“L’apprendista geniale” di Anna Dalton

Buongiorno!

E finalmente siamo arrivati a Venerdì! Devo dire che questa settimana per me è stata abbastanza impegnativa e non vedo l’ora di riposarmi nel weekend. Ma non prima di avervi parlato di questo straordinario libro e della sua autrice, che ho scoperto essere italianissima!

Titolo
L’apprendista geniale
Autore
Anna Dalton
Editore
Garzanti
Anno
2018
Genere
Narrativa
Formato

Cartaceo
Pagine

270
Prezzo
16,90€

Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all’orizzonte. E in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l’ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C’è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un’ombra. E soprattutto l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l’ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.

Andrea Doyle, timida diciottenne italo-irlandese, arriva a Venezia per iniziare, insieme ad altri fortunati e preparatissimi compagni di corso, il primo dei tre anni del più prestigioso college di giornalismo al mondo. Ma dal primo momento le cose non sembrano essere perfette: si perde prima di arrivare all’isola dov’è situata la scuola, attira le ire e l’insofferenza di una tra le studentesse più popolari e, come se non bastasse la mole di impegno e studio, è anche al verde e deve lavorare come insegnante d’inglese… in una classe di scuola materna piena di pesti ingestibili.
Ma Andrea – soprannominata Leia dal suo nuovo terzetto di amici – è anche determinata, sicura della propria vocazione al giornalismo e lo è sin da bambina, quando chiedeva a sua madre, capo redattrice e giornalista per uno dei maggiori giornali di Dublino, di poter lavorare con lei. Una madre che, con un ultimo prezioso consiglio, ha segnato per sempre la vita di Andrea e il suo più grande desiderio.

Scrivi, scrivi, scrivi. L’avevo sempre fatto, da quando avevo imparato a tenere la penna in mano. Da quel momento in poi scrivere era diventata la soluzione a tutti i miei problemi, il mio modo per concentrarmi su qualcosa di diverso dalla mia storia.

Eppure, Venezia e la nuova scuola sono anche un’occasione per Andrea di scrollarsi di dosso la fama di nerd senza amici e così è, grazie al misterioso Joker, al simpatico Andre, alla scontrosa ma sempre presente Marilyn e a Uno, suo compagno di stanza di un anno più grande e vera e propria guida di Leia nella vita sociale. Mondo nuovo, amici e nemici nuovi e soprattutto nuove esperienze che sembrano mettere sottosopra l’esistenza di Andrea, il suo obiettivo finale ma anche tutta l’inesperienza emotiva che la accompagna da sempre, e dove alla fine dovrà decidere se concentrarsi solo su ciò che credeva importante o anche su tutta una nuova costellazione di emozioni e sentimenti per lei estranei.

Io non avevo mai ricevuto porte in faccia ma solo perché non avevo mai bussato. Avevo passato tutta l’adolescenza a guardarmi bene dalle delusioni. Avevo fatto del mio meglio, mi ero impegnata nello studio e nell’essere una brava figlia e una persona decente. Non mi ero mai esposta. Non avevo nemmeno cercato di fare amicizia, mi ero limitata alla cortesia, pari il primo banco che comunque nessuno voleva, A fare merenda sui libri… e otto anni, così, fanno presto a passare.

Il primo anno di Andrea al College of Journalism è una lettura ricca, interessante e nuova tanto nei personaggi quanto nell’ambientazione, che ci permette di seguire questa diciottenne un po’ impacciata ma tanto, tanto fiduciosa nel proprio destino di giornalista anche quando i problemi e gli imprevisti della vita sembrano mettersi in mezzo. Andrea è una ragazza timida, la classica nerd con gli occhiali spessi e una passione per la fantascienza, una protagonista nella quale è facile immedesimarsi e con la quale si trascorre un anno frenetico ma pieno di avventure, di divertimento e che invoglia a seguirla nei suoi viaggi tra l’isola dei Santi e la città lagunare. Una ragazza che continua a lottare e a credere in se stessa, negli amici e nel suo sogno più grande, indipendentemente da tutto.

A tutti quelli che hanno imparato a essere resilienti. Che non significa solo sopportare. Vuol dire trasformare il dolore in una crescita. Il brutto in bello. Anche se sembra un azzardo pensarlo.

