The Get Down (Part Two)

Ciao 😊

Oggi torno a parlarvi di una serie tv marchiata Netflix, che nella sua prima parte si è rivelata un gran bella sorpresa! Pronti per un po’ di Get Down??

Ritorna nella sua seconda parte la serie che segue la nascita del movimento hip hop nella seconda metà degli anni ’70. Dopo gli avvenimenti della prima metà della stagione, in cui i diversi protagonisti si danno da fare per avere un proprio posto nella scena musicale, in questa seconda parte il gruppo dei Get Down Brothers, composto da Ezekiel, Shaolin Fantastic, Ra-Ra, Dizzee e Boo-Boo, e il trio Mylene Cruiz e le Soul Madonnas si trovano a dover gestire tutte le contraddizioni che la fama richiede per poter mantenere il proprio posto sulla cresta dell’onda.
Tra i compromessi e le difficoltà, i due gruppi si fanno strada nel Bronx e nella Manhattan degli anni ’70, tra abusi edilizi, spaccio di droga, concussioni politiche e un razzismo nascosto che mette in crisi tutti i sogni e le certezze dei personaggi, le stesse che sono state il motore della prima parte della serie. È una continua messa in discussione dei valori che li muovono, alla luce delle infinite possibilità di fare soldi, magari in modo non sempre legale ma sicuramente facile. E nessuno di loro ne esce indenne.
Nel corso delle cinque puntate tutti i personaggi vengono messi alla prova, spesso dimostrando che la realtà e i sogni sono incompatibili, come nel caso di Ezekiel e Shaolin, o che per essere realizzati richiedono un enorme prezzo da pagare, come purtroppo scopre Mylene.
Rispetto alla Part One, questa volta nella storia appaiono meno riferimenti agli eventi degli anni in cui è ambientata e di conseguenza nel montaggio cala anche la presenza di scene prese da riprese reali e originarie del periodo, ad eccezione dei riferimenti alla diffusione epidemica della droga. A fare da riempitivo vengono montati degli spezzoni in taglio fumettistico che, per i miei gusti, fanno perdere smalto alla serie, come se non avessero trovato altro per collegare i diversi momenti. È altrettanto vero che, se per me risultano un po’ raffazzonate, la particolarità di quelle scene è perfettamente in linea con la mentalità del periodo (negli anni ’70 il fumetto vive una specie di momento di gloria) e stempera la serietà dell’insieme, ricordando che la storia racconta di ragazzi giovani, già messi di fronte ai pericoli della vita, ma pur sempre attenti agli svaghi in voga tra quelli della loro età.
Tra le due parti ho sicuramente preferito la prima, perché si assiste alla resa dei conti: ognuno paga i suoi dazi e anche se tutto sembra andare per il meglio, prima o poi arriverà il conto da saldare, e quando arriverà sarà a caro prezzo.

Una serie che è partita bene ma che avrebbe sicuramente potuto dare di più…

Voi l’avete vista? O siete dei fan dell’hip hop? Per me è un genere assolutamente sconosciuto, perciò vi ascolto volentieri se ne sapete qualcosa!

A presto
Federica 💋

Gold

Buongiorno 😊

Eccomi di ritorno (non mi sbilancio sull’esame di ieri, perché era scritto e per scaramanzia resto zitta e muta finché non usciranno i risultati) e questa volta per parlarvi di un film! È uscito un po’ di tempo fa, metà Aprile credo, però sono riuscita a scriverne una recensione solo ora… Lo so, tempi di elaborazione decisamente lunghi… Eh, diciamo che ho impiegato un po’ di tempo a decidere se mi sia piaciuto oppure no.

