Tsundoku Book Tag

Buon venerdì, lettori!

Oggi, giusto per allentare questa settimana carica di pubblicazioni, vi propongo un booktag molto carino e veloce: lo Tsundoku Book Tag!

Il book tag per accumulatori seriali di libri, anche se ne hanno già una bella scorta (questo il significato del termine giapponese “tsundoku”), è stato creato da Niente Panico e io l’ho (impunemente) sgraffignato a L’ultima pagina del libro, perché mi è super piaciuto 😊

Ci sono, come ogni buon tag che si rispetti, delle regole:

Usare l’immagine del tag ~ Citare il creatore e chi ti ha nominato ~ Rispondere alle domande ~ Taggare qualche blog

Le domande

Un libro che hai comprato ma che devi ancora iniziare a leggere

Eh eh eh la lista è lunga… faccio prima a mettervi la foto con quasi tutti i libri ancora da leggere

Un libro che stai rileggendo perché ti è particolarmente piaciuto

Ho giusto appena terminato Magic di V.E. Schwab, riletto per continuare la trilogia con Legend Dark

Un libro che leggi per studio o per approfondire un argomento che ti intessa

Ne ho diversi di questo tipo, ma quello che potrei iniziare prima degli altri è
Refusi: diario di un editore incorreggibile di Marco Cassini

Il book tag è terminato e come vedete era velocissimo 😊 se vi è piaciuto, scrivete pure le vostre risposte alle tre domande nei commenti o magari lasciatemi un link se lo rifarete!

Per i prossimi quindici giorni il blog e io andiamo in vacanza! Ci vediamo comunque su Instagram, ma ufficialmente ci risentiamo il 17 agosto con tanti nuovi articoli 😊

Alla prossima
Federica 💋

#CreativityBloggerWeek : Seconde occasioni

Buongiorno a tutti!

In chiusura del mese, come al solito, arriva la Creativity Blogger Week, rubrica a tema creata da Deb di Leggendo Romance… e non solo della quale ormai sono una habituée 😊 Come i mesi scorsi, la chiave è dare libero sfogo alla fantasia attorno allo stesso tema, che questo mese è… Seconde occasioni!

Trattandosi di un tema molto comune in letteratura, ho pensato di proporvi tre libri in cui, se viene data una seconda occasione, la vita riserva sempre delle sorprese!

9686160Sugar Daddy

di Lisa Kleypas

Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates da gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcomc. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna.

29831494. sx318 È qui che volevo stare

di Monica Brizzi

Una promessa fatta dieci anni prima. Tornare in Grecia, ancora una volta, tutti insieme. È questa l’idea che spinge un gruppo di ragazzi a ripetere la gita dell’ultimo anno di scuola.
Peccato che Sofia, una ventinovenne così rossa e piena di lentiggini da essersi meritata il soprannome di Gnomo, non sia pronta a ritrovare tutti, soprattutto Michele, l’ex da cui cerca di scappare. Ma anche Giusti e Paolucci, l’imbucato Martinelli, le ragazze della E, il professore di storia dell’arte, la bidella, Tommaso, l’amico di sempre, il ragazzo che conosce sin dai tempi delle medie, l’uomo che le fa battere il cuore come nessuno sa fare.
Tra strane scoperte, nuovi amori, tradimenti, serate in discoteca, pianti e risate, immersa nella Grecia delle grandi divinità, Sofia si abbandonerà, una volta per tutte, a ciò che sente?

41181447. sy475 Prima che l’estate finisca

di Sarah MacLean

Inghilterra, 1836.
Malcolm Bevingstoke, Duca di Haven, ha trascorso gli ultimi tre anni in solitudine, pagando il prezzo degli errori del passato e cercando di dimenticare il grande amore perduto. Ma il ducato non aspetta e ha bisogno di un erede: questo significa che dovrà trovare una moglie prima che l’estate finisca. Peccato che lui una sposa ce l’abbia già.
Seraphina Talbot è appena tornata da Boston per reclamare la propria libertà e per convincerlo a concederle il divorzio. Malcom non ha mai smesso di amarla ed è arrivato a varcare l’oceano pur di ritrovarla, ma senza successo. Adesso che finalmente ce l’ha di fronte trova un ultimo, disperato espediente per convincerla a restare. Esaudirà tutte le sue richieste solo se Seraphina lo aiuterà a scegliere la donna che prenderà il suo posto… nella speranza che lei decida di volere quel ruolo tutto per sé.

