Slow West

Buongiorno 😊

Buon inizio settimana!!
Ieri su Netflix ho trovato un film davvero bello e visto che mi è piaciuto ho pensato di parlarvene un po’!

"Slow West" (2015) di John Maclean, con Michael Fassbender, Ben Mendelsohn, Kodi Smit-McPhee, Rory McCann, Brooke Williams
“Slow West” (2015) di John Maclean, con Michael Fassbender, Ben Mendelsohn, Kodi Smit-McPhee, Rory McCann, Brooke Williams

Con il lento incedere dei cavalli al passo, il regista-musicista John Maclean realizza il suo primo lungometraggio e lo veste con i costumi del vecchio western. Jay Cavendish (Kodi Smith-McPhee) è uno smilzo sedicenne scozzese, ingenuo e senza peccato, deciso a raggiungere il lontano West per ritrovare la sua bella Rose Ross (Caren Pistorius). In questo viaggio d’iniziazione è affiancato da Silas Selleck (Michael Fassbender), un cowboy fuorilegge, senza rimorsi e senza passato, taciturno con il ragazzo, ma eloquente voce narrante, che si offre come guida protettiva in cambio di pochi soldi. 

Un film western in piena regola, lento e carico di significati che raccontano la crescita personale e amorosa di un ragazzo scozzese attraverso gli immensi paesaggi americani. È una storia di formazione, che porta Jay, il protagonista, a prendere coscienza di sé come uomo, come individuo del mondo, ma che appare sempre e comunque come un giovane un po’ sprovveduto e ingenuo, cieco a tutto all’infuori del proprio amore per Rose e del desiderio di ritrovarla.
La varietà delle ambientazioni è minima, la si può ridurre ai grandi spazia aperti (siano essi deserti o praterie) e a quelli più raccolti delle foreste, ma entrambi assumono un significato simbolico: negli spazi aperti Jay riceve le più grandi rivelazioni e gli insegnamenti che ne forgiano via via il carattere, come se lo sconfinato nulla davanti lo portasse per la propria natura immensa a una profonda riflessione, dentro e fuori di sé; i boschi, invece, sono i luoghi degli incontri, delle rivelazioni personali e degli scambi con chi è evidentemente più esperto di lui, non solo nella conoscenza del mondo, ma anche in ogni aspetto della vita, e non è un caso che l’incontro con i personaggi chiave nell’avventura di Jay avvenga in queste enclave chiuse e “intime”.
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È uno di questi incontri, il primo in assoluto in realtà, a dare inizio alla lunga marcia di Jay. Silas, un cacciatore di taglie che si finge un semplice viaggiatore, si incarica di fare da guida a Jay per tutto il suo viaggio senza dargli la possibilità di rifiutare. L’aiuto giunge come una manna per l’ingenuo protagonista, ma quello che non conosce sono le motivazioni che spingono Silas a offrirgli il proprio aiuto e che durante il viaggio verranno scoperte poco a poco, insieme alle ragioni che hanno spinto Rose e suo padre a fuggire dalla Scozia: su entrambi pende una cospicua taglia per omicidio e l’intento di Silas è quello di raggiungerli prima di chiunque altro grazie all’inconsapevole aiuto di Jay. Quello che Silas non si aspettava, però, è il rapporto che inevitabilmente si instaura con Jay, diventando per lui come una sorta di fratello maggiore pronto a difenderlo dalle verità che potrebbero minacciare il suo universo, una versione ingenua della realtà in cui Jay non è a conoscenza della taglia su Rose e suo padre e in cui è convinto di raggiungerla e di sposarla senza che nessuno cerchi di fermarlo. Questo duo di personaggi è interpretato da Kodi Smit-McPhee (Jay) e Michael Fassbender (Silas) ed è il fulcro vero e proprio attorno al quale finisce per ruotare la storia perché, nonostante il motivo che fa da pretesto al viaggio di Jay, sono loro ad occupare lo schermo per la maggioranza del tempo, testimoniando un’evoluzione imprevedibile nel rapporto tra quelli che sono due sconosciuti e che finiscono per diventare come due fratelli, caratterizzati da stima reciproca, ma anche invidie e dispute, a maggior ragione quando riescono finalmente a raggiungere Rose.
Quello che colpisce di più nel film, al di là delle inquadrature ad ampio raggio delle distese americane (anche se in realtà il film è stato girato per la maggior parte in Nuova Zelanda) e dei personaggi di Jay e Silas, è l’aggettivo inserito nel titolo: Slow West. Non selvaggio, non lontano, ma “lento west” e la lentezza è proprio la caratteristica dominante della pellicola. Ogni momento, ogni azione, persino i dialoghi, procedono a un ritmo ben più lento del normale, una scelta che rallenta tanto lo scorrere del tempo fisico (l’alternanza giorno/notte e il passaggio da un giorno all’altro), quanto quello narrativo, portando avanti un grande dubbio: a questo ritmo, Jay arriverà mai a destinazione?
L’unico istante veramente veloce è proprio quando avviene l’incontro vero e proprio con Rose, l’ultimo momento prima dell’inevitabile conclusione, sia del viaggio, sia del film.

