“Mia cara Jane: Le lettere mai scritte” di Amalia Frontali [Recensione]

Ciao a tutti!

Tra la preparazione di un esame e l’altro (tra giusto 7 giorni ho il prossimo 🙈) sono riuscita a trovare il tempo di guardare il catalogo di Prime Reading e trovare questo libro, una vera chicca per me che adoro Jane Austen e il suo struggente passato!

Titolo
Mia cara Jane: Le lettere mai scritte
Autore
Amalia Frontali
Editore
Amazon Kindle Self Publisher
Anno
2017
Genere
Storico, rosa
Formato

Ebook ~ Cartaceo
Pagine
271
Prezzo
0,99€ (Ebook ~ Disponibile su Prime Reading) ~ 5,99€ (Cartaceo)
Acquisto
Amazon

Nel gennaio 1796 Thomas Langlois Lefroy, futuro Capo della Corte Suprema irlandese, e Jane Austen, futura autrice di grandi capolavori della letteratura, entrambi ventenni, si conobbero e si piacquero.
A questa innocente attrazione – ci dice la storia – nulla seguì. Jane non si sposò mai e Tom contrasse un’unione di convenienza, che gli garantì un suocero potente, una ricca dote e la protezione economica di uno zio già molto contrariato da matrimoni indesiderabili in famiglia.
Gran parte delle lettere di Jane Austen, dopo la sua morte, fu data alle fiamme dalla sorella Cassandra, per motivi che non sono mai stati veramente chiariti.
Qui finisce la verità storica.
Se Tom Lefroy, dopo quell’occasionale conoscenza, avesse scritto una lettera a Jane Austen?
Se a quella lettera – imprudente e ingiustificabile dalle convenzioni sociali – fosse seguita una vera e propria corrispondenza?
Le lettere di Tom a Jane, che sono pura invenzione letteraria, si incastrano però con minuziosa esattezza con le biografie storiche dei protagonisti: personaggi, luoghi ed eventi sono reali e mostrano che quello che non è mai accaduto sarebbe però stato possibile e plausibile.
In un serrato contrappunto fra realtà storica e immaginazione, la trama si dipana fra continui echi delle Lettere austeniane sfuggite alle fiamme, citazioni dei capolavori, precisi riferimenti a viaggi, vicende e personaggi storici.

Da appassionata di Jane Austen, e di tutto ciò che su di lei è stato scritto e realizzato, appena ho visto questo titolo non ho potuto fare a meno di immergermi nella lettura di un romanzo epistolare decisamente stupefacente.
Voce narrante è Thomas Lefroy, aspirante avvocato irlandese, che è entrato a far parte della vita della giovane Jane e che, con il suo acume e le sue provocazioni, ha rappresentato per lei una fonte di ispirazione, di crescita e di amore per quel breve periodo in cui si sono effettivamente frequentati e (forse) per i vent’anni successivi. Attraverso le sue lettere, Tom ci mostra la sua versione del nascente sentimento che lo lega a Jane e come questo, in poco meno di tre anni, cresca, sbocci e purtroppo venga reciso per colpa di responsabilità inevitabili e destinate a segnare per sempre la condotta, nonché il carattere, di due giovani il cui unico desiderio era poter essere felici.
La storia d’amore tra Tom e Jane, che mi ha spezzato già il cuore guardando il film Becoming Jane, qui viene raccontata attraverso lettere fittizie indirizzate da Tom alla sua adorata Miss Austen, lettere che, benché scaturite dalla fantasia e dello studio dell’autrice di fatti reali e dettagli presi dai romanzi austeniani, riescono a fare breccia nella consapevolezza che si tratti di una finzione letteraria e a conquistare quell’aura di veridicità necessaria a farne una lettura entusiasmante e coinvolgente.
Amalia Frontali regala così, in un libro che può benissimo essere terminato in un pomeriggio, un assaggio della vita che quei due giovani possono aver vissuto, fatta di separazioni e incontri segreti, lettere private che non sono sopravvissute fino a noi per il troppo amore di una sorella (fu Cassandra Austen, dopo la morte di Jane, a bruciare molta della sua corrispondenza privata, forse per risparmiare alla memoria della sorella un possibile scandalo se essa fosse mai stata resa pubblica) e sentimenti tenuti a lungo nascosti che, se svelati prima, forse avrebbero decretato un destino assai diverso.
È un romanzo che indaga il non detto, che immagina per riempire quei buchi lasciati dalle scarse informazioni su quel periodo della vita di Jane Austen, che scioglie i romanzi da lei creati per estrarne i dettagli reali e più vicini alla verità celata dietro la finzione, trasformando Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio e Persuasione, ma anche gli altri, nella rielaborazione degli eventi che hanno portato al triste epilogo riservato all’amore tra lei e Tom. Interessante, in questo, è la scelta di non dare assolutamente voce a Jane, ma solo a Mr Lefroy e di costruire attraverso di lui tutti i momenti chiave della crescita personale ed artistica di Jane, in un rapporto a due dal quale emerge soprattutto una cosa: l’amore.
È questo sentimento, prima taciuto, poi esaltato e infine salutato con tristezza, a emergere dalle parole di Tom, in un racconto che, inevitabilmente, coinvolge e commuove per la sua dolcezza e per la cruda realtà del suo non poter portare a un finale diverso da quello che la Storia ci ha consegnato. E, alla fine, è la stessa Jane a renderlo quasi legittimo, in una triste affermazione dell’immutata natura di quell’amore che li ha uniti da giovani e che ha continuato a legare le loro anime anche quando si sono dovuti salutare per sempre.

