2017 tutto da leggere!

Buongiorno 😊 ebbene sì, anche il 31 si pubblica!

In realtà oggi si tratta di un grande riepilogo, perché ho un po’ di libri su cui tirare le somme!

Per prima cosa, dopo le migliori letture fino a Marzo, Giugno e Settembre, devo aggiornarvi sui libri top che ho avuto la fortuna di leggere in chiusura di questo anno super intenso (letterariamente parlando)!

Un mistero per lady Jessica di Laura Rocca

Ed è impossibile non chiudere un trimestre senza avere in classifica un libro di questa grande autrice che è Laura Rocca. Questa volta non è fantasy, ma il suo romance ambientato in epoca vittoriana. C’è tutto quello che serve per regalarvi una grande storia: avventura, intrighi, amore, sfide e cambiamenti. Come ogni altro romanzo, mi sono innamorata dei personaggi e delle descrizioni!

1984 di George Orwell

Un classico tra i distopici e della letteratura in generale, questo romanzo mi ha colpita soprattutto per la sua attualità, per la profondità del messaggio e della critica che lo sostiene. Non è facile, perché ha uno stile intenso e carico, ma leggendolo da molte soddisfazioni, sia dal punto di vista della storia di Winston, sia da quello dei temi.

Mentre fuori nevica di Sarah Morgan

Di questo ve ne ho parlato solo l’altro ieri e in effetti non ho molto da aggiungere, se non che mi ha conquistata così tanto che ho già letto anche i volumi successivi 😁 Kayla e Jackson sono fantastici e grazie a loro, e alla loro famiglia, mi sono sentita coinvolgere nel vero spirito del Natale e in una storia super romantica, con un buon pizzico di dettagli piccanti!

La libreria dei nuovi inizi di Anjali Banerjee

Anche di questo vi ho parlato di recente e l’ho fatto con piacere, perché è una bella storia, tenera, dolce e soprattutto incentrata sui libri. È magica in ogni senso possibile e mi ha davvero conquistata per la sua semplicità.

Il regalo più grande di Jenny Hale

Una delle ultime tra le mie letture del 2017, di questo vi parlerò nell’anno nuovo e anche se va un po’ fuori tema (è incentrato sul Natale) mi farà super piacere descrivervelo perché è davvero bello. Allie è una protagonista speciale, alla ricerca della propria strada, e capace di tanta tenerezza. Non vedo l’ora di presentarvi lei, Robert, Pippa e tutti gli altri Marley!

E con questi cinque, nell’ultimo anno ho trovato ben 23 libri fantastici, quasi due al mese! Direi ben più della media nazionale 😊

Ma il 2017 è stato anche un anno di Challenge ricchissime! La prima è Libera lo scaffale, organizzata da Lo scaffale delle swappine, per sgomberare i libri che si sono accumulati sulle mensole e sui ripiani delle librerie! La mia lista da smaltire era questa e cliccando sui titoli accedete alle recensioni:

  1. Deathdate di Lance Rubin (400 pagine)
  2. It di Stephen King (1238 pagine)
  3. La felicità non fa rumore di Olivia Crosio (226 pagine)
  4. Via dalla pazza folla di Thomas Hardy (448 pagine)
  5. Atlantis Saga di A. G. Riddle (981 pagine)
  6. La corona di fuoco di Sarah J. Maas (456 pagine)
  7. Heart of Darkness di Joseph Conrad (160 pagine)
  8. Il club delle cattive ragazze di Sophie Hart (352 pagine)
  9. La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle (224 pagine)
  10. Les frontières de glace di Pierre Bottero (285 pagine)
  11. L’île du destin di Pierre Bottero (316 pagine)
  12. Favola in bianco e nero di Mauro Corona (96 pagine)

Ovviamente ho già iniziato a scegliere la Top12 per la sfida del 2018, ma di questa ve ne parlerò tra qualche giorno!

