Dear White People

Ciao a tutti!

In questa giornata che deciderà se potrò ancora avere un blog di recensioni oppure no (a causa della – forse – nuova legge europea sul copyright) ho deciso di parlarvi di una serie tv dai temi super attuali e che andrebbe guardata un po’ da tutti!

Titolo
Dear White People
Ideatori
Justin Simiens
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2017—
Genere
Comedy
Stagioni
2
Episodi
20
Lingua
Inglese

2017. Quando si crede che ormai l’integrazione razziale sia un fatto più che mai assodato e accettato dall’intera comunità, ecco che si viene prontamente smentiti. È questo che accade nell’università (fittizia) di Winchester, una delle più antiche e più “bianche” d’America, dove gli studenti di colore ospitati nel dormitorio Armstrong/Parker (da generazioni destinato agli studenti neri) si ritrovano al centro di un dibattito interrazziale in seguito ad una festa dove, in risposta al programma radiofonico Dear White People (Miei carissimi bianchi) della studentessa Sam White, gli studenti bianchi si sono presentati con i volti truccati ad imitazione del colore della pelle degli studenti di colore.
A fare da padrone nel dibattito che scuote l’università sono le diverse posizioni che una tale mancanza di rispetto verso l’altro suscita tra gli studenti dell’Armstrong/Parker e le ovvie scusanti che i bianchi sfoderano per giustificare quella che è, a tutti gli effetti, l’ennesima dimostrazione di una grande deficienza (nel senso di “deficere”, cioè “mancare di qualcosa”) culturale e sociale, in un’America sempre più fobica verso il colore della pelle dei suoi cittadini. E al centro del dibattito si erge Samantha (Sam) White, studentessa di origini miste (padre bianco e madre afroamericana) che con il programma Miei carissimi bianchi descrive tutti quegli atteggiamenti che vengono sfoderati dai bianchi per evidenziare la loro superiorità su tutti gli altri, fomentando una polemica sociale e portando a un’escalation di eventi sempre più drammatici e significativi che non fanno altro che dimostrare quanto la paventata uguaglianza sociale non sia altro che una bella facciata.
La serie tv prodotta da Netflix, remake e ampliamento del film omonimo uscito nel 2014 per la regia di Justin Simien, è straordinariamente attuale, crudamente ben fatta e capace di raccontare le variegate sfaccettature che descrivono questa vicenda e i suoi protagonisti attraverso degli episodi che si concentrano, di volta in volta, su uno studente diverso e su come quella festa di cui vi parlavo all’inizio abbia influenzato le vite degli inquilini dell’Armstrong/Parker. Nella prima stagione poi, oltre alla festa, è anche un secondo episodio di discriminazione ai danni di uno studente di colore a fomentare la protesta, ponendo l’accento sul tema delicato della condotta aggressiva della polizia di fronte a persone “dalla pelle nera”. Tutte tematiche decisamente attuali che, nella seconda stagione, si mescolano anche al fenomeno dei troll e del bullismo telematico, trasformando Sam nel bersaglio preferito di alcuni estremisti di destra razzisti e disposti a qualsiasi tipo di colpo basso pur di insultarla e definirla inferiore perché nera.
Ho apprezzato moltissimo questa serie e, da “bianca”, mi sono anche sentita un po’ uno schifo, perché tanti aspetti denunciati dalla serie ho potuto riconoscerli anche nella mia quotidianità. Dear White People non parla solo degli Stati Uniti, ma di tutto l’Occidente e vedere che, nel 2018, non siamo ancora riusciti a superare una cosa sciocca come il giudicare gli altri per il colore della loro pelle (o per il loro sesso) mi ha fatta pensare che ne abbiamo ancora di strada da fare per definirci persone civili. Ovviamente, nemmeno l’altro lato della barricata è perfetto, ma viene descritto nei 20 episodi delle due stagioni in tutti i suoi aspetti contraddittori, mostrando anche ciò che c’è di sbagliato nel punto di vista degli studenti afroamericani. Questo è il bello della serie: nessuno ha pienamente ragione o torto, ma tutti di certo hanno avuto modo di rientrare in entrambe queste categorie.

Se avete un po’ di tempo questa estate, datele un’occasione! Io aspetto con impazienza la terza stagione! 

