[Domino Letterario] “Tutta colpa di Mr Darcy” di Shannon Hale

Buon Hallowe’en 🎃

Fine mese e ritorna quella bellezza del Domino Letterario! Questa catena di libri che viaggia tra diversi blog oggi mi porta a seguire Scheggia tra le pagine e a riscoprire la mia passione per Jane Austen.

Titolo
Tutta colpa di Mr Darcy
Titolo originale
Austenland
Autore
Shannon Hale
Traduzione
A. Crea
Editore
Piemme
Anno
2017
Anno prima edizione
2007
Genere
Narrativa rosa
Formato

Cartaceo
Pagine

240
Prezzo
18,50€
Acquisto
Mondadori

Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti. Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante. E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà.

Jane Hayes ha una passione smodata per Mr Darcy. Lui è l’uomo perfetto e da quando questo mito letterario ha preso vita nella persona di Colin Firth, per Jane è stato l’inizio di un’ossessione senza pari, così grande e inspiegabile che si ritrova a nascondere i DVD della serie di Orgoglio e Pregiudizio per non incorrere nei giudizi degli altri.
Finché la prozia Carolyn non li vede e in un attimo comprende la verità. A trent’anni, Jane è completamente persa nei mondi romantici della Austen e niente, ma soprattutto nessuno, sarà mai capaci di eguagliarli.
O forse no. Perché quella vecchia prozia l’ha presa a cuore e nel proprio testamento le ha lasciato un regalo che vale il sogno di una vita: un soggiorno tutto compreso a Pembrook Park. Questo parco a tema è un vero e proprio viaggio nell’epoca regency, tra corsetti, cuffiette, balli e buone maniere, dove le ospiti possono immergersi nella vita e negli amori in stile inglese che Jane tanto adora.
Così Jane, decisa a vivere appieno l’avventura per poi iniziare a vivere la sua vita, viaggia fino a Londra e da lì a Pembrook, dove Mrs Wattlesbrook mette in chiaro le regole assolute: niente oggetti moderni, niente linguaggio moderno, nessun riferimento alla vita fuori da Pembrook. La finzione deve essere assoluta, così che le ospiti si possano godere il soggiorno al massimo. Peccato che il castello di finzione non sia così perfetto.

La zia Saffronia prese sottobraccio Jane e la condusse al piano di sopra, in una stanza spaziosa con un letto a baldacchino, pareti celesti e pochi mobili non abbastanza gotici da spingerla a cercare i nomi “Catherine” e “Heathcliff” incisi sul davanzale della finestra. Era proprio come Jane se l’era immaginata. E non capiva perché quella scoperta fosse deludente. Fu leggermente più sconfortante scoprire che la lampada al “cherosene” accanto al suo letto aveva una lampadina a forma di fiamma ed era attaccata a una presa.

Ma essendo Jane disposta a tutto per vivere questa esperienza, chiude un occhio sulle incongruenze e, sotto il falso nome di Miss Erstwhile, si tuffa a capofitto nella vita ottocentesca insieme all’attempata Miss Charming, alla perfetta Miss Heartwright, a uno spigoloso Mr Nobley, al colonnello Andrews e all’intrepido capitano East, tra passeggiate in campagna, pomeriggi trascorsi a cucire e leggere, cene lunghe e serate passate a giocare a whist. Nulla manca al sogno in stile Austen di Jane, c’è persino un Mr Darcy locale, ma nemmeno il taciturno e scontroso Mr Nobley può cambiare la realtà dei fatti: per quanto bello, Pembrook Park è fin troppo monotono.

Dopo tutte quelle ore passate a sognare di vivere nel mondo della Austen, si ritrovava a pensare agli aspetti più banali della vita normale. Era davvero crudele.

Fortunatamente, però, arriva Martin il giardiniere a soccorrerla e a regalarle quel briciolo di normalità che le manca e che, a New York, le sembrava insufficiente. Tanto quanto insufficienti erano le storie d’amore di Jane con i suoi fidanzati. Questi, numerati in ordine di apparizione da 1 a 12, appaiono tra un capitolo e l’altro, mostrando come la fallimentare sequenza di relazioni sia dovuta a una tendenza della stessa protagonista, quella di prendere tutto troppo sul serio, di fare programmi a lunga scadenza anche quando sarebbe meglio vivere la vita un pezzetto alla volta, giorno dopo giorno e attimo dopo attimo.

