The Order

Ciao a tutti!

E buon Primo Maggio, anche se quest’anno è un po’ strano, visto che siamo tutti chiusi in casa (ancora per poco, si spera!). Se oggi non sapete cosa fare, ho la serie tv giusta per tenervi impegnati 😊

Titolo
The Order
Ideatori

Dennis Heaton, Shelley Eriksen
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2019—
Genere
Orrore, drammatico, fantastico
Stagioni
1
Episodi

10
Lingua
Inglese
Cast
Jake Manley, Sarah Grey, Matt Frewer, Sam Trammell, Max Martini, Katharine Isabelle, Adam DiMarco, Louriza Tronco, Matt Visser, Jedidiah Goodacre, Sean Depner, Jewel Staite, Devery Jacobs, Aaron Hale, Christian Michael Cooper, Thomas Elms, Ty Wood, Dylan Playfair, Ajay Friese, Favour Onwuka, Drew Ray Tanner, Hiro Kanagawa, Ian Tracey

Jack Morton è stato ammesso alla Belgrave University e adesso, dopo anni passati ad architettare con il nonno la proprio vendetta contro Edward Coventry, è a un passo dal realizzarla. Gli basta riuscire a entrare nella confraternita super segreta dell’Ordine, i cui membri sono tra i membri più influenti della società americana. Ma quello che l’Ordine della Rosa Blu nasconde, e di cui Coventry è parte integrante, va ben oltre l’immaginazione di Jack e dopo essere stato preso alle prove di selezione per farne parte, una serie di omicidi sconvolge il campus, coinvolgendo proprio i candidati.
Della trama non vi svelo altro, se non che Jack dovrà far fronte a una università del tutto sui generis, dove magia, stregoni e licantropi si affrontano nel tentativo di conquistare l’equilibrio in una lotta che dura da secoli e lui si troverà giusto nel mezzo.
La prima stagione di The Order segue il primo anno universitario di Jack, tra lezioni, compiti segreti per l’Ordine e i tentativi di portare avanti il suo piano contro Coventry, ostacolato da una serie di imprevisti, uno dei quali è l’attrazione di Jack nei confronti di Alyssa Drake, di un anno più grande e membro anziano dell’Ordine. Scritta in toni quasi dell’orrore, o comunque del dark fantasy, la serie è un crocevia tra Teen Wolf e The Magicians, due serie che mi sono piaciute molto (e della seconda sto ancora aspettando la quarta stagione, mannaggia a Prime!) e dalle quali si distacca con una trama non scontata e ben delineata, che al finale di stagione (com’è ovvio) si chiude con dei mega colpi di scena e tanti interrogativi, in attesa della sua continuazione.
A parte l’elemento magico, che recupera il legame con le radici antiche della magia in quanto pratica che prevede erbe e mortai, secondo me è interessante lo svecchiamento che viene fatto della figura dei licantropi: niente pallottole d’argento e soprattutto niente morsi, né trasformazioni al chiar di luna, ma un secondo ordine segreto, pelli magiche e fischi strani nelle orecchie che legano tra loro i due schieramenti. E benché i dieci episodi approfondiscano in maniera accurata l’universo fantastico in cui è ambientata la serie, sono certa che molti altri dettagli devono ancora uscire e rendere più intrigante una storia già ben messa.

Questa è stata una delle mie scoperte da quarantena. Voi avete trovato nuove serie tv o ne avete riscoperte alcune, magari prima abbandonate?

Federica 💋

Tesi… che stress

Quando inizi un percorso di studi raramente ti fermi a pensare che, prima o poi, gli esami finiranno. Non immagineresti mai il primo anno di università che esiste un tempo senza la sessione a incombere su di te, né lezioni a orari assurdi da frequentare, o professori con fisime e bisogni derivanti da un mondo agli studenti sconosciuto, ma fatti sicuramente apposta per far arrivare l’ansia dei suddetti studenti a picchi che nemmeno la scala Richter coi terremoti ha mai visto.

