[Domino Letterario] “Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari” di Julia Stuart

Buongiorno 😊

Oggi torna l’appuntamento mensile con il Domino Letterario! Questo mese sono io ad aprire le danze e lo faccio con un libro che avevo sullo scaffale da un po’. A volte i libri che aspettano si rivelano i migliori… Questo non è uno di quelli, purtroppo…

Titolo
Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari
Titolo originale
The Matchmaker of Périgord
Autore
Julia Stuart
Traduzione
K. De Marco
Editore
Corbaccio
Anno
2014
Anno prima edizione
2007
Genere
Narrativa
Formato

Ebook
Pagine

263

Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi rifiutano di andarci a vivere. Qui, il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretto a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l’avanzare dell’età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di avviare una nuova attività: un’agenzia per cuori solitari. Eh sì, perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l’origine) l’amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto. In fondo quasi nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume Ladoucette, l’amore è come un buon cassoulet, ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lo stesso Guillaume non sia ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che lui lo sa è la sua anima gemella.

Ho iniziato questo libro con alte aspettative, perché dalla trama mi aspettavo un romanzo frizzante e divertente. Tuttavia Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari non è riuscito a coinvolgermi, nemmeno dopo essermi convinta a proseguire capitolo dopo capitolo con la speranza del “magari migliora”.
A non risultare coinvolgente è la prospettiva dello stesso protagonista, un uomo che non è disposto a guardare la fine della propria attività e decide di reinventarsi come Cupido per i suoi trentadue compaesani. Peccato che ad Amour-sur-Belle si conoscano tutti e molti si odino pure, scatenando così, attraverso gli Impareggiabili Pacchetti Bronzo, Argento e Oro offerti dall’agenzia, una serie di pessimi primi appuntamenti e malintesi incredibili. Guillaume Ladoucette mi ha convinta molto di più come aspirante Cupido che come protagonista, un ruolo nel quale non riesce a colpire né a stabilire un vero legame con chi legge.
In generale, l’idea che fa da sfondo al romanzo, l’aprire un’agenzia per single in questo paese poco incline all’amore, e il filo conduttore del trovare l’anima gemella a ogni età è il punto che più mi è piaciuto in tutta la storia, ma esiste una grande pecca, che lo ha reso davvero pesante da leggere: le digressioni. Interi paragrafi vengono dedicati alle descrizioni di momenti non esattamente centrali nel filo del discorso, dei flashback che fanno perdere il senso di coesione che non rendono affatto leggera la lettura. Tutto prosegue a rilento e i momenti davvero belli e interessanti da leggere si perdono in un marasma di informazioni che, alla fin fine, avrei volentieri evitato, a favore di un approccio un po’ più sbarazzino.

Purtroppo la mia scelta non è stata delle migliori, però il Domino continua e qui trovate tutti i blog partecipanti

Non vedo l’ora di scoprire le nuove tessere!! E voi?

A presto
Federica 💋

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[Blogtour] “La spia e il guaritore” di Cristina Azzali – Quarta Tappa: La recensione

Buongiorno!! E benvenuti alla quarta tappa di questo blogtour di presentazione 😊

Giusto per fare un piccolo riassunto di cosa stiamo parlando e poi passare al sodo, ci ritroviamo nell’universo fantastico creato da Cristina Azzali in L’eredità della spada e che vede come protagonista il giovane Arthur Dalen. Desideroso di cambiare il proprio futuro, Arthur si è ritrovato a dover viaggiare con un trio decisamente particolare: Gwinneth abile spadaccina, sempre tesa a dimostrare la propria supremazia e abilità; Rayleigh, Paladino tutto muscoli e sagacia; e Maelin, giovane Maga timida ma sempre pronta riportare la pace tra i compagni di spedizione. Un viaggio, quello dei quattro protagonisti, che li metterà sulla strada di una grande avventura (e => qui <= trovate la mia recensione al primo volume). 

Oggi vi presento il secondo volume, La spia e il guaritore, e mi aspetta un onere e un onore, quello della prima recensione, e non vedo l’ora di parlarvene! Anzi, iniziamo subito, perché questo libro è davvero fenomenale!