Ho adorato lo stile di Anna Dalton, che è fresco, divertente e lo stesso attento ai problemi dei ragazzi e delle ragazze che frequentano questa particolare triennale. Meravigliosi i continui riferimenti a tanti libri, film e serie che ho adorato, dettagli magari minimi che mi hanno ricordato, e credo che la storia ci giochi su questo, il mondo di Hogwarts e la gestione di Silente. L’apprendista geniale è un romanzo scorrevole, entusiasmante, un new adult nella narrativa che ha sviluppi davvero interessanti e divertenti, tutti da leggere!

Dovendo aspettare i prossimi due volumi per conoscere tutta la storia di Andrea, ho preferito tenermi “bassa” con i voti nonostante questo libro meriti davvero di essere letto fino in fondo (non so se Anna Dalton capiterà mai su questo blog, ma nel caso… Talpa!!)!

E dopo la recensione di questo libro che vi super consiglio, io e il blog ci prendiamo qualche giorno di vacanza. Rientrerò infatti Mercoledì con nuove recensioni e la #CreativityBloggerWeek!

Grazie per essere passati a leggermi e buona Pasqua a tutti!

Federica 💋

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“Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola

Ciao a tutti e buon giovedì!

Ormai la settimana sta arrivando agli sgoccioli e presto ci sarà Pasqua! Avete già programmato qualcosa con la famiglia oppure la classica gita fuoriporta? Da me passeremo con la famiglia entrambi i giorni, però cercherò di non trascurare i libri che ancora sono in stand by!

E questo mi porta alla recensione di oggi, su una storia che vi consiglio moltissimo di leggere!

Titolo
Non è la fine del mondo
Autore
Alessia Gazzola
Editore
Feltrinelli
Anno
2016
Genere
Narrativa
Formato

Cartaceo
Pagine

224
Prezzo
8,90€

Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre).
Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre, rea di aver chiamato le figlie (Emma e Arabella) come le protagoniste di un romanzo Regency nella convinzione che avere nomi romantici sarebbe stato un punto di forza per loro (per essere sfottute, senz’altro).
Cosa non le piace: il chiasso. Le diete. La mondanità. Il rumore dell’aspirapolvere. La maleducazione.
La sua idea di felicità: bufera con folate di vento ululanti. Una candela, un divano e un plaid. Un romanzo rosa un po’ spinto, rigorosamente ambientato in epoca Regency. Un pacco di biscotti – vanno tutti bene, purché basti guardarli per dichiarare guerra alle coronarie. 
Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia sempre quando si sente giù. Un uomo che non può (non deve!) avere. Un contratto a tempo indeterminato.
A salvarla dallo stereotipo della zitella, solo l’allergia ai gatti. 
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo.
Avvilita e depressa, dopo molti colloqui fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove finisce per essere presa come assistente. E così tutto cambia.
Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. 
Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è, in quel piccolo paradiso di tulle e colori pastello? E perché il famoso scrittore che aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica per il suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che per qualche ragione continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?

Emma De Tessent è un’eterna stagista nel mondo della produzione cinematografica romana. Uscita dall’università da un bel po’ di anni, si vede rinnovare, volta dopo volta e anno dopo anno, quel primo contratto a tempo determinato che l’ha fatta avvicinare al cinema e alla carriera dei suoi sogni, cioè la sezione di acquisto dei diritti d’autore. Benché l’azienda per cui lavora sia sull’orlo del fallimento, Emma è convinta che verrà assunta a tempo indeterminato e portata in trionfo non appena riuscirà a convincere Tameyoshi Tessai, scrittore italo-giapponese, a cedere i diritti del suo ultimo bestseller, Tenebre di bellezza. Deve solo continuare a insistere e attendere.

Aspetto fiduciosa, perché ho imparato che la pazienza è il segreto del successo.

Ma le cose raramente vanno come ci si aspetta e alla fine l’eterna stagista perde il lavoro senza nemmeno un accenno al quasi decennale impegno nel settore. Case cinematografiche però ce ne sono a bizzeffe a Roma e grazie a “madre”, Emma riesce a ottenere un colloquio alla Waldau, casa indipendente e famosa per i film ricercati e per essere un po’ da snob. Sembrerebbe il luogo ideale per Emma, se Pietro Scalzi, il Produttore, non ce l’avesse già con le per aver ottenuto quel colloquio su raccomandazione.
Di nuovo a piedi, senza un lavoro e dopo aver scoperto che la casa dei suoi sogni è appena stata venduta per essere trasformata in un ristorante, Emma ritrova la speranza in un piccolo negozio di vestiti per bambini, interamente cuciti a mano dalla proprietaria e… da Emma, la sua nuova apprendista. Ma la felicità che pian piano la pervade stando nel negozio viene messa a dura prova quando il suo vecchio capo, la Waldau e persino Tessai iniziano a interessarsi alla sua carriera, rivolendola indietro a tutto i costi.

