[Recensione] “Seduzione deliziosa” di Tara Sivec

Buongiorno lettori e buon mercoledì!

La recensione di oggi riguarda uno dei libri che fanno parte della mia lista di #MyLiberaLoScaffale2021 e devo dirvi che è stata una rivelazione!

20631176Titolo
Tentazione deliziosa
Titolo originale
Seduction and Snacks
Autore
Tara Sivec
Traduzione
V. Valentinuzzi
Saga
Chocolate Lovers #1
Editore
Leggereditore
Pubblicazione
2014
Genere
Romance
Formato

Cartaceo (5€) ~ Digitale (4,99€)
Pagine

290
Acquisto
Amazon

Claire è una mamma single: fa la barista e aiuta la sua migliore amica a vendere sex toy, ma spera di riuscire presto a mettere su una pasticceria tutta sua per dare un futuro migliore al suo pestifero figlioletto, frutto di una notte d’amore con uno sconosciuto durante una festa universitaria. Era stata proprio lei a scappare la mattina dopo, senza lasciargli neppure il nome, perché il suo obiettivo era solo perdere la verginità… ma non rimanere incinta! Il “donatore di sperma” era stato impossibile da rintracciare, fino a quando, cinque anni dopo, Claire lo riconosce seduto proprio al bancone del suo bar: cosa fare adesso (a parte lasciarsi cadere dalle mani un vassoio pieno di ordinazioni)? Questa volta Claire ha tutte le intenzioni di farsi ricordare. E non importa se di mezzo c’è il riconoscimento di una paternità, smagliature post-gravidanza e ingestibili crisi di panico… Anche una storia così può finire con un “e vissero felici e contenti”: basta forzare un po’ la mano al destino e puntare sul profumo del cioccolato.

Claire Morris non è mai stata un’amante dei bambini, proprio per nulla. Quei piccoli esserini che piangono, ti deformano il corpo e risucchiano la tua vita fino all’esaurimento per lei sono un vero e proprio incubo, anzi, sono un mondo parallelo in cui mai e poi mai metterà piede.
Purtroppo però, basta una sola notte con un ragazzo incredibilmente carino – e anche tanto nerd – per mettere il bastone tra le ruote a tutte le sue certezze. Tanto alcol, una passione travolgente seguita da una fuga improvvisata la mattina successiva e due mesi dopo ecco che Claire si ritrova incinta a soli vent’anni.

La semplice verità è questa: non ho mai pensato che spingere fuori dal mio corpo un piccolo essere umano – e vedere la mia vagina trasformarsi in una specie di panino al roast beef che nessun altro uomo vorrebbe guardare, figuriamoci scopare – fosse una prospettiva fantastica. Fine della storia.

Mollato il college e passati cinque anni, Claire è una mamma single che fa la barista a Butler, sua città natale, mentre cresce quella trottola iperattiva e chiacchierona che è suo figlio Gavin, aiutata da suo padre George e dalla sua migliore amica Liz. Del ragazzo che l’ha messa incinta non ha più trovato traccia, anche se lo ha cercato a lungo e continua a rivederlo tutti i giorni negli occhi di suo figlio, azzurri come quelli dello sconosciuto che le ha cambiato la vita. Almeno finché non se lo ritrova davanti nel bar dove lavora.
Carter Ellis ha passato cinque anni a pensare a una donna di cui non ricorda niente se non che profumava di cioccolato. Reduce una relazione disastrosa, viene trasferito dall’azienda nella sede di Butler con il suo migliore amico Drew e l’arrivo in questa città lo mette davanti alla prima vera donna capace di distrarlo dal ricordo di quella sconosciuta.
Claire adesso deve decidere se raccontare al padre di suo figlio la verità e le sue conseguenze, il tutto mentre tra loro rinasce la stessa chimica di quella sera e lei e Liz si adoperano per ricreare il sogno di un tempo, quello di aprire e gestire un’attività insieme e che comprenda le meravigliose creazioni al cioccolato preparate da Claire.

I soldi non comprano la felicità… ma possono comprare il cioccolato, che è più o meno la stessa cosa.