SALTATE PER EVITARE SPOILER

L’incontro tra Jay e Rose regala, secondo me, anche una delle scene migliori di tutto il film. Dopo un sogno a occhi aperti di Jay sul motivo che spinge Silas a impedirgli di ricongiungersi a lei (l’idea che in quel viaggio anche Silas si sia innamorato di Rose e che lei possa ricambiare i suoi sentimenti), Jay riesce a incontrarla. Purtroppo il momento non è dei migliori (la casa di Rose è sotto il fuoco di un gruppo di cacciatori di taglie decisi a ucciderla) e l’ingresso precipitoso di Jay gli costa un colpo di pistola dritto al cuore, sparato proprio da Rose, sul quale, meno di un secondo dopo, si riversa una manciata di sale. È la trasposizione del detto “Spargere sale sulle ferite”, cioè fare qualcosa che rende un dolore già presente ancora più insopportabile e straziante e che per Jay è il tradimento definitivo. Una scena davvero tragica, che però strappa un sorriso per il tempismo e il modo in cui avviene.

Il film è stato un po’ un outsider da quando è uscito. Presentato al Sundance Film Festival nel 2015 (dove ha vinto il premio della giuria come film drammatico), in Italia è arrivato solo grazie a Netflix e lo ha fatto abbastanza di recente. Peccato non sia arrivato nelle sale perché avrebbe meritato!

Voi ne avevate già sentito parlare?? Se il titolo vi è nuovo, spero di avervi incuriositi 😊

A presto
Federica 💋

Potrebbe piovere #32 – Burnt

Buongiono 😊

Il primo appuntamento in cucina arriva ovviamente con Potrebbe piovere e un film in cui la prospettiva di raggiungere la vetta della ristorazione sembra essere tutto ciò che conta!

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Info

Burnt_Poster_UpdatedTitolo
Il sapore del successo
Titolo originale

Burnt
Regia
John Wells
Anno
2015
Genere
Commedia
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Michael Kalesniko
Sceneggiatura
Steven Knight

Trama

Adam Jones è uno chef stellato che ha distrutto la sua carriera indulgendo nelle droghe, nel sesso e nel caratteraccio. Dopo aver espiato le sue colpe strofinando un milione di ostriche sotto i rubinetti della Louisiana, torna a Londra, determinato a rimettersi al timone di una cucina d’eccellenza e a guadagnare la tanto ambita terza stella Michelin.

Cast

  • Bradley Cooper: Adam Jones
  • Sienna Miller è Helene
  • Omar Sy è Michel
  • Daniel Brühl è Tony
  • Matthew Rhys è Reece
  • Uma Thurman è Simone
  • Emma Thompson è Dott.ssa Rosshilde
  • Alicia Vikander è Anne Marie
  • Lily James è Sara
  • Riccardo Scamarcio è Max

