[Segnalazione] “The Diary of Jane” di Giorgia Vasaperna

Ma buongiorno!!

Oggi segnalazione di un libro che uscirà tra una ventina di giorni e che non vedo l’ora di leggere. Dopo Like Lions Only The Winds, arriva il terzo volume della saga fantasy di Giorgia Vasaperna!

Titolo
The Diary Of Jane
Autore
Giorgia Vasaperna
Saga
Like Lions
Pubblicazione
26/11/18
Genere
Urban Fantasy
Quando Arisu si risveglia nella stanza Post-Mortem, la realtà sembra completamente mutata: i Domunty vivono accanto agli umani e Destino è diventata la nuova compagna di Luce; ma la cosa più strana è che nessuno si ricorda di Avril o del suo bambino, di cui non si hanno più tracce già da anni, né del passato. Possibile che la vita di cui Arisu ha memoria sia solo un sogno? 
Nell’ultimo volume della trilogia, iniziata con “Like Lions” e proseguita con “Only The Winds”, le certezze dei nostri eroi vacilleranno e la verità vedrà, finalmente, la luce.

L’autrice

Giorgia Vasaperna è nata a Catania il 26 aprile del 1996. Attualmente studia Scienze e lingue per la comunicazione presso l’Università di Catania e frequenta la Voice Art Dubbing. Sogna di diventare non solo una brava scrittrice, ma anche un’attrice, una doppiatrice, una regista e una sceneggiatrice di gran successo.

Non vedo l’ora che sia il 26!! Così saprò come finirà la storia di Avril e di tutti i fantastici personaggi di questa trilogia!

A domani
Federica 💋

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Alla ricerca di Jane

Buongiorno a tutti!

Nella giornata di Guy Fawkes, io vi vado a raccontare di un film che, purtroppo, non è bello tanto quanto il libro da cui è tratto, un libro di cui vi ho parlato solo settimana scorsa: Tutta colpa di Mr Darcy!

Titolo
Alla ricerca di Jane
Titolo originale
Austenland
Regia
Jerusha Hess
Anno
2013
Genere
Commedia, romantica
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America, Gran Bretagna
Soggetto
Shannon Hale (romanzo)
Sceneggiatura
Shannon Hale, Jerusha Hess
Cast
Keri Russell, JJ Feild, Bret McKenzie, Jennifer Coolidge, Georgia King, James Callis, Jane Seymour, Ricky Whittle

Jane ha trent’anni, un amore sconfinato per i romanzi di Jane Austen e soprattutto per Mr Darcy nella persona di Colin Firth, del quale ha anche un cartonato di dimensioni reali. Jane è così persa nel mondo della Austen che, stanca delle insoddisfacenti relazioni con gli uomini reali, decide di spendere tutti i propri risparmi e partire per l’Inghilterra, per Austenland, la villa dove donne come lei possono finalmente coronare il loro sogno d’amore.
La trama si svolge esattamente come il libro da cui è tratto. Giunta nella “terra promessa” di ogni Janeites, l’immersione nell’epoca regency lascia un po’ a desiderare, tanto che Jane si ritrova a bramare e cercare l’attenzione di Martin, attore che interpreta il giardiniere della villa e che offre a Jane lo scampolo di modernità che incredibilmente le manca da quando è arrivata in Inghilterra. E a nulla valgono le presenze di Mr Nobley e del colonnello Andrews, pagati per dare alle ospiti l’avventura romantica che tanto desiderano.
Come vi dicevo, la trama (per fortuna) segue quella del libro, forse perché la scrittrice ha lavorato alla sceneggiatura, però a differenza del romanzo la resa dell’epoca di Jane Austen subisce un’incredibile caduta nello squallore più totale. È vero che Austenland è un covo per zitelle che sognano attenzioni da parte degli uomini, ma nemmeno lo immaginavo come un’accozzaglia di costumi posticci, di atteggiamenti adatti più a un Harmony che a una commedia romantica e di battute scontate quanto davvero fuori da ogni logica nel mondo di Jane Austen, tanto in quello reinterpretato da Shannon Hale. È il tripudio dello squallore e del trash americano, che nulla ha a che vedere con l’immaginario formale e raffinato inglese e che raggiunge il punto più basso, il peggio del peggio, sul finale, dove Austenland viene trasformato in un parco a tema da una delle ospiti, dove tutto è una fiera allucinante e priva di logica.
L’unico aspetto che mi sento di salvare, perché è un cambiamento che ho apprezzato rispetto al libro, è il personaggio di Mr Henry Nobley. Qui si chiama davvero così, non è un attore, ma una persona reale che si è trovata nella villa per una sfortunata coincidenza e che trova in Jane tutto ciò che sta cercando in una donna. La distinzione tra realtà e finzione qui è ancora meno marcata che nel libro, rappresentando appieno il messaggio del libro: si può trovare il proprio uomo dei sogni anche nella realtà.

