[Segnalazione] “End of the Road Bar” di Daniele Batella

Buongiorno e buon Venerdì!

Come ultimamente accade, chiudiamo la settimana con una segnalazione 😊

Titolo
End of the Road Bar – Parte prima
Autore
Daniele Batella 
Editore
Dark Zone
Genere
Narrativa
Pubblicazione
2018
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
227
Prezzo
14,90€ (cartaceo) ~ 2,99€ (ebook)
Acquisto
Dark Zone ~ Amazon

All’End of the Road non si arriva per caso. È uno strano luogo, un vecchio bar nascosto in un vicolo di una metropoli, a metà strada tra una bettola e la sala di un cinema: un locale d’altri tempi, lontano dalla frenesia delle notti di baldoria della città. L’End of the Road ha un’anima. È questa l’unica certezza che colpisce sette avventori, giunti per caso una sera di aprile nell’atmosfera ovattata del bar. Sette sconosciuti, condotti nello stesso luogo da un curioso scherzo del fato. Penny, l’algida e imperscrutabile cameriera, li accoglie e serve loro da bere. Sarà il pretesto di una violenta tempesta a far avvicinare i sette l’uno all’altro, a sciogliere imbarazzi e timori prima e a condurli in un viaggio lungo il viale dei ricordi poi. Uno ad uno cominceranno a raccontare la propria esistenza, fatta di amori, gioie, dolori, segreti mai confessati e peccati indicibili. Sette vite si snodano nel flusso dirompente della memoria, svelando poco a poco le trame di un sorprendente destino. 

L’autore

Daniele Batella nasce ad Arezzo l’11 Giugno 1988.
Consegue la Laurea Triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Dal 2009 si esibisce come cantante nel gruppo vocale Cherries on a Swing Set.
Da sempre appassionato di arte creativa, forma i suoi gusti letterari su romanzi thriller, noir, con ambientazione storica, elementi archeologici o accenni al sovrannaturale; allo stesso tempo l’introspezione psicologica e l’esplorazione delle umane pulsioni proprie di autori come Henry James o Michael Cunningham lo portano a cesellare il suo gusto verso una narrativa antropocentrica, fatta di storie di vita vissuta.
End of the Road Bar è il suo primo romanzo.
Vive ad Orvieto, in Umbria.
Spero vi abbia incuriositi 😊
Grazie per essere passati e… A Lunedì!
Federica 💋

Lost in translation : Sylvie Fabre

Buongiorno 😊

Nelle ultime settimane sto seguendo un corso di traduzione per l’università e devo dire che, come pratica, si sta rivelando davvero interessante, soprattutto per capire come funziona l’intero processo.

Quindi, perché lo trovo particolarmente stimolante, ho pensato di proporvi un pezzo che ho tradotto per la scorsa settimana. Si tratta di una poesia francese, scritta da Sylvie Fabre e dedicata alla nipotina piccola. Come già fatto le scorse volte, dopo la traduzione vi metto l’originale, così mi saprete dire come vi sembra 😊

Ella ritrova la vera voce dell’assenza,
eclissa il tocco, gli odori e i rumori
all’altezza d’un silenzio purificato
nei nuovi sussulti dei sensi.
Dove sei? Il richiamo, la risposta:
È qui Anna Livia,
negli occhi mordorè dove sprofondano
il fiore, il cervo volante e la pozza,
lei è qui. Nella luna
una bambina sconvolge l’attimo,
in apparenza non ascolta più
(nessuno quando la voce interiore produce
la propria sarabanda fino all’estremo)
migra, con gli occhi e le labbra
come per svanire: Dove sei?
Anna Livia non è più qui,
l’assenza gioca a nascondino con l’io,
muta solitudine di una bambina di passaggio,
venti mesi, senza età,
e il padre non possiede che il folle auspicio:

insieme.

