Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Venerdìììììì!!

Ciao 😊 Scusate ma questa settimana è stata lunghissima per me, ma siamo finalmente alle porte del weekend! Non che si riposi, ma sono due giorni abbastanza calmi.

Oggi prima recensione filmica dell’anno e si parla del controverso (per gli appassionati) ultimo capitolo di Star Wars!

Titolo
Star Wars: L’ascesa di Skywalker
Titolo originale
Star Wars: The Rise of Skywalker
Regia
J. J. Abrams
Anno
2019
Genere
Fantascienza, azione
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
J. J. Abrams, Chris Terrio, Colin Trevorrow, Derek Connolly & George Lucas (personaggi)
Sceneggiatura
J. J. Abrams, Chris Terrio
Cast
Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Ian McDiarmid, Billy Dee Williams

Per la Galassia circola un messaggio inquietante: Palpatine, l’imperatore, è sopravvissuto all’esplosione della seconda Morte Nera ed è pronto a ricostruire ciò che gli è stato portato via trent’anni prima. Kylo Ren, ora comandante supremo del Nuovo Ordine, si mette alla sua ricerca, convinto che voglia sottrargli il controllo dell’Universo.
Giunto su Exelor, il pianeta roccaforte dei Sith, tuttavia, Kylo Ren scopre che è sempre stato Palpatine a guardare l’Ordine, attraverso la figura di Snoke, e che ora può finalmente regnare con lui, sempre che prima uccida Rey, l’ultima vera Jedi rimasta.
Nel frattempo, però, anche la Resistenza è alla ricerca di Palpatine e del tracciatore in grado di condurli a Exelor, per mettere fine ai Sith e alla loro sete di potere, liberando così la Galassia una volta per tutte. Rey, l’ex Stormtrooper Finn, Poe Dameron, Chewbecca e gli androidi BB-8, R2-D2 e C-3PO partono per recuperare il tracciatore, mettendosi senza saperlo sulle tracce del passato e della vita della giovane Jedi, legata a doppio filo non solo a Kylo Ren, ma anche a Palpatine.
Star Wars: L’ascesa di Skywalker è l’episodio conclusivo di questa trilogia sequel nell’universo di Star Wars e, non me ne vogliano i cultori, l’ho trovato un bel film! Visivamente impressionante, nelle scene ambientate nelle spazio quanto in quelle sui diversi pianeti toccati, credo che in questo aspetto riprenda tutti i caratteri che hanno reso impressionante la prima trilogia e ne rispetti le idee di partenza. Anche a livello di tematiche affrontate ci si trova di fronte a un ampio spettro di possibilità di interpretazioni, nonché di spunti niente male, primo tra tutti il concetto di dicotomia, che mette per la prima volta in comunione i due aspetti della Forza, quei Lati che sono sempre sembrati inconciliabili ma che alla fine generano il tanto cercato Equilibrio.
Personalmente, ho apprezzato tanto i personaggi di Rey e Ben (Kylo Ren), perché funzionano bene insieme e mi aspettavo quel risvolto finale (in tutto ciò che avviene tra e con loro, perché di indizi ce ne sono a bizzeffe nel film per capire già prima cosa succederà). So che il rapporto tra loro è stato oggetto di nasi arricciati e critiche, ma è un aspetto che caratterizza i prodotti di J. J. Abrams e che immaginavo avrebbe riportato anche nell’intoccabile mondo dei Jedi/Sith, quella malcelata considerazione dei sentimenti come un qualcosa di secondario rispetto alla via della Forza (e che a suo tempo ha iniziato il cammino di Anakin Skywalker verso il Lato Oscuro).
Cosa che, invece, non mi ha convinta ma che, anzi, mi ha un po’ delusa è stato il dover sottolineare la presenza di certe “preferenze” e la mancanza di esse all’interno del film. Parlo, in primo, della scomparsa del rapporto tra Rose e Finn iniziata nel capitolo precedente (quando lei lo salva da morte certa, dichiarandogli il suo amore) e che qui appare esattamente per ciò che era: il contentino alle comunità afro e orientali, nonché dell’amore senza distinzioni di colore. Secondo, il passaggio di un secondo netto in cui si vede un bacio saffico, a testimonianza che anche Star Wars sostiene la comunità LGBT. Ebbene, a mio avviso, entrambe erano sottolineature inutili e per una semplice ragione: i prodotti Star Wars, con tutta la varietà aliena presentata in ben nove film, è sempre stata il baluardo della diversità e del rapporto tra persone con caratteristiche fisiche diverse e non aveva bisogno di queste sterili testimonianze. Anzi, lo hanno un po’ penalizzato, perché è sintomo di una perdita della grandezza di questa immensa saga, da sempre capace di testimoniare ciò che qui si sono sentiti in dovere di puntualizzare, come a dire “Visto, ci teniamo. Ora godetevi il film”. Va beh…

A parte quell’ultimo aspetto, mi è piaciuto, molto! Tra qualche anno sarà bello rivedere tutti i film, in un’unica carrellata 😊 Ma non sarà presto!

Voi lo avete visto? Piaciuto o detestato?

Federica 💋

2 pensieri su “Star Wars: L’ascesa di Skywalker

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