Dicevo, quando ti iscrivi, tutto questo ti è ignoto. È un miraggio, una leggenda metropolitana diffusa per giustificare la scomparsa di quei compagni di corso un po’ sconosciuti ma che, comunque, dai per scontato di vedere alle lezioni del secondo semestre perché, suvvia, l’esame “non possono mica averlo passato al primo appello!”. Ma, e sembra fantascienza hard core al primo anno, prima o poi gli esami finisco, si “passano”, e come per magia ti trovi al centro del miraggio. Anche tu sparisci dalle lezioni e ti fai leggenda metropolitana.

Dopo ansia, notti insonni e bamboline voodoo per far gestire gli appelli all’assistente di turno invece che al docente, anche tu vedi la luce in fondo al tunnel. Una bella luce al neon che ti chiama e che si manifesta sotto le sembianze della scritta LAUREA. E tu, stanco per tutte le fatiche, ti lasci attrarre dalla curva seducente di una L che apre la strada ad altre cinque lettere sorelle altrettanto irresistibili. Corri incontro a quella promessa e già senti profumo d’alloro. Senti i cori, perché ormai anche tu sei un “Dottore, dottore, dottore del buc…

Uno scivolone a gamba tesa ti spezza in due gli stinchi e spegne i cori. L’intervento falloso, da espulsione diretta, l’ha compiuto la TESI, una simpatica vecchietta che si traveste da nonnina di Biancaneve ma che si rivela essere la Dolores Umbridge degli universitari, una donnetta che vuole farti scrivere solo un saggio breve, ma con una penna che, per funzionare, si collega direttamente al tuo sistema circolatorio e ti prosciuga peggio di un Dissennatore. E tu, da bravo babbano, glielo lasci fare. Anzi, già che ci sei, ti fai dare pure un bacetto o due. Sia mai, si potrebbe correre il rischio di sopravvivere!

Questo sembra non avere fine, ma l’avrà. Non si sa bene quando, ma l’avrà.

O almeno si spera.

P.s. Un consiglio spassionato: non scegliete mai Penny Dreadful come argomento di tesi! Per quanto bello e appassionante, rischiate di trasformarvi nel Balrog davanti a Gandalf…

“L’apprendista geniale” di Anna Dalton

Buongiorno!

E finalmente siamo arrivati a Venerdì! Devo dire che questa settimana per me è stata abbastanza impegnativa e non vedo l’ora di riposarmi nel weekend. Ma non prima di avervi parlato di questo straordinario libro e della sua autrice, che ho scoperto essere italianissima!

Titolo
L’apprendista geniale
Autore
Anna Dalton
Editore
Garzanti
Anno
2018
Genere
Narrativa
Formato

Cartaceo
Pagine

270
Prezzo
16,90€

Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all’orizzonte. E in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l’ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C’è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un’ombra. E soprattutto l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l’ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.

Andrea Doyle, timida diciottenne italo-irlandese, arriva a Venezia per iniziare, insieme ad altri fortunati e preparatissimi compagni di corso, il primo dei tre anni del più prestigioso college di giornalismo al mondo. Ma dal primo momento le cose non sembrano essere perfette: si perde prima di arrivare all’isola dov’è situata la scuola, attira le ire e l’insofferenza di una tra le studentesse più popolari e, come se non bastasse la mole di impegno e studio, è anche al verde e deve lavorare come insegnante d’inglese… in una classe di scuola materna piena di pesti ingestibili.
Ma Andrea – soprannominata Leia dal suo nuovo terzetto di amici – è anche determinata, sicura della propria vocazione al giornalismo e lo è sin da bambina, quando chiedeva a sua madre, capo redattrice e giornalista per uno dei maggiori giornali di Dublino, di poter lavorare con lei. Una madre che, con un ultimo prezioso consiglio, ha segnato per sempre la vita di Andrea e il suo più grande desiderio.

Scrivi, scrivi, scrivi. L’avevo sempre fatto, da quando avevo imparato a tenere la penna in mano. Da quel momento in poi scrivere era diventata la soluzione a tutti i miei problemi, il mio modo per concentrarmi su qualcosa di diverso dalla mia storia.

