World Poetry Day

Buongiorno 😊

Oggi è la giornata mondiale dedicata alla poesia (World Poetry Day) e mi piaceva parlarvene, facendovi leggere un sonetto tra i più letti e fraintesi dell’opera di Shakespeare: il sonetto XVIII, altrimenti noto come Shall I compare thee!

Shall I compare thee to a summer’s day?
Thou art more lovely and more temperate:

rough winds di shake the darling buds of May,
and summer’s lease hath all too short a date:
sometime too hot the eye of heaven shines,
and often is his gold complexion dimm’d,
and every fair from fair sometime declines,
by chance, or nature’s changing course untrimm’d:
but thy eternal summer shall not fade,
nor lose possession of that fair thou ow’st,
nor shall death brag thou wander’st in his shade,
when in eternal lines to time thou grow’st:

So long as men can breathe, or eyes can see,
so long lives this, and this gives life to thee

E qui la traduzione:

Posso paragonarti a un giorno d’Estate?
Tu sei più amabile e più tranquillo.
Venti forti scuotono i teneri boccioli di Maggio,
E il corso dell’estate ha fin troppo presto una fine.
Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo,
E spesso la sua pelle dorata s’oscura;
Ed ogni cosa bella la bellezza talora declina,
spogliata per caso o per il mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà svanire,
Né perder la bellezza che possiedi,
Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra,
Quando in eterni versi nel tempo tu crescerai:

Finché uomini respireranno o occhi potran vedere,
Queste parole vivranno, e daranno vita a te.

Dicevo frainteso perché in molti lo considerano un sonetto dedicato a una donna, complice anche la cinematografia e film come Shakespeare in love, ma in realtà fu scritto per il giovane signore che all’epoca faceva da mecenate al bardo. E lo si capisce anche dal fatto che, in tutto il sonetto, non sono presenti termini che richiamino elementi romantici, come il decantare le lodi per una determinata caratteristica dell’amata o la stessa presenza dalla parola “amore”.

Il sonetto più frainteso per celebrare la giornata mondiale della poesia. Mi sembrava il modo migliore per mostrarvi quanti e quali diversi metodi di interpretazione esistono e come può essere mutevole il significato di un testo a seconda di come viene presentato. Spero che Shakespeare non si senta offeso se ho scelto proprio lui 😁

Buona giornata!
Federica 💋

Recensione “Il Regno del Fuoco” di Laura Rocca [Le Cronistorie degli Elementi – Libro Terzo]

Buongiorno e buon Lunedì!

Questa settimana inizia con una recensione della quale non vedevo l’ora di parlarvi, sia perché adoro la saga, sia perché conosco l’autrice e la ritengo una delle persone più dolci, disponibili e capaci di questo mondo, una di quelle a cui si augura sempre e solo il meglio 😊 Sto parlando di Laura Rocca e della sua saga fantasy Le Cronistorie degli Elementi!!

Info

copertina

TitoloIl Regno del Fuoco
Autore: Laura Rocca
SagaLe Cronistorie degli Elementi – Libro Terzo
Editore: Amazon Self Published
Pubblicazione: 2017
Formato
: Ebook ~ Cartaceo
Pagine
: 526
Prezzo
: 2,99€ (ebook ~ gratis con Kindle Unlimited) ~ 15,29€ (cartaceo)
Acquisto
:
Amazon

L’animo di Celine non potrebbe essere più sereno: Aidan ha finalmente accettato di vivere il sentimento che li unisce e nel Regno del Fuoco le protezioni sono ancora integre.
A pochi giorni dalla partenza per la nuova spedizione, però, le cose si complicano. Serve un nuovo volontario per il posto vacante di guaritrice, ma alle selezioni si presenta solo Kaina, e la regina, nonostante il disappunto, è obbligata a portarla con sé.
La missione si rivela da subito ostica. Gli Spiriti degli Elementi sembrano non aver apprezzato la testardaggine della ragazza e, nonostante il suo impegno, non le concedono più udienza, la privano della loro guida e la gettano nello sconforto. Legarsi ad Aidan è stato un errore?
Altre ombre si addensano segretamente sul suo destino. Urchaid, servo fidato di Fàs, ha stretto un’alleanza con una persona molto vicina a Celine: il nemico la vuole e farà di tutto per averla.
Con il cuore e la mente persi in un groviglio di emozioni destabilizzanti, la regina si appresterà a combattere nuove battaglie e andrà alla ricerca della forza interiore perduta, quella che le permetterà di riacquistare la speranza.

