[Recensione] “Amare un libertino” di Julia Quinn

Buongiorno 😊

Dopo essermi presa un piccolo giorno di pausa in questa settimana piena, vi propongo la recensione del sesto volume di una serie storica che sto amando davvero tanto! Una storia, quella di Francesca Bridgerton e Michael Stirling, che è diventata la mia preferita ❤︎

57945387. sy475 Titolo
Amare un libertino

Titolo originale
When He Was Wicked

Autore
Julia Quinn

Traduzione
M. Fiumali

Saga
Bridgerton #6

Editore
Mondadori

Pubblicazione
Maggio 2021

Genere
Romance, storico
Formato

Cartaceo (14,50€) ~ Digitale (5,99€)
Pagine

324

Acquisto
Sito editore

In ogni vita c’è sempre un punto di svolta.
Un momento così chiaro e folgorante che si ha la sensazione di essere stati colpiti in pieno petto e si sa, con assoluta certezza e senza la minima ombra di dubbio, che nulla sarà più come prima. Per Michael Stirling quel momento giunse quando posò per la prima volta gli occhi su Francesca Bridgerton.

Dopo un’esistenza passata a inseguire le donne, a scambiare sorrisi ammiccanti, ad accarezzare, baciare e fare l’amore senza consentire mai al proprio cuore di restare realmente coinvolto, gli era bastato uno sguardo per innamorarsi perdutamente di lei.
Purtroppo per lui, però, Francesca sarebbe rimasta una Bridgerton solo per poche ore ancora: l’occasione del loro incontro, infatti, era stata una cena di festeggiamento per le prossime nozze di suo cugino, nonché amico fraterno, John Stirling, conte di Kilmartin, proprio con lei.
Ma questo accadeva tempo fa… ora John è morto, Michael ha ereditato il titolo di conte e Francesca è libera. Per lei Michael è il caro amico di sempre, il suo confidente, e lui non ha il coraggio di svelarle i suoi veri sentimenti.
Fino alla notte in cui la giovane, quasi casualmente, si ritrova tra le sue braccia, e la passione si rivela più forte di ogni segreto.

Francesca Bridgerton è da sempre la più riservata della famiglia. Ama sua madre e i fratelli e le sorelle, restituisce loro ogni scherzo o battuta ma, a volte, ha bisogno di una pausa dal caos che caratterizza il clan dei Bridgerton per stare da sola. Per questo il suo tranquillo matrimonio con John Stirling, conte di Kilmartin, è tutto ciò a cui aspira, fonte di gioia e amore incrollabile, soprattutto grazie alla presenza di Michael, cugino di John e ben presto migliore amico di Francesca, un libertino impenitente che però nasconde un segreto.
Perché Michael si è innamorato non appena ha posato gli occhi su di lei, durante il suo matrimonio con John, e anche se soffre in ogni occasione in cui li vede, non c’è nulla che non farebbe per entrambi. Ma quando la sorte si porta via John a causa di un mal di testa, Michael si ritrova a ereditare tutto ciò che apparteneva al cugino, mentre lui e Francesca lo piangono e si ritrovano agli antipodi, incrinando il loro rapporto.

Quando però lei gli sorrideva, non sapeva dirle di no. E non era nemmeno abbastanza forte da negare a se stesso un’ora in sua compagnia.

Quattro anni dopo, Michael torna a Londra dal lungo viaggio in India per trovare moglie e allontanare per sempre il pensiero di Francesca dalla sua mente, insieme al senso di colpa per l’opportunità che avrebbe di conquistarla ora che è vedova. Tanto lei resterà in Scozia, un ricordo lontano e non una tentazione in carne e ossa.
Ma dopo quattro anni di solitudine, Francesca vuole avere una famiglia sua, un figlio, e per riuscirci deve risposarsi, anche se la sola idea la fa sentire colpevole, come se stesse tradendo John, l’unico uomo che è convinta amerà per sempre. Michael e Francesca si ritrovano sotto lo stesso tetto, separati da anni di silenzi e da sentimenti contrastanti che tuttavia non possono impedir loro di riscoprire un fatto fondamentale: sono sempre stati amici. E forse, quel legame, celava qualcosa di ben più profondo.
Dopo tante storie sui Bridgerton, temevo che quella di Francesca passasse un po’ sottotono e invece è quella che mi ha conquistata di più.

Ogni volta che pensava di conoscere tutto di lei, qualcosa mutava e si sentiva nuovamente perduto.