Spero che questi tre consigli vi abbiano incuriositi 😊 e se ne avete altri, sono tutta orecchie!

Prima di lasciarvi, ecco il calendario con le altre partecipanti.

Lunedì 27:
~ Libri, libretti, libracci

Martedì 28:
~ Leggendo Romance… e non solo

Mercoledì 29:
~ La Nicchia Letteraria

Giovedì 30:
On Rainy Days

A domani!
Federica 💋

Storytelling Chronicles #6

Ciao a tutti!

Siamo quasi arrivati alla fine del mese e diversamente dagli altri appuntamenti sono riuscita a partecipare alla Storytelling Chronicles (la rubrica di scrittura creativa creata da Lara de La nicchia letteraria e con la grafica di Tania di My CreaBookish Kingdom) soltanto oggi! Diciamo che sono sul filo del rasoio, ma non perché il racconto non fosse pronto (l’ho finito il 1 luglio, fate voi 😅). Tra recensioni e segnalazioni varie, praticamente mi sono ridotta ad oggi per postarlo. Spero ne sia valsa la pena attendere così tanto prima di pubblicarlo! Sì sa, la maturazione nel tempo a volte fa bene.

Ad accompagnare la stesura di questo mese più che è un tema, c’è stato un incipit comune. La traccia iniziale infatti doveva essere

Afferro al volo il pezzo di carta stropicciata che il vento ha trascinato fino ai piedi della panchina; acciuffato, lo apro e ne leggo il contenuto. E nell’esatto istante in cui quella serie di lettere, messe una dopo l’altra precisamente in quell’ordine, attraversano i miei occhi e arrivano nella testa e da lì, in una corsa impetuosa, dritte al cuore, il tempo si ferma.

Oppure

Afferra al volo il pezzo di carta stropicciata che il vento ha trascinato fino ai piedi della panchina; acciuffato, lo apre e ne legge il contenuto. E nell’esatto istante in cui quella serie di lettere, messe una dopo l’altra precisamente in quell’ordine, attraversano i suoi occhi e arrivano nella testa e da lì, in una corsa impetuosa, dritte al cuore, il tempo si ferma.

E questo è il risultato.

Afferro al volo il pezzo di carta stropicciata che il vento ha trascinato fino ai piedi della panchina; acciuffato, lo apro e ne leggo il contenuto. E nell’esatto istante in cui quella serie di lettere, messe una dopo l’altra precisamente in quell’ordine, attraversano i miei occhi e arrivano nella testa e da lì, in una corsa impetuosa, dritte al cuore, il tempo si ferma.

Può una bocca uccidere?
Se di amore si muore, a chuisle,
il tuo sorriso negato è la lama
che il petto mi squarcia.

Possono degli occhi uccidere?
Quando distogli il viso,
a chuisle, tu lasci annegare un disperato
che l’aria della tua anima anela.

A chuisle, la ragione per cui il rumore
al centro del mio petto
è un cuore che batte.
Può a chuisle uccidere?
Un volto amorevole, un sorriso
tenero anfratto di un sentimento
che devasta nella sua crudele,
insensata assenza.