Parere

Ritorna con il terzo volume la saga fantasy de Le Cronistorie degli Elementi e lo fa senza disattendere le aspettative lasciate alla conclusione de Il Regno dell’Aria.
In questo nuovo tassello dell’esalogia creata da Laura Rocca, Celine riprende la propria spedizione alla ricerca delle armi forgiate dai quattro Custodi degli Elementi e dopo la Lama di Adhar (recuperata nel precedente volume), ora tocca all’Arco di TeΦnet, il Custode dell’Elemento più indomito, implacabile e a suo modo rigenerante  di tutti: il Fuoco. Per ritrovarlo, lei e la squadra composta da Aidan, Mavi, Brian, Caswyn, Buonia, Murchadh, Birghinia, Aengus, Erskine, Ermer e dalle new entry Kaina e Lonn si recano negli splendidi territori del Sudafrica, dove le protezioni impediscono agli esseri umani di entrare nello stupendo e selvaggio Regno del Fuoco.
Qui, con l’aiuto di Kenina, iniziano la ricerca nel territorio più vasto e multiforme che hanno incontrato finora, passando dalla lussureggiante zona della città e del fiume che le scorre accanto a un deserto caldo e impraticabile, solcato da venti fortissimi o interrotto da pericolose sabbie mobili, fino alla comparsa di un’oasi misteriosa e in grado di soddisfare ogni necessità.
La varietà dei paesaggi e delle descrizioni si riconferma come uno dei punti chiave nello stile di Laura, che riesce come sempre a trasmettere un’immagine chiara e perfetta attraverso l’uso delle parole. Grazie a questa caratteristica, non è affatto difficile immaginare quegli splendidi territori e le diverse scene, tanto che è sicuramente uno degli elementi che coinvolgono nella lettura fin quasi a non accorgersi dello scorrere del tempo.
Il secondo punto che mi ritrovo sempre ad adorare nei romanzi di Laura è la caratterizzazione dei personaggi e la polifonia di voci che accompagnano lo svolgimento della storia. La molteplicità dei punti di vista permette di armonizzare i diversi momenti che si alternano nella trama, creando un panorama variopinto ma ben definito, in cui non c’è mai una/un sola/o protagonista, ma in cui tutti hanno la stessa importanza, lo stesso diritto ad essere partecipi e a far sentire la propria voce.
Ma questi, ormai, sono elementi consolidati nella saga, i caratteri basilari che la identificano e che se fossero le sole parti interessanti non aggiungerebbero nulla di nuovo. Ma così non è e la novità introdotta non è una da poco, perché porta la storia a un altro livello. Mantenendo l’attenzione del lettore costantemente sull’attenti, la certezza che all’interno del gruppo ci sia un traditore è ciò che spinge a consumare le pagine, nella speranza di scoprirne l’identità prima del finale e prima che accada qualcosa di irreparabile. In continuo incalzante, ci si ritrova coinvolti in tanti colpi di scena che aumentano a dismisura la curiosità su ciò che ancora riservi il futuro a Celine e Aidan.
Senza svelare nulla e lasciando tanto al dubbio, i tre grandi colpi di scena finali (due dei quali me li aspettavo sin dall’inizio, ma che mi hanno comunque lasciata a bocca aperta come l’ultima rivelazione) mantengono accesa la fiamma della curiosità e rendono quasi una banale e scontata formalità il compito di questo volume: Il Regno del Fuoco è il terzo di una esalogia, la metà esatta della saga, e dovrebbe essere il pilastro che sostiene l’interesse per gli eventi che contiene e anche per quelli che faranno parte dei prossimi tre libri. Ebbene, non solo ci riesce, ma lo fa così bene che, personalmente, sento di aver sviluppato una dipendenza, della quale avverto già la crisi di astinenza al pensiero che mancano solo tre volumi alla conclusione!
Per fortuna ci sono gli spin-off!!

Beh vi ho detto tutto quello che potevo!! Manca solo il consiglio di leggere questa saga se ancora non la conoscete 😊 Aspetto i vostri commenti e nel frattempo vi lascio le recensioni ai volumi precedenti: Il mondo che non vediAidan Il Regno dell’Aria!

A presto
Federica 💋

Weekend!

