Una nuova saga: Rebel Queen [7° Regno]

Buongiorno 😊

È Venerdì e, as usual, facciamo una capatina nel mondo di Rebel Queen (cliccateci sopra e trovate i post delle scorse settimane 😉)!

Ormai siamo quasi in dirittura d’arrivo con la scoperta dei nove regni. Dopo oggi, infatti, ne mancano solo altri due e ci accompagneranno giusto fino a prima di Natale. E poi ci sarà l’ultimo Venerdì del 2018! Per quel giorno, vorrei chiudere con un post speciale. Voi cosa vorreste leggere? Qualcosa sui personaggi? O su quella strana lingua che ogni tanto ho tirato fuori nelle scorse settimane? Se avete domande o curiosità, approfittatene!

E mentre voi ci pensate, io oggi vi porto nel Regno di Astrea!

Situati tra la catena montuosa del Tur’denna e la foresta impenetrabile del Regno di Bermit, i territori che compongono il Regno di Astrea sono quelli economicamente più floridi, favoriti da una conformazione geografica che rende le zone costiere e nei pressi del grande lago Obelly ricche di fauna e quelle più interne, compreso il grande pianoro a nord-est, molte redditizie dal punto di vista delle coltivazioni. Questo si deve ai venti che, incanalati dalle due coste rocciose del regno (il Tur’denna a est, una piccola catena di monti a nord-ovest), mantengono il clima temperato soffiando ad intensità moderate, prima di acquistare intensità e sferzare i territori del Regno di Ventis.
Grazie alle ricchezze possedute, Astrea è il secondo reame più ricco (dopo Eris) e, oltre alla capitale omonima, presenta altre cinque grandi città: Karas, la più vicina alla capitale, ne rappresenta una zona abitativa satellite, dove vengono smistate e conservate parte delle merci destinate ad Astrea, e dove risiede l’accademia dell’esercito astreano; Teria, chiamata la signora del lago, dove risiedono i maggiori centri del commercio relativo a Obelly; Seatop e Amantis, città gemelle situate sui lati opposti della foce del fiume, dove hanno sede le attività marittime e la flotta del regno; infine, Vores, centro del conio, eretto sopra la vena aurifera che si sviluppa maggiormente verso il regno di Bermit.
Ad Astrea risiedono Lion e Adastra Tur’De, fratello e sorella gemelli, nonché cugini diretti di Vestalia da parte di padre. Saliti al trono durante la conquista di Eris da parte di Dres e schieratisi a suo favore sin da subito, sono entrambi al potere come re e regina e continuano a sostenere Dres nella contesa che lo oppone a Vestalia, a causa di vecchi dissapori e invidie con la cugina. Il loro è il Regno dove meno si professano i culti per gli Onnissai, fatta eccezione per quelli dedicati a Synon, i quali prevedono riti legati alla sessualità risalenti ai tempi degli Antichi Conquistatori (i primi colonizzatori di quelle terre) e che si dice conducano spesso a orge, diffondendo l’immagine di un regno incline alla lussuria e alla perversione.
Nella capitale, inoltre, è presente una delle tre sedi del Karetresta, la gilda di cacciatori di taglie cui è necessario appartenere per svolgere tale mansione. Le alt
re sono a O’ti Dres e Eris.

Eccoci alla fine del nostro soggiorno ad Astrea! Prima di andare, però, vi ricordo ancora del post speciale di fine mese! Chiedetemi tutto ciò che volete sapere!

A presto
Federica 💋

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[Segnalazione] “Vali ogni rischio” di Giovanna Roma

Buongiorno 😊

Oggi metto in pausa il Natale per una segnalazione librosa 📚

Titolo
Vali ogni rischio
Autore
Giovanna Roma
Editore
Self-pubblishing
Genere
War romance
Pubblicazione
2018
Formato
Ebook ~ Cartaceo
Pagine
576
Prezzo
2,99€ (ebook) ~ 14,30€ (cartaceo)
Acquisto
Amazon

La notte in cui il Comandante dell’esercito è entrato in teatro, io ero su quel palco.
La più giovane tra le ballerine classiche, la più testarda tra le ragazze che lui avesse mai incontrato. La famiglia per la quale versava sangue era la finanziatrice della Compagnia, la stessa che decideva il nostro futuro. Ho fatto di tutto per coronare il mio sogno, spingendomi persino a stringere un accordo con quel vizioso di Stefàn Nazir.
Sono stata ingenua, lo ammetto. Avrei dovuto prestare più attenzione alla sua arroganza e meno all’oceano degli occhi. Ben presto il suo nome ha provocato un nodo allo stomaco e i colibrì in petto. Ora è impossibile prevedere le conseguenze.
Mi aveva avvertita di non conoscere sconfitta e io gli ho giurato battaglia. Nascondo più di quanto crede, e non mi fermerò finché non avrò raggiunto lo scopo.
Un accordo violato.
Una prigionia cospirata.
Una guerra imminente.
Quale sarà la sua prossima mossa?

