[Segnalazione] “The Diary of Jane” di Giorgia Vasaperna

Ma buongiorno!!

Oggi segnalazione di un libro che uscirà tra una ventina di giorni e che non vedo l’ora di leggere. Dopo Like Lions Only The Winds, arriva il terzo volume della saga fantasy di Giorgia Vasaperna!

Titolo
The Diary Of Jane
Autore
Giorgia Vasaperna
Saga
Like Lions
Pubblicazione
26/11/18
Genere
Urban Fantasy
Quando Arisu si risveglia nella stanza Post-Mortem, la realtà sembra completamente mutata: i Domunty vivono accanto agli umani e Destino è diventata la nuova compagna di Luce; ma la cosa più strana è che nessuno si ricorda di Avril o del suo bambino, di cui non si hanno più tracce già da anni, né del passato. Possibile che la vita di cui Arisu ha memoria sia solo un sogno? 
Nell’ultimo volume della trilogia, iniziata con “Like Lions” e proseguita con “Only The Winds”, le certezze dei nostri eroi vacilleranno e la verità vedrà, finalmente, la luce.

L’autrice

Giorgia Vasaperna è nata a Catania il 26 aprile del 1996. Attualmente studia Scienze e lingue per la comunicazione presso l’Università di Catania e frequenta la Voice Art Dubbing. Sogna di diventare non solo una brava scrittrice, ma anche un’attrice, una doppiatrice, una regista e una sceneggiatrice di gran successo.

Non vedo l’ora che sia il 26!! Così saprò come finirà la storia di Avril e di tutti i fantastici personaggi di questa trilogia!

A domani
Federica 💋

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[Domino Letterario] “Tutta colpa di Mr Darcy” di Shannon Hale

Buon Hallowe’en 🎃

Fine mese e ritorna quella bellezza del Domino Letterario! Questa catena di libri che viaggia tra diversi blog oggi mi porta a seguire Scheggia tra le pagine e a riscoprire la mia passione per Jane Austen.

Titolo
Tutta colpa di Mr Darcy
Titolo originale
Austenland
Autore
Shannon Hale
Traduzione
A. Crea
Editore
Piemme
Anno
2017
Anno prima edizione
2007
Genere
Narrativa rosa
Formato

Cartaceo
Pagine

240
Prezzo
18,50€
Acquisto
Mondadori

Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti. Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante. E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà.

Jane Hayes ha una passione smodata per Mr Darcy. Lui è l’uomo perfetto e da quando questo mito letterario ha preso vita nella persona di Colin Firth, per Jane è stato l’inizio di un’ossessione senza pari, così grande e inspiegabile che si ritrova a nascondere i DVD della serie di Orgoglio e Pregiudizio per non incorrere nei giudizi degli altri.
Finché la prozia Carolyn non li vede e in un attimo comprende la verità. A trent’anni, Jane è completamente persa nei mondi romantici della Austen e niente, ma soprattutto nessuno, sarà mai capaci di eguagliarli.
O forse no. Perché quella vecchia prozia l’ha presa a cuore e nel proprio testamento le ha lasciato un regalo che vale il sogno di una vita: un soggiorno tutto compreso a Pembrook Park. Questo parco a tema è un vero e proprio viaggio nell’epoca regency, tra corsetti, cuffiette, balli e buone maniere, dove le ospiti possono immergersi nella vita e negli amori in stile inglese che Jane tanto adora.
Così Jane, decisa a vivere appieno l’avventura per poi iniziare a vivere la sua vita, viaggia fino a Londra e da lì a Pembrook, dove Mrs Wattlesbrook mette in chiaro le regole assolute: niente oggetti moderni, niente linguaggio moderno, nessun riferimento alla vita fuori da Pembrook. La finzione deve essere assoluta, così che le ospiti si possano godere il soggiorno al massimo. Peccato che il castello di finzione non sia così perfetto.

