[Recensione] “Il mio romantico Natale” di Vi Keeland & Penelope Ward

Buongiorno lettori!

Oggi ritorniamo alle letture a tema natalizio con una raccolta di racconti ambientati nel periodo delle feste a New York city!

56055454. sy475 Titolo
Il mio romantico Natale
Titolo originale
Scrooged
Autore
Vi Keeland & Penelope Ward
Traduzione
A. De Vito
Editore
Newton Compton
Pubblicazione
Novembre 2020
Genere
Romance
Formato

Digitale (3,99€)
Pagine

98
Acquisto
Amazon

Sexy Scrooge
L’ultima cosa di cui avevo bisogno era di condividere un Uber con un avvocato arrogante. La vigilia di Natale, sotto la neve. Non bastava essere diretta in tribunale per ritirare il mio pacco regalo con dentro una notifica di sfratto. Ma forse questa giornata potrebbe nascondere dei risvolti positivi.
Tra me e il Sexy Scrooge si è stabilito un contatto, è innegabile. E ora la nostra corsa sta per finire. Ci rivedremo?
Un gioioso equivoco
Devo ricordarmi di chiedere a Babbo Natale un paio di occhiali, quest’anno. Ho scambiato un uomo favoloso che riposava fuori dal mio palazzo per un senzatetto bisognoso di un pranzo, e abbiamo litigato. Io stavo solo cercando di fare una buona azione, visto che siamo anche sotto le feste, ma lui mi ha dato della presuntuosa. Per questo l’ho insultato. Se solo potessi non rivederlo più… Ma sembra proprio che il destino abbia altri programmi.
Natale di baci a New York
Doveva essere soltanto un bacio con un estraneo. L’ho fatto per dimostrare che non avevo perso il mio senso dell’avventura. Ma si sa che anche i piani meglio architettati possono fallire. Forse, dopotutto, questo Natale troverò anch’io qualcosa nella calza…

Meredith ha avuto un anno davvero difficile. Ha perso sua nonna, ha rotto con il suo ragazzo e, non da ultimo, adesso il vecchio padrone di casa di suo nonna la sta sfrattando dall’appartamento perché certo che non abbia diritto di vivere lì. Anzi, dovrebbe anche pagarlo per integrare ciò che ha perso con canone agevolato dell’affitto concesso a sua nonna, ma non a lei. E proprio mentre si scatena su New York una delle peggiori bufere di neve, la scelta di condividere un Uber, ritrovandosi accanto una versione davvero sexy di Clark Kent, si rivela forse il miglior colpo di fortuna di tutta la sua vita. Anche se Adam, il bellissimo e inconsapevole Kent, è convinto che la fortuna non esista.

Sistemandomi sul sedile, abbassai il cappuccio e finalmente guardai il mio vicino di posto. Era ovvio che fosse attraente. Con quegli occhiali spessi, la mascella squadrata e le spalle larghe, mi ricordava Clark Kent. Certo, non potevo mica mettermi in ridicolo davanti a un uomo brutto. Dio ce ne scampi.

Piper nell’ultimo anno ha cambiato vita, dopo un brutto periodo trascorso in ospedale che l’ha segnata e le ha fatto decidere di tagliare i regali superflui e pensare a un Natale più altruistico. Perciò, quando vede un giovane seduto sui gradini del suo palazzo, dà per scontato che sia un senzatetto bisognoso. Certa che un pasto caldo e cinquanta dollari possano essergli utili, Piper cede a un atto di carità che… fallisce in pieno. Perché Mason non è un senzatetto e finisce per far rimpiangere a Piper il suo gesto. Il destino, dopo un litigio davvero memorabile, ha in serbo per loro un incontro che cambierà per sempre le loro vite.

«Mi hai offerto un contratto multimilionario perché sono stata gentile con tuo padre?»
«No, per essere stata gentile con mio padre hai avuto la tua occasione. Il contratto te lo sei guadagnata da sola. La tua era la proposta migliore. Persino Maria mi ha raccomandato le tue idee».

