“Aeon: Under Control” di Angela Vianello

Buongiorno!

Chiudiamo il mese di Luglio con la recensione del secondo volume della serie di fumetti che ho iniziato la settimana scorsa e che, come avete letto, mi sta appassionando tantissimo!

Titolo
Aeon: Under Control
Autore
Angela Vianello
Saga
Aeon
Editore
Shockdom
Anno
2014
Genere
Fantascienza, comics
Formato

Cartaceo
Pagine
108
Prezzo
10,20€
Acquisto
Amazon

Ispirato a degli scritti realmente esistenti nel 3000 a.C. (i libri di Enoch), Aeon racconta, nella maniera più fedele possibile ai testi (in chiave fantascientifica), di come “Dio e il suo popolo di angeli” abbiano creato il mondo e l’universo, di come Enoch stesso fu portato in cielo nella sua “dimora” e di come Egli lo abbia incaricato di tramandare degli importanti “saperi”.
Il tutto per poter contrastare il potere oscuro di parte del popolo alieno, precedentemente ribellatosi a Dio, nascosto sulla terra e che usa l’uomo come cavia inconsapevole di esperimenti e progetti oscuri.
L’essere umano non è libero, e i due protagonisti dei tempi di oggi (Davide e Giada) da quando prenderanno a frequentarsi cominceranno a capire questa realtà fino in fondo, a vedere tutto con occhi differenti.
Perché ora il velo è caduto e non ci sono più filtri. Robot giganti, macchine aliene, angeli e vigilanti. Con toni pacati e lenti, Aeon comincia a raccontare il declino di un popolo relegato alla Terra, la scoperta di inquietanti verità, lo stupore di un troglodita durante un viaggio tra pianeti e stelle.

Questo secondo volume della serie Aeon, Under Control, ci svela un ulteriore tassello di questa rivisitazione della Genesi biblica. Dopo aver infatti scoperto che ad aver fatto visita alla Terra non sono degli angeli bensì degli scienziati alieni tecnologicamente più avanzati di noi, il proseguo della storia che si alterna tra passato e presente continua con il mostrare il vero scopo per cui i “vigilanti”, gli scienziati ribelli, hanno deciso di sfruttare il nostro pianeta e i suoi abitanti, una decisione che continua ad avere effetti anche nel presente di Davide e Giada, i due ragazzi romani che si ritrovano ad assistere ad eventi incredibili.
Come proseguo, Under Control si sviluppa come un unico grande capitolo preceduto da un incipit che rivede, in chiave sempre fantascientifica, parte del testo apocrifo Il Libro di Enoch per quel che riguarda la condivisione con Enoch della sapienza della civiltà superiore e la missione a tramandarne la conoscenza per non cadere sotto il controllo dei vigilanti. La storia poi si alterna, mostrando come si evolve il rapporto tra Davide e Giada e arrivando quasi a capire perché loro siano così diversi da tutti gli altri, tanto da essere più vicini alla scoperta della verità.
Visivamente parlando, e come già vi dicevo la scorsa settimana, Angela Vianello ha uno stile che mi piace tantissimo, sia per i tratti quasi ad acquerello sia per quei piccoli sketch e quadri divertenti, delle scenette che stemperano la gravità dell’insieme e che rendono piacevole la lettura. A livello di storia ho avvertito un calo, soprattutto perché si svela meno di quello che mi sarei aspettata da questo secondo volume. Ho avuto la sensazione che mancasse un tassello, non so, che andasse magari ampliato un pochino il volume per far conoscere qualche dettaglio o evento in più di quella che poi sarà lo sviluppo della trama per Giada e Davide. Si sa, troppi dettagli stancano i lettori, ma forse qualche d’uno in più qui lo avrei letto volentieri.

E dopo i primi due, sarà il terzo a dirmi se continuerà in crescendo e supererà l’impasse che ho avvertito qui… Io spero migliori!!

Ci risentiamo domani
Federica 💋

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The Kissing Booth

Ciao a tutti e buon Lunedì!