Trailer

Parere

Mai come oggi il mondo degli chef e della cucina è così popolare. Ci sono programmi per tutti i gusti e questo film vi porta direttamente nel dietro le quinte, mostrandovi cosa accade a uno chef davvero talentuoso (perché Adam è un genio in cucina) che incontra dei piccoli intoppi (auto prodotti peraltro) nella propria carriera e di come riesca a rimettersi in carreggiata.
burnt_0Burnt (Il sapore del successo in italiano) è però un film sul riscatto, sulla rinascita e sull’opportunità che ognuno ha di potersi redimere dalle (pessime) cattive azioni del passato e ritrovare un nuovo senso alla propria carriera, ma anche un corso diverso e forse migliore per la propria vita.
In tutta la pellicola si assiste allo sviluppo di un’idea ben precisa e capace di condizionare positivamente il lavoro e l’esistenza del protagonista: attraverso il confronto, l’umile accettazione delle opinioni altrui e della consapevolezza che per riuscire davvero in ciò che si fa occorre mantenere i piedi ben piantati a terra è possibile crescere (umanamente e sul lavoro) e raggiungere traguardi incredibili.
16-01(600)Il tutto condito dalla vera essenza del cibo. La considerazione che viene mostrata sul cibo si trasforma dall’inizio alla fine del film e trasforma le pietanze preparate non un oggetto da esibizione ma in un’esperienza capace di unire le persone, di trasmettere ogni possibile intenzione o stato d’animo.
Il cibo diventa espressione per ogni tipo di riscatto e di rivincita e il cast segue magnificamente questa idea, da Bradley Cooper, con il suo Adam senza direzione, a Sienna Miller e la sua Helene tanto risoluta quanto attenta, fino a Omar Sy, che da sfoggio di un personaggio particolare con Michel e che io ho apprezzato (non posso dirvi perché causa spoiler). Da applauso, ma credo possa apprezzarsi solo nella maxresdefaultversione originale (non l’ho visto in italiano), la compresenza e l’interscambio di lingue diverse nel corso dello stesso discorso, in particolare tra inglese e francese, che rende davvero interessante e ben fatta la verosimiglianza dei personaggi, dei dialoghi e della storia.
Quello che non mi ha convinta, però, in tutto questo ben di Dio cinematografico è il breve sipario dedicato al regolamento di conti che il protagonista ha con alcuni brutti ceffi della sua vecchia vita. Poteva avere un’importanza diversa e allora sarebbe stato più significativo nello sviluppo della trama, ma così com’è non è che un sipario quasi ininfluente. Peccato, però resta lo stesso un bellissimo film.

Voto

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Se non sbaglio è uscito a inizio anno, o alla fine del 2015, perciò se lo avete visto fatemi sapere come vi è sembrato! Noi, comunque, ci risentiamo più tardi 😄


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Potrebbe piovere #31 : Only Lovers Left Alive

Buongiorno e benvenuti al primo appuntamento vampiresco della settimana.

Ieri vi ho detto che ci sarebbe stato uno dei film sui vampiri più bello degli ultimi tempi e per quest’oggi Potrebbe piovere vi porta nelle atmosfere notturne di Only Lovers Left Alive!

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Info

Only-Lovers-Left-Alive-Australian-Poster-copyTitolo
Solo gli amanti sopravvivono
Titolo originale
Only Lovers Left Alive
Regia
Jim Jarmusch
Anno
2013
Genere
Romantico, Drammatico, Fantastico
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Germania, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Cipro
Sceneggiatura
Jim Jarmusch

Trama

Adam colleziona chitarre d’epoca e compone pezzi di musica elettronica, che i fan ascoltano appostati sotto la sua casa di Detroit, dalla quale pare non uscire mai. Eve vive a Tangeri, tra stoffe pregiate e libri in tutte le lingue, e trascorre le nottate in compagnia di Christopher Marlowe nel “Café Mille Et Une Nuits”. Adam e Eve sono colti, bellissimi e vampiri. Osservatori privilegiati del divenire del nostro mondo, si muovono cercando di farsi corrompere il meno possibile dalle brutture del presente, cibandosi soltanto di sangue raro di laboratorio, apprezzando il silenzio e la compagnia reciproca. 

Cast

  • Tom Hiddleston è Adam
  • Tilda Swinton è Eve
  • Mia Wasikowska è Ava
  • John Hurt è Marlowe
  • Anton Yelchin è Ian