Margaret sta per divorziare da Rex, se solo lui si presentasse. Ma visto che Rex e il suo avvocato le danno buca per l’ennesima volta, Nancy, l’amica e avvocatessa di Margaret, ne approfitta per far staccare dallo stress la sua amica Margo (il suo soprannome) sfidandola a sfidare un estraneo nella caffetteria in cui si sono rifugiate. Il destino le mette davanti Chet, bello, di successo e un abilissimo baciatore… che si rivela essere Chester Saint, avvocato divorzista assunta dal suo futuro ex marito. Margo e Chet si trovano su un pericoloso filo sottile, dove il conflitto d’interessi e l’attrazione reciproca mettono entrambi in grande difficoltà.

Inutile dirlo, non riuscimmo a seguire il conto alla rovescia di Capodanno. Ma non aveva importanza, perché i fuochi d’artificio dentro la nostra suite superarono di gran lunga qualsiasi cosa stesse accadendo fuori a Times Square. E capii che quell’anno sarebbe stato il migliore della mia vita.

Meredith e Adam, Piper e Mason e Margaret e Chester sono le tre coppie protagoniste dei racconti scaturiti dalle penne romance di Vi Keeland e Penelope Ward: Sexy Scrooge, Un gioioso equivoco e Natale di baci a New York affrontano in tre modi diversi il periodo delle feste natalizie nella Grande Mela, addentrandosi nei classici romanzi rosa ambientati a Natale e riscoprendone la meraviglia, la gioia di credere che, anche se sembra impossibile, le buone azioni e il lieto fine sono dietro l’angolo e attendono solo di essere trovati.
Sono tre racconti molto brevi, che si leggono in un paio d’ore e che trasportano sì nella magia del Natale, ma lo fanno senza aggiungere poi qualcosa che li renda memorabili. Sono una lettura carina, ma che passa senza troppa enfasi, soprattutto il primo racconto (Sexy Scrooge), che avrei preferito avesse un finale più esteso, un po’ come gli altri due. Perfetti per chi ama una lettura poco impegnativa, una distrazione da sfruttare con una buona tazza di cioccolata calda mentre magari fuori nevica, per poi passare ad altro.

Domani si passa a un’altra lettura di cui non vedo l’ora di parlarvi e che chiude una trilogia tutta dedicata al Natale! Tutti pronti per tornare a Reindeer Falls?

Federica 💋

[Recensione] “Un Natale di pan di zenzero” di Jana Aston

Buongiorno 😊

Proseguiamo con le letture a mood natalizio parlando del secondo volume della serie ambientata a Reindeer Falls, quel paesino del Midwest famoso per le sue tradizioni legate al Natale e creato da Jana Aston!

Un Natale di pan di zenzero (Reindeer Falls Series Vol. 2) di [Jana Aston]Titolo
Un Natale di pan di zenzero
Titolo originale
If You Give A Jerk A Gingerbread
Autore
Jana Aston
Traduzione
A. Scipione
Saga
Reindeer Falls #2
Editore
Newton Compton
Pubblicazione
Dicembre 2020
Genere
Romance
Formato

Digitale (2,99€)
Pagine

95
Acquisto
Amazon

Caro Babbo Natale,
per favore, non portarmi in regalo Keller James. Non ci cascherò, non mi importa quanto sia affascinante, irresistibile e famoso. Non mi lascerò incantare dalla sua abilità in cucina o dal suo accento inglese. Vincerò io la gara di pasticceria Gingerbread Bake Off e nessuno me lo impedirà. Nemmeno Keller.
Basta con gli scherzetti. Sarò inflessibile. Non mi lascerò tentare.
XOXO
Ginger Winter

Ginger Winter è l’ultima di tre sorelle e sin da bambina ha avuto la passione per la cucina, ma soprattutto per il pan di zenzero, la specialità natalizia per eccellenza. E non poterebbe essere altrimenti, con la famiglia che si ritrova: i suoi genitori sono infatti fanatici del Natale e prova ne sono il suo nome e quello delle sue sorelle, Noel e Holly (protagonista con Nick del primo volume). Quindi, quando Food Network decide di girare a Reindeer Falls uno speciale di Bake Off dedicato al pan di zenzero, mettendo in palio un montepremi in denaro, Ginger lo vede come un segno del destino per realizzare il sogno della propria vita: aprire la propria pasticceria.

