[Review Party] “Per l’uno e per l’altra” di Jayne Davis

E… sono di nuovo qui a pubblicare 😊

Perché anche oggi pomeriggio c’è un Review Party, ed è quello dedicato al primo romanzo della categoria Regency di Vintage Edizioni di cui ieri ho chiuso il Blog Tour!

Prima, però, ringrazio la casa editrice per la copia ARC.

Titolo
Per l’uno e per l’altra
Titolo originale
Sauce for the Gander
Autore
Jayne Davis
Traduzione
C. Sarocco
Saga
The Marstone #1
Editore
Vintage Edizioni
Anno
2020
Anno prima edizione
2019
Genere
Romance, storico, Regency
Formato

Cartaceo (16€)
Pagine

562
Acquisto
Amazon

Inghilterra, 1777 Will, il giovane visconte di Wingrave, contrastato dal dispotico padre nel proprio desiderio di servire il paese arruolandosi, trascorre il proprio tempo in passatempi stupidi e pericolosi: il gioco d’azzardo e le avventure con donne sposate sono le occupazioni che più sembrano divertirlo, nonostante avversari pericolosi e mariti infuriati. La notizia del duello all’ultimo sangue contro un marito geloso fa decidere il padre, il conte di Marstone, che è arrivato il momento di prendere provvedimenti. Quella testa calda del figlio deve sposarsi e sarà lui a scegliere la sposa. Per questo il conte organizza le nozze con la giovane Connie Charters, il cui ambizioso padre è disposto a vendere la propria figlia pur di approfittare dei vantaggi che una simile unione può portare. È così che Will e Connie si conoscono, davanti all’altare, costretti a unire per sempre le proprie vite. Eppure, i due si trovano giorno dopo giorno ad affrontare insieme la tirannia dei rispettivi genitori, scoprendo proprio nel loro matrimonio una inattesa possibilità d’indipendenza e nella loro unione una forza imprevista. Ma può il vero amore nascere su queste sole basi?

Will, lord Wingrave, si prepara ad affrontare un duello illegale per ripagare il disonore arrecato a un marito (quasi) fatto becco, senza che suo padre interferisca e metta a tacere ogni cosa. Connie, Constance, deve invece fare i conti con un padre calcolatore che la vorrebbe ubbidiente e devota, una figlia che in realtà per lui è solo un dispiacere e un disonore. Le vite di Will e Connie non potrebbero essere più distanti, lui a Londra e lei in campagna, ma il destino, e soprattutto i rispettivi padri, hai in serbo per loro un inaspettato incontro e un matrimonio combinato che cambierà per sempre l’esistenza di entrambi.
Due giovani sconosciuti, soggetti al dominio di un genitore possessivo e retrogrado, si ritrovano legati nel vincolo del matrimonio e da questa unione devono necessariamente trarre tutto il vantaggio possibile, persino di fronte all’insistente controllo che il padre di Will vorrebbe comunque avere su di loro.

Ma ricordate che potreste non essere l’unico a essere costretto a fare qualcosa qui. Dovete parlare tra di voi e, ricordatevi, che quello che vale per l’uno vale anche per l’altra.

Ma entrare in confidenza tra loro non è facile, specie alla luce delle rispettive identità, che i loro padri hanno descritto l’uno all’altro in modo diverso rispetto a ciò che sono veramente. Will e Connie, seppur con un iniziale titubanza, iniziano però un rapporto di amicizia più che un vero matrimonio, grazie alla promessa di aspettare un mese prima di sancire davvero la loro unione. Tra confidenze, regali inattesi e letture condivise, nonché la scoperta dei segreti reciproci, questi due giovani gettano le basi di un rapporto ben più profondo di quanto si sarebbero mai aspettati date le premesse della loro unione.
E se Connie si rivela diversa della ben timida e assoggettata moglie che il conte aveva promesso a Will (Un aspetto che a lui non era mai piaciuto), per la giovane ritrovarsi finalmente ascoltata e compresa da parte dell’uomo da cui dipende la sua vita è una novità decisamente allettante. Aspettare un mese, quindi, pare a entrambi un tempo estremamente lungo, soprattutto alla luce dei sentimenti che iniziano a provare l’uno per l’altra.