Mia dolce Emma, non ha notato che una vita gaia, priva di ostacoli, ci rende infinitamente più aridi? Pretenziosi, direi. Incapaci di capire, di perdonare. È solo il dolore a renderci persone migliori. Ad aprile la nostra anima al flusso di tutto ciò che è veramente buono.

Non è la fine del mondo è un romanzo delicato e allo stesso tempo divertente, con una protagonista determinata, ironica e dedita alla ricerca della bellezza autentica, reale, quella che è capace di emozionare grazie tanto alla sua forza espressiva quanto alla sua semplicità. Per questo non è un caso che tra Emma e il signor Tessai si stringa un legame così forte e duraturo, che nasconde sfaccettature diverse e imprevedibili. È proprio questo eccentrico signore giapponese, solitario per scelta e a causa del destino, che, secondo me, stabilisce un punto di svolta nel modo in cui Emma vede se stessa, il proprio lavoro e come conciliare entrambi con l’imprevedibilità degli eventi e degli incontri che cambiano la sua vita.
È la storia di una trentenne che, un po’ per sua scelta, un po’ costretta dal destino, si ritrova a cambiare la sua esistenza, a prendere atto di ciò che desidera davvero, anche grazie alle vicende che le ruotano attorno e che la influenzano, come il matrimonio e le due figlie della sorella Arabella, o ancora lo strano rapporto mai analizzato tra sua madre e Sinibaldi, amico di famiglia e storico editore di Tessai, in un caleidoscopio dove Emma deve ritrovare se stessa e la giusta strada da seguire per essere davvero felice e soddisfatta di sé.

Non ho mai letto nulla di questa autrice, ma adesso so che devo recuperare anche gli altri suoi libri perché ha uno stile che mi è piaciuto tantissimo! Se non la conoscete, dovete assolutamente rimediare e se invece avete un suo libro sullo scaffale ancora da leggere, beh è arrivato il momento di farlo!

Grazie per essere stati con me e per aver letto la mia recensione 😊

A domani, con un’altra autrice che ho piacevolmente scoperto!

Federica 💋

“Animali fantastici e dove trovarli: Screenplay originale” di J. K. Rowling

Buongiorno 😊

Come detto, oggi si ritorna parlare di libri! Anzi, tutta la settimana sarà delicata alla letteratura, come da un po’ non succedeva più sul blog! Diciamo che ho avuto del tempo per recuperare qualche lettura arretrata 😊

Titolo
Animali fantastici e dove trovarli: Screenplay originale
Titolo originale
Fantastic Beasts and Where to Find Them: The Original Screenplay
Autore
J. K. Rowling
Traduzione
S. Piraccini
Editore
Salani
Anno
2017
Anno prima edizione
2016
Genere
Fantastico, sceneggiatura
Formato

Cartaceo
Pagine

278
Prezzo
12€

Siamo nell’anno 1926 nella città di New York: un tempo e un luogo in cui le vicende di un manipolo di persone – e creature – determineranno il destino di molti. Tra questi spiccano: Newt Scamander, il primo (e forse unico) Magizoologo, la cui lotta per la protezione delle creature magiche del mondo prende una piega preoccupante quando alcuni tra i più, potremmo dire, spaventevoli animali da lui accuditi scappano in città. Tina Goldstein, una giovane (ex) Auror americana, impiegata al Ministero della Magia degli U.S.A., che vuole disperatamente riscattarsi da un incidente dovuto a uno scatto d’ira, e sicura che il movimento puritano antimagia Second Salem sia covo non solo di pregiudizi, ma del Male stesso. Queenie Goldstein, la bella e impertinente sorella di Tina, capace di leggere nel pensiero. E Jacob Kowalski, un veterano (e No-Mag), che vuole solo aprire una pasticceria per poter vendere i suoi amati babà.

