[Recensione] “L’azzurro dell’amicizia” di Imma Pontecorvo

Buongiorno e buon Lunedì!

Finalmente riesco a essere un po’ più presente e la prima settimana di Novembre parte con la recensione di un super racconto!

Titolo
L’azzurro dell’amicizia

Autore
Imma Pontecorvo
Genere
Narrativa per ragazzi

Editore
Youcanprint

Pubblicazione
25 luglio 2019

Formato
Kindle ~ Cartaceo

Pagine
42

Prezzo
2,49€ (ebook) ~ 6,80€ (cartaceo)
Acquisto
Amazon

Alessia è un’adolescente come tante, con un’innata passione per la danza e soprattutto per la scrittura; da grande infatti sogna di diventare una giornalista.
Condivide questi interessi con la sua migliore amica, Shaila, di origini indiane. Entrambe non hanno mai badato al diverso colore della pelle o alla differenza tra le proprie culture di origine.
All’inizio del secondo anno di liceo, però, l’inserimento in classe di due ripetenti, Gilda e Iolanda, rompe gli equilibri. Fin dai primi giorni, Shaila viene aggredita dalle due bulle con insulti razzisti e minacce di violenza.
Solo grazie al bene sincero che provano l’una per l’altra, Shaila e Alessia riescono a far sì che il bene trionfi sul male ridipingendo le loro vite di azzurro.
Una storia di due adolescenti ispirata a fatti reali, che affronta i temi della disuguaglianza sociale, del razzismo e del bullismo, in contesti scolastici ed extrascolastici, e che intende aprire un dialogo tra adulti e minori, al fine di sensibilizzare le coscienze su questi temi che negli ultimi anni stanno condizionando la vita di molti adolescenti.

Alessia e Shaila sono amiche inseparabili e per loro nulla ha mai avuto più importanza delle passioni che le accomunano, delle gioie e delle esperienze che hanno contribuito a creare quell’amicizia. Quindi, una cosa insignificante come il colore della pelle o le origini indiane di Shaila non sono mai state fonte di alcun tipo di problema, né tra loro né con gli altri. Anzi, le due amiche si completano a vicenda, trovando quella rara persona dalla quale dipendere e per la quale si è disposti a tutto pur di tenerla al sicuro.

A differenza di me, infatti, aveva una personalità forte e decisa, e spesso forse un po’ mi lasciavo trascinare da queste sue caratteristiche che io definivo da leader. O magari era solo perché era sempre pronta a proteggermi e in diverse situazioni era stata la mia ancora di salvataggio e il mio faro.

Ma le cose, in questo mondo fin troppo cieco e insensibile, cambiano e si trasformano in un incubo quando, nella loro classe, arrivano due nuove alunne: Gilda e Iolanda, l’archetipo del bullo fatte e finite, che trovano in Alessia e, soprattutto, Shaila gli agnelli sacrificali alla loro cattiveria ingiustificata e ingiustificabile. Dispetti, insulti e agguati si susseguono con un’intensità e una crudeltà crescenti, fomentati da un razzismo ignorante e sprezzante nei confronti delle autorità, che siano la famiglia, la scuola o lo Stato.
L’azzurro dell’amicizia affronta il tema del bullismo attraverso gli occhi della vittima “collaterale”, lasciando ad Alessia il compito di analizzare, descrivere e trovare un senso ad azioni che, purtroppo, un senso vero e proprio non ce l’hanno ma che segnano e plasmano in negativo la sua vita, quella di Shaila e di un’intera classe, che nasconde la propria, comoda, omertà dietro a una scusa veramente poco credibile, se si passano due minuti a riflettere su chi siano davvero Gilda e Iolanda: non due tagliagole efferate, ma due bulle adolescenti.

Ero paralizzata e per questo non mi ero precipitata ad aiutare Shaila. Ero lì, ma troppo terrorizzata dalle minacce che mi erano state inflitte per riuscire a fare qualunque cosa. Era… era colpa mia. In fondo lo sapevo.