I suoi protagonisti agli antipodi si stuzzicano sin dall’inizio, con la loro particolare amicizia avallata dall’essere nata grazie al fatto che entrambi sono profondamente legati a John, e subiscono un tracollo quando il perno del loro mondo – proprio John – viene a mancare. Francesca è destabilizzata, certa di aver perso l’amore della sua vita e insieme il suo migliore amico, perché Michael si chiude in se stesso e la allontana. Ma questo libertino dissoluto nasconde un cuore fragile, uno che non può sopportare di aver perso l’amato cugino e di aver ereditato tutto ciò che era suo, titolo, fortuna e privilegi. Ma non Francesca, mai Francesca, altrimenti sarebbe come aver desiderato la morte di John per poter avere la donna che ama.
Mi è piaciuta davvero tanto questa duplicità di Michael, il suo voler essere scanzonato davanti a Francesca, ma con un’indole romantica capace di far battere forte il cuore, oltre che di far cambiare idea a una testarda Bridgerton.

Si sentiva desiderata.
Adorata.
Amata.
Era destabilizzante.
Era magnifico.

Amare un libertino è il sesto volume della serie sulla famiglia Bridgerton e qui Julia Quinn è riuscita a stravolgere le carte in tavola con due personaggi dai caratteri e dagli approcci molto diversi, sia tra loro sia rispetto ai libri precedenti, che però li hanno resi i miei preferiti.
L’aspetto romance e la seduzione più libera, grazie proprio al fatto di avere un comprotagonisti dalla fama di libertino, rendono l’amicizia tra Michael e Francesca un’esplosione di momenti inattesi e sospirati, dove il passato è la ragione che più li condiziona ma che rappresenta anche la soluzione ai loro dubbi, ai freni autoimposti e ai sensi di colpa.
Grande conferma, cosa che non mi stupisce, è la scorrevolezza dello stile che fa innamorare di Michael e Francesca!

Eh sì, questa è la coppia che ho amato di più, finora! Adesso non mi resta che continuare con gli ultimi due Bridgerton, Hyacinth e Gregory!

Federica 💋

[Recensione] “A Sir Philip, con amore” di Julia Quinn

Buongiorno 😊

Come state? Come avete passato queste due settimane?
Io ne ho approfittato per rilassarmi e leggere, così da preparare tanti nuovi articoli per il blog 😊 a iniziare da questo sulla saga dei Bridgerton!

57794105. sy475 Titolo
A Sir Philip, con amore

Titolo originale
To Sir Philip, With Love

Autore
Julia Quinn

Traduzione
M. Fiumali

Saga
Bridgerton #5

Editore
Mondadori

Pubblicazione
Aprile 2021

Genere
Romance, storico
Formato

Cartaceo (14,50€) ~ Digitale (5,99€)
Pagine

324

Acquisto
Sito editore

Sir Phillip Crane si aspettava che Eloise Bridgerton fosse una persona semplice e di poche pretese, quando le ha fatto la sua proposta di matrimonio: una zitella di ventotto anni, d’altronde, non poteva che essere bruttina e pronta a tutto pur di accasarsi. Nel leggere le parole di Sir Phillip, Eloise ha pensato che fosse completamente pazzo: come poteva presumere che lei sposasse qualcuno che non aveva mai conosciuto, con cui si era solo scambiata delle lettere? Poi però, riflettendoci bene, fantasticando anche un po’, ha cambiato idea e in un attimo si è ritrovata in viaggio, nel cuore della notte, su una carrozza presa a nolo, per incontrare l’uomo che già immagina come il marito ideale. E ora sono lì, uno di fronte all’altra e scoprono… be’, scoprono di essersi sbagliati! Phillip si vede davanti una donna determinata, curiosa, intelligente e bellissima, che lo travolge con la sua personalità e gli fa venire un desiderio bruciante di baciarla.
Eloise invece rimane delusa: Sir Phillip è bello, è vero, ma anche rozzo e maleducato, ben diverso dai gentiluomini londinesi che lei ha sempre frequentato. E per di più ha due figli pestiferi che avrebbero proprio bisogno di una madre. Ma non appena le loro labbra si toccano, Eloise non può fare a meno di chiedersi se quell’uomo palesemente imperfetto non possa essere… perfetto per lei.

