[Recensione] “Legend” di V.E. Schwab

Buongiorno a tutti!

Come vi avevo avvisato, questa è una settimana super impegnativa e adesso vi riporto nell’universo fantastico in cui convivono quattro Londra dai diversi colori.

42069510Titolo
Legend
Titolo originale
A Gathering of Shadows
Autore
V. E. Schwab
Traduzione
C. Serretta & A. Ricci
Saga
Shades of Magic #2
Editore
Newton Compton Editori
Pubblicazione
Ottobre 2018
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato

Cartaceo (14,90€) ~ Digitale (4,99€)
Pagine

510
Acquisto
Sito editore

Dopo la Notte Nera, una nuova minaccia incombe su Londra Grigia, Londra Bianca e Londra Rossa.
Sono passati quattro mesi da quando Kell ha trovato la pietra nera. Quattro mesi da quando ha incrociato il suo cammino con quello di Delilah, Rhy è stato ferito e i terribili gemelli Dane sono stati sconfitti. Ma, soprattutto, quattro mesi da quando la terra ha inghiottito il corpo di Holland insieme alla pietra, trascinandoli per sempre a Londra Nera. Le vite di Rhy e Kell ora sono indissolubilmente legate: se Kell muore, muore anche Rhy. Di notte, gli incubi perseguitano Kell con le immagini vivide degli eventi magici che si sono susseguiti e con il ricordo di Lila, sparita come era sua intenzione sin dall’inizio. Intanto, mentre a Londra Rossa fervono i preparativi per i Giochi degli Elementi, una competizione magica internazionale, un’altra Londra si sta lentamente risvegliando. Come un’ombra che, invece di dissolversi al mattino, accresce la sua oscurità, Londra Nera sta nuovamente interferendo con l’equilibrio magico. E per ripristinare l’ordine è necessario che un’altra Londra cada…

Quattro mesi dopo aver salvato Londra Rossa dalla Notte Nera e dal potere oscuro che la pietra aveva su Kell, il grande Antari è diventato quasi un prigioniero nella sua stessa casa, sorvegliato a vista dalle guardie insieme a Rhy Maresh, sopravvissuto alla morte e ora insensibile a tutto ciò che lo circonda, alla ricerca di una ragione per riempire quel vuoto che sente dentro.
E poi Lila, partita per un’avventura in mezzo al mare, e ora ladra ufficiale della Pinnacolo notturno, nave corsara con il benestare della corona dei Maresh e sotto il comando del capitano Alucard Emery, che scopre pian piano il proprio legame con la magia, rintracciando le radici del proprio potere e di come questo possa crescere.
Tutti loro tirano avanti ripensando alle emozioni vissute quel giorno, e a come tutto possa essere cambiato tanto per loro. Kell e Rhy a Londra Rossa conducono un’esistenza sulle spine, controllati dalle guardie del re e della regina, alla ricerca di un scintilla di emozione. Lila in mezzo al mare, preoccupata di essere diventata troppo familiare, troppo vicina, alla ciurma di Emery.

Non aveva dubbi che le loro strade si sarebbero di nuovo incrociate.
E quando sarebbe accaduto, gli avrebbe mostrato quello che sapeva fare.

Però a Londra Rossa si stanno organizzando gli Essen Tasch, i Giochi degli Elementi, dove i campioni dei tre grandi regni di Arnes, Faro e Vesk si sfideranno per eleggere il mago migliore e portare avanti i legami di pace tra i tre imperi. È Rhy a organizzarli e per soddisfare la sete del fratello di vivere un’avventura iscrivendolo ai giochi. Ma non come Kell, perché l’Antari batterebbe chiunque, ma sotto falso nome, dandogli modo di sfuggire alla gabbia in cui sta vivendo. Ma Kell non è il solo a parteciparvi; anche Alucard torna a Londra per competere e con lui Lila, che nonostante non sia sulla lista dei partecipanti, ha un proprio metodo (discutibile) per entrare nell’arena e dimostrare il proprio valore.

«Kell. La mia più grande paura nella vita non è morire. È essere la fonte della sofferenza di qualcun altro. So che ti senti in trappola. So di essere la tua gabbia. E non posso…». La sua voce si ruppe, e Kell riuscì a sentire il dolore di suo fratello, tutto ciò che lui cercava di soffocare nel buio e annegare fino al mattino. «Tu lo farai», disse Rhy. «Per me. Per entrambi».