Cerco la direzione da cui il foglio è arrivato. I miei occhi si alzano, su, sempre più su, verso il cielo e il ponte che attraversa il fiume lungo cui ho cercato rifugio. Altri fogli volano nell’aria e tra di loro, schiacciato sul parapetto in ferro del ponte, emerge la figura di un uomo.
Sono troppo lontana per vederlo in viso, ma bastano i suoi movimenti concitati, la furia con cui quelle mani strappano i fogli da un piccolo quaderno in pelle e li gettano nel vuoto, per trasmettermi l’idea di un animo tormentato. Decine di pagine fluttuano nell’aria tersa e fredda di febbraio, scivolano giù, sempre più giù, fino a gettarsi nel fiume che, ignaro della vista sopra di lui, le accoglie nel suo abbraccio eterno, soffocante di gelida indifferenza.
Abbasso di nuovo gli occhi sulla pagina, la sola che sia riuscita a sfuggire a quel naufragio di parole e tormento. Sfioro ogni tratto, lo assimilo, incidendo quei sentimenti nella mia mente, perché nel mio cuore già albergano da tempo. E, su tutto, sono otto simboli a devastarmi l’anima, un articolo e un nome che sussurrano al mio spirito promesse mancate e speranze facili da alimentare. Facili da distruggere.
A chuisle.
Tesoro. Amore. Mia adorata. Ma qualcosa di ancora più tenero. Di più vitale.
A chuisle mo chroí. Il battito del mio cuore.
Quante volte ho udito la sua voce sussurrare queste parole? Troppe per poterle rammentare tutte.
Quante volte le ha dimenticate, per addossarmi colpe che non erano soltanto mie? Troppe per poterne ignorare alcune.
Eppure il sentimento è ancora vivo dentro di me, una rosa dai petali di seta e lo stelo di metallo, le cui spine affondano nel mio di cuore. Lo fa sanguinare e lo accarezza per lenire il dolore, tutto in un unico ansito di vita che mi riporta a ieri, a quei giorni che so non vivrò mai più. Mi riporta alla gioia e al dolore di un amore che mi ha dato tutto. Che mi ha tolto tutto. E che di me non ha lasciato altro se non questo mio corpo distrutto.
Ho occhi stanchi di lacrime aride, stanchi di desideri impossibili da realizzare e sogni che hanno la dolcezza e il tepore della primavera, ma nascondono l’aridità di un inverno impietoso. Sono stanchi di affrontare tempeste e tormente, quando erano stati promessi loro colline erbose e oceani di gioia. Hanno esaurito ogni goccia di disperazione e si sono asciugati a contatto con il bruciante risentimento per accuse che non meritavano, per sospetti che non avevano nemmeno osato immaginare.
Le mie dita si aprono, arpioni che liberano la carta, con le sue parole strazianti e i ricordi di un passato che ha mandato in frantumi tutto ciò cui tenevo. Quelle parole corrono, il vento le porta a inseguire le loro sorelle nell’acqua grigia e indifferente; il rettangolo bianco volteggia prima di svanire sotto la superficie torbida, cancellato dall’esistenza ma non dai ricordi immateriali. Si dissolve e il vincolo che stringe il mio cuore si allenta, alleviato dalla scomparsa della prova tangibile di ciò che sono stata un tempo.
Di ciò che
siamo stati, lui e io.
«A chuisle.»
Non importa come mi abbia trovata. Non importa che, dopo tutta la sofferenza provata, la sua voce riesca ancora a smuovere certe corde segrete, corde che soltanto lui ha saputo trovare e suonare in una vita intera. Non importa averlo visto gettare al vento mesi interi, fatti di parole vergate alla ricerca di un senso per spiegare la fine di ciò che credevamo fosse amore. Quei fogli erano poesie nate senza pace, perché la pace è ciò che lui ha negato a entrambi scrivendole, ponendo il punto alla fine della frase formata dall’unione delle nostre esistenze.
«A chuisle?»
Una domanda questa volta, incerta, soffocata dall’inquietudine mentre mi rifiuto di guardarlo avvicinarsi. Mentre mi rifiuto di riconoscere la sua presenza quando si ferma accanto alla panchina ed esita. Non si siede. Il suo corpo trema dal desiderio inespresso di sedere al mio fianco, eppure si trattiene, bloccato dalle rigide catene del senso di colpa. E io non lo guardo; non infrango la parete di vetro che ci separa, fragile, invisibile, eppure invalicabile.
«No.»
Una sola risposta, molteplici domande inespresse da soddisfare. No, non credo più a quel sentimento. No, ciò che ha fatto non basta a cancellare il dolore e il tradimento per averlo visto cercare in un’altra ciò io gli ho donato senza riserve. No, non so se qualunque suo gesto basterà mai a dimenticare che ogni parola d’amore si è trasformata nel più devastante dei tormenti.
No, non sono ancora pronta a pensare a lui per come lo vedevo un tempo. È ancora la causa dei mio cuore ridotto a brandelli, milioni di pezzi di un puzzle scombinato e senza più tasselli di giunzione.
Due lettere, una parola. Non ho il suo stesso dono dell’eloquenza, ma tanto mi è bastato per tacere ciò che crede di dovermi chiedere, per impedirgli di insistere affinché forzi un cammino verso una meta che, al momento, potrebbe persino portarmi per sempre lontana da lui.
I suoi occhi disegnano percorsi sul mio viso. Li sento scavare strade là dove le lacrime hanno scavato la mia pelle nei mesi scorsi, cercando segni di una decisione che ancora non riesco a prendere. Che forse non sarò mai capace di prendere.
«Aspetterò finché sarà necessario.»