La zia Saffronia prese sottobraccio Jane e la condusse al piano di sopra, in una stanza spaziosa con un letto a baldacchino, pareti celesti e pochi mobili non abbastanza gotici da spingerla a cercare i nomi “Catherine” e “Heathcliff” incisi sul davanzale della finestra. Era proprio come Jane se l’era immaginata. E non capiva perché quella scoperta fosse deludente. Fu leggermente più sconfortante scoprire che la lampada al “cherosene” accanto al suo letto aveva una lampadina a forma di fiamma ed era attaccata a una presa.

Ma essendo Jane disposta a tutto per vivere questa esperienza, chiude un occhio sulle incongruenze e, sotto il falso nome di Miss Erstwhile, si tuffa a capofitto nella vita ottocentesca insieme all’attempata Miss Charming, alla perfetta Miss Heartwright, a uno spigoloso Mr Nobley, al colonnello Andrews e all’intrepido capitano East, tra passeggiate in campagna, pomeriggi trascorsi a cucire e leggere, cene lunghe e serate passate a giocare a whist. Nulla manca al sogno in stile Austen di Jane, c’è persino un Mr Darcy locale, ma nemmeno il taciturno e scontroso Mr Nobley può cambiare la realtà dei fatti: per quanto bello, Pembrook Park è fin troppo monotono.

Dopo tutte quelle ore passate a sognare di vivere nel mondo della Austen, si ritrovava a pensare agli aspetti più banali della vita normale. Era davvero crudele.

Fortunatamente, però, arriva Martin il giardiniere a soccorrerla e a regalarle quel briciolo di normalità che le manca e che, a New York, le sembrava insufficiente. Tanto quanto insufficienti erano le storie d’amore di Jane con i suoi fidanzati. Questi, numerati in ordine di apparizione da 1 a 12, appaiono tra un capitolo e l’altro, mostrando come la fallimentare sequenza di relazioni sia dovuta a una tendenza della stessa protagonista, quella di prendere tutto troppo sul serio, di fare programmi a lunga scadenza anche quando sarebbe meglio vivere la vita un pezzetto alla volta, giorno dopo giorno e attimo dopo attimo.

Era tutto un gioco. Persino i baci disimpegnati di Martin erano preferibili alla perfezione fasulla. Desiderava qualcosa di vero: gli uomini stupidi e gli odori sgradevoli, i treni persi e le incombenze noiose. Ma si ricordò che, in mezzo alle brutture della realtà, c’erano anche veri momenti di grazia: le pesche a settembre, le risate sincere, la luce perfetta. Gli uomini veri.

Tutta colpa di Mr Darcy è una lettura davvero carina e divertente, adatta a chiunque ami i personaggi di Jane Austen tanto quanto la protagonista, dove lo stile è ironico e preciso, soprattutto riguardo alle sviste storiche di Pembrook e anche ai comportamenti adatti all’epoca regency.
È la presa di coscienza di una donna di trent’anni ancora persa nelle proprie fantasie amorose, nella ricerca di un uomo fantastico dalla caratteristiche ben precise e che può essere trovato, in una lezione valida per tutte le fan della Austen, anche nella vita vera, solo che non si chiamerà mai Fitzwilliam Darcy.

Mr Darcy non esisteva, come non esisteva l’uomo perfetto. Ma avrebbe potuto esserci qualcuno lì fuori. E lei si sarebbe fatta trovare pronta.

Mi è piaciuto molto, perché è quel salto all’indietro che vorrebbero fare tutte le lettrici di Jane Austen. Nel mio caso l’uomo ideale è Mr Knightly, da Emma, perciò devo dire di essermi ritrovata parecchio nelle considerazioni della protagonista, nel suo lasciarsi andare alla finzione delle vacanza un po’ per volta, quasi fosse impossibile ricreare davvero il mondo ottocentesco che tanto si ama. Anche i personaggi maschili, più delle altre ospiti femminili, sono ben delineati, sempre sul filo del rasoio tra realtà e finzione, tra regency e modernità, quel tanto che basta a mettere in dubbio se davvero sia tutto una finzione o se, in quel mondo di inganni, ci possa essere qualcosa di vero, qualcosa di reale.