Titolo
Gold – La grande truffa
Titolo originale
Gold
Regia
Stephen Gaghan
Anno
2016
Genere
Avventura, drammatico, thriller
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Liberamente ispirato dalla vera storia dello scandalo minerario Bre-X del 1993.
Sceneggiatura
Patrick Massett, John Zinman
Cast
Matthew McConaughey, Édgar Ramírez, Bryce Dallas Howard, Corey Stoll, Toby Kebbell, Rachael Taylor, Bruce Greenwood, Joshua Harto, Timothy Simons, Michael Landes, Stacy Keach, Bill Camp, Macon Blair, Craig T. Nelson

Dopo The Wolf of Wall Street, torna una pellicola incentrata sul sistema americano degli investimenti e sulle truffe che ne sono insite, perché dove girano i soldi la tentazione di farne ancora di più è sempre altissima.
Questa volta al centro della speculazione c’è il settore minerario, uno dei pilastri del sistema economico e produttivo degli Stati Uniti (almeno finché non hanno esaurito il 90% dei loro giacimenti), e l’incredibile fortuna che la compagnia di Kenny Wells si ritrova tra le mani grazie alla sapiente intuizione del geologo Michael Acosta di scavare in mezzo alla sperduta giungla indonesiana.
Come rivela già il titolo di per sé, questa corsa all’oro che investe i mercati nasconde una seconda faccia. Peccato, perché per tutto il film quest’idea di “truffa” non esiste, ogni dettagli, scena e situazione è costruito in modo tale da non far sospettare di nulla, da far credere che quell’oro, e i soldi che promette di far guadagnare, esista davvero. Ma il titolo cala come una mannaia sul coinvolgimento dello spettatore, lo mette già in guardia sull’esito di tutta l’euforia generale e per questo il finale non sorprende come invece dovrebbe. Aspettandoci già che qualcosa non torni, quando effettivamente si scopre il segreto dietro a questa immensa fortuna se ne resta delusi, perché fondamentalmente lo si aspettava e non c’è più il gusto della sorpresa.
Tuttavia a essere grande, oltre alla truffa, lo è anche l’interpretazione di Edgar Ramirez (Michael Acosta) e di Matthew McConaughey (Kenny Wells), che ha rispettato il proprio obbligo contrattuale di apparire a torso nudo in ogni suo film anche con trenta chili di troppo e una pancia degna di Homer Simpson. Entrambi gli attori hanno l’aspetto e l’attitudine giusta ad incarnare l’ideale dei rispettivi personaggi, diventando il vero punto di forza della pellicola, insieme alla critica al sistema della borsa e ai suoi broker, gli sciamani moderni che mettono sul lastrico intere città.

Come film è nella media, bello ma senza grosse sorprese, forse proprio a causa di quel titolo con spoiler… Mi è piaciuto, alla fin fine, ma non mi ha entusiasmata ed è un peccato!
Voi lo avete visto? Impressioni?

Federica 💋

“Heart of Darkness” di Joseph Conrad



Buongiorno e buon inizio settimana!

Oggi volevo iniziare la settimana tornando a parlare di una delle mie sfide di lettura di quest’anno, quella di Libera lo Scaffale, visto che mi mancano solo due libri (sarebbero tre, ma uno l’ho finito in questi giorni e ve ne parlerò tra un po’) alla fine, e vi porto un po’ a spasso nell’Africa nera descritta da Conrad nella sua opera più famosa: Cuore di Tenebra!

Titolo
Heart of Darkness
Autore
Joseph Conrad
Editore:
Oldcastle Books
Anno
2015
Anno prima edizione
1899
Genere
Narrativa, storico
Formato
Paperback

Pagine

160
Prezzo
£6,99
Acquisto
Pulp! The Classics

«L’orrore, l’orrore»: questo il grido e al tempo stesso l’invocazione del capitano Kurtz. Bastano poche parole per sentire tutta la forza del romanzo breve di Conrad, forse il suo capolavoro.
Su un’imbarcazione ancorata fra le nebbie fitte che la sera avvolgono il Tamigi, il capitano Marlow e altri marinai attendono l’alta marea per prendere il largo. Marlow comincia a raccontare di un viaggio fatto da giovane lungo un altro fiume, in un’Africa carica di fascino come di pericoli. Risalendo il fiume, si erano lasciati alle spalle anche gli ultimi residui di “civiltà”, per venire risucchiati in un percorso oscuro che diventa anche mentale, onirico, e si addentra nell’essenza stessa dell’uomo. Marlow-Conrad narra di un cuore di tenebra ancora da esplorare.