La chiamerò Ginger’s Bake Shop.
È sempre stato il mio sogno fin da bambina. Fin da quando ero troppo piccola per poter utilizzare un forno senza supervisione.

L’ultima e più pacata delle sorelle Winter si ritrova in una competizione a eliminazione diretta e il suo scopo è vincere, a ogni costo, e senza distrazioni di sorta. Men che meno il bel Keller James, chef e pasticciere britannico giunto in città per via dello show. Perché anche se l’attrazione tra loro è potente, Ginger non può correre dietro a Keller, un suo diretto rivale nella competizione, un ostacolo decisamente troppo sexy tra lei e il suo obiettivo finale.
Ma Ginger Spice Winter non ha fatto i conti con la magia del Natale… e con l’incredibile insistenza di Keller. Né con la meraviglia e il desiderio che scatenano in lei il suo accento britannico.

Un programma sul cibo non sembrerà così sexy, me ne rendo conto, ma dovreste vedere cos’è Keller James con un coltello in mano.

Rispetto al primo volume, in Un Natale di pan di zenzero la costruzione del background dei personaggi è più completo, forse perché ci viene già anticipato qualcosa ne Il mio capo odia il Natale, e risulta più facile apprezzare la velocità con cui i sentimenti e gli eventi evolvono, trasformando l’attrazione incredibile tra Ginger e Keller in un amore da “E vissero felici e contenti” in nemmeno due settimane. Come pure la travolgente trasformazione di Keller non appena arriva a Reindeer Falls.
Come già con Holly e Nick, ci troviamo davanti a una favola natalizia con tutti i crismi, dove a trionfare è il lieto fine e l’amore, dove Ginger e Keller si trovano sulla stessa lunghezza d’onda su tutti i progetti di vita e si trovano a dover “scegliere” tra la competizione e il loro rapporto agli inizi, ma sostenuto dalla magia del Natale. Non una sorpresa il lieto fine, certo, ma non è come lo si aspetta all’inizio.

Baciare la concorrenza è rischioso, vero? Non sono neanche mai stata un’amante del pericolo. Ma mi piace questa nuova versione di me che veste i panni di elfo birichino.

Natale, ricette meravigliose e incontri-scontri nella dispensa di Bake Off fanno di Un Natale di pan di zenzero una lettura veloce, romantica e “pepata” al punto giusto per chi ama i romance a sfondo natalizio, dove a fare più colpo, almeno per me, è, attraverso comunque una narrazione a senso unico, la classe quasi d’altri tempi di Ginger, il suo essere un personaggio innocente e puro, anche se è tanto bello comportarsi da cattivi ogni tanto!

E domani esce il terzo volume della trilogia, del quale però parleremo la prossima settimana 😉 Sono davvero curiosa di leggere la storia di Noel e del suo tête-à-tête con Babbo Natale!

Federica 💋

[Recensione] “Un regalo sotto la neve” di Karen Swan

Buongiorno lettori e buon lunedì!

Questa settimana ricomincia con le letture dedicate al Natale e oggi si parla di un libro che mi ha sorpresa, soprattutto per il finale inaspettato!