«Fidatevi, è quello che siete che conta.»
«Non mi conoscete ancora bene.»
«No,» disse, «ma sto imparando.»

Per l’uno e per l’altra è un romanzo storico in chiave romance, dove gli intrighi, le macchinazioni e le interferenze, tanto da parte dei padri dei due protagonisti quanto dalla presenza del contrabbando illegale servono per cementare il legame che a sorpresa si instaura tra Will e Connie. Lo stile e l’ambientazione di epoca Regency (il periodo della reggenza, quegli anni che precedono l’epoca vittoriana) regalano una storia davvero ben scritta e coinvolgente, dove le parti più esplicite del rapporto vengono velate (cosa che lo differenzia, ad esempio, dai romanzi storici in chiave erotica) per favorire più l’espressione dei sentimenti che nascono tra i due protagonisti, piuttosto che gli aspetti più fisici del loro matrimonio.
Per mezzo dell’intrigo, dello spionaggio e della possibile minaccia alla loro libertà, la storia di Connie e Will va bene oltre un classico romanzo d’amore, ma permette anche di vedere come due personalità molto forti, e che comunque ancora devono crescere, si adattino l’uno all’altra per ottenere il meglio di loro di loro stessi e della coppia.

Desiderava tanto parlarne con Will.
No, quello che voleva veramente era sentire la pressione confortante delle sue braccia intorno alle proprie spalle e il sollievo di poter condividere il fardello della responsabilità. Ma lui non c’era e lei era in grado di cavarsela da sola.

Il romanzo, benché lungo e articolato (supera infatti le 560 pagine), risulta scorrevole, piacevole alla lettura e soprattutto accattivante, perché non si limita a mostrare come cambi la vita di questi due ragazzi e, quasi per magia, si innamorino, ma contestualizza la loro love story sia con le difficoltà del periodo storico in cui è ambientato, sia con i limiti, le imposizioni e i difetti che entrambi avrebbero avuto e affrontato se si fosse trattato di veri personaggi storici. Interessante, da questo punto di vista, sono tutte le varie imposizioni che limitano la vita di Connie e le diverse mancanze che un secondogenito come Will sente e sviluppa di fronte all’importanza riservata all’erede di un casato o di un titolo. Due aspetti che, insieme, cercheranno di superare.

Adesso non vedo l’ora di leggere i successivi volumi di questa serie ambientata in epoca Regency, soprattutto perché è un periodo storico che mi piace moltissimo!

Fatemi sapere se questo libro può rientrare nei vostri gusti, se lo leggerete o si avete già avuto conoscenza di questa autrice 😊

Nel frattempo, però, passate un buon weekend!
Federica
💋

[Review Tour] “Collisione” di Monica Brizzi

Buongiorno a tutti!

Questa settimana ho l’onore, e l’onere, di chiudere il review tour che accompagna l’uscita dell’ultimo romanzo di Monica Brizzi, Collisione, terzo volume della saga romance-distopica La Principessa dei Mondi! Ebbene sì, per chi conosce la storia di Niris e Max, siamo arrivati all’ultima entusiasmante avventura, che vedrà i nostri eroi lottare dopo le sconvolgenti rivelazioni nel finale di Mirika!

Prima di passare alla recensione vera e propria, ringrazio la CE per la copia ARC e vi lascio le mie precedenti recensioni di La Terra e Mirika, rispettivamente il primo e il secondo volume della trilogia. Ora a noi, anche se vi avviso che non sono riuscita ad essere pienamente obiettiva e distaccata. Ma come si fa, con due protagonisti come questi?!

Titolo
Collisione
Autore
Monica Brizzi
Editore
Genesis Publishing
Saga
La Principessa dei Mondi #3
Genere
Romance distopico
Pubblicazione
26 Giugno 2020
Formato
Ebook (3,99€) ~ Cartaceo (10,60€)
Pagine
252
Acquisto
Amazon

Il dolore si era trasformato in collera e rivalsa. La mia mente urlava una sola cosa: vendetta.
Vendetta. Vendetta. E lo sputai, come un drago con il fuoco.
Sputai ciò che desideravo e che bramavo con una nuova forza.
«Se siete stati voi… beh, sto venendo a prendervi.»