Trailer

Parere

Only-Lovers-Left-Alive-2Da creature che vivono per sempre e da terrore del genere umano, i vampiri non sono mai stati così passivi eppure così affascinanti come in questo film di Jim Jarmusch.
Solo gli amanti sopravvivono è una pellicola che esula dal genere horror, parla ovviamente di altro e attraverso Adam e Eve, i due eterni protagonisti che mai si sognerebbero di mordere un collo, il regista punta il dito su ciò che veramente è importante. Ciò che conta è attorno a loro, li circonda, ed è l’arte, la musica, la letteratura, i sentimenti, il pianeta Terra, l’Universo e la vita stessa, in un’ode accompagnata da una visione Romantica (proprio riferita al movimento ottocentesco) dell’amore.
Eve1La voluta lentezza delle scene, la fissità dei personaggi e le numerose riprese dall’alto, specie negli interni, sono elementi che puntano a enfatizzare il tema centrale del film, espresso attraverso la capacità soprannaturale dei vampiri di poter determinare l’età di ogni cosa solamente toccandola, di percepirne la Storia, la sua importanza. È proprio questo che li rende diversi dagli zombie, gli esseri umani che non sono capaci di capire l’importanza del loro passato, e che vuole essere il fulcro tematico dell’intera pellicola.
Ignari del presente e scordatisi il passato, gli uomini vivono in un mondo ben più oscuro delle notti che fanno da sfondo alle vicende di Adam ed Eve. Anzi, la notte non è mai stata così presente (in tutto il film non c’è una sola scena di luce) e a suo modo luminosa come in Only Lovers Left Alive, proprio perché è durante il buio che emergono le cose veramente importanti, la cultura e i sentimenti.
tomhiddlestonParadossalmente sono due non morti a ricordare cosa rende splendida l’esistenza e a dare un senso alla vita. Adam, con la sua passione per la musica e la scienza, è un eroe byroniano trasportato nel XXIesimo secolo e del quale soffre tutte le contraddizioni e gli insuccessi, specie se si tratta di tutti quei pensatori che hanno contribuito formare la modernità, e che trova nella propria musica underground e funeral il solo modo di controbilanciare la disillusione moderna, anche se a volte essa non basta.
maxresdefaultEve, invece, è il suo contraltare, che ha vissuto molti più secoli e ha avuto modo di vedere piaghe di ogni tipo, ma non per questo ha perso la propria fiducia nella bellezza del creato. Per lei l’ancora di salvezza è la letteratura, sostenuta dall’amico Kit (un pluricentenario e vampiresco Christopher Marlowe).
Due personaggi magistralmente interpretati da Tom Hiddleston e Tilda Swinton, accompagnati nel loro percorso da John Hurt e Mia Wasikowska, che in un’epoca decadente come quella moderna affrontano l’amore come la più grande forza capace di mantenere veramente in vita ciò che fa parte del creato. Quella proposta da Jarmusch non è una visione semplicistica, né banale, dell’amore ma piuttosto una profonda e Romantica analisi di un sentimento oggi dato per scontato.

Voto

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Non so dirvi per la versione italiana, ma in originale è un film che coinvolge e travolge! Lo avete visto?? Nel caso ne abbiate ancora avuto l’occasione, vi consiglio di dargli un’opportunità perché è fenomenale! Se invece lo avete visto, voglio assolutamente sapere come vi è sembrato 😊

A domani 💋


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Potrebbe piovere #15 : As You Like It – Come vi piace

Buondì! Oggi Potrebbe piovere vi porta nel mondo dei Classici per eccellenza, quello di William Shakespeare, il drammaturgo inglese più famoso della storia, con una delle sue commedie!

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Info

As_U_Like_It_2006_posterTitolo
As You Like It – Come vi piace
Titolo originale
As You Like It
Regia
Kenneth Branagh

Anno
2006

Genere
Commedia

Lingua
Inglese

Paese di produzione
Gran Bretagna, Stati Uniti d’America

Soggetto
William Shakespeare

Sceneggiatura
Kenneth Branagh

Trama

Dopo aver esiliato il legittimo regnante, suo fratello, il duca Federico bandisce da corte anche la nipote Rosalinda, che s’inoltra nella foresta di Arden, sulle tracce del padre e dei suoi fedeli. La scortano la cugina affezionata, Celia, e il buffone di corte. Nel bosco, intanto, ha trovato rifugio anche il suo innamorato Orlando, in fuga dall’odio che gli riserva il fratello minore. Travestita da ragazzo per prudenza, Rosalinda, sotto il falso nome di Ganimede, ha così l’opportunità di mettere alla prova l’amore di Orlando, scatenando equivoci brillanti e romantiche reazioni a catena.