42036570. sy475 Titolo
Un regalo sotto la neve
Titolo originale
The Christmas Secret
Autore
Karen Swan
Traduzione
R. Prencipe
Editore
Newton Compton Editori
Pubblicazione
Novembre 2018
Genere
Narrativa, Romance
Formato

Cartaceo (4,90€) ~ Digitale (3,99€)
Pagine

366
Acquisto
Newton Compton

Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia sempre una grande donna. In effetti dietro tutti i personaggi più in vista di Londra c’è lei: Alex Hyde, consulente per il business delle eccellenze. È lei la donna a cui gli uomini più potenti della City si rivolgono quando hanno bisogno di una strategia per affrontare i momenti di stress. Quando le viene offerta una somma incredibile per rimettere in carreggiata il rampollo della famiglia proprietaria di una grande compagnia di whisky scozzese, Alex accetta senza esitazioni: è lavoro, potrebbe farlo anche a occhi chiusi. E invece… Nessuno degli uomini che ha affiancato è minimamente paragonabile a Lochlan Farquhar. L’erede delle distillerie Kentallen, infatti, non è abituato a sentirsi dire no. È un ribelle, e Alex deve trovare il modo di entrare nella sua testa, se non vuole che metta l’impresa di famiglia in ginocchio. Ma più si impegna per evitare il disastro, e più si rende conto che, per la prima volta nella sua vita, non è lei ad avere il controllo sulla situazione. E non è sicura che le dispiaccia.

Quando le bugie finiscono può iniziare l’amore?

Alex Hyde è una manager coach, quella figura professionale che aiuta i professionisti ad affrontare i momenti di stress e i problemi della vita per migliorare e giungere così al successo, o per superare le difficoltà finanziarie dovute a un’attitudine personale poco produttiva. Sono in tanti ad aver bisogno delle sue abilità, a Londra come nel resto del globo, perciò quando l’ennesimo cliente cerca di assumerla, la prima risposta sarebbe un netto rifiuto. Ma nessuno dice di no a un Farquhar.
Gestita da un consiglio di famiglia decisamente ostile, l’antica distilleria Kentallen è a rischio fallimento a causa delle decisioni prese da Lochlan, erede e amministratore delegato dal carattere irascibile, nonché del tutto contrario alle mosse che, per il consiglio di amministrazione, dovrebbero essere seguite per far fruttare la distilleria. Come pure sarà contrario alla presenza di Alex. Ma lei è un’esperta nel suo campo e non esiste un compito che non possa portare a termine, anche a costo di passare tre settimane in una sperduta località scozzese.

«Questo dipende da quanto sarà contrario a lavorare con me».
«Quasi del tutto contrario, azzarderei».
«Be’, considerato l’atteggiamento e l’entità del compito, sedute settimanali e teleconferenze sono da escludere. Dovrò andare laggiù e lavorare con lui intensivamente». Lo guardò negli occhi. «Ma, sì, ritengo di potercela fare entro Natale».

Ma al suo arrivo a Islay, lo stile di vita più semplice e gli imprevisti dovuti alle condizioni meteo mettono Alex di fronte a una serie di difficoltà che non aveva calcolato. Compresa l’eccezionale ritrosia di Lochlan e, purtroppo, lo strano effetto che questo burbero scozzese ha su di lei, che influisce sulle sue capacità di lavoro e di inserirsi nella comunità, per far fronte a tutti i motivi che spingono Lochlan a mettere a rischio l’impresa di famiglia.
La Kentallen e il suo whisky, però, così come i Farquhar, hanno un legame con la popolazione di Islay e tutta l’isola risentirebbe della crisi della distilleria. E quando un incendio sembra mettere in pericolo proprio la Kentallen Alex, scoprendo pian piano quanto questo legame sia profondo, si ritrova a cambiare idea sulle scelte di Lochlan e sulle sue motivazioni per spingere la distilleria in una direzione diversa da quella auspicata dal consiglio, dallo zio e dal cugino di Lochlan. Ma il lavoro è lavoro, anche quando i sentimenti e la fiducia instaurata mettono in dubbio tutto ciò che si è costruito fino a quel momento.

Non era la migliore nel suo campo senza un buon motivo e, per certi versi, il comportamento di Lochlan non faceva che rendere il suo compito ancora più facile. Che si divertisse pure. Sapeva chi tra loro due avrebbe riso di più, una volta che fosse tutto finito.