Del film Animali fantastici e dove trovarli arriva lo screenplay originale, dove il mago inglese Newt Scamander raggiunge gli Stati Uniti d’America nel 1927 per riportare a casa una creatura fantastica che viaggia con lui nella sua valigia, insieme a molte altre, le quali sono pronte a creare scompiglio alla prima buona occasione che hanno di fuggire.
Insieme al Magizoologo Scamander si muovono l’ex Auror Tina Goldstein, sua sorella Queenie e il No-Mag (versione americana del termine babbano) Jacob Kowalski, tutti presi dal tentativo di ritrovare le creature sfuggite a Newt, mentre a New York il mondo magico e il Macusa (come prima, la versione americana del Ministero della Magia inglese) devono affrontare l’inquietante presenza di un Obscurus, un bambino incapace di controllare i propri poteri magici e per questo fonte di distruzione.
Nelle strade di New York la ricerca di Newt e i tentativi per fermare l’Obscuriale sono però ostacolati dalla presenza di un mago introvabile, uno di quelli che tutti stanno cercando.
Come potete immaginare anche dal titolo, non si tratta di un romanzo, bensì della sceneggiatura originale tratta dal film e questo comporta che, all’interno del libro, la suddivisione sia articolata in scene invece che in capitoli; che le descrizioni servano solo a definire l’ambiente che circonda i personaggi, o il loro comportamento in una determinata situazione; e che i dialoghi siano, a tutti gli effetti, le battute che sono state usate per il film. All’interno di Animali fantastici e dove trovarli, quindi, non si trova nulla di quello che normalmente ci si aspetterebbe da un libro, tuttavia risulta una lettura piacevole, veloce e interessante perché permette di vedere una seconda volta il film anche senza essere effettivamente davanti allo schermo. Lo è soprattutto grazie alla parte grafica, che decora le pagine attraverso i disegni delle creature fantastiche ospitate da Newt nella sua valigia.
Tuttavia questo primo volume sulle avventure di Newt risente un po’ della particolarità del mezzo per il quale nato. Essendo privo di tutta quella parte descrittiva tipica dei libri, che tanto avrebbe dato nell’immaginare le creature fantastiche e nell’immedesimarsi con i personaggi e le loro azioni, la lettura risulta inevitabilmente un po’ piatta, monotona, nonostante ci si senta coinvolti tutte le scene descritte. Ma questo credo dipenda dall’aver visto il film.

Essendo la sceneggiatura di un film, non è un libro vero e proprio ma permette lo stesso di apprezzare i personaggi e le vicende. Questa volta, tra libro e film, molto meglio il secondo (anche perché è nato prima questo)!

Grazie per essere passati a leggere la mia recensione!

A domani
Federica 💋

“Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo” di Stephen Hawking

Buongiorno e buon inizio settimana!

Visto che recentemente sono riusciti nella storica impresa di fotografare un buco nero, oggi ho pensato di recensire il libro che fa parte della mia lista per #MyLiberaLoScaffale2019 e che parla proprio di fisica, di buchi neri e di tutte le teorie e le leggi fisiche che regolano l’universo. Ovviamente scritto da un vero proprio genio!

Titolo
Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo
Titolo originale
A Brief History of Time: From the Big Bang to Black Holes
Autore
Stephen Hawking
Traduzione
L. Sosio
Editore
BUR
Anno
2015 
Anno prima edizione
1988
Genere
Saggistica, fisica
Formato

Cartaceo
Pagine

236
Prezzo
12€

“Che cosa sappiamo sull’universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L’universo ebbe un inizio e, in tal caso cosa c’era prima? Il tempo avrà mai una fine?” Con questi quesiti Stephen Hawking ci introduce in una straordinaria avventura: un’emozionante cavalcata nel tempo. L’espansione dell’universo, il principio di indeterminazione, le particelle elementari e le forze della natura, l’origine e la sorte dell’universo, l’unificazione della fisica sono le grandi tappe di questo viaggio indimenticabile. Ma oltre a riassumere le conoscenze tradizionali Hawking illustra le ultime teorie sulla fisica dei buchi neri, il principio antropico, la teoria dell’universo inflazionario, l’universo contenuto in una bolla. Introduzione di Carl Sagan.

La fisica e l’astrofisica generalmente non sono materie così facili da comprendere per tutti, né diventano oggetto di lettura al di fuori della scuola. Eppure quello che Stephen Hawking porta avanti nel suo saggio Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo è una successione di scoperte e rivoluzioni scientifiche che non solo appassionano grazie allo stile con con il quale vengono descritte, ma che diventano facilissime da analizzare e capire, e anche da ricordare, grazie agli esempi comuni attraverso i quali il cosmologo, fisico e matematico inglese ci mette di fronte alla realtà e a leggi che regolano il funzionamento del nostro universo.