Tra imprevisti, citazioni a non finire e imbarazzanti presentazioni di sex toy per signore (secondo voi che attività ha scelto Liz? 😉) la storia d’amore tra Claire e Carter è un concentrato di risate. Ho riso davvero a più non posso leggendo Seduzione deliziosa, sia perché i due protagonisti sono davvero divertenti, sia perché lo sono tutti i personaggi che fanno loro da supporto e da spalla. Liz e il suo compagno Jim, Drew e Jenny, ma anche George (il padre di Claire) e lo stesso Gavin, rendono questa lettura un vero e proprio spasso.
Claire, questa mamma tenace e fragile allo stesso tempo, passa tutto il tempo a resistere alla tentazione di non vendere il figlio (geniale!) e a dimostrare invece quanto amore nutra nei suoi confronti, un amore che le fa fare di tutto e che viene presto convogliato anche verso Carter, mentre lavora per aprire il proprio negozio ed essere ancor più indipendente. E lo stesso fa lui, Carter, inserendosi nel rapporto con suo figlio in modo naturale, semplice e anche molto divertente.

«Perché mi piaci. E mamma dice che è bello fare felici gli altri. Io ti voglio fare felice.»

Come avrete ormai capito, la chiave di Seduzione deliziosa è il divertimento, con battute continue e situazioni da pazzi che non possono non strappare una risata (o anche due o tre), ma che hanno al centro di tutto i sentimenti.
Lo stile, da questo punto di vista, aiuta tanto a rendere la lettura efficace e scorrevole, dove i punti di vista alternati di Claire e Carter fanno battere forte il cuore mentre si ritrovano e creano qualcosa di speciale insieme, e dove è anche il loro rapporto con Gavin a rendere il tutto più speciale. Insomma, Seduzione deliziosa è stata una lettura perfetta sotto quasi tutti i punti di vista (in qualche punto infatti, il passaggio da Carter a Claire – e viceversa – non è netto e si fa un po’ fatica a capire chi è la voce narrante in quel momento), la leggera e tenera di cui avevo proprio bisogno.

Di questa serie, prima di scoprire che fosse tale, avevo già acquistato il secondo e adesso sono curiosissima di andarlo a leggere!

Conoscete questa autrice? Qual è l’ultimo libro che vi ha fatto ridere a ogni pagina?

Federica 💋

[Recensione] “La fattoria degli animali” di George Orwell

Buongiorno e buon inizio settimana 😊

Oggi è un grande giorno di ripartenze e si spera non si chiuda più! Ma è anche il giorno in cui vi propongo la recensione di un grande classico che, stranamente, ancora non avevo letto!

49132192. sy475 Titolo
La fattoria degli animali
Titolo originale
Animal Farm
Autore
George Orwell
Traduzione
M. Mari
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Cult
Pubblicazione
Novembre 2019 (1945)
Genere
Narrativa
Formato

Cartaceo (6,65€) ~ Digitale (0,99€)
Pagine

113
Acquisto
Sito editore

Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza….

Nella fattoria padronale, il vecchio Maggiore ha fatto un sogno e prima di morire ha deciso di condividerlo con tutti gli altri animali, lui che, dall’alto della propria saggezza, sa riconoscere i segnali e il loro significato più importante.
E il sogno ha predetto un cambiamento epocale: arriverà il giorno in cui saranno gli animali a governare la fattoria e loro stessi; il giogo dell’uomo, del padrone su due zampe, sarà spezzato e tutti gli animali saranno davvero uguali. 

Il vecchio Maggiore (come veniva abitualmente chiamato, anche se il nome con cui aveva partecipato ai concorsi era La Beltà di Willingdon) godeva di una reputazione così alta nella fattoria, che pur di ascoltare cos’aveva da dire chiunque era pronto a perdere un’ora di sonno.

Morto il Maggiore l’aria di cambiamento imperversa nella fattoria e tutti gli animali, guidati dai tre intrepidi compagni maiali ed eredi della corrente di pensiero del Maggiore, attuano la rivoluzione contro il potere del padrone umano e, al grido di sette regole e di un canto di liberazione, assumono il controllo di ciò per cui prima venivano solo sfruttati. Lavoro e prodotto ora appartengono a tutti e tutti ne usufruiscono in egual misura… Be’, all’incirca, perché ai maiali, gruppo colto e in grado di leggere e scrivere, è dovuto qualcosina in più. In fondo, si impegnano tanto per portare avanti il sogno (divenuto realtà) della Fattoria degli Animali.
Scritto negli ultimi anni di guerra e pubblicato subito dopo la sua fine, La fattoria degli animali (Animal Farm in originale) è un’analisi critica e lucida del socialismo russo, dalla sua origine al declino che Orwell vedeva nella gestione di Stalin in quegli anni. Tradotti in diverse classi di animali, le figure del socialismo vengono illustrate tra pregi e difetti, in una satira che raccoglie gli eventi più significativi della storia del movimento socio-culturale e politico e li trasforma in guerre e rivolte animalesche, senza per questo snaturarne il valore e la portata.