Eppure, Venezia e la nuova scuola sono anche un’occasione per Andrea di scrollarsi di dosso la fama di nerd senza amici e così è, grazie al misterioso Joker, al simpatico Andre, alla scontrosa ma sempre presente Marilyn e a Uno, suo compagno di stanza di un anno più grande e vera e propria guida di Leia nella vita sociale. Mondo nuovo, amici e nemici nuovi e soprattutto nuove esperienze che sembrano mettere sottosopra l’esistenza di Andrea, il suo obiettivo finale ma anche tutta l’inesperienza emotiva che la accompagna da sempre, e dove alla fine dovrà decidere se concentrarsi solo su ciò che credeva importante o anche su tutta una nuova costellazione di emozioni e sentimenti per lei estranei.

Io non avevo mai ricevuto porte in faccia ma solo perché non avevo mai bussato. Avevo passato tutta l’adolescenza a guardarmi bene dalle delusioni. Avevo fatto del mio meglio, mi ero impegnata nello studio e nell’essere una brava figlia e una persona decente. Non mi ero mai esposta. Non avevo nemmeno cercato di fare amicizia, mi ero limitata alla cortesia, pari il primo banco che comunque nessuno voleva, A fare merenda sui libri… e otto anni, così, fanno presto a passare.

Il primo anno di Andrea al College of Journalism è una lettura ricca, interessante e nuova tanto nei personaggi quanto nell’ambientazione, che ci permette di seguire questa diciottenne un po’ impacciata ma tanto, tanto fiduciosa nel proprio destino di giornalista anche quando i problemi e gli imprevisti della vita sembrano mettersi in mezzo. Andrea è una ragazza timida, la classica nerd con gli occhiali spessi e una passione per la fantascienza, una protagonista nella quale è facile immedesimarsi e con la quale si trascorre un anno frenetico ma pieno di avventure, di divertimento e che invoglia a seguirla nei suoi viaggi tra l’isola dei Santi e la città lagunare. Una ragazza che continua a lottare e a credere in se stessa, negli amici e nel suo sogno più grande, indipendentemente da tutto.

A tutti quelli che hanno imparato a essere resilienti. Che non significa solo sopportare. Vuol dire trasformare il dolore in una crescita. Il brutto in bello. Anche se sembra un azzardo pensarlo.

Ho adorato lo stile di Anna Dalton, che è fresco, divertente e lo stesso attento ai problemi dei ragazzi e delle ragazze che frequentano questa particolare triennale. Meravigliosi i continui riferimenti a tanti libri, film e serie che ho adorato, dettagli magari minimi che mi hanno ricordato, e credo che la storia ci giochi su questo, il mondo di Hogwarts e la gestione di Silente. L’apprendista geniale è un romanzo scorrevole, entusiasmante, un new adult nella narrativa che ha sviluppi davvero interessanti e divertenti, tutti da leggere!

Dovendo aspettare i prossimi due volumi per conoscere tutta la storia di Andrea, ho preferito tenermi “bassa” con i voti nonostante questo libro meriti davvero di essere letto fino in fondo (non so se Anna Dalton capiterà mai su questo blog, ma nel caso… Talpa!!)!

E dopo la recensione di questo libro che vi super consiglio, io e il blog ci prendiamo qualche giorno di vacanza. Rientrerò infatti Mercoledì con nuove recensioni e la #CreativityBloggerWeek!

Grazie per essere passati a leggermi e buona Pasqua a tutti!

Federica 💋

The Magicians [Stagione 1]

Ciao 😊 e buongiorno!

Si ritorna a parlare di serie tv e quella di oggi è una scoperta che, se amate il fantasy magico, non dovete assolutamente perdere!!