Non rispondo. Potrei dirgli che sarebbe inutile, che potrebbe marcire nel mio stesso inferno se davvero si aspetta un cambiamento di qualche tipo. Ma taccio, incapace di rompere quest’ultimo filo che ci lega, che avvolge i frammenti della mia anima e impedisce loro di andare davvero alla deriva.
Taccio, mentre i miei occhi vagano sulla superficie dell’acqua, saltando tra pagine nere di inchiostro e onde grigie, tra battelli fumanti e raffiche leggere di vento.
Un giorno troverò una replica adatta alla sua volontà di attendere un cuore che non possiede più nulla. Un giorno ci riuscirò, lo so.
Ma non oggi.

Fine!
Se volete lasciarmi un commento, sarò felice di leggervi e rispondervi qualunque siano le vostre impressioni su questa mia nuova storia!

Federica 💋

“Nodo di sangue” di Laurell K. Hamilton

Buongiorno e buon lunedì 😊

Oggi vi porto nella calda Louisiana, tra vampiri, omicidi e zombie degni di qualsiasi film horror.

10472017Titolo
Nodo di sangue
Titolo originale
Guilty Pleasures
Autore
Laurell K. Hamilton
Traduzione
A. Zabini
Saga
Anita Blake, Vampire Hunter #1
Editore
Superpocket
Anno
2010
Anno prima edizione
1993
Genere
Urban fantasy, Paranormal, Romance, Horror
Formato

Cartaceo (9,80€) ~ Digitale (6,99€)
Pagine

339

Anita Blake. Occhi e capelli neri, carnagione chiara, fisico atletico. Il suo lavoro è quello di Risvegliante presso la Animators Inc. di St. Louis: dietro compenso – e per un breve periodo – resuscita i morti (cosa molto utile, ad esempio nei processi per omicidio…). Ma Anita ha anche un secondo impiego: è una cacciatrice di vampiri autorizzata. Da qualche tempo, infatti, i vampiri sono stati legalmente riconosciuti: possono vivere, lavorare e avere contatti con gli umani, però, se qualcuno sgarra, ci pensa lei a sistemarlo con la sua Browning, caricata a proiettili placcati in argento. Non per nulla i vampiri la chiamano la Sterminatrice…
Eppure è proprio un vampiro quello che, in una calda mattina di luglio, si presenta nel suo ufficio e le fa una strana proposta: occuparsi del serial killer che sta terrorizzando la città e si accanisce esclusivamente sui vampiri. Anita non ci pensa nemmeno, però, quella sera stessa, incontra Jean-Claude, un potentissimo e affascinante vampiro che, senza mezzi termini, la ricatta: o lei accetta l’incarico oppure la sua amica Catherine morirà. La caccia è aperta: Anita dovrà penetrare in un universo oscuro, popolato da esseri sfuggenti e mutevoli, sfoderando tutto il suo coraggio (oltre che il suo crocifisso) per sopravvivere. Chi, o che cosa, l’aspetta in fondo alla notte più nera e rovente?
 

Anita Blake, ventiquattro anni e un lavoro come Risvegliante presso la Animators Inc., offre anche assistenza alla polizia in caso di vittime non umane. Perché a St. Louis, come nel resto degli Stati Uniti d’America, da un paio d’anni l’esistenza delle creature sovrannaturali è garantita dalla legge.
Ebbene sì, vampiri, licantropi e redivivi di vario genere possono circolare liberamente senza temere cacciatori di sorta, a meno che, certo, non commettano qualche crimine nei confronti degli umani. E in quel caso, tramite un mandato del tribunale, le persone sono autorizzate a farli fuori. Persone come Anita che, nella comunità dei vampiri di St. Louis, è conosciuta come la Sterminatrice, colei che non si pone limiti di fronte alla cattura del succhiasangue di turno.
Ma quando la città viene sconvolta da una decina di omicidi e le vittime sono tutti vampiri, Anita viene richiesta come investigatrice proprio dagli esseri che più detesta. A volerla assumere è la Master della città, Nikolaus, vecchia di un millennio e poco propensa ad accettare un no come risposta, anche perché le è stato assicurato che Anita è la migliore nel suo campo.