Era tutto un gioco. Persino i baci disimpegnati di Martin erano preferibili alla perfezione fasulla. Desiderava qualcosa di vero: gli uomini stupidi e gli odori sgradevoli, i treni persi e le incombenze noiose. Ma si ricordò che, in mezzo alle brutture della realtà, c’erano anche veri momenti di grazia: le pesche a settembre, le risate sincere, la luce perfetta. Gli uomini veri.

Tutta colpa di Mr Darcy è una lettura davvero carina e divertente, adatta a chiunque ami i personaggi di Jane Austen tanto quanto la protagonista, dove lo stile è ironico e preciso, soprattutto riguardo alle sviste storiche di Pembrook e anche ai comportamenti adatti all’epoca regency.
È la presa di coscienza di una donna di trent’anni ancora persa nelle proprie fantasie amorose, nella ricerca di un uomo fantastico dalla caratteristiche ben precise e che può essere trovato, in una lezione valida per tutte le fan della Austen, anche nella vita vera, solo che non si chiamerà mai Fitzwilliam Darcy.

Mr Darcy non esisteva, come non esisteva l’uomo perfetto. Ma avrebbe potuto esserci qualcuno lì fuori. E lei si sarebbe fatta trovare pronta.

Mi è piaciuto molto, perché è quel salto all’indietro che vorrebbero fare tutte le lettrici di Jane Austen. Nel mio caso l’uomo ideale è Mr Knightly, da Emma, perciò devo dire di essermi ritrovata parecchio nelle considerazioni della protagonista, nel suo lasciarsi andare alla finzione delle vacanza un po’ per volta, quasi fosse impossibile ricreare davvero il mondo ottocentesco che tanto si ama. Anche i personaggi maschili, più delle altre ospiti femminili, sono ben delineati, sempre sul filo del rasoio tra realtà e finzione, tra regency e modernità, quel tanto che basta a mettere in dubbio se davvero sia tutto una finzione o se, in quel mondo di inganni, ci possa essere qualcosa di vero, qualcosa di reale.

La mia tappa si chiude qui ma il Domino Letterario continua e qui sotto trovate il calendario con tutte le tappe, quelle già uscite e quelle successive!

A domani
Federica 💋

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“Il Trono di Spade: Libro Primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin

(E dopo il titolo più lungo di ogni altro mio articolo…)

Buongiorno a tutti!

Ebbene sì, oggi sì parla di Lui, il primo capitolo della saga più famosa degli ultimi anni, quel libro che, con quasi 900 pagine, è ben più lungo di tante trilogie che ho letto. Ed è solo l’inizio!

Titolo
Il Trono di Spade: Libro Primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco
Titolo originale
A Game of Thrones
Autore
George R.R. Martin
Traduzione
S. Altieri
Saga
A Song of Ice and Fire
Editore
Mondadori
Anno
2012
Anno prima edizione
1996
Genere
Fantasy, epico
Formato

Cartaceo
Pagine

849
Prezzo
25€
Acquisto
Mondadori

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”.