Decisamente un super libro, che è più che consigliate se siete dei Janeites 😊  Non delude!

Parte bene la settimana, che ne dite? Ci sarò poco, purtroppo, però le recensioni non mancheranno!

A presto
Federica 💋

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“Regina Rossa” di Victoria Aveyard

Buongiorno!

Oggi iniziamo la prima settimana di Giugno con la recensione di un fantasy distopico che mi ha conquistata!

Titolo
Regina Rossa
Titolo originale
Red Queen
Autore
Victoria Aveyard
Traduzione
E. Caligiana
Saga
Rebel Queen #1
Editore
Mondadori
Anno
2015
Genere
Fantasy, distopico
Formato

Cartaceo
Pagine

432
Prezzo
12,50€
Acquisto
Mondadori

Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso… Mare rappresenta un’eccezione destinata a mettere in discussione l’intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l’altro e Mare contro il suo cuore.

Mare Barrows è una Rossa, fa parte della popolazione povera, di coloro che hanno il sangue rosso e che per questo sono ridotti praticamente in schiavitù dagli Argentei, l’elite suprema del re e dell’aristocrazia, in cui a quel sangue dal colore diverso si accompagnano anche capacità sovrumane e sovrannaturali, poteri capaci di decidere anche della vita (o della morte) dei Rossi.
In questo futuro alternativo e distopico, la famiglia di Mare attende il momento in cui anche lei, come i suoi fratelli maggiori, sarà costretta ad arruolarsi nell’esercito e a partire per il fronte. Ma una sera, rubando per sopravvivere, Mare si imbatte in Cal, un ragazzo che cambierà la sua vita per sempre perché Mare, dopo quel breve incontro, si ritroverà a servire come domestica nella dimora estiva della famiglia reale. Ma questo nuovo lavoro non è che l’inizio della fine per Mare. Perché lei è speciale. Perché possiede un potere che nessun Argenteo ha mai avuto.

Sono delle specie di guardie del corpo, il compito è tenermi imprigionata nella mia stessa pelle: una rossa nascosta dietro un sipario argentato che non potrà mai essere aperto. Se cadessi, se dovessi anche solo scivolare, morirò. E altre persone moriranno per il mio errore.