 

E come spesso accade, le trasposizioni non reggono il confronto con il libro da cui sono tratti… Un altro caso che mi ha dato la stessa sensazione è tra i libri e i film di Harry Potter, per quanto tutti e due i prodotti mi siano piaciuti tantissimo! È capitato anche a voi?

Federica 💋

Una nuova saga: Rebel Queen [3° Regno]

Buongiorno e buon Venerdì!

Ecco che ritorna l’approfondimento sulla nuova saga delle Regina Ribelle!

Come la scorsa settimana, giusto per promemoria, ecco l’elenco di quanti Regni ci sono in questo nuovo mondo:
1) Il Regno di Ura’Si    2) Il Regno di Ventis  3) Il Regno di Bermit  4) Il Regno di Astrea  5) Il Regno di Eris       6) Il Regno di Oshia
7) Il Regno di Shile   8) Il Regno di O’ti Dres
9) La Fortezza

Ai link qui sopra trovate i due regni che già abbiamo visitato, mentre oggi vi porto a conoscere quello geograficamente più vicino alla Fortezza dove risiede la nostra protagonista, Vestalia. Oggi vi porto nel Regno di Shile!

Situato appena al di là delle montagne e del massiccio di Tur’denna, i territori sotto il controllo della città-stato di Shile sono composti per la maggior parte da rocce sedimentarie che, nelle zone verso la capitale e il mare, si trasforma in vera e propria sabbia. Ha un clima prevalentemente caldo, grazie allo scudo di montagne che non lasciano passare correnti d’aria fredda, e una salinità elevata, maggiormente nell’insenatura che si apre sul mare. L’alto livello di sale nell’aria, unito a giornate lunghe e soleggiate, causa agli abitanti un invecchiamento precoce della pelle, portandoli ad avere rughe profonde e macchie sin dalla giovane età, nonostante la loro carnagione sia prevalentemente scura e dovrebbe proteggerli meglio rispetto a visitatori e viaggiatori dalla pelle più chiara.
Shile è la sola città per grandezza e importanza, sede della corte e di Sua Maestà re Adreas Kar, al potere da quasi quarant’anni. Formalmente, il Regno di Shile è tra i sostenitori della causa di Vestalia, ma la sua completa fedeltà alla vera regina di Eris è vincolata a una clausola di matrimonio tra uno dei figli di re Adreas e Vestalia. Perciò, finché lei non darà il consenso al matrimonio, Shile non le affiderà il proprio esercito in caso di guerra contro Dres l’Usurpatore.

Il viaggio a Shile si chiude qui! Spero che questa tappa e il suo regno vi siano piaciuti, ma se avete domande o commenti, sarò super felice di chiacchierare con voi!

Federica 💋

Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey

Buongiorno e auguri a tutti per Ognissanti!

La recensione di oggi ci porta indietro al tempo dell’Occupazione, a Guernsey, Inghilterra, con un altro film Netflix. Questo, però, è da vedere!

Titolo
Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey
Titolo originale
The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society

Regia
Mike Newell
Anno
2018
Genere
Drammatico, storico
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America, Regno Unito
Soggetto
Mary Ann Shaffer e Annie Barrows (romanzo)
Sceneggiatura
Thomas Bezucha, Don Roos, Kevin Hood
Cast
Lily James, Michiel Huisman, Glen Powell, Jessica Brown Findlay, Katherine Parkinson, Matthew Goode, Tom Courtenay, Penelope Wilton, Bronagh Gallagher, Kit Connor, Andy Gathergood, Florence Keen, Nicolo Pasetti

