#CreativityBloggerWeek : Brr… che freddo!

Buongiorno 😊

Anche in questo 2020, nell’ultima settimana del mese, fa ritorno l’iniziativa creata l’anno scorso da Deb di Leggendo Romance… e non solo: la #CreativityBloggerWeek ❤️ Si tratta, per chi ancora non la conoscesse, di una settimana in cui diversi blog tolgono i freni alla loro fantasia e propongono tanti, e diversi, post a tema! Quest’anno ad iniziare la carrellata di temi per la Creativity Week è

Visto che domani iniziano i tre “Giorni della Merla”, cioè i tre giorni più freddi dell’anno, ho pensato di proporvi i miei tre must librosi per affrontare il clima impervio di questi giorni (anche se non sembrerebbe…), tre libri che, in un modo o nell’altro, credo siano perfetti per scaldare il cuore!

Must #1

Alta fedeltà di Nick Hornby

Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi sottosopra la vita, se le ascoltate a ripetizione? In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni piena di voglia di vivere

 

Must #2

Se solo fosse vero di Marc Levy

San Francisco. Arthur è un giovane architetto e si è da poco trasferito in un nuovo appartamento. Dopo una giornata faticosa, accende la musica e si rilassa con un bagno caldo. È allora che si accorge che in casa c’è qualcuno, una donna. Si tratta di Laureen. Con il passare delle settimane i due diventano amici e il sentimento che li unisce si trasforma in amore. C’è solo un ostacolo: Laureen è un fantasma. Il suo corpo, quello di una dottoressa di trent’anni, giace in coma in un letto d’ospedale. E i medici, convinti che per lei non ci sia più niente da fare, stanno per staccare il respiratore. Per Arthur comincia così una corsa contro il tempo per salvare la donna che ama.

Must #3

Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones

La giovane Sophie vive a Market Chipping, un posto dove può succedere di tutto, specie quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, in un viaggio che la porterà ad affrontare suo malgrado molte più avventure di quante ne avesse mai sognate!

 

Voi avete libri così? Quelle storie che, lette al momento giusto, sono state capaci di scaldarvi nonostante il clima gelido?
Mentre ci pensate, vi lascio il calendario dei blog e dei post da seguire:

~ Lunedì 27:
I miei magici mondi

~ Martedì 28:
On Rainy Days

~ Mercoledì 29:
Libri, Libretti, Libracci
Bookspedia

~ Giovedì 30:
Scheggia tra le Pagine
Romance e altri rimedi
Rivendell: Katy Booklover

~ Venerdì 31:
La nicchia letteraria
Le recensioni della libraia
Il salotto del gatto libraio
Reading at Tiffany’s

A presto
Federica 💋

La météo de Baudelaire #22 : Alta fedeltà

Buongiorno 😄

Ben ritrovati con la rubrica letteraria La météo de Baudelaire! Oggi vi propongo un autore e un libro che mi sono veramente cari.

Coraggio-tattoo

Info

9771122Titolo
Alta fedeltà
Titolo originale

High Fidelity
Autore

Nick Hornby
Traduzione
Laura Noulian 

Editore
Guanda
Anno
1996
Anno prima edizione
1995
Genere
Narrativa
Formato
Cartaceo
Pagine
253
Prezzo
11€

Trama

Si può dividere l’esistenza con qualcuno che ha una collezione di dischi incompatibile con la propria? Si possono avere dei gusti terribili e allo stesso tempo essere una persona degna di essere frequentata? Le canzoni tristi rischiano o no di mettervi a soqquadro la vita, se le ascoltate senza moderazione? Trentacinquenne appassionato di musica pop, ex dj e attualmente proprietario di un negozio di dischi in cattive acque, Rob Fleming è pieno di interrogativi che lo inquietano. La ragazza lo ha appena lasciato; se per caso ritornasse, sarebbe capace di amarla totalmente, disperatamente come adesso? E inoltre: non farebbe meglio a smettere una buona volta di vivere in mezzo ai cd e a trovarsi un vero lavoro, a farsi una vera casa, una vera famiglia? Tormentato da questi non lievi problemi esistenziali, ed esulcerato dalla perdita, dalla gelosia, dal desiderio, Rob se ne va in giro per la Londra dei pub e della musica d’avanguardia, spesso divagando e svagandosi con esercizi mentali decisamente gratuiti anche se molto impegnativi. Ad esempio, si diverte a stilare classifiche – i top five di ogni tempo – su tutti i possibili argomenti: i migliori film, i migliori libri, i migliori complessi musicali, le migliori canzoni, persino le più grandi fregature amorose (le sue, naturalmente; ne ha avuto parecchie).
Appassionato, commovente, amaro, ma anche e soprattutto ironico, anche e soprattutto divertente, Alta fedeltà mette felicemente in scena le avventure, gli amori, i sogni, le disillusioni di una generazione (di trentenni) già piuttosto provata, ma ancora piena di voglia di vivere.