Con Un regalo sotto la neve mi aspettavo la classica lettura natalizia, dove il tripudio di sentimenti ruota attorno a una coppia in cui, almeno uno dei due non sopporta il Natale, e che porta allo scoccare della scintilla grazie alla magia delle feste. Invece, il libro di Karen Swan parte agli inizi di dicembre e racchiude in una ventina di giorni una narrazione che si alterna da passato e presente, tra il 1917 e il 2017, per raccontare l’origine di due storie d’amore legate a doppio filo con la distilleria e che potrebbero rappresentare la sua salvezza. In mezzo si muovono Alex e Lochlan, entrambi accecati dalle bugie e dalle mezze verità che si rifilano l’un l’altra e che anche chi gravita attorno alla distilleria sembra fomentare per rasserenare la propria coscienza.
Niente è come appare, persino in quel lontano passato. Anzi, soprattutto agli inizi delle fortuna della distilleria si nasconde un segreto capace di mettere in serio pericolo il lavoro di Lochlan, un segreto che Alex sembra intenzionata a scoprire a tutti i costi. Questa donna ostinata e stakanovista, infatti, ha un compito ed è interessante vedere come il suo personaggio evolve pur senza svelare nulla di sé. Si arriva alla fine, infatti, e si resta sorpresi di quali siano le reali ragioni che l’hanno spinta ad accettare il lavoro, nel tentativo di trasformare Lochlan nel dirigente perfetto secondo il suo consiglio di amministrazione.

«Sai, penso che resterai sorpreso e finirà per piacerti».
«No».
Alex agitò l’indice. «Io penso di sì, nel senso che ti piace detestarmi. È un nuovo hobby per te. Una distrazione».
Lochlan sospirò e riprese la penna. «È vero, sei una distrazione», borbottò, tornando alle sue scartoffie mentre Alex usciva nella neve.

Tra i due, il personaggio più facile da inquadrare è sicuramente Lochlan Farquhar, con la sua testardaggine e il cipiglio perenne che nascondono un animo ferito, profondamente legato a Islay e alla distilleria, anche se avrebbe voluto fare altro nella propria vita. È un coprotagonista maschile davvero facile da apprezzare, soprattutto per la bontà che emerge a mano a mano che la storia prosegue e le bugie crollano.
Quindi, per tirare le fila, è una lettura che ha il proprio culmine nel periodo di Natale, ma che si costruisce pian piano lungo tutto il mese e ne rende alla perfezione due caratteristiche fondamentali: l’altruismo e i legami famigliari, anche se non sempre capaci di portare del bene. Alex e Lochlan, a modo loro, si ritrovano a lavorare insieme su questi due aspetti, scoprendo un’attrazione e un legame che trascende ciò che dovrebbero fare se si fermassero alle richieste degli altri. L’amore però non si fa remore di fronte alla logica e Karen Swan riesce a regalare una bella storia di Natale, non una favola, ma una vera storia, capace di emozionare perché reale.

Preparatevi perché da qui al 25 ci aspettano tante storie ambientate e dedicate al periodo più magico dell’anno (anche se faremo un salto nel mondo fantasy di Sarah J. Maas)! C’è qualcosa che vi piace di più del Natale, o lo saltereste a pié pari?

Federica 💋

[Recensione] “Il mio capo odia il Natale” di Jana Aston

Buongiorno 😊

Ho aspettato un po’ con le letture da Natale, ma adesso è giunto il momento di partire e mettersi un po’ in clima festivo, per arrivare a un 25 dicembre che sarà diverso da quelli che abbiamo vissuto fino allo scorso anno.