Buongiorno 😊

Voglio augurarvi un buon weekend! Cosa farete di bello in questi due giorni?

Io oggi lo dedicherò alla lettura e poi alla scrittura del terzo capitolo della mia trilogia! Vediamo se la giornata si rivela produttiva oppure no… Spero di sì 😁

Domenica invece pranzo fuori! In questo periodo ci sono diversi compleanni e in famiglia approfittiamo di domani per festeggiarli tutti e in una volta sola, oltre a ritrovarci per la festa del papà!!

Vi do appuntamento a Lunedì!

Un abbraccio
Federica 💋

Recensione “Les Frontières de glace” di Pierre Bottero

Buongiorno e buon San Patrizio 🍀

Avrei voluto scrivere tutto di questo colore, ma la scelta sembrava un po’ eccessiva, anche in onore del patrono della mia cara Irlanda! Anche perché oggi non vi porto in quella terra verde e splendente (e uggiosa…), ma nel mondo fantastico inventato da un autore francese!

Prima di iniziare…

Il libro di cui vi parlo fa parte della mia lista per #LiberaLoScaffale2017 ed è il terzo che concludo da Gennaio.

Eccolo lì: Les Frontières de glace di Pierre Bottero! È il secondo di una trilogia (La quête d’Ewilan) cui sono molto affezionata, tanto da decidere di leggerla direttamente in lingua (Soprattutto perché da noi non l’hanno mai conclusa…)! 

≈ In realtà, questo spazio serve a presentarvi del primo volume, che non credo di avervi mai recensito… No, infatti. E… Avete visto?! Il verde è finito nei titoli 😁 ≈

Camille si è sempre sentita un’aliena nella ricca famiglia che l’ha adottata, cosi come nel pianeta in cui vive. Certo, è quasi troppo intelligente per i suoi tredici anni, e la sua abilità nel disegno è persino inquietante: a volte è la realtà a imitare la sua fantasia, e ciò che immagina si materializza per incanto sotto i suoi occhi. Ma presto Camille capirà di avere ben più di un dono: un giorno, per evitare di essere investita da un camion, si getta al lato della strada e cade sul suolo… di un altro mondo! Un universo parallelo in cui scoprirà di chiamarsi Ewilan, figlia dei potenti Lucia e Altan Gil’Sayan, esiliata sulla Terra per sfuggire a una sorte terribile. Mantidi guerriere dal fendente mortale, ragni giganti dai tentacoli velenosi sono solo gli esecutori di una congiura ordita da feroci tiranni. E quando Camille verrà catapultata di nuovo sulla Terra, le rimarrà solo una piccola pietra blu come prova del viaggio e dell’innegabile verità: lei sola può salvare quel magico mondo. Lei è Ewilan, la prescelta.

Il libro

“Les Frontières de glace” di Pierre Bottero ~ 285 pagine ~ Rageot (2003)

Dopo aver fatto ritorno nel Regno di Gwendalavir, Ewilan e Salim partono con i loro compagni alla volta delle Frontiere di Ghiaccio per liberare le Sentinelle, prigioniere dei mostruosi Ts’Lich. Durante il cammino dovranno combattere contro i terribili guerrieri Ras e i sanguinari mercenari del Caos, alleati degli Ts’lich e determinati a uccidere Ewilan. Ma la piccola compagnia farà anche la conoscenza di un popolo amico, i Fal, creature dai poteri affascinanti. Per salvare le Sentinelle Ewilan dovrà affinare il dono del Disegno, e scoprire il segreto del Dragone. Solo allora potrà dedicarsi alla sua vera missione: ritrovare i suoi genitori.

