il Domino letterariola catena che collega i blog partecipanti a seconda delle diverse associazioni fatte tra i libri scelti e che potete scoprire tappa dopo tappa! Questa volta mi ricollego a Silvia de Ragazza in rosso perché entrambi i libri presentano un tema romantico!

Titolo
La ragazza di Charlotte Street
Autore
Danny Wallace
Editore
Feltrinelli
Anno
2012
Genere
Narrativa contemporanea
Pagine
432
Prezzo
17€
Acquisto
Feltrinelli

Londra, Charlotte Street. Jason Priestley – ex insegnante, ex fidanzato cronico, aspirante giornalista ed eroe riluttante – ha appena incontrato la sua Cenerentola. Cercava di salire su un taxi tenendo in equilibrio un’incredibile montagna di sacchetti, borse e pacchi, senza riuscirci. Jason è intervenuto in suo aiuto, e i loro sguardi si sono incrociati per un magico istante pieno di promesse. Un attimo dopo, lei se ne è andata. Ma a Jason è rimasto per sbaglio qualcosa in mano, una macchina fotografica usa e getta piena di foto già scattate…
Ora si trova di fronte a un dilemma: deve rintracciare la ragazza o rispettare la sua privacy? Cercarla significherebbe seguire il consiglio di Dev, il vulcanico amico con il quale Jason condivide casa, bevute e (dis)avventure. Insieme, dovrebbero imbarcarsi in una rocambolesca caccia al tesoro seguendo gli unici indizi che hanno, ancora gelosamente custoditi nella macchina fotografica.
Tra tentennamenti, errori e complicazioni di ogni genere, Jason imparerà una lezione importante, ovvero che, nel tempo di un clic, le cose si possono sviluppare in modo del tutto inaspettato…

Per chi conosce lo stile inglese di Nick Hornby, il suo modo schietto e sognante di raccontare i travagli di una generazione indecisa se abbracciare il mondo degli adulti o se restare ancora indietro (come in Alta fedeltà o Un ragazzo, il primo dei quali è il suo libro che preferisco), leggere un romanzo di Danny Wallace è come trovarsi nei mondi di Hornby, solo dieci anni dopo e con una Londra leggermente diversa, ma in fondo sempre uguale e pronta a cambiare le vite dei protagonisti. E non sarebbe nemmeno un male, anzi sarebbe davvero bello, se solo non ci fossero già i libri di Nick Hornby…
La ragazza di Charlotte Street è, a conti fatti, la versione da anni 2000 di quello che nel 1995 è stato Alta fedeltà, in cui il personaggio principale è un vero e proprio tributo a quegli anni (non a caso si chiama Jason Priestley, come l’attore che interpretava Brandon Walsh in Beverly Hills 90210) e a Rob Fleming, il trentenne protagonista del romanzo di Hornby.
Un po’ Rob, un po’ Will (il disinteressato protagonista di Un ragazzo), Jason, da cinico e indolente giornalista freelance per “London Now”, si ritrova catapultato a un bivio cruciale della propria esistenza quando, dopo aver aiutato una ragazza sconosciuta a prendere un taxi, si accorge di avere la sua macchina fotografica usa e getta ancora tra le mani. Due le opzioni: dimenticarsi della bellissima ragazza che lo stregato; oppure seguire il consiglio strampalato di Dev, suo coinquilino e proprietario del negozio di videogiochi sopra il quale abitano, di far sviluppare il rullino e mettersi alla ricerca della misteriosa ragazza incontrata a Charlotte Street.

Cosa dicono i masochisti? Che si autoinfliggono dolore solo per provare emozioni? Be’, io non ero ridotto così male. Ma una volta ogni tanto esporsi rischi ti faceva sentire vivo. Cogliere quell’attimo