Sempre che io possa poi parlarvene… speriamo non passi la legge sul copyright, se no non so se potrò citare più le trame o postare i video di terzi… Bah!

Noi, comunque, ci sentiamo domani!
Federica 💋

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[BlogTour] “Il Regno del Vuoto” di Laura Rocca [Libro Sesto • Le Cronistorie degli Elementi] – Tappa 2: Il Regno dell’Aria

Buongiorno!

Benvenuti alla seconda tappa del BlogTour dedicato all’uscita di Il Regno del Vuoto, l’ultimo e conclusivo volume de Le Cronistorie degli Elementi, la straordinaria saga fantasy creata da Laura Rocca e che in tre anni ha scalato le classifiche di Amazon stabilendosi sempre ai primi posti con tutti i suoi libri!

È per me un piacere partecipare a questo tour di presentazione e nell’attesa che arrivi il 10 Luglio, giorno di uscita del nuovo romanzo, passo a illustrarvi il tema della mia tappa! Si tratta, rullo di tamburi, di… Il Regno dell’Aria, il secondo libro di questa esalogia!

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Il Regno dell’Aria
Autore
Laura Rocca
Saga
Le Cronistorie degli Elementi
Editore
Amazon Self Publishing
Pubblicazione
8 Luglio 2016
Formato
Ebook ~ Cartaceo
Prezzo

2,99€ (Ebook. Disponibile per Kindle Unlimited) ~ 14,55€ (Cartaceo)
Link acquisto
Amazon

Celine è convinta di essere una ragazza insignificante e invisibile, ma il destino ha in serbo altri piani per lei: non solo scopre un mondo di cui non conosceva l’esistenza, ma ne è persino a capo. Purtroppo questo dono inaspettato le preclude l’amore dell’unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore in diciotto anni. La profezia, infatti, lega il suo destino a quello dell’altro Prescelto, e il suo amato Aidan è irremovibile: non infrangerà le loro leggi perché non vuole esporla ad alcun pericolo.
Celine non può crogiolarsi nel dolore, non ha più tempo. I nemici stanno colpendo duramente i Quattro Regni, Fàs ha deciso di attaccare e il popolo si sente talmente abbandonato da aver perso ogni speranza. Le protezioni attorno al Regno dell’Aria stanno cedendo e, mentre il male si avvicina, Celine deve ritrovare la Lama d’Aria, dispersa da quasi vent’anni. La sopravvivenza del Regno dipende dalla riuscita della sua missione. L’unica possibilità di salvezza è nelle sue mani.
Alla scoperta di un mondo nuovo, immerso tra i ghiacci della Finlandia, Celine si appresta a sciogliere le fila di un antico mistero.

Dove vogliamo andare davvero? Cosa desideriamo più di ogni altra cosa? Non esistono limiti, se non quelli che ci imponiamo noi stessi. Bisogna saper guardare oltre, compiere i passi necessari alla realizzazione dei nostri obiettivi, non perdere mai la speranza e la forza di volontà.

Ne Il Regno dell’Aria, le vicende sono ambientate ai giorni nostri e si svolgono prevalentemente nel Regno dell’Aria che fa parte del mondo segreto dei Custodi degli Elementi. La notte perenne e il bianco che ricopre ogni cosa sono gli elementi dominanti di questo Regno, come anche le magnifiche Aurore Boreali: striature colorate che s’increspano nei cieli e rendono l’ambiente magico. Il Regno dell’Aria si trova nell’estremo Nord, al Circolo Polare Artico, in Finlandia. Per arrivarci, i nostri eroi attraverseranno tutto il paese, costeggiando il fiume Muonio e lasciandosi alle spalle Kaaresuvanto.
E come nel primo volume, anche in questo secondo libro Laura sa creare una coesione assoluta tra lettore e storia, che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine, in un’avventura che fa sentire direttamente coinvolti in quello spettacolo naturale che è la Finlandia, tanto da avere la sensazione di aver viaggiato per chilometri e chilometri ed essersi ritrovati in quella terra avvolta dalle tenebre e rischiarata dalle stelle.

