[Recensione] “Il trono senza re” di Bernard Cornwell

Buongiorno 😊

Avrei voluto pubblicare ieri la recensione ma le feste mi hanno un po’ rallentata! Accidenti proprio adesso che la storia di Uhtred di Bebbanburg arriva a un punto di svolta. Comunque, oggi vi porto scoprire l’ottavo volume della serie di The Last Kingdom!

46125966. sx318 Titolo
Il trono senza re
Titolo originale
The Empty Throne
Autore
Bernard Cornwell
Traduzione
D. Cerruti Pini
Saga
Le storie dei re sassoni #8
Editore
TEA
Pubblicazione
Ottobre 2018
Genere
Storico
Formato

Cartaceo (9,50€) ~ Digitale (9,99€)
Pagine

388
Acquisto
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Inizi del X secolo. Le forze dei regni di Wessex e Mercia si sono unite per sconfiggere i danesi, ma i regni della Gran Bretagna continuano a essere minacciati dall’instabilità e dalle pressioni dei vichinghi. Quando Æthelred, signore di Mercia, muore senza lasciare eredi, il trono vacante è l’ideale per scatenare rivalità sopite, mentre nuovi nemici si avvicinano dalle frontiere del Nord. I sassoni avrebbero un disperato bisogno di una guida forte, invece continuano a lottare per un trono abbandonato.
Uhtred di Bebbanburg, il più grande guerriero della Mercia, appoggia Æthelflaed, la consorte di Æthelred, come legittima erede al trono, perché sa che anche lei crede nel sogno di un unico regno di Inghilterra. Ma i nobili accetteranno che sia una donna a prendere il potere, anche se è la vedova di Æthelred e la sorella del re di Wessex?

Il signore della Mercia è in punto di morte, ferito gravemente durante la battaglia di Tettenhall contro il danese Cnut, mentre Uhtred lotta contro una ferita che fatica a guarire e che sembra portare il signore della guerra più forte tra i sassoni a un passo dalla sua stessa fine. Ferito infatti dall’arma di Cnut, Uhtred fatica a recuperare le forze perché, secondo una credenza tanto pagana quanto cristiana, la spada sarebbe lo strumento che ha scagliato su di lui un maleficio, il cui scopo è uccidere il paladino dei sassoni, ed è anche la sola che può guarirlo.
Ma mentre lui lotta contro la propria precaria salute, il cugino Æthelred vede la sua scivolargli via, arrivando a morire nel 911 dopo Cristo.
La sua scomparsa mette in subbuglio la Mercia e il Wessex, spinge gli aldermanni alla ricerca di un successore capace di tenere uniti i regni ma anche di non diventare un pupazzo nelle mani di re Edoardo. Tra intrighi, giovani ambiziosi e disposti a tutto pur di mettere le mani sul potere del re, è Uhtred a vedere in modo chiaro chi deve governare in Mercia ed è disposto a tutto per realizzare il suo piano.

«E chi la governerebbe meglio? Il tuo fratellastro o la tua sorellastra?»insistetti.
Lui rimase in silenzio per un po’, ma alla fine la sua innata sincerità gli fece ammettere: «Æthelflaed».
«Sarà lei a governare»

Diviso a metà tra la ricerca della spada di Cnut e il tentativo di far sedere Æthelflaed sul trono di Mercia, Uhtred si adopera per far crescere anche un secondo personaggio che sarà fondamentale per la costruzione dell’Inghilterra: Æthelstsan, figlio primogenito di Edoardo, considerato illegittimo ma in realtà vero erede al trono del Wessex, un ragazzino intraprendente che dimostra già tutte le caratteristiche del buon sovrano che potrebbe essere chiamato a essere (e che sarà in quanto è il primo re a governare su tutti i territori inglesi unificati).
Il trono senza re è l’ottavo volume della serie di Bernard Cornwell e segue un momento cardine che ha fatto la storia, cioè l’elezione di Æthelflaed a signora della Mercia grazie al suo attaccamento ai territori e alla popolazione. La figlia di Alfredo del Wessex si scopre in questo volume come un’abile condottiera, il cui carattere forte permette a Cornwell di dare lustro a lei e, insieme, alle figure femminili della Storia, rendendole partecipi attive degli eventi anche quando le cronache del tempo riportano solo una visione degli eventi maschilista e orientata verso il punto di vista cristiano.

«Inizi con le mosse più facili, quindi», commentai. «Con la giustizia è lo stesso. La decisione che hai preso era facile ed è per questo che ho permesso a te di formulare il verdetto.»
Mi guardò accigliato. «Facile? Decidere di togliere la vita a un uomo? Anzi, a cinque?»
«Erano traditori e reietti. Sarebbero morti in ogni caso, qualunque decisione tu avessi preso.»

È una lettura più “tranquilla” delle altre, con meno battaglie, e forse per questo si legge con più velocità degli altri volumi, ma dimostra comunque la stessa attenzione ai dettagli verso i termini specifici della guerra e di ciò che a essa si collega, a cui aggiunge quel pizzico di umanità e di normalità che la Storia e i grandi eventi del passato di norma non hanno.
Giocando con gli angoli bui del passato, con ciò che non è stato tramandato, Bernard Cornwell mescola personaggi reali e immaginari per ricostruire un ambiente che sa di quotidianità mentre racconta di coloro che hanno reso grande onore sia ai regni sassoni sia a quelli danesi, entrambi protagonisti della storia inglese.

Questo è, per ora, l’ultimo libro che possiedo della serie, ma presto recupererò anche gli ultimi quattro per sapere come andrà a finire la storia di questo guerriero northumbro!

Federica 💋

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