Maxilimilian Davis Hall e Niristilia Nerol della famiglia Neraides sono due leggende, tuttavia i popoli preferiscono acclamarli come Max, colonnello e capo dei ribelli terrestri, e Niris, principessa e futura regina di Mirika. E nessuno sa cosa il futuro ha in serbo per loro.
Il pianeta rosa ha bisogno di una guida, quello blu di risposte. Perché le domande si affollano intorno a H e Mirikantes e le spiegazioni sembrano sempre più confuse e oscure.
Nuove città, scoperte sconcertanti, perdite e addii. Tra una rivelazione e l’altra, Max e Niris dovranno cercare di tenere insieme i pezzi dell’universo e di loro stessi. Perché tutto sta per cambiare. E questa volta, sarà per sempre.

Collisione, volume conclusivo della trilogia romance-distopica La Principessa dei Mondi, si prepara a fare giustizia laddove è sempre stata negata e a collegare due mondi apparentemente troppo distanti. Max e Niris vi aspettano per raccontarvi il loro strabiliante e rocambolesco epilogo.

Mirika. Dopo la morte di Nantius, Niris e Max devono fare i conti con la verità che ha destabilizzato tutto ciò che credevano fosse accaduto tra il misterioso, colorato pianeta alieno e la Terra, cercando di capire come la nuova condizione di Niris, quella di futura Regina di Mirika, cambierà il loro rapporto.
Ma prima è tempo del cordoglio, dell’ultimo saluto a colui che per la Principessa rinnegata è stato come un padre. Malarka, una guardia, un soldato, un amico, che ha dato la vita per lei e il quale lei, e Max, sono disposti a onorare come il guerriero che è stato in vita.
E nel frattempo Niris affronta la distruzione di tutte le verità su cui sono stati costruiti i rapporti tra i due mondi nell’unico modo in cui è sempre sopravvissuta, estraniandosi e racchiudendo dentro di sé emozioni che potrebbero destabilizzare quel controllo che, invece, deve mantenere per il bene di Mirika, della Terra e di tutti i loro abitanti, anche se forse non sembrano così ben disposti verso di lei.

Tuttavia, la mia condizione non cambiava: ero e sarei sempre stata un’estranea. Qualunque fosse il mio pianeta, qualunque fosse il mio sangue, gli abitanti di quei globi mi avrebbero considerata tale.

Ma ciò che conta è avere Max, e solo lui, il Colonnello che con la sua imperturbabilità e forza sarebbe capace di guidare il mondo intero verso obiettivi e giorni migliori. La persona che, anche se Niris non osa chiedere, vorrebbe vedere reclamare per il diritto a definirla sua, la sua ragione di vita, sua compagna e moglie, prima ancora del titolo di Regina. E quando accade, nient’altro al mondo, in entrambi i mondi, ha più importanza. Per un attimo, tra due pianeti in guerra, esistono loro e soltanto loro.
La realtà, tuttavia, non scompare e Max e Niris devono fare ritorno là dove tutto è cominciato, sulla Terra, per affrontare un nemico che di umano non ha più nulla e che cerca, in ogni modo possibile, di piegare entrambi al proprio volere, alla propria versione dei fatti, alle proprie azioni e menzogne crudeli. Che cerca di sottrarli l’uno all’altra per renderli deboli, malleabili. Dando loro, invece, una ragione in più per combattere, sopravvivere e, infine, vivere, e farlo insieme.

Il suo sorrisetto maldestro, quello che si apriva da un lato per poi comparire su tutto il viso, illuminò l’intero androne.
«Facciamo questa cosa» sussurrò.
Annuii e mi misi al suo fianco. Sollevai il cappuccio e mi coprii la testa, lui fece lo stesso con il suo. Senza smettere di sorridere, cominciammo ad avanzare
.

