Segnalazione “Razov” di Giovanna Roma

Buongiorno 😊 e buon Venerdì!!

Oggi riprendo i miei compiti librosi segnalandovi un libro uscito di recente!

razov_mediumTitolo: Razov
Autrice: Giovanna Roma
Serie: Deceptive Hunters #2
Editore: 
Self-pubblishing
Genere:  Dark romance
Pubblicazione: 17 gennaio 2017
Pagine: 300
Prezzo2,99€
Acquisto: Amazon ~ iTunes ~ GPlay ~ Kobo

Trama

Poche cose mi interessano davvero: le banconote di grosso taglio e le armi. Tutto quello che non è compreso in queste due categorie è tagliato fuori.
Lisa Petrova rientrava nella seconda.
Era la scelta per sbaragliare la concorrenza e rafforzare il mio Impero. Era la garanzia di un caricatore d’arma d’assalto a vita.
Poi mi è esplosa tra le mani. La sicura che la conteneva si è sganciata. Inganni e segreti sono saltati in aria. Il mondo di entrambi si è capovolto. Strano a dirsi, ma non potevamo essere più distanti di così.
Era convinta che fossi il mandante della Morte, mentre io concedo, ai popoli in lotta, il potere di difendersi.
Se non lo credete, avete un’errata concezione di ciò che è giusto e sbagliato.
Permettetemi di aggiustarvi.

Booktrailer

L’autrice

Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi “La mia vendetta con te, il suo sequel “Il Siberiano” e lo storico “Il patto del marchese”.

Contatti

Pintrest ~ Blog autrice ~ Goodreads ~ Twitter ~ Pagina Facebook ~ Gruppo Facebook ~ Google+ ~ YouTube ~ Amazon

A presto!
Federica 💋

Due anni di Alethè – Estrazione Giveaway

Buonasera 😊

Perdonate l’ora, ma oggi sono stata fuori tutto il giorno e rientro praticamente adesso!

Finalmente oggi è l’anniversario di Alethè e sono qui per mostrarvi l’estrazione e annunciare i due vincitori della copia cartacea e di quella ebook:

~ Copia cartacea: numero 5 => Luigi Dinardo
~ Copia ebook: numero 3 => Dama con il cappello (Laura)

Congratulazioni 😊 Avete tempo per riscattare i premi fino a dopodomani, contattandomi tramite messaggio privato sulla pagina Facebook del blog per farmi sapere l’indirizzo a cui spedire il cartaceo e la mail per l’invio della copia ebook.

Grazie a tutti per aver partecipato e per aver festeggiato con me!

A presto
Federica 💋

Anniversari all’orizzonte

Buongiorno 😄

Sembra incredibile ma domani Alethè “festeggia” i due anni dalla pubblicazione!!
Sinceramente non mi sarei mai aspettata di pubblicarlo (e voi vi chiederete perché altrimenti lo avrei scritto…), né che raggiungesse tanti lettori e lettrici! Vedere quanto è cresciuta la mia piccola opera, soprattutto grazie a questo blog, mi riempie di soddisfazione! Non sarò la prima in classifica negli store, ma ogni piccola copia che raggiunge un nuovo lettore/lettrice mi rende immensamente felice, perché è proprio quello che volevo ottenere: condividere la mia passione!

E visto che non si fa mai abbastanza per riuscirci davvero, ho deciso di creare un giveaway lampo per festeggiare con voi questi due anni!

Essendo un’iniziativa davvero breve, non avrete molto da fare per partecipare. Ecco le regole:
– Mettere mi piace alla pagina Facebook di Alethè
– Essere lettori fissi del blog
– Invitare almeno due amici a partecipare, lasciando in un commento il link alla condivisione (potete farla sul social che più vi piace)
– Rispondere a questa domanda: Qual è la vostra passione più grande, quella a cui non rinuncereste mai?

Ad ogni commento sarà assegnato un numero (ovviamente solo se rispetterà tutti i requisiti 😊) e potrete partecipare da adesso fino alle 12 di domani, 09 Febbraio, quando effettuerò l’estrazione tramite Random.org e festeggeremo i due anni di Alethè.