L’autrice

Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, storico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi “La mia vendetta con te, il suo sequel “Il Siberiano”, lo storico “Il patto del marchese”, la serie dark “Deceptive Hunters” e il forbidden “Il colore del caos”.

Contatti

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“Un dottore sotto l’albero” di Sarah Morgan

Ciao a tutti 😊

Oggi cambiamo e a raccontare il Natale sarà una autrice che mi piace tanto!

Titolo
Un dottore sotto l’albero
Titolo originale
Dr. Zinetti’s Snowkissed Bride
Autore
Sarah Morgan
Editore
HarperCollins Italia
Anno
2016
Anno prima edizione
2013
Genere
Rosa
Formato

Ebook
Pagine

134
Prezzo
3,99€
Acquisto
Amazon

Meg Miller non è mai stata una party girl e preferirebbe attraversare un ghiacciaio a piedi piuttosto che passare un pomeriggio a fare shopping. Soprattutto da quando è stata lasciata dal suo ex con un figlio piccolo da accudire, predilige l’intimità delle sue montagne, la tranquillità delle passeggiate sulla neve e la sicurezza del suo piccolo nido familiare. Almeno fino al momento in cui non entra in scena il dottor Luca Zinetti. Lui rappresenta tutto quello a cui Meg ha rinunciato: carisma, anticonformismo, gioia di vivere. E, particolare assai più pericoloso, sembra avere un unico desiderio: conquistarla.

Lake District, Inghilterra. Meg è una mamma sigle, tutta presa dal suo lavoro all’ospedale, dal soccorso alpino e soprattutto dal piccolo Jamie, un tenerissimo ometto di sette anni con una passione smodata per Batman. Perciò, con tutto quello che ha da fare, non ha tempo, e nemmeno voglia, di pensare agli uomini, o a rifarsi una vita sentimentale dopo la sua ultima relazione.
Però Meg non ha fatto i conti con il Natale, con l’abnorme quantità di vischio piazzata in giro per casa da sua madre e con l’affascinante dottor Zinetti, il cui sguardo malizioso è capace di abbattere anche le difese più impenetrabili.

«Perché voglio andarci con te. Se non ti va, possiamo anche non ballare. Ma questo non significa che dobbiamo rinunciare. È Natale, Meg. Lasciati un po’ andare.»

Luca Zinetti, italiano doc, ex medaglia d’oro di sci, è il medico sexy e irresistibile che da otto mesi fa battere il cuore di tutte le donne che entrano in pronto soccorso. Beh, di tutte, tranne che quello di Meg. Certo, dovrebbe essere cieca per non vedere quanto sia attraente, ma per Meg i tipi come Luca, abituati ad avere attorno donne belle e alla moda, sono proprio quelli che si sforza di evitare come la peste. Ci è cascata una volta, con il padre di Jamie, e per il suo bene, quanto per quello di suo figlio, non ha intenzione di ripetere l’esperienza.
A Natale, però, niente va come programmato, si sa, così Meg si ritrova a trascorrere tutto il suo tempo con il sexy e decisamente interessato dottore, sul lavoro, nelle squadre di soccorso e persino durante le ore che di solito passa con suo figlio, mentre sua madre (e anche Jamie) la spinge ad abbandonare le sue insicurezze per tornare a vivere.
Ho adorato i personaggi di Un dottore sotto l’albero. Tutti sono fantastici – dal piccolo e tenero Jamie, che vede la realtà meglio degli adulti e soprattutto meglio di Meg, a sua madre Charlotte, una nonna un po’ libertina che sprona sua figlia a uscire e godersi la vita –, ma Meg e Luca hanno qualcosa di speciale. Si completano a vicenda: lei è insicura di se stessa come donna e vuole solo essere accettata per chi è davvero, anche se crede che verrà lasciata al primo vestitino sexy che passa, perché rifiutata dal suo ex in quanto incapace di dare davvero importanza alla parvenza esteriore; mentre lui, cresciuto in una casa dove la superficialità era la regola, è alla ricerca di quel calore che si trova solo in una casa colma d’amore, come quella di Meg e Jamie a Natale. Ma la paura può anche rovinare tutto.