Altra sfida è stata Contano le pagine, Non i libri, il cui scopo è contare effettivamente il numero di pagine lette nel corso dell’anno, non quanti libri. Pronti? Nel 2017 ho letto 50929 pagine, che se fossero chilometri, potrei partire e tornare a Bergamo (dove vivo) passando per Londra, Mosca, Ankara, Astana (Kazakistan), Ulan Bator (Mongolia), Pechino, Pyongyang, Tokyo, Los Angeles, Austin, New York, Miami, L’Avana, Città del Messico, Bogotà, Barcellona, Casablanca, Tripoli, Il Cairo e Atene, con l’avanzo di altri 500 (più o meno) chilometri. Un bel viaggetto, che ne dite?! 🤩

E, dulcis in fundo, la Goodreads Challenge, ciò decidere quanti libri leggere nell’anno e cercare di arrivare al traguardo. A Gennaio ne ho scelti 100, ma già a Giugno ero in dirittura d’arrivo, perciò ho raddoppiato la posta, chiudendo il 2017 con 207 libri letti. Di tanti non ve ne ho parlato, principalmente perché erano letture distensive, di relax, tra un’avventura e l’altra! Non vedo l’ora di decidere il traguardo di questo nuovo anno!

Beh, per oggi vi ho raccontato tutto! Quest’anno mi avete tenuto compagnia in tanti modi diversi, cosa che spero di aver fatto anch’io con voi, e mi è sembrato carino chiudere esattamente come ho iniziato: parlandovi di libri!

Vi auguro di passare una buona Domenica e un buon Capodanno.

Ci risentiamo dopo la Befana!
Federica 💋

“La felicità non fa rumore” di Olivia Crosio

Ciao e buon Venerdì!

La mia lista per Libera Lo Scaffale ha sempre portato belle letture, almeno fino a questo libro!

Titolo
La felicità non fa rumore

Autore
Olivia Crosio

Editore
Giunti

Anno
2015

Genere
Narrativa
Formato
Paperback
Pagine
226

Prezzo
10,20€

Acquisto
Amazon

Immergersi tre volte a settimana nelle nebbie del bagno thalasso è l’impegno più gravoso della bella Letizia del Fante. Avvolta nella Milano morbida e ovattata dei ceti benestanti, a quarantun anni Letizia non ha molto a cui pensare, se non all’ultimo modello di ballerine griffate. Sì, certo, suo marito vive con un’altra donna, ma in fondo non le fa mancare niente e viene a cena tutti i mercoledì sera, anche per tenere a bada i colpi di testa di Marta, la loro figlia diciottenne. E quando Marta sparisce nel nulla, lasciandosi dietro solo il cane e i libri di scuola, Letizia si trova costretta, per la prima volta nella sua vita, a guardare se stessa al di là del proprio riflesso nelle vetrine. E tra appostamenti fuori dalla scuola, spedizioni al parco col cane e i consigli di un disincantato giornalista sportivo, il risultato per Letizia è davvero strabiliante: fuori dal suo salotto d’avorio c’è un mondo pieno di bizzarre sorprese, e di persone che chiedono solo di essere prese per quello che sono, senza troppo chiasso. Un mondo che non avrebbe mai pensato di poter avvicinare così tanto…

Letizia, impettita quarantenne milanese dedita allo shopping con l’amica del cuore più che a una profondità di pensiero, vede sgretolarsi il proprio mondo (im)perfetto quando la figlia Marta, neo diciottenne, decide di andarsene di casa da un giorno all’altro, senza una parola e tagliando i ponti con i genitori divorziati e sempre assenti.
A metà tra l’essere distrutta e sollevata da questa novità, Letizia ricomincia a considerare se stesso e la sua vita al di fuori delle etichette di madre e di moglie, che negli ultimi anni l’hanno portata a un’esistenza passiva e abitudinaria. Tra l’asfissiante presenza di Pietro, l’ex marito fedifrago e prepotente, l’incontro con un misterioso amico tra i vapori del bagno thalasso e le amicizie strette con i dog-sitter inviati dalla figlia per occuparsi del cane di famiglia, Letizia si ritrova ad essere sbalzata fuori dal proprio guscio fatto di routine e certezze alto borghesi, in un mondo diverso e più variopinto rispetto alle sue strette vedute da benpensante, proprio grazie alla scomparsa della figlia ribelle e mai capita davvero.
Devo dire che La felicità non fa rumore non è un libro Che mi ha particolarmente colpito. La sua protagonista è una donna della Milano bene sciarpa in capaci di coinvolgere nell’apparente shock emotivo causato dalla scomparsa della sua unica figlia, dalle ingerenze dell’ex marito della sua vita e dai siparietti “hard” di cui si fa protagonista l’amica Rossana e che scatenano in Letizia disgusto e invidia in ugual misura.
Ho trovato tutto decisamente poco credibile e troppo sopra le righe nelle descrizioni legate al sesso e all’attrazione, un elemento che sminuisce un pretesto narrativo di per sé interessante, quello del rapporto madre-figlia e delle sue implicazioni sulle vite delle dirette interessate.
Tra tutto, l’unica nota positiva è data dal finale, il quale mi ha sorpresa e ha contribuito a migliorare l’opinione sull’intero romanzo, soprattutto grazie al personaggio di Sigo, un cinico dal cuore tenero che ha sicuramente molto più carattere e verve della protagonista.