Tra scontri magici, rivelazioni e incontri che tardano ad arrivare ma che alla fine fanno sospirare, per Kell, Rhy e Lila i limiti delle loro esistenze e gli Essen Tasch sono l’ultimo dei loro problemi. Perché a Londra Bianca qualcosa si muove e un vecchia minaccia si muove tra i mondi, puntando a conquistare il potere che tanto tempo prima era stato arginato a Londra Nera. E poi, se questo già non bastasse, a Londra Grigia sta tornando la magia, poca, certo, ma una presenza che nemmeno dovrebbe esistere.
Devo essere sincera, ho opinioni contrastanti su Legend e la storia in sé, forse perché le aspettative dopo il primo libro erano molto alte, soprattutto per i misteri che avvolgono Kell e Lila. Questo volume ha fasi altalenanti; dopo un inizio abbastanza piacevole, si assiste a una calma piatta che mi ha reso difficile e lenta la lettura, poi scattare dopo tre quarti e giungere a un finale che ti lascia senza parole.
I diversi personaggi appaiono combattuti ognuno in modo diverso, tutti alle prese con i propri demoni e problemi che convergono durante gli Essen Tasch, che portano Kell e Lila a un incontro/scontro nell’arena e a scoprire grandi, e inaspettate, rivelazioni su Rhy.

«Ciao», disse Lila.
«Ciao», disse Kell. «Dove sei stata?».
Lila fece una smorfia. «Perché, ti sono mancata?».
Kell aprì la bocca. La richiuse. La aprì un’altra volta prima di riuscire finalmente a formulare una risposta. «Sì».

Mi è piaciuto un sacco dal momento in cui iniziano i Giochi e si entra nel vivo degli eventi, perché prima sembra di assistere a un’accozzaglia di informazioni che sì, sono utili per capire la psicologia dei personaggi, ma rendono piatta la narrazione e non si rischia di non portare avanti la lettura perché, alla fin fine, non accade nulla di rilevante. Ci si muove come un flipper tra i punti di vista di Kell, Lila, Rhy e Londra Bianca avvertendo tanti piccoli tasselli che sembrano essere fine a loro stessi, ma (deo gratia) poi arrivano a una conclusione, a un punto di rottura che lascia spiazzati. Legend, purtroppo, è un romanzo che, se non avessi già saputo della presenza del terzo volume, non credo avrei terminato e io sono una che detesta lasciare le letture incompiute. La narrazione è sempre fluida e accattivante, segue ed esprime bene la mentalità e il carattere dei personaggi, però deve pur accadere qualcosa di rilevante e che per un terzo del romanzo non sia così è qualcosa che mi ha lasciata spiazzata, soprattutto per il primo volume l’ho adorato.

Insomma, se avessero tagliato 200 pagine a metà sarebbe stato meglio… ma adesso ho voglia di leggere Dark e sapere come va a finire! Accidenti!

Voi conoscete V.E. Schwab e la sua serie? Avete già incontrato Kell e Lila?

Federica 💋

[Recensione] “Amore, libri e piccole follie” di Monica Brizzi

Buondì 😊

E dopo tante recensioni dedicate ai fantasy, oggi vi propongo un romance tutto made in Italy, di un’autrice che qui sul blog ho il piacere di proporvi spesso perché bravissima!

Titolo
Amore, libri e piccole follie
Autore
Monica Brizzi
Editore
Self Publishing
Pubblicazione
Febbraio 2020
Genere
Narrativa, romance
Formato

Cartaceo (7,60€) ~ Digitale (0,99€)
Pagine

146
Acquisto
Amazon

Che succede se nella vita di un’eccentrica ventisettenne che lavora a maglia e legge autori russi entra un nerd appassionato di Harry Potter, Star Wars e Il Trono di Spade?
Angelica lavora in una libreria da otto anni, è single da tre e si veste come un albero di Natale. Sebbene gli amici cerchino di farle conoscere qualche ragazzo, lei sembra non trovare nessuno che le interessi davvero. Tutto cambia durante una festa, quando, caduta in una siepe, attaccata dai tafani e tormentata dall’ortica, viene aiutata da Manuele, un nerd tutt’altro che capace di corteggiare una donna. Lui, ingegnere che lavora come commesso in un negozio di elettronica, ci mette un po’ a partire, ma quando lo fa tra i due nasce una piccola magia e Angelica entra in un mondo fatto di scacchi, film e telefilm che le fa dimenticare di avere una famiglia strampalata. Tutto fila liscio per un po’, ma in una fredda serata invernale Angelica vede qualcosa che non dovrebbe vedere e la magia tra lei e Manuele sembra dissolversi nella nebbia della città…
Estrosa e stramba lei, nerd e timido lui. Due mondi all’apparenza diversi che si fondono alla perfezione. O no?