Il mio capo odia il Natale (Reindeer Falls Series Vol. 1) di [Jana Aston]Titolo
Il mio capo odia il Natale
Titolo originale
The Boss Who Stole Christmas
Autore
Jana Aston
Traduzione
A. Scipione
Saga
Reindeer Falls #1
Editore
Newton Compton
Pubblicazione
Novembre 2020
Genere
Romance
Formato

Digitale (2,99€)
Pagine

93
Acquisto
Amazon

Caro Babbo Natale,
per favore, per quest’anno regalami un nuovo capo. Il mio è un incubo. È una persona orribile, nascosta dietro una diabolica maschera di perfezione maschile: un metro e ottanta di fascino magnetico. Sarebbe molto più facile se somigliasse al Grinch, no?
Ma Nick Saint-Croix non somiglia affatto al Grinch. È bello come il sole.
Comunque, non importa. Non voglio neanche pensare a come mi fanno sentire i suoi occhi quando mi guardano. Per favore, portami un nuovo capo. Ti prego.
Con affetto,
Holly Winter

Holly Winter è innamorata del Natale, e in generale di tutto il periodo delle festività. Per lei il Ringraziamento non è che lo starter del vero clou dell’anno, di dicembre e dell’uomo che tutti hanno aspettato almeno una volta nella vita: Babbo Natale.
Se poi ci si aggiunge che vive da sempre a Reindeer Falls, paesino del Midwest che ha fatto del Natale un marchio di fabbrica, e che lavora per una società che produce giocattoli, be’, Holly è praticamente un’aiutante di Babbo Natale. Peccato che lavori per Nick Saint-Croix.

È un misantropo, un burbero con una pietra al posto del cuore. L’ho già detto? Un Grinch. Il Signor Ebenezer Scrooge in persona. Il peggio del peggio.

Il capo di Holly sembra disposto a tutto fuorché gestire un’azienda di giocattoli, ma fa parte della famiglia e quindi spetta a lui prendersene carico, anche se – a detta di Holly – pare la persona meno adatta per farlo. Tra incarichi sempre più esigenti e un viaggio di lavoro in Germania alla scoperta delle origini di Reindeer Falls e delle sue tradizioni, il rapporto tra Holly e Nick prenderà tuttavia una svolta del tutto inaspettata sotto le luci e le atmosfere magiche del Natale.

Un uomo con un pessimo carattere e senza figli a capo di un’azienda che produce giocattoli – sinonimo di sorrisi infiniti, risate e grida di gioia per tutti i bambini. Mentre lui sembrerebbe più tagliato per la finanza aziendale. Insomma, per il tipo di operazioni spericolate che fanno fuori le attività a conduzione familiare e prosciugano i conti pensionistici.

Di Jana Aston conoscevo la serie Cafe (Vado, sbaglio e torno e i volumi successivi) e devo dire che questa veloce avventura natalizia non ha disatteso le aspettative, almeno per la parte romance della storia. Il mio capo odia il Natale, infatti, è una lettura in tema che fa affidamento sulle magiche atmosfere del Natale per dar modo a una scintilla già presente di scattare e far accadere il classico happy ending.
Holly, come pure le sue sorelle Noel e Ginger, è una maniaca del Natale, tanto da realizzare i propri calendari dell’Avvento personalizzati, da partire con le decorazioni e le idee quando ancora è estate e dal considerare l’intero mese di dicembre come un unico “Natale”. Ci troviamo davanti a una protagonista (e voce narrante) ben definita, da questo punto di vista, ma che perde un po’ quando si tratta di spaziare un po’ più in là del rapporto tra lei e il resto della propria vita. Mi spiego: ogni evento raccontato deriva da un qualcosa che è accaduto prima, che sì, ci viene detto cosa sia, ma l’aver fissato la storia al periodo di Natale rende il tutto un po’ meno godibile.

«Ok. Ma per la cronaca, tu eri l’unica cosa che volevo per Natale». Lo dice dolcemente, gli occhi fissi nei miei. Il mio cuore quasi si ferma per il suo tono così serio.

