Gennaio-Marzo: Tre mesi tra i libri

Sabato!!

Oggi un post straordinario ma dovevo! Siamo alla fine di Marzo e è arrivato il turno di un ricapitolo generale delle letture fatte finora e degli aggiornamenti sulle sfide di lettura di questo 2018! Si parte con la Top5 dei libri che più mi son piaciuti!

~ Cliccando sulle varie copertine, trovate le recensioni complete~

Un romanzo particolare quello di Erin Morgenstern, dove magia, illusionismo ed immaginazione si legano le une alle altre per creare qualcosa di indimenticabile. Citazione preferita:
“C’è bisogno di qualcuno che le racconti, quelle storie. Dove le battaglie sono combattute, vinte e perdute, dove i pirati trovano i loro tesori e i draghi divorano i nemici a colazione con una bella tazza di Lapsang Souchong; qualcuno deve raccontare i loro frammenti sovrapposti di narrazione. C’è della magia in questo. È nell’ascoltare, e suonerà in modo diverso in ogni orecchio, colpendo ognuno in modo imprevedibile. In superficie e in profondità. Puoi narrare una storia che va a innestarsi nell’anima di qualcuno, divenendone il sangue, l’io e il proposito. Quella fiaba lo smuoverà, lo spronerà, e chissà cosa mai potrebbe arrivare a fare grazie a essa, grazie alle tue parole. Che sono il tuo ruolo, il tuo dono. Tua sorella è capace di vedere il futuro, ma tu puoi modellarlo, ragazzo. Non dimenticarlo.”

Un’opera italiana per il racconto di due vite inglesi e stregate l’una dall’altra. Claudia Esposito racconta magistralmente di Arianna e Colin, due anime affini che si ritrovano e perdono nel corso di un’intera esistenza, entrambi mossi dalla passione per la medicina, così diversi tra loro ma pur travolti da un legame profondo!
Citazione preferita:

“Il loro fu uno di quegli incontri guidati dal destino, in cui le anime si erano riconosciute, anche se non potevano saperlo. Ma quanti grandi amori destinati a durare in eterno hanno fine. E quanti innamorati non smettono mai di cercarsi negli occhi di qualcun altro.”

Una realtà distopica in cui la violenza assume una forma fisica e un volto è la base di partenza del romanzo di Victoria Schwab. Costruita attorno ad August e Kate, la storia li avvolge tra cospirazioni e il tentativo di far scoppiare una guerra civile, obbligando due giovani ragazzi a salvare la realtà che conoscono.
Citazione preferita:

“«È la vita, August. Volevi sentirti vivo, giusto? Non importa se sei un mostro o un essere umano. Vivere è doloroso.»”

Dove potrà mai portare un pullman di suicidi? È quello che si scopre attraverso il romanzo di Arto Paasilinna. Tra humor nero e ironia sulla morte come mai ne ho lette in un romanzo, si attraversa l’Europa alla ricerca del luogo perfetto dove farla finita, senza accorgersi che ad emergere è la ricerca della grande nemica, la vita stessa. Citazione preferita:
“Fallire un suicidio non è poi la cosa più tragica al mondo: non si può riuscire sempre in tutto.”

Quattro ragazzi tra Roma e Bologna sono i protagonisti del romanzo di Sara Stroppa e Roberta Ambrogio, due autrici che a quattro mani sanno creare una storia coinvolgente ed emozionante, che fa rivivere gli stessi dubbi e le gioie del diventare adulti. Un romance che non è soltanto tale, ma che spazia su generi ben più riflessivi.
Citazione preferita:
“«Mi hai detto che negarsi delle passioni fa sentire incompleti. Se è così, negarsi di essere se stessi dovrebbe essere anche peggio.».”

