[Recensione] “Jane Eyre” di Charlotte Brontë

Buongiorno!

Siamo a venerdì e questa settimana si chiude con la recensione di Jane Eyre, che per me è il libro migliore di Charlotte Brontë!

Jane Eyre (eNewton Classici) di [Charlotte Brontë, L. Spaventa Filippi]Titolo
Jane Eyre
Autore
Charlotte Brontë
Traduzione
L. Spaventa Filippi
Editore
Newton Compton Editore
Anno
2011
Anno prima edizione
1847
Genere
Narrativa ~ classici
Formato

Ebook
Pagine

320

Jane Eyre è il capolavoro di Charlotte Brontë, l’affresco vivissimo di un’epoca e di una società, la storia di una proposta d’amore inaccettabile dal punto di vista della morale corrente ma che innesca il tormento della passione e la conseguente repressione. Potente figura femminile, l’eroina del romanzo ha ispirato numerose versioni cinematografiche. Cenerentola priva del candore della fiaba, Jane è la piccola governante che affascina e poi sposa il suo padrone, né bella né attraente secondo i canoni ottocenteschi della femminilità, forse ignara delle arti sottili della seduzione, ma animata da una volontà incrollabile che travolge ogni ostacolo e la preserva immune dalle tentazioni disseminate sull’aspro cammino che conduce alla realizzazione di sé come donna.

Jane Eyre è una giovane orfana, cresciuta dagli zii materni (e poi solo dalla zia acquisita) sin dai primi anni di vita e costretta sin da subito a fare i conti con l’odio, il risentimento e i bigotti precetti di tutori che, in lei, non vedono altro che una bambina ribelle, animata da insana curiosità e da un carattere difficile. La sua vita con zia Reed e i suoi figli, seguita dagli anni trascorsi nella scuola di Lowood, rappresentano per Jane anni di sofferenza e privazione, un’esperienza tuttavia formativa che plasma il suo carattere senza per questo renderla diversa da chi è sempre stata.
Il carattere deciso e resiliente di Jane è ciò che le permette di farsi strada nella vita, diventando ben presto insegnante a Lowood e, poi, governante per la giovane pupilla ospitata a Thornfield Hall, la storica dimora del misterioso Mr. Rochester.

La vita mi sembra troppo breve per sciuparla nel coltivare delle animosità, o registrare i torti ricevuti. Siamo, ed è fatale, tutti quanti carichi di colpe in questo mondo.

L’arrivo a Thornfield segna per Jane un nuovo capitolo della sua vita. Indipendente e libera di dedicarsi alle sue passioni, i suoi giorni nella casa di Rochester si alternano tranquilli, tra lezioni alla giovane Adèle e l’occuparsi di sé, anche se, a volte, strani rumori e comportamenti da parte di Mrs. Poole, una cameriera assai particolare.
Ma la pace viene interrotta con l’arrivo improvviso di Mr. Rochester, un uomo burbero e sarcastico, disposto a mettere Jane sotto torchio per testarne la tempra, l’intelligenza e, con suo stupore, uno spirito critico molto forte, indipendente e non disposto a essere trattato con inferiorità solo perché donna.

In genere si crede che le donne siano molto quiete. Le donne invece provano gli stessi sentimenti degli uomini. Hanno bisogno di esercitare le loro facoltà, e di provare le loro capacità come i loro fratelli; soffrono come gli uomini dei freni e dell’inattività, e fa parte della mentalità ristretta dei loro compagni più fortunati il dire che si devono limitare a cucinare e a far la calza, a suonare il piano e far ricami. È stupido condannarle o schernirle, se cercano di fare di più o imparare di più di quello che è solito al loro sesso.

Be’, credo che la trama e le vicende di Jane Eyre siano tra le più conosciute nel mondo dei Classici letterari. Il suo rapporto con Edward Rochester ha segnato l’evoluzione dei rapporti romantici nei libri fino a oggi, creando quell’alone di mistero e attrazione che fa del poco cortese Rochester il “bad boy” di metà Ottocento e che, comunque, ha un fascino impossibile da imitare e da ignorare. Gli alti e bassi che caratterizzano il suo rapporto con Jane, gli inganni e il passato scandaloso creano un personaggio ancora moderno e capace di emozionare, con il quale arrabbiarsi, ma impossibile da non amare e per il quale sperare.
Jane, dal canto suo, è una protagonista che ho adorato. Forte, indipendente e sicura di sé, del proprio valore come persona in generale e come donna poi, che è disposta a sacrificare anche l’amore della sua vita per la propria integrità e che tuttavia, allo stesso tempo, non rinuncia all’idea dell’Amore solo perché sa che il proprio sarebbe impossibile, per accettare la via della convenienza con St John (un personaggio che mi ha dato abbastanza sui nervi). E i sentimenti, oltre alla capacità di pensiero e all’intelligenza, sono ciò che fa di Jane (e Rochester) la protagonista più moderna che si possa trovare in un Classico come questo e che, anche a differenza di Catherine in Wuthering Heights (di Emily Brontë), ha saputo rendere il romanzo una vera meraviglia.

