Merry Christmas

Oggi è la Vigilia e, poiché il blog farà qualche giorno di vacanza e riprenderà ai primi di Gennaio, ci tenevo a farvi gli auguri per questo Natale e per il prossimo inizio del 2019!!

Grazie a tutti per essere parte della mia famiglia virtuale! Vi adoro!

Federica 💋

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Una nuova saga: Rebel Queen [9° Regno]

Buongiorno!

Questa mattina sono un po’ più in ritardo del solito, scusate, ma è arrivato l’inverno e ho fatto un po’ fatica a mettermi al lavoro… Ora, però, sono pronta a portarvi di nuovo nel mondo di  Rebel Queen (come sempre, il link vi porta ai post precedenti)!

Oh mamma! Oggi è l’ultimo regno che resta da scoprire! La terra contesa da Vestalia e Dres: il Regno di Eris!

Uno dei più vasti (si contende il primato con Ventis) tra i regni, quello di Eris era, prima della guerra, e sta ritornando a essere, dopo dodici anni di governo da parte di Dres, anche uno tra i più ricchi, con floridi scambi commerciali verso i suoi alleati e in parte verso i regni di Shile e Ventis. A rendere Eris famoso è la produzione di stoffe di ogni genere e soprattutto di altissima qualità, con la particolare commessa che fa del regno il solo fornitore di vesti per i Gran Sacerdoti dei diversi Templi Sacri.
Composto maggiormente da territori pianeggianti, cosparsi di villaggi di piccole e medie dimensioni, e da una fitta rete boschiva a est e a ovest di confini, il regno dopo la conquista annovera solo un’altra grande città dopo la capitale: Krias, città della sapienza per metà distrutta e adibita a centro di formazione dei nobili e dei generali di Dres. Di Samaris, la città-forziere dei precedenti sovrani, non restano che poche rovine, poiché venne fatta esplodere per evitare che i depositi di denaro e gioielli fossero requisiti durante la guerra.
Benché il dominio di Dres sia accettato dalla maggior parte della popolazione erisea, un gruppo di ribelli si è mobilitato per opporsi a colui che chiamano l’Usurpatore, in nome della vera sovrana Vestalia. Questo porta a numerosi scontri e rappresaglie in tutto il territorio, destabilizzando il controllo politico soprattutto nei centri più piccoli e più poveri del regno.
Se l’economia si sta riprendendo, i suoi effetti, tuttavia, sono più evidenti nella capitale e, in misura minore, a Krias, mentre la maggior parte dei cittadini erisei vive in stato di ingerenza.
A Eris, come in ogni altra capitale, si svolgono tutte le principali attività di governo e commerciali, nonché le funzioni dedicate alla dea Liodres, cui è fedele Dres, nel Tempio Sacro annesso al palazzo reale. A regnare è Dres ‘Na II, originario di Sangris (ora O’ti Dres), che ha conquistato il regno e la corona dodici anni prima, mentre suo figlio, Ordres ‘Na, ricopre la carica di Assiminai, di Testa-rossa, l’assassino invisibile agli ordini del re.

E con questo abbiamo finito il giro alla scoperta dei nove regni che compongono i mondo di Vestalia! Spero vi sia piaciuto e se avete domande, o curiosità, chiedetemi pure 😊

Buon weekend
Federica 💋

Lo Spirito del Natale

Buongiorno 🤶

Questa è l’ultimissima recensione dedicata al Natale e penso di aver tenuto il meglio per questo giorno! O almeno, ho tenuto per oggi il mio preferito, il mio “Classico di Natale”!