La mia tappa si chiude qui ma il Domino Letterario continua e qui sotto trovate il calendario con tutte le tappe, quelle già uscite e quelle successive!

A domani
Federica 💋

“Il Trono di Spade: Libro Primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R.R. Martin

(E dopo il titolo più lungo di ogni altro mio articolo…)

Buongiorno a tutti!

Ebbene sì, oggi sì parla di Lui, il primo capitolo della saga più famosa degli ultimi anni, quel libro che, con quasi 900 pagine, è ben più lungo di tante trilogie che ho letto. Ed è solo l’inizio!

Titolo
Il Trono di Spade: Libro Primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco
Titolo originale
A Game of Thrones
Autore
George R.R. Martin
Traduzione
S. Altieri
Saga
A Song of Ice and Fire
Editore
Mondadori
Anno
2012
Anno prima edizione
1996
Genere
Fantasy, epico
Formato

Cartaceo
Pagine

849
Prezzo
25€
Acquisto
Mondadori

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”.

Westeros, il grande continente e i suoi sette regni uniti sotto la corona di Robert Baratheon, è quasi alla fine della stagione calda e al nord, tra i membri di casa Stark, questo significa solo una cosa: l’inverno sta arrivando! Ad aprire il primo volume delle Cronache del ghiaccio e del fuoco sono tre fronti contemporaneamente messi alla prova: le terre oltre la barriera, zone selvagge dove i morti sembrano essere tornati a camminare; il regno di Re Robert, in cui la morte del Primo Cavaliere Jon Arryn spinge la corte a viaggiare verso Grande Inverno, dimora di lord Eddard Stark, per chiedergli di prendere il suo posto; Esteros, il continente al di là del mare stretto, dove gli esuli Viserys e Daenerys Targaryen, ultimi eredi della potente stirpe che ha regnato su Westeros, si stanno muovendo per tornare in patria e riconquistare il trono che fu sottratto a loro padre.
La narrazione scivola tra personaggi diversi, raccontando i tre fronti dell’azione attraverso gli sguardi di Jon Snow, figlio bastardo di lord Stark, entrato tra i guardiani della notte su alla barriera e lì costretto ad affrontare i pericoli dell’inverno; di Eddard Stark e delle sue figlie Sansa e Arya, bloccati tra gli intrighi e gli inganni della corte ad Approdo del Re, e di Catelyn, sua moglie, che viaggia in lungo e in largo per scoprire cosa abbia portato all’attentato alla vita di suo figlio Bran da parte dei Lannister, altra grande casa del regno cui appartengono la regina Cersei e suo fratello gemello Jaime, il cavaliere dalla guardia reale noto come lo Sterminatore di Re; di Bran Stark, un ragazzino rimasto menomato a causa di una brutta caduta e che sembra legato al sapere mitico del Corvo con tre occhi; di Tyrion Lannister, terzo fratello, chiamato il Folletto perché affetto da nanismo, che si ritrova al centro della guerra tra la sua famiglia e gli Stark a sua insaputa; e, infine, di Daenerys, una giovane ragazza costretta a sposarsi con il khal (capo) della tribù dei Dothraki per volere del fratello.
Ognuno diverso dall’altro per prosa e stile narrativo, un capitolo succede all’altro spostando continuamente l’attenzione del lettore da un problema all’altro, lasciando in sospeso la vicenda appena narrata anche per centinaia di pagine e riprendendola in un filo narrativo che, comunque, non manca della continuità necessaria a rendere la storia comprensibile. George R.R. Martin crea tanti attimi in cui ci viene narrato un pezzetto importante della storia, poi salta a quello successivo e cambia protagonisti, ambienti, riempiendo gli eventuali buchi con descrizioni e messaggi inviati da una parte all’altra del regno tramite i corvi messaggeri, così che tutti, lettore e personaggi, siano sempre al passo con gli eventi.
Devo dire, conoscendo già la serie tv, di aver trovato il libro un po’ lento, soprattutto nei capitoli dedicati a Sansa e Catelyn, meno quelli di Eddard, ma lo stesso faticosi. Interessantissime, invece, – ed è quello che salva l’immensità del volume, secondo me – le pagine di Jon, Tyrion, Daeneris e Arya, i personaggi più interessanti, sia per gli eventi che li coinvolgono, sia per il loro stesso carattere e l’evoluzione che subisce più prosegue la storia. Una storia che, grazie allo stile di Martin, si riesce a vedere veramente mentre si legge, con descrizioni accurate, ben riuscite e capaci di coinvolgere tanto nei luoghi quanto nelle emozioni dei personaggi.