Questo racconto è molto breve, ma è una lettura intensa, destabilizzante, che mi ha fatta riflettere e mi ha riportata indietro nel tempo, alle mie scuole medie e ai miei bulli. Non è un periodo a cui ripenso spesso, e non perché loro abbiano avuto la meglio (affatto!), ma perché ho capito che quella me che provavano a escludere e mettere all’angolo non aveva, e non ha più, motivo di abbassare la testa. L’ho capito allora, nell’essere “bullizzata”, e me lo ha ricordato oggi questo racconto di Imma Pontecorvo, coinvolgendomi con il suo stile diretto e l’attenzione continua a quella forza che ti impedisce di parlarne, che ti blocca e spinge a sperare nel miracolo del diventare invisibile agli occhi del bullo. Un racconto che deve essere letto, incredibilmente reale (a parte qualche forse un po’ esagerato, ma possibile e passabile) e di ispirazione.

Io sostengo sempre che, quando si legge, non si possano forzare i gusti e affrontare un libro che non ci ispira… Qui però faccio un’eccezione: leggetelo! Occuperà un’ora del vostro tempo, ma sarà un’ora ben spesa, sia che vi siate trovati allo stesso posto di Alessia e Shaila, sia che abbiate vissuto ai margini di una situazione simile!

Infine, voglio ringraziare l’autrice, Imma Pontecorvo, e Daisy Raisi per avermi fatto leggere questo racconto incredibile! 

E mi raccomando: fatemi sapere se darete una possibilità a questo racconto 😉

Alla prossima
Federica 💋

[Recensione] “L’Onore del Drago” di Barbara Repetto

Buongiorno e buon venerdì!

Incredibile ma vero, siamo già alla fine della settimana e questa volta chiediamo con la recensione di un romanzo fantasy epico davvero niente male.

Titolo
L’Onore del Drago
Autore
Barbara Repetto
Saga
Il Ciclo dei Guerrieri del Sole. L’alba di un nuovo giorno #2
Editore
Autopubblicato
Anno
2016
Genere
Fantasy, epico
Formato

Cartaceo
Pagine

206
Prezzo
11,44€
Acquisto
Amazon

Crescere non e mai facile, e l’adolescenza puo rivelarsi un periodo difficile, costellato di dubbi e incertezze. Cederik ha ormai diciassette anni e vive appieno questo dissidio esistenziale. Fortunatamente, la Bianca Dea dissipera le tenebre delle sue insicurezze irradiandole di luce, predicendo un futuro colmo di trionfi e glorie, infondendo nel suo cuore nuova determinazione e ardore…

Cederik e Sir Nemo continuano il loro viaggio sensazionale verso la gloriosa terra di Arienam, dopo quasi tre anni dal loro primo incontro e dall’inizio della servitù di Cederik verso il prode cavaliere. Dopo tanto peregrinare, dopo le numerose sfide che i due hanno affrontato e l’addestramento che alla fine il protagonista ha sostenuto, i due giungono alle gloriose mura istoriate della terra natia di Nemo, solo per scoprire che l’ultimo baluardo di libertà nelle Terre del Vespro è stato anch’esso conquistato da un tiranno.

Non era certo quello il modo in cui avevo immaginato d’accedere a quel meraviglioso reame, come un dannato bandito sotto mentite spoglie. Ma, purtroppo, scoprii presto che quella terra, delle meraviglie che tanto mi erano state decantate, non possedeva davvero nulla.

Ridotto in povertà, allo stremo delle forze e soprattutto spogliato dei fasti di un tempo, il regno di Arienam sta vivendo uno dei più grandi momenti di difficoltà, a cui forse proprio Sir Nemo può porre rimedio. Proprio come Cederik nasconde ancora dei segreti sul suo passato, così fa anche il suo padrone, rivelandolo adesso la propria identità e mostrandosi come colui che è in grado di risollevare le sorti del proprio regno, ma anche di poter aiutare il protagonista nella propria misteriosa missione.
Dopo aver deciso di radunare una armata e creare una resistenza all’invasore, Nemo e Cederik hanno però ancora una missione da compiere, che li porterà ad attraversare le terribili Lande Ostili, alla ricerca della fanciulla amata da Nemo e persa nei suoi cinque anni di assenza.