La missione prioritaria dei Custodi in viaggio sarà quella di recuperare la Lama d’Aria Sanatrice, una delle loro Armi Sacre andata perduta molti anni prima. Non è solo questo, però, a preoccupare i nostri eroi. Il Regno è stato preso d’assalto dai nemici, essi sono riusciti a penetrare le protezioni e hanno invaso parte dei territori rendendo impossibile e pericolosa la vita degli abitanti. Tra scontri e battaglie epiche, è la presenza di personaggi capici di rendersi reali attraverso i gesti che compiono, le parole che pronunciano e le emozioni che provano lungo tutta questa avventura nel regno di Adhar, lo Spirito dell’Aria, a rendere il romanzo di Laura un vero e proprio gioiello.

Il Regno dell’Aria apre al conflitto e alla ricerca delle Armi Sacre che permetteranno a Celine, Aidan e a tutti i loro amici di sconfiggere per sempre il temibile Fàs, signore del Vuoto! Una battaglia che sta volgendo al termine!

Il 10 Luglio conosceremo infatti le sorti della guerra tra i nostri amati protagonisti e il loro acerrimo nemico, giungendo alla fine di una delle saghe fantasy che più ho amato in questi anni! Siete pronti a scoprire cosa accadrà??

Nell’attesa, colmiamo la curiosità con tutte le tappe di questo BlogTour, un viaggio alla riscoperta dei volumi della saga e un incontro con l’attesissimo ultimo volume!

Titolo
Le Cronistorie degli Elementi ~ Libro Sesto ~ Il Regno del Vuoto

Autrice
Laura Rocca

Editore
Amazon Self Publishing

Genere
Urban Fantasy/Paranormal Romance

Prezzo
4,99€ (Ebook ~ Disponibile anche per gli iscritti Kindle Unlimited)
Data uscita
10/07/18


Libri precendenti
Sito autrice
Pagina Facebook
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Sette giorni e potrò finalmente sapere cosa ne sarà di Celine e Aidan!! Non vedo l’ora!

Per questa tappa è tutto! Domani vi attende un altro blog, con un altro libro e un Regno da scoprire! Non perdetevelo!

A presto
Federica 💋

Aprile-Giugno: Sei mesi tra i libri

Buongiorno e buon Lunedì, nonché buon inizio di Luglio!

I primi sei mesi del 2018 se ne sono già volati via ed è arrivato il momento di tirare le somme di quelle che sono state le mie letture da Aprile fino alla fine di Giugno (per quelle di Gennaio-Marzo, vi rimando al loro post)! E per iniziare, rompiamo il ghiaccio con la Top5, cioè i cinque libri preferiti letti nel trimestre appena trascorso 😊

~ Cliccando sulle copertine arriverete alle singole recensioni ~

Terzo e ultimo volume della Trilogia delle paturnie di Momi Gatto, questo libro porta a conclusione la storia di Giulia e Davide. Sono particolarmente affezionata a loro due, perché sono tra i primi personaggi che ho incontrato grazie a questo blog e mi mancheranno! Citazione preferita:
Lo conoscevo da un giorno soltanto e già mi era entrato nel sangue, ora la sensazione è centuplicata. Scorro piano ma instancabile con le dita, ho ormai capito cosa mi provoca toccarlo, mi calma lo spirito e mi allieta l’anima.

Una realtà distopica dove la popolazione è divisa in Rossi e Argentei, poveri i primi, ricchissimi e dotati di poteri sovrannaturali i secondi. Questo primo volume di Victoria Aveyard è stata una rivelazione per me, facendomi scoprire una nuova saga tutta da divorare! Citazione preferita:
Nonostante gli innumerevoli strati di seta e cipria, non mi sono mai sentita così nuda in vita mia. Ancora una volta, ringrazio che mi abbiano messo tutto quel trucco. È uno scudo tra loro e la mia vera identità. Un’identità che io stessa non riesco a comprendere.

Kent, 1940. Questo libro di Jennifer Ryan è stato una scelta insolita per me ma super, super, super sorprendente. È stato un viaggio delicato alla scoperta del fronte interno inglese durante i primi mesi della Seconda Guerra Mondiale (il Regno Unito vi ha preso parte proprio dalla primavera del 1940), con un’attenzione particolare al contesto femminile e a come questo ne abbia convogliato gli effetti dolorosi e distruttivi in spinte positive grazie al coro cittadino. Citazione preferita:
È buffo come il canto abbia la capacità di unire. Prima ognuna di noi era chiusa nel suo piccolo mondo, con i suoi problemi, poi tutt’a un tratto è stato come se questi si dissolvessero, e ci siamo rese conto che eravamo qui, insieme, a sostenerci.
E che questa era la cosa più importante.