La guerra è ormai finita e per tutti coloro che sull’isola di Guernsey hanno vissuto l’occupazione nazista è giunto il momento di andare avanti, di ritrovare le loro vite e la normalità. E lo stesso fa la scrittrice londinese Juliet Ashton che, forte del successo del suo ultimo libro, sta girando le librerie per promuovere un romanzo che, purtroppo, non la entusiasma più di tanto.
Juliet vorrebbe fare altro, vorrebbe scrivere di storie più vere e importanti, mentre il suo editore e il suo fidanzato la spingono entrambi verso le strade che, secondo loro, sono quelli più adatti a lei: il tour promozionale da un lato, una nuova vita in America dall’altro. Ma Juliet non ci sta e grazie all’inaspettata corrispondenza con Dawsey Adams, iniziata per caso grazie a un vecchio libro appartenuto alla stessa Juliet, scopre l’esistenza dell’isola di Guernsey e del suo stravagante club del libro, nato come rifugio all’occupazione nazista e al regime imposto agli abitanti. Una storia, quella del club del libro e della torta di bucce di patata, che non vede l’ora di conoscere nei minimi dettagli e di raccontare nel suo prossimo romanzo.
Così Juliet parte, lasciandosi tutto alle spalle, e raggiunge Guernsey per incontrare i membri fondatori del club: Dawsey Adams, Isola Pribby, Eben Ramsey e Amelia Maugery. Tra loro, tuttavia, manca Elizabeth McKenna, vera ideatrice del club, che è partita per un viaggio all’estero e nessuno sa quando tornerà. O almeno è ciò che viene detto a Juliet al suo arrivo.
Ma più i giorni passano, più la vera storia del club e dei suoi partecipanti si complica, svelando a poco a poco i retroscena di una comunità e di un gruppo di amici che ancora non sono riusciti a superare gli eventi negativi della guerra e dell’occupazione, che forse non riusciranno mai a farlo. E tutto ruota attorno a Elizabeth, a perché sia così importante capire cosa le sia accaduto.
Attraverso l’indagine di Juliet questo film ricostruisce gli anni bui del conflitto da un altro punto di vista, quello del fronte interno, raccontando come la speranza possa viaggiare attraverso strani canali e supporti, di come i libri si trasformino in ancore di salvezza nelle difficoltà della vita e di come l’altruismo e i sentimenti, seppure senza lieto fine, riescano a scavalcare nazionalità, ideali e doveri per ricordarci che, in fondo, siamo tutti esseri umani.
Nonostante la vena romantica un po’ scontata e un finale altrettanto prevedibile, la storia raccontata da Il club del libro e della torta di bucce di patate di Guernsey mi ha tenuta incollata allo schermo fino alla fine con il fiato sospeso, perché svela, con delicatezza ma anche senza illusioni, cosa significava vivere in territori occupati da un nemico crudele ma pur sempre umano. E anche perché non tralascia il lato ingiusto della vita a favore del dramma romantico, in una rappresentazione completa di ciò che ha reso gli anni della guerra un periodo buio e triste, ma anche colmo di ragioni per lottare.

Romantico e drammatico al punto giusto! E soprattutto legato al potere di aggregazione dei libri, il che è sempre un punto a favore! Ve lo consiglio, se oggi non avete nulla da fare.

Comunque, passate una buona giornata!
Federica 💋

[Domino Letterario] “Tutta colpa di Mr Darcy” di Shannon Hale

Buon Hallowe’en 🎃

Fine mese e ritorna quella bellezza del Domino Letterario! Questa catena di libri che viaggia tra diversi blog oggi mi porta a seguire Scheggia tra le pagine e a riscoprire la mia passione per Jane Austen.

Titolo
Tutta colpa di Mr Darcy
Titolo originale
Austenland
Autore
Shannon Hale
Traduzione
A. Crea
Editore
Piemme
Anno
2017
Anno prima edizione
2007
Genere
Narrativa rosa
Formato

Cartaceo
Pagine

240
Prezzo
18,50€
Acquisto
Mondadori

Che cosa distingue una semplice lettrice di Jane Austen da Jane Hayes? Tutto: nella sua testa parole come “orgoglio”, “pregiudizio”, “ragione”, “sentimento” hanno un significato ben diverso da quello del dizionario, e soprattutto, per lei, non c’è nessun uomo al mondo di cui valga la pena innamorarsi. Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti. Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante. E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà.

Jane Hayes ha una passione smodata per Mr Darcy. Lui è l’uomo perfetto e da quando questo mito letterario ha preso vita nella persona di Colin Firth, per Jane è stato l’inizio di un’ossessione senza pari, così grande e inspiegabile che si ritrova a nascondere i DVD della serie di Orgoglio e Pregiudizio per non incorrere nei giudizi degli altri.
Finché la prozia Carolyn non li vede e in un attimo comprende la verità. A trent’anni, Jane è completamente persa nei mondi romantici della Austen e niente, ma soprattutto nessuno, sarà mai capaci di eguagliarli.
O forse no. Perché quella vecchia prozia l’ha presa a cuore e nel proprio testamento le ha lasciato un regalo che vale il sogno di una vita: un soggiorno tutto compreso a Pembrook Park. Questo parco a tema è un vero e proprio viaggio nell’epoca regency, tra corsetti, cuffiette, balli e buone maniere, dove le ospiti possono immergersi nella vita e negli amori in stile inglese che Jane tanto adora.
Così Jane, decisa a vivere appieno l’avventura per poi iniziare a vivere la sua vita, viaggia fino a Londra e da lì a Pembrook, dove Mrs Wattlesbrook mette in chiaro le regole assolute: niente oggetti moderni, niente linguaggio moderno, nessun riferimento alla vita fuori da Pembrook. La finzione deve essere assoluta, così che le ospiti si possano godere il soggiorno al massimo. Peccato che il castello di finzione non sia così perfetto.