Westeros, il grande continente e i suoi sette regni uniti sotto la corona di Robert Baratheon, è quasi alla fine della stagione calda e al nord, tra i membri di casa Stark, questo significa solo una cosa: l’inverno sta arrivando! Ad aprire il primo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sono tre fronti contemporaneamente messi alla prova: le terre oltre la barriera, zone selvagge dove i morti sembrano essere tornati a camminare; il regno di Re Robert, in cui la morte del Primo Cavaliere Jon Arryn spinge la corte a viaggiare verso Grande Inverno, dimora di lord Eddard Stark, per chiedergli di prendere il suo posto; Esteros, il continente al di là del mare stretto, dove gli esuli Viserys e Daenerys Targaryen, ultimi eredi della potente stirpe che ha regnato su Westeros, si stanno muovendo per tornare in patria e riconquistare il trono che fu sottratto a loro padre.
La narrazione scivola tra personaggi diversi, raccontando i tre fronti dell’azione attraverso gli sguardi di Jon Snow, figlio bastardo di lord Stark, entrato tra i guardiani della notte su alla barriera e lì costretto ad affrontare i pericoli dell’inverno; di Eddard Stark e delle sue figlie Sansa e Arya, bloccati tra gli intrighi e gli inganni della corte ad Approdo del Re, e di Catelyn, sua moglie, che viaggia in lungo e in largo per scoprire cosa abbia portato all’attentato alla vita di suo figlio Bran da parte dei Lannister, altra grande casa del regno cui appartengono la regina Cersei e suo fratello gemello Jaime, il cavaliere dalla guardia reale noto come lo Sterminatore di Re; di Bran Stark, un ragazzino rimasto menomato a causa di una brutta caduta e che sembra legato al sapere mitico del Corvo con tre occhi; di Tyrion Lannister, terzo fratello, chiamato il Folletto perché affetto da nanismo, che si ritrova al centro della guerra tra la sua famiglia e gli Stark a sua insaputa; e, infine, di Daenerys, una giovane ragazza costretta a sposarsi con il khal (capo) della tribù dei Dothraki per volere del fratello.
Ognuno diverso dall’altro per prosa e stile narrativo, un capitolo succede all’altro spostando continuamente l’attenzione del lettore da un problema all’altro, lasciando in sospeso la vicenda appena narrata anche per centinaia di pagine e riprendendola in un filo narrativo che, comunque, non manca della continuità necessaria a rendere la storia comprensibile. George R.R. Martin crea tanti attimi in cui ci viene narrato un pezzetto importante della storia, poi salta a quello successivo e cambia protagonisti, ambienti, riempiendo gli eventuali buchi con descrizioni e messaggi inviati da una parte all’altra del regno tramite i corvi messaggeri, così che tutti, lettore e personaggi, siano sempre al passo con gli eventi.
Devo dire, conoscendo già la serie tv, di aver trovato il libro un po’ lento, soprattutto nei capitoli dedicati a Sansa e Catelyn, meno quelli di Eddard, ma lo stesso faticosi. Interessantissime, invece, – ed è quello che salva l’immensità del volume, secondo me – le pagine di Jon, Tyrion, Daeneris e Arya, i personaggi più interessanti, sia per gli eventi che li coinvolgono, sia per il loro stesso carattere e l’evoluzione che subisce più prosegue la storia. Una storia che, grazie allo stile di Martin, si riesce a vedere veramente mentre si legge, con descrizioni accurate, ben riuscite e capaci di coinvolgere tanto nei luoghi quanto nelle emozioni dei personaggi.

Avendo visto e divorato la serie, mi ritengo una fan accanita di Game of Thrones, perciò non vedo l’ora di leggere anche i prossimi libri! Mi è stato persino regalato il cofanetto, in lingua originale, e sarà un full immersion nell’opera al suo massimo! Non vedo l’ora!

Voi li avete letti i libri di George R.R. Martin? O siete tra coloro che, causa serie tv, hanno sviluppato un odio per tutto ciò che fa parte di GoT? Ditemi!

Federica 💋

Sierra Burgess è una sfigata

Buongiorno!

Oggi inizia la settimana di Hallowe’en! È anche l’ultima di Ottobre e riprendo le recensioni con un film di Netflix che, contrariamente agli altri, mi ha un po’ delusa…

Titolo
Sierra Burgess è una sfigata
Titolo originale
Sierra Burgess is a Loser
Regia
Ian Samuels
Anno
2018
Genere
Commedia, sentimentale
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura
Lindsey Beer
Cast
Shannon Purser, RJ Cyler, Noah Centineo, Kristine Froseth, Will Peltz, Loretta Devine, Lea Thompson, Alan Ruck, Chrissy Metz, Alice Lee, Giorgia Whigham, Mary Pat Gleason,
Joey Morgan