Oggi sappiamo che ogni particella ha un’antiparticella, nell’incontro con la quale può annichilarsi. (Nel caso delle particelle portatrici di forze, le antiparticelle sono identiche con le particelle stesse.) Potrebbero esistere interi antimondi e antipersone composti da antiparticelle. Se però incontri il tuo anti-io non stringergli la mano!

Passando da eventi che hanno cambiato il corso del nostro modo di pensare e raccontando di personaggi storici che hanno saputo modellare il nostro presente con le loro scoperte, Hawking ripercorre i propri studi accademici, le proprie ricerche per arrivare alla dimostrazione che l’universo ha avuto un’origine e a quale fosse quest’origine, raccontando in modo appassionante quasi 500 anni di scoperte e teorie scientifiche capaci di descrivere la realtà in ogni suo aspetto, da quello microscopico a quello macroscopico. E non solo, perché arrivando alla più complessa descrizione dello spazio-tempo, vengono a galla anche quelle teorie che sembrano tanto il prodotto della fantascienza ma che in realtà sono più verosimili che mai.

Potrebbe essere possibile compiere viaggi nel passato. Anche se questa potrebbe essere una bella cosa per gli scrittori di fantascienza, significherebbe però anche che non sarebbe mai sicura la vita di nessuno: qualcuno potrebbe infatti andare nel passato e uccidere tuo padre o tua madre prima che tu fossi concepito!

Leggendo questo saggio di Stephen Hawking la fisica non sembra poi una materia così difficile, nonostante alcuni concetti siano un po’ ostici da assimilare, e nelle sue circa trecento pagine si scorre piacevolmente attraverso la storia dell’uomo ma concentrandosi sui suoi studi rivolti allo spazio e alle leggi che governano, in un continuum dove scienza, filosofia e religione spesso si intercambiano, confondono e contrastano, per arrivare a una inevitabile unione quando si tratta di definire cosa sia l’universo, da dove abbia avuto origine e quale sia il suo destino.
Hawking utilizza uno stile leggero e divertente, regalando al saggio sia i tratti di un’opera scientifica seria ma anche la verve veloce, semplice e coinvolgente della narrativa, condendo le descrizioni di argomenti anche abbastanza complessi con esempi incredibilmente semplici, tratti magari della vita reale e caratterizzati da un piglio spiritosissimo.

Di certo Stephen Hawking Sarebbe stato tra i primi a esultare per la straordinaria scoperta, anzi fotografia, che gli scienziati sono riusciti a ottenere! Devo anche ammettere che, sebbene non sia mai stata la mia materia preferita, questo libro è riuscito a farmi amare, e soprattutto a farmi capire bene, la fisica 😊

Avete mai letto i libri di quest’astrofisico? Io li sto scoprendo poco alla volta e devo dire di non essermene ancora pentita!

Per oggi è tutto. Grazie di essere passati a leggermi e di essere stati un po’ con me!

Federica 💋

[Recensione] “Aspettando l’alba” di Marco Conti

Buongiorno e buon Venerdì!

Questa settimana chiudiamo con una recensione di un libro tutto made in Italy e del quale vi parlavo qualche tempo fa!

Titolo
Aspettando l’alba
Autore
Marco Conti
Editore
Amazon Self Publishing
Genere
Narrativa
Pubblicazione

23 luglio 2017
Formato
Ebook
Pagine

151
Prezzo
0,99€ ~ Disponibile per Kindle Unlimited
Acquisto
Amazon

Matteo lavora per una piccola testata giornalistica di Roma, ma ambisce a qualcosa di più. Quando meno se lo aspetta e nel modo più inconsueto che abbia mai potuto immaginare, la sua carriera prende una piega decisamente positiva. La sua vita cambia totalmente: i soldi non sono più un problema, ma l’aspetto sociale ne risente molto. Carmen, storica coinquilina con cui ha intrecciato un’amicizia profonda, non lo riconosce più. 

La sua relazione con Silvia fatica a decollare. A frenarlo come sempre, sono le stesse paure e angosce che l’hanno costretto ad andarsene da Bergamo parecchi anni prima. 

Un fatto accaduto negli anni della sua adolescenza, ha condizionato e indirizzato la sua vita in maniera irreversibile. In mezzo a questa crisi interiore, Matteo cerca contro tutto e tutti di mantenere quella posizione che da sempre ambiva, ma che rivela aspetti che non aveva previsto.