La nuova vita di Mare è una menzogna, un inganno tessutole attorno dalla famiglia reale per nascondere la sua identità e la minaccia che questa ragazza rappresenta per l’ordine costituito, un’anomalia che nessuno sa spiegare, né capire, e che rappresenta un’incognita soprattutto per la diretta interessata. Mare è una ragazza diretta, avventata a volte e senza peli sulla lingua, che si ritrova a dover recitare una parte diametralmente opposta al suo carattere, diventando una persona che nemmeno lei riesce a riconoscere, in un palazzo dove l’inganno e la messa in scena le renderanno difficile capire cosa è reale e cosa, invece, è solo il frutto di una bugia ben orchestrata.
Il primo volume della saga di Victoria Aveyard mi ha piacevolmente sorpresa, nonostante alcuni dettagli e colpi di scena scontati che all’inizio mi hanno fatto pensare a una storia abbastanza prevedibile, dove la narrazione è intrigante e coinvolge nel racconto tanto da far dimenticare che, attorno a Mare, tutto è finzione e bugia e niente è ciò che sembra. Ci si ritrova a seguire le svolte e le decisioni di una protagonista spaesata ma coraggiosa, buona e determinata a sfruttare ciò che ha scoperto su di sé a fin di bene, anche quando tutto sembra essere contro di lei o troppo grande da essere affrontato.

Non riesco a trovare nulla di bello in questo posto, sapendo che le fabbriche tetre e fumose sono solo a pochi chilometri da qui. Il contrasto tra la città argentea e la baraccopoli rossa mi fa rabbrividire. Questo è il mondo che sto provando a sconfiggere, quello che cerca di uccidere me e tutto ciò a cui tengo. Ora capisco davvero contro cosa devo combattere e quanto sarà difficile, forse impossibile, vincere. Non mi sono mai sentita così piccola, ora che l’immenso ponte incombe su di noi. Sembra pronto a ingoiarmi viva.

L’universo di Mare Barrow, Cal e Maven (gli altri due grandi protagonisti di questa storia) è una rappresentazione complessa della vita di tre ragazzi giovani, messi di fronte alle responsabilità più grandi senza che siano davvero preparati alle conseguenze che ne conseguono ma che, a modo loro, riescono a trovare la strada giusta per riuscire. È davvero una storia coinvolgente, che mi ha stupita e sorpresa nel finale e che, ovviamente, lascia il desiderio di sapere come continuerà.

Conoscevate già il romanzo e l’autrice? Per me sono stati una vera scoperta 😊 Come vi dicevo è il primo volume di una saga che non vedo l’ora di continuare e di cui ho già i due volumi successivi in wishlist, pronti per essere acquistati alla prossima occasione!

A presto
Federica 💋

[Domino letterario] “Il coro femminile di Chilbury” di Jennifer Ryan

Ciao a tutti 😊

Siamo a fine mese e come sempre torna il Domino Letterario! Come sapete, è la catena di libri che collega i diversi blog partecipanti e questo mese io seguo Chiara in Bookland con un libro ambientato in un’altra epoca storica rispetto al presente, nel mio caso è il 1940!

Titolo
Il coro femminile di Chilbury
Titolo originale
The Chilbury Ladies’ Choir
Autore
Jennifer Ryan
Traduzione
M. G. Castagnone
Editore
Feltrinelli
Anno
2017
Genere
Narrativa storica
Formato

Cartaceo
Pagine

384
Prezzo
17€
Acquisto
Amazon

Kent, 1940. “Tutti gli uomini sono in guerra, perciò il coro dovrà essere sciolto.” È questo il messaggio che le signore di Chilbury trovano affisso nella sala dove il coro è solito riunirsi. Non ci sono più voci maschili, e il vicario pensa che un coro di sole donne non sia appropriato. Ma l’arrivo di una nuova insegnante di canto, Miss Prim, porta una ventata di aria fresca nel piccolo villaggio inglese, provato dalla paura dei tedeschi, dai primi tragici lutti, dai razionamenti e dall’urlo delle sirene antiaeree nella notte. In breve la decisione è presa: il coro di Chilbury non verrà messo a tacere, anzi servirà a risollevare gli animi demoralizzati della comunità. L’infermiera Mrs Tilling, vedova e con un figlio appena partito per il fronte, vede il coro come un’opportunità per riempire il vuoto che le attanaglia il cuore. Per Miss Kitty Winthrop, la precoce figlia del ricco proprietario di Chilbury Manor, il canto è un modo per oscurare la stella della sua affascinante sorella Venetia, decisa più che mai a conquistare ogni scapolo rimasto. Intanto Edwina Paltry, una levatrice di pochi scrupoli, intravede l’occasione per arricchirsi in fretta e non esita a stringere un patto con il diavolo. Attraverso le lettere e i diari delle protagoniste si dipana la storia di un gruppo indomito di donne e di una piccola comunità messa alla prova dagli orrori della guerra. Un romanzo che, fra intrighi, sospetti e gustosi pettegolezzi, racconta come la grande storia si riverberi sulle vite dei singoli e come, nei momenti difficili, la sopravvivenza non dipenda solo dal coraggio, ma anche dall’amicizia e dallo spirito di gruppo.