Angelica lavora in una libreria dai tempi dell’università e adora il suo lavoro, si veste di ogni colore possibile, e in ogni modo possibile, e ha una strana relazione con il tempo. Nel senso che lei e i ritardi si frequentano in maniera assidua. Ma allo stesso modo le succede con le figure del menga, quelle che ti fanno implorare in ogni lingua conosciuta “Ti prego, sotterrami, qui e ora”.
Ed è durante una di queste figure, in un incontro ravvicinato tra lei e un cespuglio di ortiche, che nella sua vita fa la comparsa un giovane e affascinante nerd, il quale mette sulla sua strada anche un riferimento al Platano Picchiatore.

Mi immobilizzo e spalanco gli occhi. «Non dirmi che c’è qualcuno lì fuori che sta assistendo a tutto questo.»

Angelica scopre così per la prima volta il mondo di Harry Potter e si ritrova, quasi a sua insaputa, catapultata nel mondo della cultura che ormai tutto il mondo ha fatto propria: quella dei nerd. A spingerla in questa avventura sono gli incontri del tutto casuali con quel ragazzo tanto impacciato quanto incredibilmente carino, che si rivela essere un affascinante e sfegatato fan di tutto quello che, in questi ultimi anni, ha tenuto svegli tutti noi, trasformandoci in appassionati con seri problemi nel mantenere una vita sociale.
Dalla Marvel a Star Wars, passando per il Trono di Spade e la letteratura russa, la storia di Angelica e Manuele (questo il nome del nerd che le cambia la vita) corre a doppio filo con una cultura un tempo di nicchia, ma che ormai è diventata mainstream e che regala dall’inizio alla fine una sequenza di battute spassose e che, almeno una volta nella vita, abbiamo fatto tutto (e vi sfido: anche voi avete dato del babbano a qualcuno!)

in questo momento sono convinta che famiglia significhi solo sentirsi a casa, sentirsi bene, sentirsi amati. Amore, questo è famiglia. Di qualunque tipo sia.

La storia d’amore tra Angelica e Manuele è molto veloce da leggere, la si divora anche perché è divertentissima e ricca di battute ormai diventate un must (soprattutto una tra le migliori tra quelle di GoT). I suoi personaggi racchiudono un po’ due archetipi – l’indie e il nerd – ma li rendono assolutamente innovativi per il loro vissuto personale e l’atteggiamento che sviluppano quando entrambi dimostrano chi sono davvero.
Lo stile di Monica Brizzi anche qui non si smentisce e con dei botta e risposta davvero divertenti e sui generis scocca una freccia dritto al cuore dei lettori e fa centro. Ho apprezzato tantissimo tutti i riferimenti a quelle serie che negli anni hanno rappresentato un punto di riferimento nella mia esistenza e che qui rendono la storia una vera goduria per gli appassionati del genere e per gli animi romantici.

Devo dire che i personaggi di questa autrice mi piacciono sempre tantissimo, ma qui toccano una corda per me imprescindibile: il mio essere una nerd patologica! E niente, Angelica e Manuele si contendono il podio come coppia preferita tra quelle create da Monica 😆

Adesso però sono curiosa: quanto siete “nerd” da 1 a 10? Io… be’, 12 😅

Federica 💋

[Recensione] “A Court of Frost and Stirlight” di Sarah J. Maas

Buongiorno e buon lunedì!

Domani è il grande giorno: viene infatti pubblicato A Court of Silver Flames, il quarto volume della serie A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas! E in attesa dell’uscita di questa meraviglia – la cui versione italiana, La Corte di Fiamme e Argento, verrà pubblicata tra una settimana da Mondadori – vi parlo della novella che fa da ponte tra il terzo e il quarto volume!

