[Recensione] “Re senza dio” di Bernard Cornwell

Buongiorno e buon lunedì!

Allora, come sono andate le feste? Avete passato bene Natale e Santo Stefano? Io sono sinceramente un po’ provata, ma oggi mi distendo un po’ parlando di guerre e conquiste nell’Inghilterra del IX secolo! Torno a raccontarvi la storia di Uhtred di Bebbanburg!

43688945. sx318 Titolo
Re senza Dio
Titolo originale
The Pagan Lord
Autore
Bernard Cornwell
Traduzione
S. Caraffini & D. Cerruti Pini
Saga
Le storie dei re sassoni #7
Editore
TEA
Pubblicazione
Ottobre 2018
Genere
Storico
Formato

Cartaceo (9,50€) ~ Digitale (5,99€)
Pagine

361
Acquisto
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Nono secolo dopo Cristo. Dopo la morte di re Alfredo il Grande, lo scettro è passato al figlio Edoardo, e nella Terra degli Angli sembra regnare la pace: a nord dominano i danesi, a sud i sassoni. Ma una così lunga quiete, che troppo spesso consente ai più timorosi e irresoluti di comandare, mette a dura prova l’animo dei veri guerrieri. Tra loro c’è Uhtred, uno dei più famosi uomini d’arme del defunto sovrano, soldato sassone cresciuto tra i vichinghi. Malvisto dai consiglieri del nuovo re e ormai caduto in disgrazia, viene bandito dal regno in occasione di uno sconsiderato scoppio di rabbia. Respinto tanto dai cristiani quanto dai pagani, Uhtred parte per il nord con i pochi uomini che gli sono rimasti fedeli, per compiere una temeraria impresa: riconquistare Bebbanburg, la più inespugnabile fortezza della Terra degli Angli, che da generazioni apparteneva alla sua famiglia. Intanto quella pace, che in realtà è solo apparente, comincia a incrinarsi. Cnut Spadone, il più temuto e crudele dei signori danesi, vuole vendicare il rapimento della moglie e del suo erede: tutti i regni della Terra degli Angli vengono così coinvolti in una sanguinosa guerra che dovrà decidere le sorti dell’isola. E toccherà a Uhtred, e al suo minuscolo esercito di reietti, fare in modo che la battaglia finale avvenga nel luogo e nel momento da lui scelti.

Il regno del Wessex è in pace da anni con i danesi e Uhtred è sempre più un Lord della Mercia, proprietario di un angolo di terra forse non troppo prospero ma felice e tutto sommato in buone condizioni. Ma per il condottiero sassone dal cuore pagano arriva una notizia tremenda: il suo primogenito, Uhtred, sta per prendere i voti, lui che grazie a re Alfredo è stato cresciuto tra i religiosi insieme a sua sorella e al fratello minore. Ma per il forte guerriero che lui diventi prete è uno smacco non da poco ed è disposto a tutto pur di impedirlo, anche a irrompere nel monastero dove vive per trasformarlo nel guerriero che desidererebbe avere come figlio.
Ma nulla va come previsto, e dopo la morte di un religioso e l’aver ripudiato il suo primogenito, Uhtred si ritrova cacciato dalla Mercia in seguito alla distruzione dei suoi possedimenti. Ma se in Mercia non gli resta più nulla, allora non gli resta che fare ritorno nella terra che da tempo aspretta di riconquistare: Bebbanburg.

In un mondo in cui regnano la morte, il tradimento e l’infelicità, a vincere sono i cristiani.

Tuttavia la conquista della fortezza non è tanto semplice, perché nessuno è mai riuscito a espugnarla. Ma Uhtred conosce la sua casa e dopo essere giunto in Northumbria con i suoi uomini e aver pianificato come avvicinarsi ai territori sotto il dominio dello zio Ælfric, avvicinarsi a recuperare ciò che per diritto di nascita è suo sembra quasi fattibile. Quasi. Perché lo zio lo attende e insieme al figlio e al nipote – entrambi chiamati Uhtred – lo mettono alle strette, tanto da permettergli di salvarsi la vita solo grazie all’uccisione del vecchio usurpatore e all’aver preso in ostaggio moglie ed erede del nuovo (finto) signore di Bebbanburg. Costretto a fuggire, Uhtred, con il figlio, i suoi uomini e i prigionieri, riprende la propria strada e questa lo porta di nuovo in Mercia, dove venti di guerra rischiano di mettere in pericolo la vita della sua adorata Æthelflaed.
Minacciati da Cnut Spadone e da una nuova ondata di danesi, i territori del Wessex e della Mercia si ritrovano a lottare tra nemici interni ed esterni, mentre Uhtred si ritrova coinvolto in un intrigo che mira a incastrarlo e screditarlo, lui che è la spada del Wessex.

Per quanto ne sapevo, la lunga pace durava ancora e il caos che immaginavo non esisteva, ma l’istinto mi diceva tutt’altro. Ed esso cos’è, se non la voce degli dei?

La storia di come i diversi regni inglesi sono arrivati a unificarsi giunge a un punto cruciale, il 911 dopo Cristo, anno in cui Æthelred di Mercia viene ferito in modo molto grave e sua moglie assume un vero ruolo di comando nel regno che tanto la preoccupa e che è diventato la sua nuova casa.
Re senza Dio comincia a mostrare la “vecchiaia” di Uhtred, il suo essere sempre più vecchio della maggior parte delle persone che combattono per la sopravvivenza dei regni degli Angli, a mostrare dubbi e confusione di un personaggio che ha perso tutto e che potrebbe perdere anche la vita.
Un romanzo, questo, attraverso il quale Bernard Cornwell mostra tutta l’incertezza di un singolo individuo, ma anche dei regni che a quel tempo stanno ancora cercando di mostrarsi in tutta la loro potenza e di emergere dalle nebbie della Storia.

Con il libro di domani chiudo con i volumi dedicati alle storie dei re sassoni che fanno parte della mia lista per Libera Lo Scaffale, ma è una serie che continuerò di certo l’anno prossimo!

A domani,
Federica 💋

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