Titolo
The Magicians
Ideatori
Sera Gamble, John McNamara
Soggetto
Lev Grossman (romanzo)
Paese

Stati Uniti d’America
Anno
2015 —
Genere
Fantasy
Stagioni
3
Episodi

39
Lingua
Inglese
Cast
Jason Ralph, Stella Maeve, Olivia Taylor Dudley, Hale Appleman, Arjun Gupta, Summer Bishil, Jade Tailor, Rick Worthy, Anne Dudek

Quentin Coldwater è un giovane incapace di adattarsi e in ansia per il proprio futuro all’inizio degli studi universitari. Per combattere anche i sintomi della depressione, Quentin si rifugia a Fillory, il mondo fantastico in cui è ambientata la sua saga letteraria preferita. La sua vita, però, viene stravolta quando gli viene chiesto di presentarsi a degli strani test d’ammissione per una prestigiosa quanto segreta scuola di magia: il Brakebills College for Magical Pedagogy. E l’ingresso nell’unica università della magia del Nord America segnerà il suo futuro e quello di Fillory, un mondo che forse non è poi così immaginario come pensava.

Scuole magiche, incantesimi, avventure fantastiche in mondi paralleli. Se avete mai amato una saga con almeno una delle caratteristiche precedenti, ebbene dimenticatevele e lasciatevi travolgere dall’università di Brakebills! Perché nel mondo di The Magicians non sono i bambini ad essere chiamati a scuola, ma i giovani adulti, gli universitari che da piccoli si fingevano maghi e credevano che la magia, oltre ai mondi immaginari dei libri, esistesse davvero.
È questa la storia di Quentin Coldwater, prototipo del nerd sfigatissimo che d’un tratto (a dispetto anche di Julia, l’amica bella, intelligente e riuscita) si ritrova a vivere tutti i propri sogni d’infanzia, frequentando una prestigiosa università di maghi e viaggiando alla scoperta di un mondo che, da vero fan, ha sempre creduto reale. Quentin, da paziente volontario in una casa di cura, può finalmente trovare il proprio posto nel mondo, dimostrando le sue vere capacità e emergendo come protagonista assoluto della storia. Peccato che, persino nell’ambiente della magia, sfigato era e sfigato resta!
Alunno mediocre, senza una vera attitudine per un ramo o l’altro della magia, preso in giro per la sua fissazione morbosa su Fillory da chiunque, Quentin è la parodia fatta persona di tutti i protagonisti delle saghe fantasy che, scoperta la loro vera vocazione, si trasformano in eroi senza paura. E con quel mondo immaginario che tanto ama non gli va poi così bene… Perché Fillory non solo esiste, ma è anche governata da un mago potentissimo che vuole farlo fuori e che sembra trovarci particolarmente gusto nel farlo!
The Magicians, nella sua prima stagione, è divertente, dissacrante e denigrante. Prende di mira ogni saga fantasy legata alla magia, trasportandole tutte nel mondo degli universitari per riempirle di parolacce, alcol, sesso, droghe e tanta, tanta ironia volta a dipingere tutte quelle storie come stronzate per bambini (citazione di Penny, uno dei miei personaggi preferiti e tra quelli che peggio trattano Quentin).
In questa serie, come dicevo, ci sono tantissime citazioni ad altre opere, esplicite e implicite, ma non corre il rischio di sembrare solo un loro prodotto secondario, di scadere nel cliché e in una storia già vista. Questo grazie alla trama di fondo, che si basa su un cattivo spietato e cavatore di occhi e sul mondo di Fillory, due elementi che si intrecciano alle vite (accademiche e non) di Quentin, Alice, Penny, Julia, Kady, Eliot e Margo. Vite che, nonostante e oltre la magia, sono identiche a quelle di chiunque altro frequenti una università!

Una serie da… VE-DE-RE!! Davvero, ve la super consiglio, ma solo se mi assicurate di apprezzare sarcasmo e ironia. Perché qui c’è un tripudio di citazioni ma, appunto, come grande presa in giro! Se siete difensori oltranzisti (di Harry Potter, di Tolkien o delle Cronache di Narnia, per citarne alcune) evitatela, altrimenti è la serie che fa per voi!

A presto
Federica 💋

Dear White People

Ciao a tutti!

In questa giornata che deciderà se potrò ancora avere un blog di recensioni oppure no (a causa della – forse – nuova legge europea sul copyright) ho deciso di parlarvi di una serie tv dai temi super attuali e che andrebbe guardata un po’ da tutti!