Che fare, allora? Ecco: lavorare giorno e notte, anima e corpo, per abbattere la razza umana! È questo il mio messaggio per voi, compagni: Rivoluzione!

Lo stile di Orwell non è leggero, né lo è l’argomento che affronta in poco più di cento pagine, e a volte la lettura scorre lenta. Si fa fatica a cogliere tutti i riferimenti storici e culturali, li si riesce a comprendere solo dopo aver messo in pausa la lettura e averli cercati, arrivando ad avere un’idea della portata della critica che Orwell muove solo in seguito.
È un romanzo breve, quasi una favola con un messaggio nascosto, che però richiede tempo, sia pre essere letto, sia per essere apprezzato fino in fondo. Una lettura forse non per tutti, ma un’allegoria di un intero sistema di valori, nato nel segno dell’uguaglianza tra tutti e giunto all’uguaglianza con il precedente potere.

Devo dire di essere rimasta molto sorpresa da questa lettura, soprattutto considerato quanto è stata scritta! Voi lo avete letto? Quali Classici ancora non avete affrontato? Il mio, uno tra i tanti, è Anna Karenina!

Passate una buona giornata
Federica 💋

[Recensione] “Questo oscuro duetto” di Victoria Schwab

Buongiorno e buon martedì!

Questa settimana vi porto a scoprire i mostri che si nascondono nell’universo creato da Victoria Schwab con la recensione secondo volume della duologia Monsters of Verity!

39669821. sy475 Titolo
Questo oscuro duetto
Titolo originale
Our Dark Duet
Autore
Victoria Schwab
Traduzione
R. Serrai
Saga
Monsters of Verity
Editore
Giunti
Anno
2020
Genere
Distopico, fantasy
Formato

Cartaceo (14€) ~ Digitale (8,99€)
Pagine

400
Acquisto
Giunti al punto

Kate Harker vive a Property e combatte i mostri; August Flynn vive a Verity e combatte i mostri. Ma le loro strade sono destinate a incontrarsi di nuovo.Kate dovrà ritornare a Verity; August dovrà lasciarla tornare. E una nuova minaccia è in agguato, un mostro che si nutre di caos ed è capace di far emergere il lato oscuro delle sue vittime.Cosa sarà più difficile fronteggiare: i mostri che incontreranno sulla loro strada o quelli nascosti nel loro cuore?Dopo Questo canto selvaggio, Victoria Schwab mette la parola fine a una storia originale e fuori dal comune, tra strade infestate da mostri, intrighi e giochi di potere. 

Sei mesi dopo aver lasciato Verity, Kate Harker dà la caccia ai mostri che si nascondono a Prosperity, una città che sembra normale, ma la cui malvagità si cela nell’ombra e in essa cresce, come un parassita. Dopo essere scappata da una città in pericolo, lotta per aiutare i Guardiani, un gruppo di giovani che sa leggere cosa si cela davvero dietro a degli omicidi che la polizia non riesce a risolvere.
V-City, invece, è immersa nel caos dopo la caduta di Harker, con le zone di North e South contese tra i nostri guidati dal Malchai Sloan e la FTF di Henry Flynn, dove è August a guidare le squadre che accolgono i profughi e a dara la caccia a Corsai e Malchai, degno sostituto di suo fratello Leo.

Se i peccati di Verity erano come coltelli, rapidi e brutali, quelli di Prosperity somigliavano a un veleno. Lento, insidioso, ma altrettanto letale.