Trovai te. Tu sei la mia compagna, la migliore parte di me, il mio buon angelo. Mi sento legato a te da un forte affetto. Ti giudico buona, virtuosa, amabile. È nata nel mio cuore una passione ardente e profonda, che mi spinge verso di te, fa di te il centro della mia vita e unisce le nostre due esistenze in un’unica fiamma pura e potente.

Ultimo aspetto, ma è scontato con Charlotte Brontë, riguarda lo stile e le descrizioni, sia delle emozioni sia degli ambienti e del paesaggio in cui i protagonisti si muovono. Proprio quest’ultimo, con i suoi grandi e meravigliosi spazi aperti, si fa personaggio reale all’interno della narrazione, determinando il percorso seguito dai pensieri e dalle riflessioni di tutti, ma soprattutto di Jane, la voce narrante e colei che mette in evidenza tantissime tematiche diverse, dall’educazione dei più giovani al ruolo di uomini e donne nella società Vittoriana, dal valore del matrimonio a quello del denaro e dei sentimenti, dando un quadro vivido e dettagliato della società che raffigura e in cui tutti, ma Jane e Rochester in primis, devono seguire delle regole ben determinate, altrimenti saranno classificati come ribelli (Jane) e diavoli (o libertini, Rochester).

Mi perdonerà Heathcliff, ma con Rochester non c’è storia! Meraviglioso tutto il romanzo, ma soprattutto i momenti tra i due protagonisti. E, finalmente, ho aggiunto questo Classico alla lista dei “depennati” 😅 voi, invece? Lo avete letto o siete all’oscuro del segreto di Thornfield Hall?

Fatemi sapere e… buon weekend!
Federica 💋

“Un mistero per Lady Jessica” di Laura Rocca [Recensione]

Buongiorno e buon Giovedì a tutti 😊

Come potete leggere nel titolo oggi vi parlo di un libro, ma di uno qualsiasi!! Si tratta di una nuova perla prodotta da Laura, l’autrice della saga Le Cronistorie degli Elementi, una persona davvero splendida e che merita ogni tipo di successo visto quanto è brava! E in questo romanzo me ne ha dato una nuova conferma!

Titolo
Un mistero per lady Jessica
Autore
Laura Rocca
Editore
Amazon Self Publishing
Anno
2017
Genere
Storico, rosa
Formato
Ebook
Prezzo
2,99€
Acquisto
Amazon

Inghilterra, 1840.
Lady Jessica Baker, figlia del conte di Kerrik, si annoia nel collegio in cui è stata relegata per apprendere le regole della buona società e prepararsi al debutto. Non riesce a sopportare le infinite lezioni sul comportamento da tenere durante i ricevimenti o sull’arte della conversazione. È certa di dover trascorrere altri interminabili mesi in quel lugubre luogo, ma inaspettatamente è richiamata a casa dalla madre.
Dalla lettera, vergata con l’inconfondibile tono gelido della contessa, apprende che la famiglia l’attende per l’incontro con il suo futuro marito e che le nozze sono già state programmate.
Lady Jessica, poco incline alle convenzioni e alla sottomissione, stranamente accetta di buon grado e si prepara al rientro.
La giovane fanciulla è certa di conoscere l’identità dello sposo: chi altri potrebbe essere se non il visconte di Crawford? Michael ‒ figlio dei loro vicini di tenuta e fratello maggiore di lady Abby, la sua migliore amica ‒ è il ragazzo con cui è cresciuta e che occupa il suo cuore fin da bambina.
Il lieto fine sembra assicurato ma lady Jessica, mentre conta i giri di ruota della carrozza che la sta conducendo verso casa, non sa che il destino ha ben altro in serbo per lei. Scoprirà molto presto che, per ottenere davvero il futuro da lei sognato, dovrà tirare fuori tutto l’ingegno e il carattere che gli anni di collegio hanno tentato di reprimere. Non potrà fidarsi di nessuno poiché i nemici si celeranno dietro i volti più impensati.