Kent, primavera del 1940. Nel paesino di Chilbury, a qualche chilometro di distanza da Dover, gli effetti della guerra che sta devastando l’Europa si manifestano a poco a poco. I giovani si arruolano, gli uomini dichiarati idonei vengono mandati al fronte e nei luoghi natii non restano che donne, bambini e anziani, a rappresentare tutti coloro che, la Storia seguente, ha denominato il “fronte interno”. A fare ritorno ci sono solo i feriti, i soldati in congedo e, purtroppo, bare vuote a simboleggiare i cari che hanno perso la vita al fronte.
È all’estremo saluto di uno dei suoi giovani concittadini che il coro di Chilbury scopre la dura verità: a causa della scarsità di voci maschili, il vicario ha deciso di mettere fine al coro, chiudendo l’unica attività ancora capace di tenere unita la comunità in un’epoca sconvolta dal dolore e dalla perdita. Ma Prim, maestra di canto appena trasferitasi nel Kent, non si rassegna e con il sostegno delle donne della comunità fa ripartire un coro tutto al femminile.

La musica ci porta fuori da noi stessi, lontano dalle preoccupazioni e dalle tragedie, ci aiuta a vedere la realtà con occhi diversi, ad ampliare la nostra visione del mondo. Ogni cadenza, ogni cambio di accordo, ci fa sentire la magia della vita.

Protagoniste di questa storia sono proprio le coriste, tre delle quali si trasformano in narratrici privilegiate degli eventi e coinvolgono, attraverso le loro diverse voci, in un racconto che attraversa la primavera e l’estate del 1940, in un’Inghilterra sconvolta dai bombardamenti, dai lutti e dal senso di disperazione di fronte a uno scontro che minaccia di portar via tutto ciò che hanno di più caro.
A trasformare l’esperienza della guerra vissuta sul fronte interno ci pensano principalmente quattro donne, tutte di età diversa ma legate le une alle altre dal coro: Mrs Tilling, una vedova attiva nella comunità grazie al volontariato come infermiera, che trova nel coro e nell’aiutare gli altri nelle difficoltà un modo per ritrovare se stessa, il proprio coraggio e la forza di sopportare la partenza per il fronte del suo unico figlio; Edwina Paltry, levatrice del paese che non ha scrupoli nell’usare la sua posizione per ingannare gli altri e trarne vantaggio; Kitty Winthrop, tredicenne un po’ ficcanaso ma buona, le cui aspirazioni canore la trasformano nella prima e più affiatata sostenitrice del coro; e Venetia Winthrop, sorella maggiore di Kitty, che dalla guerra ha saputo trarre una libertà prima inimmaginabile.
Ognuna di loro, con una diversa voce narrante, ci regala una visione interna di quelli che sono gli eventi bellici più famosi, come la fuga da Dunkirk dei soldati inglesi e francesi resa possibile solo grazie alle imbarcazioni dei civili, o i bombardamenti che dovevano garantire l’invasione dell’Inghilterra (la battaglia d’Inghilterra e l’operazione Leone Marino). A questi però vengono affiancati quelli che, tutti i giorni, coinvolgono le vite dei cittadini di Chilbury. Gli amori, le ripicche, le attività quotidiane di questa cittadina assumono un valore ben più importante perché raccontano, in modo anche semplice e diretto, di una normalità che non si arrende.

È buffo come il canto abbia la capacità di unire. Prima ognuna di noi era chiusa nel suo piccolo mondo, con i suoi problemi, poi tutt’a un tratto è stato come se questi si dissolvessero, e ci siamo rese conto che eravamo qui, insieme, a sostenerci.
E che questa era la cosa più importante.