Titolo
A Court of Frost and Starlight
Autore
Sarah J. Maas
Saga
A Court of Thorns and Roses #3.1
Editore
Bloomsbury
Pubblicazione
Maggio 2018
Genere
Fantasy, New Adult
Formato

Cartaceo (10,26€) ~ Digitale (7,13€)
Pagine

272
Acquisto
Amazon

Feyre, Rhys, and their close-knit circle of friends are still busy rebuilding the Night Court and the vastly-changed world beyond. But Winter Solstice is finally near, and with it, a hard-earned reprieve.
Yet even the festive atmosphere can’t keep the shadows of the past from looming. As Feyre navigates her first Winter Solstice as High Lady, she finds that those dearest to her have more wounds than she anticipated–scars that will have far-reaching impact on the future of their Court.

La guerra è finita. Feyre e Rhys, insieme ai loro amici e agli altri Signori Supremi, hanno assicurato a Prythian un futuro, mettendo a rischio loro stessi e tutto ciò che hanno di più caro al mondo. Ora, mesi dopo, possono finalmente ricostruire le loro esistenze cercando di creare un mondo migliore di quello che Hybern ha minacciato. E quale occasione migliore per iniziare se non i festeggiamenti per il Solstizio d’inverno? A Velaris poi i preparativi fremono e la festa sarà l’occasione per radunare tutti, la Cerchia Ristretta (Azriel, Amren, Cassian e Morrigan) e le sorelle Elain e Nesta, sotto lo stesso tetto, visto che quel giorno si festeggerà anche il ventunesimo compleanno di Feyre.

“Cassian’s eyes flickered. “How is she?”
I didn’t bother to put any sort of spin on it. “Nesta is Nesta. She does what she wants, even if it kills her sister. I’ve offered her job after job, and she refuses them all.” I sucked on my teeth. “Perhaps you can talk some sense into her over Solstice.”
Cassian’s Siphons gleamed atop his hands. “It’d likely end in violence.”

Ma nulla è rimasto lo stesso dopo la guerra e i rapporti tra Feyre e le sue sorelle sono decisamente cambiati. Ma se Elain, pian piano, sta riuscendo ad aprirsi e ad accettare un mondo che prima detestava, Nesta ha fatto centinaia di passi indietro, mettendo tra sé e gli altri una distanza via via sempre più grande, tanto da instillare un dubbio in tutti loro: verrà oppure no alla festa per il Solstizio?
A Court of Frost and Starlight è una novella a metà tra il volume finale della trilogia dedicata a Feyre e Rhys e il primo di quella che vede (finalmente) protagonisti Cassian e Nesta, ed è a tutti gli effetti un ponte su cui coesistono i punti di vista di tutti e quattro i personaggi, più Mor. Serve per dare un’ulteriore conclusione alla coppia letteraria più bella che abbia letto negli ultimi tempi e per mettere in assetto gli sviluppi che si troveranno ad affrontare tutti loro nella gestione degli eventi post bellici. Oltre a regalare un dolcissimo sipario di quotidianità a una storia che, finora, ne aveva visti pochi.

“I love you,” he breathed. “More than life, more than my territory, more than my crown.”

A differenza dei precedenti volumi, qui lo stile narrativo cambia a seconda della voce che ci racconta gli eventi: Feyre e Rhys, infatti, nei loro capitoli hanno la possibilità di “parlare” in prima persona, il che rende ancor più memorabili gli eventi che descrivono e i loro significato; mentre per Mor, Cassian e Nesta la voce narrante è in terza persona, con una focalizzazione interna, e questa diversità un po’ piazza, perché sarebbe stato bello poter entrare nelle loro storie con un po’ più di partecipazione, quella che si ha leggendo direttamente le considerazioni dei protagonisti senza che vengano riportate da un narratore.
Nonostante ciò, come sempre quando si tratta di un lavoro di Sarah J. Maas, la caratterizzazione dei singoli personaggi mette in evidenza molto bene i loro caratteri, i problemi e le difficoltà che di certo metteranno a dura prova la pazienza dei lettori nel prossimo volume (soprattutto quella testarda di Nesta). Ma per fortuna ci sono Feyre e Rhysand, e il loro amore travolgente, a risollevare il morale e a rendere questa novella un tripudio di romanticismo.

“So build a house for us, Feyre. Dream as wildly as you want. It’s yours.”