Cast

  • Bryce Dallas Howard è Rosalinda/Ganimede
  • Romola Garai è Celia/Aliena
  • Brian Blessed è Il vecchio duca/Il duca Federico
  • David Oyelowo è Orlando De Boys
  • Adrian Lester è Oliver De Boys
  • Alfred Molina è Touchstone
  • Kevin Kline è Jaques
  • Janet McTeer è Audrey

Trailer

Parere

Con una divertente Rivisitazione della commedia pastorale di Shakespeare, questo film riprende i dialoghi e le tematiche di Come vi piace e le trasporta in un nuovo contesto geografico e storico.
asyoulikeit1Non più la Francia di inizio 17esimo secolo, ma un Giappone tardo ottocentesco letteralmente invaso da inglesi, così invaso che di persone dai caratteri somatici orientali se ne vedono due.
È un film carino nell’idea di adattare a un’altra epoca le parole del drammaturgo più famoso della storia, perché per una loro particolare prerogativa (quella di essere eterne) riescono a non sfigurare anche dopo più di duecento anni dalla loro stesura. Un po’ meno azzeccata, forse perché non è stata sviluppata molto ma è usata come semplice cornice, è la componente nipponica della trama. Quello che infatti si percepisce è un Giappone che c’è e non c’è, vivo solo nei richiami agli elementi più famosi della sua cultura: il teatro, i ninja, il sumo e i kimono.
Photo_39_Unmatched.765549_sq_thumb_mLa parte che mi ha entusiasmata di più, nonché la recitazione migliore tra il cast, è il monologo dedicato al mondo come palcoscenico, in cui ognuno di noi riveste un ruolo definito e senza possibilità di uscire dagli schemi. È Kevin Kline a declamarlo, vestendo i panni del malinconico Jacques, che in tutta la commedia svolge il ruolo, affiancato dal burlone di corte, del filosofo, colui che comprende il mondo e se stesso e che per questo non trova gioia in nulla se non, forse, nella contemplazione spirituale.
È una commedia in cui si ritrova anche un tema della drammaturgia di Shakespeare, l’odio tra fratelli degno delle grandi tragedie, che però si evolve positivamente in vista della conclusione dell’intera vicenda.
È una rivisitazione tutto sommato ben fatta e se avesse dato più importanza all’aspetto orientale della trama avrebbe certamente colpito di più.

Voto

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Io, personalmente, adoro le opere di Shakespeare, sia nelle versioni originali che nelle rivisitazioni, perché trovo che sia sempre attuale e che vada sempre dritto al cuore con i suoi dialoghi. E a voi piace? Ditemi, ditemi.

Potrebbe piovere #4 : Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles

Buon Lunedì halloweenesco a tutti 🎃

Come potete immaginare dal titolo, il primo Mostro della settimana è una creatura con i canini aguzzi, che si nutre di sangue e che fa parte del nostro immaginario dell’orrore da parecchi secoli. Pronti per quest’intervista?

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Locandina

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Informazioni generali

TitoloIntervista col vampiro
Titolo originale: Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles
Regia: Neil Jordan
Anno: 1994
Genere: Horror, drammatico, fantastico
Lingua: Inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d’America
Soggetto: Anne Rice (romanzo Interview with the Vampire)
Sceneggiatura: Anne Rice

Trama

San Francisco. In una stanza d’albergo un giovane giornalista ascolta la storia di Louis, un ricco proprietario terriero tormentato dalla perdita della moglie e della figlia, che dopo esser stato morso da un vampiro, riemerge dalle acque del Mississippi con una seconda vita ricca di possibilità e guidata dal vampiro Lestat de Lioncourt.

Cast

  • Tom Cruise è Lestat de Lioncourt
  • Brad Pitt è Louis de Pointe du Lac
  • Christian Slater è Daniel Molloy
  • Kirsten Dunst è Claudia
  • Antonio Banderas è Armand