Eloise ha sempre creduto che sarebbe rimasta zitella e non le pesava, almeno finché la sua migliore amica Penelope si è sposata (con suo fratello Colin), poi tutto è cambiato e per Eloise Bridgerton la vita da sola non è più stata un’opzione da seguire. E la soluzione è nelle lettere che, da un anno a questa parte, rendono la sua giornata diversa da qualsiasi cosa le sia mai accaduto prima.
Sir Philip Crane ha perso la moglie in un terribile incidente, l’ha vista togliersi la vita e adesso è chiuso in sé stesso. Philip si concentra sul suo lavoro, ha paura di rapportarsi ai suoi figli gemelli e teme di trasformarsi nel mostro che era suo padre se solo dà retta alle marachelle dei bambini. L’unico momento in cui riesce a essere libero è con le lettere di Miss Eloise Bridgerton, cugina di sua moglie e una delle poche voci che rendono la sua vita migliore. E che potrebbe risolvere il suo problema, dargli una madre per i suoi figli e una moglie per lui.

Era eccitante.
No, era terrificante.
Era, probabilmente, la cosa più folle che avesse mai fatto in vita sua; ma si sarebbe potuta rivelare la sua opportunità di essere felice.

Ecco perché le propone il matrimonio… per lettera. Ed Eloise è tanto avventata da accettare e trascorrere una settimana con l’uomo che le ha rubato il cuore con le sue parole. E che ha due figli di cui lei non aveva idea, due bambini molto soli e tristi, che sono due piccoli diavoli e che cercano di mandare vis Eloise con ogni mezzo possibile, anche con scherzi che si rivelano anche fin troppo pericolosi.
Tra Philip, taciturno e troppo preso dal lavoro per sapere cosa accade in casa sua, ed Eloise, piena di vita ma ancora insicura davanti a un futuro con un uomo tanto diverso da lei, la situazione sembra costruire un equilibrio davvero precario.
Un equilibrio che rischia di spezzarsi quando in casa Crane giungono i quattro fratelli Bridgerton! Anthony, Benedict, Colin e anche il giovane Gregory corrono per rimediare alla scelta avventata della sorella, salvando lei e minacciando un ignaro Philip. E se arrivano i Bridgerton è certo che le cose stanno per complicarsi ancor di più.
Protagonista di A Sir Philip, con amore è la quinta sorella Bridgerton, Eloise appunto, che ho sempre ritenuto un po’ anonima ma che è diventata la mia seconda Bridgerton preferita, grazie a una storia avventurosa a modo suo.

Mentre guardava il volto di lei trasformarsi per un sorriso, comprese che non gli importava affatto di sapere perché se ne fosse andata.
Doveva solo assicurarsi che restasse.

La storia d’amore tra Philip ed Eloise si sviluppa attraverso una lettura intrigante, che mi ha fatta davvero emozionare e che non mi sarei mai aspettata prima di iniziare questa serie di libri, e nemmeno dalla serie tv! Eloise, refrattaria alla vita mondana di Londra, mi ha dato l’idea del topo da biblioteca sin da subito e invece si dimostra una donna avventurosa, un po’ sconsiderata certo, ma determinata come tutti i Bridgerton a ottenere il proprio lieto fine, con un uomo introverso e poco avvezzo alla bontà, che non sa come esprimere i propri sentimenti con lei, ma soprattutto con i propri figli a causa dell’uomo che lo ha cresciuto.
Come secondogenito di un uomo maniacale e violento, Philip è cresciuto all’ombra della perfezione rappresentata dal fratello maggiore, morto in guerra a Waterloo e per questo visto come un eroe inarrivabile, e si è ritrovato a sposare la donna che avrebbe dovuto essere sua cognata, Marina, una giovane eternamente triste e depressa che ha portato via con sé anche la gioia dei figli gemelli, Amanda e Oliver Crane, oltre che quella dello stesso Philip. Per questo per lui le lettere di Eloise sono state tanto importanti; per questo la stessa Eloise diventa una presenza vitale nella sua casa e nella sua esistenza, oltre che in quella dei suoi figli. Ma più nella sua, visto che la gelosia sembra tormentarlo quando quella giovane chiacchierona dedica il proprio tempo ai più piccoli.

«Ho pensato che sarei potuto affogare nei tuoi occhi. Ho pensato» aggiunse avvicinandosi, la sua voce ridotta a un sussurro «di poter affogare dentro di te.»