Il secondo volume della trilogia La quête d’Ewilan di Pierre Bottero si rivela, un po’ come il primo libro, una piacevole e bella scoperta.
I personaggi conosciuti in D’un monde à l’autre si ritrovano di nuovo insieme per salvare l’Impero di Gwendalavir dagli Ts’liches, un’antica razza che da millenni cerca di assoggettare gli uomini. Partita alla ricerca del fratello maggiore, Camille fa ritorno in questo mondo parallelo con il fidato amico Salim per portare a termine la missione più importante di tutte: risvegliare Les Figés, i Guardiani dell’Impero imprigionati quattordici anni prima dagli Ts’liches in un sonno profondo.
A differenza del primo libro, dove si impara a conoscere le particolarità di questo nuovo mondo e l’abilità di Camille (il cui vero nome è Ewilan) legata al disegno, adesso si può apprezzare appieno la trama e il suo svolgimento, proprio come l’evolversi dei rapporti che legano i diversi membri del gruppo che accompagna i due ragazzi nella loro avventura. Si entra ancora di più nel vivo della sfida che Camille è chiamata a compiere e nella scoperta di quanto l’Arte del Disegno sia per lei una capacità innata e incredibilmente forte, tanto da essere stupefacente vista la giovane età, ma ci si avventura anche nei territori dell’Impero e se ne scoprono le meraviglie, le città e le creazioni che lo rendono un vero gioiello, ma anche i numerosi pericoli che popolano i luoghi più disparati. Dai Raïs, i mostri umanoidi creati dagli Ts’liches, agli orchi e ai Mercenari del Caos, una setta di pericolosi assassini, Camille, Salim e i loro amici si trovano molto spesso coinvolti in battaglie che sanno di non poter vincere ma che affrontano lo stesso; battaglie che, per il loro coraggio, per lo spirito di sacrificio in vista di una ragione più alta o per un pizzico di fortuna, riescono comunque a vincere.
Quello che davvero mi è piaciuto di questo volume, e che è un elemento di continuità con il primo, è l’attenzione verso il lato umano della storia. Più che stupire con gli aspetti fantastici, c’è un’enfasi costante sul valore dell’amicizia, dei sentimenti, che trasforma il gruppo in una vera e propria famiglia, caratteristica che li spinge tutti ad agire sempre per il bene degli altri, anche a costo della propria innocenza o della propria vita.

Spero che questo piccolo viaggio possa avervi fatto piacere!  Aspetto le vostre impressioni, qualunque esse siano 😊

Buona festa di San Patrizio!
Federica 💋

The Get-Down (Part 1)

Buongiorno 😊

Lo scorso weekend sono stata poco bene, come vi dicevo, e ne ho approfittato per scrivere diverse recensioni arretrate! Nei prossimi giorni ve le proporrò tutte, ma per adesso inizio da quella di una serie tv che vi consiglio davvero di guardare 😊

Ditemi che un certo film, un libro o una serie tv sono ambientati a New York e io li guarderò e leggerò! Per quanto quest’idea possa essere esagerata o quasi uno scherzo, è principalmente questo il motivo che mi ha spinta a guardare The Get-Down.
Il Rap come genere musicale non mi ha mai interessata, non l’ho mai considerato musica in realtà (e vi chiedo scusa se tra di voi c’è qualche amante del Rap), ma l’ambientazione e il periodo storico hanno vinto la mia ritrosia all’idea di guardare questa serie. E per fortuna che lo hanno fatto, perché altrimenti mi sarei presa qualcosa di davvero eccezionale.
The Get-Down è una serie che ripercorre la nascita del Rap, collegandola ai mutamenti socio-economici e politici nella New York degli anni ’70, ai diversi tumulti che ne percorrevano i quartieri e alle difficoltà di chi, in quei luoghi, non desiderava restare. È così che si conoscono Ezekiel, Shaolin Fantastic, Mylene e i loro amici, dei ragazzi pronti veramente a tutto per trovare il proprio posto nel South Bronx e nel panorama musicale della città, dove a fare da padrona è la Disco Music.
Tra droga, abusi edilizi, corruzione politica e crimine, emerge la lotta di una nuova generazione per far sentire la propria voce attraverso tutti i mezzi possibili; la musica Rap e i graffiti sono in cima alla lista, due attività che prendono piede proprio sul finire degli anni ’70 e che trasformano i protagonisti di questa serie in degli esempi per tutti coloro che, ormai quarant’anni fa, hanno trasformato la musica e il concetto di arte.
Tra gli aspetti che ho preferito della serie c’è l’uso di riprese storiche nei momenti in cui la vita fittizia dei protagonisti si intreccia con gli eventi reali, come il grande black-out e i saccheggi che nell’estate del 1977 hanno sconvolto il Bronx. Questo accostamento tra immagini di repertorio e nuove riprese è la parte migliore, quella che mi ha fatto amare la serie.

In questi giorni hanno rilasciato il trailer della seconda parte ed io già non vedo l’ora che ricominci!!
Se la conoscevate già, aspetto di sentire le vostre impressioni, altrimenti fatemi sapere se vi ho fatto scoprire qualcosa di nuovo 😄

A presto
Federica 💋