[Recensione] “End of the Road Bar. Vol. 1” di Daniele Batella

Buongiorno a tutti 😊

Questa settimana continua all’insegna della lettura e vi parlo di un libro davvero particolare!

Titolo
End of the Road Bar. Vol. 1
Autore
Daniele Batella 
Editore
Dark Zone Edizioni
Serie
End of the Road Bar
Genere
Narrativa
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
227
Prezzo
14,90€ (cartaceo) ~ 0,99€ (ebook)
Acquisto

Amazon ~ Editore

All’End of the Road non si arriva per caso. È uno strano luogo, un vecchio bar nascosto in un vicolo di una metropoli, a metà strada tra una bettola e la sala di un cinema: un locale d’altri tempi, lontano dalla frenesia delle notti di baldoria della città. L’End of the Road ha un’anima. È questa l’unica certezza che colpisce sette avventori, giunti per caso una sera di aprile nell’atmosfera ovattata del bar. Sette sconosciuti, condotti nello stesso luogo da un curioso scherzo del fato. Penny, l’algida e imperscrutabile cameriera, li accoglie e serve loro da bere. Sarà il pretesto di una violenta tempesta a far avvicinare i sette l’uno all’altro, a sciogliere imbarazzi e timori prima e a condurli in un viaggio lungo il viale dei ricordi poi. Uno ad uno cominceranno a raccontare la propria esistenza, fatta di amori, gioie, dolori, segreti mai confessati e peccati indicibili. Sette vite si snodano nel flusso dirompente della memoria, svelando poco a poco le trame di un sorprendente destino. 

Penny è l’enigmatica barista che accoglie i clienti dell’End of the Road, un luogo difficile da trovare ma che appare al momento giusto. Questo non è un locale come gli altri, perché nessuno sa quando apre, né quando chiude, ma lavora di certo nelle ore più buie della notte e prima che sorga l’alba è già introvabile.
In molti si sono accomodati ai suoi tavoli, in tanti hanno cercato di sedurre Penny per fuggire con lei da quella bettola sempre piena, ma nessuno se n’è mai andato con lei. Né vi è mai stato una seconda volta. Perché l’End of the Road è fatto così: ci capiti per caso, resti anche se non vorresti fermarti e quando alla fine te ne vai lo fai sapendo che non lo vedrai più.

È pur vero che un locale malfamato, sconosciuto ai più, una vecchia stanza ricavata in un pertugio che compare come un miraggio quando la notte gocciola sulla città, non è il posto in cui torneresti due volte di fila.

Ed è in una sera come tante altre che sette avventori fanno il loro, caotico, ingresso. Sette persone che non potrebbero essere più diverse ma che di certo hanno qualcosa in comune, se tutte hanno travato posto tra i tavoli di Penny in una notte burrascosa o oscura. Così la distinta signora giapponese Hiroe, la coppia di artisti David e Lana, i novelli sposi Elizabeth e Zack, il travestito Elsa e il frettoloso Sean si ritrovano bloccati con Penny e Lenny, i due (intercambiabili) baristi, tra sbalzi di corrente, cocktail a non finire e strani presagi che mettono a nudo dettagli inconfessabili delle loro vite.

Penny fece vagare lo sguardo fra quei sette esempi di umanità, così diversi eppure così simili fra loro: nessuno avrebbe saputo dire come fossero entrati tutti insieme e nello stesso momento nel locale. Avevano capito che il loro trovarsi all’End of the Road non era casuale, eppure mostravano un cauto scetticismo.

Perché oltre ad apparire solo quando si ha bisogno di un drink, l’End of the Road ha anche il sorprendente potere di sciogliere le ritrosie, di indurre a confessare a Penny il cammino di vita che li ha condotti in quel luogo, affidando all’algida ragazza e gli altri presenti i segreti che nessuno al mondo ha mai ascoltato. Un cammino fatto di gioie e dolori, da affidare a confessori inconsapevoli e allo stesso tempo complici del loro avverarsi, senza essere poi giudicati colpevoli o innocenti.
In End of the Road Bar. Vol. 1 (o Prima parte) la parola viene lasciata a Hiroe, David, Lana ed Elsa, ognuno dei quali mette a nudo le proprie esperienze di vita, si mette in gioco, raccontando e raccontandosi senza filtri, fino a condividere segreti mai confessati prima. Si passa dal Giappone e dagli Stati Uniti del secondo Dopoguerra all’Europa e all’India degli anni Ottanta e Novanta, ascoltando anfratti di emozioni contrastanti e intense, impossibili da frenane e che si intrecciano nel momento finale, portando i quattro narratori a incrociare le loro strade (e di certo anche quelle degli altri tre) sui ponti di una nave da crociera, l’ultima tappa prima di giungere all’End of the Road.

Prima che la notte fosse finita, anche il suo destino si sarebbe compiuto e la verità sarebbe stata rivelata. Il velo che oscurava con i suoi drappeggi gli angoli oscuri della sua anima sarebbe stato squarciato. Tanto valeva prendersi una bella sbronza.

In questo primo volume le storie di Hiroe, Elsa, Lana e David tengono sotto scacco gli altri avventori e che legge, portandoli a svelare le loro vite con uno stile crudo, quasi grezzo, come possono esserlo quelle storie che non nascondono nulla e che per questo risultano belle. La narrazione in terza persona non riporta una versione edulcorata delle esperienze vissute, né occulta i dettagli più oscuri per rendere amabili i personaggi. Ce li presenta – o meglio, si presentano loro stessi – in tutta la loro imperfezione, con un linguaggio diretto ed evocativo, che fa sentire davvero all’interno del racconto, quasi fossimo capitati anche noi davanti a quella porta e ci fossimo seduti accanto ai sette protagonisti, con Penny che cerca di servirci da bere, mentre attendiamo di conoscere le loro singole storie e come queste si leghino tra loro.
È un romanzo davvero interessante, capace di evocare quell’atmosfera un po’ losca e insieme intrigante dei romanzi noir o dei film anni Quaranta, quelli in bianco e nero, dove il protagonista (i protagonisti, in questo caso) deve affrontare il proprio destino davanti a un barista che serve da bere, mentre in cambio pretende la storia della sua vita e, insieme, qualcosa di molto più prezioso.

Ora manca il continuo per sapere cosa è successo a questi quattro narratori, oltre che per conoscere le storie degli altri tre e la conclusione della loro serata all’End of the Road!

Vi tenta? Volete anche voi sedervi a quel bancone e conoscere la fine? Fatemi sapere 😉

A presto
Federica 💋

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