Uno dei capolavori della letteratura inglese si trova sempre in primo piano per l’attualità dei temi trattati e dei suoi personaggi. La ricerca di Marlow nell’Africa nera (Conrad descrive il Congo, meta del viaggio che ha compiuto e che ha trasformato in questo libro), indetta per ritrovare l’agente Kurtz, è veramente un classico e la forza di questo romanzo risiede proprio nel suo essere senza tempo.
Nato come una denuncia contro il colonialismo e lo schiavismo frutto dei grandi Imperi europei in Africa, in particolare ma anche nel mondo, Heart of Darkness si apre a una moltitudine di interpretazioni diverse le une dalle altre, nonostante sia poco più di un racconto e non un corposo romanzo. Composto solo da tre macro capitoli, Conrad ripercorre attraverso gli occhi la sua giovinezza, il viaggio e gli incontri che lo hanno condotto fino a fare la conoscenza del carismatico Kurtz (un mix di tutti i mercenari reali incontrati nei sui viaggi per il mondo), le atrocità compiute nel territorio da lui controllato e infine il suo ritorno alla “civiltà”.
Lo stile utilizzato è diretto e conciso, grazie soprattutto alla narrazione in prima persona, permette di arrivare a fondo nell’analisi del carattere di Kurtz e del modo in cui viene assurto quasi alla figura di divinità dalle persone che lo incontrano e che restano ammaliati dalla sua presenza e dal suo modo di agire. Anche Marlow non fa eccezione, ma la sua conversione a una lealtà verso questo personaggio terribile e temibile per ciò che rappresenta arriva per gradi, perché dall’inizio è pronto a mettere in discussione e a non credere che questa sua grandezza di spirito sia una realtà, ma solo un’allucinazione collettiva data dalle precarie condizioni di vita a cui conduce il perdersi nell’Africa nera. Almeno finché non avviene l’incontro vero e proprio tra i due, la prova definitiva che la grandezza del cacciatore d’avorio non sia un’invenzione ma la pura realtà, seppure Kurtz sia tutt’altro che perfetto e nonostante le crudeltà commesse e tollerate.
È un’opera piccola, ma con un potenziale enorme, e al suo interno, tra i diversi punti di interesse che vengono affrontati, ce n’è uno che si ripete in diversi contesti e con una frenesia tale da essere quasi ridondante. Darkness, l’oscurità, appare in ogni istante, definisce luoghi, persone e atteggiamenti anche molto diversi tra loro, portando l’attenzione del lettore proprio su questo concetto del non esserci nessuno esente dalla propria oscurità e rivelandosi come la costante identificativa. Nel migliore degli uomini, come nel peggiore, si trova un pezzo di oscurità e questa enfasi trasforma il viaggio di Marlow in un’avventura simbolica, oltre che letterale, che lo porta nel cuore dell’oscurità per riemergerne cambiato, conscio che non è Kurtz il solo portatore di questa macchia scura che ne guida le azioni, ma lo è l’intera umanità e il mondo occidentale, forse molto più di quanto se ne fosse fatto carico Kurtz.
È un romanzo attuale, perché basta cambiare il luogo geografico dall’Africa ai paesi orientali in guerra in questi anni per capire che quella darkness, tanto enfatizzata da Conrad come elemento da condannare, non si è mai sopita e assume sfaccettature diverse, inquietanti e sempre da analizzare per cercare di vincerla e riportare un po’ di equità e giustizia.

Di questo libro si parla moltissimo, specie in relazione al film Apocalypse Now, e lo si legge generalmente a scuola. A me mancava e quando ho visto questa edizione, non ho saputo resistere! Voi lo avete letto? Fatemi sapere 😊

Domani mi prenderò una breve “pausa” perché in giornata ho un esame, perciò vi do appuntamento a Mercoledì con una nuova recensione!

Buona giornata 💋

Today’s June!!

Buongiorno!

Cavoli è già arrivato Giugno! Siamo praticamente in estate ormai e se per la maggior parte delle persone da adesso in avanti si pensa alle vacanze, per me questo mesi significa dedicarmi agli esami della sessione estiva 😔 Beh, diciamo che, vista la pausa dei mesi scorsi, era anche ora di rimettere piede in università!