Titolo
Dear White People
Ideatori
Justin Simiens
Paese
Stati Uniti d’America
Anno
2017—
Genere
Comedy
Stagioni
2
Episodi
20
Lingua
Inglese

2017. Quando si crede che ormai l’integrazione razziale sia un fatto più che mai assodato e accettato dall’intera comunità, ecco che si viene prontamente smentiti. È questo che accade nell’università (fittizia) di Winchester, una delle più antiche e più “bianche” d’America, dove gli studenti di colore ospitati nel dormitorio Armstrong/Parker (da generazioni destinato agli studenti neri) si ritrovano al centro di un dibattito interrazziale in seguito ad una festa dove, in risposta al programma radiofonico Dear White People (Miei carissimi bianchi) della studentessa Sam White, gli studenti bianchi si sono presentati con i volti truccati ad imitazione del colore della pelle degli studenti di colore.
A fare da padrone nel dibattito che scuote l’università sono le diverse posizioni che una tale mancanza di rispetto verso l’altro suscita tra gli studenti dell’Armstrong/Parker e le ovvie scusanti che i bianchi sfoderano per giustificare quella che è, a tutti gli effetti, l’ennesima dimostrazione di una grande deficienza (nel senso di “deficere”, cioè “mancare di qualcosa”) culturale e sociale, in un’America sempre più fobica verso il colore della pelle dei suoi cittadini. E al centro del dibattito si erge Samantha (Sam) White, studentessa di origini miste (padre bianco e madre afroamericana) che con il programma Miei carissimi bianchi descrive tutti quegli atteggiamenti che vengono sfoderati dai bianchi per evidenziare la loro superiorità su tutti gli altri, fomentando una polemica sociale e portando a un’escalation di eventi sempre più drammatici e significativi che non fanno altro che dimostrare quanto la paventata uguaglianza sociale non sia altro che una bella facciata.
La serie tv prodotta da Netflix, remake e ampliamento del film omonimo uscito nel 2014 per la regia di Justin Simien, è straordinariamente attuale, crudamente ben fatta e capace di raccontare le variegate sfaccettature che descrivono questa vicenda e i suoi protagonisti attraverso degli episodi che si concentrano, di volta in volta, su uno studente diverso e su come quella festa di cui vi parlavo all’inizio abbia influenzato le vite degli inquilini dell’Armstrong/Parker. Nella prima stagione poi, oltre alla festa, è anche un secondo episodio di discriminazione ai danni di uno studente di colore a fomentare la protesta, ponendo l’accento sul tema delicato della condotta aggressiva della polizia di fronte a persone “dalla pelle nera”. Tutte tematiche decisamente attuali che, nella seconda stagione, si mescolano anche al fenomeno dei troll e del bullismo telematico, trasformando Sam nel bersaglio preferito di alcuni estremisti di destra razzisti e disposti a qualsiasi tipo di colpo basso pur di insultarla e definirla inferiore perché nera.
Ho apprezzato moltissimo questa serie e, da “bianca”, mi sono anche sentita un po’ uno schifo, perché tanti aspetti denunciati dalla serie ho potuto riconoscerli anche nella mia quotidianità. Dear White People non parla solo degli Stati Uniti, ma di tutto l’Occidente e vedere che, nel 2018, non siamo ancora riusciti a superare una cosa sciocca come il giudicare gli altri per il colore della loro pelle (o per il loro sesso) mi ha fatta pensare che ne abbiamo ancora di strada da fare per definirci persone civili. Ovviamente, nemmeno l’altro lato della barricata è perfetto, ma viene descritto nei 20 episodi delle due stagioni in tutti i suoi aspetti contraddittori, mostrando anche ciò che c’è di sbagliato nel punto di vista degli studenti afroamericani. Questo è il bello della serie: nessuno ha pienamente ragione o torto, ma tutti di certo hanno avuto modo di rientrare in entrambe queste categorie.

Se avete un po’ di tempo questa estate, datele un’occasione! Io aspetto con impazienza la terza stagione! 

Sempre che io possa poi parlarvene… speriamo non passi la legge sul copyright, se no non so se potrò citare più le trame o postare i video di terzi… Bah!

Noi, comunque, ci sentiamo domani!
Federica 💋