Ma mentre Kate e August lottano per liberare le rispettive città dai mostri pericolosi e lasciano da parte chi erano per diventare una versione distaccata di loro stessi, entrambi ripensano a quanto sono stati vicini e a come la loro vita sia cambiata dopo essersi conosciuti. Negli occhi l’uno dell’altra erano solo Kate e August, due ragazzi in fuga da loro stessi e dai mostri che li perseguitavano, umani e non.
Il destino, però, ha in serbo per loro ancora dell’altro e quando Kate affronta un tipo di mostro mai visto prima, uno che mette le persone le une contro le altre e si nutre della violenza generata dalle loro azioni, stabilisce con la creatura un legame. E le mostra che genere di città sia Verity: una in cui poter crescere solo accendendo la miccia della violenza che già vi abita.
Dopo sei mesi in cui hanno solo potuto pensare a cosa avevano perso nel salutarsi, August e Kate si ritrovano a Verity, accomunati dalla caccia al Divoratore di Caos. E dalla vendetta che Sloan vuole ottenere su di loro insieme ad Alice, la Malchai nata dal crimine di Kate.

Era questa la cosa più bizzarra. Aveva visto il peggio di August. Lo aveva visto passare dalla fame, al malessere, alla follia, all’oscurità. Lo aveva visto bruciare. Lo aveva visto uccidere.

Torno a leggere di Kate e August dopo un paio d’anni da quando mi sono innamorata di Questo canto selvaggio e ritrovarli in Questo oscuro duetto è una sorpresa e una tristezza infinita. In questo volume, infatti, si chiude il cerchio di eventi che ha sconvolto Verity e si mette la parola fine alla guerra civile che l’ha scossa per diversi anni, arrivando a segnare i destini dei due personaggi in modo definitivo. Dopo sei mesi trascorsi a raccogliere anime come avrebbe fatto Leo, che con Sloan voleva assumere il controllo della città, il Sunai (quel mostro nato da un massacro di innocenti e che si ciba delle anime di coloro che hanno commesso un omicidio) August è l’ombra del ragazzino conosciuto da Kate, colui che avrebbe preferito bruciare piuttosto che cedere all’oscurità, e guida con una determinazione di ferro la propria squadra nella FTF, smarrendo però anche il suo vero io per strada.
Kate, invece, è forse ancora di più una giovane isolata e determinata a restare sola, anche se a Prosperity si è creata degli amici che tengono a lei e che, quando torna a Verity, vorrebbe poter rivedere. Sa che non c’è spazio per i sentimenti in quel mondo, eppure la nuova versione di August la spinge a pungolarlo, a dargli il tormento per ritrovare chi è davvero e insieme a riconquistare una persona per lei importante, un amico e forse qualcosa di molto più, proprio come la vede anche August.

E vide Kate.
Era seduta da sola, in fondo alla stanza, la testa china su un tablet, e August non sapeva se era un déjà vu del suo primo giorno alla Colton, o del fatto che lei era l’unico punto fermo in mezzo a una tempesta, oppure che era Kate Harker, e ovunque andasse portava con sé il proprio centro di gravità.

A parte l’insofferenza per il cambio di formato e di copertine tra un volume e l’altro, la duologia che si chiude con Questo oscuro duetto mette con questo volume ancora di più l’accento sulla differenza tra mostro e umano e come il confine tra i due sia estremamente sottile, se non inesistente. Kate e August regalano emozioni e riflessioni a non finire, e anche se il finale è di quelli difficili da digerire e accettare, la poesia che avvolge i due protagonisti lo rende emotivamente importante e provante, da lacrime assicurate! Una conclusione non scontata ma giusta, per una storia che non sarebbe potuta finire in nessun altro modo.

Devo ammettere che mi mancheranno questi personaggi! Voi avete letto qualcosa di quest’autrice? L’altra sua serie famosa è quella di Magic (amata anche quella)! Impressioni? 

Fatemi sapere
Federica
💋

[Recensione] “Heir of Fury” di Jina S. Bazzar

Buongiorno lettori e buon lunedì!

Dopo avervi portato a conoscere il primo e il secondo volume, oggi torno a proporvi una lettura in English con il terzo e ultimo libro della serie di Jina S. Bazzar dedicata alle creature del piccolo popolo e del fantasy!

44450681. sy475 Titolo
Heir of Fury
Autore
Jina S. Bazzar
Saga
The Roxanne Fosch Files
Editore
Next Chapter
Pubblicazione
2020
Genere
Urban Fantasy, Romance
Formato

Cartaceo (14,15€) ~ Digitale (2,99€)
Pagine

465
Acquisto
Amazon

Three years has passed since Roxanne left. She’s obeyed and fulfilled Remo’s every wish.
His latest command, however, will send her back to Earth. Aware her presence Earth-side is furthering Remo’s plans, Roxanne delves into an impossible chase against time, the preternatural community, and herself.
But she might already be too late, and Roxanne experiences firsthand that when desperate people are pressed against a rock, they’re willing to commit just about anything.