Sollevai il cappuccio, contemplando tacito le nuvolette di fumo danzanti, trasportate dal vento, disperdersi inesorabili nell’oscurità, come in un’arcana, mistica visione.
“Fumo trasportato dal vento, da correnti invisibili e implacabili, improvvise e imprevedibili. Ecco cos’è l’esistenza degli uomini su questa terra: fumo nel vento, nulla più.”

Riprendo questa saga fantasy in ambientazione medievale dopo due anni dall’aver letto il primo volume, ma sin da subito ho ritrovato con piacere la conoscenza dei due protagonisti, delle vicende che li hanno coinvolti nel precedente libro e, soprattutto, sono rientrata immediatamente in sintonia con loro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza lo stile coinvolgente, immediato e trascinante con cui è narrata questa seconda parte della storia. L’Onore del Drago, secondo tassello della più ampia saga epica de Il Ciclo dei Guerrieri del Sole, è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, molto scorrevole e ricco di spunti di riflessione sui suoi protagonisti, nonché su ciò che sono disposti a compiere per portare a termine della missione, che trasformano un romanzo fantasy in qualcosa di più, in una storia nella quale ci si può identificare, se non negli eventi che la compongono, negli insegnamenti di fondo che questi trasmettono ai suoi protagonisti.
Come nel primo volume, permane quell’alone di mistero che a volte non permette di seguire l’azione senza sentire il bisogno di un approfondimento, Però questa volta non da fastidio durante la lettura. Anzi, i dettagli raccontati poco a poco e la conferma che altri segreti devono ancora essere rivelati è ciò che ravviva la curiosità pagina dopo pagina, trascinando la lettura attraverso territori pericolosi e variopinti, in cui il rapporto tra i due principali personaggi si solidifica e cambia in modo inaspettato, regalando momenti di svago e calma anche in situazioni pericolose, una caratteristica che da quel tocco in più a un romanzo di per sé già interessante.

Decisamente, un romanzo che lascia voglia di scoprire cosa accadrà in futuro! Io ho già il terzo volume pronto, adesso devo solo trovare il tempo di leggerlo 😊

Spero di avervi incuriositi con questo romanzo! Comunque grazie di essere passati a leggere.

Passate un buon weekend! Ci sentiamo settimana prossima
Federica 💋

[Recensione] “La Terra” di Monica Brizzi

Buongiorno 😊

Per una volta riesco a fare una recensione in anteprima! Il romanzo che ho avuto il piacere di leggere (e ringrazio la casa editrice per avermene mandato una copia), infatti, esce oggi. Tranquilli, è spoiler free!

Titolo
La Terra
Autore
Monica Brizzi
Saga
La Principessa dei Mondi #1
Genere
Romance distopico
Editore
Genesis Publishing
Pubblicazione
10 maggio 2019
Pagine
240
Formato
Ebook ~ Cartaceo
Prezzo
3,99€ (ebook) ~ 10,60€ (cartaceo)

In un mondo devastato dalla guerra, in cui umani e alieni combattono per la supremazia, lui ha una sola missione: riprendersi la Terra. Lei un solo scopo: sopravvivere.

È il 2320 quando Niristilia parte per una missione. Direzione Terra. Ma all’arrivo le cose non vanno come dovrebbero e Niristilia viene fatta prigioniera dagli umani.
Lei è la Principessa di Mirika, sorella dell’attuale Re, che ha bombardato e invaso la Terra, già decadente, con un unico scopo: conquistarla.
Tuttavia, a Max, il capo dei ribelli, e ai suoi compagni sorgono molte domande: perché la Principessa racconta tutto il contrario di ciò che si aspettavano? Perché non sembra avere a cuore il fratello e il suo regno?
Ma anche un’altra guerra si fa spazio giorno dopo giorno nel cuore dei due giovani… Lotteranno per uscirne vincitori o alla fine cederanno?