Cosa avremmo potuto scoprire su una delle autrici inglesi più famose se sua sorella non avesse bruciato la sua corrispondenza privata? In questo romanzo epistolare a senso unico è Thomas Lefroy, attraverso lo studio e l’immaginazione di Amalia Frontali, a raccontarci del suo sfortunato legame con miss Jane Austen. Una lettura commuovente per ogni Janeites che si rispetti. Citazione preferita:
“Che vita sarebbe, adorata Jane, quella in cui siamo lontani? Un mesto trascinarsi di giornate uguali l’una all’altra senza alcuno scopo, senza alcuna luce.”

Di questo libro non vi ho ancora detto nulla (ma lo farò a breve!), però è nella top5 per l’ironia e il sarcasmo con cui Zadie Smith descrive e racconta le storie di due famiglie britanniche “miste”, una pakistana e l’altra anglo-jamaicana, lungo vent’anni di vita, passando attraverso tutti i problemi sociali e culturali che caratterizzano la società. Citazione preferita:
“Our children will be born of our actions. Our accidents will become their destinies. Oh, the actions will remain. It is a simple matter of what you will do when the chips are down, my friend. When the fat lady is singing. When the walls are falling in, and the sky is dark, and the ground is rumbling. In that moment our actions will define us. And it makes no difference whether you are being watched by Allah, Jesus, Buddah, or whether you are not. On cold days a man can see his breath, on a hot day he can’t. On both occasions, the man breathes.”

E se parliamo di libri, non posso certo dimenticare il Domino Letterario, l’ormai appuntamento fisso di fine mese! Questi sono stati le tre tessere dei mesi scorsi:

  

E ora tocca alle reading challenges vere e proprie! Per la Goodreads Challenge, e il traguardo fissato a 200 libri da leggere nel 2018, sono arrivata a 96! Un po’ sotto la metà, ma negli ultimi due mesi sono stata impegnata con gli esami in università e il tempo libero scarseggiava… Adesso che ci sono le vacanze spero di recuperare, anche perché ho un po’ di arretrati da smaltire!

Arretrati, nella fattispecie, che appartengono alla mia lista di Libera Lo Scaffale 2018! Su 12 libri scelti, ne ho letti solo cinque 😔 Questa è la lista di partenza e i progressi:
1. La Forêt des captifs di Pierre Bottero (311 pagine) ≈> Letto
2. L’Œil d’Otolep di Pierre Bottero (308 pagine) ≈> Attualmente sul comodino 😅
3. Les Tentacules du mal di Pierre Bottero (398 pagine)
4. L’ultimo cavaliere di Stephen King (223 pagine)
5. La chiamata dei tre di Stephen King (357 pagine)
6. Terre desolate di Stephen King (452 pagine)
7. Il circo della notte di Erin Morgenstern (458 pagine) ≈> Letto
8. Questo canto selvaggio di Victoria Schwab (394 pagine) ≈> Letto
9. 
Magic di V. E. Schwab (410 pagine) ≈> Letto
10. 
Dentro l’acqua di Paula Hawkins (370 pagine)
11. 
Caraval di Stephanie Garber (429 pagine) ≈> Letto
12. 
New York di Edward Rutherfurd (984 pagine) ≈> La mia prossima lettura ✌

E infine l’ultima reading challenge: Contano le pagine, Non i libri! In sei mesi ho letto ben 26920 pagine. Ancora non le ho convertite in chilometri (lo farò alla fine dell’anno), ma già adesso ho il sospetto che sia un viaggetto niente male! Voi che dite?

Ecco questi sono stati i cambiamenti che da Aprile a Giugno sono avvenuti sullo scaffale della mia scrivania, con tutti i passaggi da “To-be-read” a “Finally-read”! Ne ho ancora di strada da fare, ma per fortuna questo 2018 ha ancora sei mesi davanti a sé. Speriamo portino bei frutti 😉

A domani
Federica 💋

La lista per amarti

Buonasera!