E dopo la Top5, è giunto il turno dei tre libri del Domino letterario, tre storie diverse e tutte da scoprire

Adesso le tre sfide di lettura cui prendo parte quest’anno: Goodreads Challenge, Libera lo Scaffale e Contano le pagine, non i libri!
La prima e l’ultima della lista si collegano, perché ho letto 41 (quasi 42, ma non quello in lettura non credo di finirlo entro oggi…) libri, su un traguardo di 200, macinando 11503 pagine. Un bel po’ di avventure 😉 Per i volumi da smaltire sul mio scaffale, invece, mi sono un po’ arenata e su 12 titoli scelti, per ora ne ho tolti solamente tre, che (caso vuole) sono tutti già presenti qui sopra! Si tratta di Il circo della notteMagic Questo canto selvaggio 😁 Adesso mi rimangono:
1. La Forêt des captifs di Pierre Bottero (311 pagine)
2. L’Œil d’Otolep di Pierre Bottero (308 pagine)
3. Les Tentacules du mal di Pierre Bottero (398 pagine)
4. L’ultimo cavaliere di Stephen King (223 pagine)
5. La chiamata dei tre di Stephen King (357 pagine)
6. Terre desolate di Stephen King (452 pagine)
7. 
Dentro l’acqua di Paula Hawkins (370 pagine)
8. 
Caraval di Stephanie Garber (429 pagine)  Questo è già sul comodino, pronto da iniziare!
9. 
New York di Edward Rutherfurd (984 pagine)

Che dire? Tre mesi decisamente ricchi che hanno aperto l’anno alla grande! Non vedo l’ora di continuare 😊 E le vostre letture come procedono? Trovato nulla di interessante? Ditemi, che sono curiosa!

Visto che domani è Pasqua, ne approfitto per farvi gli auguri per questa Domenica e Lunedì di festa!
Il blog sarà fermo fino a Mercoledì o Giovedì per una piccola vacanza, perciò ci rivediamo tra qualche giorno.

A presto
Federica 💋

 

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Altered Carbon

Buongiorno e buon Venerdì 😊

Oggi vi porto a scoprire una serie tv davvero incredibile, incentrata sulla prospettiva di poter diventare immortali in un modo alquanto tecnologico!

Titolo
Altered Carbon
Ideatori
Laeta Kalogridis, Richard K. Morgan (romanzo)
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2018 —
Genere
Fantascienza, Tech noir
Stagioni
1 —
Episodi
10
Lingua
Inglese
Cast
Joel Kinnaman, James Purefoy, Martha Higareda, Chris Conner, Dichen Lachman, Ato Essandoh, Kristin Lehman, Trieu Tran, Renée Elise Goldsberry

In un prossimo futuro l’identità umana non sarà più legata a un solo corpo e la mente potrà vivere per sempre, in centinaia di esistenze e custodie (gli involucri fisici, cioè i corpi) diverse pur restando comunque se stessa. Tutto questo grazie a una pila corticale, una sorta di “hard disk” impiantato alla base del cervello in cui l’identità, l’“anima”, viene salvata e codificata come I.D.U. (Immagazzinamento Digitale Umano).
È in questo futuro dai caratteri cyberpunk che si risveglia, dopo 250 anni di prigionia, Takeshi Kovacs, l’ultimo Spedi esistente (un soldato che si oppone al governo centrale del Protettorato, particolarmente abile nell’infiltrarsi tra i nemici e nel combatterli dall’interno) assoldato da uno degli uomini più ricchi di Bay City per scoprire chi lo abbia assassinato (n.d.r.: il suo datore di lavoro possiede più custodie identiche, quindi non c’è da stupirsi che sia “ancora vivo” e che gli chieda di trovare il suo omicida).
La serie, distribuita da Netflix, si configura come un crime dove il protagonista, insieme all’agente di polizia Cristina Ortega, raccoglie prove e indizi per portare a termine il proprio incarico e ottenere così il condono per i crimini commessi in passato, ma via via che la trama si dipana, questa svela dei legami profondi con tutti coloro che sono coinvolti, compreso lo stesso Kovacs e i suoi compagni Spedi, trucidati tempo addietro come nemici e traditori. Non solo, perché in realtà è proprio la vita dello Spedi a muovere ogni tassello, in una storia dove nulla è come sembra.
Personalmente adoro la fantascienza e tutte le invenzioni del genere, che qui in Altered Carbon ruotano attorno all’idea dell’immortalità, della possibilità di estendere all’infinito le esistenze, ma se e quando si possiedono i mezzi per farlo. La ricchezza, a Bay City, fa da padrona e chi può permetterselo diviene una “divinità”, un immortale di fronte alla massa di poveri e diseredati che non possono permettersi un’esistenza degna di questo nome. Responsabilità, giustizia e dignità sono parole chiave nella serie, ma c’è anche spazio per il romanticismo. Ovviamente anche questo in chiave cyberpunk, ma non stona e rende affascinante tutti e dieci gli episodio, affievolendo (e rendendo fruibili) anche quelle scene un po’ crude e che fanno storcere il naso.