Di romanzi romance in costume ne ho letto qualcuno, ma tutti erano opere di scrittrici inglesi o americane. Perciò Un mistero per Lady Jessica è il mio primo vero romance italiano e sono felice di averlo letto, perché è scritto da un’autrice che apprezzo davvero tanto e che è capace di emozionare con dei personaggi indimenticabili e uno stile coinvolgente.
Come nei volumi della sua saga fantasy Le Cronistorie degli Elementi, Laura costruisce un’ambientazione ben strutturata, curata fin nel minimo dettaglio, e ci coinvolge subito negli usi e nei costumi dell’Inghilterra vittoriana, mettendoci a nostro agio di fronte a norme di comportamento, strutture sociali e regole di etichetta che al giorno d’oggi possono suonare un po’ impossibili da concepire ma che due secoli fa erano del tutto normali. Ci riesce grazie alla sua consueta cura per le descrizioni, che regalano un quadro vivido degli ambienti, degli abiti e della ritualità tipica di ogni evento o situazione. È questa attenzione a creare un background reale e credibile a rendere coinvolgente la lettura, soprattutto grazie alle piccole curiosità che inserisce nell’intreccio, come quelle su Almack’s e White’s, due istituzioni per la buona società (il ton) londinese.
Parlando, poi, proprio dell’intreccio devo dirvi che, oltre ad essere un romance, Un mistero per Lady Jessica ha anche alcuni tratti da thriller, con macchinazioni, imbrogli e ingiustizie da svelare e da portare davanti alla legge per ottenere giustizia e il tanto desiderato lieto fine per i suoi quattro protagonisti. La storia, sotto questa luce, si fa carico di un compito importante, descrivendo tematiche che purtroppo rappresentano ancora uno scoglio da superare e che rendono la nostra società meno civile di quel che si creda. Un piccolo spunto di riflessione, per accorgersi che i romanzi non si limitano a raccontarci una storia, ma che riescono a darci di che pensare se solo li mettiamo a confronto con quello che si sente al giorno d’oggi. Certo, oggi non c’è più bisogno di chiedere il permesso a padri/fratelli/nonni/zii/cugini per corteggiare una ragazza e le donne hanno dimostrato di poter sopravvivere anche se usano il cervello per azioni più impegnative che ricamare o dipingere, ma certi comportamenti sono difficili da estirpare, soprattutto a causa dei pregiudizi e delle malelingue.
Due gruppi che Jessica ha affrontato a testa alta, con un carattere indipendente e estremamente vivace e brillante, al filo forse dell’irresponsabilità. Lei e Michael, suo amico d’infanzia e amore, sono la coppia attorno alla quale ruota la prima parte del romanzo e che li vede lottare con le unghie e con i denti per riuscire a salvare lei da un matrimonio indesiderato e a restituire a lui il titolo e le ricchezze sottrattegli con l’inganno. Mi hanno ricordato molto Celine e Aidan (protagonisti de Le Cronistorie degli Elementi), caratterialmente e soprattutto Michael con Aidan, di aspetto praticamente sovrapponibile, ma non per questo li si apprezza meno! Eppure, benché Jessica e Michael siano il fulcro, sono i protagonisti della seconda parte ad avermi incuriosita di più. Abby e Jules, rispettivamente sorella e migliore amico di Michael, sono decisamente diversi e le loro interazioni sono state davvero particolari, soprattutto con le difficoltà di lei a relazionarsi con gli uomini e la reputazione da libertino di lui.
Tutti e quattro hanno caratteri molto diversi, ma insieme e a coppie creano il giusto equilibrio e l’armonia perfetta a far avanzare la storia, con i suoi intrighi e i piano per sventarli. Ho aspettato un po’ per leggere questo romanzo, ma si è rivelata una splendida sorpresa, anche nei momenti in cui forse la modernità del nostro linguaggio si è intrufolata nel vocabolario di quattro giovani dell’Ottocento. Mi è piaciuta Abby quando ha descritto la tendenza all’interrogatorio di Jessica come “allucinante”, ma forse il ton avrebbe storto il naso 😉

Che dire?! Complimenti a Laura, perché come al solito ha saputo creare qualcosa di davvero bello e che porterò con me insieme agli altri libri che ho adorato!!! Non vedo l’ora di avere tra le mani il suo prossimo romanzo!