Collisione, terzo e ultimo capitolo della trilogia La Principessa dei Mondi, è una carambola di emozioni dall’inizio alla fine. Il suo ritmo trascinante, i colpi di scena e al cuore (per tutto ciò che accade a Niris e Max) che vengono raccontati attraverso gli occhi della protagonista, con qualche intermezzo da colpo di fulmine immediato perché scritti dal punto di vista di Max, si incastrano alla perfezione in un intreccio nel quale è impossibile non restare catturati.
Quando si comincia a leggere, si è attratti come una calamita pagina dopo pagina, e si divorano gli eventi e le rivelazione senza possibilità di staccare lo sguardo. Accade troppo, e troppo in fretta, per pensare di prendersi una pausa dalla lettura e non sapere
subito cosa ne sarà di Niris e Max una volta fatto ritorno a 1, la prima città liberata nonché sede del CDC e, dopo tante difficoltà, a H, a casa, il rifugio sicuro dove essere loro stessi, gioire, soffrire e progettare un futuro migliore insieme agli amici di sempre. Si è coinvolti emotivamente in un mondo in guerra e se ne diventa partecipi fino in fondo grazie a Niris e Max, la coppia di protagonisti più tenera, più testarda e con più problemi di comunicazione di “livello base” che abbia mai visto, ma che per questo è tanto più facile da apprezzare e amare.

Come se tutto ciò che sono avesse come unica intenzione quella di giungere, colpire e consegnarle il mio cuore.
Eccolo, prendilo. È tuo, lo è sempre stato. Lo sarà per sempre.
E vorrei dirglielo, vorrei dirle tutto. Ciò che sento, ciò che mi dà. Che è bella, che ogni volta che mi tocca perdo consistenze e respiri.
Ma non ci riesco. E continuo a prendere tutto e a darle ogni cosa.

Qui arrivo alla parte meno obiettiva della recensione, perché quando finisci di leggere l’ultimo volume di una saga che ami, e che amerai a lungo, con personaggi impossibili da dimenticare, che ti sono entrati sottopelle e che sai, perché Lo Sai, che ti cambieranno la vita, ecco, quando arrivi alla fine dell’ultima pagina, ti senti in due modi.
Sei felice, perché, finalmente, hai conosciuto l’intera storia, l’hai amata e fatta tua. Ed è una esperienza meravigliosa. E sei triste, come se ti avessero strappato il cuore dal petto, perché sei arrivato alla fine. E ti dispiace, non vuoi lasciarli, perché personaggi e storia si sono presi una parte di te senza chiederti il permesso.
Leggere
Collisione è così che mi ha fatta sentire, felice e triste, con la voglia di ridere e piangere insieme, lo stomaco stretto in una morsa perché, alla fine, il viaggio si è concluso e io non ho idea se gioirne o disperarmene. Il vortice di emozioni è intenso durante tutta la lettura, ma soprattutto nel crescendo dei colpi di scena conclusivi e invidio, e compatisco, coloro che ancora devono scoprire Niris e Max, la loro forza, la loro resilienza, perché potranno incontrarli per la prima volta e farsi trascinare dalla loro avventura verso un Finale con l’iniziale maiuscola, oltre il quale resterà l’emozione pura, intensa, che ti fa star bene e, insieme, male, perché ti dispiace lasciarli, anche se sai che è giusto.
Monica ha creato un mondo da amare, dal quale imparare e che, per quel che mi riguarda, è diventato uno dei miei universi fantastici preferiti. È un universo distopico, quindi con tutte le negatività possibili di cui una realtà come questa è portatrice, eppure si riesce a trovare tanti motivi per amarlo, per prendere spunti costruttivi dai quali analizzare il proprio vissuto, la relazione con il nostro mondo e, soprattutto, la possibilità di vivere ciò che hanno Max e Niris pur nelle difficoltà.

Che dire? Niente, se non che l’obiettività ed io qui ci siamo salutate praticamente alla prima pagina del libro. E non sono mai stata più felice di farlo 😅 Perché è davvero impossibile non innamorarsi di questa storia, come di tutta la trilogia.

So che questa è l’ultima tappa, però vi lascio lo stesso il calendario del review tour così che possiate recuperare tutte le recensioni delle blogger che mi hanno preceduta.