Avendo visto e divorato la serie, mi ritengo una fan accanita di Game of Thrones, perciò non vedo l’ora di leggere anche i prossimi libri! Mi è stato persino regalato il cofanetto, in lingua originale, e sarà un full immersion nell’opera al suo massimo! Non vedo l’ora!

Voi li avete letti i libri di George R.R. Martin? O siete tra coloro che, causa serie tv, hanno sviluppato un odio per tutto ciò che fa parte di GoT? Ditemi!

Federica 💋

“L’Œil d’Otolep” di Pierre Bottero

Buongiorno e buon inizio settimana!

Oggi inizio con la recensione di un libro che fa parte dei miei 12 per Libera Lo Scaffale di quest’anno e che è il secondo volume di una saga inedita in Italia, Les Mondes d’Ewilan di Pierre Bottero.

Titolo
L’Œil d’Otolep
Autore
Pierre Bottero
Saga
Les Mondes d’Ewilan
Editore
Roget Poche
Anno
2007
Genere
Fantasy, avventura
Formato

Cartaceo
Pagine

317

Di ritorno a Gwendalavir, Ewilan scopre che una medusa dai tentacoli mortali cerca di invade l’Immaginazione. E mentre un male oscuro attacca il suo corpo, si unisce alla spedizione per Valingaï per riportare Illian, un ragazzino dai poteri incredibili, a casa. Dopo aver combattuto dei terribili nemici, il gruppo arriva ai confini dell’Impero, davanti all’occhio d’Otolep. Questo lago mitico, dalle acque misteriose, libererà Ewilan dal parassita che la sta distruggendo poco a poco?

Fatto ritorno a Gwendalavir dopo essere sopravvissuta alla prigionia nell’Istituzione, Ewilan riprende la propria vita di quindicenne, frequentando l’Accademia della capitale, conoscendo e stringendo amicizia con ragazzi e ragazze della sua età. Ma dentro di lei, dopo la scoperta che esiste un altro regno al di là del deserto di Ouro e che il giovane Illian (conosciuto e salvato nell’Istituzione) da lì proviene e vi vuole fare ritorno, sente crescere una spinta, un desiderio crescente di fare parte della spedizione che intraprenderà proprio quel viaggio. È di vitale importanza che lei partecipi, è nel suo destino.
Ma se all’inizio è solo Ewilan a esserne convinta, mentre i suoi amici e protettori fanno di tutto per mantenere la sua vita tranquilla, è la comparsa di un nuovo terribile nemico che li spinge a cambiare idea e ad accettare la richiesta della protagonista. Perché questa volta il suo incredibile dono nell’Arte del Disegno, sembra essere il solo capace di contrastare l’orribile creatura che infesta le Spire (il luogo etereo dell’Immaginazione dove Ewilan e tutti i disegnatori si recano per disegnare): una medusa nera, dai tentacoli assassini, che sta cercando di invadere la realtà.
Come nel primo volume della saga (La forêt des Captifs) e nella prima trilogia (La Quête d’Ewilan), all’avventura di Ewilan e del giovane Illian si uniscono tutti i personaggi che fanno parte della storia sin dal suo esordio, sottolineando (come vi dicevo anche nella scorsa recensione di quest’autore) il carattere collettivo degli eventi e dei ruoli, perché è giusto che Ewilan sia al centro dell’azione, ma non può sconfiggere i pericoli con le sue sole forze e per questo ha bisogno di Salim, Edwin, Ellana, maestro Duom e altri vecchi amici che ritrovano il loro posto nella storia dopo essersi allontanati per un po’.
E il loro viaggio insieme li porta verso le rive del misterioso lago chiamato l’Œil d’Otolep (l’Occhio di Otolep), un luogo di cui tutti hanno sentito parlare ma a cui solo in pochi sono giunti.

