“Harry Potter and the Philosopher’s Stone” by J. K. Rowling [English Review]

Ciao a tutti!

Oggi inizio la settimana presentandovi questo nuovo progetto: le recensioni in inglese. Si tratta di articoli scritti interamente in inglese (appena finisco di spiegare, dirò addio all’italiano 😁) a proposito di tutto ciò che leggo o guardo in lingua originale. Non so se saranno molti o solo degli articoli estemporanei, ma mi piace l’idea di ampliare la ricezione del blog, anche se fosse solo per una volta al mese. Perciò…

Hi readers 😊

I want to start my new English reviews column with a masterpiece of British contemporary literature: Harry Potter and the Philosopher’s Stone by (my most beloved) J. K. Rowling!

Title
Harry Potter and the Philosopher’s Stone
Author
J. K. Rowling

Date
2014 (first published 1997)

Publisher
Bloomsbury
Series
Harry Potter Saga

Format
Paperback

Pages
332

Harry Potter has never heard of Hogwarts when the letters start dropping on the doormat at number four, Privet Drive. Addressed in green ink on yellowish parchment with a purple seal, they are swiftly confiscated by his grisly aunt and uncle. Then, on Harry’s eleventh birthday, a great beetle-eyed giant of a man called Rubeus Hagrid bursts in with some astonishing news: Harry Potter is a wizard, and he has a place at Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry.
An incredible adventure is about to begin!
 

As the first chapter of a very well-known saga, Harry Potter and Philosopher’s Stone just introduces us in Rowling fictional world like we are walking on tiptoes. Few details at the beginning of the story give a summary introduction to what will be Harry Potter’s story and conditions in Dursley’s house and then his discovery of the magical universe of Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry. But then, at the edge of Harry’s eleventh birthday, everything changes and a life that seemed quite normal stats to show its oddities (in Dursley’s viewpoint), which become (for Harry and for us) the best thing that could happen in our existences.
J. K. Rowling creates a world in which we cannot but feel involved and part of it. While discovering all the wonderful, amazing and magic features and characters of this novel, we share Harry’s school days and then his first year at Hogwarts, feeling like we are eleven again, and we start learning all those funniest and strangest subjects which have made that British school famous all over the world. And we can do this thanks to Rowling’s style and the narrative forms she uses, above all the third-person narration and her choice for simpler constructions and words.

“The truth” Dumbledore sighed. “It is a beautiful and terrible thing, and should therefore be treated with great caution. However, I shall answer your questions unless I have a very good reason not to, in which case I beg you’ll forgive me. I shall not, of course, lie”

I’ve loved all the characters, starting from trio of Harry, Ron and Hermione (how can we not love them? Harry the courageous, Ron the kindhearted and Hermione the clever), but, having read this book in its Italian edition many years ago – when I was twelve, if I’m right –, I’ve found pleasantly interesting to discover again also the enigmatic Dumbledore, Malfoy and his utterly stupid misbehaviour, McGonagall’s sharp eyes and also Longbottom and Hagrid’s clumsiness.
This novel, as it may seem on the surface, is all but a simple childish story. It hides different major themes, like friendship above differences/prejudices or self-confidence improvement, which approach different, and sometimes difficult, issues in easier ways and styles.

To the well-organised mind, death is but the next great adventure.

Everyone, both younger and older readers, can find a message in this novel or a proof of its value as something more than a magic tale for children, even if it has been created for them, to help them improving as human beings, emphatically able to get in touch with others!

No need to add how much I’ve loved this book 😊 I’ve already read Harry Potter and the Chamber of Secrets (it’ll be our next English review!) but I can’t wait to buy all the other books and find out if they’re as beautiful as this one – I have no doubts about it, though!

Let me know if you’ve read Harry Potter‘s saga first book and if you also enjoyed it!

Have a nice day!
Federica 💋

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Blogger Recognition Award

Ciao a tutti!

Questo Venerdì arrivo un po’ più tardi del solito con il post, ma mi ci è voluto un po’ più di tempo a prepararlo… È un articolo che richiedeva tutta la mia attenzione e un bel po’ di concentrazione per fare tutto per bene 😊 Sapete che io e la pignoleria andiamo a braccetto, perciò eccomi qui, alle soglie del mezzogiorno, a raccontarvi del mio Blogger Recognition Award!!