Oggi vi racconto di un film che ho visto di recente e che è uno dei nuovi prodotti marchiati Netflix!

Immagine correlataTitolo
The Kissing Booth
Regia
Vince Marcello
Anno
2018
Genere
Commedia romantica
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Unito d’America
Soggetto
Beth Reekles (romanzo)
Sceneggiatura
Vince Marcello
Cast
Joey King, Jacob Elordi, Joel Courtney, Molly Ringwald

Nati nello stesso giorno e nello stesso ospedale, Elle Evans e Lee Flynn sono migliori amici da tutta la vita. Per proteggere la loro amicizia, hanno stabilito delle regole da rispettare, tra le quali c’è quella che vieta i due di frequentare un parente dell’altro, pena la fine della loro amicizia. Però, Elle si innamora del fratello di Lee, Noah, conosciuto nella scuola per essere un rubacuori. A questo punto Elle deve prendere una scelta: l’amicizia o l’amore.

Elle e Lee sono amici dalla nascita, letteralmente. Questi due adolescenti con la passione per il ballo in sala giochi infatti sono nati lo stesso giorno, alla stessa ora, nello stesso ospedale e fin da allora sono inseparabili. Fanno tutto insieme e per preservare la loro amicizia hanno stilato una lista di regole inviolabili, almeno finché Elle non scopre di essere innamorata di Noah, il fratello maggiore di Lee, off-limits proprio per le loro regole.
Risultati immagini per the kissing boothThe Kissing Booth è una commedia romantica adolescenziale carina e incentrata sul triangolo formato da Lee-Elle-Noah, con Elle che si ritrova a fare da ago della bilancia tra i due fratelli e a decidere cosa conti di più per lei, se l’amicizia di una vita oppure quel sentimento appena nato ma che sembra essere inevitabile. Tra sotterfugi, incontri e scontri sia a scuola che fuori, la storia tra Elle e Noah non può essere fermata, anzi nessuno dei due vuole proprio provarci.
È una commedia romantica per ragazzi, ma a differenza di Dolci Scelte (di cui vi ho parlato settimana scorsa) non vira sul romanticismo pur dedicando una parte della storia a temi più seri (lì era l’educazione), ma si concentra solo sui sentimenti. Da un lato l’amicizia, sicura ed eterna, con Lee, dall’altro l’amore, appena nato e precario, con Noah, due ragazzi che, in modi ovviamente diversi, si contendono l’affetto e l’attenzione di Elle. Per questo il film non brilla per chissà quali fantastiche qualità. È carino, leggero e divertente ma lì si ferma, restando nel limbo delle commedie romantiche per giovani come è accaduto a Quattro amiche e un paio di jeans (2005).
Se vi piace il genere e non avete nulla da fare in queste lunghe giornate, guardatelo. Non lo ricorderete come il miglior film che abbiate mai visto, ma darà qualche soddisfazione al vostro animo romantico 😉

Sono stata sorpresa di leggere che è la trasposizione di un romanzo, soprattutto che la sua autrice abbia solo 15 anni e che è un “figlio” di Wattpad… la rete riserva sempre grandi sorprese! Qui non so se positiva o negativa… Voi che dite?

Nel frattempo, ci ritroviamo domani
Federica 💋

[Domino Letterario] “Adesso” di Chiara Gamberale

Ciao!

Ci avviciniamo alla fine del mese e come sempre arriva il momento del Domino Letterario, la catena di libri tra blog che riserva sempre tante scoperte interessantissime! Questa volta la mia tessera si ricollega al libro scelto da Francesca su The Library of Jane!