Federica

Penny Dreadful

Buongiorno 😊

Come state?? Spero sia andato tutto bene durante la mia assenza! Sto preparando un piccolo resoconto dei miei 7 giorni parigini ma nel frattempo vi porto a fare un giro in una serie tv ambientata qualche chilometro più a nord della capitale francese! Si va a Londra 😊

Titolo
Penny Dreadful
Ideatori
John Logan
Paese
Stati Uniti d’America, Regno Unito
Anno
2014-2016
Genere
Fantastico, horror, drammatico
Stagioni
3
Episodi
27
Lingua
Inglese
Cast
Eva Green, Josh Hartnett, Timothy Dalton, Harry Treadaway, Rory Kinnear, Billie Piper, Danny Sapani, Reeve Carney, Helen McCrory, Simon Russell Beale, Patti LuPone, Wes Studi

Trailer Prima Stagione

Trailer Seconda Stagione

Trailer Terza Stagione

La serie è una grande tragedia in tre atti, costruita con coerenza e in un crescendo di pathos, unito alla sempre maggiore profondità dei temi trattati. Questi passano dall’ovvio doppio mostro/umano a una riflessione sulla fede e su Dio, passando da quella a proposito del male come totalmente estraneo al bene e quindi come elementi divisibili e inconciliabili, da una sul rapporto familiare e su cosa determini la classificazione di una gruppo come “famiglia”. Altri temi affrontati sono l’analisi delle tendenze e le realtà sessuali come semplice appagamento di un desiderio fine a se stesso (che sia etero o omosessuale non importa), la vicinanza e la comunione spirituale di fronte agli stessi intenti, l’amore e la passione come un terreno incerto e che fa paura, le debolezze umane, la disparità tra uomo e donna e la differenza tra ciò che è accettato/accettabile e ciò che non lo è.
Ma la parte migliore è costituita dai personaggi e dal fatto che siano tutti estrapolati e riattualizzati (in un certo modo) dai romanzi ottocenteschi. I classici Frankenstein, Dracula, Dorian Grey, Henry Jekyll sono la base per lo sviluppo dei protagonisti principali. Sono figure, unite a quelle della medium e dell’uomo-lupo, che ricorrono nella letteratura del periodo e nei Penny Dreadful, libretti horror/macabri pubblicati a metà dell’800, e tutti presentano una personalità spaccata, a partire dai protagonisti principali. Vanessa Ives è l’incarnazione perfetta di tutti i temi che vi ho elencato, perché è combattuta tra la luce e l’oscurità, perché è così ricca di contraddizioni, paure e ferite che appare sin da subito incapace di seguire la strada giusta, quella che le impedirà di soccombere alle tentazione dell’oscurità e mettere il mondo in pericolo. È, tuttavia, una donna forte e combattiva, dolce con le anime solitarie e aliene alla società, ma profondamente critica e insicura se si tratta di se stessa. Trae la propria forza dal sostegno e dalla vicinanza di Ethan, Sir Malcom, Victor e Sembene (il tuttofare di Sir Malcom), perciò quando si separano la solitudine e le ferite causatele dalla crudeltà umana la rendono una facile preda del nemico, che sia Dracula o Satana non fa differenza. Eva Green è eccezionale nel dare vita a Vanessa, un personaggio estremamente mutevole e che richiede cambi di espressione e movimenti repentini, convulsi fin quasi al limite dell’elasticità umana.
Ethan Chandler è un americano perennemente in fuga: da se stesso, dalla sua famiglia e dal padre, dalle proprie responsabilità e soprattutto dalle conseguenze delle proprie azioni. Ha un carattere insicuro a causa del suo rifiuto di affrontare la propria natura e il senso di colpa che deriva dal non essere propriamente conscio delle proprie azioni, ma è anche attratto dall’oscurità e dall’idea che non possa vincerla, un aspetto di sé che trova stabilità grazie al rapporto con due donne: Brona Croft prima e Vanessa Yves poi. È il solo tra i protagonisti a mostrare il suo lato mostruoso in modo evidente e che nonostante tutto riesce a non perdere di vista la propria umanità e la propria coscienza. Josh Hartnett e la sua fisicità (è più alto di tutti gli altri attori) rendono bene la doppia natura di Ethan e la trasformazione in licantropo è fatta in modo tale da non perdere la sua fisionomia, lo trasfigura quasi come se il suo secondo aspetto fosse del tutto naturale, mentre la recitazione lo porta ad assumere atteggiamenti dimessi, in netto contrasto con la natura feroce del lupo ma che rendono alla perfezione il senso di colpa di Ethan, creando così un personaggio realista e più incline al riscatto rispetto alla stessa Vanessa.
Tutta la trama si sviluppa in modo lineare e coerente, intrecciando alla storia di Vanessa e Ethan quelle dei singoli personaggi e rendendola un’unica grande narrazione, in cui temi e metafore si richiamano a vicenda e nella quale la Londra di epoca vittoriana si fa cupa, nebbiosa e fredda. È una serie con scarse scene diurne e quelle presenti sono comunque poco luminose/soleggiate, il tutto contornato dagli elementi tipici della Seconda Rivoluzione Industriale, la forte presenza di macchinari automatici, dell’elettricità, del vapore, in una oscurità che caratterizza la mente e l’animo dei personaggi, ma anche l’attitudine negativa della società verso i poveri, i malati e i diversi. Come vi dicevo sono proprio i personaggi il punto di forza, anche perché giocano un ruolo magistrale nel creare empatia con chi guarda, mettendo in luce le debolezze, i pregi e i difetti che tutti loro hanno e che li rendono reali e umani.
Di Penny Dreadful ho adorato la continua messa in discussione delle certezze, del confine tra bene e male, tra ciò che è essere umano e ciò che è mostro, in una ridefinizione costante della realtà e dei suo significati. È una serie a tutto tondo, horror e letteraria insieme, con un pizzico di romanticismo che ha fatto gioire e soffrire il mio lato sdolcinato attraverso le storie dei personaggi, ma soprattutto con quella di Ethan e Vanessa, la “non-coppia” per eccellenza. Purtroppo il finale da “E vissero tutti felici e contenti…” è stato categoricamente escluso, il che mi ha portata a guardare l’ultimo episodio con le lacrime agli occhi e un groppo in gola. E non sono nemmeno riuscita a piangere!!! Il finale infatti, nonostante mi abbia spezzato il cuore per poi camminarci sopra, è stato giusto per le premesse che lo hanno preceduto. Per Vanessa e Ethan, ma anche per Malcom, Victor e gli altri personaggi (di cui non vi ho parlato per non tenervi qui a leggere fino a stasera…) non poteva esserci altro destino se non quello degli amanti tragici visto ciò che hanno affrontato e come sono cambiati nelle tre stagioni.