Prima di tutto (cioè prima di illustrarvi in cosa consiste questo premio), devo – e voglio di cuore – ringraziare Elisa di Diario di una lettrice per aver pensato a me e avermi nominata tra le sue scelte! È davvero bello 😍 e sono entusiasta di vedere che il piccolo spazio virtuale che mi fa da casa sia meritevole di questo award! Oggi inizio il weekend in anticipo e con un sorriso a trentadue denti!

Ma passiamo a cose più importanti! L’award e le sue regole:
1) Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog;

2) Scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento;
3) Raccontare la nascita del proprio Blog;
4) Dare consigli ai nuovi blogger;
5) Nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento;
6) Commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina Fb)

I punti 1) e 2) sono già belli che spuntati! Adesso tocca alla parte veramente sostanziosa di questo post: com’è nato On Rainy Days!

Vorrei poter dire di aver messo in piedi il blog con un piano ben preciso, o con l’idea di trasformarlo esattamente in ciò che è ora, ma sarebbe una mezza verità, e una poi non troppo vera. In realtà, il blog è venuto a galla quasi per scherzo, come un’idea campata per aria e con quasi nessuna chance di arrivare alla settimana successiva. È nato, in definitiva, come risposta alla noia di un pomeriggio d’Agosto. Tre anni fa avevo molto tempo libero, tanti libri, film e serie tv di cui poter parlare, dei racconti da condividere e così ho pensato di ritagliarmi uno spazio che fosse mio, dove potessi gestirmi e gestire le mie passioni con i miei tempi. Era, pragmaticamente, un biglietto da visita su chi volessi essere e chi gli altri avrebbero visto leggendo le mie parole. Quindi, se doveva rappresentare me, perché chiamarlo On Rainy Days? Beh perché, benché io sia un’amante delle giornate di sole, qui sul blog volevo proporre l’altro lato della mia anima, quello che ama rifugiarsi con un buon libro e una tazza di tè mentre fuori piove, riproponendo la mia visione di tutte quelle piccole cose che fanno parte della mia giornata, che siano fatti di carta e inchiostro, o di pellicola, immagini e suoni!

Non so se sono brava, o la più adatta, a dare consigli ai nuovi blogger… Sto ancora imparando a essere una blogger 😁 però una cosa voglio dirla: non dimenticate mai di divertirvi! Il blog deve essere un posto di cui ci si occupa senza sforzo, senza obbligo, perché è il nostro rifugio, la casa in cui possiamo essere noi stessi e parlare di tutto ciò che ci piace senza sentirci giudicati o sotto esame. Però, e nasce dalla nostra “onnipotenza” di blogger, mai scordarsi di essere umili. Gestire uno spazio in cui noi abbiamo il diritto assoluto di parola e di veto su ciò che appare ci può far credere che i nostri pensieri e punti di vista siano gli unici validi… Ebbene no, non è così. Siamo solo una voce tra le tante nel mare di internet e la chiave per sopravvivere è accettare che ciò che crediamo non è legge. Accettate il confronto (restando sempre leali e cortesi, ovviamente) perché è ciò che vi farà crescere, come blogger e, soprattutto, come persone!

Ecco qui! È tutto! Non mi restano che le nomine:

La Corte di Belial
Il mondo di Shioren
E se ti dicessi che…
Racconti dal passato
A Place For My Head
Book Addicted
Nascosta tra le righe
Leggimi Scrivimi

Lo so, non sono 15, però sono tutti blog e blogger che, per diverse ragioni, meritano di essere conosciuti e che mettono un grande impegno in ciò che fanno! Ve li lascio scoprire e adorare 😊

Buona giornata e buon weekend (per domani)!
Federica 💋

The Defenders

Buongiorno a tutti 😊

Anche per oggi vi porto a scoprire una serie tv, non recentissima ma uscita quest’estate, ad Agosto se non sbaglio, e che fa parte dell’universo Marvel!