Pianeta Terra, a 300 anni da adesso. Il nostro mondo, ridotto quasi al collasso, non è affatto come lo conosciamo adesso, né assomiglia ai futuri distopici immaginati a causa del cambiamento climatico. Perché la causa della guerra che imperversa sul pianeta blu arriva dall’esterno, da un’invasione aliena che ha sconvolto l’esistenza umana. E mentre la resistenza cerca di sopravvivere come può, Niristilia, la Principessa di Mirika, viene inviata proprio sulla Terra per compiere una missione per conto del re suo fratello. Solo che nulla è come appare.

La paura prese il sopravvento su qualunque altra cosa, come faceva sempre, ma questa volta il battito era assordante. Dovevo essere vigile, dovevo capire cosa succedeva. E appena ci provai, il terrore divampò con più forza.
Umani.
Erano esseri umani. Ed erano come noi.

Fatta prigioniera, Niristilia si ritrova a dover sopportare la tortura, psicologica e non, degli individui che le è stato insegnato a odiare, a vedere come nemici, soprattutto perché si sono trasformati nei terroristi che hanno minacciato l’esistenza del suo pianeta natio e dei suoi abitanti. Gli esseri umani, per lei, non sono altro che un nuovo tipo di carceriere e di cattivo da cui difendersi. E non cambia nemmeno se, tra di loro, ve n’è uno che sembra confonderla molto più degli altri a causa del suo comportamento.
Per Max, questo il suo nome, Niristilia è fonte di dubbi e tormenti continui, non solo perché è la Principessa aliena che ha distrutto il suo mondo, ma perché, tra ciò che sapevano di lei e la ragazza che si trova di fronte, qualcosa sembra non combaciare. Soprattutto quando Niristilia inizia a raccontar loro la sua versione della storia di Mirika.

Mi costrinsi a pensare che non c’era niente di diverso rispetto al mio mondo. Mi aveva intimato qualcosa come facevano tutti, niente di più. Ma non serviva. Il fatto che era umano rendeva le cose più difficili.

La Terra, primo volume della trilogia distopica La Principessa dei Mondi, è un romanzo intrigante, che si legge tutto d’un fiato e che cattura tanto per la caratterizzazione dei personaggi quanto per l’alone di mistero che circonda la vita della protagonista e il vero scopo della sua missione sul nostro pianeta. Niris, poi, è il personaggio principale che non ti aspetti, una anti-eroina che si lascia vincere dalle angherie subite perché è ciò che è abituata a fare per sopravvivere. Vincere, sì, ma non spezzare, dimostrando una forza d’animo che cresce poco a poco, giorno dopo giorno, e che di certo le permetterà di sbocciare come una vera forza della natura nei prossimi volumi.

Ma io non ero una persona normale. Avevo trascorso la maggior parte della vita come reclusa e i miei carcerieri, tra i quali dovevo considerare la mia famiglia, erano molto peggio di loro. Considerato come ero cresciuta, il trattamento che mi riservavano sulla Terra mi sembrava incredibile.

Ad aiutarla nel suo percorso di auto-affermazione c’è Max, uno tra i capi delle piccole sacche di ribellione umana di fronte al tiranno alieno, nonché tutti gli altri membri del gruppo di “carcerieri” con cui Niris si trova a convivere. Max, benché le sue emozioni ci arrivino attraverso gli occhi e la voce narrante della protagonista, appare come uno dei più convincenti comprotagonisti che ho incontrato di recente. Ho adorato e mi sono emozionata a leggere della sua battaglia interiore, dei tentativi di conciliare ciò che credeva essere vero con la scombussolante verità rappresentata da Niristilia. Altro personaggio che ho adorato è Nathalie, una dottoressa che non le manda a dire e che mi ha conquistata!