Ho apprezzato davvero tanto questo volume e la storia di Philip, Eloise, Amanda e Oliver, forse proprio per la presenza dei due piccoli e turbolenti figli di Philip, che rappresentano anche la ragione della sua trasformazione come padre e marito. Anche Eloise lo aiuta e lei cresce a sua volta come donna, dimostrandosi la Bridgerton più furba e determinata che ho incontrato finora.
Lo stile di Julia Quinn è una garanzia, ma a dare quel qualcosa in più qui sono di sicuro i personaggi, con le loro imperfezioni, le mancanze e le paure che si combinano per trasformarli e renderli migliori, per dar loro la possibilità di crescere più di quanto mi aspettassi all’inizio. Il lato romantico è meno idealizzato, non che lo fosse nei libri precedenti, è più “terra terra” – passatemi il termine – e primitivo, il che rende Eloise e Philip un po’ più realistici e questo mi è piaciuto davvero tanto.

Mi sono piaciuti proprio tanto e non vedo l’ora che arrivi anche la loro stagione nella serie tv, anche se Netflix ha già anticipato qualcosina! Fatemi sapere se avete letto i libri o se avete visto la serie, o se leggerete/guarderete le storie create da Julia Quinn!

Federica 💋

[Recensione] “Un uomo da conquistare” di Julia Quinn

Buongiorno lettori!

Oggi ritorno a pubblicare dopo un weekend confluito nell’inizio settimana per me lungo e impegnativo e apro agosto con il ritorno a una serie romance che sto amando molto, portandovi a scoprire i personaggi che ho atteso a lungo: Colin Bridgerton e Penelope Featherington!

57208604. sy475 Titolo
Un uomo da conquistare

Titolo originale
Romancing Mister Bridgerton
Autore
Julia Quinn

Traduzione
M. Fiumali

Saga
Bridgerton #4

Editore
Mondadori

Pubblicazione
Marzo 2021

Genere
Romance, storico
Formato

Cartaceo (14,50€) ~ Digitale (5,99€)
Pagine

384

Acquisto
Sito editore

Londra, aprile 1824. Colin Bridgerton è l’uomo più affascinante di Londra, lo dicono tutti. Penelope Featherington è da sempre innamorata del fratello della sua migliore amica, e dopo una vita passata a osservarlo da lontano crede di sapere tutto di lui.
Fino a quando non scopre il suo più profondo segreto, e si rende conto di non conoscerlo affatto. Dal canto suo, Colin è stanco: stanco di essere considerato solo un bel damerino con la testa vuota, stanco della monotona mancanza di scopo della sua vita, stanco di tutto quell’affannarsi di chiunque per svelare la vera identità della famigerata Lady Whistledown, la misteriosa autrice delle «Cronache mondane» in cui riporta tutti i pettegolezzi dell’alta società. E soprattutto non ne può più di trovare il proprio nome in ogni articolo della Whistledown!
Quando però torna a Londra dopo un lungo viaggio all’estero, si accorge che molte cose sono cambiate. Più di tutte è mutata Penelope. O è solo diverso il modo in cui lui la vede?
Sta di fatto che ora Colin non riesce a smettere di pensare a lei. Ma quando comprende che anche Penelope nasconde un segreto, si trova davanti a un bivio: la donna è la peggiore minaccia alla sua serenità… o colei che potrà renderlo felice?

Sono anni che Penelope Featherington fa da tappezzeria alle feste del ton, così come sono anni che nutre un amore non corrisposto per Colin Bridgerton, terzo fratello della famiglia più in vista della società per i matrimoni d’amore che hanno caratterizzato le unioni di Anthony, Benedict e Daphne negli undici anni precedenti, insieme agli articoli in cui l’intelligente e sagace Lady Whistledown ha messo a nudo pregi, difetti e segreti di ogni esponente della buona società londinese.
Giunta ormai al rango di zitella conclamata, con la prospettiva di invecchiare insieme alla madre (una prospettiva che le fa orrore), Penelope gode ormai di una certa libertà nel vestire e nelle occasioni pubbliche, può evitare di sentirsi obbligata a rispettare certi canoni ora che nessuno la sposerà mai, perciò lascia trapelare un po’ dell’intelligenza e dello spirito che per anni nessuno ha mai sospettato avesse, soprattutto Colin.
Di ritorno da un viaggio all’estero, Colin è stupito della tranquillità con cui la timida Penelope lascia emergere il carattere orgoglioso e determinato, che sapeva sfoggiare solo con le amiche, anche in mezzo ai buoni partiti e alle gran dame che la credevano invisibile. È bastata una parola dell’invadente Lady Danbury e la ragazza con cui è cresciuto si è trasformata davanti ai suoi occhi increduli.