«Allora ti strapperò il cuore, poi lo brucerò e getterò le ceneri nel fiume», sibilai, scusando la testa con un movimento lento e preciso, ma continuando a sorridere, come se fosse incapace di smettere. «Hai capito?»
Monica deglutì, mentre la sua abbronzatura artificiale assume una sfumatura verdastra. Poi, fissandomi come se fossi un mostro, annuì.
Probabilmente si convinse che parlavo sul serio. E faceva bene. Detesto sprecare una bella intimidazione.

Su suggerimento di Jean-Claude, un altro Master tra i vampiri, nonché intenzionato a sedurre la Risvegliante, Anita è stata infatti dipinta come l’unica in grado di scoprire l’omicida, proprio per le sue straordinarie capacità e la sua abilità di indagare e comprendere la parte sovrannaturale dei vampiri, compresi i loro poteri.
E se Anita non avrebbe proprio intenzione di cedere al ricatto di Jean-Claude, oltre che di Nikolaus, conoscendo bene quali sono i secondi fini del vampiro che la chiama “ma petite” e cerca in ogni modo di soggiogarla, quando la vita della sua migliore amica viene messa in pericolo a causa sua, la Risvegliante è costretta ad accettare l’incarico. Insieme a un legame con Jean-Claude che non aveva assolutamente previsto.

Pallida e affusolata, la sua mano rimase protesa, senza trema tremore, senza il minimo movimento: sembrava in grado di restare eternamente immobile in quel gesto, e forse era proprio così.
Quando la presi, le lunghe dita si chiusero sul dorso della mia mano, poi, quando ci avviammo, rimasero assolutamente ferme. Sentii pulsare il mio sangue contro la sua pelle. Poi la sua pulsazione si armonizzò alla mia e mi parve di avere un secondo cuore.

Tra feste di freak, tossici convinti che farsi mordere dalla gente e dai vampiri sia il massimo dell’estasi, creature centenarie che camminano per le strade e fanno proseliti assicurando alle persone che la vita eterna passi per questa Terra e non dall’Aldilà, oltranzisti della preservazione della vita umana a qualunque costo e montagne di sangue (animale e non) per riportare in vita i morti come zombie, l’indagine di Anita la porta a scoprire la parte sovrannaturale di St. Louis, in una caccia al killer che metterà a rischio lei, ma soprattutto chi si trova ad accompagnarla nelle sue indagini.
Il tutto mentre strani sogni su Jean-Claude e un continuo senso di fame la avvicinano sempre di più a un vampiro che, più passano i giorni, più le sembra acquisire sembianze umane, o almeno una parvenza di esse.
Nodo di sangue è il primo volume di una serie horror/romance in cui vampiri, licantropie di ogni tipo, riti voodoo e magia si mescolano con tinte Pulp e splatter, regalando una storia ben congegnata e introduttiva per quello che di certo sarà il fulcro della serie, cioè il legame tra Anita e Jean-Claude. I personaggi principali appaiono vividi anche se non svelano troppo di loro stessi. Un esempio è J-C, che è assente fisicamente per gran parte del libro, ma si rivela attraverso le sue apparizioni notturne ad Anita, il cui tocco allusivo annunciano sviluppi interessanti per loro due.

Mi ero sentita attratta da Jean-Claude, e forse lo ero ancora… E con questo? Lui credeva che quel fatto cambiasse la situazione, tuttavia non era affatto così e, per averne conferma, non dovevo far altro che andare alla tomba di Philip… Non avevo neppure bisogno di andare tanto lontano, perché so chi sono e so che cosa sono. Sono la Sterminatrice, e io, coi vampiri, non ci esco. Io li ammazzo.