Questo sarà un mese davvero intenso perché tra gli esami, un compleanno e un matrimonio ci sarà da divertirsi e da fare i salti mortali! Spero di avere del tempo anche per me e soprattutto per il blog, ma so per certo che a tenermi compagnia ci saranno tanti bei libri! Vedrete 😉

Visto che domani è festa e poi inizia il weekend, avete organizzato qualcosa di bello?
Io approfitterò degli ultimi giorni di tranquillità per leggere un po’ e recuperare una serie tv e poi Sabato grigliata in compagnia! Mmmm non vedo l’ora 😋

Vi auguro un buon 2 Giugno e un buon fine settimana!

Federica 💋

[Domino Letterario] “Paper Magician” di Charlie N. Holmberg

Ciao!

Come di consueto torna l’appuntamento mensile che tanto amo: il domino letterario! Sapete meglio di me in cosa consiste, ormai 😊 Ma per tutti coloro che si trovano a leggerlo per la prima volta, il domino è una catena tra blog, in cui le tessere sono dei libri collegati tra loro per diversi motivi o somiglianze. La mia scelta si ricollega a quella di Libri e Librai perché entrambi i libri sono scritti da due donne e le copertine giocano su tre colori (rosso, bianco e nero)!

Titolo
Paper Magician
Titolo originale
The Paper Magician
Autore
Charlie N. Holmberg
Traduzione
M. Scarsella
Saga
The Paper Magician Trilogy
Editore
Fanucci
Anno
2015
Anno prima edizione
2014
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato
Cartaceo
Pagine
219
Prezzo
14,90€
Acquisto
Mondadori

Ceony Twill, giovane e talentuosa allieva dell’accademia di magia Tagis Praff, sta finalmente per cominciare l’apprendistato che la legherà per tutta la vita all’elemento magico che ha sempre desiderato. Eppure, contrariamente a quanto sognava, il suo destino non sarà scritto nel metallo ma sulla carta. Tra fogli che si animano dando vita a personaggi incredibili e storie fantastiche che la lasceranno a bocca aperta, toccherà allo stravagante mago Emery Thane convincerla delle qualità straordinarie di un elemento così delicato e allo stesso tempo prodigioso. Così, quando Lira, malvagia praticante di arti magiche proibite, priverà il maestro del suo cuore, Ceony per tenerlo in vita gliene confezionerà uno di carta, per poi volare sulle ali di un enorme aeroplanino all’inseguimento della perfida maga, verso un’avventura che porterà alla luce i ricordi più lontani e i segreti più taciuti, nascosti nell’angolo più remoto dell’anima.

Inghilterra, primi anni del XX° secolo. In una realtà alternativa in cui le maghe e i maghi di tutto il mondo possono praticare la magia solo sui materiali creati dall’uomo, la giovane Ceony Twill, diplomatasi in un solo anno alla scuola di magia, ha scelto di legare la propria vita al metallo e coronare il suo sogno di diventare una fonditrice. Maga Avioski e il consiglio scolastico, però, non sono dello stesso avviso: di maghi del metallo ce ne sono fin troppi, perciò a Ceony hanno deciso di affidare un altro materiale. Con suo immenso dispiacere Ceony diventerà un Piegatrice, una maga della carta.

Per gli ultimi cinque anni, Ceony aveva desiderato diventare una fonditrice.
Tuttavia, mentre la maggior parte dei diplomati alla scuola Tagis Praff per aspiranti maghi aveva potuto scegliere il materiale a cui votare le proprie abilità, a Ceony l’avevano assegnato.
[…] Ceony serrò le labbra. Per quello che riguardava la magia, ormai sapeva che la carta era l’unica possibilità, e avrebbe preferito essere una piegatrice che una fallita.
Sollevò la mano sudaticcia e la premette contro il foglio di carta sul cavalletto. A occhi chiusi e digrignando i denti, disse: «Materia creata dall’uomo, il tuo creatore ti invoca. Légati a me come io mi lego a te per tutta la vita, finché non morirò e diventerò terra.»
Erano parole così semplici, ma allo stesso tempo una sentenza.
Ceony sentì la mano riscaldarsi, e quel calore propagarsi attraverso il braccio per tutto il corpo e poi dissolversi velocemente.
Ormai era fatta.