Scontati i toni sdolcinati e il susseguirsi di regali anche veramente importanti, dei cambiamenti che renderanno il futuro un po’ più sereno e tranquillo di quello che ci si sarebbe aspettati dopo una guerra. Ma ci sta, è la ciliegina su una torta non eccessivamente dolce e comunque non perfetta, un capitolo in più sulle loro vite che nel volume principale non avrebbe avuto senso ma che qui crea un mare di aspettative e di ipotesi su ciò che accadrà. E soprattutto ci riesce grazie alla presenza dei primi, intriganti capitoli di A Court of Silver Flames.

Che meraviglia! E adesso si attende la mezzanotte per poter continuare questa serie che amo sempre, sempre di più! E per sapere come evolverà la mia ship preferita (Cassian e Nesta)!

Ditemi che a forza di sentirmi parlare di Sarah J. Maas vi ho convinti a leggere i suoi libri 😆 pleaseeee! 

Federica 💋

[Recensione] “La Corte di Ali e Rovina” di Sarah J. Maas

Buongiorno lettori e buon lunedì!

Questa settimana riparte con la recensione del volume conclusivo della prima trilogia ambientata nel mondo di Prythian e che vede come protagonista Feyre Archeron e il Signore Supremo Rhysand (qui e qui trovate i primi due)! Ufficialmente, infatti, la serie di A Court of Thorns and Roses prosegue ma il prossimo volume (in uscita in inglese martedì prossimo) sarà incentrato su altri personaggi. Ma ne parliamo dopo!

La corte di ali e rovinaTitolo
La Corte di Ali e Rovina
Titolo originale
A Court of Wings and Ruins
Autore
Sarah J. Maas
Traduzione
V. Valentinuzzi
Saga
A Court of Thorns and Roses #3
Editore
Mondadori
Pubblicazione
Settembre 2019
Genere
Fantasy, New Adult
Formato

Cartaceo (18,90€) ~ Digitale (9,99€)
Pagine

684
Acquisto
Mondadori

Feyre è determinata a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sui piani di Tamlin e del Re di Hybern che minacciano di mettere Prythian in ginocchio. Per questo si è separata dall’uomo che ama e ha fatto ritorno alla Corte di Primavera. Ma per poter portare a termine il suo piano, dovrà tessere una fitta trama di inganni e tenere a bada il suo desiderio di vendetta. Sa bene, infatti, che un solo passo falso potrebbe condurre non soltanto alla sua rovina ma a quella di tutto il suo mondo. La ragazza sa anche che il Re di Hybern non si fermerà davanti a nulla, perciò, a mano a mano che la guerra si avvicina, dovrà decidere di chi fidarsi e cercare alleati nei posti più inaspettati.

A Hybern la vita di Feyre e delle sue sorelle è cambiata per sempre: Create come Fae Maggiori dal Calderone, ora Nesta ed Elain sono insieme a Rhys a Velaris, mentre Feyre, dopo aver finto di liberarsi da un sortilegio del Signore Supremo della Corte della Notte, ha seguito Tamlin e Lucien nel luogo in cui non avrebbe più voluto rimettere piede: la Corte di Primavera.
Nel tentativo di vendicare il tradimento di Tamlin, disposto anche ad allearsi con il nemico per riaverla, Feyre lavora per mettere a segno un piano che colpisca lui e la sua Corte, ma anche per scoprire quali sono i piani di Hybern per abbattere il Muro e portare la guerra nel mondo degli umani.

Ma la vera lotta fu costringere la mia bocca a sorridere. Mi convinsi di sembrare sincera. Mi ero esercitata allo specchio. Di continuo.
Quindi i miei occhi si strinsero mentre rivolgevo un sorriso pacato ma felice a Tamlin.
A Lucien.

Perché il vero scopo di Feyre e Rhys, oltre che della loro Cerchia Ristretta (la sanguinaria Amren, Morrigan e i più forti guerrieri Illyrian mai esistiti Cassian e Azriel), è quello di impedire che il re di Hybern distrugga l’unica protezione rimasta agli umani e parta alla loro conquista, oltre che alla distruzione di tutte le altre Corti di Prythian. Per portare a termine il loro piano e salvare quindi il loro mondo, però, hanno bisogno di alleati, ma soprattutto che Feyre torni dalla Corte di Primavera sana e salva. Un fatto non così certo, soprattutto quando tre emissari di Hybern si presentano alla porta di Tamlin per una missione tutt’altro che semplice e a cui Feyre non vede l’ora di partecipare.
Aiutata, e aiutandolo a sua volta, da un Lucien non così felice di farlo, Feyre riesce nella propria missione, dando inizio al vero scontro tra i Fae Maggiori e Hybern.