Un consiglio: deve piacervi la fantascienza distopica per guardare questa serie. È un paletto, ma merita secondo me, anche perché ci sono sullo sfondo degli intrighi niente male sullo sfondo! E promette grandi cose nelle prossime stagioni 😉

Fatemi sapere se vi può intrigare.
A presto
Federica 💋

“Tre tazze di cioccolata” di Care Santos [Domino letterario]

Buongiorno!

Questa settimana sono rimasta un po’ assente sul blog per alcuni impegni, ma oggi mi rifaccio con la recensione per il Domino letterario, l’appuntamento di fine mese che vi e mi porta a spasso tra blog per scoprire i libri che, anche questa volta, hanno preso parte alla catena letteraria! Inizia proprio oggi e io sono la seconda, collegandomi a Silvia di Ragazza in rosso 😊

Titolo
Tre tazze di cioccolata
Titolo originale
Desig de xocolata
Autore
Care Santos
Traduzione
S. Cavarero
Editore
Salani
Anno
2015
Anno prima edizione
2014
Genere
Narrativa, rosa
Formato

Ebook
Pagine

359
Prezzo
9,99€
Acquisto
Amazon

Sara, proprietaria di un negozio che a Barcellona è sinonimo stesso di cioccolato, è fiera di continuare la tradizione di famiglia. Prima ancora di lei Aurora, la cui madre era al servizio di una famiglia borghese del XIX secolo, per la quale il cioccolato è qualcosa di proibito e peccaminoso. E all’inizio di tutto c’era Mariana, moglie del cioccolataio più famoso del XVIII secolo, inventore di una macchina prodigiosa. Care Santos, narratrice magistrale, racconta di un’unica dolce passione che unisce destini e segna la vita delle sue protagoniste attraverso tre secoli di storia. Un viaggio nel tempo che ha profumo e sapore, in cui ogni pagina è inebriante come una droga leggera. 

C’è una bellezza indiscutibile, diversa, in ciò che siamo riusciti a salvare.

La storia di una cioccolatiera e delle tre donne che l’hanno portata attraverso tre secoli di storia, dalla Barcellona del 1777 alla stessa città degli anni 2000. Un viaggio nel tempo, nella storia e nelle vite di Mariana, Aurora e Sara, è questo il romanzo di Care Santos, ma in senso inverso, perché il punto di partenza è la fine della lunga esistenza di una cioccolatiera di Sèvres, la sua rottura e il tentativo di riparare qualcosa che forse non si può aggiustare.

«Dentro agli oggetti vivono storie e voci che li raccontano» diceva Sara anni prima. «A volte quando tocco la cioccolatiera di porcellana bianca, mi sembra di sentirle».

Ad aprire la “fine” di questa storia sono Sara, Max e Oriol, tre quarantenni legati da anni di amicizia e amore, che vedono nella cioccolatiera sbeccata e imperfetta il simbolo del loro rapporto, di come ha avuto inizio e del suo, precario equilibrio. Max e Sara sono sposati, ma nel loro rapporto è compreso anche l’amico di una vita, colui che è sempre stato presente, nel bene e nel male delle esperienze vissute insieme, colui che (un aspetto che un po’ mi ha delusa, soprattutto per il personaggio di Max) finisce per essere l’ago della bilancia nella vita di Sara, brillante maître chocolatier catalana e rivale di Oriol in tutto ciò che riguarda il cioccolato. E la cioccolatiera decorata con l’enigmatica scritta “Je suis à Madame Adelaïde” (“Appartengo a Madame Adelaïde”), che è grande abbastanza da contenere tre tazze esatte di questa scusa e densa bevanda, li rappresenta pienamente: insostituibile, delicata, imperfetta, fragile, resistente perché accompagnata dall’amore di chi è disposto a tutto pur di prendersene cura, anche a soffrire e a farsi da parte.