Titolo:
Lo spirito del Natale
Titolo originale
The Spirit of Christmas

Regia:
David Jackson
Anno:
2015
Genere:
Romantico, drama
Lingua:
Inglese
Paese di produzione:
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura:
Tracy Andreen
Cast:
Thomas Beaudoin, Jen Lilley, Kati Salowsky, Steven A. Miller, Robert Walsh, Bates Wilder, Alexander Gauthier

Notte della Vigilia. Daniel Forsythe sta facendo ritorno all’Hollygrove Inn, Per ritrovare la sua fidanzata, quando un colpo improvviso lo blocca.
Novantacinque anni dopo, l’ultima proprietaria dell’Hollygrove Inn muore senza eredi e la proprietà viene messa in vendita. A occuparsene, per ottenere la tanto sudata promozione, è Kate Jordan, brillante avvocato di Boston che ha fatto del lavoro il fulcro del suo mondo, anche a discapito di tutto il resto.
Kate è convinta di poter chiudere la vendita in men che non si dica, ma una volta giunta nel Vermont la sua determinazione si scontra con un intoppo… Sovrannaturale! Perché Daniel Forsythe, morto in circostanze sconosciute novantacinque anni prima, si è rifatto vivo e ha intenzione di trascorrere lì nell’Inn tutti e dodici i giorni che gli sono concessi, ogni anno, tra i vivi.
The Spirit of Christmas (mai è doppiato in italiano, ma solo sottotitolato) è un dramma romantico a sfondo natalizio, quindi non la solita commedia, dove all’aspetto più sentimentale si accompagna un lato noir, legato alla ricerca dell’assassino di Daniel e al modo per poter liberare il suo spirito e farlo “passare oltre”, così che Kate possa procedere alla vendita dell’Hollygrove Inn.
Ma il Natale è sempre imprevedibile, soprattutto per chi, come Kate e Daniel, ha dimenticato cosa significhi davvero questo periodo dell’anno.
Insieme, e grazie l’uno all’altra, Kate e Daniel riscoprono non solo le reali priorità della vita, ma anche la magia che si sprigiona nei (dodici) giorni prima di Natale, re-imparando a stare con gli altri e a condividere con loro i momenti di gioia. Non a caso i due protagonisti sono quasi speculari, due facce della stessa medaglia. Entrambi, infatti, rappresentano gli ideali sociali di uno stesso momento storico, il nostro, nonostante appartengano a epoche diverse: Daniel, contrabbandiere degli anni ‘20, è l’uomo che sente su di sé il peso di mantenere economicamente la propria famiglia, anche a discapito del suo benessere emotivo; Kate, invece, è la donna in carriera moderna, colei che deve rinunciare alla vita privata, sia volontariamente sia per obbligo, se vuole vedere riconosciute le proprie capacità e il proprio valore.
Entrambi simili, questi personaggi risultano però diametralmente opposti e quello che lo spirito del Natale riesce a fare è conciliare le due posizioni, rendendo possibile e duratura la vicinanza che si crea tra loro nelle feste, ricordando che, tra tutte le varie necessità e priorità, a volte quelle che contano davvero sono quelle che consideriamo meno centrali.
Lo spirito del Natale è tra i primi film a tema natalizio realizzati da Netflix ed è, secondo me, anche uno dei più riusciti, proprio perché con semplicità va a raccontare tutti gli aspetti tipici del periodo, dalla condivisione alla solidarietà, nonché la riscoperta dei sentimenti attraverso la coppia di personaggi che, rispetto alle altre presenti in tutti gli altri film realizzati, è quella che convince di più.

Questo è esattamente il mio Classico natalizio, fa niente che abbia solo tre anni come film! Lo adoro e lo guardo sempre in questo periodo. O anche quando ho nostalgia del Natale, persino a Giugno 😅 E il vostro Christmas Classic Movie qual è?

Nel frattempo le recensioni a tema “Natale” per quest’anno si chiudono qui! Spero vi siano piaciute!

A domani
Federica 💋

“La ghostwriter di Babbo Natale” di Alice Basso

Buongiorno a tutti 🤶

Quest’oggi vi porto a scoprire l’ultimo libro natalizio, un racconto breve ma tanto, tanto, tanto divertente!

Titolo
La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Vani Sarca
Autore
Alice Basso
Editore
Garzanti
Anno
2017
Genere
Narrativa, racconto
Formato

Ebook
Pagine

40
Prezzo
0,99€
Acquisto
Amazon

Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro… e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale.