«Non è bello» le disse l’anziana donna, sporgendosi in modo che solo lei potesse sentirla «scoprire che non siamo esattamente quello che pensavamo di essere?»

E Penelope si rivela ancor più sconvolgente quando, in pieno giorno, si reca da sola nella city di Londra, un luogo pericoloso per lei e per ogni donna sola, tanto che Colin, sempre di buonumore, sente per la prima volta i morsi della rabbia travolgerlo davanti all’incoscienza di Penelope, insieme all’eccitazione per l’avventura inattesa, lo stesso sentimento che lo porta a viaggiare in posti lontani da casa.
Ma la gita lo pone davanti a una verità sconvolgente: Penelope Featherington, timida e impacciata e sempre presente come buona amica ha un segreto, uno che coinvolge la signora più chiacchierata del ton e che Lady Danbury ha sfidato la società a smascherare in cambio di mille sterline, Lady Whistledown!
Legati da questa scoperta e dal talento per la scrittura, l’amicizia tra Colin e Penelope ha una svolta ancor più grande quando un bacio inatteso mette a soqquadro le loro certezze, o meglio le certezze del Bridgerton più chiacchierato sulle Cronache di Lady Whistledown, ponendolo davanti al fatto che tutto è diverso e nulla può impedirgli di avere per sé Penelope, nemmeno l’indifferenza che sembra riservarle la sua famiglia e l’intera società.

A quel punto, Colin stabilì una volta per tutte che il cervello femminile era un organo strano e indecifrabile e che nessun uomo doveva tentare di comprenderlo. Non esisteva una sola donna al mondo capace di andare dal punto A al punto B senza passare dai punti C, D, X e poi chissà.

Un uomo da conquistare è il volume che più aspettavo della serie dei Bridgerton perché Colin e Penelope sono i personaggi che più mi hanno intrigata nei libri precedenti. Avevo aspettative molto alte per loro due e mi sono piaciuti davvero tanto, ma non quanto immaginavo dalle loro apparizioni nei libri precedenti. Ho apprezzato tantissimo il carattere di Penelope, il suo uscire dal guscio di timidezza grazie all’età e all’aiuto della scontrosa ma buona Lady Danbury, che la porta a difendere con le unghie e con i denti ciò che ha realizzato e che la rendono fiera di sé. Un po’ meno mi è piaciuta la sua ingenuità nel momento in cui il suo segreto viene minacciato, perché mi sarei aspettata uscisse il carattere deciso che la contraddistingue quando si tratta delle sue “opere”, però è comprensibile se si pensa che deve affrontare lo spauracchio che ha reso le sue stagioni un inferno.

Non era affatto bella, lo sapeva. Anche nei momenti migliori, era stata al massimo graziosa. Lui però la credeva bella e quando la guardava… Penelope si sentiva bella. E non era mai accaduto prima.

Strano è il risvolto emotivo di Colin, nella direzione impulsiva e collerica che prende il suo carattere non appena si accorge di chi è Penelope, di cos’è che davvero li lega e come entrambi abbiano fatto della scrittura un motore (più o meno serio) delle loro esistenze. È come se si svegliasse di colpo da uno stato di eterno buonumore per scoprire emozioni diverse e totalizzanti in modo a volte non positivo e questo lo porta a reazioni che non immaginavo gli appartenessero e che me lo hanno fatto apprezzare mono di quanto avrei pensato prima di leggere il libro.
Penelope e Colin tuttavia, anche se non mi hanno colpita e affondata, sono una coppia che funziona bene insieme e che mette entrambi davanti a due mondi per l’altro estranei e in cui trovare un punto di equilibrio grazie alla loro unione. La narrazione di Un uomo da conquistare si concentra più su questo che sul lato romantico della coppia e forse questa mancanza un po’ mi è dispiaciuta, perché volevo proprio vedere il loro rapporto approfondirsi in quella direzione, anche se lo stile è comunque capace di trasmettere i sentimenti che li uniscono e li trasformano in una coppia inseparabile, non la mia preferita (purtroppo) ma una comunque piacevole da leggere e da cui farsi trascinare.