La conversazione con Kantia non aveva fatto altro che spingermi tra le braccia del mostro che stavo tentando di tenere lontano. La verità.

Ad attenderci, quindi, è un romanzo in cui nulla deve essere dato per scontato, dove le sorprese e le svolte impreviste si combinano a uno stile assolutamente scorrevole e piacevole da leggere. Mi è stato impossibile staccarmi dalla storia e dalle sue pagine, arrivando al finale tutto d’un fiato solo per scoprire che, fortunatamente, l’avventura di Niris e Max deve ancora cominciare davvero!

Il libro è uscito oggi e, per tre giorni, sarà acquistabile a prezzo scontato! Perciò, se vi ha catturati, potreste approfittarne e ritrovarvi in un mondo spezzato e intrigante, del quale non vedo l’ora di leggere il seguito!

Grazie per essere stati con me.

Buon weekend e a Lunedì
Federica 💋

[Recensione] “Aspettando l’alba” di Marco Conti

Buongiorno e buon Venerdì!

Questa settimana chiudiamo con una recensione di un libro tutto made in Italy e del quale vi parlavo qualche tempo fa!

Titolo
Aspettando l’alba
Autore
Marco Conti
Editore
Amazon Self Publishing
Genere
Narrativa
Pubblicazione

23 luglio 2017
Formato
Ebook
Pagine

151
Prezzo
0,99€ ~ Disponibile per Kindle Unlimited
Acquisto
Amazon

Matteo lavora per una piccola testata giornalistica di Roma, ma ambisce a qualcosa di più. Quando meno se lo aspetta e nel modo più inconsueto che abbia mai potuto immaginare, la sua carriera prende una piega decisamente positiva. La sua vita cambia totalmente: i soldi non sono più un problema, ma l’aspetto sociale ne risente molto. Carmen, storica coinquilina con cui ha intrecciato un’amicizia profonda, non lo riconosce più. 

La sua relazione con Silvia fatica a decollare. A frenarlo come sempre, sono le stesse paure e angosce che l’hanno costretto ad andarsene da Bergamo parecchi anni prima. 

Un fatto accaduto negli anni della sua adolescenza, ha condizionato e indirizzato la sua vita in maniera irreversibile. In mezzo a questa crisi interiore, Matteo cerca contro tutto e tutti di mantenere quella posizione che da sempre ambiva, ma che rivela aspetti che non aveva previsto.

Le sue origini, i suoi drammi personali che non ha mai superato e la sua etica, lo aiuteranno a sbrogliare la matassa e a ritrovare se stesso, attraverso un viaggio che attende da parecchio tempo…

Matteo viene da Bergamo, è un ragazzo giovane, intraprendente e animato da un senso di giustizia e da un’etica invidiabili. Vive nel suo piccolo paese ma grazie allo sforzo dei genitori si sta piano piano costruendo la possibilità di avere un futuro spettacolare. Ragazzo gioviale e parte di un nutrito gruppo di amici, Matteo sembra avere davvero tutto finché, prima di partire per il viaggio della sua vita verso Capo Nord con la compagnia, la sua esistenza subisce una brutta battuta d’arresto, perdendo l’unica persona capace di dare un senso a tutto ciò che fa.

Adoravo le giornate di sole perché sapevo che avremmo passeggiato fino al tramonto lungo i viali alberati, parlando di noi e progettando quel futuro che ci è stato rubato nel tempo di un niente. I colori e i profumi di quelle giornate, rendevano i nostri incontri indimenticabili e unici. Ora i giorni di sole erano uguali ai giorni di pioggia, niente aveva più colore, profumo, dimensione.