Parere

Un libro di Nick Hornby è sempre una buona idea, perché riuscirà sempre a regalare qualcosa a chi legge, ed è stato Alta Fedeltà a convincermi di questo fatto. È stato il primo romanzo di Hornby che ho letto e benché la mia esperienza di vita sia diversa da quella del protagonista, non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolta nella storia di Rob, nei suoi problemi e, infine, nell’immensa passione che riversa nella musica e nel suo negozio di dischi.
Rob Fleming, trentacinquenne londinese, è appena stato lasciato da Laura e allora la sua vita, che fino ad allora aveva creduto fosse senza problemi, inizia lentamente a disgregarsi, rivelando, riflessione dopo riflessione, classifica dopo classifica, quanto Rob non sia altro che un uomo forse troppo cresciuto per continuare a comportarsi come ha sempre fatto. È portatore della sindrome di Peter Pan, ovvero si attarda ad assumersi le proprie responsabilità da adulto perché è più facile vivere nel proprio universo dorato di nulla facenza, dove la vita non viene mai presa veramente sul serio, come se ci si trovasse in un film girato in slow motion e con una colonna sonora continua. Rob rappresenta quelli che da noi chiamano “bamboccioni”, non perché viva ancora con i genitori, ma perché non si è ancora deciso ad accettare che il tempo della spensieratezza deve essere messo da parte per fare qualcosa di concreto.
Questo, come Rob comprende con le sorprese dalla vita e che tengono viva la storia, non deve necessariamente coincidere con la fine delle nostre passioni. Queste possono diventare la molla che spinge a reagire e a non farsi scivolare addosso l’esistenza, la vita stessa, e che sono abbastanza forti da diventare il mezzo attraverso il quale costruire qualcosa.
Per Rob questa passione è la musica. È sempre stata presente in ogni giorno della sua vita e in tutti i modi possibili, soprattutto nella scelta di gestire il poco redditizio e alquanto sporco Championship Vinyl. Un nome, un programma, ma nonostante il suo essere altisonante, questo negozio di dischi rappresenta proprio il Peter Pan che c’è in Rob, soprattutto con la presenza dei due aiutanti, Dick e Barry, amanti della musica e perdigiorno cronici. È con loro due, e durante gli innumerevoli monologhi interiori, che vengono stilate quelle che secondo me sono il vero gioiello del romanzo: le classifiche.
Come le vere Top 5 Charts tanto in voga, questi tre appassionati di musica stilano l’elenco delle loro cinque preferenze per qualunque argomento capiti loro tra le mani. C’è quella dei migliori singoli, quella delle canzoni da suonare al funerale, dei migliori film, dei libri e così via per tutti i temi che si affacciano nel romanzo e che comunque partono dalla top 5 delle “cinque più memorabili fregature di tutti i tempi”.
La storia di Rob è raccontata con humour, in una full immersion completa nelle divagazioni di Rob. Ci sono momenti in cui ci si perde in un ragionamento e poi ci si ritrova al punto di partenza, come se tutto non fosse durato che un secondo nella testa del protagonista e noi ne avessimo fatto parte per davvero. Perché è questo che lo stile di Hornby regala, il sentirsi parte di qualcosa che forse non abbiamo vissuto, ma che comunque riusciamo e possiamo comprendere come se si trattasse della nostra vita.

Voto

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Credo di avervi già detto che è stato mio fratello a regalarmi questo libro, sì l’ho fatto, e rientra di certo nella mia top 10 (una top 5 è troppo selettiva per me, non riesco a scegliere solo cinque libri). È uno dei regali che ricordo con più piacere 😊 E voi? Avete un regalo in particolare che vi sta cuore?
Aspetto come sempre i vostri commenti al libro e se ancora non lo avete letto, beh, vi invidio! Avete ancora la fortuna di poter scoprire una storia fantastica.

Ci sentiamo presto 💋


Cliccando sul link sottostante potete partecipare all’On Rainy Days Contest e vincere uno dei premi in palio!

a Rafflecopter giveaway

Vita da lettore

banneraaeverpop1Oggi recupero il tag di Luigi (Everpop) perché è da un po’ che mi ha nominata ed è arrivato il momento di adempiere al mio dovere 😄
Ringrazio di cuore anche Melissa (11.08) e Pinesapple (12.08) per avermi scelta!