A fare da collante e da spinta al cambiamento di questa comunità è proprio il coro e le sue prove, attraverso il quale Jennifer Ryan costruisce un racconto pervaso di dolore, sì, e di difficoltà ma nel quale la speranza e il desiderio di rialzare la testa, di reagire ai problemi, diventano il punto focale, il centro attorno al quale Mrs Tilling, Mrs Paltry, Kitty, Venetia e tutte le donne di Chilbury imparano a costruire una vita con uno senso, uno scopo capace di donare loro qualcosa di infinitamente prezioso: la fiducia in loro stesse.
Il coro femminile di Chilnury ha, ovvio, un punto di vista principalmente femminile, perché sono state le donne e la loro forza di reagire che ha trasformato il fronte interno inglese in qualcosa di cui valesse la pena scrivere, perché loro hanno beneficiato maggiormente dei cambiamenti sociali nati durante il conflitto. Ma anche i protagonisti maschili hanno modo di esprimersi (certo attraverso la mediazione delle narratrici), raccontando le diverse figure che la guerra ha fatto emergere e ha portato a doversi confrontare con una società in pieno mutamento, dove gli uomini non sono più gli unici depositari del potere e della forza per far valere le loro decisioni.

il coro, che è come un gruppo di amici pronti ad aiutarsi. Il che significa che non sono sola. Nessuno di noi lo è.

Da una storia di guerra emerge forte la forza della vita, del sostegno reciproco e del dolore come esperienza dalla quale trarre una nuova determinazione. Non viene risparmiata la sofferenza e mi sono commossa seguendo gli eventi che sconvolgono questa comunità, però è stata una bellissima lettura, perché racconta con delicatezza tutta femminile di una normalità che sopravvive nonostante tutto, di una bellezza del mondo che solo la musica riesce ad esprimere fino in fondo.

È un romanzo diverso da quelli che leggo solitamente, ma è stata un super lettura! Una buona scelta per questo Domino 😆 E spero di avervi contagiati con la voglia di leggerlo!

Vi lascio qui le altre tappe del Domino, sia dei giorni scorsi sia di oggi, così potete vedere cos’hanno letto le altre blogger!

Per questa settimana è tutto! Ci risentiamo la prossima.
Federica 💋

“Viaggi nel tempo” : la raccolta dei padri della fantascienza

Buongiorno! E buon Lunedì 😊

Recupero per oggi la recensione di una raccolta letta un paio di mesi fa e che mi ha portata a spasso nel tempo!

Titolo
Viaggi nel tempo
Autore
Fabrizio Farina (Editor), Ray Bradbury, Stanley G. Weinbaum, H.G. Wells, Arthur C. Clarke, Philip K. Dick, Washington Irving, Juan Manuel, Edward Page Mitchell, Edgar Allan Poe, Mack Reynolds, William Tenn
Editore
Einaudi
Anno
2016
Genere
Fantascienza
Formato

Cartaceo
Pagine
256
Prezzo
13,50€
Acquisto
Amazon

Avete mai sognato di tornare indietro nel tempo o di visitare il futuro? Impossibile non essere affascinati dalle innumerevoli possibilità offerte dalla prospettiva di correggere errori, ripetere esperienze uniche, evitare scelte sbagliate o anticipare a nostro vantaggio eventi non ancora accaduti. Il desiderio di viaggiare nel tempo è vecchio come l’uomo. Inizialmente il «viaggio» era affidato a sogni, allucinazioni o incontri con fantasmi. Poi hanno fatto la loro comparsa le prime «macchine del tempo». E se ancora non possono essere realizzate, a renderle possibili ci pensano gli scrittori – Bradbury, Dick, Page Mitchell, Wells – che, esplorando le molteplici possibilità che l’argomento propone, alimentano numerosi paradossi temporali, il più famoso dei quali è: cosa accade a una persona che viaggia nel passato e uccide un proprio antenato? Tra orologi che scorrono alla rovescia e persone che si addormentano risvegliandosi nel passato, «chrono-detectives» che viaggiano per arrestare «criminali temporali» e avventurieri a caccia di T-Rex, undici racconti che, portandoci a spasso nel tempo, ci parlano di qualcosa di molto piú oscuro e misterioso: il presente. 