La cioccolata, come le persone, è una microstruttura estremamente complessa, per questo è meglio non toccare nulla, fare le cose per bene. Adesso capisci? Io non voglio affatto che la mia relazione con Sara cambi. […] Non ne voglio nessun’altra. Non voglio una Sara imbarazzata, colpevole, in preda alla tristezza. Una donna del genere non sarebbe la nostra Sara, non trovi? La mia Sara.

Ma la cioccolatiera imperfetta, sbeccata, senza coperchio e bastoncino per mescolare la cioccolata, un tempo era integra ed è un primo interludio – “Coperchio” – a raccontare come quest’oggetto pregiato sia arrivato a Sara così com’è, costruendo il ponte verso il passato, verso la storia della giovane Aurora e la Barcellona di fine ‘800. Qui è diverso, perché per Aurora la cioccolata è un lusso che lei, cameriera personale della moglie del famoso maestro cioccolatiere spagnolo Antoni Sampons, non può permettersi, tranne che in rare e rubate occasioni, rappresentando per la terza custode della cioccolatiera una tentazione da tenere nascosta e da restituire a chi spetta di diritto il prima possibile.

Ha la ruvidezza della ceramica appena finita di cuocere. La ruvidezza che devono avere le cose belle viste dal di dentro. La ruvidezza del passare degli anni.

La cioccolatiera di Aurora, leggermente sbeccata ma ancora molto bella, rappresenta tutto ciò che lei sente di non meritare ma è anche, e soprattutto, il simbolo di un’amicizia con Càndida, moglie di Sampons, una relazione che racconta le due facce dell’animo femminile nella splendida Barcellona, attenta e interessata più alla reputazione che al vero carattere delle persone che la abitano.
Ed è attraverso la famiglia Sampons, alla sua tradizione nella lavorazione del cioccolato, che viene steso il secondo ponte verso il passato. Con l’interludio “Sbrecciatura” si conosce come è andato perduto il piccolo bastoncino di legno necessario a mescolare la cioccolata, o perché c’è quel piccolo segno lungo il beccuccio, quell’imperfezione che collega alla seconda proprietaria della cioccolatiera: Mariana, moglie del famoso maître chocolatier settecentesco che ha inventato una macchina incredibile, capace di fabbricare da sola la polvere e la pasta dalle fave di cacao.

Ma non l’hai capito? Sei una donna! Le donne non possono essere maestri di nessuna professione. Non puoi avere tu quest’apparecchio. Hai bisogno di un uomo.

Mariana è una donna del ‘700 e come tale si vede relegata in secondo piano, in qualunque aspetto della vita, ma soprattutto quello del lavoro e della produzione di cioccolato. Tutti cercano suo marito Fernandes e nessuno vuole riconoscerle il diritto di potersi occupare da sé della propria bottega, tutti tranne (forse) Guillot, delegato francese incaricato da Madame Adelaïde di contattare Fernandes e ottenere da lui la speciale miscela di cacao che l’originaria proprietaria della cioccolatiera e sua sorella adorano. È così, dalla Francia pre-rivoluzionaria a una Barcellona teatro di intrighi e sotterfugi politici, che la cioccolatiera fatta con porcellana di Sèvres incontra la sua seconda custode, diventando per lei il dono e il riconoscimento al valore del suo lavoro e della sua voglia di affermazione. Un’affermazione scaturita anche da colei che ha dato inizio al viaggio di quella speciale e longeva cioccolatiera, Madame Adelaïde, figlia e nipote dei re di Francia, che con la sorella ha portato in Europa il suo amore per una bevanda magica.
Tre tazze di cioccolata di Care Santos è un viaggio a ritroso nella storia di Barcellona e del suo legame con il cioccolato, costruito attorno a tre momenti chiave nelle vite di tre donne diverse tra loro. In una narrazione suddivisa in tre parti e mai uguale (si passa da un racconto in terza persona per Sara in “Atto primo: PEPERONCINO, ZENZERO E LAVANDA”, a un narratore in seconda che si rivolge direttamente a Aurora e riporta le sue azioni in “Atto secondo: CACAO, ZUCCHERO E CANNELLA” e, infine, alla prima persona – di Guillot, però, non Mariana – in “Atto terzo: PEPE, CHIODI DI GAROFANO E CICORIA”) l’autrice scava nell’interiorità di coloro che hanno segnato la storia della cioccolatiera, rivelando le loro anime poco a poco fino ad arrivare a quella della sua creatrice, nella scoperta di quattro donne diverse tra loro ma accumunate dall’amore per la cioccolata.
È un racconto interessante, che muove personaggi immaginari e reali attorno a un oggetto tanto singolare, quanto speciale come un’antica cioccolatiera, un libro che magari non colpisce per lo stile o per particolare dedizione ai personaggi (non vengono approfonditi molto, preferendo piuttosto la storia generale a quella dei singoli), ma che riesce comunque ad essere una lettura piacevole. È, insomma, un buon passatempo per quei giorni in cui abbiamo voglia di rilassarci.