Lunedì 29 giugno: Librintavola
Martedì 30 giugno: Esmeralda viaggi e libri 
Mercoledì 1 luglio: Rivendell: Katy Booklover
Lunedì 6 luglio: A libro aperto
Martedì 7 luglio: Vivianabooks
Mercoledì 8 luglio: Ilariabookpassion
Giovedì 9 luglio: The Reading’s Love
Venerdì 10 luglio:

Fatemi sapere se questo romanzo e il suo genere vi interessano, se lo leggerete o se in qualche modo attirato la vostra curiosità 😊

A più tardi,
Federica 💋

[BlogTour] “Per l’uno e per l’altra” di Jayne Davis : Casa dolce casa – La famiglia che abbiamo e non meritiamo

Buongiorno a tutti e buon giovedì 😊

Oggi e domani saranno giorni ricchi di sorprese, ad iniziare da quella che è l’ultima tappa del BlogTour dedicato a Per l’uno e per l’altra, il primo romanzo della collana Regency inaugurata dalla Vintage Edizioni! Ma prima di mostrarvi il mio approfondimento, vi lascio i dati del libro!

Titolo
Per l’uno e per l’altra
Titolo originale
Sauce for the Gander
Autore
Jayne Davis
Traduzione
C. Sarocco
Saga
The Marstone #1
Editore
Vintage Edizioni
Anno
2020
Anno prima edizione
2019
Genere
Romance, storico, Regency
Formato

Cartaceo (16€)
Pagine

562
Acquisto
Amazon

Inghilterra, 1777 Will, il giovane visconte di Wingrave, contrastato dal dispotico padre nel proprio desiderio di servire il paese arruolandosi, trascorre il proprio tempo in passatempi stupidi e pericolosi: il gioco d’azzardo e le avventure con donne sposate sono le occupazioni che più sembrano divertirlo, nonostante avversari pericolosi e mariti infuriati. La notizia del duello all’ultimo sangue contro un marito geloso fa decidere il padre, il conte di Marstone, che è arrivato il momento di prendere provvedimenti. Quella testa calda del figlio deve sposarsi e sarà lui a scegliere la sposa. Per questo il conte organizza le nozze con la giovane Connie Charters, il cui ambizioso padre è disposto a vendere la propria figlia pur di approfittare dei vantaggi che una simile unione può portare. È così che Will e Connie si conoscono, davanti all’altare, costretti a unire per sempre le proprie vite. Eppure, i due si trovano giorno dopo giorno ad affrontare insieme la tirannia dei rispettivi genitori, scoprendo proprio nel loro matrimonio una inattesa possibilità d’indipendenza e nella loro unione una forza imprevista. Ma può il vero amore nascere su queste sole basi?

Tema della mia tappa è Casa dolce casa – La famiglia che abbiamo e non meritiamo, perché all’interno del romanzo il tema della famiglia è un aspetto centrale, che forgia i caratteri e i comportamenti dei due protagonisti, Connie e Will, mettendoli di fronte a una sfida forse impossibile quando si tratta di creare il loro nucleo familiare.

Da un lato abbiamo Will, visconte di Wingrave e futuro conte Marstone, cresciuto sotto il tetto di un padre dispotico e possessivo che vede i figli, soprattutto i maschi, come sue estensioni e quindi come dipendenti sempre e comunque dalla sua autorità. L’attuale conte è un uomo che non vuole sentire ragioni, disposto anche vendere luoghi (e persone) per ottenere ciò che si è prefissato, vale a dire continuare la propria linea di successione affinché il titolo prosegua senza interruzioni. Ciò che conta, il valore di Will per suo padre, è la presenza di un erede e (almeno) un sostituto, così che nulla metta a repentaglio la successione, le ricchezze e il lignaggio. Un aspetto, questo, che coinvolge direttamente la situazione della prescelta futura sposa.