E ora l’originale:

Elle recouvre la vrai voix de l’absence,
efface le toucher, les odeurs et les bruits
à la mesure d’un silence purifié
aux neufs sursauts du sens.
Où est-tu ? L’appel, la réponse :
Elle est là Anna Livia,
dans les yeux mordorés où s’abîment
la fleur, la lucane et la flaque,
elle est là. Dans la lune
une petite fille retourne l’instant,
en surface n’écoute plus
(personne quand la voix du dedans mène
sa sarabande jusqu’au plus perdu)
émigre, les yeux et les lèvres
comme pour s’oublier : Où est-tu ?
Anna Livia n’est plus là,
l’absence est un cache-cache avec le moi,
muette solitude de petite fille traversière,
vingt mois, sans âge,
et le père ne possède que le fol vœu :

ensemble

Spero vi sia piaciuta la traduzione e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate!

Grazie di essere passati a leggermi 😊

A domani
Federica 💋

#CreativityBloggerWeek : Girl Power

Buongiorno e buon inizio settimana!

Anche questo mese ritorna la #CreativityBloggerWeek, cioè quella settimana in cui i blog che aderiscono a questa iniziativa pubblicano i propri post ispirati dal tema scelto per il mese corrente. Nata dall’idea e su promozione di Deb di Leggendo Romance, ormai è la terza volta che partecipo a questa settimana speciale e ne sono contentissima!

Per Marzo il tema scelto è Girl Power!

Su questo tema devo dire di aver avuto sin da subito le idee chiare! Perché, per esprimere al meglio quello che è per me il “Potere femminile”, non potevo che proporvi la mia personalissima lista di donne, reali o immaginarie, che sono la mia fonte di ispirazione quotidiana o che sono delle vere e proprie eroine!

Partendo da quelle create da una penna e dall’immaginazione, non posso non citare subito Hermione Granger! Questa studentessa modello è da sempre stata uno dei miei personaggi preferiti nel mondo creato da J. K. Rowling, non solo perché è l’esempio lampante di quanto il suo contributo sia essenziale al protagonista per riuscire a cavarsela, ma perché dimostra che l’avere un cervello non preclude tutto il resto. Hermione, infatti, è intelligente, socievole e altruista, sempre pronta a correre in aiuto dei suoi amici quando questi ne hanno bisogno e a mettere da parte la propria saccenteria se ciò significa fare del bene (certo, dopo un buon vecchio “Te l’avevo detto”)!

Altra mia eroina immaginaria è Belle, da La Bella e la Bestia! Sin da piccola adoravo la sua passione per i libri, per l’avventura e per la conoscenza in generale. Di lei trovo eccezionale il coraggio, ma anche la semplicità e la forza di andare sempre oltre le apparenze perché è giusto, il suo non accontentarsi di ciò che ci si aspetterebbe da lei e l’andare alla ricerca della propria strada, ovunque questa conduca! Lo devo a lei se sono una bibliofila e se sono sempre immersa in una qualche avventura 😊

Tra le protagoniste che più adoro, poi, c’è Elizabeth Bennet, da Pride and Prejudice di Jane Austen! Elizabeth non è esente da difetti, né da comportamenti che la portano a sbagliare, eppure lei è una delle eroine Regency che più mi affascinano, sia perché non ha paura di esprimere le proprie idee di fronte a chi potrebbe più criticarla, sia perché arriva a riconoscere i propri errori e a provare a porvi rimedio. Trovo fenomenale l’ironia che la circonda, che è sì l’espressione dell’autrice stessa e del suo pensiero, ma che contribuisce a rendere Lizzie una protagonista eccezionale!

L’ultima eroina immaginaria è Ceony Twill, creata da C. N. Holmberg per la serie di The Paper Magician! Lei è l’esempio perfetto di protagonista che non ha bisogno di essere salvata da nessun principe azzurro. Anzi, è lei a essere la sola speranza per la controparte maschile e questo, oltre al carattere steampunk della saga, l’ha resa una delle protagoniste che più adoro e che mi sono entrate nel cuore! A renderla speciale è, soprattutto ma non solo, la sua determinazione, un tratto che le invidio moltissimo.

E ora arrivano le donne reali, storicamente esistite o tutt’ora in vita, che trovo eccezionali perché hanno saputo far valere la loro posizione, la loro voce, in ambiti prettamente maschili.
Primissima donna di questo genere è Elisabetta I, regina d’Inghilterra dal 1558 al 1603. Non è la prima, né l’ultima, sovrana a essersi imposta in un mondo di uomini, eppure è la donna che storicamente mi ha impressionata di più, forse perché a lei si collega l’età dell’oro della cultura britannica e a una serie di iniziative che l’hanno resa immortale (anche se non tutte sono state positive).