Questa era la mia tessera, il mio libro per il Domino di Marzo, ma la giornata continua con la tappa su Libri e altri disastri e negli altri blog partecipanti, che potete trovare qui nel calendario 😊

A domani
Federica 💋

Il ricordo di noi

Buongiorno 😊

Questo racconto è nato per e partecipa alla XX Challenge Raynor’s Hall, una sfida di scrittura amatoriale indetta da Raynor’s Hall! Il tema, a differenza dalle altre sfide, questo mese consisteva in un’immagine (questa qui sopra e a fianco)! Ho aspettato un po’ per l’ispirazione e questo racconto ne è il risultato. Spero vi piaccia 😊

Fisso il salvaschermo del mio tablet e mi perdo l’inizio della lezione. Non mi sforzo nemmeno di fingermi interessata a seguirla, le parole del professore che si azzerano a sottofondo. Continuo a osservare l’immagine e quando lo schermo diventa nero, premo il tasto di sblocco e ricomincio da capo, andando avanti così per non so quanto.
Sblocco, guardo la foto finché non scompare e poi di nuovo dall’inizio. Il cervello in un loop quanto lo sono le mie azioni.
L’abbiamo scelta insieme. Solo a questo riesco a pensare.
La ninfea d’acqua su uno stagno soleggiato mi lampeggia davanti un’altra volta, facendo sbuffare Clarissa, la mia migliore amica che, seduta qui accanto, sta digitando sul laptop come una forsennata. Dovrei farlo anche io, se voglio passare il seminario e laurearmi, ma proprio non ci riesco.
«Chiara smetti di torturare te stessa e la batteria di quel coso» mi sussurra, abbassandosi per non farsi sentire dal professore tre file avanti. «Se n’è andato. È uno stronzo. Passa oltre»
«Clari…» protesto debolmente, continuando a premere sullo schermo per illuminarlo ancora.
Eppure ha ragione. Se n’è andato e sapevo che lo avrebbe fatto. L’ho capito nell’istante in cui ha posato il cellulare e mi ha guardata, dopo la fatidica chiamata della sua ex, dopo avergli sentito dire in un’infinità di occasioni che Charlotte ha, e avrà sempre, la priorità, che per il suo bene farebbe di tutto.
Persino caricare armi e bagagli su un aereo e tornare oltreoceano dalla stronza fedifraga, che ha lasciato marito e figlia di appena quattro anni per “vivere un’avventura”. Charlotte, quell’angioletto castano dagli occhioni dolci, avrebbe dovuto essere la sua avventura e se lo avesse capito fin dall’inizio, io adesso non sarei qui a disperarmi per il mio cuore infranto.
Però, se Beatrix non avesse tradito e lasciato Kevin, lui e Lotte non sarebbero mai venuti a Milano e non avrebbero mai cercato una babysitter a tempo pieno, non entrando proprio mai nella mia vita come un uragano di tempera e brillantini.
Quel colloquio di assunzione non avrebbe potuto essere più assurdo e mi ritrovo a sorridere. Charlotte, mentre Kevin è venuto ad aprirmi, ne ha approfittato per schiacciare tutti i tubetti di colore e di brillantini con cui stavano giocando, trasformando il tavolo in una tavolozza sfavillante. Kevin ha evitato di chiedermi se avessi esperienza con i bambini quando mi sono rimboccata le maniche e ho coinvolto Charlotte in un trucco di magia chiamato “Clean&Reverse”, pulisci e rovescia. Le ho fatto trasformare un tavolo sporco in uno pulito in un attimo e mezzora dopo sono stata assunta.
Lo sfondo del tablet lo abbiamo scelto lei ed io tre settimane dopo.