Sono le otto di mattina di domenica 24 dicembre 2006, mi sento da schifo, ed è il giorno più felice della mia vita.

Vani Sarca si sveglia e capisce subito che questo Natale sarà il migliore della sua vita. Perché sta male e, gioia delle gioie, non potrà partecipare al cenone di famiglia, la tortura cinese con una madre/dittatore, un padre/servo muto e una sorella che potrebbe fare dello “scansati che è meglio” il leitmotiv del suo rapporto con Vani. Un vero miracolo di Natale, quindi, non poterci andare. Ma, si sa che in questo periodo dell’anno anche gli imprevisti hanno i loro imprevisti.

«Nessuno scherza, qui.» Lo dice col tono del sergente di Full Metal Jacket, solo più minaccioso. Non ha decisamente la voce di una che scherza. «Non lascerò che mia figlia trascorra la notte di Natale sola nel suo tugurio come se nemmeno avesse una famiglia.»
«Mamma, hai appena descritto il sogno della mia vita.»

E Vani Siri trova l’appartamento invaso dai parenti, desiderosa di essere lasciata sola il più in fretta possibile e pronta a tutto per scappare dalla tortura. Così pronta che si spinge anche a controllare perché a casa della vicina del piano di sopra, una madre single con la quale avrà scambiato si e no due parole in croce, sia scoppiato il finimondo.
È così che Vani, ghostwriter e giallista provetta (per amore dei libri gialli), si ritrova il centro di un nutrito gruppo di bambini e genitori alle prese con un caso di “delitto a camera chiusa”: alla festa è scomparso un regalo, quello destinato a Matteo, il più buono e gentile tra i sei bambini presenti, ed è a lei che viene affidato il compito di risolvere il mistero, scongiurando così una lite tra i grandi (alle prese con paturnie e brutte figure) e una tra i bambini, convinti che Babbo Natale ancora esista e non si sia potuto dimenticare di uno di loro, soprattutto di uno come Matteo.
La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Natale di Vani Sarca è un racconto davvero breve, quaranta pagine che si leggono in fretta ma che divertono come non mai, soprattutto grazie a Vani. Questa ghostwriter è infatti una protagonista caustica che ho adorato in ogni suo aspetto e che si ritrova a fare le veci del vecchietto panzuto così da poter risolvere un vero e proprio mistero degno di Agatha Christie

non so se mi intenerisce di più la tua padronanza dei congiuntivi o il tuo diabolico piano.

Rispetto a quelle fatte finora, questa è una lettura diversa ma è senza dubbio la migliore, perché, grazie alla sua brevità, risulta incisiva e arriva dritta al punto con sarcasmo e quel pizzico di buonismo che comunque rendono questo racconto e la sua protagonista un fantastico esempio di spirito del Natale, solo in salsa gialla!

C’è una bambina nel racconto (Morgana, la figlia della vicina) che guarda Vani come un idolo e io mi ci sono ritrovata! Tant’è che ho deciso di recuperare tutti i libri di Alice basso dedicati a questa fantastica ghostwriter!

Mmm che belle letture che mi aspettano il prossimo anno! Voi la conoscete Vani? Consigli su quale libro scegliere per primo?

A domani
Federica 💋

“Un secondo, primo Natale” di Silvia Devitofrancesco

Ciao 🤶

Nuovo giorno, nuova storia! Il libro di oggi è un gran passo avanti rispetto a ieri, sia perché già un po’ lo conosciamo (ve l’ho segnalato due anni fa), sia perché, ora che è arrivato il momento di scoprirlo fino in fondo, ho trovato un vero Christmas tale!

cover-s-dTitolo
Un secondo, primo Natale
Autore

Silvia Devitofrancesco
Editore
Amazon Self Publishing
Anno
2016
Genere
Commedia romantica
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
168
Prezzo
1,99€ (ebook ~ gratis con Kindle Unlimited) ~ 10,39€ (cartaceo)
Acquisto
Amazon

Da quando il suo fidanzato Bruce l’ha tradita con la sua migliore amica Shelly proprio la sera del 24 dicembre, Apple Horn odia il Natale con tutta se stessa. E se un aitante uomo con un ridicolo cappello da elfo sulla testa bussasse alla sua porta? Steve, fondatore del servizio gratuito “Secondo, primo Natale” ha una missione da compiere: trasformare la gelida fanciulla in una Christmas Lover Doc, step by step. Tra iniziali perplessità, abeti da addobbare, batticuore e paure da vincere riuscirà la diffidente Apple a fidarsi dell’intrigante Steve? E il loro sarà destinato a restare solo un rapporto puramente formale?