È uno di quei romanzi che purtroppo non lascia molto dopo averlo letto… Vi è mai capitato di trovare libri del genere?

Domani sarò a un matrimonio, perciò vi auguro già un buon weekend!
Federica 💋

“Heart of Darkness” di Joseph Conrad



Buongiorno e buon inizio settimana!

Oggi volevo iniziare la settimana tornando a parlare di una delle mie sfide di lettura di quest’anno, quella di Libera lo Scaffale, visto che mi mancano solo due libri (sarebbero tre, ma uno l’ho finito in questi giorni e ve ne parlerò tra un po’) alla fine, e vi porto un po’ a spasso nell’Africa nera descritta da Conrad nella sua opera più famosa: Cuore di Tenebra!

Titolo
Heart of Darkness
Autore
Joseph Conrad
Editore:
Oldcastle Books
Anno
2015
Anno prima edizione
1899
Genere
Narrativa, storico
Formato
Paperback

Pagine

160
Prezzo
£6,99
Acquisto
Pulp! The Classics

«L’orrore, l’orrore»: questo il grido e al tempo stesso l’invocazione del capitano Kurtz. Bastano poche parole per sentire tutta la forza del romanzo breve di Conrad, forse il suo capolavoro.
Su un’imbarcazione ancorata fra le nebbie fitte che la sera avvolgono il Tamigi, il capitano Marlow e altri marinai attendono l’alta marea per prendere il largo. Marlow comincia a raccontare di un viaggio fatto da giovane lungo un altro fiume, in un’Africa carica di fascino come di pericoli. Risalendo il fiume, si erano lasciati alle spalle anche gli ultimi residui di “civiltà”, per venire risucchiati in un percorso oscuro che diventa anche mentale, onirico, e si addentra nell’essenza stessa dell’uomo. Marlow-Conrad narra di un cuore di tenebra ancora da esplorare.

Uno dei capolavori della letteratura inglese si trova sempre in primo piano per l’attualità dei temi trattati e dei suoi personaggi. La ricerca di Marlow nell’Africa nera (Conrad descrive il Congo, meta del viaggio che ha compiuto e che ha trasformato in questo libro), indetta per ritrovare l’agente Kurtz, è veramente un classico e la forza di questo romanzo risiede proprio nel suo essere senza tempo.
Nato come una denuncia contro il colonialismo e lo schiavismo frutto dei grandi Imperi europei in Africa, in particolare ma anche nel mondo, Heart of Darkness si apre a una moltitudine di interpretazioni diverse le une dalle altre, nonostante sia poco più di un racconto e non un corposo romanzo. Composto solo da tre macro capitoli, Conrad ripercorre attraverso gli occhi la sua giovinezza, il viaggio e gli incontri che lo hanno condotto fino a fare la conoscenza del carismatico Kurtz (un mix di tutti i mercenari reali incontrati nei sui viaggi per il mondo), le atrocità compiute nel territorio da lui controllato e infine il suo ritorno alla “civiltà”.
Lo stile utilizzato è diretto e conciso, grazie soprattutto alla narrazione in prima persona, permette di arrivare a fondo nell’analisi del carattere di Kurtz e del modo in cui viene assurto quasi alla figura di divinità dalle persone che lo incontrano e che restano ammaliati dalla sua presenza e dal suo modo di agire. Anche Marlow non fa eccezione, ma la sua conversione a una lealtà verso questo personaggio terribile e temibile per ciò che rappresenta arriva per gradi, perché dall’inizio è pronto a mettere in discussione e a non credere che questa sua grandezza di spirito sia una realtà, ma solo un’allucinazione collettiva data dalle precarie condizioni di vita a cui conduce il perdersi nell’Africa nera. Almeno finché non avviene l’incontro vero e proprio tra i due, la prova definitiva che la grandezza del cacciatore d’avorio non sia un’invenzione ma la pura realtà, seppure Kurtz sia tutt’altro che perfetto e nonostante le crudeltà commesse e tollerate.
È un’opera piccola, ma con un potenziale enorme, e al suo interno, tra i diversi punti di interesse che vengono affrontati, ce n’è uno che si ripete in diversi contesti e con una frenesia tale da essere quasi ridondante. Darkness, l’oscurità, appare in ogni istante, definisce luoghi, persone e atteggiamenti anche molto diversi tra loro, portando l’attenzione del lettore proprio su questo concetto del non esserci nessuno esente dalla propria oscurità e rivelandosi come la costante identificativa. Nel migliore degli uomini, come nel peggiore, si trova un pezzo di oscurità e questa enfasi trasforma il viaggio di Marlow in un’avventura simbolica, oltre che letterale, che lo porta nel cuore dell’oscurità per riemergerne cambiato, conscio che non è Kurtz il solo portatore di questa macchia scura che ne guida le azioni, ma lo è l’intera umanità e il mondo occidentale, forse molto più di quanto se ne fosse fatto carico Kurtz.
È un romanzo attuale, perché basta cambiare il luogo geografico dall’Africa ai paesi orientali in guerra in questi anni per capire che quella darkness, tanto enfatizzata da Conrad come elemento da condannare, non si è mai sopita e assume sfaccettature diverse, inquietanti e sempre da analizzare per cercare di vincerla e riportare un po’ di equità e giustizia.