Sblocco lo schermo per l’ennesima volta, sfiorando i petali della ninfea bianca e le foglie che galleggiano accanto. Quel pomeriggio mi sono divertita un mondo con Charlotte, preparando i biscotti che poi lei e suo padre hanno divorato fino a quando non è stata ora di andare a letto. Aveva in corpo talmente tanti zuccheri da sembrare un flipper e siamo riusciti ad addormentarla solo dopo averla inseguita per mezzo salotto, placcata e portata di peso in camera sua. Poi Kevin ed io siamo collassati sul divano, spalla a spalla, e per la prima volta ho sentito che sarebbe stato diverso, che lui era diverso da chiunque avessi mai conosciuto.
Ancora non sapevo che mi sarei innamorata di un americano, che l’idea di non dovermi più occupare di Charlotte mi avrebbe fatta sentire vuota. La verità è che dopo solo tre giorni senza di loro mi sento come se mi avessero strappato il cuore. Ma qualcosa mi diceva che sarei finita in questo stato.
Cosa credevo? Che un uomo bellissimo, realizzato e con la bambina più dolce che abbia mai incontrato avrebbe scelto me? Che avrebbe dato il benservito alla madre di sua figlia per stare con una studentessa venticinquenne? Mi sono illusa che i sette anni di differenza tra me e Kevin non sarebbero stati un problema, che non gli importasse.
Ma a quanto pare ero la sola a pensarla così. Altrimenti non mi avrebbe rinfacciato di essere solo una sciocca ragazzina.
«Christ, Chiara! You’re just a silly girl! You’ve not even lived yet»
E Kevin aveva la sua parte di ragione nel dire che ancora non ho vissuto davvero, che non fatto nessuna esperienza degna di essere ricordata. Nessuna in confronto alle sue. Ma se adesso penso a cosa mi piacerebbe fare, riesco solo a immaginare di passare i miei giorni con quei due, stando ad ascoltare la vocina di Charlotte canticchiare e Kevin che mi racconta come ha passato la giornata.
E non va bene! Non sono mai stata una che si svilisce, non l’ho fatto per nessun ragazzo e non lo farò per un uomo che ha tranquillamente deciso di andarsene senza guardarsi indietro, né pensare a chi si lasciava alle spalle.
Fa un male cane immaginare che non li rivedrò più ma Kevin mi ha mal giudicata. Sì, sono giovane, ma non sciocca, e se lui ha preferito tornarsene dalla ex moglie, allora non sono io ad avere dei problemi. Non avrò fatto ancora nulla nella mia vita, ma lui mi ha dimostrato che a volte tutte le nostre grandi esperienze non servono a granché. Non se ci allontanano da ciò che desideriamo davvero.
Kevin non ha voluto far parte della mia vita e di tutto quello che farò in futuro? Peggio per lui, perché io ho intenzione di godermi ogni istante da adesso in avanti.
Guardo lo sfondo del mio tablet ancora una volta. La ninfea bianca mi sfiora dolce, con i raggi del sole che mi scaldano il cuore esattamente come il ricordo delle due persone che mi hanno cambiato la vita. Kevin e Charlotte saranno sempre con me, in ogni sorriso, in ogni battito del mio cuore, ogni volta che starò male pensando a quanto li amo e che lui ha detto di no. La ninfea sarà tutto ciò che resterà di noi, nel bene e nel male.
Guardo quel fragile, resistente, bellissimo fiore ancora un’ultima volta. Poi lascio che scompaia prima di mettere il tablet in borsa. Mi avvicino a Clarissa e le picchietto su una spalla. Se c’è una persona che può aiutarmi ad andare avanti, quella persona è lei e avrò bisogno di tutto l’aiuto possibile per mettere in atto il mio piano.
Perché starò anche soffrendo e sarà impossibile per me dimenticarli, ma nulla mi vieta di provarci, di vivere. Di splendere e di farlo in grande stile.

