[Recensione] “Dark” di V. E. Schwab

Ciao a tutti e buon inizio settimana!

È anche il primo giorno di marzo, e riprendiamo l’attività del blog continuando con le recensioni dedicati ai fantasy e soprattutto con l’ultimo volume della serie di V.E. Schwab ambientata in quattro Londra distinte da colori diversi!

49085917. sy475 Titolo
Dark
Titolo originale
A Conjuring of Light
Autore
V. E. Schwab
Traduzione
C. Serretta & A. Ricci
Saga
Shades of Magic #3
Editore
Newton Compton Editori
Pubblicazione
Novembre 2019
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato

Cartaceo (14,90€) ~ Digitale (4,99€)
Pagine

610
Acquisto
Sito editore

Come si uccide un dio? Questa è la domanda che tormenta Lila e Kell mentre l’oscurità minaccia la loro casa. Londra Bianca, Londra Rossa, Londra Grigia e Londra Nera sono realtà alternative che rispondono a leggi magiche diverse. Solo gli Antari, esseri umani dotati di poteri particolari, possono viaggiare tra questi universi paralleli. I quattro regni sono vissuti in pace per anni, grazie alla magia che ha sigillato le forze del male impedendo loro di riversarsi sui regni. Almeno fino a ora. Osaron, la più oscura entità di Londra Nera, si è impossessato di Londra Rossa. E desidera essere venerato. Neppure i maghi più forti dell’impero possono competere con lui, così Kell e Lila si lanciano in un’impresa disperata. Insieme al pirata Alucard Emery e al redento Antari Holland intraprendono la ricerca di un artefatto magico in grado di sconfiggere Osaron definitivamente e impedire l’avanzata delle ombre in tutto l’impero.

Holland è caduto, Osaron ha vinto il suo corpo perché Kell lo ha rifiutato e adesso Londra Bianca non gli basta più. Vuole di più, ancora di più e mentre Lila si lancia tra i mondi per salvare l’Antari, quell’antico demone che si crede un re e un dio decide di prendersi anche un’altra Londra, quella Rossa, nel mondo di Kell, Rhy, Lila e Alucard. Londra Rossa è un mondo pieno di magia, di vita, di persone da assoggettare e che devono inchinarsi alla sua potenza.
Ma a Londra Rossa si sono appena svolti gli Essen Tasch, i Giochi degli Elementi, e la città pullula dei più grandi maghi dei tre imperi conosciuti. Ognuno di loro è pronto a sfidare questo nemico insaziabile, ma nessuno di loro è davvero in grado di sconfiggerlo. Solo Kell, Lila, Rhy e Alucard Emery possono sperare di ottenere un risultato, ma solo se pronti a tutto pur di salvare la loro città.

«Te l’avevo detto che avrebbe funz…».
Kell la bloccò, prendendole il viso con le mani macchiate di sangue e baciandola, profondamente e disperatamente. Un bacio mescolato a sangue e panico, dolore e paura, e sollievo. Non le chiese come aveva fatto a trovarlo. Non la rimproverò per averlo fatto, disse solo: «Tu sei
pazza».
Lei riuscì a fare un piccolo sorriso esausto. «Prego, quando vuoi».

E mentre Osaron conquista la città e i suoi abitanti sotto forma di una nebbia implacabile e malvagia, bruciando chiunque vi si opponga e trasformando gli altri in burattini da cui attingere forza, i sovrani Maresh, la loro corte e i loro due figli mettono insieme i pezzi di ciò che scoprono su Osaron per sconfiggerlo, trovandosi forse davanti a una minaccia troppo grande e troppo forte da poter affrontare con la speranza di sopravvivere.
Ma tutti loro hanno forza e resilienza e mentre re Maxim e la regina Emira tengono al sicuro corte e ospiti, ideando un’ultima, estrema, difesa per salvare il popolo, mentre Rhy va alla ricerca di sopravvissuti tra le strade della città, Kell, Lila e Alucard partono alla ricerca di un artefatto che da solo potrebbe porre fine all’esistenza di Osaron, portando con loro anche un vecchio nemico, uno che adesso potrebbe essere un aiuto prezioso per sconfiggere il demone: Holland, l’Antari di Londra Bianca.

Era una causa persa, e se lui non riusciva a vederlo… ma certo che ci riusciva. Lo vedeva nei suoi occhi, nella mascella serrata, nelle linee del suo viso, che lo sapeva anche lui. Lo sapeva, e non poteva lasciare che accadesse. Non poteva arrendersi. Non poteva ritirarsi.

Dopo un secondo volume che mi ha lasciata perplessa per buona parte della lettura, e che solo il finale è riuscito a lasciarmi di stucco, con Dark è impossibile staccare gli occhi dalle pagine. La successione di eventi è incalzante, gli scontri e le emozioni fanno immergere in un universo fatto di oscurità ma dove i protagonisti trasmettono tutta la loro forza, dove non negano la debolezza e la fragilità, tuttavia le utilizzano per mostrare tutta la loro profondità caratteriale e d’animo, in un percorso di crescita doloroso eppure inevitabile.
La narrazione in terza persona si alterna tra diversi punti di vista. Ci sono, ovvio, i quattro giovani protagonisti che già negli altri volumi hanno saputo conquistare il mio cuore, ma a questi si aggiungono anche delle nuove voci narranti. Holland e il suo passato, Maxim ed Emira Maresh con la loro responsabilità e il timore di non aver fatto abbastanza per la famiglia e il loro popolo, Osaron e i suoi deliri e infine gli spezzoni da Londra Bianca e Londra Grigia, che vanno ad ampliare la portata di quella che è, a tutti gli effetti, l’evoluzione all’età adulta e la presa di posizione definitiva di cinque persone diverse tra loro, spezzate e in fuga da qualcosa ma che trovano in Osaron e in Londra Rossa la propria ragione per lottare.

«Amore e perdita», disse, «sono come una nave e il mare. Crescono insieme. Più amiamo, più abbiamo da perdere. Ma l’unico modo per evitare la perdita è evitare l’amore. E che mondo triste sarebbe».

Lo stile di Victoria Schwab è una conferma e qui lacrime, passione e gioia si sono mescolati dall’inizio alla fine, toccando corde speciali che rendono questa autrice, la serie e i suoi personaggi davvero incredibili e indimenticabili. Kell e Lila sono i migliori, la coppia che mi ha conquistata e che spero di poter incontrare di nuovo perché i misteri su di loro non sono del tutto risolti, ma anche Rhy e Alucard non sono da meno, una vera soetpresa dello scorso volume e che qui si consolida in qualcosa di sorprendente.
Insomma, chiudere la trilogia di Shades of Magic così è chiudere con il botto, letteralmente, ma a differenza di tante storie, il senso di perdita per aver finito quest’avventura è mitigato da una parola spettacolare. Anoshe, a presto, ciò che c’è di più vicino al concetto di addio nella lingua popolare di Londra Rossa, e Dark lo è sul serio. È questo che ci dice, salutandoci ma lasciando una porta aperta. Perché, forse, nessuno storia viene mai abbandonata davvero.

E proprio perché me ne sono innamorata, sono andata a cercare qualche info su possibili sequel… Be’, è in arrivo una nuova trilogia ambientata nello stesso universo, dove torneranno questi meravigliosi personaggi ❤︎

Ma voi conoscete questa autrice e i suoi libri?

Federica 💋

3 pensieri su “[Recensione] “Dark” di V. E. Schwab

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