Insomma, mi aspettavo davvero tanto da Colin e Penelope e forse le aspettative sono state ciò che mi ha portata ad apprezzarli meno… Peccato! Adesso aspetterò un po’ per leggere il volume dedicato a Eloise Bridgerton, anche se qui già qualcosa mette voglia di leggerlo, ma preferisco far passare un po’ di tempo!

Qual è il libro da cui vi aspettavate tanto e che invece si è rivelata una lettura sottotono?

Federica 💋

[Recensione] “La proposta di un gentiluomo” di Julia Quinn

Buongiorno e buon mercoledì!

Oggi vi riporto nella Londra Regency creata da Julia Quinn con la storia del secondogenito di casa Bridgerton, Benedict, e della sua misteriosa Sophie!

55199654. sy475 Titolo
La proposta di un gentiluomo

Titolo originale
An Offer from a Gentleman

Autore
Julia Quinn

Traduzione
G. Settanni

Saga
Bridgerton #3

Editore
Mondadori

Pubblicazione
Settembre 2020

Genere
Romance, storico
Formato

Cartaceo (14,50€) ~ Digitale (6,99€)
Pagine

395

Acquisto
Sito editore

Sophie Beckett discende da una nobilissima famiglia, ma non ha mai avuto una vita facile. Niente feste, coccole, agi per lei: è infatti la figlia illegittima del conte di Penwood ed è sempre stata trattata come una domestica, soprattutto dopo che il padre, morendo, l’ha lasciata sola con la matrigna e le sorellastre.
Mai e poi mai avrebbe immaginato di partecipare un giorno al celebre ballo in maschera di Lady Bridgerton. Né tanto meno di incontrarvi un principe azzurro che stesse aspettando proprio lei. Eppure, mentre volteggia leggera tra le forti braccia del bellissimo Benedict, secondogenito della famiglia, le sembra quasi impossibile che quell’incantesimo debba dissolversi allo scoccare della mezzanotte. Non dimenticherà mai quella serata, ne è sicura.

Neanche Benedict potrà scordare la sensazione provata danzando con quella sconosciuta.
Chi si celava dietro quella maschera?
Il giovane ha giurato a se stesso che l’avrebbe scoperto, per poi sposarla. Ma quando, anni dopo, conosce casualmente Sophie, che crede una cameriera, il suo proposito vacilla: è giunta l’ora di porre fine alla ricerca della misteriosa ragazza che gli ha rapito il cuore e abbandonarsi a un nuovo sentimento?
Perché certo Sophie non poteva essere al ballo… oppure sì?

Benedict, come si evince anche dal nome, è il secondo dei fratelli Bridgerton, il “Numero Due” come lo etichettano in tanti, distinguendolo da Colin a malapena per la sua altezza. Almeno finché, al ballo in maschera organizzato da sua madre a Bridgerton House, non incontra una misteriosa dama vestita d’argento, estranea all’alta società ma capace di vederlo, di farlo sentire unico e speciale. Il loro è un incontro di poche ore, ma intenso, tanto da convincerlo di aver trovato la propria anima gemella, la donna con la quale passare la vita.
Sophie Beckett, la misteriosa dama vestita d’argento, sa che il sogno di una vita con un Bridgerton è impossibile per lei, figlia illegittima e ridotta a schiava dalla matrigna e dalle sorellastre. Però decide di vivere quell’avventura di una sera, svanendo poi da Londra a causa della cattiveria di colei che avrebbe dovuto crescerla.

Si sentiva come una principessa, una principessa un po’ birichina, e così, quando lui le aveva chiesto di ballare, gli aveva detto di sì. E anche se sapeva che era tutto un inganno, che era solo la figlia illegittima di un nobile e la cameriera di una contessa, che il suo vestito era preso in prestito e le scarpe praticamente rubate, quando le loro dita si intrecciarono tutto ciò non ebbe più importanza.