Di questo libro si parla moltissimo, specie in relazione al film Apocalypse Now, e lo si legge generalmente a scuola. A me mancava e quando ho visto questa edizione, non ho saputo resistere! Voi lo avete letto? Fatemi sapere 😊

Domani mi prenderò una breve “pausa” perché in giornata ho un esame, perciò vi do appuntamento a Mercoledì con una nuova recensione!

Buona giornata 💋

“L’Île du destin” di Pierre Bottero

Buongiorno 😊

Oggi torno a parlarvi di una delle mie sfide di lettura per questo 2017: Libera lo scaffale! Come ormai saprete, sto piano piano portando avanti il depennamento dei 12 libri scelti per fare un po’ di spazio sullo scaffale (spazio che ho già provveduto a riempire 😅) e questa volta tocca al terzo e ultimo volume di una saga francese che ho adorato. Questo, tra l’altro, non è più stato tradotto nemmeno in italiano (a differenza dei primi due), perciò mi fa ancor più piacere parlarvene!

Titolo
L’Île du destin
Autore
Pierre Bottero
Saga
La quête d’Ewilan
Editore
Rageot Poche
Anno
2006
Genere
Fantasy
Formato
Tascabile
Pagine
316
Prezzo
5,57€
Acquisto
Abebooks

Liberate le Sentinelle, Ewilan e Salim fanno ritorno alla Cittadella dei Frontalieri con i loro compagni. Là Ewilan scopre il luogo in cui si è ritirato il leggendario Merwyn, il più grande dei disegnatori. Lui consiglia i due ragazzi di fare ritorno nell’altro mondo e di convincere Mathieu, il fratello di Ewilan, a seguirli a Gwendalavir. Dopo aver fatto ritorno insieme a lui, il gruppo parte alla volta delle isole Aline, dove la traditrice Eléa Ril’ Morienval tiene imprigionati i suoi genitori. Ma dei pirati danno loro la caccia. Riuscirà Ewilan a portare avanti la sua ricerca fino alla fine?

Ultimo volume della serie La quête d’Ewilan, trilogia scritta da Pierre Bottero, L’Île du destin segue la conclusione delle avventure che portano Camille e il suo amico Salim alla scoperta di un’altra realtà e dell’impero di Gwendalavir, di cui Camille è originaria e nel quale possiede l’Arte del Disegno, una capacità che le permette di usare l’Immaginazione per modificare la realtà.
Dopo aver scoperto la propria identità e aver salvato Les Sentilles dalle prigioni dei Raïs, i nemici dell’impero (vi rimando alla recensione di Les frontières de glace per i dettagli), Camille, Salim e gli amici che li hanno accompagnati nei primi due volumi, partono per portare a termine la ricerca di Ewilan (il vero nome di Camille e “ricerca” in francese è proprio quête. N.d.r.): ritrovare e liberare i suoi genitori per riunire così la sua intera famiglia.
Come nei precedenti volumi, la narrazione in terza persona coinvolge completamente nelle vicende che i personaggi si trovano ad affrontare e da una visione onnisciente su di loro, sulle loro emozioni e sulle azioni che compiono, portando la storia verso la conclusione senza che venga meno il legame di gruppo e di famiglia che li caratterizza e che rende quindi partecipe anche chi legge.
Mi sono affezionata a Camille, Salim, Edwin, Duom, Bjorn, Ellana e a tutti gli altri personaggi diverso tempo fa e ritrovarli adesso è stato come rivedere dei vecchi amici, sentendomi legata a tutti loro come se li avessi sempre avuti accanto. Questa sensazione di non averli mai persi di vista è sicuramente merito dello stile e dell’abilità descrittiva dell’autore, che si riconferma anche in questo libro come negli altri, ma qui si aggiunge una particolare attenzione alla crescita psicologica che mi ha fatto sentire i personaggi ancora più vicini. A cambiare e crescere maggiormente sono Camille e Salim, che si trovano a maturare in una realtà ricca di avventure ma anche di pericoli, nella quale scoprono il loro valore come individui senza per questo perdere il sostegno dei loro amici.

