Nove mesi di letture

Buongiorno e buon Sabato 😄

Come fatto alla fine di Marzo e Giugno, alla fine di questo nuovo trimestre ho pensato di stilare la classifica dei libri migliori che ho letto negli ultimi tre mesi! Finora il conto è arrivato a 12 e qui potete rinfrescarvi la memoria su quali sono i libri e cosa è stato detto di loro (il link parte cliccando sull’immagine)

 

Ma ecco le nuove new entries!!

Il Regno della Terra di Laura Rocca

Quarto volume della saga Le Cronistorie degli Elementi. Con questo viaggio nel nuovo Regno la storia di Celine e Aidan per sconfiggere Fàs e veder trionfare il loro amore entra nel vivo e segna uno spartiacque! È un volume che mi ha conquistata e che rende sempre più impossibile staccarsi dai personaggi, dei veri e propri amici.

It di Stephen King

Il mostro sacro della letteratura!! Sia lo scrittore che l’opera hanno sovvertito i miei pregiudizi sul genere e soprattutto sullo stesso romanzo. It è stato l’ultimo libro che ho letto per la mia sfida di Libera Lo Scaffale 2017, ma se all’inizio credevo che la storia degli abitanti di Derry e del clown Pennywise non avrebbero fatto per me, mentre lo leggevo ho scoperto un nuovo amore! Un horror che non fa paura come mi aspettavo e che nasconde talmente tanti significati da sfuggire a qualsiasi tipo di etichetta di genere.

Harry Potter and the Philosopher’s Stone &
Harry Potter and the Chamber of Secrets di J. K. Rowling

Anche se di questi due volumi non vi ho ancora detto nulla (ma lo farò a breve e ne sono emozionata, perché saranno le mie prime due recensioni in inglese!!), non potevo non mettere in classifica la mia adorata Rowling! Ho amato Harry Potter da piccola, ma in versione originale è insuperabile ed entrambi i libri sono davvero stupendi! E poi, le copertine di questa edizione di Bloomsbury sono bellissime, secondo me.

Emma, il fauno e il libro dimenticato di Mechthild Gläser

Un omaggio a Jane Austen con un tocco di fantasy. È un libro che mi ha sorpresa perché, anche se risulta ovvio nei pezzi in cui ricalca le opere più famose della scrittrice inglese (come Pride and PrejudiceEmma), è capace di aggiungere un pizzico di mistero e di creature fantastiche che non stancano mai, che aiutano la trama a essere coinvolgente nonostante i binari che già sappiamo di dover seguire, proprio perché omaggia altre opere.

La spia e il guaritore di Cristina Azzali

La recensione di questo libro è arrivata giusto questa settimana e non aggiungerei nient’altro a quello che vi ho già detto. Rinnovo solo l’invito a scoprire quest’autrice e i due volumi della sua saga, L’eredità della spadaLa spia e il guaritore, perché sono appassionanti, ben scritti e che meritano di essere letti 😊

E con questi ultimi tre mesi di letture si aggiungono altri 6 libri! Domani inizia Ottobre e con lui arriveranno tanti nuovi amici librosi a tenermi compagnia e a tenerla anche a voi, con le recensioni! Non vedo l’ora di scoprire quali entreranno a fare parte della classifica dei migliori libri letti in questo 2017!

Vi auguro un buon fine settimana e vi do appuntamento al mese prossimo 😉

A presto
Federica 💋

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[Domino Letterario] “Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari” di Julia Stuart

Buongiorno 😊

Oggi torna l’appuntamento mensile con il Domino Letterario! Questo mese sono io ad aprire le danze e lo faccio con un libro che avevo sullo scaffale da un po’. A volte i libri che aspettano si rivelano i migliori… Questo non è uno di quelli, purtroppo…

Titolo
Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari
Titolo originale
The Matchmaker of Périgord
Autore
Julia Stuart
Traduzione
K. De Marco
Editore
Corbaccio
Anno
2014
Anno prima edizione
2007
Genere
Narrativa
Formato

Ebook
Pagine

263

Un vento ostinato soffia su Amour-sur-Belle, un paesino incastonato nella splendida campagna del Périgord, un paesino così scialbo che persino gli inglesi rifiutano di andarci a vivere. Qui, il barbiere del villaggio, Guillaume Ladoucette, è costretto a chiudere bottega perché una significativa percentuale dei suoi clienti con l’avanzare dell’età è diventata calva, mentre il resto cerca disperatamente di mantenersi giovane sperimentando nuovi tagli dalla concorrenza. Così Guillaume decide di avviare una nuova attività: un’agenzia per cuori solitari. Eh sì, perché ad Amour-sur-Belle, nonostante il nome (di cui i trentatré abitanti residui ignorano l’origine) l’amore latita, mentre il tasso di litigiosità è pericolosamente alto. In fondo quasi nessuno si innamora a prima vista, sostiene Guillaume Ladoucette, l’amore è come un buon cassoulet, ha bisogno di tempo e determinazione. Peccato che lo stesso Guillaume non sia ancora riuscito a dichiarare il suo amore a quella che lui lo sa è la sua anima gemella.