“Sexy Lawyers Series” di Emma Chase

Ciao a tutti e buon Giovedì!

Di nuovo romance e di nuovo una serie letta tutta d’un fiato! Anche questa scoperta da Deb (Leggendo romance – seguitela se ancora non la conoscete!)

Titolo
Amore illegale ~ Niente regole ~ Amore senza regole
Titolo originale
Overruled ~ Sustained ~ Appealed
Autore
Emma Chase
Traduzione
D. Rizzati
Serie
Sexy Lawyers (The Legal Briefs)
Editore
Newton Compton Editori
Anno
2016
Anno prima edizione
2015 ~ 2016
Genere
Romance, Adult
Formato

Ebook
Pagine

754
Prezzo
6,99€
Acquisto
Amazon

La vita per un avvocato può essere davvero difficile, tra competizione, stress e clienti impossibili. Ma se ci si mettono anche gli affari di cuore… 

In Amore illegale Sofia Santos, molto determinata, si è ripromessa di diventare l’avvocato penalista più temuto dai tribunali di tutto il Paese e non ha certo tempo da perdere in relazioni o sciocchezze sentimentali. Ma quando Stanton, il suo “amico dalle strabilianti prestazioni”, implora il suo aiuto, accetta di andare con lui e fare tutto il possibile per aiutarlo a riconquistare la donna che ama.
Niente regole è la storia di Jake Becker, un avvocato senza scrupoli: freddo, insensibile e a tratti intimidatorio. Finché, a mettere in crisi le sue certezze, arrivano la dolce, innocente, e bellissima Chelsea McQuaid e i suoi sei nipoti orfani. 
Quando Brent Mason, in Amore senza regole, guarda Kennedy Randolph, non vede la goffa e dolce ragazza con cui è cresciuto, ma una donna splendida, sicura di sé che non esiterebbe a schiacciare le sue parti intime con le sue Louboutin. Quando Kennedy guarda Brent, tutto quello che vede è l’adolescente egoista e superficiale che l’ha umiliata al liceo, insieme alla maggior parte della gente che a quel tempo rendeva la sua vita un inferno. Ma ora è un procuratore con una lunga scia di successi alle spalle e forse è arrivato il momento di far vivere anche a Brent quello che ha vissuto lei…

Quasi due anni fa vi ho parlato di una serie tv dedicata agli avvocati di cui mi sono innamorata (Reckless) e all’incirca nello stesso periodo ho letto le recensioni della trilogia di Emma Chase sul blog di Deb, una serie dedicata proprio a tre avvocati super affascinanti e da togliere il fiato. Inutile dirvi che avevo la fissa e che avrei voluto leggere subito tutti e tre i libri. Purtroppo non è andata così e ho addirittura perso i titoli. Ricordavo a grandi linee l’idea che esistesse una serie romance sugli avvocati e basta! Una tragedia, risoltasi bene giusto due settimane fa!
Ora posso dirvi che Stanton, Jake e Brent sono davvero tre avvocati super affascinanti e da togliere il fiato 😆
In Amore illegale i colleghi Stanton Shaw e Sofia Santos, legati professionalmente e da un’amicizia con speciali interessi, si ritrovano in viaggio verso la città natale di Stanton per impedire il matrimonio della sua prima ragazza, nonché madre di sua figlia Priestley, arrivando a scoprire che ciò che diciamo di volere non è assolutamente ciò che in realtà vogliamo. Con due punti di vista che si alternano, Sofia e Stanton realizzano che la vita non sempre va come decidiamo noi e che questo può portare esattamente dove dovremmo essere (e con chi desidera il nostro cuore).

Alcune idee ti colpiscono come un lampo di luce, un’improvvisa scossa di genialità. Come la storia che ti raccontano alle elementari, di come la gravità venne in mente per la prima volta a sir Isaac Newton, colpito in testa da una mela. Altre idee non sono né scontate, né immediate. Restano a maturare latenti, sul fondo, ribollendo pian piano, poi alla fine arrivano a ebollizione in prima linea. E quando la proverbiale lampadina scatta, ti chiedi perché c’è voluto tanto tempo per vederla.