La vita al liceo non è mai facile, soprattutto se sei intelligente, un po’ sovrappeso e figlia di due genitori famosi e altamente comprensivi, che ti hanno insegnato l’importanza delle proprie scelte, delle conseguenze e il valore della maturità. Niente è facile se sei Sierra Burgess e sei presa di mira dagli scherzi della ragazza più popolare della scuola. Ma quando, proprio per uno stupido scherzo, inizi uno scambio di telefonate con un ragazzo (carino e persino profondo), ecco che i cambiamenti in positivo sono proprio dietro l’angolo, esattamente come problemi.
In una specie di rivisitazione di Cyrano, Sierra e Veronica, la bella arcinemica, si ritrovano ad aiutarsi a vicenda per mantenere il segreto di Sierra. Perché quello che Jamey, il belloccio di turno, non sa è che, dall’altro capo del telefono, non c’è la ragazza bionda e magra cui ha chiesto il numero, bensì Sierra e lei ha intenzione di fare tutto ciò che può per evitare che lo scopra, qualsiasi sia il costo.
Sierra Burgess è una sfigata è la classicissima commedia adolescenziale piena di cliché e stereotipi, dove la ragazza grassa e intelligente e quella bella e magra fanno coppia per aiutarsi a vicenda per questioni di cuore e che, sorpresa, finiscono per diventare amiche. Non ci sono novità, né sorprese e sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio, anche dal punto di vista degli stessi personaggi.
Sierra, tanto indipendente e sicura in apparenza, è invece fragile e segnata dalla frasi motivazionali di una madre praticamente assente, tanto quanto il padre, che, appena si trova a dover credere negli altri e in Veronica, si sabota e distrugge con le proprie mani. Veronica, dall’altro lato, si conferma la svampita di turno che, se davvero avesse imparato qualcosa dalla sua nuova amica, avrebbe di certo avuto un po’ più di vero amor proprio e non si sarebbe spogliata per il primo ragazzo che le ha chiesto di farlo…
Poi c’è il lui di turno, Jamey, sfortunatissimo sia perché preso in giro da entrambe le ragazze, sia perché il suo personaggio è poco sviluppato: lui deve stare lì, relegato al suo spazio, senza avere la possibilità di agire davvero nel film o di poter prendere una decisione da solo. Sono Sierra e Veronica a spingere verso una direzione, che poi lui segue e basta.
Dicevo, un cliché unico, dove il finale e il precedente crollo emotivo di Sierra non servono a scrollare di dosso l’etichetta dello stereotipo dalla storia, anzi la affossano, perché l’aspetto più interessanti della protagonista, il suo sembrare forte e matura, svanisce e lei si trasforma in una ragazza come tutti gli altri, dimostrandosi sciocca e cattiva senza che ve ne sia un vero motivo.

Non che mi aspettassi chissà che ma, decisamente, è uno dei peggiori finora prodotti da Netflix… A parte che ultimamente, di film, ne inizio tre e ne finisco forse uno, semplicemente perché non me ne sento ispirata. Vi è mai successo? Avete mai iniziato un film per poi abbandonarlo dopo pochi minuti?

Federica 💋

Una nuova saga: Rebel Queen [2° Regno]

Ciao a tutti!

Finalmente ritorno! Dopo un’assenza forzata, causa primo malanno della stagione, mi riapproprio del blog ed essendo Venerdì si continua con la scoperta del mondo di una nuova storia che ho in mente di scrivere: quello della Regina Ribelle!

Giusto per promemoria, ecco in quanti Regni è suddiviso:
1) Il Regno di Ura’Si    2) Il Regno di Ventis  3) Il Regno di Bermit  4) Il Regno di Astrea  5) Il Regno di Eris       6) Il Regno di Oshia
7) Il Regno di Shile     8) Il Regno di O’ti Dres
9) La Fortezza

La scorsa settimana vi ho raccontato della Fortezza, il Regno/castello dove vive esiliata la protagonista. Ebbene, questo esilio è stato imposto da un altro sovrano, Dres, chiamato l’Usurpatore, che da dodici anni (rispetto ai tempi nella storia) sta regnando su Eris. E il confronto tra Vesta e Dres influenza anche gli altri regni, spingendoli schierarsi a favore della prima o del secondo.

Il protagonista di oggi è un accanito sostenitore di Vesta e si tratta del Regno di Bermit!