Ad istruirla nel suo apprendistato c’è Mg (Mago) Emery Thane, uno dei soli dodici piegatori del Regno Unito e il migliore tra loro, che fin da subito si adopera per mostrare a Ceony che aver vincolato la propria magia e la propria vita alla carta non è poi male. Così Miss Twill, convinta di aver votato se stessa a un materiale inutile e di essere sotto la guida del mago più strano che esista, arriva a scoprire che essere una piegatrice non è così brutto e che in realtà Mg Thane è l’insegnante migliore che si possa desiderare, una persona sulla quale fare cieco affidamento. Almeno finché non sarà proprio lui a dover essere salvato.

Qualcosa le solleticò le nocche della mano destra.
Estrasse un minuscolo fiocco di neve, quello che aveva nascosto nelle tasche della giacca alla fine del suo primo giorno da piegatrice. Fece scorrere il pollice lungo i suoi minuscoli e delicati tagli, grata di non aver ancora lavato quella gonna. Il fiocco di neve era ancora congelato, proprio come neve vera. La neve che lui aveva fatto per lei. Aveva fatto tutto per lei, in un modo o nell’altro, giusto?
Illuminata dal bagliore della candela disse: «Devo farlo. Devo salvarlo.»
Perché sapeva che nessun altro l’avrebbe fatto.

In questa realtà in cui la magia è legata ai materiali, esiste un gruppo di maghi che ha deciso di vincolarsi alla carne e al sangue, perché convinti che anche gli esseri viventi siano da considerarsi come i comuni materiali. Agli Escissionisti, questo il loro nome, appartiene anche Lira, una vecchia “amica” di Mg Thane che coglie Ceony e il suo maestro impreparati con un attacco a sorpresa, durante il quale riesce a rubare il cuore di quest’ultimo e a portarlo via con sé. Ma non potendo rinunciare alla vita di Emery Thane senza lottare, Ceony, dopo aver riPiegato e dato vita a un cuore di carta per Thane, parte all’inseguimento di Lira, armata solo del proprio coraggio e di tanti fogli di carta, in un’avventura che la porterà nel cuore di Thane (letteralmente nel suo cuore) per cercare di salvarlo.
Se per la prima parte Paper Magician sembra un romanzo semplice, molto romantico e una storia magica adatta ai lettori più giovani, nel momento in cui Ceony si lancia all’inseguimento della maga escessionista, emerge il carattere steampunk del libro e travolge come il pum-pum-pum che assorda Ceony mentre attraversa le quattro camere che compongono il cuore di Thane. Attraverso i ricordi, le speranze, i dubbi e le paure di Emery si scopre non solo il mistero che avvolge il passato dell’enigmatico mago Thane, ma anche come qualcosa di semplice come la carta possa essere utile per salvare una vita.
È una lettura piacevole, veloce, che non stanca e con uno stile che tieni incollati alle pagine, grazie anche a due protagonisti cui è impossibile non affezionarsi.
Per come la storia è impostata, per il modo in cui Ceony racconta la scoperta e il salvataggio del cuore di Emery e per la tipologia di personaggi che compaiono in Paper Magician, questo libro di Charlie N. Holmberg mi ha piacevolmente ricordato Il castello errante di Howl di Diana Wayne Jones (un libro che vi super consiglio in caso non lo abbiate letto, così come la visione del film animato che ha realizzato Miyazaki), e con le sue atmosfere particolari e una visione della magia e delle vicende che è delicata e cruda allo stesso tempo si è dimostrato una bellissima lettura.

Come vi dicevo, al Salone Internazionale del Libro di Torino ho acquistato Glass Magician Master Magician (secondo e terzo volume della trilogia) e ovviamente non vedo l’ora di leggerli per sapere come andrà avanti la storia!

La mia tappa si chiude qui, ma voi potete sempre commentarla e continuare a seguire le altre della giornata, oltre che recuperare quelle degli scorsi giorni! La prossima tessera è da La Stamberga d’Inchiostro, però qui a fianco trovate tutte le date e i blog partecipanti =>

Federica 💋