Trailer

Parere

Reinterpretare una figura classica come quella del vampiro non è mai facile, perché si incorre inevitabilmente in paragoni. Però i vampiri ri-creati da Anne Rice a partire dal 1976 sono qualcosa di diverso e questa trasposizione credo renda loro giustizia.
Intervista col vampiro è un film molto bello, interessante nella resa storica delle ambientazioni e dei costumi, ma anche notevole per gli attori che danno vita ai vari personaggi.
Per essere un film di metà anni ’90 i pochi effetti speciali sono ben fatti e visti adesso, anche mettendoli a confronto con le tecniche moderne, non ridicolizzano la pellicola ma la rendono credibile. È più un lavoro di trucco che di effetti speciali e questo funziona a meraviglia nel rendere perfetta la fisionomia dei vampiri (anche se la base di partenza fa la maggior parte del lavoro), nel trasformare in alabastro la loro pelle e nel donarle un colorito vivo subito dopo aver saziato la fame di sangue.
Le ricostruzioni degli ambienti, degli abiti e della società nel corso di due secoli è sapiente e trasporta in tutto e per tutto attraverso lo scorrere del tempo senza mai portarti a dubitare della verosimiglianza della messinscena.
Dicevo che è un film notevole per i personaggi e gli attori che li interpretano e sono convinta che siano loro la vera chiave di volta, l’elemento portante, della storia, anche solo per i nomi che ricoprono i ruoli principali.
hqdefaultLa voce narrante è affidata a Brad Pitt, il vampiro Louis de Pointe du Lac, che dopo secoli di silenzio si convince a raccontare la propria vita da immortale. Tutto ruota attorno a quest’intervista che Louis concede, anzi vuole rilasciarla lui stesso, a Daniel Molloy (Christian Slater), un giornalista, al solo scopo di dimostrargli che vivere per sempre non è meraviglioso, ma è un supplizio che ti priva delle cose più belle della vita (tentativo che si risolverà in un fallimento). La consapevolezza di quanto sia limitata questa seconda esistenza nasce da una continua lotta interiore tra un’umanità che non vuole dimenticare e le necessità che la sua natura di vampiro comportano, ma anche da un profondo risentimento nei confronti dei suoi simili per averlo privato dell’unica persona davvero importante per lui: wgzwo3Claudia, la vampira costretta a vivere per sempre nel corpo di una bambina e interpretata da una giovanissima ma non per questo meno meravigliosa Kirsten Dunst.
Sotto i riflettori di questa storia passano anche Antonio Banderas – che si trasforma in Armand, il vampiro a capo de Le théatre des Vampires a Parigi e che diventa un secondo mentore per Louis, per poi tradire la sua fiducia nel non opporsi alla cattura di Claudia – e Tom Cruise, il vero coprotagonista/antagonista de Intervista col vampiro.
tom-cruise-e-lestat-de-lioncourt-nel-film-interview-with-the-vampire-127953_jpg_1003x0_crop_q85Cruise interpreta Lestat de Lioncourt, il creatore di Louis e Claudia, e tra i tre è il vampiro che rispecchia la versione classica di questi mostri horror e gotici, perché si crede, e alla fine si dimostra tale, potente e al di sopra della condizione umana. Gli umani non sono nulla per lui se non prede e ha una concezione dei vampiri che è assimilabile a quella di Dio per chi crede, anzi i vampiri, in tutto il loro splendore, godono delle stesse prerogative di una divinità.
Una visione che si scontra con quella di Louis e che li porta inevitabilmente a separarsi, ma che rappresenta l’altro lato della medaglia per chi (come il giornalista) vede nell’immortalità una via ricca di possibilità e non una prigione.
Tra i due, tra Louis e Lestat, ho preferito il primo per tutto il film, perché è umano nonostante sia una creatura in stasi tra il regno dei vivi e quello dei morti, ma nel finale anche Lestat ha avuto la sua occasione per farmi ricredere.
Perché c’è questa forte attrazione verso i vampiri? Perché sono belli, ovvio, ma non solo. Il loro essere sul baratro dell’esistenza, non-morti e non-vivi al tempo stesso, li rende estremamente affascinanti per noi che non possiamo che conoscere un solo modo; noi conosciamo solo attraverso il nostro essere vivi e ciò che accede dopo la morte non ci è concesso di saperlo. Lestat mi è piaciuto perché rappresenta proprio tutto quello che ci terrorizza ma che desideriamo e gioca sapientemente su questa nostra debolezza – è il diavolo tentatore, fornisce la possibilità di scegliere che tanto vorremmo avere e che ci è preclusa, ricordandoci poi perché quasi preferiamo quell’esistenza a metà.

Voto

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Il film è famosissimo, quanto il libro dal quale è tratto, perciò sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi di questa Intervista con il vampiro! Vi aspetto e nel frattempo vi do appuntamento a domani con un nuovo Mostro per Singing in the Rain 😈