Connie è figlia di un nobile di campagna, caratterizzato da un titolo ma da una condizione assai meno abbiente di quella che ci si aspetterebbe da un baronetto. È lei a occuparsi della gestione della casa, a formarsi nella speranza di diventare un giorno governante, perché per lei, figlia di seconde nozze, le prospettive di fare un buon matrimonio sono davvero scarse. Suo padre, un po’ come quello di Will, si aspetta la totale obbedienza della figlia perché, il valore della donna nella famiglia, è quello di essere dipendente dal padre, marito o tutore che sia, in quanto considerate prive di volontà decisionale (se non quella per attività di scarso interesse per gli uomini, come la cura dei giardini o il cucito), ma per Connie l’autorità è rappresentata anche da un controllo ferreo sulle spese, vincolate non alle sue necessità ma agli interessi del padre.

Due condizioni economiche e autorità un po’ diverse, ma che spingono i ragazzi ad approcciarsi l’uno all’altra convinti che la loro realtà familiare sarà identica a quella lasciata. Will si aspetta infatti, dalle poco rassicuranti conferme di suo padre, una moglie docile e obbediente, consapevole dei suoi limiti e obblighi. Connie non sa se poter chiedere a suo marito come e quanto potrà spendere per la gestione della casa, certa che ci saranno più limitazioni che permessi, più rifiuti e disattenzione alle sue esigenze che momenti di aperto dialogo.

Ebbene, le sorprese saranno tante dal punto di vista familiare! Ma per scoprirle c’è solo un modo ed è andarle a cercare tra le pagine del libro!

I diversi quadri familiari che Jayne Davis crea e condivide con noi nella lettura sono tipici dell’Inghilterra (e dell’Occidente) di fine Settecento e restano tali per tutto il secolo successivo. Sono nuclei in cui tutta l’autorità è affidata a un capo famiglia titolato e dalla cui benevolenza dipendono tutti coloro che ne fanno parte, in cui agli uomini è concesso un minimo di trasgressione e dove le donne invece fungono quasi da orpello per il loro aspetto, il lignaggio e la capacità di fare figli. Un concetto un po’ diverso da quello di “famiglia” che abbiamo oggi, anche se (a volte) qualcuno prova a farci tornare a quei tempi… ma per fortuna abbiamo Will e Connie a ricordarci come evitare che accada 😉

Ed eccoci arrivati alla fine! Spero che questo approfondimento sulle famiglie dei protagonisti vi sia piaciuto e anche se oggi è stata l’ultima tappo del BlogTour, vi lascio il calendario e i link ai siti partecipanti:

6 luglioI miei magici mondi
7 luglio Rivendell: Katy Booklover
8 luglio La Nicchia Letteraria
9 luglio – On Rainy Days

E…

10 luglio – Review Party

Non mancate, mi raccomando, perché c’è ancora molto da conoscere su Will e Connie!

A domani
Federica 
💋

[Segnalazione] “L’acrobata” di Aharan Lee

Buongiorno lettori!

E buon lunedì 😊 la settimana inizia con una segnalazione!

Titolo
L’acrobata
Autore

Aharan Lee
Editore
Black Robot Publishing
Genere
Narrativa, racconti brevi
Pubblicazione
2020
Formato
Cartaceo (26€)
Pagine
86
Acquisto
Amazon

“Così, condotti dalla malinconica arte, vivranno estraniati dal mondo senza eredi e senza lasciar traccia del loro passaggio se non sul volto di qualche vanitoso attore”.

Davanti a uno spartito, nella sala prove di un conservatorio, Paul lavora senza sosta per comporre il capolavoro della sua vita prima che la malattia lo divori.
Seduto sulla panchina di un molo, Joseph osserva malinconicamente il mare mentre si prepara a dire addio alla donna della sua vita.
Tra i tavolini di un bar, Pierre porge un mazzetto di gerani alla bella Amélie, sperando che la ragazza accetti di rivederlo il giorno dopo. In un angolo di un teatro, nascosta agli occhi di tutti e rannicchiata sulla sua poltrona preferita, Elisabetta scrive il copione dell’opera teatrale nella quale Marta, attrice di punta della compagnia, potrà rinascere dopo la morte della sorella.
Queste sono solo alcune delle trame dei racconti contenuti ne L’acrobata. Storie malinconiche e dal finale dolceamaro, ricavate da alcuni attimi rubati dalle vite di personaggi tanto fittizi quanto reali.
Undici vite e undici attimi: undici brevi racconti in grado di trascinare i lettori in un mondo palpabile, tanto vicino da poterlo sfiorare, e, alla fine, lasciarli in bilico sul filo di un sogno sospeso.