Titolo
The Defenders
Ideatori
Douglas Petrie, Marco Ramirez
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2017
Genere
Azione, supereroi
Stagioni
1
Episodi
8
Lingua
Inglese
Cast
Charlie Cox, Krysten Ritter, Mike Colter, Finn Jones, Eka Darville, Elden Henson, Jessica Henwick, Simone Missick, Ramón Rodríguez, Rachael Taylor, Deborah Ann Woll, Élodie Yung, Rosario Dawson, Scott Glenn, Sigourney Weaver

Alcuni mesi dopo gli eventi della seconda stagione di Daredevil, e un mese dopo gli eventi della prima stagione di Iron Fist, i vigilanti Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist si alleano a New York City per combattere un nemico comune: la Mano.

Finalmente i quattro supereroi Marvel che hanno preso casa su Netflix si riuniscono e mostrano lo scopo per il quale si sono fatti attendere per cinque stagioni (due per Daredevil e una a testa per Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist): sconfiggere la Mano, l’organizzazione criminale che ha fatto da filo conduttore tra le serie, insieme all’infermiera Claire Temple.
Matt Murdock, ex Daredevil e votatosi solo all’avvocatura; Jessica Jones, investigatrice privata fuori dagli schemi; Luke Cage, appena scarcerato e alla ricerca di un motivo per aiutare il suo quartiere; e Danny Rand, multimiliardario detentore dell’arma mistica capace di distruggere la Mano. Ognuno ha i suoi demoni e nessuno ha voglia di collaborare con gli altri, soprattutto perché non tutti hanno intenzione di immischiarsi, prima tra tutti Jessica.
A differenza dei film Marvel, in particolare il primo Avengers, dove i supereroi si fanno in quattro per sconfiggere il nemico comune, qui ognuno va per la sua strada e il disaccordo è all’ordine del giorno, persino dopo aver deciso di unire le forze, tanto che rischiano spesso di commettere errori fatali.
Il paragone con i film arriva anche nel considerare i diversi stili narrativi: veloci e ricchi di colpi di azione i film; lenta e colma di dialoghi la serie, anche nei momenti in cui erano più richieste le manate delle parole. Ne risultano delle puntate prolisse, con fin troppe discussioni e diatribe sulle scelte da prendere, un elemento che penalizza soprattutto Danny Rand, un personaggio già non pienamente sviluppato nella serie che gli appartiene e che qui viene declassato praticamente a bambino viziato, incapace di capire che si sta comportando esattamente come fa comodo ai suoi nemici. A poco servono le tre balie, perché Daredevil, Jessica e Luke si muovono su un terreno che non conoscono e che li fa finire in guai ben peggiori del normale.
Ad essere interessante e a salvare le sorti dei quattro supereroi è l’importanza che viene sottolineata nel parlare delle loro spalle e degli amici, dei personaggi che non hanno un ruolo centrale ma che fanno da collante tra i quattro diversi mondi. Sono loro la forza dei Defenders, coloro che li spingono verso una missione per la quale sembrano impreparati.
Insomma, tutta l’aspettativa ha portato a una mezza soddisfazione perché, se da un lato si può apprezzare la serie per il contrasto con la finzione narrativa dei film (anche nei contrasti, uniamo le forze e tutti amici per un po’), dall’altro la sua lentezza non aiuta a creare un coinvolgimento. Se non lo dimostrano i protagonisti, perché dovrebbe essere il contrario per gli spettatori? Forse serviva più azione, meno dialoghi e un tentativo di rendere un po’ più intelligente il personaggio di Danny Rand…

Come vedete vi parlo spesso dei prodotti Marvel perché li adoro, ma vorrei sapere cosa ne pensate! Siete anche voi dei fan o non li sopportate?

Passate una buonissima giornata!
Federica 💋

Limitless [Serie tv]

Ciao a tutti 😊

È da un po’ che voglio parlarvi di questa serie ma ho impiegato del tempo per riuscire a scriverne una recensione… Mi serviva spazio per metabolizzare e capire come dirvi le mie impressioni. Non perché non mi sia piaciuta, anzi, proprio perché mi è piaciuta troppo! Vediamo un po’…

Titolo
Limitless
Ideatori
Craig Sweeny, Alan Glynn (romanzo)
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2015-2016
Genere
Azione, fantascienza, poliziesco, commedia
Stagioni
1
Episodi
22
Lingua
Inglese
Cast
Jake McDorman, Jennifer Carpenter, Hill Harper, Mary Elizabeth Mastrantonio, Bradley Cooper, Ron Rifkin, Blair Brown

Brian Finch è un cittadino statunitense che, dopo aver assunto il farmaco sperimentale nootropo NZT, riesce a sfruttare le sue capacità neurali molto al di sopra della media, acquisendo una memoria e una capacità di comprensione e analisi sovrumane. Dopo averle sfruttate a proprio piacimento, l’FBI lo invita a collaborare con una squadra investigativa di New York per risolvere i casi più complessi. All’insaputa dei federali, nel frattempo Finch intrattiene però delle relazioni con il senatore Edward Morra, che gli fornisce un siero in grado di annullare i letali effetti collaterali dell’NZT.