Ma veniamo ai vincitori! Sì, perché i premi in palio sono due e ovviamente si tratta di…

Una copia cartacea di Alethè

Una copia ebook di Alethè

Domani nel pomeriggio pubblicherò i video con le due estrazioni e vi darò tutte le indicazioni necessarie a riscattare i vostri premi! Nel frattempo scatenatevi 😆 Io vi aspetto con le vostre passioni!

A presto
Federica 💋

Recensione “La strana indagine di Thomas Winslow” di Giacomo Festi

Buongiorno 😊

Tempo fa vi segnalavo questo romanzo e in questi mesi ho avuto il piacere di leggerlo! Per quanto il genere non sia quello che di solito prediligo, l’ho davvero una lettura interessante 😊 Ma lasciate che ve ne parli meglio.

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Info

la-strana-indagine-di-thomas-winslow-copertinaTitolo
La strana indagine di Thomas Winslow
Autore 

Giacomo Festi
Editore
DueTreDue Edizioni
Anno
2016
Genere
Fantathriller
Formato
Cartaceo
Pagine
320
Prezzo
10€
Link acquisto
DueTreDue

Trama

Thomas Winslow è un uomo in fuga. Ma non fugge come le persone normali, egli segue il proprio metodo. Scappa di storia in storia, spostandosi quando avviene il climax del racconto e attraversando tutti i generi narrativi. Non sa perché fugge, sa solo che deve scappare. La fuga gli ha annebbiato il cervello, ma gli ha lasciato quella basilare informazione. Finché un giorno non viene catturato da degli uomini grigi che lo portano dal loro capo, tal Gillighan, il quale gli rivela che lui altri non è che il personaggio di una storia, dalla quale è fuggito, che giace in fase di stallo in attesa del suo reinserimento. Così Thomas viene immesso nella sua storia originale, nella quale è un detective degli Anni ’30 che deve indagare su un misterioso omicidio… ma l’indagine sarà più profonda di quanto possa aspettarsi. L’indagine più spaventosa e atipica di tutte. Quella dentro se stesso.

Parere

È un romanzo interessante, sia nella parte dedicata al poliziesco degli anni ’30 sia in quella più complicata e atipica del metaromanzo. La strana indagine di Thomas Winslow non è solo un noir dai canoni classici, dove il duro agente Thomas Winslow è disposto a tutto pur di portare a termine il caso che gli è stato affidato – uno di quei poliziotti da telefilm in bianco e nero sempre pronti a fare a botte ma con un fiuto speciale per le indagini – e dove il criminale è l’ultima persona che ti saresti mai aspettato, ma è anche una sorprendente riflessione sulle storie e sui personaggi che le abitano adopero, ed è l’aspetto più intrigante e sorprendente, proprio dello stesso Thomas Winslow.
Permettetemi un piccolo passo indietro: vi ho detto che è un noir e che Winslow è un poliziotto. Questo in realtà lo si scopre dopo alcuni capitoli, perché all’inizio si incontra Thomas Winslow, un uomo in fuga attraverso le storie più disparate. A parte il suo nome, non sa nulla di sé, da chi o cosa stia scappando; Thomas sa che deve farlo. Il motivo lo ha dimenticato ma doveva essere importante si ha deciso di fuggire, perciò quando un racconto raggiunge il suo climax, lui, lo spettatore invisibile, deve saltare verso una nuova storia.
E continua finché degli inquietanti uomini in grigio non lo catturano. È Gillighan, il loro capo, a spiegare a Thomas la verità: lui il protagonista di un racconto del quale è scappato e lo ha fatto da così tanto tempo da dimenticare quasi completamente la propria esistenza. Compito di Gillighan e dei suoi uomini è ritrovare i personaggi che si sono dati alla fuga e ricondurli al loto racconto, cosicché questo possa finalmente concludersi. Anche per Winslow è giunta l’ora do “tornare a casa” e dopo aver subito un doloroso innesto dei ricordi persi durante la fuga, ci si ritrova immersi nella storia di Thomas e nella sua indagine.
In questa parte non mi addentro perché, anche se è ben scritta e ben strutturata, è l’anima dedicata al metaromanzo quella secondo me più interessante.
Chi scrive ogni tanto si chiede se sia tutto frutto della propria immaginazione o sei in qualche modo i personaggi abbiano preso sopravvento sulla volontà dell’autore (A me capita fin troppo spesso di pormi questa domanda 😂) e in La strana  indagine di Thomas Winslow si ha la curiosa ma stimolante possibilità di ragionare al contrario.
Thomas Winslow è sì un personaggio, ma la fuga e il reinserimento nella propria storia gli hanno permesso di sviluppare una coscienza di sé distaccata da quella che lo rende parte del racconto poliziesco, portandolo spesso a interrogarsi su quali siano i suoi veri ricordi e atteggiamenti e quali derivino dalle esigenze della narrazione. Si chiede se abbia vissuto davvero ciò che ricorda o se siano solo delle false informazioni impiantate da Gillighan (che fa quasi le veci dell’autore) per indurlo a far proseguire il racconto. Ogni minimo atto o pensiero è velato di dubbio, compreso il libero arbitrio, in una riflessione sul rapporto tra autore e personaggio fatto dal punto di vista di quest’ultimo.
Thomas è di certo un narratore inconsueto e del quale ci possiamo fidare solo quando dice dubitare, perché sono gli istanti in cui si libera delle briglie della narrazione e appare come se stesso, un personaggio di finzione che sa di essere tale e che per questo si chiede quale sia il valore della propria esistenza.
L’intero romanzo si caratterizza per uno stile duro e diretto, proprio come il carattere dello stesso Thomas Winslow, uno stile che rende le sue riflessioni (e quelli degli altri personaggi, inconsapevoli agitatori dell’analisi metanarrativa) ancora più incisive e significative, in una lotta continua tra il dovere di accettare il proprio ruolo e il desiderio di far valere il libero arbitrio, una diatriba dove a vincere è l’accettazione e il compromesso da entrambe le parti.