In Niente regole il duro e stakanovista Jake Becker, l’emblema dell’avvocato senza apparenti scrupoli, si ritrova con la propria routine sconvolta quando incrocia il giovane Rory McQuaid e lo vede rubargli il portafogli, coinvolgendolo nella propria, complicata, situazione familiare. È a casa McQuaid che Jake incontra Chelsea, la zia e neo tutrice della sestina di piccoli McQuaid: Riley, Rory e il gemello Raymond, Rosaleen, Regan e Ronan. Chelsea e i ragazzi si trasformano ben presto nella spina nel fianco che sovverte la vita di Jake, rendendogli letteralmente impossibile ignorarli e smettere di preoccuparsi per loro, uno Scrooge che si trasforma nel cavaliere perfetto per la famiglia McQuaid.
In Amore senza regole è Brent Mason, l’ultimo avvocato del trio, a scoprire l’importanza della persona giusta, quella che ti cambia la vita, e che per Brent è Kennedy Randolph, amica d’infanzia e procuratore dell’accusa nel suo ultimo caso. Kennedy e Brent riscoprono il loro rapporto, ripercorrendo la storia che li accomuna, i ricordi dolorosi e i sentimenti nati da ragazzi per ritrovarsi e capire chi sono diventati.

Fuggiamo le cose che ci fanno male, quelle che ci hanno ferito in passato. A questo servono le cicatrici: proteggono le ferite. Le coprono di uno spesso tessuto insensibile, così non dovremo mai più sentire quel dolore.

Stanton, Jake e Brent sono i veri e unici protagonisti della serie, scritta dal loro punto di vista a parte dei capitoli dedicati a Sofia in Amore illegale, e ognuno di questi super avvocati ha quel qualcosa in più che non può non far emozionare, innamorare e, soprattutto, divertire. Stanton è leale e fedele, Jake un vero e proprio cavaliere pronto a tutto, Brent un supereroe armato di energia e buonumore nonostante conosca a fondo le difficoltà della vita. Ed è Brent ad avermi conquistata, ad essere il mio preferito, perché con lui ho trovato la mia anima gemella (letterariamente parlando). Nel bene e nel male del suo carattere e delle sue azioni, lo capisco in ogni aspetto e più volte mi sono ritrovata a sorridere, ad annuire e a pensare che spesso ho provato, e provo. i suoi stessi sentimenti, che ho agito nello stesso modo.
E poi ci sono loro, Sofia, Chelsea e Kennedy, tre protagoniste un po’ trascurate (mi è mancato non poter leggere il loro punto di vista) ma che riescono lo stesso a emergere e conquistare la scena accanto ai tre super avvocati della serie! Sofia, anche lei avvocatessa, è una donna decisa e forte, sicura di ciò che vuole finché non si accorge che la vita significa di più della carriera e che deve lottare per non farsi mettere in secondo piano. Chelsea, la più giovane, è tra le tre colei che deve farsi carico di responsabilità maggiori e che nonostante le difficoltà dimostra una forza invidiabile, che io stessa le ho invidiato. E poi Kennedy, la più fragile, la più accanita e guerrigliera, con l’esatta dose di insicurezza interiore adatta a farla trasformare in una vera e propria furia, tutto per proteggere un cuore che è già stato spezzato. Tre protagoniste diverse per altrettanto diversi partner, ma tutti accumunati da una ricerca (o una fuga) di ciò che è importante.
È questo, oltre allo stile frizzante e intrigante dell’intera trilogia, ad avermi fatto apprezzare i libri di Emma Chase: al di là dell’aspetto erotico (comunque presente e centrale, perché stiamo pur sempre parlando di romanzi raccontati da uomini), ciò che veramente conta è il resto, i sentimenti, le emozioni e i tentativi di trasformare la vita di tutti i giorni in un’esperienza degna di essere vissuta, permettendoci di avvertire un legame profondo con gli altri, anche quando si tratta di personaggi fittizi in un romanzo romance.

Per questa settimana è l’ultima recensione! Domani, infatti, ci sarà un post speciale, una challenge davvero creativa 😊

Ora scappo in università per un esame! Passate una buona giornata
Federica 💋