Non è facile scrivere la recensione di una raccolta, perché i racconti sono tanti e tutti diversi tra loro. Benché il tema sia lo stesso (i viaggi nel tempo e le loro diverse sfaccettature) ognuna delle storie contenute in questo volume si articola in modo del tutto specifico e, soprattutto, con un diverso piglio narrativo.
I nomi illustri della fantascienza si riuniscono qui con l’intento di definire il loro concetto di viaggio nel tempo, avanti o indietro (soprattutto indietro) che sia, e lo fanno scegliendo degli intervalli davvero ampi. Rumore di tuono di Ray Bradbury, che apre la raccolta, vede il succedersi di viaggi verso l’era dei dinosauri per ls realizzazione di un safari di dinosauri che, nell’incorrere di un banalissimo incidente, trasforma irrimediabilmente la realtà. Tutto il tempo del mondo di Arthur Clarke, invece, descrive un viaggio del tempo del tutto a sé, perché ci mette tra le mani un dispositivo capace di dilatare la percezione dello scorrere del tempo fino a che non si ha l’impressione di essere gli unici a muoversi in una realtà completamente paralizzata. Ed Edward Page Mitchell, ne L’orologio che andava all’indietro, trasforma una comune pendola in un passaggio temporale che trasporta due studenti in uno dei momenti più importanti della storia e li rende parte attiva degli eventi.

Tu credi che il tempo non sia circolare, vero? Sai cosa rappresenta il cerchio? Te lo dico io! È il simbolo matematico per lo zero! Il tempo è zero… il tempo è un cerchio. Io immagino che le lancette di una sveglia siano in realtà i suoi nasi, visto che si trovano sulla faccia della sveglia, e visto che il tempo è un cerchio le vedi girare, girare, girare, girare…

Non tutte le storie mi hanno colpita, sono così particolari che ognuna va a far leva sul gusto personale in diversi modi e questo ha sicuramente influenzato il giudizio, però rappresentano la nascita della fantascienza. Questi sono gli autori che, dalla fine dell’800, hanno creato i mondi fantastici e i viaggi quasi impossibili che fanno ormai parte del genere come pietre miliari, senza le quali oggi non avremmo la metà degli oggetti tecnologici che fanno parte della nostra quotidianità.
Gli stili sono indubbiamente differenti da autore a autore, quindi è difficile darne un’interpretazione, tuttavia (parlando di quelli che mi sono piaciuti di più) posso dirvi che ognuno riesce a stimolare l’immaginazione e a rendere credibile, e comprensibile, anche la spiegazione più assurda sui viaggi nel tempo, regalando qualche minuto in un’avventura senza precedenti. In Il cerchio di zero di Stanley G. Weinbaum, ad esempio, i protagonisti, attraverso l’ipnosi, cercano di ricordare eventi che, vissuti da altre versioni di loro stessi in momenti diversi della Storia del mondo, possono aiutarli a superare le difficoltà che tormentano le loro vite. Sembra assurdo detto così, ma leggendo e seguendo i collegamenti tracciati da Weinbaum tutto appare coerente e, incredibile ma vero, plausibile.
È di certo una lettura per un pubblico “di nicchia”, perché non a tutti può piacere la fantascienza, ma se questa rientra tra i vostri generi preferiti qui troverete dei racconti niente male. Magari non vi piaceranno tutti, ma scommetto che saranno interessanti!

Alla prossima!
Federica 💋

[Segnalazione] “I figli di Cardea” di Alessio Del Debbio

Ciao a tutti!

Settimana scorsa, Venerdì, vi dicevo di questo libro e dell’incontro con il suo autore, Alessio. Ebbene, adesso è arrivato il momento di presentarvelo per bene!

Titolo
I figli di Cardea
Autore
Alessio Del Debbio
Saga
Ulfhednar War
Editore

Edizioni Il Ciliegio
Anno
2018
Genere
Fantasy contemporaneo
Formato

Cartaceo
Pagine

416
Prezzo
19,50€

Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.
Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.
Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.

L’autore

Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016), Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017) e Berserkr (Dark Zone edizioni, 2017).
Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori locali.

Contatti

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Come vedete ho entrambi i volumi, sia il primo sia il secondo, e non vedo l’ora di avere il tempo di leggerli e immergermi in questa storia!

Spero vi farete convincere da questa saga 😊

Alla prossima!
Federica 💋