Il sorriso di Cassian si addolcì. «Ciao, Feyre.»
La gola mi si chiuse fino a farmi male, gli gettai le braccia attorno al collo, abbracciandolo forte.
«Mi sei mancata anche tu» mormorò Cassian, stringendomi.

Tra equilibri di potere, contrattazioni, promesse e rancori che mettono a rischio delle alleanze tanto fragili quanto necessarie, Feyre, Rhysand, i loro amici, insieme a Nesta ed Elain, si imbarcano nella disperata formazione di un esercito che riesca, in ogni modo possibile, a sconfiggere la minaccia rappresentata dal Calderone e che, forse, proprio coloro che sono state Create come Fae Maggiori possono fermare per sempre.
La Corte di Ali e Rovina chiude la trilogia dedicata a Feyre Archeron e al suo compagno e Signore Supremo Rhysand con un volume ricco non solo di eventi e rivelazioni inaspettate, ma anche di sentimenti e prospettive capaci di divertire, emozionare e far piangere pagina dopo pagina. È una storia che, e nelle poche righe che vi ho accennato per non fare spoiler questo purtroppo non traspare, esaurisce e porta a nuove vette i rapporti (positivi e negativi) instaurati tra i diversi personaggi nei due volumi precedenti e mette in risalto anche le new entry, Elain e Nesta.

Ma Nesta guardò me… e avrei giurato di intravedere paura e senso di colpa e… altre emozioni. «Mi hai detto di correre via.»
«Sei mia sorella» fu la sola cosa che mi venne in mente. Una volta aveva provato a valicare il muro per venire a salvarmi.

Perché alla fine, per una filosofia che nel romanzo viene descritta come “filosofia di Nephelle” (a voi scoprire perché), ogni personaggio, dal più piccolo a quello magari più spaventato e secondario, diventa necessario e un possibile eroe, capace di risolvere la situazione quando meno ce lo si aspetta. Ed è un po’ l’evoluzione dei personaggi delle sorelle di Feyre, che crescono di libro in libro, fino a diventare parte integrante del gruppo di protagonisti di questa storia.
Anche i membri della Cerchia Ristretta, la Corte dei Sogni nonché famiglia di Rhys e Feyre, conquistano sempre di più l’attenzione e una centralità negli eventi, e manca loro solo la possibilità di esprimersi direttamente, perché protagonisti alla fine lo sono già a tutti gli effetti. Tutti loro, Feyre, Rhysand, Amren, Mor, Cassian, Nesta, Elain, Azriel (e anche Lucien), mettono in scena un gioco di squadra dove l’amore reciproco, il rispetto e il sacrificio per i propri cari li porta a donare tutto ciò che hanno per portare a termine ciò che si sono prefissati: proteggere gli innocenti da coloro che minacciano le loro vite.

«Ho una richiesta.»
Mi avvicinai ancora. «Chiedimi qualunque cosa.»
Un altro respiro rantolante. «Lascia questo mondo… migliore di come l’hai trovato.»  

Come anche per i due volumi precedenti, sullo stile e la narrazione ho poco da dire, perché si riconforma la bravura di Sarah J. Maas. Infatti, anche se il punto di vista privilegiato è quello di Feyre, a parte due capitoli di Rhysand (che ho apprezzato tantissimo), si riesce ancora una volta entrare in sintonia non solo con la protagonista e il suo compagno, ma anche con tutti gli altri personaggi. E devo dirvelo: io adoro Cassian e Nesta!! Sono tra quelli meglio riusciti, secondo me, e loro due, insieme a uno scontro degno di un infarto al minuto nel finale, sono ciò che mi più piaciuto in questo libro (oltre a Rhys, ovvio!)

E non è un caso che nei prossimi tre volumi i protagonisti principali saranno proprio Cassian e Nesta! A Court of Silver Flames è infatti narrato dal loro punto di vista 😍 Si prospetta un’altra trilogia da divorare e adorare!

Curiosi di leggere la prossima tappa della serie di A Court of Thorns and Roses? Io sì, tantissimo!