Regno tra i più verdi, i territori protetti dalla capitale sono anche quelli più inespugnabili, perché protetti da un’immensa foresta di alberi nani che racchiude al suo interno numerosi pericoli, tra i quali quello rappresentato dagli alberi stessi.
A regnare sono tre sorelle, tutte con la medesima autorità decisionale, in quanto la parola di una gode di piena autorità anche in assenza delle altre due, e tuttavia nessuna prende posizione senza aver prima interpellato le altre. Sul capo hanno tre corone di rami intrecciati ricoperte, rispettivamente, di oro, argento e rame, a rappresentare i quattro elementi distintivi del loro regno.
L’intera popolazione si suddivide in sette città: Bermit, capitale e sede del palazzo reale dove risiedono le tre sorelle; High Harbor, porto marittimo posizionato sull’altura sopra la foce del fiume che attraversa il regno, nonché sede dei grandi costruttori di navi; Cost Harbor, posizionata al capo opposto della foce del fiume, raccoglie marinai, pescatori e rappresenta lo snodo per il commercio del pesce sull’intero territorio; Copper, città-scuola dove i giovani trascorrono gli anni di studio prima di fare ritorno nella capitale e scegliere la loro mansione (possono diventare soldati o membri della corte di vario livello); Ma’Sand, città di forgiatori e armaioli, dipendente dagli scavi e dalle estrazioni di Tree Hill e O’River; Tree Hill, città tra le colline che precedono i monti sul confine con il Regno di Ura’Sì, fondata sopra l’intersezione dei tre giacimenti dei metalli per cui è famoso il regno; O’River, cittadella a metà strada tra Bermit e il lago Ylis, dove si raccolgono altri minerali dalle vene che scorrono sotto il territorio.
Le sue sovrane sono le più forti ed espliciti sostenitrici di Vesta e manifestano una aperta ostilità verso Dres e i suoi alleati, in quanto l’Usurpatore ha trucidato loro padre durante la guerra di conquista di Eris. Professano il culto di Nesylis, dio dei mutamenti e del tempo, e questo spinge le regine e l’intera popolazione a seguire rigidamente i ritmi naturali, promuovendo il rispetto per la natura e professando uno stile di vita più rurale rispetto agli altri regni.

La tappa a Bermit si chiude qui! Siamo arrivati alla fine del breve tour in questa nuova terra e so che alcuni nomi vi possono risultare sconosciuti e incomprensibili, ma ad ogni nuovo appuntamento con i nove Regni di Rebel Queen diventerà tutto un po’ più chiaro!

Per ora spero che vi sia piaciuto!

A Lunedì
Federica 💋

Una nuova saga: Rebel Queen [Mappa & 1° Regno]

Ciao a tutti!

Oggi, e se riesco i prossimi Venerdì, voglio raccontarvi di una “nuova” saga che sto pensando di scrivere una volta ultimata La Trilogia dell’Apocalisse!

Ho messo nuova tra virgolette perché, in verità, ne ho già pubblicato dei brani qui sul blog, tutti nati da temi/esperimenti delle sfide di scrittura cui cerco di partecipare regolarmente. Sono i racconti legati a Vesta e Idris (Rebel QueenRedheadSopravvivenzaLa nascita della Regina Ribelle) e che, mi sembra di aver capito, sono piaciuti anche a voi, non soltanto a me ☺️ Quello che voglio fare da oggi in poi, al Venerdì, è presentarvi i tasselli che per ora compongono questa storia, iniziando dal mondo e dai Regni che giocheranno un ruolo centrale nella ribellione di Vestalia.

E questa ne è la mappa!

Grande, vero? E con tanti nomi che, per il momento, non vi dicono nulla, proprio come immagino sia accaduto nel leggere i quattro racconti. Ebbene, lo scopo di questi post è, e sarà, chiarire a tutti (me compresa) com’è strutturata geograficamente la realtà in cui si svolge la vicenda. Ma non solo, perché dopo si tratterà anche di raccontarvi i suoi usi e costumi, le divinità e tutto ciò che fa parte di questo medioevo alternativo.

Partiamo da una precisazione: esistono nove regni, formalmente tutti in pace tra loro, e ognuno di essi prende il nome dalla propria capitale. Elencati da sinistra a destra sono:
– Il Regno di Ura’Si

– Il Regno di Ventis
– Il Regno di Bermit
– Il Regno di Astrea
– Il Regno di Eris
– Il Regno di Oshia
– Il Regno di Shile
– Il Regno di O’ti Dres
– La Fortezza

L’ultimo è anche il primo da cui voglio partire, perché è quello che ho nominato di più nei racconti pubblicati fino a oggi. E, soprattutto, perché è qui che vive ed è esiliata la protagonista!
La Fortezza, diversamente dagli altri, è un regno senza un vero e proprio territorio, in quanto si compone solo di un castello, chiamato appunto “La Fortezza”, costruito a picco sul mare e di alcuni piccoli villaggi sparsi sui costoni dei monti e alle loro pendici. Qui vive Vestalia Tur’De, giovane sovrana il cui vero regno (quello di Eris) è stato conquistato da un usurpatore, Dres.
La particolarità del castello è di essere stato costruito scavando e scolpendo direttamente la roccia dei monti su cui si erge, fatto che lo rende raggiungibile solo tramite una strada tortuosa attraverso le montagne. È, di conseguenza, inespugnabile da ogni altra direzione.
Essendo un regno con solo un castello, il suo sostentamento si basa principalmente sulle risorse che riesce ad auto-produrre, nonché quelle coltivate e prodotte nei villaggi nella sua influenza.