Una serie bellissima in cui il lieto fine sarebbe stato fuori luogo rispetto alla trama…
Però non mi avrebbe fatto schifo, anzi!! Al diavolo la coerenza e la verosimiglianza! I presupposti per il “Vissero felici e contenti” c’erano se solo avessero voluto seguire questo filone. Purtroppo così non è stato e adesso devo accontentarmi del finale giusto ma che spezza il cuore 😭

Voi che mi dite: conoscevate già questa serie? O la scoprite per la prima volta qui da me? Ditemi, che sono curiosa!!

A presto
Federica 💋

The Rainist #3 : Desperate Romantics

Buongiorno a tutti e ben ritrovati per questo terzo appuntamento con The Rainist!

Oggi ci spostiamo in Gran Bretagna, precisamente nella Londra Vittoriana, per scoprire i retroscena di un movimento artistico esclusivamente british.

Coraggio-tattoo

Poster

desperate romantics BBC DVD

Informazioni generali

TitoloDisperatamente Romantici
Titolo originaleDesperate Romantics
Ideatori: Daniel Pemberton
Paese: Regno Unito
Anno: 2009
Genere: Storico, costume drama
Stagioni: 1
Episodi: 6
Lingua: Inglese

Trama

1851, Londra. Mentre la città è alle prese con la Rivoluzione Industriale, quattro giovani artisti e membri della confraternita dei Preraffaeliti cercano di emergere e farsi notare. Talentuosi, stravaganti e desiderosi di rompere gli schemi della pittura tradizionale, i quattro ragazzi si distinguono per originalità e anticonformismo, creando spesso scandalo. Tra amori tormentati, scandali, fallimenti e trionfi, questi pittori riusciranno a lasciare un segno indelebile nella storia dell’arte ottocentesca.