Due anni dopo, Sophie fa ancora la cameriera ma in campagna, presso i Cavender, oggetto delle illecite attenzioni del figlio dei suoi datori di lavori. Ed è durante una festa ben sopra le righe, mentre rischia di essere violentata, che la sua strada e quella di Benedict si intrecciano di nuovo. Arrivato alla festa di Cavender per puro caso, è mentre sta per andarsene che si ritrova a salvare una giovane cameriera impaurita, offrendole un impiego a Londra presso sua madre. Ignaro di chi sia Sophie per lui, Benedict le offre il proprio supporto ma, a causa di un tremendo temporale e della sua precaria salute, ben presto è lui ad avere bisogno delle cure della giovane, arrivando a provare per lei un’attrazione incredibile, come non gli capitava da due anni.
Trascinati dai rispettivi cuori, Benedict e Sophie si avvicinano, troppo però e quando lui le offre il ruolo di propria amante, Sophie non può fare altro che rifiutare, memore del proprio passato e del valore che lei dà a se stessa, anche se ciò significa rinunciare all’uomo che ogni giorno negli ultimi due anni ha sognato di incontrare di nuovo. Ma Benedict non è facile da distrarre quando si pone un obiettivo, soprattutto se quel particolare obiettivo finisce per lavorare da sua madre, a un paio di portoni di distanza da casa sua.

Era diventata una parte di lui, per così dire. Il suo nome era Benedict Bridgerton, aveva sette tra fratelli e sorelle, se la cavava bene con la spada e con la matita da disegno, e cercava dappertutto la sola ragazza che era riuscita a fare breccia nel suo cuore.

Terzo volume della serie dedicata alla famiglia Bridgerton, La proposta di un gentiluomo è l’adattamento in chiave regency di Cenerentola, dove però il principe azzurro è un benestante signore inglese che, di fronte all’umile condizione sociale della sua innamorata, non ha in mente esattamente il matrimonio. Benedict, sotto questo aspetto, mi ha un po’ delusa come personaggio, non perché è un perfetto esempio della mentalità del suo tempo, ma perché dovrebbe essere l’artista della famiglia, sensibile e dalle vedute più aperte degli altri ma che, alla fin fine, scade in un cliché e nemmeno si accorge che la donna dei suoi sogni, colei che ha sperato di ritrovare, è proprio davanti ai suoi occhi.
Sophie, d’altro canto, non fa nulla per far sì che se ne accorga, ben consapevole che la sua condizione sociale e le sue origini sono un ostacolo insuperabile per la società in cui vivono. Lei mi è piaciuta molto di più, perché dimostra più coerenza e amore verso ciò che c’è tra loro di quanto non faccia Benedict all’inizio, salvo poi avere una svolta quando alla fine apre gli occhi.

Benedict aveva bisogno di sapere quel che pensava di lui, di sapere che era importante per lei. Quell’uomo, apparentemente così sicuro di sé, aveva bisogno della sua approvazione.
Forse aveva bisogno davvero di lei.

Sarà che non sono un’amante di Cenerentola, o che le pretese della matrigna e della maggiore tra le sorellastre non abbiano poi avuto un grande impatto nella storia, ma tra i libri letti finora sui Bridgerton, La proposta di un gentiluomo è quello che mi è piaciuto di meno. A livello di sentimenti e coinvolgimento emotivo, come anche lo stile narrativo e descrittivo, è al pari dei primi due, ma qui i personaggi principali secondo me sono stati meno incisivi di quelli secondari. Mi hanno colpita di più Lady Bridgerton, la mamma di Benedict, oltre che alle sue sorelle, molto più presenti che nei volumi precedenti, e Colin, che si vede poco ma lascia lo stesso il segno.
Insomma, la storia è bella, niente da dire su questo, ma manca un po’ di verve in più nell’esprimere la vera e completa personalità dei protagonisti, cosa che rende il libro un po’ meno accattivante dei primi due.

Devo dire che, a discolpa di Benedict e Sophie, la mia attenzione è già proiettata verso il prossimo volume, quello che vede Colin come protagonista. Forse è anche per questo che non sono riuscita ad appassionarmi a questa rivisitazione di Cenerentola.

Questo mese è in uscita l’ultimo volume della serie, ma penso proprio che li recupererò tutti pian piano. Voi invece avete letto anche gli altri? Oppure il genere non fa per voi? Fatemi sapere nei commenti.

Federica 💋

[Recensione] “Il visconte che mi amava” di Julia Quinn

Buongiorno e buon lunedì!

Ad aprire l’ultima settimana di giugno – di già!! – arriva la recensione del secondo volume della serie romance dedicata agli otto figli di Edmund e Violet Bridgerton!

55199651. sy475 Titolo
Il visconte che mi amava
Titolo originale
The Viscount Who Loved Me
Autore
Julia Quinn

Traduzione
M. Fiumali

Saga
Bridgerton #2
Editore
Mondadori

Pubblicazione
Settembre 2020

Genere
Romance, storico

Formato

Cartaceo (14,50€) ~ Digitale (6,99€)

Pagine

324

Acquisto
Sito editore

La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.
Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.
Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.
Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.
L’impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.
 