È verità universalmente riconosciuta che una serata iniziata male può solo terminare peggio.
Non credevo a questa leggenda metropolitana fino a quando, purtroppo, sono state le circostanze della vita a smentirmi in toto.

Apple adorava il Natale, almeno fino a quando Bruce, l’amore della sua vita, ha pensato bene di presentarsi con un pacchetto di Tiffany in mano e… Le tracce di rossetto di un’altra sulla camicia. Da quel momento per Apple le feste di Natale diventano l’occasione per ricordare il tradimento subito, ma anche per vedere, in tutta la loro forza, le conseguenze che quella rottura ha avuto sulla sua vita e sul suo lavoro.

Per quale motivo odio il Natale?
Mettetevi comodi e vi racconterò quale evento nefasto si è abbattuto su di me la vigilia di Natale di due anni fa, quando ero ancora una comica incapace di far ridere.

Apple infatti, da comica un po’ in crisi, si ritrova a lavorare per un call center di oroscopi a cui nessuno telefona mai e a fingere di passare le feste con la sua migliore amica in una qualche meta caraibica per evitare il temuto pranzo natalizio con madre, zia e cugina, tutte pronte a rendere la giornata un inferno.
Ma questo Natale riserbo molti cambiamenti per Apple! Lo sai su oroscopo, lo sa la sua migliore amica e, purtroppo, lo scopri pure lei quando alla sua porta si presenta Steve, responsabile dell’associazione “Secondo, primo Natale” e un vero estimatore del periodo natalizio, tanto da presentarsi con indosso un cappello da elfo.

Un folle. In casa mia ha appena fatto irruzione un folle. Bellissimo, certo, ma pur sempre un folle.

A dispetto di quanto dice, Apple è una protagonista davvero spiritosa e divertente, nelle reazioni quanto nel suo rapporto di amore e odio con Steve. Mi è piaciuta anche per la sua cinica insicurezza: la storia e la rottura con Bruce non solo le ha fatto odiare il Natale, ma le ha anche fatto mettere in discussione se stessa, come donna e come comica, lasciandola in un limbo di oroscopi e risentimento.
Un limbo in cui fai lozione un vero e proprio elfo di babbo Natale di nome Steve, un personaggio che, grazie alla sua tenacia e alla convinzione Che il Natale (di per sé) sia il più bel periodo dell’anno, riesce a far breccia nella simpatia di chi legge, oltre che nell’appartamento di Apple. Tra i due è lui che ho adorato e mi sarebbe piaciuto approfondire di più la sua storia (Perché non è poi così scontata l’origine del suo essere un Christmas Lover doc), nonché leggere più spesso dal suo punto di vista, magari anche solo qualche pagina in più.
Un secondo, primo Natale è un romanzo carino, che si legge anche in una giornata e che fa ode al periodo delle feste come al momento in cui tutto può succedere in cui si può capire che a volte non sono gli altri a ostacolarci, ma lo facciamo noi stessi!
Mi sarebbe piaciuto, tuttavia, che fosse un pochino più lungo e che Steve avesse una voce un po’ più presente. Questi due aspetti lo avrebbero reso davvero perfetto.

Sarebbe 3.5 ombrellini in realtà, ma il mezzo da me non esiste, quindi si arrotonda… Per eccesso questa volta, perché mi sento una Christmas Lover doc anche io (e perché Steve è adorabile)!

E voi cosa siete? Grinch o elfi di Babbo Natale?

Federica 💋