Altra donna per me geniale è Mary Shelley, autrice di Frankenstein. O il Prometeo moderno. Lei è tra le mie scrittrici preferite, non solo perché ha scritto un’opera indimenticabile e profondamente innovativa, ma perché ha saputo farsi largo nel mondo della letteratura fronteggiando la carismatica (e ingombrante) presenza del marito Percy Shelley, nonché degli altri suoi grandi contemporanei, dimostrando quanta forza e determinazione si possano nascondere dietro il “delicato” mondo femminile.

Poi c’è Marie Curie, la scienziata e chimica che con il suo contributo ha dato un immenso contributo alla ricerca sulle radiazioni e al mondo della fisica in generale nel primo ‘900. Vincitrice del Nobel in due categorie distinte, e unica donna ad averlo vinto due volte peraltro, Marie Curie per me è il simbolo di quanto in alto si possa arrivare sfruttando appieno le proprie capacità!

E per chiudere questa rassegna delle donne che mi sono di ispirazione ho scelto un’attrice, che si ricollega alle due prime donne della mia lista: Emma Watson! Questa ragazza è incredibile, intelligente, socialmente attiva e responsabile, nonché una delle attrici che più preferisco. È, per me, un esempio da seguire perché ha dimostrato, e continua a dimostrare, che il successo non ha valore se non è accompagnato da una profondità intellettuale e umana degne di grande rispetto!

Ebbene, queste sono le mie espressioni del #GirlPower e di tutto ciò che mi spinge a essere una persona migliore ogni giorno! Il mio post si chiude qui, ma la settimana è appena iniziata e vi attendono ancora tanti articoli tutti da scoprire! Ecco dove trovarli:
Lunedì 25:

On Rainy Days ~ Libri, libretti, libracci

~ Martedì 26:
Reading at Tiffany’s

~ Mercoledì 27:
Il regno dei libri ~ Leggendo Romance

~ Giovedì 28:
I miei magici mondi ~ La nicchia letteraria

~ Venerdì 29:
Romance e altri rimedi ~ Le recensioni della libraia ~ Il salotto del gatto libraio ~ Scheggia tra le pagine

Grazie per essere stati con me!

A domani
Federica 💋

[Segnalazione] “Io sono l’usignolo” di Emanuela Navone

Buongiorno a tutti!

La segnalazione di oggi è un reboot, ovvero la presentazione della nuova veste di un romanzo di cui vi ho parlato un annetto fa!

Titolo
Io sono l’usignolo
Autore
Emanuela Navone
Editore
Policromia (PubMe)
Genere
Thriller
Pubblicazione
2019
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
256
Prezzo
17€ (cartaceo) ~ 2,99€ (ebook)

Chi è Florian Chevalier e perché ha bruciato la casa del sindaco di Val Salice? Questo si domanda il giornalista Rubino Traverso, intenzionato a scoprirne di più e sorpreso che nessuno voglia raccontare nulla. Quando, proseguendo le ricerche, inizia a ricevere disegni bizzarri e strani messaggi intimidatori, capisce la verità non deve venire a galla. Che cosa nascondono gli abitanti di Val Salice? In un agosto spazzato dal vento, Rubino scoprirà a poco a poco che perfino un piccolo paese sperduto fra i monti liguri ha i suoi scheletri nell’armadio. E dovrà a tutti i costi scoprire quali. Cosa sei disposto a perdere pur di conoscere la verità?

Lo avete letto? O è nella wishlist?

Ditemi, ma, nel frattempo, passate una buona giornata!

Federica 💋

“Sonetti” di William Shakespeare

Buongiorno e buon Giovedì!

Wow, non so voi, ma a me la settimana sta volando! Sarà che ho un mare di impegni per l’università, ma sono sempre di corsa… Per fortuna ci sono i libri a tenermi compagnia e negli ultimi a salvarmi sono stati i versi di Shakespeare! E ve ne parlo proprio oggi, nel #WorldPoetryDay , la Giornata Mondiale della Poesia!