Mi dispiace molto che la saga non sia mai stata portata a termine anche qui da noi! Non so se conoscete il francese oppure no, ma in caso riusciate a leggerlo e parlarlo, vi consiglio davvero questa trilogia, anche se è diretta a un pubblico piuttosto giovane!

Ci risentiamo presto, ma se avete commenti e impressioni su questo libro, vi ascolto e leggo molto volentieri!

Federica 💋

“Atlantis Saga” di A. G. Riddle [Recensione]

Buongiorno 😊

Quest’oggi sono davvero felice di proporvi la recensione di una trilogia sorprendente. Si tratta dell’opera d’esordio di A. G. Riddle, un libro che mi è stato regalato al compleanno e sul quale all’inizio non avrei affatto scommesso! Devo ammettere di essermi ricreduta e di aver sviluppato una sorta di culto per un romanzo che non credevo mi ispirasse. Quella che credevo fosse solo la mia quarta lettura per la reading challenge di Libera lo scaffale 2017 si è rivelata essere una delle migliori fatte finora!!

Titolo
Atlantis Saga ~ Genesi. Secret. Code
Autore
A. G. Riddle
Traduzione
T. Dobner

Saga
The Revelation (The Origin Mistery in v.o.)
Editore
Newton Compton Editore
Anno
2016
Anno prima edizione
2013/2014
Genere
Fantapolitico, fantascienza
Formato
Hardcover
Pagine
981

Trama

La dottoressa Kate Warner, brillante genetista, è convinta di aver trovato la cura contro l’autismo, invece ha fatto una scoperta ben più pericolosa per lei, e per l’intera razza umana. Intanto, in Antartide, una missione scientifica ha identificato un sommergibile nazista sepolto all’interno di un iceberg e difeso strenuamente da una potentissima organizzazione globale. David Vale ha passato gli ultimi dieci anni a tentare di comprendere quale segreto questa organizzazione protegga con tanta tenacia, ma ormai è troppo tardi: quegli uomini sono sulle sue tracce e lo stanno braccando. Un pericolo immenso e remoto come una galassia, una minaccia invisibile come un virus. L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo stanno per collidere. L’umanità è a un crocevia decisivo. Benvenuti ad Atlantis Saga.