Anita è una protagonista un po’ rude ma ho davvero apprezzato questa sua caratteristica. Lei ha l’aspetto di una bambola, ma il carattere e l’atteggiamento opposto, gira armata (guai a uscire senza) e sa di dover avere una fede incrollabile se vuole che il crocefisso spaventi davvero i non morti (poco importa se è dovuta diventare una cattolica episcopale quando il Papa ha scomunicato pure i Risveglianti perché trafficano con i cadaveri). Non fa minacce a vuoto ed è sarcastica, una caratteristica che mi è piaciuta tanto.
L’ambientazione e le descrizioni sono un altro punto a favore, perché ci si riesce immergere in questa calda città della Louisiana senza alcuna difficoltà, attraversandola in lungo e in largo insieme ai personaggi.

Unica pecca: per avere un quadro più ampio dell’universo in cui è ambiento il romanzo, e soprattutto per capirci qualcosa in più, non basta leggere il primo volume. Ovvio, certo, ma si ha la sensazione di essere spaesati e che in Nodo di sangue manchino dei dettagli capaci di rendere la lettura agevole, nonostante sia già scorrevole e molto, molto coinvolgente.

Io ho già dato una sbirciatina alle pagine del secondo volume e devo dire che la comprensione migliora 😊 Ve lo dirò una volta letto!

Conoscete Anita e la serie di Laurell K. Hamilton? Consigliate di continuarla alla lunga o no? Ve lo chiedo perché, in proposito, ho sentito pareri opposti…

A presto
Federica 💋

[Segnalazione] “I corvi di Londra” di Elena Covani

Buongiorno e buon venerdì 😊

La settimana sul blog si chiude con una nuova segnalazione librosa, tutta made in Italy, il sequel di I fuochi di Valencia!

Titolo
I corvi di Londra
Autore
Elena Covani
Editore
NPS edizioni
Illustrazione
Mala Spina
Genere
Urban fantasy
Pubblicazione
2020
Formato
Cartaceo (14€) ~ Digitale (2,99€)
Pagine
206
Acquisto
Amazon

José e Maria sono in fuga.
Braccati dagli Erjes, in cerca di vendetta, e guardati a vista dalle Sentinelle, che ancora non si fidano di loro. Di lei. Un’umana refrattaria al virus o forse un piano segreto dei demoni per annientare la razza umana?
Nell’attesa di capire cos’è davvero Maria, chi è, il Concilio dei Dodici li invia a Londra, dove una brillante scienziata effettua esperimenti su di lei. Una cavia, così si sente la ragazza, un ibrido incapace di comprendere il proprio ruolo nel mondo, incapace di prendere posizione nella guerra tra demoni e protettori dell’umanità.
Basterà l’amore di Josè a salvarla? O il fascino di Galen la porterà verso un destino diverso?
La guerra per l’evoluzione giunge a un punto di svolta.

 L’estratto

Da quando era stata contagiata, il suo mondo era stato rivoluzionato. Aveva scoperto l’esistenza di demoni che di notte si aggirano per le strade, aggredendo esseri umani per ridurli a marionette nelle loro mani, e di coraggiosi Soldati che li combattono per difendere gli uomini.
Poi c’era lei. Non del tutto umana, perché infettata dagli Erjes, ma non ancora assuefatta al virus.
Quanto avrebbe resistito? Quanto sarebbe riuscita a trattenere la bestia?

L’autrice

Elena Covani è nata e cresciuta in Versilia. Appassionata di storia e cultura spagnola, ha trascorso un anno universitario a Valencia, le cui atmosfere le hanno ispirato il suo romanzo fantastico. Trascorre le giornate tra lavoro, famiglia, scrittura e la ginnastica ritmica, sua grande passione.
Dal 2015 conduce la rassegna “Un libro al tramonto” a Viareggio, insieme a Alessio Del Debbio, per promuovere gli scrittori locali.
Ha pubblicato il romanzo urban fantasy “I fuochi di Valencia” (NPS Edizioni, 2018) e vari racconti in antologie per “Nati per scrivere”.

Contatti

“NPS Edizioni” è il marchio editoriale dell’associazione “Nati per scrivere”, nata da un gruppo di appassionati lettori per promuovere la cultura del libro. L’associazione cura laboratori di scrittura creativa, workshop su scrittura e editoria, letture animate, incontri con autori e rassegne letterarie.

Sito web editore

Buon weekend
Federica
💋