Roxanne è diventata il familio di Remo Drammen, deve eseguire ogni suo ordine e ora non c’è niente e nessuno che lo possa fermare, né che metta fine al suo piano di conquistare l’universo tramite il portale che collega la sua dimensione con il resto dei mondi conosciuti.
Perché Roxanne Fosch, metà Fata (meglio Fae, per prendere in prestito il termine usato per i personaggi della Maas) e metà umana, ma anche fatta di stelle, identica quindi a Remo e Zantry Akinzo, era la sola a poter assorbire l’energia del portale e quindi a poterlo chiudere. E adesso, per lei sono passati tre anni, un periodo lunghissimo in cui il suo padrone le ha ordinato di compiere di tutto, ogni genere di azione riprovevole per portare a termine il suo piano.

There’s a vast place between black and white, good and evil. It’s a distinct line, easily recognizable. But in the vast of the gray, where the edges are often blurred, there are no lines. Good can be found in evil, the same time evil can be found in good.

Ma se per lei sono passati tre anni, nascosta nel covo di Drammen, sulla Terra il tempo è passato diversamente e quando il suo padrone le ordina di farvi ritorno, per procurargli i corpi necessari a ospitare coloro che vuole far passare attraverso il portale, Roxanne scopre che si è assentata solo tre per tre settimane, in cui Zantry, che l’ha reclamata come membro del proprio clan per non abbandonarla a se stessa, è rimasto ad aspettarla nel suo appartamento.
Rientrare però non è facile, perché tutti gli esseri soprannaturali si aspettano un resoconto, soprattutto i Cacciatori per cui lavora. Ma, per quanto sembri strano, è esattamente ciò che Remo vuole: deve raccontare ogni cosa, tranne dire loro che le ha ordinato di parlare. Tra confessioni e una fiducia davvero precaria, Roxanne deve destreggiarsi tra tutte le parti in gioco, tenendo a mente che la sua missione personale è tenere lontano dalle grinfie di Remo tutti coloro che ama, anche se sembra essere estremamente difficile.

Logan surprised me by taking a step forward, his eyes gleaming with determination.
“Mr. Drammen may have the power to force you to his will, but he can’t change who you are unless you allow him to. As long as you keep fighting for yourself, he will never truly own you.”

Con la certezza che, anche dicendo la verità, nessuno si fiderà mai di lei, Roxanne si riconferma una protagonista testarda e in gamba abbastanza per cavarsela da sola, capace di portare avanti una missione pericolosa per tenere al sicuro chi conta per lei. La bellezza del personaggio è che non ha la pretesa di fare l’eroina, anzi; potendo Roxanne sceglierebbe di scappare con chi le sta a cuore e basta, ma non lo può fare, non lei almeno, e allora le basta allontanare gli altri da Remo.
Ad affiancarla c’è Zantry Akinzo, bellissimo e altro sopravvissuto del trio di essere speciali formato da Remo, Zantry e Arianna, la madre di Roxanne, che si sente responsabile per la sua condizione di familio oltre che per la sua stessa incolumità, complici dei sentimenti che ormai non riesce più a nascondere. Né ci riesce Roxanne, soprattutto quando appare chiaro che Remo, per portare a termine il suo piano, avrà bisogno di sfruttare appieno il suo potere su Roxanne.

He was it, the dream I never knew I had, the glue to the pieces that had shattered inside me. He filled me with his love, our love, brought light to the darkest part of me, murmured words that reached into my soul, awakened what I didn’t know had been dead. I was awake, eyes open wide, yet it was like a wonderful dream, a miracle that belonged to me alone.

Heir of Fury chiude la trilogia fantasy e sci-fi con tante rivelazioni e scontri, in un susseguirsi di colpi di scena che un po’ fa perdere il filo vero della narrazione di fondo, come anche la vera natura del legame che avvicina la protagonista a Zantry già dal secondo libro.
L’universo sfaccettato creato dall’autrice a volte confonde per la sua complessità nei legami e nelle diramazioni, anche se è ciò che più mi ha affascinata nei tre libri della serie, e questo fa perdere di vista altri aspetti che, se approfonditi meglio, avrebbero potuto dare una svolta all’intera storia, come ad esempio il ruolo e le azioni di Akinzo, che più che un coprotagonista pare un po’ un contorno.