Titolo
Adesso
Autore
Chiara Gamberale
Editore

Feltrinelli
Anno
2016
Genere
Narrativa, romantico
Formato

Cartaceo
Pagine

224
Prezzo
13,60€
Acquisto
Amazon

Esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima: quel momento è adesso. Arriva quando ci innamoriamo, come si innamorano Lidia e Pietro. Sempre in cerca di emozioni forti lei, introverso e prigioniero del passato lui: si incontrano. Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo, finalmente, adesso… E allora Lidia che ne farà della sua ansia di fuga? E di Lorenzo, il suo “amoreterno”, a cui la lega ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è abituato a dimenticare? Chiara Gamberale stavolta raccoglie la scommessa più alta: raccontare l’innamoramento dall’interno. Cercare parole per l’attrazione, per il sesso, per la battaglia continua tra le nostre ferite e le nostre speranze, fino a interrogarsi sul mistero a cui tutto questo ci chiama. Grazie a una voce a tratti sognante e a tratti chirurgica, ci troviamo a tu per tu con gli slanci, le resistenze, gli errori di Lidia e Pietro e con i nostri, per poi calarci in quel punto “sotto le costole, all’altezza della pancia” dove è possibile accada quello a cui tutti aspiriamo ma che tutti spaventa: cambiare. Mentre attorno ai due protagonisti una giostra di personaggi tragicomici mette in scena l’affanno di chi invece, anziché fermarsi, continua a rincorrere gli altri per fuggire da se stesso…

A volte la vita, quella successione di eventi, legami, esitazioni, pensieri, prese di posizioni e ricordi che ci rende chi siamo, smette di avere un senso, così, dal nulla, oppure dopo la fine di una relazione che credevamo eterna ma che invece non è nemmeno arrivata al primo giro di boa. E tocca a una nuova nostra versione, imperfetta e ormai ammaccata, fare i conti con ciò che abbiamo passato e, soprattutto, con ciò che affronteremo da quel momento in avanti. È da questo punto di rottura che Chiara Gamberale inizia le storie tutte intrecciate di Lidia, Piero, Luca, Valentina, Kate, Mina, André e del grande carosello di personaggi più o meno centrali che in Adesso sono accomunate da questa grande precarietà emotiva e umana.
Veri protagonisti, però, nonché perno attorno al quale ruotano tutti gli altri, sono Piero e Lidia. Lui, padre di una figlia adolescente e alle prese con il divorzio da una moglie ritiratasi in convento, è un uomo di quarant’anni che, per tutta la sua esistenza, non ha fatto altro che sotterrare dentro di sé ogni sorta di sentimento negativo, lasciandosi cullare da una passiva accettazione delle scelte altrui; lei, tardo trentenne reduce da una separazione difficile, è la conduttrice televisiva che cerca di scoprire il vero significato della vita attraverso le esperienze altrui, entrando nelle famiglie degli altri perché lei, affetta da un principio di sindrome da Peter Pan, la sua non è ancora riuscita a trovarla.

“Ho quasi quarant’anni e so allacciarmi le scarpe, so fare i conti e so parlare inglese. Ho capito cos’è l’evoluzione, come funziona un router e come si passa dal freno alla frizione. Ma come si fa a stare insieme, no. Non l’ho ancora capito. Anzi, semmai ho le idee sempre più confuse. È per questo che ogni settimana chiederò a una famiglia di adottarmi. Perché quella famiglia possa finalmente insegnarmi come si fa”.
A stare insieme, sarebbe il sottinteso dell’ultima frase: ma in realtà Lidia intende a vivere.
Perché è quello – è quello – che non le è mai riuscito un granché.

Adesso è un libro particolare, in cui l’articolazione della trama è ridotta all’osso, al minimo sindacale per avere una consecuzione temporale degli eventi che sia coerente, e dove ad emergere è più il processo di riflessione interiore che smuove le vite dei personaggi in luoghi ed eventi a malapena accennati. La sensazione è quasi di essere immersi in un continuo flusso di coscienza in terza persona, che segue i tentativi di questi protagonisti imperfetti di riacquistare il controllo delle loro vite e che si concentra più su ciò che sentono e vivono piuttosto che su ciò che accade loro. L’esterno viene pressoché annullato e si mantiene solo in quei pochi riferimenti spazio-temporali che servono a dare un’idea dello scorrere del romanzo. Tutto ciò che conta è la vita, nei suoi cambiamenti e nelle pazzie o nelle fregature che sembra rifilarci.