Puis l’Œil d’Otolep apparut.
C’était une immensité liquide d’un bleu inouï, parfaitement étale. Un monde aquatique cerné des rochers blancs surplombant sur sa surface de plusieurs dizaines de mètres et de plages de pierre qui glissaient sans un remous dans ses profondeurs. Aucune trace de vie sur ses berges ou en son cœur.
De la pierre et de l’eau.
Du blanc et du bleu.
Au-delà de l’envisageable.

Il lago è un luogo sacro, legato direttamente all’Immaginazione e che permette di raggiungere le sue sponde solo a coloro che ne proteggono i confini e la rispettano. Un posto che Ewilan deve assolutamente raggiungere, se vuole sapere come sconfiggere il mostro nelle Spire e chi ne è all’origine, ma, soprattutto, se vuole sopravvivere. Perché qualcuno è disposto a tutto pur di ucciderla e ci sta quasi riuscendo.

La lumière, qui filtrait au travers des frondaisons en longs rais parallèles, éclatait sur le sol en flaques mordorées tandis que les points lumineux des insectes et des grains de pollen virevoltaient entre ombre et clarté.
L’ensemble dégageait un sentiment de sérénité qui donnait envie de s’asseoir pour ses perdre dans une méditation contemplative sans fin.

Io, personalmente, adoro questa saga e i suoi personaggi, perché danno un senso di comunione a una avventura che pesa tutta sulle spalle della protagonista, ma anche perché la presenza di un gruppo ricorda alla stessa Ewilan che certe volte lei non è altro che una giovane ragazza che sta crescendo, che ancora deve capire tutti gli aspetti della vita e che certe decisioni o eventi si ripercuotono sulle esistenze delle persone in modo diverso da ciò che lei sente debba essere fatto. E qui arriva la parte che meno mi ha convinta nel libro.
Perché ad un certo punto, di fronte alla decisione se rientrare a casa di fronte al pericolo o continuare la missione, è lei sola a decidere per tutti, ingannando e mentendo a coloro che le sono sempre rimasti accanto in ogni circostanza, anche le più disperate e difficili. È questo ad avermi un po’ delusa di lei, perché questa decisione arriva subito dopo il suo passaggio (a livello emotivo e umano) all’età adulta e avrei preferito che, almeno, avesse dato ai suoi amici il beneficio del dubbio, concedendo loro di scegliere per loro stessi, dati pericoli che li attendono.

Non so quanti di voi conoscano il francese, e leggano in francese soprattutto, ma è una serie e un autore che non smetterò mai di consigliarvi! Peccato che mi manchi solo un volume 🙈

Vi auguro una buona giornata
Federica 💋

[Segnalazione] “Look Left” di Katiuscia Napolitano

Buongiorno 😊

Abbiamo appena passato la metà settimana e mentre continuo con il mio tirocinio nelle traduzioni, non perdo di vista le nuove uscite in libreria e le prossime, che promettono bene. Come il libro protagonista della segnalazione di oggi!