Vi lascio il racconto che partecipa a Il Gioco di Aven! Il tema di questa settimana era “Lista” e spero vi piaccia quello che ne è uscito 😊

Guardò l’uomo al suo fianco e capì.
Non seppe nemmeno lei spiegare a se stessa cosa capì, però sentì che, finalmente, ogni pezzo del suo puzzle si incastrava correttamente con gli altri. Per la prima volta nella sua vita ebbe la netta sensazione di essere nel luogo cui apparteneva, la casa che tanto aveva cercato.
Gli strinse la mano e lui, sorpreso da quel gesto bellissimo, le sorrise incoraggiante. Fu guardando il volto dell’uomo che le aveva cambiato la vita che si decise a raccogliere il coraggio a piene mani, trascinandolo dolcemente lontano dalla folla di amici e parenti.
Se non fosse mai entrato nella sua esistenza come un uragano, lei non avrebbe mai capito di aver perso la propria bussola; ma si erano incontrati ed ora il suo ago puntava, e avrebbe sempre puntato, verso di lui, il suo Nord personale, l’unico essere vivente capace di attrarla come un magnete.
«Che succede?» le chiese lui, ritrovandosi da solo con la donna cui non aveva mai saputo ignorare.
«Se dovessi stilare una lista di pro e contro, credo che tu ed io non resteremmo amici a lungo» scherzò, prendendogli entrambe le mani e intrecciando le loro dita. «Sei indisponente, insopportabilmente bello e sfoderi sempre quella fastidiosa faccia da schiaffi convinto di essere irresistibile»
«Siamo in vena di complimenti, eh, Reginetta?»
«Ssh. Fammi finire» lo riprese lei, sorridendo quando lui la guardò proprio nel modo che lei tanto trovava insopportabile, con quell’occhiata sicura del proprio charme. «La lista delle obiezioni è più lunga di quella delle ragioni per cui dovrei frequentarti, prima tra tutte la tua innata propensione a crederti capace di farmi fare tutto ciò che vuoi solo con questa sciocca espressione da Adone. Non ci casco, perché io ti conosco»
«Ma davvero?» le chiese, stringendo la presa sulle mani di lei e avvicinandola a sé.
Ora la guardava dritta negli occhi, intrappolandola nella stretta delle sue braccia. Mesi fa non glielo avrebbe mai permesso. Adesso, invece, giocava con il fuoco senza nemmeno esserne pienamente consapevole.
«Sì» confermò, appoggiando la fronte alla sua e inspirando a fondo. «Ti atteggi a playboy perché non vuoi più avvicinarti alle persone, perché hai paura di soffrire e non lo sopporteresti più. Però sei pronto a fare di tutto per aiutarmi, vuoi essere la persona che mi cambierà la vita perché questo ti dà la sensazione di poter ancora vivere, nonostante tutto. Vuoi essere parte della mia vita, ma restandone a distanza»
Lei si liberò dalla sua presa, divenuta sempre più blanda mentre continuava a parlare, e gli circondò il viso con le mani, percorrendone i tratti con i polpastrelli leggeri. Quell’uomo sempre sicuro di sé ora era davanti a lei spogliato della sua maschera, incerto e ferito come lei aveva imparato a vederlo e ad apprezzarlo nell’ultimo mese.
«Per più di un anno hai fatto di tutto per rendermi libera. A partire dal weekend che abbiamo passato in montagna, tu ti sei sforzato in ogni modo possibile di restituire la voce alla vera me. Sei la persona più altruista che abbia mai conosciuto. E anche la più negligente verso se stessa»
«Un ritratto poco lusinghiero» cercò di scherzare, nel tentativo di riprendere quella distanza che lei era riuscita a spazzar via. «Hai fatto una lista davvero niente male»
«Eccoti qui. Sempre trincerato dietro questa faccia da schiaffi»
«Sento che ti prudono le mani, Becks. Non negarlo»
Lei rise. Sì, le mani le prudevano dal desiderio di colpirlo e far sparire quella maschera. Aveva una lista di motivi per farlo lunga abbastanza da permetterle di fare il giro del mondo un paio di volte. Però a lei bastava solo il primo.
«Puoi nasconderti quanto vuoi. Però sappi che io ti vedo. Ti vedo, Neil, esattamente per quello che sei»
«Che cosa orribile» si staccò da lei, avvertendo subito la mancanza di quel tocco caldo sul viso. «Non sono un granché»
«È quel granché che amo» le sue guance avvamparono, ma per una volta ne fu felice. «Ti ho detto che, se avessi considerato i pro e i contro, non saremmo rimasti amici ed è vero. Io non voglio essere tua amica, non più. Voglio tutto questo. Voglio noi»
E lì, nella casa dei suoi genitori, nel luogo in cui si era sentita completa solo quando lui vi aveva impresso la propria impronta, comprese che ciò che contava era un’unica lista, la cui voce principale non era che una e una soltanto.
Amarlo per ciò che era realmente.
«Rebecca»
Il suo nome. Solo quello sfuggì alle labbra di Neil.
E lei sentì freddo, più di quanto ne avesse mai provato in una vita intera.