E per chiudere la presentazione della Fortezza, vi lascio un brano con la sua descrizione e un piccolo incipit alla storia!

Le alte montagne del massiccio di Tur’denna svettavano davanti al suo sguardo, pensieroso e bruciante come il cielo sopra la sua testa.
Aveva viaggiato a lungo per giungere fin lì prima che cadesse la notte sull’ultimo giorno della stagione fredda, dormendo poco, la maggior parte delle volte all’addiaccio, e percorrendo chilometri di terre abbandonate, molti in compagnia solo di se stesso, altri della luna. Tuttavia, negli scorsi giorni, quella compagna silenziosa era stata scostante nel mostrare il suo pallido viso.
L’ultimo mese era scivolato tra le dita di Nesylis come sabbia, rapido, costante, impossibile da fermare. Lui lo aveva rincorso, spostandosi lungo strade minori e poco battute, per evitare di incontrare i viaggiatori e i commercianti diretti ai floridi mercati primaverili, verso i ricchi centri di Vores e, ancora più ad est nella direzione del mare, di Amantis; le tratte che avevano accolto i suoi passi svelti, di notte come di giorno, erano malandate e impervie, perse tra i valichi della catena dei bassi monti che tracciava il confine tra i regni di Eris e di Astrea.
Una catena che cresceva in altezza a mano a mano che si protraeva in direzione sud, fino a raggiungere e toccare il cielo esattamente nel punto che lui si era fermato ad osservare. A strapiombo sul mare, il massiccio Tur’denna si ergeva fiero di fronte a chiunque vi fosse giunto dall’entroterra e con lo sguardo ne aveva studiato la conformazione dai primi instanti del tramonto.
Percorse il raggio visibile dell’orizzonte con attenzione, mentre i falò sui costoni di quelle vette venivano accesi uno a uno, e ne memorizzò i dettagli, imparando a riconoscere come la luce morente del sole abbandonasse a poco a poco i picchi più alti e lasciasse gli altri nella più completa oscurità sin da subito. Più il disco infuocato scivolava a occidente, per coricarsi nelle acque del mare e dare inizio al regno del dio Synon, più Tur’denna appariva minaccioso, oscuro e ostile; più la notte avanzava, più era difficile scorgere i torrioni di pietra bianca della Fortezza.
La dimora della Regina Esule si vedeva poco ormai, eppure quel viaggiatore anonimo ne ricordavano il profilo imponente anche al buio della sera nascente. Nessuno mai avrebbe potuto scordare come esso sembrasse staccarsi direttamente dal costone dei monti alle sue spalle, quasi che un dio avesse iniziato ad estrarre un castello dalla nuda roccia per interrompere la sua opera a metà.
Quattro torrioni esagonali, alti quanto i picchi retrostanti e collegati da una spessa cinta di mura, abbracciavano il corpo centrale del palazzo reale, più basso e incassato nella trama rocciosa. La sua facciata grezza quasi nemmeno si staccava dalla montagna, come se, nell’atto di liberarsi dal suo ventre, avesse miseramente fallito, vinta dalla forza ancestrale che aveva dato vita al massiccio. Solo una sua parte svettava libera, avvolta nella luce del tramonto e rilucente dei suoi toni via via sempre più freddi; era una cupola di vetro, in cui si vociferava avessero sede le riunioni del consiglio che circondava la sovrana esiliata, il luogo al quale erano dirette le numerose missive segrete che ad ogni nuova luna lasciavano le capitali di Ura’Si e Bermit.
Una di quelle lettere era in viaggio; sarebbe stata recapitata l’indomani, poco prima della nuova alba, recando una notizia che quel viandante già conosceva: i fondi della ribellione languivano e i sostenitori della vera sovrana di Eris chiedevano il suo aiuto. E quello era il suo scopo.
Lui avrebbe atteso la mossa di sua altezza reale Vestalia Tur’De.
Avrebbe aspettato finché la Regina Ribelle non avesse mostrato il suo vero volto.

Spero che questa prima tappa alla scoperta del nuovo mondo e della nuova avventura vi sia piaciuto! E che vi possiate immergere in questa storia tanto quanto è successo a me da quando ho iniziato a pensarci!

A presto
Federica 💋