Titolo
Look Left
Autore
Katiuscia Napolitano
Editore
Bookabook
Anno
2018
Genere
Rosa, romance
Formato

Cartaceo ~ Ebook
Pagine

150
Prezzo
14€ (cartaceo) ~ 5,99€ (ebook)
Acquisto
BookABook

Trentotto anni, single orgogliosa per scelta, Livia si divide tra i suoi amori: la libreria che conduce con l’amica Alexis e i viaggi, rigorosamente in solitaria.
Tutto cambia quando il suo blog, The Travelling Girl, si posiziona tra i finalisti di un concorso indetto da un noto editore di guide turistiche. Per vincere basta presentare un report con sei attrazioni della propria città, corredato da fotografie. In palio: un contratto di collaborazione.
Poi c’è Pedro, fotografo e direttore creativo per un’azienda che stampa calendari. Il suo capo ha l’idea di metterlo in rivalità con Mark, giovane collega che da sempre punta al posto di Pedro, per il tema del nuovo calendario. Chi porterà i sei scatti migliori potrà eseguire i restanti. Mentre cerca ispirazione, al museo Victoria and Albert, scorge Livia. È perfetta, per fargli da modella, ma non riesce a raggiungerla. I due però si incontreranno in libreria, proprio grazie al blog della ragazza. Il patto è scontato: Pedro farà le fotografie per Livia, mentre lei poserà per lui, vincendo la sua ritrosia.
Dodici tappe, alternando le località preferite di Livia alle dee greche, scelte da Pedro per il suo progetto. I due si incontreranno, si scontreranno, si apriranno l’un altro ritrovando l’uno qualcosa che credeva perso, l’altra qualcosa che non ha mai conosciuto prima.
Peccato che Pedro sia ancora sposato, sulla carta, con Sarah. Ex modella, bellissima e senza scrupoli. Una storia romantica che è anche una dichiarazione d’amore per una città incantevole: Londra.

Estratto

Con l’aiuto dell’amica, quel pomeriggio, provò a scardinare ogni tassello di quello che stava provando. Alexis dall’alto della sua saggezza le aveva soltanto detto che forse, per una volta, le piaceva davvero qualcuno. Era normale secondo lei volerlo chiamare ogni due minuti e volere che le restasse vicino il più possibile. Tutto completamente nuovo, per Livia. Non aveva mai permesso a nessuno di avvicinarsi oltre la sua zona di sicurezza. Matteo, che tra tutti i tira e molla era stata la sua storia più lunga, non contava di certo in quanto stronzo e quindi geneticamente destinato a deluderla. Aveva tenuto tutti a distanza, per evitare che qualcuno si intromettesse nelle sue scelte, la ferisse o, peggio, la cambiasse facendola diventare qualcuno in cui non si riconosceva. L’aveva già vista questa storia, sulla pelle di altre, non faceva per lei. Com’era che invece adesso questo tizio, che conosceva da meno di una settimana, lo avrebbe voluto sempre intorno?

L’autrice

Siciliana naturalizzata bergamasca, vivo con il mio fidanzato e con un branco di gatti feroci in un tranquillo paesino.
Diplomata al liceo classico perché “se ti piace scrivere allora devi fare il classico”, la vita quotidiana mi ha spesso allontanata dalla scrittura.
Ma gli amori veri, si sa, trovano sempre il modo di tornare da noi. Un po’ come i migliori supereroi, ho una doppia vita: di giorno impiegata e in ogni possibile ritaglio di tempo libera scrittrice.
Scrivo di tutto e da sempre. Il mio primo amore è l’horror, ma adesso la mia scrittura ha preso una piega decisamente più rosea.

Voi conoscete bene il mio amore per Londra, perciò dovevo parlarvi di questo romanzo! Anche perché è nato con il crowfunding, ciò dal sostegno dei lettori 😊 Un ottimo inizio per qualsiasi storia, non credete?

Spero vi catturi e…

A domani!
Federica 💋