[Domino Letterario] “Loving Donovan” di Anne Went e Mari Thorn

Buongiorno 😊

Siamo alla fine del mese e come di consueto torna l’appuntamento con il Domino Letterario, la catena tra blog che vede come tessere tanti bei libri! Oggi la mia scelta si collega a quella di Stefania di Libri e altri disastri per il genere che accumuna entrambi i nostri libri!

Titolo
Loving Donovan
Autore 
Anne Went & Mari Thorn
Editore
Self Publishing
Anno
2016
Genere
Romance, humor
Formato
Ebook ~ Cartaceo
Pagine

399
Prezzo
0,99€ (ebook) ~ 9,99€ (cartaceo)
Acquisto
Amazon

Cliff Brewster è il giovane e geniale erede di una famiglia dal recente passato nobiliare. Ha una mente brillante che lo ha fatto spiccare nel mondo degli affari e una ancor più brillante predisposizione a godersi la vita.
Un mix esplosivo. Una preoccupazione non da poco per sua nonna, la temibile Lady Brewster. Come impedire che Cliff disperda il suo potenziale? Semplice, ponendogli accanto un ‘tutor’ che ne regoli l’esistenza. E chi meglio di un maggiordomo? Ma siamo nel terzo millennio e le donne hanno ormai conquistato ruoli che una volta erano appannaggio dei soli uomini. Così Lady Brewster ingaggia non IL, ma LA migliore “butler” d’Inghilterra.
Ferrea e inflessibile, anche se dotata di una dolcezza nascosta, Greta Donovan avrà il non facile compito di contenere gli eccessi del giovane Brewster e Cliff ricambierà facendo di tutto per liberarsi di lei.
Persino Teddy, Charlie e Susan, gli inseparabili amici di Cliff, non riusciranno ad evitare di affezionarsi a Don, e quando lui scoprirà di poter essere migliore grazie al suo instancabile sostegno, sarà la fine per il loro strano rapporto di lavoro.
Don è spiazzata: può un datore di lavoro, diventato un amico, trasformarsi in qualcosa di più?
E Cliff accetterà di cambiare? A che prezzo?
Greta si rifiuta anche solo di pensarlo e Cliff dovrà dimostrarle di essere cambiato, ma la cocciutaggine di una temibile lady darà ad entrambi un’ultima e definitiva opportunità e alla fine… LOVING DONOVAN!

Per esclusione concludo di avere davanti il mio nuovo capo, il magnifico Cliff Brewster. Che poi quando si gira, tanto magnifico non è. A dirla tutta, anche lui è un vero disastro.

E per Greta Donovan, maggiordomo di professione e da generazioni prima di lei, la prima impressione sul suo nuovo, scanzonato, datore di lavoroè tutto. Che poi, il trentenne Clifford J. Brewster, ricchissimo genio dei videogiochi, non è il suo capo in senso stretto; lo è, però, l’anziana† Lady Brewster, una nonna pressante e pronta a tutto pur di mettere un po’ di sale in zucca al suo unico nipote, anche assumere una ragazza diplomatasi nella scuola per maggiordomi più prestigiosa del Regno Unito. Una vera e propria baby-sitter, o così la vede Cliff.

Ma chi è, Wonder Woman? Sollevo un attimo lo sguardo dai fogli e osservo la nuova ragazza. Con un curriculum del genere farsi venire qualche dubbio è più che lecito, ma lei resta impassibile e comincio a credere che se non è una grande attrice allora è davvero capace di tutto ciò che c’è scritto su questo foglio.