Cast principale

  • tumblr_inline_mkdtfvjVAa1qz4rgpAidan Turner
    Dante Gabriel Rossetti. È un perdigiorno cronico con la sindrome da grande artista che non riesce a concentrarsi su nulla tranne che sulle prostitute e che realizza un’opera solo grazie all’euforia di una nuova conquista. È la personalità più forte e trascinante del gruppo, ma anche quella più insicura che rimedia alle proprie mancanze mentendo e approfittando degli insuccessi dei suoi amici.
  • rafe-spallRafe Spall
    William Hunt. Decisamente un artista fuori dagli schemi, interessato alla box quasi quanto all’arte, ma con una spiccata personalità, focosa e costantemente combattuta tra il fervore religioso e la passione.
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    g
  • tumblr_m1eklu8bdu1qjimhvo3_1280Samuel Barnett
    John Millair. Il più artisticamente dotato, e fortunato, dei tre. Il classico ragazzo di buona famiglia che si dedica alla propria passione e che seguirebbe le linee classiche, se non avesse degli amici fuori dagli schemi.
    f
    g
  • desperate-romantics-crane1Sam Crane
    Fred Walters. Il “manager” dei Preraffaelliti, colui si occupa di difenderne il nome e di pagare le loro prime necessità, almeno per i primi tempi. È il loro galoppino, colui che viene sempre incaricato di risolvere i loro affari o di occuparsi di commissioni scomode, nonché di nascondere le continue bugie di Rossetti in nome dell’amicizia.

Trailer promozionale

Parere

Un gruppo di quattro ragazzi, tre artisti e un giornalista che cercano di far conoscere e rendere famosa la loro confraternita, quella dei Preraffaelliti. Quattro diverse personalità che creano un gruppo eterogeneo ma incredibilmente unito, almeno all’inizio. Sì, perché quella che inizia come l’avventura di tre artisti e un ragazzo giovani e un po’ spiantati nella Londra Vittoriana si trasforma, con l’arrivo di fama e successo, nella disgregazione di quattro personalità contrastanti che comunque cercano l’uno nell’altro il sostegno dell’amicizia che li legava.
In questa miniserie di soli sei episodi i quattro ragazzi vedono crescere la loro amicizia fino a un punto di rottura, che però non fa altro che unirli ancora di più perché adesso ciò che li lega è il riuscire di un obiettivo, del loro ideale. È soprattutto il legame tra Dante e Fred a cambiare, da un’amicizia pura e disinteressata a una basata sul ricatto da parte di Rossetti a un ragazzo forse troppo debole per dire esattamente ciò che pensa.
Le avventure che li vedono protagonisti, tra la creazione di un’opera d’arte e un giro di gin nella taverna dove di solito si ritrovano, mostrano quanto fosse difficile diventare un artista acclamato dalla Royal Accademy quando lo stile non era quello canonico, ma anche la precarietà di un ideale rispetto alla realtà e alle necessità di tutti i giorni. La vita a metà dell’800 è rappresentata in modo convincente, nella quale necessità diverse creano divergenze tra i quattro protagonisti che spesso non si appianano, soprattutto nelle questioni di cuore, e il gruppo continua questo vero tira e molla fino all’ultima puntata, quando tutto crolla inesorabilmente.
Non è una serie che brilla per particolari elementi ma, e è tipico delle serie tv britanniche (nonché dei film), c’è sempre quella vena umoristica di sottofondo che rende sopportabile anche il personaggio peggiore.

Personaggio preferito

È sicuramente John Millair, anche se Fred Walters ci va molto vicino. Johnny Boy, come viene chiamato dagli amici, è il più tranquillo tra i tre artisti, l’amico più sfi… beh, meno dedito alle distrazioni e che segue le regole, sociali ed artistiche.

Personaggio odiato

Senza alcun dubbio Dante Gabriel Rossetti. Umanamente parlando è pessimo, sia con gli amici, sia con la donna che diceva di amare. Ho aggiunto questa categoria proprio oggi perché è un personaggio talmente povero e infimo dal punto di vista umano che non potevo lasciarlo perdere. Merita di finire tra i peggiori!

Voto

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Decisamente una serie particolare! Io vi lascio liberi di commentare, anzi sarò felice di leggere tutto quello che avrete da dire su questa serie. Credo sia andata in onda quest’estate si LaEFFE, perciò fatemi sapere se l’avete vista 😊
Domani è il turno del domino letterario e Sabato torna Una scribacchina bagnata fradicia!
See you soon 💋