A soffrire la mancanza di una timeline un po’ più estesa (bastava magari partire dal Ringraziamento) è l’evoluzione del rapporto tra Holly e Nick, che esplode sotto le feste ma che ci viene detto essere iniziato molto prima, con un’attrazione da sempre presente tra i due. Ecco, avrei preferito leggerla che sentirmi dire “C’è stata sin dall’inizio”. Come avrei preferito un po’ più di spessore per il povero Nick. Quest’uomo si ritrova da Scrooge a regalo di Natale senza una mezza spiegazione o una qualche possibilità di parola in più sul perché di certi suoi atteggiamenti pregressi.
Insomma, Il mio capo odia il Natale è una lettura perfetta per il periodo, facile e veloce per chi vuole godere delle atmosfere natalizie per poi però passare oltre. Se ci fosse stato raccontato un pezzettino in più, sarebbe stato decisamente meglio, con il Natale a fare da sfondo magico alla storia di Holly e Nick, invece di rappresentare un vincolo forse un po’ stretto.

La serie dedicata alle sorelle Winter continua con la storia di Ginger, già accennata in questo volume, e penso proprio che andrò a recuperarla, perché, alla fine, a una storia di Natale è difficile resistere!

Che rapporto avete con le storie natalizie? Le adorate oppure siete dei Grinch?

Federica 💋

[Recensione] “La Corte di Rose e Spine” di Sarah J. Maas

Buongiorno lettori!

Come vi anticipavo su Instagram, questa settimana sarà carichissima di recensioni 😍 oggi Sarah J. Maas e nei prossimi giorni… Kerri Maniscalco!! Ebbene sì, ma procediamo con ordine, a iniziare dal primo volume dedicato a Feyre!

41183581. sy475 Titolo
La Corte di Rose e Spine
Titolo originale
A Court of Thorns and Roses
Autore
Sarah J. Maas
Traduzione
Vanessa Valentinuzzi
Saga
A Court of Thorns and Roses #1
Editore
Mondadori
Pubblicazione
2019 (ed. o. 2015)
Genere
Fantasy, Romance, New Adult
Formato

Cartaceo (16,90€) ~ Digitale (9,99€)
Pagine

403
Acquisto
Mondadori

“Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell’istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l’arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me.” Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L’animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge “ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita”. Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l’allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un’ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo…

Feyre deve mantenere la propria famiglia in ogni modo possibile. Caccia tutto ciò che può, impara ciò che non sa e che potrebbe permette a lei, le sue due sorelle e suo padre di sopravvivere alla povertà imperante in cui sono caduti da quando i debiti hanno schiacciato la loro famiglia.
Feyre deve prendersi cura di loro perché lo ha promesso a sua madre in punto di morte. Così, quando la cerva che stava cacciando viene puntata anche da un grosso lupo, non ha altra scelta che indirizzare la propria freccia verso quella creatura immensa, consapevole però che dietro quegli occhi così attenti non si nasconde solo un animale, ma un Fae Maggiore, creature spietate che per secoli hanno trattato gli umani come schiavi e che adesso li hanno relegati a sud di una barriera impenetrabile. Creature che è vietato uccidere.
Ma Feyre deve portare a casa qualcosa da mangiare e quello è un lupo, nient’altro. Ma quella morte ha delle conseguenze pericolose, conseguenze che la porteranno a infrangere la promessa fatta sua madre.

«Una vita per una vita. Qualunque attacco ingiustificato da parte di un umano a un membro della nostra razza può essere ripagato solo con una vita umana in cambio.»

Perché un Fae Maggiore si presenta da lei e dalla sua famiglia, una creatura mostruosa con zanne e corna che minaccia di sterminarli tutti se non ripagherà il debito che ha contratto uccidendo quel lupo. Una vita per una vita e Feyre segue Tamlin, il suo nuovo carceriere, a Prythian, il regno dei Fae, e nella Corte di Primavera. Qui inizia la sua nuova vita, libera da obblighi e responsabilità, ma bloccata in un castello e in una terra colpita dalla maledizione. Nessuno dei Fae, infatti, può mostrare il proprio volto, coperto da una maschera a causa di un male che minaccia tutte le Corti di Prythian e, presto, anche il mondo degli umani.
Costretta a convivere con due creature che odia, Feyre non cesserà di cercare un modo di tornare a casa, da una famiglia che ha bisogno di lei per sopravvivere. Ma quello che lei non sa, e che cambia ogni cosa, è che Tamlin non è il mostro che ha sempre creduto, né lo è Lucien (il suo emissario e amico), e che forse la vita alla Corte di Primavera non una prigione come credeva che fosse. Non per lei almeno. E quando un nemico invisibile minaccia coloro adesso Feyre vede come amici, qualcosa nel suo modo di vedere il mondo cambierà per sempre.