Come sempre, spero che la recensione vi sia piaciuta e se vi ha un po’ incuriosito come romanzo, sono qui, tutta orecchie, per ascoltarvi!

Una piccola anticipazione: non mancate domani perché ho in serbo una sorpresa per voi 😄

A domani!
Federica 💋

Slow West

Buongiorno 😊

Buon inizio settimana!!
Ieri su Netflix ho trovato un film davvero bello e visto che mi è piaciuto ho pensato di parlarvene un po’!

"Slow West" (2015) di John Maclean, con Michael Fassbender, Ben Mendelsohn, Kodi Smit-McPhee, Rory McCann, Brooke Williams
“Slow West” (2015) di John Maclean, con Michael Fassbender, Ben Mendelsohn, Kodi Smit-McPhee, Rory McCann, Brooke Williams

Con il lento incedere dei cavalli al passo, il regista-musicista John Maclean realizza il suo primo lungometraggio e lo veste con i costumi del vecchio western. Jay Cavendish (Kodi Smith-McPhee) è uno smilzo sedicenne scozzese, ingenuo e senza peccato, deciso a raggiungere il lontano West per ritrovare la sua bella Rose Ross (Caren Pistorius). In questo viaggio d’iniziazione è affiancato da Silas Selleck (Michael Fassbender), un cowboy fuorilegge, senza rimorsi e senza passato, taciturno con il ragazzo, ma eloquente voce narrante, che si offre come guida protettiva in cambio di pochi soldi. 