L’autrice & L’opera

Aharan Lee, classe 1992, è appassionata di arte e studia a Firenze per diventare restauratrice di libri antichi. Dopo essersi dedicata alla pittura, ha virato verso la scrittura alla ricerca di qualcosa che tempere e pennelli non riuscivano a darle: “La tela non mi bastava più a dipingere questo colorato mondo che mi porto dentro, così ho cominciato a muovere le parole”.
L’acrobata è formato di attimi. Ogni racconto è un attimo gentilmente rubato dalla vita di un estraneo, che l’autrice, seduta al tavolino di un bar davanti a una tazzina di caffè sporca e un foglio scarabocchiato, ha tramutato in arte.
L’acrobata è una piccola opera d’arte, potrebbe essere paragonato a un quadro o a uno spartito musicale, dove ogni racconto è un colore o una nota. È un testo che va oltre, non racconta solo a parole, ma ogni racconto ha una forza descrittiva tale da ricordare una fotografia. Il lettore si ritrova improvvisamente immerso in un altro mondo, una realtà diversa, sospesa, come un sogno e non può fare a meno di proseguire la lettura, di avventurarsi in questo mondo e godersi il sogno fino alla fine.

A presto
Federica 💋

[Recensione] “Jane Eyre” di Charlotte Brontë

Buongiorno!

Siamo a venerdì e questa settimana si chiude con la recensione di Jane Eyre, che per me è il libro migliore di Charlotte Brontë!

Jane Eyre (eNewton Classici) di [Charlotte Brontë, L. Spaventa Filippi]Titolo
Jane Eyre
Autore
Charlotte Brontë
Traduzione
L. Spaventa Filippi
Editore
Newton Compton Editore
Anno
2011
Anno prima edizione
1847
Genere
Narrativa ~ classici
Formato

Ebook
Pagine

320

Jane Eyre è il capolavoro di Charlotte Brontë, l’affresco vivissimo di un’epoca e di una società, la storia di una proposta d’amore inaccettabile dal punto di vista della morale corrente ma che innesca il tormento della passione e la conseguente repressione. Potente figura femminile, l’eroina del romanzo ha ispirato numerose versioni cinematografiche. Cenerentola priva del candore della fiaba, Jane è la piccola governante che affascina e poi sposa il suo padrone, né bella né attraente secondo i canoni ottocenteschi della femminilità, forse ignara delle arti sottili della seduzione, ma animata da una volontà incrollabile che travolge ogni ostacolo e la preserva immune dalle tentazioni disseminate sull’aspro cammino che conduce alla realizzazione di sé come donna.

Jane Eyre è una giovane orfana, cresciuta dagli zii materni (e poi solo dalla zia acquisita) sin dai primi anni di vita e costretta sin da subito a fare i conti con l’odio, il risentimento e i bigotti precetti di tutori che, in lei, non vedono altro che una bambina ribelle, animata da insana curiosità e da un carattere difficile. La sua vita con zia Reed e i suoi figli, seguita dagli anni trascorsi nella scuola di Lowood, rappresentano per Jane anni di sofferenza e privazione, un’esperienza tuttavia formativa che plasma il suo carattere senza per questo renderla diversa da chi è sempre stata.
Il carattere deciso e resiliente di Jane è ciò che le permette di farsi strada nella vita, diventando ben presto insegnante a Lowood e, poi, governante per la giovane pupilla ospitata a Thornfield Hall, la storica dimora del misterioso Mr. Rochester.

La vita mi sembra troppo breve per sciuparla nel coltivare delle animosità, o registrare i torti ricevuti. Siamo, ed è fatale, tutti quanti carichi di colpe in questo mondo.