Anche questo era uno dei libri che sono stati nella mia lista To Be Read per un po’ (un 6 mesi, mai quanto quelli che sono lì da anni 😂) ed è la chiusura perfetta per questa trilogia! Una lettura che è stata una piacevole scoperta!

Qual è stato l’ultimo libro che vi ha sorpreso?

Federica 💋

[Recensione] “La Corte di Fiamme e Argento” di Sarah J. Maas

Buongiorno e buon lunedì!

Con la recensione di questo romanzo arrivo un po’ più tardi di quanto avessi voluto, purtroppo causa lavoro! Comunque sia, a quasi un mese dalla sua uscita, vi parlo dell’ultimo volume di Sarah J. Maas edito da Mondadori!

56843872Titolo
La Corte di Fiamme e Argento
Titolo originale
A Court of Silver Flames
Autore
Sarah J. Maas
Traduzione
E. Leonzio & C. Valentini
Saga
A Court of Thorns and Roses #4
Editore
Mondadori
Pubblicazione
Febbraio 2021
Genere
Fantasy, New Adult
Formato

Cartaceo (20,90€) ~ Digitale (11,90€)
Pagine

720
Acquisto
Sito editore

Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all’interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l’orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua.
A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo. Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce.
Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l’ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato.
Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall’incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l’uno nell’altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

Nesta Archeron si è spezzata dopo la guerra con Hybern e per sopportare le conseguenze del conflitto, e anche del potere che ha sottratto al Calderone, ha deciso di allontanarsi da tutto e da tutti, compresa dalla sua famiglia e dalla Corte dei Sogni di Rhys e Feyre, per affogare ciò che la tormenta nell’alcol, nel sesso e nei bagordi più sfrenati.
Lo scopo è stordirsi tanto da dimenticare che niente riporterà mai indietro chi ha perso e che per lei non esiste una possibilità nel mondo Fae, neppure la più piccola speranza.

Non era casa, quel luogo. Così come neanche il suo appartamento lo era stato.
E neppure la bella casa nuova del padre, prima che Hybern la distruggesse. E neanche la capanna o il glorioso maniero prima di essa. Casa era una parola che non conosceva.

Ma a Feyre, dopo aver tanto tollerato quel pessimo comportamento, la situazione non sta più bene. È stanca di vedere sua sorella distruggersi, perciò offre a Nesta una possibilità di scelta, l’ultima: o accetta di abitare nella Casa del Vento e seguire Cassian tra gli Illyrian per allenarsi a combattere, o deve fare ritorno nei territori degli umani, senza poter più ritornare.
La decisione non è che una in realtà, ma la testardaggine della maggiore delle sorelle Archeron rappresenta una vera e propria spina nel fianco per Cassian, lui che non ha fatto altro che gettare ancore di salvezza a colei che, sin dal loro primo incontro, ha rappresentato un punto di svolta nella sua lunga vita da Fae. Ma per il generale Illyrian occuparsi di Nesta è solo uno dei compiti che i suoi Signori Supremi gli hanno affidato. A lui spetta anche trattare con Eris, l’erede della Corte d’Autunno, mentre suo padre Beron trama con le Regine Umane per scatenare una nuova guerra e gettare Prythian nel caos.

Si era tenuto lontano da Nesta per i successivi nove mesi. Molto molto lontano. Era arrivato a tanto così dal commettere uno stupido sbaglio, dal mettere a nudo il proprio cuore e lasciarglielo strappare via dal petto. Era riuscito a stento ad allontanarsi mantenendo un minimo di dignità. Sul suo cadavere lei lo avrebbe fatto di nuovo.