in un libro stupidissimo […] ho letto che, per abituarsi ai grandi cambiamenti che ci impone la vita, bisognerebbe provare in continuazione cose che non avremmo mai immaginato di fare… Così, la prima è stata dare retta a uno libro stupidissimo, appunto… E la seconda è stata venire qui

Devo ammettere che, con una impostazione come questa, senza capitoli segnati o dove la parola scritta letteralmente muta e si trasforma per meglio rappresentare ciò che sta cercando di trasmettere, mi sono sentita un po’ spiazzata leggendolo, proprio perché non è un romanzo nel senso classico del termine. Più che di una storia che inizia da un punto e finisce in un’altro, quindi che racconta una vicenda, Chiara Gamberale mette insieme un romanzo delle emozioni, con un senso di attenzione non per le azioni ma per ciò che ribolle dentro ognuno di noi e che, quelle azioni, le scatena oppure le impedisce per sempre, tenendo al centro un’unica grande idea: tutto accade adesso, sia che siamo pronti o no.

Perché adesso? Perché proprio adesso, direttore? Perché esiste un’arca, tra la Vita Immaginata e la Vita Quella Vera, dove prima o poi tutti potremmo ritrovarci. E dove ci sentiamo stranieri e persi. Sarebbe giusto che tutti, dunque, a maggior ragione dopo una certa età, avessimo almeno un bonus da giocarci quando, nell’infinità delle persone contro cui andiamo a sbattere, per poi tornare a noi stessi ancora più stranieri e ancora più persi, ci pare di riconoscerne una.

Come vi dicevo, questo romanzo non è classico, né può essere ridotto a un genere specifico come la narrativa rosa; è difficile inserirlo in una categoria di giudizio, perché ci racconta dei sentimenti, della paura, dei sogni e dei desideri degli esseri umani a cavallo tra l’inseguire un ideale e il cercare di costruire qualcosa di concreto a dispetto di ogni cosa. È uno di quei libri che si divora tutto d’un fiato e si adora solo se letto nel momento della propria vita in cui si è più predisposti ad accogliere ciò che questa narrazione scostante (dal punto di vista della trama) trasmette; altrimenti si corre il rischio di lasciarlo a metà, perso nelle profondità di personaggi che non coinvolgono fino in fondo principalmente perché preda di preoccupazioni troppo personali.

Sarebbero dovuti essere quattro ombrelli perché, per mia fortuna, l’ho letto al momento giusto per riuscire a immedesimarmi in questa storia dalla trama scarna ma profondissima nei sentimenti, però ho preferito valutarlo alla luce di quanto possa essere condivisibile. È un bel libro, ma forse non fa per tutti…

E la mia tappa si chiude qui, ma voi potete proseguire su Diario di un sogno da Sara e scoprire quale libro ha scelto! Vi lascio anche il calendario con le date e i nomi di tutti i blog partecipanti!

A domani
Federica 💋

Diario celeste

Buonasera!

Stasera un post veloce con il racconto che partecipa al gioco di scrittura de Il Club di Aven! Temi questa volta ce n’erano due e io ho scelto “Diario”. Spero vi piaccia 😊

Scriveva, scriveva, scriveva. E ancora scriveva.

Si era deciso a mettere su carta tutto ciò che, da sempre e per sempre, avrebbe tormentato la sua mente e il suo cuore. Ne sgorgarono parole d’amore, d’odio, di rimpianto, sofferenza, gioia e, forse, persino briciole di felicità. Ma furono soprattutto parole d’amore, di qualunque tipo esso fosse e per chiunque ne fosse stato il destinatario.