L’arrivo a Thornfield segna per Jane un nuovo capitolo della sua vita. Indipendente e libera di dedicarsi alle sue passioni, i suoi giorni nella casa di Rochester si alternano tranquilli, tra lezioni alla giovane Adèle e l’occuparsi di sé, anche se, a volte, strani rumori e comportamenti da parte di Mrs. Poole, una cameriera assai particolare.
Ma la pace viene interrotta con l’arrivo improvviso di Mr. Rochester, un uomo burbero e sarcastico, disposto a mettere Jane sotto torchio per testarne la tempra, l’intelligenza e, con suo stupore, uno spirito critico molto forte, indipendente e non disposto a essere trattato con inferiorità solo perché donna.

In genere si crede che le donne siano molto quiete. Le donne invece provano gli stessi sentimenti degli uomini. Hanno bisogno di esercitare le loro facoltà, e di provare le loro capacità come i loro fratelli; soffrono come gli uomini dei freni e dell’inattività, e fa parte della mentalità ristretta dei loro compagni più fortunati il dire che si devono limitare a cucinare e a far la calza, a suonare il piano e far ricami. È stupido condannarle o schernirle, se cercano di fare di più o imparare di più di quello che è solito al loro sesso.

Be’, credo che la trama e le vicende di Jane Eyre siano tra le più conosciute nel mondo dei Classici letterari. Il suo rapporto con Edward Rochester ha segnato l’evoluzione dei rapporti romantici nei libri fino a oggi, creando quell’alone di mistero e attrazione che fa del poco cortese Rochester il “bad boy” di metà Ottocento e che, comunque, ha un fascino impossibile da imitare e da ignorare. Gli alti e bassi che caratterizzano il suo rapporto con Jane, gli inganni e il passato scandaloso creano un personaggio ancora moderno e capace di emozionare, con il quale arrabbiarsi, ma impossibile da non amare e per il quale sperare.
Jane, dal canto suo, è una protagonista che ho adorato. Forte, indipendente e sicura di sé, del proprio valore come persona in generale e come donna poi, che è disposta a sacrificare anche l’amore della sua vita per la propria integrità e che tuttavia, allo stesso tempo, non rinuncia all’idea dell’Amore solo perché sa che il proprio sarebbe impossibile, per accettare la via della convenienza con St John (un personaggio che mi ha dato abbastanza sui nervi). E i sentimenti, oltre alla capacità di pensiero e all’intelligenza, sono ciò che fa di Jane (e Rochester) la protagonista più moderna che si possa trovare in un Classico come questo e che, anche a differenza di Catherine in Wuthering Heights (di Emily Brontë), ha saputo rendere il romanzo una vera meraviglia.

Trovai te. Tu sei la mia compagna, la migliore parte di me, il mio buon angelo. Mi sento legato a te da un forte affetto. Ti giudico buona, virtuosa, amabile. È nata nel mio cuore una passione ardente e profonda, che mi spinge verso di te, fa di te il centro della mia vita e unisce le nostre due esistenze in un’unica fiamma pura e potente.

Ultimo aspetto, ma è scontato con Charlotte Brontë, riguarda lo stile e le descrizioni, sia delle emozioni sia degli ambienti e del paesaggio in cui i protagonisti si muovono. Proprio quest’ultimo, con i suoi grandi e meravigliosi spazi aperti, si fa personaggio reale all’interno della narrazione, determinando il percorso seguito dai pensieri e dalle riflessioni di tutti, ma soprattutto di Jane, la voce narrante e colei che mette in evidenza tantissime tematiche diverse, dall’educazione dei più giovani al ruolo di uomini e donne nella società Vittoriana, dal valore del matrimonio a quello del denaro e dei sentimenti, dando un quadro vivido e dettagliato della società che raffigura e in cui tutti, ma Jane e Rochester in primis, devono seguire delle regole ben determinate, altrimenti saranno classificati come ribelli (Jane) e diavoli (o libertini, Rochester).

Mi perdonerà Heathcliff, ma con Rochester non c’è storia! Meraviglioso tutto il romanzo, ma soprattutto i momenti tra i due protagonisti. E, finalmente, ho aggiunto questo Classico alla lista dei “depennati” 😅 voi, invece? Lo avete letto o siete all’oscuro del segreto di Thornfield Hall?

Fatemi sapere e… buon weekend!
Federica 💋