Parere

Antartide, due esploratori incorrono nella scoperta del secolo: tra i ghiacci giace un sottomarino nazista perfettamente conservato e, sotto di esso, una struttura immensa. Contemporaneamente in Indonesia, sull’isola di Giacarta, l’agente David Vale si trova a dover fermare un’operazione terroristica su scala mondiale denominata “Protocollo Toba”, mentre la ricercatrice Kate Warren assiste impotente al rapimento di due suoi pazienti, due bambini autistici sui quali la cura sperimentale da lei creata sembra avere avuto ottimi risultati.
Quindi… Cos’hanno in comune un operativo di un’agenzia di spionaggio segreta, una ricercatrice decisa a trovare una cura per l’autismo e un sottomarino nazista? Apparentemente nulla e questi tre punti di partenza non potrebbero essere più diversi tra loro di così. Ma se li si posiziona come cornice di una storia più ampia, molto più ampia, allora questi tasselli iniziali assumono un significato imprevedibile.
Genesi, primo volume della Revelation Saga di A. G. Riddle, si apre proprio con questi presupposti e da qui sviluppa una trama a matrioska ricca di rivelazioni e colpi di scena incredibili. Le vicende che si diramano attorno a David, Kate e all’Immari, il gruppo dietro all’operazione chiamata “Protocollo Toba” e che si occupa di estrarre la struttura scoperta in Antartide, si articolano come un puzzle del quale ci vengono fornite solo poche tessere alla volta, poche informazioni che di capitolo in capitolo avvicinano la singole storie di Kate, David e Dorian Sloane, responsabile della Immari, fino ad intrecciarle così saldamente da diventare indivisibili.
La storia creata da Riddle è concepita come un trittico fantapolitico e fantascientifico, in cui l’Immari decide di scatenare la più grande epidemia mondiale dopo la Peste Nera per dare il via a una nuova fase dell’evoluzione umana e creare un esercito di superuomini in grado di affrontare i pericolosi nemici nascosti tra i ghiacci dell’Antartide. A fermarli si schierano David e Kate, il primo spinto dal desiderio di fare la cosa giusta e dal tentativo di proteggere la ricercatrice, la seconda dalla decisione di salvare i due bambini rapiti a Giacarta e che in qualche modo sono necessaria alla riuscita del progetto di Dorian e della Immari.
Giocando con abilità nella commistione tra storia, miti, teorie cospirative, evoluzionistiche e quelle dell’intervento di civiltà più progredite nello sviluppo della vita sulla Terra, Genesi si apre come una messa in discussione di tutto il nostro patrimonio di conoscenze e in cui gli Atlantidei, dei misteriosi alieni legati alla storia umana, costituiscono una novità disarmante e stupefacente, legata a doppio filo alle vite dei tre principali protagonisti in un modo che mi ha sorpresa.
Un legame che in Secret, il secondo libro, diventa ancor più profondo ed estraniante, specie per Kate e Dorian, i quali vedono messe in discussione le loro certezze dalla prima all’ultima pagina. In questo capitolo le maglie della trama si allargano ulteriormente e di fronte alla pestilenza scatenata nel globo, Kate si mette al lavoro per cercare una cura, mentre l’organizzazione mondiale sta crollando sotto il peso di questa emergenza, mentre l’Immari si batte per assumere il controllo del mondo e mentre David e Dorian sono imprigionati nella nave atlantidea in Antartide in compagnia di uno dei suoi occupanti.
Suspence e colpi di scena vengono mantenuti agli stessi livelli del volume precedente, portando la lettura a non perdere mai la sua natura incalzante e, di nuovo, sconvolgente nella miriade di dettagli che vengono aggiunti poco per volta. La sensazione che si ha leggendo è che da un punto centrale, in cui sono contenute tutte le informazioni scoperte in Genesi, ci si espanda verso l’esterno, creando una rete sempre più ampia in cui le esistenze di Kate, David e Dorian si legano e sovrappongono a quelle di tre Atlantidei; due scienziati, mandati a monitorare le forme di vita su pianeti meno evoluti e che hanno effettivamente influenzato l’evoluzione umana, e Ares, un generale convinto che il nuovo balzo evolutivo scatenato dal morbo (noto come Peste di Atlantide) sia la soluzione finale al conflitto che ha portato alla distruzione della civiltà atlantidea da parte di un nemico tanto terribile quanto sconosciuto.
Tutto Secret è scandito da un imminente conto alla rovescia che vede di nuovo David e Kate al centro dei tentativi per debellare la Peste di Atlantide e per fermare i piani di Dorian e Ares prima che sia troppo tardi. E di nuovo mi sono ritrovata a divorare le pagine per capire quanto ancora potesse crescere la trama e quanto potesse coinvolgere nell’esistenza umana la civiltà atlantidea.
È in Code, ultimo volume della trilogia, che finalmente si svela il quadro generale delle vicende evolutive dell’uomo, di quelle dei suoi progenitori atlantidei e infine di quelle che hanno cambiato le vite di David, Kate, Dorian e di tutti i sopravvissuti che li hanno accompagnati nei tre romanzi. Alla fine, dopo una serie di rivelazioni che sprofondano nella pura fantascienza, si scoprono le motivazioni che hanno fatto da filo conduttore a tutti i volumi ma che assumono un senso solo con il proseguirsi della lettura, quando David e Kate (e persino Dorian questa volta) si trovano catapultati in un conflitto molto più grande di loro, in un finale tutto da scoprire ma forse leggermente scontato.