Riverso in quelle pagine bianche anni, occasioni e momenti che lo avevano accompagnato nel corso della sua lunga esistenza, nei millenni trascorsi da quel primo, minuscolo ma infinitamente potente attimo di creazione che aveva permesso alla sua vita di iniziare. Numerose stelle, molte più di quante ne avrebbe potute contare, avevano fatto brillare la loro luce nell’oscurità fino a spegnersi in un’esplosione di silenzio e lui le aveva osservate tutte, dalla prima all’ultima; era stato presente alla nascita di innumerevoli corpi celesti, era padre di quelli ospitali alla vita tanto quanto di quelli che la vita l’avevano persa nel corso del loro moto ininterrotto.

E ora che ognuno dei suoi figli e figlie aveva raggiunto la fine, anche lui si avviava verso il proprio sipario. Sentiva il peso degli anni trascorsi a crescere pesare sulle sue spalle e ricacciarlo indietro verso la propria origine a una velocità vertiginosa. Aveva avuto una lunghissima esistenza, eppure stava arrivando al capitolo finale fin troppo in fretta.

E in quella fretta, lui scriveva. Scriveva, scriveva e scriveva.

Era un diario, un memoriale, un elenco di tutto ciò che conosceva di sé e che in tanti, in modi, lingue e galassie differenti, avevano cercato di scoprire per descriverlo ma che nessuno era mai stato in grado di capire fin nel profondo. Era una scrittura frenetica, senza alcuna data ad indicare il quando, ma solo un racconto di come e perché quella stella si fosse accesa, o quell’altro pianeta avesse iniziato a espandersi verso i suoi fratelli.

E fu nel soffio dell’ultima stella che lui, l’Universo intero, iniziò l’ultima frase del diario della sua esistenza. Una frase che non riuscì mai a terminare.

Ciò che restò fu solo una pagina del tutto bianco, salvo un’unica riga coperta d’inchiostro.

“E così è come tutto ha”.

“La Forêt des Captifs” di Pierre Bottero

Buongiorno 😊

Dopo il fumetto di ieri, oggi si passa a un libro inedito in Italia. È La Forêt des Captifs di Pierre Bottero, il primo volume della seconda saga incentrata su Ewilan e sul mondo fantastico di Gwendalavir! Della prima saga, La quête d’Ewilan vi ho detto qualcosa tempo fa (=> qui <= e => qui <=), però ci sta un recap generale 😉

Nella trilogia La quête d’Ewilan, Camille e l’amico Salim scoprono l’esistenza di un mondo parallelo alla Terra, Gwendalavir, dove alcune persone possiedono l’arte del Disegno, l’abilità di rendere reale tutto ciò che viene immaginato nella propria mente. Ben presto Camille scopre di essere originaria di Gwendalavir (il cui vero nome è Ewilan) e parte alla ricerca dei genitori scomparsi da quattordici anni insieme a Salim e a un gruppo di eroi, avventurandosi alla scoperta di un mondo magico e pericoloso, dove creature mostruose e traditori mettono a rischio le vite di tutti loro. Ritrovati i genitori, però, la battaglia non è ancora finita, perché Eléa Ril’ Morienval ha in mente di distruggere la ragazza e conquistare Gwendalavir con un esercito di mostri.

Questa, a grandi linee, è la trama della prima trilogia (senza spoiler)! E ora inizia la nuova avventura!

Titolo
La Forêt des Captifs
Autore
Pierre Bottero
Saga

Les Mondes d’Ewilan
Editore
Rageot

Anno
2007
Genere
Fantasy
Formato

Cartaceo
Pagine

311
Prezzo
7,90€

Acquisto
AbeBook

Mentre i suoi genitori esplorano dei territori selvaggi nell’altro mondo, Ewilan è fatta prigioniera sulla Terra da una sinistra Istituzione. Nel cuore del laboratorio clandestino, la Sentinella traditrice Eléa Ril’ Morienval prepara il proprio ritorno a Gwendalavir, che è sempre più decisa a conquistare.
Traumatizzata e resa impotente da esperienze terribili, Ewilan può fare affidamento solo sul coraggio di Salim e sul sacrificio di un vassallo. Dovrà imparare a pazientare sotto le cure di un vecchio eremita per ritrovare le sue forze. Solo allora suoneranno le campane della vendetta.