Inconsolabile e deciso a lasciarsi alle spalle quei luoghi che per lui ormai non hanno più senso, prende e si trasferisce a Roma, coronando il suo sogno di diventare giornalista anche grazie allo sfortunato incontro con un politico locale che si trasforma, però, nella migliore occasione di fare carriera in quest’ambito.
Le traversie e il racconto della carriera di Matteo negli anni vengono raccontate dalla penna di Marco Conti attraverso la narrazione in prima persona, dove è lo stesso protagonista, forse con uno sguardo un po’ ingenuo, a coinvolgerci tanto nei suoi rapporti umani fallimentari quanto in quelli lavorativi segnati da un non così limpido coinvolgimento con la realtà e la cronaca di Roma, ricercando, con affanno e quasi un’idea di inaccessibilità, un senso alla propria esistenza, lo stesso perso anni addietro nella tragedia che ha segnato la sua esistenza.

Non avrei cambiato con niente al mondo un solo minuto del tempo che potevamo trascorrere insieme, anche semplicemente addormentati davanti a un film che volevamo vedere da tempo, ma sul quale la stanchezza aveva avuto la meglio e ci aveva sorpresi abbracciati al passaggio dei titoli di coda.

Aspettando l’alba è un romanzo che si legge con piacere, riuscendo ad essere coinvolti appieno nell’incertezza emotiva e umana che caratterizza Matteo. Io ne ho letta una versione precedente rispetto a quella che adesso viene venduta, quindi non so se ci sono eventuali differenze tra le due versioni a livello di trama (e spero mi scusiate in caso ci siano), però devo dire di essere rimasta soddisfatta durante la lettura, perché se riesci benissimo a capire le motivazioni che rendono Matteo un personaggio perennemente instabile, vale a dire dire incapace di ricreare attorno a sé una stabilità, soprattutto nei rapporti con gli altri e maggiormente in quelli con le donne della sua vita. Sono tre le figure femminili a segnare il suo cammino, ognuna a modo proprio, eppure a nessuna viene concesso di scalfire quella sorta di muro che sembra isolarlo dagli altri, lasciandole in balia di se stesso e, purtroppo, di chi vuole approfittarsene.
Proprio questo aspetto è quello che mi ha colpito meno del romanzo, perché trovo molto strano che un personaggio con la mentalità, l’etica e l’intelligenza di Matteo non si accorga di come attorno a sé ruotino tutta una serie di individui poco raccomandabili. In realtà non è vero che non se ne accorge, però maschera quei comportamenti per lui non accettabili con il loro opposto, illudendosi ingenuamente che tutto sia come appare (non so se è cambiato nella nuova versione, in caso chiedo perdono).
Nonostante questo personale punto di vista, Aspettando l’alba resta un buon romanzo incentrato sulla scoperta di se stessi, sull’esame dei rapporti con gli altri, alla luce delle esperienze, delle tragedie e degli eventi positivi che caratterizzano la vita.

Ripeto, non so se nella nuova versione ci siano dei cambiamenti a livello di trama, però ho apprezzato tantissimo questo spaccato di vita e spero darete a questo romanzo e al suo autore una possibilità!

Grazie per essere passati a leggermi!

Buon weekend
Federica 💋

[Recensione] “L’assassino che donava girasoli ai cadaveri” di Giorgia Vasaperna

Buongiorno 😊

Quest’ultima settimana di Febbraio si apre con la recensione di un libro che vi ho segnalato poco prima di Natale e che ho letto molto, molto volentieri.

Titolo
L’assassino che donava girasoli ai cadaveri 
Autore
Giorgia Vasaperna
Editore
Dark Zone Edizioni
Genere
Thriller
Pubblicazione
Novembre 2018
Formato
Ebook ~ Cartaceo
Prezzo
2,99€ (ebook) – 14,90€ (cartaceo)
Acquisto
Il mondo di Julia Evans crolla quando Ruby Sullivan, la sua migliore amica, scompare nel nulla dopo un acceso litigio tra loro.
Sebbene le speranze che sia ancora viva scarseggino, lei e Khoa, il fratello di Ruby, cominciano una serrata ricerca, convinti che non tutto sia perduto.
Nel frattempo, però, Julia attira le attenzioni dell’ignoto «Assassino dei Girasoli», mentre il terribile passato che si porta dietro riprende a tormentarla.
La vita segreta di Julia non potrebbe essere più a rischio.