Dodici foto, niente di più. Dodici scatti attraverso Londra che mettono Jason di fronte ad altrettante istantanee della vita di questa sconosciuta, attimi di una vita di cui lui si scopre desideroso di far parte e che, incredibilmente, già gli appartiene. Perché, proprio in una delle ultime foto, la misteriosa ragazza di Charlotte Street ha immortalato anche lui.
Come vi dicevo, le somiglianze con i due romanzi di Hornby sono davvero molte, a livello di stile, ma anche e soprattutto di trama. Più volte mi sono ritrovata a pensare che fosse una copia leggermente rivista di Alta fedeltà, dal quale riprende in toto le tipologie di personaggi affrontati, nonché i loro background e gli espedienti narrativi che hanno reso fantastico il romanzo di Nick Hornby. Come in quello, infatti, ci ritroviamo a bazzicare nei dintorni di un negozio poco frequentato (qui di videogiochi, di musica in Alta fedeltà), dove il protagonista e il suo migliore amico si ritrovano a fare i conti con una vita decisamente sprecata a causa di un atteggiamento menefreghista. Jason, come Rob, è incapace di crescere e andare avanti, ha una ex ragazza con la quale spera sempre di poter riallacciare i rapporti e non si decide a scegliere cosa farne della propria esistenza. Eppure, grazie a una lunga serie di imprevisti e incontri che portano Jason a un passo da colei che lui e Dev chiamano “La Ragazza”, la ricerca di quella sconosciuta, ai limiti dello stalking, lo porterà, insieme a un gruppo di amici sempre più numeroso, a riscoprire se stesso, i propri desideri e ciò che può essere in grado di cambiare la sua vita.

È bello essere sorpresi dalle cose belle, naturalmente. Una chiamata inattesa. Un’inaspettata vittoria. Ma è anche molto emozionante tentare di fare succedere le cose.
E questo è ciò che speravo di fare in quel momento.
Quindi, sì, tutti abbiamo delle parole-chiave. Ma le parole-chiave di ognuno di noi possono cambiare.
Le cose cambiano. La gente cambia. E prometto che non lo dirò mai più.

La ragazza di Charlotte è, in tutto e per tutto, una copia dell’altro romanzo, in cui però quell’incognita rappresentata proprio dalla macchina fotografica, e dalle 12 foto che cambieranno la vita di Jason per sempre, riesce a regalare un briciolo di sorpresa rispetto ai lavori di Nick Hornby.
Tra i due, tra Wallace e Hornby, avendo letto prima Alta fedeltà, preferisco sempre il secondo, perché purtroppo il romanzo di Danny Wallace non aggiunge nulla che non sia stato già detto o affrontato. È una variazione, non così varia, di una trama che ho adorato e che purtroppo ne La ragazza di Charlotte Street risulta un po’ sbiadita.

La mia tappa si chiude qui, ma io lascio il testimone a Libri e Librai e a tutte le altre tappe che potete vedere nel calendario sottostante 😊

A domani
Federica 💋

“Only The Winds” di Giorgia Vasaperna [Recensione]

Ciao a tutti!

Questa settimana si chiude con la recensione del secondo volume di una trilogia innovativa e che mi sta piacendo molto, scritta da Giorgia Vasaperna.

Titolo
Only The Winds
Autore
Giorgia Vasaperna

Editore
Panesi Edizioni
Saga
Trilogia di Like Lions
Anno
2017
Genere
Urban Fantasy
Formato
eBook ~ Cartaceo
Pagine
254
Prezzo
0,99€ (eBook) ~ 15€
Link
Amazon ~ Kobo

Sono passati mesi dalla missione che ha portato Avril, Matteo e Arisu nella terra dell’Etna: le loro vite sono andate avanti e i tre sono ormai proiettati verso il futuro. Tutto sembra filare liscio, finché un giorno un esercito di Domunty attacca il Villaggio della Pace e lo rade al suolo. L’illusione di una vita serena svanisce in un attimo. Una guerra sta per iniziare, ma chi è il nemico? Di chi ci si può fidare? I protagonisti di Like Lions sono tornati e dovranno affrontare una nuova e fantastica avventura. Durante il viaggio si ripresenteranno vecchie conoscenze e Avril dovrà prendere un’importante decisione.

