[Recensione] “Tenebre e ossa” di Leigh Bardugo

Buongiorno e buon 2 giugno!

Cosa fate oggi di bello? Avete in programma qualche gita? Io credo che approfitterò della giornata tranquilla per fare un po’ di brainstorming su nuove storie da scrivere, ma prima arriva una nuova recensione!

54541829. sy475 Titolo
Tenebre e ossa
Titolo originale
Shadow and Bone
Autore
Leigh Bardugo
Traduzione
R. Verde
Saga
The Shadow and Bone Trilogy #1
Editore
Mondadori
Pubblicazione
Ottobre 2020 
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato

Cartaceo (17,90€) ~ Digitale (9,99€)
Pagine

240
Acquisto
Sito editore 

Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro.

L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei.
Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente.
Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

Alina Starkov è un’orfana della Faglia d’Ombra, quella immensa e oscura zona morta che divide in due il regno di Ravka da secoli, e cresce in uno sperduto orfanotrofio insieme all’amico Mal, anche lui orfano e come Alina destinato a non avere mai una vera casa, se non nella compagnia l’uno dell’altra. Neppure quando, ormai cresciuti, servono entrambi nel Primo Esercito del re, lei come mappatrice e Mal come tracciatore, capace cioè di orientarsi ovunque e di trovare qualunque cosa.
I loro giorni trascorrono abbastanza sereni, almeno finché non vengono entrambi destinati a una missione attraverso il NonMare, come viene chiamata la Faglia, ed entrambi si trovano a contemplare la possibilità di non sopravvivere se qualcosa dovesse andare storto.

«Guardami.» Mi costrinsi a sollevare gli occhi nei suoi. «So che sei spaventata. Lo sono anch’io. Ma affronteremo questa cosa, e ce la caveremo. Ce la caviamo sempre. Okay?» Sorrise, e io sentii il cuore palpitare forte nel mio petto.

Perché in quell’oscurità si nascondo i volcra, mostruosi esseri alati che non risparmiano nemmeno la spedizione a cui partecipano Alina e Mal. A nulla serve l’intervento dei Grisha, membri del Secondo Esercito e capaci di praticare la piccola scienza (abilità legate al controllo degli elementi e della materia), ma quando i due giovani si ritrovano alla mercé di un volcra, la fine ormai vicina, accade qualcosa di impensabile: la Faglia d’Ombra viene attraversata dalla luce.
Scampata per miracolo alla fine, tuttavia, Alina si ritrova in arresto quando la spedizione riemerge dall’oscurità, senza sapere per quale ragione venga portata al cospetto dell’Oscuro, generale del Secondo Esercito e capo dei Grisha, un uomo tanto bello e giovane quanto pericoloso. Ma non per Alina, no, perché se lui possiede il dono delle tenebre, a lei, come raccontano i sopravvissuti, è stata data la luce del sole. Dopo secoli passati ad attendere un Grisha capace di distruggere la Faglia, ecco che lei diventa la risposta a tanti problemi, soprattutto grazie al suo essere una Evocaluce, una Grisha, anche se Alina non ne aveva affatto idea. 

«Solo io e te» disse Mal.
«Davvero?»
«Siamo sempre solo io e te, Alina.»

Separata dall’esercito, e da uno sconvolto Mal, Alina viene portata a Os Alta, sede del palazzo d’inverno del re e del Piccolo Palazzo, casa e fortezza dei Grisha dove vivono e vengono istruiti sotto l’attenta guida dell’Oscuro e di Baghra, una vecchia arcigna ma decisa ad accrescere il potere di Alina.
Ma se all’inizio essere una Grisha è qualcosa di inconcepibile, dopo mesi di addestramento fisico e di studio della teoria Grisha, mesi in cui l’assenza e il silenzio di Mal finiscono per spezzarle il cuore, Alina riesce finalmente ad accettare se stessa, grazie soprattutto all’ammaliante figura dell’Oscuro, così distante da tutti ma certo di aver trovato in Alina una risposta alle sue preghiere, alla speranza di proteggere i Grisha e salvare Ravka. O almeno così sembra.

Io non ero nessuno, ero una rifugiata di un villaggio senza nome, una ragazza ossuta e sgraziata che sfrecciava sola e fuori controllo un’oscurità sempre più fitta più fitta. Ma quando l’Oscuro aveva chiuso le dita attorno al mio polso, mi ero sentita diversa, qualcosa di più.

Tenebre e ossa apre la trilogia inaugurale del Grishaverse descrivendo un mondo fantastico davvero intrigante per le sue particolarità ma anche tanto, davvero tanto, vicino a quello che è il mondo dell’Impero Russo ottocentesco, dalla scelta dei nomi al vestiario, fino all’ambientazione. È un mondo complesso, con una gerarchia precisa che tuttavia non risulta affatto difficile da comprendere perché in questo primo volume viene presentato in tutte le sue caratteristiche e permette di godere della narrazione senza sentirsi troppo spaesati.
A narrare cosa succede è la protagonista, Alina Starkov, ed il suo punto di vista che trasporta alla scoperta del mondo Grisha, delle origini della Faglia e di come la sua comparsa segni un cambiamento importante anche nella vita e nei piani dell’Oscuro. La storia di Alina è il racconto di crescita di un’orfana che cerca il proprio posto nel mondo, che cerca una casa e la sicurezza, una serie di trasformazioni che riesce a portare avanti grazie alla permanenza nel Piccolo Palazzo, all’amicizia con la Plasmaforme Genya e alla stima, all’adorazione in verità, nei confronti dell’Oscuro. Trasformazioni che però Alina deve dimostrare di aver davvero compreso quando la verità le porta via tutto ciò che credeva di avere e che invece la teneva solo nella più profonda oscurità.

Ero stata troppo impegnata a immaginarmi al suo fianco, la salvatrice di Ravka, la più adorata, la più desiderata, una specie di regina. Gli avevo reso tutto così facile.

Arrivo alla lettura del libro dopo aver visto la serie tv (lo sapete e… ok, lo so che non si fa!), quindi già conoscevo la trama e come tutto sarebbe andato a finire. Mi è piaciuto però lo stesso immergermi nella lettura perché mi ha permesso di scoprire tanti dettagli del Grishaverse che nella serie erano più visivi e quindi difficili da apprezzare. C’è anche il rapporto profondo tra Alina e Mal ad avermi stregata, e in effetti è stata una vera e propria scoperta assai gradita.
L’aspetto che più mi ha, non delusa, ma lasciata con la sensazione e la voglia di saperne di più è la narrazione in prima persona di Alina, quel soffermarsi solo sugli eventi che accadono a lei, mentre di Mal si apprende in seguito. Questa mancanza nasce dalla serie di Netflix, che non solo narra le vite dei due ragazzi in parallelo, ma si concentra anche se personaggi paralleli (quelli che saranno i Corvi), aggiungendo un po’ di brio in più alle vicende che vedono come protagonista l’Evocaluce.

kjh

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