Le sue origini, i suoi drammi personali che non ha mai superato e la sua etica, lo aiuteranno a sbrogliare la matassa e a ritrovare se stesso, attraverso un viaggio che attende da parecchio tempo…

Matteo viene da Bergamo, è un ragazzo giovane, intraprendente e animato da un senso di giustizia e da un’etica invidiabili. Vive nel suo piccolo paese ma grazie allo sforzo dei genitori si sta piano piano costruendo la possibilità di avere un futuro spettacolare. Ragazzo gioviale e parte di un nutrito gruppo di amici, Matteo sembra avere davvero tutto finché, prima di partire per il viaggio della sua vita verso Capo Nord con la compagnia, la sua esistenza subisce una brutta battuta d’arresto, perdendo l’unica persona capace di dare un senso a tutto ciò che fa.

Adoravo le giornate di sole perché sapevo che avremmo passeggiato fino al tramonto lungo i viali alberati, parlando di noi e progettando quel futuro che ci è stato rubato nel tempo di un niente. I colori e i profumi di quelle giornate, rendevano i nostri incontri indimenticabili e unici. Ora i giorni di sole erano uguali ai giorni di pioggia, niente aveva più colore, profumo, dimensione.

Inconsolabile e deciso a lasciarsi alle spalle quei luoghi che per lui ormai non hanno più senso, prende e si trasferisce a Roma, coronando il suo sogno di diventare giornalista anche grazie allo sfortunato incontro con un politico locale che si trasforma, però, nella migliore occasione di fare carriera in quest’ambito.
Le traversie e il racconto della carriera di Matteo negli anni vengono raccontate dalla penna di Marco Conti attraverso la narrazione in prima persona, dove è lo stesso protagonista, forse con uno sguardo un po’ ingenuo, a coinvolgerci tanto nei suoi rapporti umani fallimentari quanto in quelli lavorativi segnati da un non così limpido coinvolgimento con la realtà e la cronaca di Roma, ricercando, con affanno e quasi un’idea di inaccessibilità, un senso alla propria esistenza, lo stesso perso anni addietro nella tragedia che ha segnato la sua esistenza.

Non avrei cambiato con niente al mondo un solo minuto del tempo che potevamo trascorrere insieme, anche semplicemente addormentati davanti a un film che volevamo vedere da tempo, ma sul quale la stanchezza aveva avuto la meglio e ci aveva sorpresi abbracciati al passaggio dei titoli di coda.

Aspettando l’alba è un romanzo che si legge con piacere, riuscendo ad essere coinvolti appieno nell’incertezza emotiva e umana che caratterizza Matteo. Io ne ho letta una versione precedente rispetto a quella che adesso viene venduta, quindi non so se ci sono eventuali differenze tra le due versioni a livello di trama (e spero mi scusiate in caso ci siano), però devo dire di essere rimasta soddisfatta durante la lettura, perché se riesci benissimo a capire le motivazioni che rendono Matteo un personaggio perennemente instabile, vale a dire dire incapace di ricreare attorno a sé una stabilità, soprattutto nei rapporti con gli altri e maggiormente in quelli con le donne della sua vita. Sono tre le figure femminili a segnare il suo cammino, ognuna a modo proprio, eppure a nessuna viene concesso di scalfire quella sorta di muro che sembra isolarlo dagli altri, lasciandole in balia di se stesso e, purtroppo, di chi vuole approfittarsene.
Proprio questo aspetto è quello che mi ha colpito meno del romanzo, perché trovo molto strano che un personaggio con la mentalità, l’etica e l’intelligenza di Matteo non si accorga di come attorno a sé ruotino tutta una serie di individui poco raccomandabili. In realtà non è vero che non se ne accorge, però maschera quei comportamenti per lui non accettabili con il loro opposto, illudendosi ingenuamente che tutto sia come appare (non so se è cambiato nella nuova versione, in caso chiedo perdono).
Nonostante questo personale punto di vista, Aspettando l’alba resta un buon romanzo incentrato sulla scoperta di se stessi, sull’esame dei rapporti con gli altri, alla luce delle esperienze, delle tragedie e degli eventi positivi che caratterizzano la vita.

Ripeto, non so se nella nuova versione ci siano dei cambiamenti a livello di trama, però ho apprezzato tantissimo questo spaccato di vita e spero darete a questo romanzo e al suo autore una possibilità!

Grazie per essere passati a leggermi!

Buon weekend
Federica 💋