«Scusami… è solo che sono così eccitata che tu vada alla festa!»
«Almeno tu.»
«Tu no? Davvero?»
«Preferirei cantare l’alleluia nuda sul ponte di Londra nell’ora di punta»

L’unica pecca di questa bella storia natalizia, firmata Sarah Morgan (autrice della trilogia dei Fratelli O’Neil, di cui vi ho parlato lo scorso Natale), è la brevità: ci si imbatte in Meg e Luca giusto un attimo prima che la scintilla esploda, mentre i mesi trascorsi dal loro primo incontro sono raccontati di sfuggita, senza coinvolgere davvero in essi, quasi non fossero stati abbastanza da raccontarli. E non è così, perciò mi sarebbe piaciuto leggerli, quei momenti, e veder svelati poco a poco i retroscena del passato di Meg e di quello di Luca. Magari bastava far partire la storia un po’ prima, magari un mese… Sono convinta che ne avrebbe guadagnato in coinvolgimento.
Ma, ma, ma… devo dire che quella di Meg e Luca è lo stesso una bellissima storia, dolce, romantica e giusta per le feste di Natale!

(È anche piccante, leggermente, ma non ditelo a nessuno!)

Sarah Morgan mi piace proprio e credo che sia una delle autrici da scegliere in questo periodo! Un suo libro, una cioccolata calda, una coperta e il gioco è fatto! La perfezione 😊

E per voi qual è la combinazione perfetta per trascorrere queste fredde giornate?

Federica 💋

Nei panni di una principessa

Ciao 😊

Secondo giorno, nuovo film! E questa volta Netflix punta su una accoppiata vincente: feste natalizie e principi.

Titolo
Nei panni di una principessa
Titolo originale
The Princess Switch

Regia
Michael Rohl
Anno
2018
Genere
Commedia romantica
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura
Robin Bernheim, Megan Metzger
Cast
Vanessa Hudgens, Sam Palladio, Nick Sagar, Mark Fleischmann, Suanne Braun, Alexa Adeosun

È una commedia rosa in classico stile natalizio, e quindi perfetta per il periodo, che dopo Un principe per Natale (film uscito lo scorso anno e che appare anche qui, in una auto-citazione che sta diventando frequente nei prodotti a marchio Netflix) riporta al centro dell’attenzione un altro principe. Ma questa volta c’è di più.
Nei panni di una principessa presenta ben due storie e “due” protagoniste: da un lato, Stacy, pasticciera di Chicago che vede nel periodo delle feste il momento migliore per dimostrare che bontà e altruismo esistono; dall’altro, Margaret, duchessa promessa sposa del principe di Belgravia, che però non conosce nulla della vita vera. Una vita che, proprio con l’aiuto di Stacy, può forse sperare di conoscere almeno un po’ prima di fare ciò che deve.
Perché, per uno strano caso del destino o della genetica, Stacy e Margaret sono identiche, due gocce d’acqua. Presenti entrambe a Belgravia durante le feste di Natale – Stacy per partecipare a un concorso di pasticceria con il suo amico/socio Kevin, Margaret per sposare il principe Edward – e libere per due interi giorni da obblighi e impegni, su richiesta di Margaret le ragazze (interpretate da Vanessa Hudgens) si scambiano, convinte che tutto filerà liscio come l’olio, che nessuno le scoprirà.
Ma nulla, a Natale e con lo zampino di un vecchietto onnipresente, va come previsto e mentre Stacy si ritrova a tu per tu con un principe un po’ troppo pieno di sé e gli dimostra cosa significhino la condivisione e lo spirito del Natale, Margaret vive la normalità delle feste con Kevin e sua figlia Olivia, gli affetti più cari di Stacy e con i quali riscoprire la semplicità dei sentimenti, nonché il trovare ciò che conta davvero nella vita.
A differenza del film di ieri, qui finalmente si sente ciò che più caratterizza questo periodo dell’anno, tra tutto l’altruismo e il dedicare del tempo a chi amiamo, o a chi ha bisogno di noi. E sempre per distinguersi, le storie d’amore si sdoppiano come la protagonista, i “principi azzurri” raddoppiano, dimostrando che non serve essere per forza in una qualche lista di successione al trono per conquistare la propria principessa. Basta essere l’uomo giusto per lei, cosa che, tra il papà single Kevin e il principe Edward, riesce meglio al primo, secondo me. Perché Kevin è il ragazzo della porta accanto, semplice e normale, e il suo personaggio dimostra che i bravi ragazzi possono essere più affascinanti dei principi ereditari!
Certo non mancano le pecche, come la presenza di una controparte femminile che, ovviamente, si oppone a Stacy nel concorso per pasticceria, o il tuttofare di corte che sospetta di lei e Margaret. Questi personaggi, visto poi il cambiamento nel finale, lasciano un po’ il tempo che trovano e sembrano messi lì solo per fare numero, una presenza quasi inutile. Certo, non sono centrali e comunque il film resta una commedia natalizia carina.