Un film western in piena regola, lento e carico di significati che raccontano la crescita personale e amorosa di un ragazzo scozzese attraverso gli immensi paesaggi americani. È una storia di formazione, che porta Jay, il protagonista, a prendere coscienza di sé come uomo, come individuo del mondo, ma che appare sempre e comunque come un giovane un po’ sprovveduto e ingenuo, cieco a tutto all’infuori del proprio amore per Rose e del desiderio di ritrovarla.
La varietà delle ambientazioni è minima, la si può ridurre ai grandi spazia aperti (siano essi deserti o praterie) e a quelli più raccolti delle foreste, ma entrambi assumono un significato simbolico: negli spazi aperti Jay riceve le più grandi rivelazioni e gli insegnamenti che ne forgiano via via il carattere, come se lo sconfinato nulla davanti lo portasse per la propria natura immensa a una profonda riflessione, dentro e fuori di sé; i boschi, invece, sono i luoghi degli incontri, delle rivelazioni personali e degli scambi con chi è evidentemente più esperto di lui, non solo nella conoscenza del mondo, ma anche in ogni aspetto della vita, e non è un caso che l’incontro con i personaggi chiave nell’avventura di Jay avvenga in queste enclave chiuse e “intime”.
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È uno di questi incontri, il primo in assoluto in realtà, a dare inizio alla lunga marcia di Jay. Silas, un cacciatore di taglie che si finge un semplice viaggiatore, si incarica di fare da guida a Jay per tutto il suo viaggio senza dargli la possibilità di rifiutare. L’aiuto giunge come una manna per l’ingenuo protagonista, ma quello che non conosce sono le motivazioni che spingono Silas a offrirgli il proprio aiuto e che durante il viaggio verranno scoperte poco a poco, insieme alle ragioni che hanno spinto Rose e suo padre a fuggire dalla Scozia: su entrambi pende una cospicua taglia per omicidio e l’intento di Silas è quello di raggiungerli prima di chiunque altro grazie all’inconsapevole aiuto di Jay. Quello che Silas non si aspettava, però, è il rapporto che inevitabilmente si instaura con Jay, diventando per lui come una sorta di fratello maggiore pronto a difenderlo dalle verità che potrebbero minacciare il suo universo, una versione ingenua della realtà in cui Jay non è a conoscenza della taglia su Rose e suo padre e in cui è convinto di raggiungerla e di sposarla senza che nessuno cerchi di fermarlo. Questo duo di personaggi è interpretato da Kodi Smit-McPhee (Jay) e Michael Fassbender (Silas) ed è il fulcro vero e proprio attorno al quale finisce per ruotare la storia perché, nonostante il motivo che fa da pretesto al viaggio di Jay, sono loro ad occupare lo schermo per la maggioranza del tempo, testimoniando un’evoluzione imprevedibile nel rapporto tra quelli che sono due sconosciuti e che finiscono per diventare come due fratelli, caratterizzati da stima reciproca, ma anche invidie e dispute, a maggior ragione quando riescono finalmente a raggiungere Rose.
Quello che colpisce di più nel film, al di là delle inquadrature ad ampio raggio delle distese americane (anche se in realtà il film è stato girato per la maggior parte in Nuova Zelanda) e dei personaggi di Jay e Silas, è l’aggettivo inserito nel titolo: Slow West. Non selvaggio, non lontano, ma “lento west” e la lentezza è proprio la caratteristica dominante della pellicola. Ogni momento, ogni azione, persino i dialoghi, procedono a un ritmo ben più lento del normale, una scelta che rallenta tanto lo scorrere del tempo fisico (l’alternanza giorno/notte e il passaggio da un giorno all’altro), quanto quello narrativo, portando avanti un grande dubbio: a questo ritmo, Jay arriverà mai a destinazione?
L’unico istante veramente veloce è proprio quando avviene l’incontro vero e proprio con Rose, l’ultimo momento prima dell’inevitabile conclusione, sia del viaggio, sia del film.

SALTATE PER EVITARE SPOILER

L’incontro tra Jay e Rose regala, secondo me, anche una delle scene migliori di tutto il film. Dopo un sogno a occhi aperti di Jay sul motivo che spinge Silas a impedirgli di ricongiungersi a lei (l’idea che in quel viaggio anche Silas si sia innamorato di Rose e che lei possa ricambiare i suoi sentimenti), Jay riesce a incontrarla. Purtroppo il momento non è dei migliori (la casa di Rose è sotto il fuoco di un gruppo di cacciatori di taglie decisi a ucciderla) e l’ingresso precipitoso di Jay gli costa un colpo di pistola dritto al cuore, sparato proprio da Rose, sul quale, meno di un secondo dopo, si riversa una manciata di sale. È la trasposizione del detto “Spargere sale sulle ferite”, cioè fare qualcosa che rende un dolore già presente ancora più insopportabile e straziante e che per Jay è il tradimento definitivo. Una scena davvero tragica, che però strappa un sorriso per il tempismo e il modo in cui avviene.

Il film è stato un po’ un outsider da quando è uscito. Presentato al Sundance Film Festival nel 2015 (dove ha vinto il premio della giuria come film drammatico), in Italia è arrivato solo grazie a Netflix e lo ha fatto abbastanza di recente. Peccato non sia arrivato nelle sale perché avrebbe meritato!

Voi ne avevate già sentito parlare?? Se il titolo vi è nuovo, spero di avervi incuriositi 😊

A presto
Federica 💋