Titolo
La spia e il guaritore
Autore
Cristina Azzali

Saga
L’eredità della spada – Vol. II
Editore
SensoInverso Edizioni
Genere
Fantasy
Pubblicazione
Settembre 2017
Formato
Cartaceo ~ Ebook (disponibile a breve)
Pagine
462
Prezzo
21€ (cartaceo) ~ 4,99€ (ebook)
L’agguato subito dal giovane Arthur si abbatte come un fulmine improvviso sul gruppo dei viandanti, sconvolgendone dinamiche e piani. La missione incombe, ora impossibile da rimandare. Cedere ai sensi di colpa sarà rischioso, poiché ad attenderli c’è un viaggio avventuroso verso l’assolata Vhalesia; qui, Gwinneth e gli altri dovranno stringere nuove, curiose alleanze, muovendosi con cautela nel dominio di un avversario insidioso e potente. Un gioco fatto di astuzie, sotterfugi e inganni, che potrebbe mutare le sorti dell’intero Continente.

Dopo aver lasciato Arthur e Gwinneth in preda a una corsa sfrenata per salvargli la vita, La spia e il guaritore ricomincia proprio dai tragici istanti seguiti al ritrovamento del cavaliere ferito. In questo secondo capitolo, però, a un romanzo di formazione e avventura si aggiunge una spy story di stampo medievale che spazia tra diverse ambientazioni e pretesti ben costruiti.
Da un misterioso viaggio diplomatico in Vahlesia, il gruppo composto da Lady Gwinneth Rashu, dal Paladino Rayleigh, dalla Maga Elementale Maelin e dal neo nominato cavaliere Arthur Dalen si ritrova a viaggiare in lungo e in largo, prima nella ricerca di un Guaritore per Arthur, poi nel tentativo di arginare le mire guerresche di un sovrano sanguinario. I momenti più densi di azione e colpi di scena sono alternati in maniera piacevole con episodi più quotidiani e tranquilli, tra i quali ho apprezzato soprattutto la parte dedicata a Arthur e Maelin e il loro viaggio in solitaria verso Sud, perché regala un angolo di normalità con due personaggi speciali e per loro natura spesso estranei a momenti simili. Ma se da un lato questi sprazzi di vita tranquilla regalano un po’ di pace, dall’altro si inseriscono i frammenti del piano originario che ha dato avvio al viaggio di Gwinneth, Rayleigh e Maelin, rimescolati e adattati a seconda degli sviluppi e degli imprevisti che si trovano ad affrontare i quattro ragazzi. Tra nemici nascosti nell’ombra e vecchie conoscenze che ricompaiono, Arthur, Gwinneth, Rayleigh e Maelin sono costretti a continui cambi di programma, scatenando una crescente curiosità a proposito della buona o cattiva riuscita delle loro strategie. Il tutto, vi dicevo, sullo sfondo di una possibile guerra tra i regni che Gwin sta cercando di prevenire, attirando le diverse esperienze dei suoi compagni in un intricato mondo di spie, cospirazione, vecchie casate destituite e di magia così potente da poter influenzare le possibilità di sopravvivenza dei protagonisti.
E, come in L’eredità della spada, sono proprio i quattro protagonisti a emergere e a rendere una lettura emozionante questo romanzo. Arthur, costretto a fare i conti con le conseguenze della propria ferita, si ritrova diviso tra la presa di coscienza del proprio ruolo negli equilibri precari tra i Quattro Regni e la momentanea estraneità all’azione dovuta proprio alla lenta guarigione. Attraverso il temporaneo allontanamento dall’azione, si concentra sulla scoperta della propria interiorità, non nella scoperta di chi vuole essere ma delle persone che vuole avere accanto nel suo viaggio e nel raggiungere una propria meta. Gwinneth, provata dalla colpa e dal dovere di aver lasciato Arthur in balia dei nemici, dall’inizio alla fine vede messe in discussione sia le certezze nutrite verso gli altri e le implicazioni che queste hanno con il suo ruolo di figlia e rappresentante del governatore di Lokrin, sia le fondamenta del suo carattere, in particolare verso Arthur perché con lui sviluppa un legame di dipendenza profondo, anche se non evidente, e che si basa sull’essersi salvati a vicenda. Rayleigh e Maelin, che qui sono meno presenti come protagonisti diretti delle azioni, se non in qualche rara occasione, sono una parte fondamentale del gruppo perché, attraverso i brevi episodi che li caratterizzano, il lettore viene a conoscenza di alcuni dettagli delle loro vite che sono davvero importanti per capire la psicologia dei personaggi come individui, dando loro profondità e spessore.
Ma oltre a loro quattro, i protagonisti principali, si sviluppa ancora una volta un grande sistema di personaggi che rende la storia ampia, variegata e interessante dal punto di vista degli sbocchi futuri della narrazioni. Dal primo volume ritornato Hiram Rashu, padre di Gwinneth, oltre ad alcuni membri della sua corte, e Scat (un ladruncolo che, devo dirvelo, non ho mai detestato), i quali rispecchiano un po’ il ruolo guadagnato nel primo volume, ma lo approfondiscono, regalando nuove sfaccettature a chi già si conosce. Tra le new entry, e ce ne sono diverse, molti sono degni di nota e pronti a sconvolgere i piani di Arthur, Gwin, Ray e Maelin in maniera sorprendente! Tutti, comunque, rientrano nel gioco di spie e tradimenti che rende questo libro davvero avvincente.
Avvincente soprattutto grazie allo stile di Cristina.
Dettagliato ed esaustivo, lo stile riesce appieno ad immergere chi legge in un tempo storico così ben definito, in cui l’uso di termini specifici, di un linguaggio che oggigiorno suona un po’ sostenuto e di tocchi decisamente coloriti rende alla perfezione l’idea di essere tornati indietro nel tempo, venendo coinvolti appieno in ogni situazione e con tutti i diversi strati sociali rappresentati. Ma oltre a una buona lettura, si trovano tanti temi e spunti di discussione moderni, grazie a una narrazione e uno stile che riportano con un piccolo guizzo “medievaleggiante” tematiche sempre attuali, come la religione, il giudicare gli altri in base a dei preconcetti, la lotta interiore tra giustizia, moralità e egoistiche soddisfazioni.
È un libro coinvolgente, capace di creare un legame empatico con ognuno dei personaggi, così diversi tra loro ma tutti accumunati dal desiderio di affrontare i propri demoni interiori e sopravvivere, magari restando ancora capaci di vivere e godersi gli istanti positivi. Un libro capace di divertire, grazie a Rayleigh (un vero gigante con il gusto dell’ironia che lo rende il mio personaggio preferito) e a due personaggi un po’ marginali ma pur sempre unici e che sarebbero degni di apparire nel regno del nonsense di Alice In Wonderland.
Come per il primo, vi assicuro che leggendolo ne resterete conquistati. Questa è, sul serio, una storia capace di creare dipendenza!