Già meglio!! Siamo solo all’inizio in questo viaggio nel Natale, però mi sento meglio rispetto a ieri. È questo che cerco da film e libri, le belle sensazioni che scaldano il cuore!

Serve anche a questo il Natale, no?

Federica 💋

Il calendario di Natale

Buongiorno 😊

Il primo post a tema natalizio gira attorno a un calendario dell’Avvento un po’ particolare!

Titolo
Il calendario di Natale
Titolo originale
The Holiday Calendar

Regia
Bradley Walsh
Anno
2018
Genere
Sentimentale
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura
Amyn Kaderali
Cast
Kat Graham, Quincy Brown, Ethan Peck, Ron Cephas Jones, Genelle Williams, Kevin Hanchard, Laura de Carteret, Rodrigo Fernandez-Stoll, Ali Hassan, Nicola Correia-Damude, Romaine Waite, Harris Shore

Tutti abbiamo avuto un calendario dell’Avvento da piccoli, ma mai nessuno dei nostri avrebbe potuto essere come quello che Abby, una giovane fotografa alla ricerca della sua strada, riceve in dono da suo nonno all’inizio del mese. Nessun calendario è altrettanto grande, né altrettanto magico.
Perché quella casetta in stile natalizio, le cui finestrelle si aprono da sole una volta al giorno, mostra a Abby ciò che le accadrà durante la giornata attraverso piccoli oggettini dalle forme più diverse. È così che un paio di stivali, uno schiaccianoci, i tre saggi e tutte le altre previsioni del calendario la portano, giorno dopo giorno, a cambiare la sua vita in modo inaspettato, a ottenere ciò che desidera di più al mondo. E per lei, tra la ricerca dell’amore e la realizzazione del suo sogno di aprire un atelier fotografico, i ventiquattro giorni prima di Natale si tingono di sorprese.
Peccato che, sin dall’inizio, Il calendario di Natale, sia una successione di scene scontate e prevedibili, a partire dal rapporto ambiguo tra Abby e il suo migliore amico Josh, blogger e fotografo di viaggi rientrato a casa per restarvi. Tra loro, infatti, qualunque cosa succeda, si è sempre sul filo tra amicizia e amore, persino quando si inserisce il terzo incomodo. Ty, un fascinoso dottore single, è uno di quei personaggi senza il quale la trama non avrebbe risentito della sua assenza (e  di cui avrei fatto volentieri a meno), ma che invece, essendo presente, rende la storia stereotipata, il tipico triangolo amoroso dove, però, il vertice di Ty è piatto, vuoto, superficiale. Un tratto che il film stesso riconosce (quindi perché metterlo?!).
Carino e interessante, invece, è il personaggio di Josh, l’eterno amico, il friendzonato che credeva di essere il Lui della situazione, il ragazzo che Abby ha sempre aspettato. Benché sia scontato il finale romantico e Josh funzioni secondo i cliché del genere, è, anche rispetto alla stessa Abby, un personaggio che convince ed è quello che mi è piaciuto di più. Tutt’altra storia, invece, per Abby e per suo nonno…
In genere, nei film di Natale, c’è sempre un signore anziano che dà inizio agli eventi magici che accadono ai protagonisti e, sempre in genere, questo signore è babbo natale (o lo spirito del Natale) sotto mentite spoglie. Qui questo ruolo spetta al nonno di Abby, ma non funziona poi bene come strategia, perché toglie tanto all’aspetto mistico/magico del periodo. Una mancanza che finisce per condizionare anche la protagonista. Abby non funziona, è l’eterna indecisa, una ragazza che non riesce a prendere in mano la sua vita, né a farsi valere, non con i suoi pressanti genitori, con gli altri e persino con se stessa.
E in tutto questo si perde l’aspetto più importante: lo spirito natalizio! Perché, fatta eccezione per il calendario dell’avvento (che a un certo punto sparisce pure), non c’è nessun altro aspetto del film che faccia sentire la magia, il calore del Natale. Ambientato in un altro periodo, senza neve, elfi, alberi e quant’altro, la storia avrebbe funzionato lo stesso. Anzi, forse, senza l’obbligo dell’ambientazione innevata, ci avrebbe persino guadagnato.

Questo Natale Netflix inizia in sordina e non riesce, secondo me, a centrare l’obiettivo con questo primo film! Ho speranza però nei prossimi che rilascerà per tutto il mese. Domani ne vediamo già un altro ma, tra tutti i film natalizi mai prodotti, voi ne avete uno preferito? Qual è il vostro Classico di Natale?

A domani
Federica 💋