Titolo
Sonetti
Titolo originale
Sonnets
Autore
William Shakespeare
Traduzione
L. Darchini
Editore
Feltrinelli
Collana
I Classici
Anno
2013
Anno prima edizione
1609
Genere
Poesia
Formato

Cartaceo
Pagine

212

La grandezza del teatro di Shakespeare non ha messo in ombra i 154 splendidi Sonetti da lui composti a cavallo dei due secoli e rimasti inediti fino al 1609. Il tono intimo e intensamente sentito di questi componimenti li fece considerare a molti critici, se non sicuramente autobiografici, almeno una luce gettata sulla enigmatica personalità di Shakespeare. Ma il nostro tempo è maturo per leggerli come lo struggente romanzo di un amore senza speranza, che si nutre della propria ambiguità e si sublima nella dignità del dolore.

Il genio di William Shakespeare è emblematico e famoso, capace di esprimere attraverso le parole dei sentimenti che poi si fanno eterni, carichi della stessa forza che possedevano nel momento in cui sono stati fissati sulla carta.
Attraverso gli oltre centocinquanta sonetti scritti da Shakespeare viene raccontata la nascita dell’amore tra il poeta, la voce narrante, e il fair youth, lo splendido giovane uomo che è il suo mecenate e musa nella composizione di questi versi; ad accompagnare questo tema centrale, poi, si aggiunge la rivalità con i suoi contemporanei e la nuova attrazione verso una dark lady, la donna che si contende e manipola le attenzioni dall’io narrante, ma che è l’opposto del fair youth, sia nelle qualità sia nell’aspetto.

Being your slave, what should I do but tend
Upon the hours and times of your desire?
I have no precious time at all to spend,
Nor services to do, till you require.
Nor dare I chide the world-without-end hour
Whilst I, my sovereign, watch the clock for you,
Nor think the bitterness of absence sour
When you have bid your servant once adieu;
Nor dare I question with my jealous thought
Where you may be, or your affairs suppose,
But, like a sad slave, stay and think of nought
Save, where you are how happy you make those.
So true a fool is love that in your will,
Though you do any thing, he thinks no ill.

Ognuno composto da tre quartine con rima alternata e da un distico con rima baciata, i sonetti trattano una gran varietà di temi. Spaziano, infatti, dalla bellezza della musa maschile, al rimprovero per non avere una progenie attraverso la quale tramandare se stesso e all’esaltazione della poesia come mezzo per riuscirvi, fino alla dichiarazione di schiavitù del cuore e della mente del poeta nei confronti di quest’uomo potente e magnifico, il tutto raccontato in in un crescendo stilistico e dei toni che trasforma la lettura in una esperienza musicale.
Le rime inglesi trascinano come una cantilena, una successione di suoni che ampliano i sensi e i significati impliciti e nascosti nei versi, una caratteristica questa che si perde con la traduzione italiana, che però si sforza di ricrearne il senso, seppur in modo meno incisivo.

But be contented when that fell arrest
Without all bail shall carry me away;
My life hath in this line some interest,
Which for memorial still with thee shall stay.
When thou reviewest this, thou dost review
The very part was consecrate to thee;
The earth can have but earth, which is his due,
My spirit is thine, the better part of me;
So then thou hast but lost the dregs of life,
The prey of worms, my body being dead,
The coward conquest of a wretch’s knife,
Too base of thee to be remembered;
The worth of that, is that which it contains,
And that is this, and this with thee remains.

Insomma, Shakespeare trasforma le sue parole, scritte oltre quattrocento anni fa, in pilastri attualissimi, che singolarmente permettono di immedesimarsi con i diversi sentimenti analizzati, facendoli propri di chi legge, mentre rendono il filo conduttore tra loro, quell’elemento portante che la musa, un vero e proprio collante capace di trasportarci nel contesto storico e sociale dell’Inghilterra elisabettiana e di descriverne, direttamente e indirettamente, le regole.

È una lettura da fare con calma, senza avere fretta di terminare il libro, ma che potrebbe riservarvi tante sorprese! A me ne ha fatte e spero dare a Mr William Shakespeare un’occasione 😊

Grazie per essere passati!

Federica 💋