«Perché… perché tutto questo?».
Si chinò verso di me, così vicino che dovetti inclinare la testa per vederlo. «Perché il tuo entusiasmo di umana mi affascina… il modo in cui vivi ogni cosa, nel tuo ciclo di vita, così selvaggiamente e profondamente al tempo stesso, mi… rapisce.»

Considerando che La Bella e la Bestia è una delle mie storie preferite, ho iniziato La Corte di Rose e Spine con i piedi di piombo e molti dubbi. Temevo il confronto ma è una cosa che, per fortuna, è stata smentita subito. Ambientata in questa Corte dove vige sempre un clima primaverile (ci sono poi la Corte d’Estate, quella d’Autunno, d’Inverno, insieme a quelle dell’Alba, del Giorno e della Notte), la storia segue l’ingresso di Feyre nel mondo magico dei Fae Maggiori e dei Signori Supremi (coloro che sono a capo delle diverse Corti), passando dal suo odio viscerale per queste creature per lei bestiali a una totale revisione delle sue certezze, mostrando una protagonista orgogliosa (molto) e comunque imbarazzata dalle evidenti differenze tra lei, un’umana, e Tamlin, un Fae Maggiore, vedendo se stessa spesso come non all’altezza della sua presenza.
Una cosa che, sembra, venga via via percepita sempre meno da Tamlin, affascinato e conquistato da Feyre a tal punto da mettere a repentaglio la soluzione per sconfiggere la maledizione pur di tenerla al sicuro. Perché ciò che minaccia lui e Feyre è una presenza un bel po’ più concreta e vendicativa (nonché crudele) di quanto appaia. E Tamlin preferisce sacrificare se stesso che Feyre.

Stavo per partire. Proprio quando quel posto era diventato più di un rifugio, l’ordine del Suriel una benedizione e Tamlin molto più di un salvatore o un amico, io me ne andavo via. Sarebbero potuti passare anni prima che avessi rivisto di nuovo quella casa, risentito il profumo del roseto, rivisto quegli occhi screziati d’oro. Casa… quella era la mia casa.

Narrato in prima persona da una Feyre davvero testarda e poco collaborativa, anche quando avrebbe potuto esserlo abbastanza da porre fine a ogni cosa, La Corte di Rose e Spine porta nel mondo degli young adult la classica storia di Belle, mostrando una protagonista un po’ più realistica di quella che siamo abituati a conoscere. Non mancano quindi gli aspetti più passionali dell’attrazione, né le parti crude e sanguinolente degli scontri e delle prove che Feyre deve affrontare per conquistare il tanto desiderato lieto fine… che comunque lascia aperti moooolti dubbi sul suo essere davvero lieto (altro che Favole!)
Come per l’altra serie di Sarah J. Maas che adoro, Throne of Glass, anche qui lo stile e l’intrigo travolgono nella lettura, a cui si aggiunge la forza dei sentimenti descritti, dei personaggi incredibili e che, anche se paiono dalla parte sbagliata (Rhysand parlo con te!), lasciano decisamente con il fiato sospeso. Oltre a prometterne delle belle nei volumi successivi!

A parte che, tra internet e trame dei volumi successivi, mi son già fatta degli spoiler mica male, io guardo al futuro e (per ora) spero che l’adorato Tamlin e Feyre restino assieme (che poi, mi aspetto finisca come con Chaol in ToG…)! Quando avrò il secondo in mano, vedremo 😅

Conoscete questa serie di Sarah J. Maas? #TeamRhys o #TeamTamlin (siate buoni, non so ancora cosa succederà nei volumi successivi)?

Fatemi sapere e stay tuned per domani
Federica 💋