In questo secondo capitolo della saga di Giorgia Vasperna ritroviamo la protagonista Avril (pronunciato alla francese) e il suo inseparabile amore Matteo alle prese con una sfida decisamente difficile, una difficoltà che sconvolge le loro vite in modi inaspettati quando credevano di essere finalmente pronti a vivere il loro attimo di felicità!
Ambientato dieci mesi dopo gli eventi di Like Lions, Only The Winds (titolo che ritroverete all’interno della narrazione in un momento davvero intenso, sotto molti punti di vista) vede nuovamente gli abitanti di Kyom, questa versione dell’Aldilà in cui i buoni vivono nel Regno di Luce e i malvagi in quello di Tenebra (rispettivamente padre e madre della protagonista), sottoposti a uno scontro con i terribili Dourmonty, creature mostruose e malvagie che cercano di distruggerli con ogni mezzo. Questa volta, però, Avril non è disposta ad attendere che siano loro, o il loro capo, a fare la prima mossa e, insieme a Matteo e all’amica Arisu, parte di nuovo per la Terra, senza sapere che questo scatenerà una serie di eventi che li metteranno tutti a dura prova!

Suonarono tutti e tre magistralmente, ma il biondino rubò la scena a tutti: era come se lui e il violino fossero una cosa sola. Attraverso quei suoni tanto eleganti, dolci e, a volte, malinconici, Matt raccontò la nostra storia d’amore. Era una poesia che parlava senza parole.

Come vi ho già detto per il primo romanzo (qui la recensione), ad attirare maggiormente l’attenzione, in una trama comunque ben strutturata, sono i personaggi. Tuttavia qui, diversamente dal tema della lotta tra il loro lato Buono e quello Cattivo presente in Like Lions, centrale è l’idea di crescita, dell’assumersi le proprie responsabilità come individui nei confronti degli altri ma anche di se stessi, in una cornice che vede gli immortali e i mortali di Kyom coinvolti in una guerra che riserva risvolti inaspettati. Avril e Matteo, in particolare, devono rivedere e mettere in discussione le loro priorità, scatenando una vera e propria maturazione psicologica che trasforma due giovani protagonisti in adulti ben prima del tempo.
È un libro ben scritto e interessante, in cui, personalmente, ho trovato solo un particolare che mi ha fatto storcere il naso, non perché sia brutto o incoerente con la trama (non è assolutamente così, anzi), ma perché sono io che preferirei vedere certi risvolti con protagonisti un po’ più “vecchi” rispetto a Avril e Matteo. Sono, in fin dei conti, ancora dei ragazzi, non ancora ventenni quasi, e mi sarebbe piaciuto vederli procedere con più calma.
Comunque Only The Winds cattura e tiene incollati alle pagine, in una lettura che, nella sua continuazione, promette grandi colpi di scena!

Adesso non vedo l’ora di leggere il terzo volume! Perché non posso restare con questo dubbio su cosa ne sarà di Avril e della sua grande famiglia!

Spero di avervi tenuto piacevolmente compagnia con quest’autrice e il suo romanzo.
Buon weekend 💋

Maze Runner – La rivelazione [2018]

Ed eccoci a Giovedì!

Metà settimana se n’è già andata e oggi mi alterno, tornando a parlarvi di cinema e di un film che, ormai, sarà già fuori programmazione – Se non sbaglio è uscito il 1 Febbraio…

Titolo
Maze Runner – La rivelazione
Titolo originale
Maze Runner: The Death Cure
Regia
Wes Ball
Anno
2018
Genere
Azione, distopico
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
James Dashner (romanzo)
Sceneggiatura
T.S. Nowlin
Cast
Dylan O’Brien, Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster, Will Poulter, Dexter Darden, Nathalie Emmanuel, Giancarlo Esposito, Aidan Gillen, Walton Goggins, Ki Hong Lee, Jacob Lofland, Katherine McNamara, Barry Pepper, Rosa Salazar, Patricia Clarkson