«Giusto. La razza umana è la specie più sterminatrice di tutti i tempi. Pensaci: la sopravvivenza è al primo posto nel nostro codice genetico. Persino i nostri più antichi antenati erano governati da questo impulso, tanto forte da riconoscere negli uomini di Neanderthal e negli Hobbit dei pericolosi nemici. Possono aver decimato le altre sottospecie umane, e questa vergognosa eredità è ancora attiva dentro di noi. Aggrediamo tutto ciò che è diverso, tutto quello che non capiamo, tutto quello che potrebbe cambiare il nostro mondo, il nostro ambiente, tutto quello che potrebbe ridurre le nostre probabilità di sopravvivenza. Razzismo, lotta di classe, sessismo, Est contro Ovest, Nord contro Sud, capitalismo contro comunismo, democrazia contro dittatura, Islam e cristianesimo, Israele e Palestina: sono tutte facce diverse della medesima guerra, quella che ha per fine l’omogeneizzazione della razza umana, la fine della diversità. È una guerra che abbiamo iniziato molto tempo fa, una guerra che non abbiamo mai smesso di combattere. Una guerra che agisce nella mente di ogni essere umano sotto il livello della coscienza, come un programma di computer, sempre in funzione in background, e ci guida verso un esito finale che non ci è noto»

La costante che accomuna tutti e tre i volumi di questa saga è la presenza di colpi di scena sempre nuovi e diversi. A volte si corre il rischio che un’abbondanza di questo tipo distragga dal filo conduttore della trama, risultando pesante e eccessiva, ma nella saga di Riddle funziona alla perfezione. I colpi di scena rinnovano e mantengono alta l’attenzione dall’inizio alla fine, una caratteristica che ho decisamente apprezzato perché mi ha portata a divorare le pagine una volta messi in ordine i diversi pezzi e ad affezionarmi molto ai personaggi, soprattutto a David e Kate.
Questi due coprotagonisti singolarmente dimostrano un valore come individui che non è niente male, ma insieme funzionano benissimo, tanto che sono una delle coppie che più ho apprezzato tra i libri che ho letto e tra quelle presenti nella trilogia stessa. Se da soli fanno faville, quando collaborano sono una bomba a orologeria pronta a esplodere e a riportare il racconto sulla retta via, sventando i piani di Dorian e di Ares. Ovviamente non sono perfetti, né privi di colpe, ma agiscono per garantire la salvezza del maggior numero di persone, specie quelle che non hanno modo di risollevarsi da soli, anche quando ne va della loro stessa sopravvivenza. Forse in certe occasioni risultano leggermente stereotipati e prevedibili nelle azioni e nelle parole, ma questo non toglie nulla alla loro riuscita e al legame che si instaura con chi legge nel corso della trilogia.
Ma ad essere interessante e a rendere questa saga una vera panoplia dello scibile umano è lo stile di Riddle, in cui l’alternanza dei punti di vista diventa l’elemento dominante e centrale per la raccolta di tutti i pezzi dell’immenso puzzle che rappresenta Genesi, Secret e Code. Con calma e pazienza Riddle sparge gli indizi utili a capire la trama e ci aiuta a raccoglierli, aggiungendo però anche numerose storiche, mitologiche, biologiche e culturali e trasformando il suo romanzo in una lettura istruttiva, sorprendentemente semplice da comprendere e da ricordare. La comprensione della varietà di nozioni sfruttate e adattate per creare la base teorica di questa saga fantapolitica e, soprattutto, fantascientifica è una sfida stimolante per chi legge, perché le diverse conoscenze vengono articolate così bene da poter essere verosimili, da diventare credibili anche senza concedere il beneficio del dubbio alla loro effettiva attendibilità.
Revelation Saga è un’opera stimolante, una lettura appassionante e coinvolgente sotto molti punti di vista, una trilogia e un autore che non conoscevo ma che ho scoperto con immenso piacere e dei quali sentirò sicuramente la mancanza!

Innanzitutto, complimenti! Credo che questa sia la recensione più lunga che abbia mai fatto, perciò tanto di cappello per avermi sopportata ed essere arrivati fin qui! Come avrete notato questa trilogia mi ha entusiasmata e spero di avervi incuriositi abbastanza da darle un’occasione! Personalmente ne ignoravo l’esistenza fino allo scorso Settembre, ma mi piacerebbe sapere se voi invece ne avete già sentito parlare in precedenza, se l’avete letta o se, come per me, vi risulta totalmente sconosciuta 😊

A presto
Federica 💋