3601652-decorative-elements-border-and-page-rulesMOMENTO #1 : IL MIO PRIMO LIBRO

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MOMENTO #2: LE SCUOLE ELEMENTARI

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MOMENTO #3: LE SCUOLE MEDIE

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MOMENTO #4: IL LICEO

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MOMENTO #5: UNIVERSITÀ

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MOMENTO #6: IL COMPLEANNO PIÙ BELLO

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MOMENTO #7: NATALE

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MOMENTO #8: ESTATE

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MOMENTO #9: IN VIAGGIO

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MOMENTO #10: L’ANNO ATTUALE

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A ognuno il suo…

booktag-ad-ognuno-il-suoBuon pomeriggio, cari lettori!

Oggi vi propongo il Book Tag “A ognuno il suo…”, che consiste nell’associare un libro per ogni lettera dell’alfabeto (inglese).

Grazie Clarissa di Questione di libri per aver pensato a me 😊 Si inizia!

A ~ Alexandros di Valerio Massimo Manfredi
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B ~ Bel-Ami di Guy de Maupassant
9708384

C ~ Chiedi alla polvere di John Fante
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D ~ Dieci piccoli indiani di Agatha Christie
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E ~ Eragon di Christopher Paolini
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F ~ Foe di J. M. Coetzee
9651735

G ~ Green di Kerstin Gier
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H ~ Harry Potter e la pietra filosofale di J. K. Rowling
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I ~ Il castello dei Carpazi di Jules Verne
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K ~ 

J ~ Jim Morrison. Vita e parole del re lucertola di Jerry Hopkins
9796866

L ~ L’isola dei due mondi di Geraldine Brooks
12686456

M ~ Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer
9642510

N ~ Nadja di André Breton
110457

O ~ Ora e per sempre di Ray Bradbury
17680924

P ~ Please kill me. Il punk nelle parole dei suoi protagonisti di Gillian McCain
9657397

Q ~ Qualcuno con cui correre di David Grossman
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R ~ Robinson Crusoe di Daniel Defoe
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S ~ Sarrasine di Honoré de Balzac
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T ~ Tao Te Ching di Lao Tzu
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U ~ Un ragazzo di Nick Hornby
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V ~ Verso un’altra estate di Janet Frame
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W ~ Wandering Rocks (da Ulysses) di James Joyce
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X ~

Y ~

Z ~ (Lo) Zen nell’arte della scrittura di Ray Bradbury
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Bonsoir

Bonsoir, cari lettori!

Questo mercoledì vi ho frettolosamente detto che sarei stata assente. Questi ultimi quattro giorni io e la mia famiglia siamo stati un bel po’ indaffarati nell’andare e tornare dall’ospedale perché mio papà è stato operato all’anca. Tutto è andato bene, però c’è sempre lo stress legato al perdere la propria (tranquillizzante) routine, e già alle sei del pomeriggio ero in vena di andare a dormire. In effetti, stasera è il primo momento veramente utile che sono riuscita a trovare per dedicarmi pienamente al mio blog. Voi non mi avete chiesto nessun talloncino di frequenza, lo so, ma credo di averci preso gusto nel comparire tra le vostre notifiche giornaliere del lettore di WordPress 😊 Perciò, eccomi!!

Benché mi sia sentita come una nonnetta nell’essere stanca prima delle 9, ho utilizzato il tempo libero per leggere un paio dei libri che ho lasciato sul comodino a prendere la polvere e per diventare addicted (dipendente fino a stare male) a una nuova serie tv.

Ultimamente ho scoperto di amare molto la fantascienza, non solo nelle sue rappresentazioni su schermi grandi e piccoli, ma anche nella forma scritta e credo che Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams sia, a suo modo, uno dei libri più divertenti che abbia letto negli ultimi tempi.

imageGià dall’inizio mi ha conquistata, con il suo incipit dal piglio semiserio e la regressione della Terra a un pianeta sperduto chissà dove nell’universo. Con il susseguirsi delle pagine, l’avventura di Arthur Dent nello spazio cresce fino a portarlo anni luce lontano dal suo pianeta d’origine e con lui mi sono trovata su una nave spaziale, a forma di scarpa e con un motore a matrice di Improbabilità. E a farci da guida, insieme all’amico alieno Ford Prefect, c’è questo grande catalogo dei pianeti dell’universo che è la Guida galattica per gli autostoppisti, cioè

Un libro decisamente notevole, forse il più notevole, sicuramente quello di maggiore successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell’Orsa Minore. Più popolare del “Manuale di economia domestica celeste”, più venduto di “Altre 53 cose da fare a gravità zero” e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Oolon Colluphyd “Dove ha sbagliato Dio”, “Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio” e “Chi è questo Dio, in fin dei conti?”. La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l’indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po’ meno; secondo, reca la scritta, DON’T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina.