Questo terzo capitolo della saga cinematografica tratta dai romanzi di James Dashner, e inaugurata nel 2014 con Maze Runner – Il labirinto, chiude la trilogia con un certo non so che di indecisione che non fa apprezzare appieno la pellicola.
Diversi mesi dopo essere stati traditi da Teresa e aver visto WCKD (pronunciato “wicked”, una società “farmaceutica” che cerca di trovare una cura per il morbo che ha devastato la Terra, anche con metodi eticamente discutibili) rapire diversi loro amici, Thomas, Newt e i sopravvissuti all’attacco subito dal Braccio Destro (la resistenza contro i metodi di WCKD) si ritrovano a compiere un ultimo disperato tentativo per cercare di salvare chi è stato catturato e scampare per sempre alle pretese degli scienziati, che sperano di usarli come cavie nei loro laboratori per sconfiggere la mutazione.
A grandi linee la trama è questa, complicata poi dalla decisione di recarsi nella città dove ha sede WCKD per chiudere definitivamente i conti con loro, e come narrazione il film prosegue linearmente fino alla conclusione, non ci sono né sviste né strafalcioni che fanno sentire spaesato chi guarda. È sviluppato bene e si arriva alla conclusione dello scontro tra Thomas e i membri di WCKD avviato nel primo film. Ma, ed è questa la nota negativa, non si arriva a un vero finale. Sì, WCKD e i loro progetti trovano una conclusione, ma quello che è il vero enigma della serie (la mutazione e il debellarla) restano accantonati in un finale agrodolce.
Qui non voglio fare spoiler, soprattutto se conoscete i primi due film e ancora non avete visto questo, però posso dirvi che, per come si chiude Maze Runner – La rivelazione, ci si aspetterebbe almeno un altro film in cui gli interrogativi rimasti in sospeso trovano una degna risposta. Perché quello che ci si ritrova a pensare dopo le scene finali è: “Sì, va bene, ma con la mutazione che trasforma tutti cosa succede?”! Il motivo che ha portato alle divisioni tra Thomas e WCKD resta un pretesto che, da centrale ne Maze Runner – Il labirinto, finisce qui per essere più un riempitivo che altro, una scusa per colorare con zombie umanoidi un film principalmente post-apocalittico.
Per tutto il resto, il film è bello come i precedenti, con dei personaggi a cui ci si affeziona e che coinvolgono nei loro drammi individuali, rendendo la lotta di fondo una vera e propria sfida tra la decisione di fare ciò che è umanamente giusto e il rispetto della vita umana e dell’individualità. Peccato solo per il finale…

A quanto sembra, i successivi libri della saga (due) sono in realtà dei prequel e così sarà per i film, che si concentrano sulle cause che hanno scatenato l’epidemia centrale nella trilogia di Maze Runner. Quindi non saprò mai come va a finire la storia di Thomas e se riesce a debellare il virus… Bello, vero? Le gioie della vita…

Comunque, quando guardo o leggo qualcosa di distopico, mi auguro sempre che abbia un finale chiaro! Positivo o negativo che sia, per me è fondamentale che arrivi a una conclusione, perché se c’è una cosa che non mi piace è essere lasciata con ancora delle domande e la consapevolezza che non ci sarà un capitolo successivo per trovare delle risposte. È così anche per voi?

Io e i miei dubbi su Maze Runner vi salutiamo qui 😉
A domani 💋

“Il circo della notte” di Erin Morgenstern

Buongiorno 😊

Non vedevo davvero l’ora di parlarvi di questo libro e di trascinarvi nelle sue atmosfere magiche e notturne! Allora armatevi di una sciarpa, o di un dettaglio, rosso scarlatto e superate con me il cancello de Le Cirque des Rêves!
Titolo
Il circo della notte
Titolo originale
The Night Circus
Autore
Erin Morgenstern
Traduzione
M. Magrì
Editore
Rizzoli BUR
Anno
2017
Anno prima edizione
2011
Genere
Narrativa fantastica
Formato

Cartaceo
Pagine
476
Prezzo
12€
Acquisto
Amazon

Appare così, senza preavviso. Le Cirque des Rêves apre al crepuscolo, chiude all’aurora. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio affascinano un esercito di spettatori che li insegue ovunque. Ma dietro le quinte due misteriosi rivali ingaggiano una magica sfida: due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario, inaspettatamente, si innamorano. Contro ogni regola, la passione tra Marco e Celia si scatena e travolge tutto come una corrente elettrica che minaccia di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza. Nemmeno la forza del destino sembra potersi opporre. Un tuffo nel mondo magico e seducente della fantasia, un romanzo di culto ormai diventato un classico del fantasy.