Per essere una serie sequel dell’omonimo film con Bradley Cooper (che ho adorato, per altro), devo dire che come gradimento ha superato l’originale! Per chi non conoscesse né l’uno, né l’altra, Limitless parte dal presupposto che, grazie a una droga chiamata NZT, sia possibile usare il 100% delle facoltà mentali e diventare dei super geni.
La serie parte da dopo gli eventi del film (per farvene un riassunto breve: Eddie Morra, scrittore spiantato, per un caso sfortunato si trova a provare questa misteriosa droga mentre l’uomo che gliel’ha offerta viene ritrovato morto. Dopo diverse traversie, tra le quali la minaccia di morte da un malavitoso russo, e gli spiacevoli effetti collaterali dell’NZT, riesce a risollevarsi, avviando una produzione migliorata di NZT e mettendosi in corsa per il ruolo di senatore) e il protagonista è Brian Finch, anch’egli spiantato e senza prospettive. Ricercato dall’FBI per l’omicidio dell’uomo che gli ha fatto conoscere la droga, si ritrova a fare da consulente nell’agenzia governativa grazie all’intervento del senatore Morra, interessato alla sua collaborazione come infiltrato.
Da qui, la serie si sviluppa come un poliziesco classico, in cui Brian svolge un lavoro di consulenza per risolvere i casi che l’FBI affida all’agente che lo ha in carico per la supervisione. Tra le indagini ufficiali, i lavori che Morra e i suoi sottoposti gli affidano e i problemi con la sua famiglia, Brian si ritrova al centro del tiro incrociato di tre posizioni ben diverse, indeciso se fidarsi o no delle persone che lo circondano.
Ogni puntata è costruita attorno a un caso specifico, all’interno del quale le facoltà migliorate di Brian gli permettono di districarsi tra teorie fisiche, supposizioni di logica, calcoli degni di un genio e anche trovate che hanno dell’impossibile, ma che chiudono i casi molto più in fretta del normale. In questa serie, infatti, si fa riferimento a tante teorie di ogni ambito della conoscenza, spiegate però in modo comprensibile e alla portata di tutti, comprese un Brian non più sotto l’effetto dell’NZT.
È costruita bene, esattamente come il film, creando quel mix con il thriller e le cospirazioni che si trovano sempre più spesso. Il tutto con quel tocco di spiritosaggine che serve a spezzare l’eccessiva serietà che l’avrebbe caratterizzata. Brian è un bonaccione spiritoso, le cui battute non rendono molto nella versione italiana, ma sono esilaranti in quella originale, che cerca di mantenersi un bravo ragazzo nonostante i sotterfugi e le menzogne cui lo costringe il debito con il senatore Morra.
L’unica nota negativa della serie è la partizione degli episodi: sono 22 ma non è questo il problema; lo è il non lasciare il giusto grado di suspence nel finale di stagione, un accorgimento che di solito invoglia a sapere cosa ne sarà dei personaggi e che qui, mancando, lascia un po’ delusi per via di una conclusione scontata. A mio avviso bastava fermarsi all’incirca a 15 puntate e chiudere lì, così da lasciare in sospeso la storia e riprenderla in una seconda stagione.

Mi è piaciuta così tanto che, ragionamento dopo ragionamento, sono riuscita a trovare delle pecche! Cosa contorta, vero? Lo so, però ormai sapete che io prendo tutto di petto e se mi metto a ragionarci sopra è perché vorrei fare tutto per bene!

Adesso lascio a voi il campo libero! Conoscevate già, non dico la serie, ma il film? E cosa fareste se foste voi ad avere tra le mani l’NZT e non soffriste di effetti collaterali? Io ne approfitterei per leggere tutti i libri che ho in sospeso o sullo scaffale 😁

A domani!