Tra uno spossante addestramento fisico in cima alla Casa del Vento e il lavoro nella Biblioteca, quel santuario dove vengono accolte e protette tutte le femmine che sono sopravvissute a un trauma, Nesta si ritrova a lavorare anche su se stessa, sull’oscurità che la divora e che, davanti a Cassian e alla sacerdotessa Gwyn, ma anche alla femmina Illyrian Emerie, sembra allentare un po’ la presa su di lei, almeno finché il suo legame con il Calderone non la porta ad assistere Cassian e la Corte di Rhys e Feyre nella lotta segreta per mantenere la pace a Prythian, mettendo in pericolo quella stabilità e la precaria sopportazione che si sono instaurate tra lei e chi, come Amren e Rhys, non si fida poi così tanto di lei.
Ma con tre armi potentissime da rintracciare e trovare prima degli altri, Nesta deve scendere a patti con ciò che è accaduto, accettarlo e trasformarsi in colei che Cassian crede possa diventare, magari proprio grazie al rapporto con il coraggioso generale Illyrian e a un antico gruppo di femmine guerriere, le Valchirie.

«È un patto stupido.» Gli occhi di Nesta si ridussero a una fessura sottile. «Pensavo che fossi un generale. Non dovresti essere bravo nei negoziati?»
Cassian sorrise. Almeno non stavano litigando. «Non ho strategie quando si tratta di te.»

Dopo la trilogia di Feyre e il perfetto lieto fine che qui ulteriormente esteso, a Prythian si affacciano nuovi pericoli che la Corte della Notte affronta attraverso i punti di vista di quelli che erano i suoi personaggi secondari. Nato dalla volontà di chiudere anche le storie secondarie nate nei primi tre volumi, La Corte di Fiamme e Argento cambia stile e assetto narrativo per raccontare la prima coppia della Corte dei Sogni. Il narratore è in terza persona, con due punti di vista d’eccezione: Nesta, la sorella più orgogliosa e dura, che rifiuta persino l’amore, delle sorelle e non, per autopunirsi per tutto ciò che ha (e non ha) fatto; e Cassian, il generale che chi disprezza chiama il Signore dei Bastardi, ma che è nobile d’animo, altruista, determinato e sanguigno, abbastanza insistente da convincere anche una femmina testarda come Nesta.
La trama, sempre ben equilibrata e articolata attorno agli intrighi tra queste due nuove fazioni che emergono dopo la guerra, lascia ampio spazio, molto più che nei tre volumi di Feyre, al rapporto sentimentale e fisico tra i suoi protagonisti. Il linguaggio è esplicito e le descrizioni dettagliate, estremamente dettagliate, cosa che non si era vista così tanto tra Rhys e Feyre. Se nei primi tre volumi contava molto anche la narrazione della guerra e l’aspetto più “epico”, qui il romance erotico la fa da padrone (è sì, stavolta è un libro da +18 e non mi aspettavo niente di meno da Cassian!) e scende davvero nei particolari, senza però dimenticarsi i sentimenti per strada. Né un nutrito gruppo di coprotagonisti che rendono questo libro una lettura davvero interessante e una calamita per il lettore.

«È questa la chiave, capisci? Sapere che l’oscurità resterà per sempre, ma che la cosa importante è… scegliere in che modo affrontarla e gestirla. Non lasciare che ti consumi. Concentrati sul bene, sulle cose che ti riempiono di meraviglia.»

Premesso che il comportamento di Nesta post Hybern non me l’ha resa simpatica all’inizio della storia, ero curiosa perché sono fan della ship Nessian (credo di avervelo detto anche alla fine dell’ultimo volume) e speravo in un romanzo del genere per questi due personaggi. Interessante, al di là della scoperta/conferma su quanto fosse meraviglioso Cassian, è tutto il processo di guarigione di Nesta, che passa attraverso la Biblioteca, la Casa che si fa presenza senziente e attiva e il rapporto di amicizia/sorellanza con Gwyn ed Emerie, due femmine che, con lei e l’addestramento per diventare Valchirie, riscoprono la loro forza interiore e la determinazione per affrontare il mondo esterno senza esserne sopraffatte.
Se si guarda nel profondo, quindi, La Corte di Fiamme e Argento è una storia di riscatto e di evoluzione, dove l’amore, l’accettazione e il sostegno reciproco permettono di affrontare anche i pericoli più grandi a testa alta e con coraggio, condita con colpi di scena da infarto, momenti strappalacrime e attimi di puro batticuore.

Ed è della scorsa settimana la notizia che anche questa serie di Sarah J. Maas, come Throne of Glass, passa da Chrysalide nella collana Oscar (Qui il post), ottenendo una nuova veste grafica e con la traduzione (finalmente!!!) della novella A Court of Frost and StarlightIo non vedo l’ora esca e voi?

Avete letto la storia di Cassian e Nesta? La leggerete?

Federica 💋