Le Cirque des Rêves è un mistero, un sogno, un inganno all’interno del quale niente è come appare, dove tutto è esibizione ma anche qualcosa di più, qualcosa di così immensamente reale da fare paura. Qualcosa le cui conseguenze possono cambiare per sempre le vite di chi vi si trova coinvolto, non sempre per il meglio.
E a tenere vivo il regno dei sogni, il circo dell’immaginazione è la sfida che vede contrapporsi Celia Bowen e Marco Alisdair, i predestinati allievi e sfidanti di due scuole di pensiero diverse, ognuna convinta di essere la migliore, i cui maestri sono disposti a tutto pur di dimostrate di avere ragione, anche a sottoporre i prescelti ad una sfida mortale.

«Non stai prendendo le cose sul serio.»
«È un circo» dice lei. «È difficile prendere le cose sul serio.»
«Il circo è soltanto il luogo dell’azione»
«Allora non è né un gioco né una sfida, è solo esibizione.»
«Ė molto di più.»

Erin Morgenstern crea una storia magica, che fa battere il cuore e che si tinge di tinte oscure quel tanto che basta a farci vivere sul confine tra sogno e incubo, tra gioia e paura, legandoci alle vicende che smuovono il circo e i suoi saltimbanchi con lo stesso vincolo inscindibile che lega Celia a Marco e entrambi alla sfida che devono portare a termine. Ma se i due “maghi” sono il motore che conduce il gioco, trasformandolo e rimescolando le carte ad ogni nuova mossa che Marco e Celia compiono, dandogli vita e alimentandolo, ad emergere come vero protagonista, il fulcro attorno al quale la storia si muove e si costruisce, è il Circo, i suoi abitanti, gli spettatori che restano incantati dai suoi prodigi e i rêveurs, appassionati che seguono il circo in lungo e in largo pur senza farne parte e con esso sognano (proprio come dice il nome).

«Sono stanca di cercare di tenere insieme cose che non possono essere tenute insieme» di Celia quando lui le si avvicina. «Di controllare ciò che non può essere controllato. Sono stanca di negare a me stessa ciò che desidero per paura di rompere cose che non sono in grado di riparare. Si romperanno comunque, nonostante tutto.»

Ad essermi piaciuto, oltre allo stile particolare dell’autrice e il senso di appartenenza che esso permette di sviluppare con la storia, è l’idea che, più che impedire qualcosa, il circo e il vincolo tra Celia e Marco siano lì per spronarli, per spingerli a dare il meglio di loro nonostante le circostanze avverse, a trovare l’attimo e il luogo della propria felicità anche se non sembra possibile, anche se sembra di non poter avere un lieto fine.
Chiudo, e qui mi fermo perché sono a poco dallo sforare nello spoiler, dicendovi che, sì, ho amato i protagonisti e ho pianto per loro (e se piango sono certa di aver trovato un buon libro 😅), ma che trovo fenomenale sono i gemelli Widget e Poppet, meravigliosi, e Bailey, un personaggio defilato, ma che è il nostro specchio nel romanzo e senza il quale, credetemi, niente ne Il circo della notte potrebbe combaciare e chiudersi.

È un libro particolare, che forse non fa per tutti, ma che merita sicuramente di essere letto perché regala tante emozioni, ognuna diversa dall’altra.

Questo libro rientra tra i miei 12 per la sfida di lettura del 2018 Libera Lo Scaffale ed è il terzo che depenno dalla lista, dopo Magic Questo canto selvaggio (entrambi di Victoria Schwab), uno di quelli che mi è stato regalato lo scorso Natale e che rientra a pieno titolo tra i libri più belli che abbia ricevuto! Adoro quando qualcuno trova i miei futuri amori letterari, perché vuol dire che c’è sempre spazio per sorprendermi e per ricevere delle sorprese 😊

Qual è stato per voi l’ultimo regalo (fatto o ricevuto) che è stata una vera sorpresa? Il circo della notte lo è stato per me, pari merito con i biglietti per il concerto di Jake Bugg dello scorso 6 Febbraio!

Federica 💋