Federica 💋

[Recensione] “Refusi: Diario di un editore inCorreggibile” di Marco Cassini

Buongiorno 😊

Oggi facciamo un salto nel mondo dell’editoria con un saggio dedicato a un anno lavorativo di Marco Cassini, co-fondatore della casa editrice minimum fax e ora fondatore ed editore di SUR.

9669371Titolo
Refusi: Diario di un editore inCorreggibile
Autore
Marco Cassini
Editore
Laterza
Pubblicazione
2008
Genere
Saggio
Formato

Cartaceo (9,50) ~ Digitale (6,99€)
Pagine

120
Acquisto
Sito editore

«Con il lavoro che ho scelto di fare, mi aspettavo che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico con scrittori leggendari, illuminanti riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria. Avevo creduto di poter ripetere facilmente l’esperienza del “New Yorker” di William Shawn, della Shakespeare & Company di Sylvia Beach, della City Lights di Ferlinghetti, dell’Einaudi di Vittorini-Calvino-Pavese. Avevo dimenticato che l’editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, ma è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita iva, obblighi fiscali e bilanci depositati».

A dicembre 2006 delle bolle comparivano sul corpo di Cassini solo da mezzanotte alle cinque di mattina. Un’eruzione cutanea a tempo, che è il punto di inizio di questo saggio/riflessione sul lavoro dell’editore da parte di chi, a partire dal 1994, ha gestito una delle tante realtà indipendenti dell’editoria italiana ed è riuscito, negli anni, a ritagliarsi un proprio spazio nel mercato nostrano, tanto come proposta editoriale, tanto per la realtà di fruitori e commercializzazione che la circonda.

Ma sono certo che se sono diventato editore è anche perché quella sera, alla festa di e/o, qualcosa iniziò a prendere forma e coscienza dentro di me.

A partire da questo problema personale, dato dallo stress e non da chissà quale causa estranea, Cassini ripercorre di capitolo in capitolo un mese del 2007, raccontandolo sia dal punto di vista personale, sia lavorativo, coinvolgendo in una riflessione sia sulla persona dietro alla figura dell’editore, sia su come questo ruolo funziona e viene percepito, tanto dagli addetti ai lavori, quanto (e soprattutto) dai “profani”, coloro che hanno solo una vaga idea di cosa vi sia dietro la realizzazione di ogni volume che viene stampato e venduto.

Avevo dimenticato che l’editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, un filantropo che dedica la sua vita alla ricerca di un modo per aumentare la presenza di bellezza nel mondo, ma è fondamentalmente un imprenditore.

Questo saggio, davvero molto breve (tanto che lo si legge in qualche ora), è un’immersione calcolata in alcuni attimi significativi dell’anno editoriale della minimum fax, ma anche nei momenti chiave che hanno segnato la storia della casa editrice, dalle sue origini alle tappe straordinarie che hanno dato una svolta al lavoro. E il tutto raccontato in una narrazione fluida che rappresenta quasi una conversazione con il lettore, fatta di aneddoti, riflessioni, confessioni e analisi di come il percorso di vita, carriera e delle bolle da mezzanotte alle cinque sia un’espresse dell’attaccamento a quella figura autorevole e idealizzata che è un “editore”.

e mi sono chiesto se, per me che faccio l’editore, la ricerca della felicità non debba consistere – almeno stando al sogno americano che è poi il sogno universale, e quindi stando a quello che tutti, dentro e fuori la mia stessa ipotetica «élite», forse credono sia l’obiettivo ultimo – se la mia ricerca insomma non debba puntare fondamentalmente a questo solo: trovare il best seller.

Sicuramente Refusi: Diario di un editore inCorreggibile è una lettura di settore, ma che credo andrebbe fatta un po’ da tutti, quanto meno per ricordare che, comunque, anche l’editore, che legge, valuta, corregge e pubblica libri, è un essere umano, che ha i propri tempi, le proprie esigenze e i propri limiti. Il volume, che risale al 2007, offre un ottimo spunto per capire il mondo dell’editoria indipendente, lontana dai grandi numeri di quella di massa, più piccola ma altrettanto prolifica e molto più dinamica di quanto possa sembrare!

Una lettura consigliata anche a chi, da scrittore o aspirante tale, vorrebbe rivolgersi a una casa editrice, soprattutto se, per qualche giro o parentela, si conosce già di persona l’editore 

Federica 💋