Ovviamente avete altre tappe da visitare per conoscere tutto di questo romanzo e farvi prendere dalla frenesia di saperne di più 😉 Qui avete il calendario, ma ricordate che dal 25 al 30 Settembre avete la possibilità di partecipare al giveaway associato al blogtour e essere il/la fortunato/a che riceverà una copia cartacea proprio di La spia e il guaritore! Se volete partecipare, avete ancora un paio di giorni per farlo. Basta cliccare su questo link e seguire le istruzioni!

Io ho finito! Lascio il testimone a Vivere tra le righe e all’intervista di domani 😊

A presto
Federica 💋

[Segnalazione] “Fiore di cactus” di Francesca Lizzio

Ciao 😊

Quest’oggi faccio una comparsa veloce, ma ne approfitto per segnalarvi un’opera di narrativa made in Italy pubblicata da Panesi Edizioni!

Titolo
Fiore di cactus
Autore
Francesca Lizzio
Editore
Panesi Edizioni
Pubblicazione
2017
Genere
Romance
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Prezzo
10€ (cartaceo) ~ 2,99€ (ebook)
Acquisto

Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.

L’autrice

Francesca Lizzio nasce a Catania nel 1992, mix letale di sarcasmo e ironia. Una come tante, “o tutto o niente”. Per dare senso e ordine al suo groviglio interiore, nel 2015 ha aperto un blog, cuore di cactus, dove mette a nudo le sue spine e si racconta a lettori sparsi per tutta l’Italia. Per lei le parole non sono solo parole, ma sentimenti. Con Panesi Edizioni ha preso parte all’antologia Oltre i media – Raccontalo con un film o una canzone col racconto breve Giorni (2016) e ha pubblicato Fiore di cactus (2017).

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[Segnalazione] “Only The Winds” di Giorgia Vasaperna

Buongiorno 😊

Sono davvero contenta della segnalazione di oggi, perché torno a parlarvi di un’autrice e di una serie il cui primo capitolo mi è piaciuto moltissimo!