La zia Saffronia prese sottobraccio Jane e la condusse al piano di sopra, in una stanza spaziosa con un letto a baldacchino, pareti celesti e pochi mobili non abbastanza gotici da spingerla a cercare i nomi “Catherine” e “Heathcliff” incisi sul davanzale della finestra. Era proprio come Jane se l’era immaginata. E non capiva perché quella scoperta fosse deludente. Fu leggermente più sconfortante scoprire che la lampada al “cherosene” accanto al suo letto aveva una lampadina a forma di fiamma ed era attaccata a una presa.

Ma essendo Jane disposta a tutto per vivere questa esperienza, chiude un occhio sulle incongruenze e, sotto il falso nome di Miss Erstwhile, si tuffa a capofitto nella vita ottocentesca insieme all’attempata Miss Charming, alla perfetta Miss Heartwright, a uno spigoloso Mr Nobley, al colonnello Andrews e all’intrepido capitano East, tra passeggiate in campagna, pomeriggi trascorsi a cucire e leggere, cene lunghe e serate passate a giocare a whist. Nulla manca al sogno in stile Austen di Jane, c’è persino un Mr Darcy locale, ma nemmeno il taciturno e scontroso Mr Nobley può cambiare la realtà dei fatti: per quanto bello, Pembrook Park è fin troppo monotono.

Dopo tutte quelle ore passate a sognare di vivere nel mondo della Austen, si ritrovava a pensare agli aspetti più banali della vita normale. Era davvero crudele.

Fortunatamente, però, arriva Martin il giardiniere a soccorrerla e a regalarle quel briciolo di normalità che le manca e che, a New York, le sembrava insufficiente. Tanto quanto insufficienti erano le storie d’amore di Jane con i suoi fidanzati. Questi, numerati in ordine di apparizione da 1 a 12, appaiono tra un capitolo e l’altro, mostrando come la fallimentare sequenza di relazioni sia dovuta a una tendenza della stessa protagonista, quella di prendere tutto troppo sul serio, di fare programmi a lunga scadenza anche quando sarebbe meglio vivere la vita un pezzetto alla volta, giorno dopo giorno e attimo dopo attimo.

Era tutto un gioco. Persino i baci disimpegnati di Martin erano preferibili alla perfezione fasulla. Desiderava qualcosa di vero: gli uomini stupidi e gli odori sgradevoli, i treni persi e le incombenze noiose. Ma si ricordò che, in mezzo alle brutture della realtà, c’erano anche veri momenti di grazia: le pesche a settembre, le risate sincere, la luce perfetta. Gli uomini veri.

Tutta colpa di Mr Darcy è una lettura davvero carina e divertente, adatta a chiunque ami i personaggi di Jane Austen tanto quanto la protagonista, dove lo stile è ironico e preciso, soprattutto riguardo alle sviste storiche di Pembrook e anche ai comportamenti adatti all’epoca regency.
È la presa di coscienza di una donna di trent’anni ancora persa nelle proprie fantasie amorose, nella ricerca di un uomo fantastico dalla caratteristiche ben precise e che può essere trovato, in una lezione valida per tutte le fan della Austen, anche nella vita vera, solo che non si chiamerà mai Fitzwilliam Darcy.

Mr Darcy non esisteva, come non esisteva l’uomo perfetto. Ma avrebbe potuto esserci qualcuno lì fuori. E lei si sarebbe fatta trovare pronta.

Mi è piaciuto molto, perché è quel salto all’indietro che vorrebbero fare tutte le lettrici di Jane Austen. Nel mio caso l’uomo ideale è Mr Knightly, da Emma, perciò devo dire di essermi ritrovata parecchio nelle considerazioni della protagonista, nel suo lasciarsi andare alla finzione delle vacanza un po’ per volta, quasi fosse impossibile ricreare davvero il mondo ottocentesco che tanto si ama. Anche i personaggi maschili, più delle altre ospiti femminili, sono ben delineati, sempre sul filo del rasoio tra realtà e finzione, tra regency e modernità, quel tanto che basta a mettere in dubbio se davvero sia tutto una finzione o se, in quel mondo di inganni, ci possa essere qualcosa di vero, qualcosa di reale.

La mia tappa si chiude qui ma il Domino Letterario continua e qui sotto trovate il calendario con tutte le tappe, quelle già uscite e quelle successive!

A domani
Federica 💋