Quando lo si legge, sono due le cose che devono essere ricordate:
1) Niente panico
2) Portate sempre con voi un asciugamano perché

è forse l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

Date queste premesse, ho già messo in programma di comprare anche gli altri libri del ciclo ✌️

Di tutt’altro genere è Shakespeare scriveva per soldi di Nick Hornby, una raccolta di parte degli articoli di critica letteraria che ha scritto sulla rivista americana The Believer dal 2003 al 2008.image Più che di critica letteraria, si tratta di un diario di lettura, con il quale Hornby condivide i libri acquistati, letti o magari abbandonati dal 2006 alla fine della collaborazione nel 2008. È una chiacchierata a tu per tu con uno scrittore che personalmente adoro, con le sue letture e le impressioni che matura dopo essere stato obbligato a fare il suo lavoro, scrivere una rubrica letteraria.
Carino e veloce da leggere, utile per aggiornare le propria lista dei libri To-Be-Read, Shakespeare scriveva per soldi regala la stessa schiettezza dei romanzi di Hornby e la loro incredibile fusione con la musica, i film e con tutto quello che fa parte del bagaglio culturale di una persona.

Finiti questi due, ho iniziato La fée carabine di Daniel Pennac. La fata carabina fa parte del ciclo che segue la famiglia Malaussène e le sue vicissitudini nel vivere nel quartiere popolare di Belleville a Parigi. Ho a casa la versione in lingua originale, perciò conoscendo il francese credevo di poterlo leggere senza troppi intoppi. L’ho temporaneamente abbandonato, disperata perché dovevo leggere il dizionario in contemporanea. Spero di poterlo finire un giorno o l’altro.

Visto che non si vive di soli libri – idea discutibile ma altrettanto vera –, lunedì sera mi sono lasciata tentare dalla pubblicità di una nuova serie e ho finito per guardare il primo episodio di imageOutlander, diventandone praticamente dipendente. È tratta da un ciclo di romanzi di Diana Gabaldon (già messi nella mia personale sezione dei libri da acquistare!!!), incentrati sulle avventure di Claire Randall.
1945. Sei mesi dopo la fine della guerra, Claire e il marito Frank Randall sono in Scozia per una seconda luna di miele. Lo scopo è in realtà cercare informazioni su Black Jack, alias Jonathan Randall, antenato del marito e capitano dei dragoni dei Redcoats, le Giubbe Rosse inglesi, nel 1743.
Durante una visita a un cerchio di pietre druidico, sulla collina di Craigh na Dun, Claire si avvicina a una delle pietre, la quale la trasporta indietro nel tempo di 200 anni, proprio nel 1743.
Ancora sotto shock, Claire, dopo aver incontrato il terribile capitano Black Jack, viene salvata da un abitante delle Highlands quando l’antenato del marito cerca di stuprarla. Grazie a questo incontro, è accolta presso il castello di Leoch e così inizia l’avventura di Claire nella Scozia del XVIII secolo.
Fino a questo punto rientra tutto nella prima puntata, ma la storia mi ha talmente esaltata che, nel giro di tre giorni, ho visto anche le successive 7 puntate – andate in onda finora solo negli U.S.A – direttamente in inglese! Purtroppo non faccio io i palinsesti tv – o forse per fortuna, perché altrimenti tutto durerebbe veramente poco e nessuno avrebbe più una vita sociale…
Comunque, adesso che ho divorato i primi 8 episodi, sono già in astinenza! La mia scimmietta non riesce ad aspettare fino al 4 aprile!!!

Queste sono state le letture e il Programma che mi hanno tenuto compagnia per tutta la settimana!
Vi ringrazio per lo sforzo di aver letto fin qui tutto il fiume di parole! Avevo molto da raccontare 😊 Vorrei potervi assegnare un premio per aver avuto la pazienza di non gettare la spugna già dall’inizio, ma devono bastarvi i miei ringraziamenti! Se non ci siete arrivati fin qui, o avete saltato la pappardella nel mezzo, non importa!

Buona serata, buona notte e buona domenica 💋

Ascoltando Green Day – Good Riddance (Time of your life). Leggendo Lao Tzu – Tao Te Ching