Julia Evans è una studentessa normale, brava a scuola e presente nella comunità abbastanza da non sentirsene emarginata. Ha due migliori amici, Ruby e Khoa Sullivan, con i quali passa tutto il suo tempo. O almeno lo passava fino a due mesi prima, perché dopo un brutto litigio tra loro, Ruby è scomparsa senza lasciare traccia. E non è la sola.
Anche Amanda, nemica giurata delle due, manca da casa, e il giorno in cui viene ritrovata morta le probabilità che a Ruby sia accaduto qualcosa di terribile si fanno sempre più alte, tanto quanto comincia a essere alto il numero di indizi che porta in quella direzione. Ma per Julia la storia si complica, portandola ad addentrarsi nei segreti della propria famiglia e in quelli più oscuri della città in cui è nata e cresciuta, un luogo dove la crudeltà può assumere forme che nessuno si aspetterebbe mai.

Viviamo a testa bassa. Alziamo lo sguardo solo per giudicare, per accrescere il nostro ego dinanzi agli errori altrui; e non dimentichiamo il potere, il desiderio di dominare, di fare in modo che gli altri temano il tuo giudizio quanto quello universale.

L’assassino che donava girasoli ai cadaveri è uno di quei thriller che non ti aspetti, che sembra partire nel modo più classico ma che in realtà si trasforma pagina dopo pagina, regalando una storia sorprendente e per nulla scontata. Il genere non è fissato, spazia infatti da un ritratto psicologico profondo delle voci narranti a un’indagine paranormale, dove le vittime del serial killer si ritrovano ad avere parte attiva nel ricerca di Julia per scoprire la sua identità e ritrovare così Ruby.
Quello che è davvero interessante non è la suspence in sé, il lato più propriamente thriller del romanzo, quanto piuttosto l’analisi che l’autrice porta avanti nel presentarci e nel far agire i suoi personaggi. Paradossalmente, il mistero che avvolge l’identità del serial killer appare debole e facilmente intuibile se si sta attenti ai dettagli distribuiti lungo la narrazione; si arriva quasi a capirne il metodo e il perché scelga un certo tipo di vittime, tuttavia senza che questa “prevedibilità” influisca sull’apprezzamento della storia.

Quando un apparecchio si rompe, lo mandi all’assistenza per fartelo aggiustare; ma quando si rompe una persona? La porti da un esperto e ti limiti ad aspettare passivamente, senza contribuire alla guarigione?

È il lato umano, con i problemi, le preoccupazioni e le psicosi dei personaggi, a rendere questo romanzo una lettura interessante, a impedire di staccare gli occhi dalle pagine perché si vuole assolutamente arrivare in fondo, sia alla storia, sia nell’animo di Julia, di Ruby, di Amanda e del serial killer, scoprendo quanto la crudeltà si annidi anche nel cuore più inaspettato e insospettabile.

Ma la realtà era che si trattava di una persona come tante, per quanto assurdo potesse sembrare. D’altronde, l’umanità è un popolo di mostri.

Per concludere, è anche lo stile con cui viene raccontata la storia a rendere assolutamente godibile e affascinante la lettura. Con le tematiche e le riflessioni intense che accompagnano i diversi personaggi lungo tutta la vicenda, Giorgia Vasaperna riesce a creare tra il lettore e la storia un vero e proprio legame, stretto quanto quello che esiste tra Amanda e Julia, sciogliendolo solo una volta giunti alla conclusione e lasciando dietro di sé una sensazione dolce e amara, tipica di quelle storie che appassionano e che, indipendentemente dal loro finale, vorresti portassero a un lieto fine da favola che, quasi mai, accade davvero nella vita vera.

Devo ammettere di star rivalutando i thriller, perché ultimamente me sono capitati tra le mani diversi che non erano niente male! Proprio come questo, che mi ha fatto scoprire un nuovo lato di Giorgia oltre a quello fantasy!

Una lettura da prendere in considerazione, se amate il genere 😉

A domani
Federica 💋