Anthony, primogenito di Edmund e Violet Bridgerton, ora visconte Bridgerton ha ben poche certezze nella vita. La prima è che farebbe – e fa, in effetti – di tutto per essere un degno capofamiglia per sua madre, i suoi fratelli e le sue sorelle, rispettando l’esempio ricevuto dal padre crescendo e che, a causa di una cosina piccola come un’ape, è stato portato via ai suoi cari a soli trentotto anni. La seconda è che, proprio perché suo padre rappresenta l’ideale di perfezione di Anthony, il giovane visconte sa che lui non lo surclasserà mai in nulla, nemmeno nell’età.
Per questo deve sposarsi e in fretta, così da generare un erede e dei figli che non lo conosceranno mai. Soprattutto, deve sposare una donna che non potrebbe mai amare.

Kate sorrise amaramente. Non aveva voluto debuttare. Sapeva di non essere il tipo da poter catturare l’attenzione della gente che conta.

Kate, sorella maggiore di Edwina – colei che è stata definita “lo Splendore” della stagione, sa che nessuno la noterà mai se messa accanto alla sorella, per questo è decisa a non sposarsi mai. Ma quando quel gentiluomo che lady Whistledown ha etichettato come un Libertino (sì, con l’iniziale maiuscola) si interessa a sua sorella, deve fare di tutto affinché non lo sposi. In fondo, Edwina ha dichiarato che il futuro marito dovrà essere accettato da Kate, quindi non potrebbe essere più facile dissuadere il pressante e sicuro visconte Bridgerton.
Ma ben presto, le schermaglie al vetriolo tra i due e i continui battibecchi si trasformano in occasioni per passare del tempo insieme, per desiderare qualcosa in più da un rapporto che sembra sbagliato a entrambi, a Anthony perché sa che di quella bisbetica intelligente e speciale potrebbe innamorarsi, a Kate perché non crede possibile di riuscire a conquistare il suo interesse e l’amore quando è sua sorella che vorrebbe sposare.

L’amore era tuttavia una complicazione che voleva evitare. Non voleva che la sua vita fosse toccata da quella benedizione in particolare.

Ma se i dubbi e le paure di entrambi permangono, grazie a una piccola ape e alla certezza di Anthony che si muoia di certo se punti, i loro destini vengono stravolti e intrecciati. Il visconte che mi amava è il secondo volume della serie dedicata ai fratelli e alle sorelle Bridgerton e porta a un livello psicologico più profondo il background dei personaggi, soprattutto di Anthony (non che non l’avessero anche Simon e Daphne, ma qui è più realistica secondo me), mentre tiene inalterata la spigliata freschezza delle interazioni di coppia tra due personaggi che sembrano eterni nemici, ma che alla fine hanno in comune più di quanto credono.
È stato bello ritrovare la famiglia Bridgerton al completo e leggerne l’affiatamento, l’amore che emerge dalle prese in giro tra fratelli e sorelle, dall’insistenza di Violet nel vedere accasato il maggiore dei suoi figli (e poi tutti gli altri, ovvio). È lo stesso calore che anche Kate trova nella sua stessa famiglia, con la matrigna Mary e la sorellastra Edwina, il che la rende molto simile al visconte che tanto disprezza e la affascina.

L’amore però era il nemico di un uomo che stava per morire. Era l’unica cosa che poteva rendere intollerabili i suoi ultimi anni; avere un assaggio di felicità e sapere che gli sarebbe stata strappata via.

Lo stile di Julia Quinn rende la lettura davvero piacevole, si arriva senza fatica alla fine e se ne vorrebbe ancora – per fortuna restano sei altri Bridgerton! –, sia perché è impossibile non adorare i continui botta e risposta tra Kate e Anthony, sia perché ci sono quelle esperienze da batticuore, dai sospiri assicurati che ogni animo romantico sogna, anche se devo ammettere che Anthony non è proprio il fratello che preferisco e che, per questo, mi ha un po’ tenuta distaccata dai sentimenti che condividono.

Ovviamente la serie letteraria dedicata ai Bridgerton mi terrà compagni durante l’estate – tra l’altro, a luglio esce il volume conclusivo! Non vedo l’ora di leggerli tutti!

Voi invece che rapporto avete con i libri romance? Li leggete?

Federica 💋