Titolo
Only The Winds
Autore
Giorgia Vasaperna

Editore
Panesi Edizioni
Saga
Trilogia di Like Lions
Anno
2017
Genere
Urban Fantasy
Formato
eBook ~ Cartaceo
Pagine
254
Prezzo
0,99€ (eBook) ~ 15€ (Cartaceo. I primi due volumi sono in promozione 2×1)
Link
Amazon ~ Kobo

Sono passati mesi dalla missione che ha portato Avril, Matteo e Arisu nella terra dell’Etna: le loro vite sono andate avanti e i tre sono ormai proiettati verso il futuro. Tutto sembra filare liscio, finché un giorno un esercito di Domunty attacca il Villaggio della Pace e lo rade al suolo. L’illusione di una vita serena svanisce in un attimo. Una guerra sta per iniziare, ma chi è il nemico? Di chi ci si può fidare? I protagonisti di Like Lions sono tornati e dovranno affrontare una nuova e fantastica avventura. Durante il viaggio si ripresenteranno vecchie conoscenze e Avril dovrà prendere un’importante decisione.

Estratto

Nessun immortale, prima di me, era stato in grado di sconfiggere un Domunty in meno di qualche secondo… da solo.
Digrignarono i denti tentando di reprimere le loro emozioni e si buttarono a capofitto su noi immortali; Matteo, che era l’unico mortale rimasto al nostro fianco per combattere si trasformò in una tigre e si gettò addosso a uno dei nemici. Quattro Domunty mi circondarono, e io, imprecando, provai a colpirne uno con un’altra sfera, ma fui distratta dall’urlo di Primavera; aveva dimenticato che questi nemici erano in grado di risucchiare e rilanciare i nostri incantesimi. Riuscì a evitare il contrattacco per un pelo!
Uno dei miei avversari ne approfittò per colpirmi in faccia con un pugno – non molto forte, devo dire – e per immobilizzarmi a terra, ma mi liberai con un calcio prima che gli altri mi arrivassero addosso. Senza attendere un attimo di più, lo colpii con una sfera di luce e buio; il suo corpo esplose, sporcando in giro.

Contatti

Wattpad ~ Facebook

Io tra qualche giorno ne inizierò la lettura e non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà in questo nuovo capitolo!!

Ci sentiamo domani – preparatevi perché vi porto a Dunkirk!
Federica 💋

“IT” di Stephen King

Buongiorno 😊

Oggi pochi preamboli, perché vi parlo di un capolavoro che non ha bisogno di essere presentato! Ecco a voi il mitico IT!

Titolo
IT
Autore
Stephen King
Traduzione
T. Dobner
Editore
Sperling & Kupfer
Anno
2013
Anno prima edizione
1986
Genere
Thriller, Paranormal, Mistero
Formato

Brossura
Pagine

1315
Prezzo
13,90€
Acquisto
Amazon

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. Quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia… Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità.

È forse il romanzo più conosciuto di Stephen King e, dopo averlo letto, devo dire che è anche un bellissimo romanzo.
Io non sono da storie dell’orrore e ammetto che i primi capitoli mi hanno messa davvero alla prova, tanto che non potevo leggerlo dopo le nove di sera (tendenza che comunque ho mantenuto per tutta la lettura, giusto per essere sicura di non sognare palloncini o fogne durante la notte), ma una volta che la storia si è dipanata, allora è diventato impossibile staccarmi dalle pagine e vi giuro che è tra i libri migliori che io abbia mai letto!
IT è tutto fuorché un horror! È macabro, sì, fa paura, sì, ma non quel genere di paura che gli ho sempre associato in quanto romanzo horror e, in fondo, è una grande storia fantastica in cui sono le paure e le speranze a fare da padrone, non certo l’orrore.
Tutto si svolge a Derry, questa non grandissima cittadina del Maine, in cui sembra che le peggiori notizie (omicidi e disastri vari) non riescano a lasciare la città e cadano nel dimenticatoio ogni qual volta si cerchi di indagarne le cause, come se uno forza sconosciuta si mettesse in moto, prima, per scatenare la violenza e, poi, per attenuarne il ricordo e la portata.

Quello che accadde quella sera al Punto Nero, per quanto orribile… Vedi, io non sono molto convinto che sia successo perché eravamo neri. E nemmeno perché il Punto era subito dietro West Broadway, dove abitavano allora i bianchi ricchi di Derry e dove ancora ci abitano. Io non credo che la Legione per la difesa della Rispettabilità Bianca abbia attecchito così bene qui perché a Derry si detestavano i neri e gli straccioni più che a Portland o a Lewiston o a Brunswick. No, è per via del suolo. Sembra che le cose brutte, le cose malvagie, trovino il terreno adatto in questa città.