E come le invisibili ma presenti figure dei romanzi vittoriani, Donovan si installa nella vita del signor Clifford con l’intenzione di fare tutto ciò che compete al suo ruolo: svegliarlo, preparargli i vestiti, ricordagli gli appuntamenti e, soprattutto, accompagnarlo ovunque lui decida di andare, da chiunque voglia vedere. Comprese le ragazze che frequenta. Ma per l’indolente Cliff, la presenza di questa ragazza estremamente rigida e saccente è più una seccatura che una manna dal cielo, un fastidio di cui vuole liberarsi a qualsiasi costo, persino ricorrendo a tecniche… fuori dal comune!

«Non ti ci mettere anche tu! Quella tipa è impossibile. Sarà anche una bella ragazza, ma si veste come la Rottenmeyer di Heidi e brontola nello stesso modo. Ed è genetico! Ha un pedigree lungo una quaresima, padre, madre, nonni, zii, nipoti, tutti al servizio di prestigiosissimi capoccioni, pure coronati! Non so cosa si è messa in testa mia nonna, ma io con un guinzaglio al collo sudi freddo»
«Calmo, calmo! Lo vedo. Dai, vediamo cosa si può fare. In pratica tu vuoi stressarla in modo che se ne vada da sola, giusto?»
«Giusto»
«Quindi in pratica mi stai chiedendo di aiutarti a fare mobbing ad una tua dipendente?»

In un rapporto al limite della non sopportazione, reciproca per altro, i personaggi principali si affrontano a suon di test fatti per mettere alla prova la resistenza di lei a un datore di lavoro impossibile e di vendette portate avanti con tutto il contegno e l’aplomb che solo un perfetto maggiordomo potrebbe avere. Loving Donovan è un romanzo rosa dove l’ironia e la canzonatura fanno da padrone, trasformando questo improbabile duo signore/maggiordomo in un semplice Clifford e Don, e poi in Cliff e Greta, dove l’alternanza dei punti di vista tra loro regala una fantastica lettura, creata in modo intelligente da Anne Went e Mari Thorn.

Però! Possibile che ho qualcosa da condividere con il mio cerbero? Io e Don ci scambiamo un sorriso segreto e solo nostro che gli altri non possono capire.

Greta è una ragazza introversa, con poche amicizie e bloccata da una famiglia poco espansiva prima, poi da una rigida educazione. Mostra con fatica la forza del suo carattere, preferendo allontanarsi quando quel rapporto impersonale tra capo e dipendente inizia a incrinarsi, presentandole una scelta complessa: essere se stessa o mantenere intatto il suo onore di maggiordomo.
Con Cliff, invece, è tutta un’altra storia. Massimo rappresentante della sindrome di Peter Pan, questo eterno ragazzino di trent’anni, con un ciuffo patinato degno erede degli anni ottanta e con un trio di amici che gli gravitano attorno davvero incredibile, si trova a fronteggiare il “demone” della responsabilità, complice il buon esempio di Greta e la presenza di una nonna un po’ impicciona ma che si dimostra dolcemente divertente. Deve dirvelo: Lady Brewster è una faina, pronta a ogni stratagemma pur di vedere finalmente sistemato e con la testa a posto il suo scapestrato nipote. L’ho adorata in ogni momento.

Poi è arrivato Cliff a sconvolgermi l’esistenza e ora so amare. Non sono più la Greta solitaria e schiva, chiusa a tutto e a tutti. Una nuova persona sta nascendo in me e lo devo a lui. E anche se finirò, saprò di dovergli il merito di questa incredibile scoperta.

Loving Donovan è un romanzo dove i sentimenti si evolvono con dolcezza, lentamente, conditi di ironia e prese in giro che mi hanno fatta ridere dall’inizio alla fine. Si passa da scanzonate prese in giro a rivelare dettagli esilaranti su un’istituzione britannica, la Regina Elisabetta, che nei ricordi di Lady Brewster non è che una sua coetanea!
Ho adorato tutti i personaggi, nessuno escluso (non vedo l’ora di scoprire le storie di Teddy, Susan, Charlie e Clementine), e sono rimasta piacevolmente colpita da questa storia. Riserva un po’ di belle sorprese!

È una lettura super consigliata! E se avete Amazon Prime, trovate questo titolo nella selezione di Prime Reading, così, giusto per saperlo 😉

La mia tappa si chiude qui, però vi lascio il calendario del Domino per scoprire tutte le altre tessere!

Noi ci risentiamo Lunedì, con gli aggiornamenti sulle reading challenge nei primi 6 mesi del 2018!
Buon weekend
Federica 💋