#BCM17

Buongiorno a tutti!

Come promesso, eccomi qui a raccontarvi del Bookcity e degli incontri ai quali ho preso parte! Come vi dicevo Giovedì ero super emozionata all’idea di prendervi parte e devo dire che, a posteriori, sono davvero contenta di essermi calata ancora una volta in questa avventura.

Il Sabato, dedicato a due incontri più “di settore” (il primo era un bookdoctor per scrittori, il secondo un laboratorio di correzione di bozze), è iniziato davvero bene! Bookdoctor e Agency. Pronto Soccorso di scrittura creativa e presentazione di un manoscritto a un agente si è dimostrato davvero utile, una chiacchierata informale con cinque esperte del settore super gentili e disponibili a chiarire dubbi e ansie degli scrittori. Mi è piaciuto moltissimo, davvero, e farò tesoro delle loro parole ❤️ Sono persino riuscita a lasciare le schede informative dei miei due libri a un agente!! Non so se ne verrà fuori qualcosa ma va beh, io la mia briciolina di pane l’ho lasciata. La giornata, però, non è andata esattamente come da programma… Il laboratorio di correzione bozze, infatti, è stato preso d’assalto e alla fine ero ancora in coda quando hanno raggiunto la capienza massima della sala… Eravamo in tantissimi e alla fine ci hanno detto che, forse, ne organizzeranno un altro più avanti! Speriamo 🤞

Comunque, anche senza laboratorio, ne ho approfittato per fare un giro! Non potevo non sfruttare il sole e visto che non ero mai entrata al Castello Sforzesco ho deciso di depennarlo dalla lista delle cose da vedere! Merita, merita, merita! Soprattutto per i diversi musei al suo interno (non mi dilungo, ma vi lascio qualche foto).

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Domenica, invece, mi ha rapita! Tre incontri (sono riuscita ad arrivare a tutti senza fare troppe corse o maledire troppo il traffico milanese) fenomenali, interessantissimi e che ho portato a casa con me sotto forma di libri autografati! E come poteva non essere altrimenti!

Frankenstein 200, come suggerisce il nome, mi ha portata a un incontro sul romanzo di Mary Shelley e sulla sua creatura, riletta a quasi 200 anni (1818-2018) dalla sua prima pubblicazione e sempre attuale nel testimoniare una paura verso tutto ciò che è “mostro” e mostruosità ai nostri occhi. Neanche a farlo apposta sto preparando un esame sulla letteratura gotica e sentir parlare di qualcosa che adoro mi ha super esaltata!

Proprio come mi ha entusiasmata l’analisi dell’intera saga di Harry Potter a vent’anni dalla pubblicazione del primo romanzo! Sapevo che non erano solo libri per bambini e sentire un esperto che ne elencava tutti i significati, i temi e le implicazioni storiche, culturali e etiche che quel maghetto anglosassone nasconde è stata una bella esperienza! Mi ha fatto venir voglia di rileggerla tutta da capo, di farlo con occhi diversi (un po’ più critici, forse) per apprezzarne tutte le sfumature!

E infine, se di sfumature si tratta, come non nominare l’incontro con Paula Hawkins a proposito del suo ultimo romanzo, Dentro l’acqua (edito da Piemme), e dell’importanza che ricordi e memorie differenti rivestono nella costruzione della storia. A condurre l’“intervista” c’era Matteo Strukul, autore di romanzi storici (io lo conosco per la saga sui Medici, della quale hanno realizzato anche la serie tv), e devo dire che lui è un personaggio… interessante! Ma la vera sorpresa è stata Paula Hawkins: gentile, disponibile, semplice e un’autrice che davvero mi ha stregata! De La ragazza del treno ve ne ho parlato (già!!!) due anni fa, raccontandovi quanto me ne sia innamorata, e non vedo l’ora di farlo per il suo nuovo romanzo!

Beh, che altro dire?! Tantissimo in realtà, ma vi terrei qui tutta la giornata e non vorrei fare quella pesante, che vi tiene vent’anni a parlare di una cosa! Posso chiudere solo in un modo, cioè dicendovi quanto mi sono divertita e come quest’evento, il Bookcity, mi lasci sempre tanti bei ricordi!

Non vedo l’ora che arrivi quello del 2018 😊