A fare da protagonisti sono sette ragazzini e loro stessi da adulti: Bill, Richie, Stan, Eddie, Ben, Mike e Beverly sono degli emarginati, che per sfuggire alle angherie del bullo Henry Bowers si ritrovano a proteggersi a vicenda e a formare il gruppo dei Perdenti. Ma non è solo l’essere perseguitati dal bullo a unirli: tutti loro, a partire dall’autunno del 1957, hanno incontrato Lui, It, la strana entità che vive sotto la città e che ne ha eletto i cittadini a suo personale buffet.
Questa conoscenza comune con Pennywise il clown, sembianza sotto la quale preferisce apparire It, e la determinazione di Bill a voler vendicare la morte del fratellino George sono il perno attorno al quale ruotano gli eventi del 1958 e del 1985. Perché il gruppo dei Perdenti ha una missione, uccidere It, e i suoi membri sono disposti a tutto pur di riuscirci, anche a giurare di tornare a Derry in caso non avessero davvero messo fine alla furia omicida del mostro.
È un romanzo decisamente complesso e articolato, che come punto di partenza sceglie di descrivere i due omicidi che danno inizio ai periodi neri nel 1957 e nel 1985, per poi ritornare al 1958 e da lì iniziare a raccontare ciò che è accaduto in una sorta di puzzle mentale, che fornisce i propri pezzi un po’ per volta e li sparpaglia tra gli anni ’50 e gli ’80. Innumerevoli sono le digressioni a proposito della città, della sua storia e della vita di chiunque abbia mai messo piede a Derry, in una costruzione continua delle ragioni e dei dettagli che la rendono ciò che è e che trasformano quei sette amici negli unici in grado di poter porre fine alla supremazia di It.
Stephen King costruisce un nutrito gruppo di eventi e personaggi capaci di tenere incollati alle pagine per la loro unicità, alternando con la narrazione in terza persona i punti di vista attraverso i quali un singolo evento viene descritto per dare veramente voce a tutti e fare in modo che ognuno diventi un tassello immancabile del puzzle che va formandosi capitolo dopo capitolo. Per questo, negli intermezzi che si discostano leggermente dalle vicende del 1958 e del 1985, non si ha la sensazione di essere finiti fuori strada ma di aver aggiunto un pezzo in più nella scoperta di ciò che è It e del suo rapporto con la città di Derry e i suoi abitanti.
È un libro simbolico, rituale e metaforico, al cui centro King mette i bambini e la loro incrollabile fede.

Da qui nascono interrogativi interessanti e, per quel che ne so, di vitale importanza. Per esempio, che cosa mangia in realtà It? So che alcuni bambini sono stati parzialmente divorati; è certo in ogni caso che si sono riscontrati segni di morsicature. Ma forse siamo noi a spingere It a farlo. A noi tutti è stato insegnato fin dalla prima infanzia che quel che fa il mostro se ti acchiappa nel folto del bosco è appunto mangiarti. È forse la cosa più terribile che riusciamo a immaginare. Ma in verità i mostri vivono di fede, no? Mi sento trascinato irresistibilmente verso questa conclusione. Il cibo può essere la vita, ma la fonte del potere è la fede, non il cibo. E chi più di un bambino è capace di un atto di fede assoluta?

Fede in ogni cosa, sia bella che brutta, sostenuta in ogni momento dalla viva immaginazione e dalla spensieratezza, che cede con il sopraggiungere dell’età adulta ma che non viene mai veramente dimenticata, non se subentra l’amicizia a tenerlo vivo.
Ho davvero apprezzato questo romanzo perché, a dispetto di tutti gli omicidi e del carattere macabro, ha un sottofondo positivo. “Una storia è semplicemente una storia”, può non avere implicazioni reali, eppure qualcosa di vero IT ce l’ha. Non sono né Derry, né il suo mostro, bensì i suoi personaggi e i loro caratteri, le loro prese di posizione e le vite che cercano di costruire nonostante le paure e le brutture che si incontrano ogni giorno.

Sapevo che Stephen King era un genio, ma senza mai averne la prova. Adesso ce l’ho e ho trovato un nuovo autore di cui mi sono innamorata e del quale recupererò tutti i libri!

Voi avete mai letto qualcosa di suo? O come me lo avete sempre evitato per paura degli horror? Uno sbaglio che spero di non ripetere ✌️

A domani!
Federica 💋