Mesi dopo aver messo in fuga Eléa Ril’ Morienval da Gwendalavir e aver ritrovato tutta la sua famiglia, Ewilan, accompagnata dal più che amico Salim, decide di prendersi una vacanza e di rientrare sulla Terra per trascorrere un po’ di tempo loro due insieme, comportandosi come ragazzi normali e non come gli eroi che sono stati nel mondo natio di lei.
Ma non appena mettono piede dall’altra parte, Ewilan e Salim vengono aggrediti da una squadra d’assalto, il cui obiettivo è rapire proprio lei e condurla in laboratorio nascosto tra i boschi dove sottoporla a terribili esperimenti.
E il solo che può aiutarla è Salim che, sfuggito agli aggressori, sfrutta le sue abilità di marcheombre (ciò di “camminare nell’ombra”, di muoversi silenziosamente) per seguire Ewilan e i suoi rapitori ed escogitare un piano per liberarla. Ma il laboratorio è super sorvegliato e a Salim occorre un mese anche solo per capire come potervi entrare. Liberare Ewilan e scappare sembra impossibile finché, da Gwendalavir, non giunge Maniel, amico dei due ragazzi e divenuto homme-lige (letteralmente vassallo, ma è più come una guardia del corpo) della famiglia di Ewilan e che, sacrificandosi, permette ai due ragazzi di lasciarsi l’Istituzione e i suoi orrori alle spalle.
Come nella sua prima trilogia, Pierre Bottero crea un intreccio narrativo che coinvolge tanto il mondo immaginario di Gwendalavir quanto la nostra Terra, facendo muovere Ewilan e Salim tra avventure fantastiche e altre che potrebbero avvenire per davvero, introducendo nella storia una buona dose di verosimiglianza in più. Realtà e fantasia si mescolano, i fatti della quotidianità si ritrovano colorati da azioni inspiegabili e così Ewilan e Salim si scoprono vittime di un’Istituzione governativa segreta, il cui scopo è studiare i poteri soprannaturali, tutto ciò che viene considerato pura fantascienza, dove però è l’acerrima nemica di Ewilan, Eléa Ril’ Morienval, a gestire gli esperimenti e anche le torture a cui viene sottoposta.
Ed è la vendetta verso la traditrice di Gwendalavir a spingere Ewilan, una volta recuperate le forze, a tornare all’Istituzione, oltre al desiderio di salvare gli altri ragazzini (i captifs del titolo) che vi sono tenuti prigionieri. Ma se all’inizio tutto sembra andare secondo i piani, le trappole e gli imprevisti mettono lei e Salim in grave pericolo, un monito all’idea che la vendetta, da sola, non basti a sostenerci e a darci soddisfazione. A questo punto, ed è quello che più amo nei libri di Bottero, solo una cosa potrebbe salvarli: l’aiuto dei loro amici rimasti a Gwendalavir. Ed è esattamente ciò che accade! Edwin, maestro Duom, Ellana e Siam si materializzano accanto a loro, ribaltando le sorti dello scontro.
Lo stile adottato è scorrevole e, per quanto io non legga spesso in francese, comprensibile sin dalla prima lettura, grazie al quale emerge il senso di amicizia e di amore che lega tra loro i diversi personaggi, l’idea che un’avventura vada affrontata insieme per poter sopravvivere e sconfiggere le difficoltà che l’accompagnano. Ecco, questo trovo affascinante delle opere di Bottero: c’è un/a protagonista, ma alla fine è la storia di un gruppo, di tanti eroi che si aiutano a vicenda per fare ciò che è giusto.

E con questo libro ne spunto un altro dalla mia lista per Libera Lo Scaffale di quest’anno! Spero che anche i prossimi volumi siano altrettanto belli, ma ve lo saprò dire presto 😊

Vi auguro una buona giornata
Federica 💋