Ho iniziato questo libro con alte aspettative, perché dalla trama mi aspettavo un romanzo frizzante e divertente. Tuttavia Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari non è riuscito a coinvolgermi, nemmeno dopo essermi convinta a proseguire capitolo dopo capitolo con la speranza del “magari migliora”.
A non risultare coinvolgente è la prospettiva dello stesso protagonista, un uomo che non è disposto a guardare la fine della propria attività e decide di reinventarsi come Cupido per i suoi trentadue compaesani. Peccato che ad Amour-sur-Belle si conoscano tutti e molti si odino pure, scatenando così, attraverso gli Impareggiabili Pacchetti Bronzo, Argento e Oro offerti dall’agenzia, una serie di pessimi primi appuntamenti e malintesi incredibili. Guillaume Ladoucette mi ha convinta molto di più come aspirante Cupido che come protagonista, un ruolo nel quale non riesce a colpire né a stabilire un vero legame con chi legge.
In generale, l’idea che fa da sfondo al romanzo, l’aprire un’agenzia per single in questo paese poco incline all’amore, e il filo conduttore del trovare l’anima gemella a ogni età è il punto che più mi è piaciuto in tutta la storia, ma esiste una grande pecca, che lo ha reso davvero pesante da leggere: le digressioni. Interi paragrafi vengono dedicati alle descrizioni di momenti non esattamente centrali nel filo del discorso, dei flashback che fanno perdere il senso di coesione che non rendono affatto leggera la lettura. Tutto prosegue a rilento e i momenti davvero belli e interessanti da leggere si perdono in un marasma di informazioni che, alla fin fine, avrei volentieri evitato, a favore di un approccio un po’ più sbarazzino.

Purtroppo la mia scelta non è stata delle migliori, però il Domino continua e qui trovate tutti i blog partecipanti

Non vedo l’ora di scoprire le nuove tessere!! E voi?

A presto
Federica 💋

[Blogtour] “La spia e il guaritore” di Cristina Azzali – Quarta Tappa: La recensione

Buongiorno!! E benvenuti alla quarta tappa di questo blogtour di presentazione 😊

Giusto per fare un piccolo riassunto di cosa stiamo parlando e poi passare al sodo, ci ritroviamo nell’universo fantastico creato da Cristina Azzali in L’eredità della spada e che vede come protagonista il giovane Arthur Dalen. Desideroso di cambiare il proprio futuro, Arthur si è ritrovato a dover viaggiare con un trio decisamente particolare: Gwinneth abile spadaccina, sempre tesa a dimostrare la propria supremazia e abilità; Rayleigh, Paladino tutto muscoli e sagacia; e Maelin, giovane Maga timida ma sempre pronta riportare la pace tra i compagni di spedizione. Un viaggio, quello dei quattro protagonisti, che li metterà sulla strada di una grande avventura (e => qui <= trovate la mia recensione al primo volume). 

Oggi vi presento il secondo volume, La spia e il guaritore, e mi aspetta un onere e un onore, quello della prima recensione, e non vedo l’ora di parlarvene! Anzi, iniziamo subito, perché questo libro è davvero fenomenale!

Titolo
La spia e il guaritore
Autore
Cristina Azzali

Saga
L’eredità della spada – Vol. II
Editore
SensoInverso Edizioni
Genere
Fantasy
Pubblicazione
Settembre 2017
Formato
Cartaceo ~ Ebook (disponibile a breve)
Pagine
462
Prezzo
21€ (cartaceo) ~ 4,99€ (ebook)
L’agguato subito dal giovane Arthur si abbatte come un fulmine improvviso sul gruppo dei viandanti, sconvolgendone dinamiche e piani. La missione incombe, ora impossibile da rimandare. Cedere ai sensi di colpa sarà rischioso, poiché ad attenderli c’è un viaggio avventuroso verso l’assolata Vhalesia; qui, Gwinneth e gli altri dovranno stringere nuove, curiose alleanze, muovendosi con cautela nel dominio di un avversario insidioso e potente. Un gioco fatto di astuzie, sotterfugi e inganni, che potrebbe mutare le sorti dell’intero Continente.

Dopo aver lasciato Arthur e Gwinneth in preda a una corsa sfrenata per salvargli la vita, La spia e il guaritore ricomincia proprio dai tragici istanti seguiti al ritrovamento del cavaliere ferito. In questo secondo capitolo, però, a un romanzo di formazione e avventura si aggiunge una spy story di stampo medievale che spazia tra diverse ambientazioni e pretesti ben costruiti.
Da un misterioso viaggio diplomatico in Vahlesia, il gruppo composto da Lady Gwinneth Rashu, dal Paladino Rayleigh, dalla Maga Elementale Maelin e dal neo nominato cavaliere Arthur Dalen si ritrova a viaggiare in lungo e in largo, prima nella ricerca di un Guaritore per Arthur, poi nel tentativo di arginare le mire guerresche di un sovrano sanguinario. I momenti più densi di azione e colpi di scena sono alternati in maniera piacevole con episodi più quotidiani e tranquilli, tra i quali ho apprezzato soprattutto la parte dedicata a Arthur e Maelin e il loro viaggio in solitaria verso Sud, perché regala un angolo di normalità con due personaggi speciali e per loro natura spesso estranei a momenti simili. Ma se da un lato questi sprazzi di vita tranquilla regalano un po’ di pace, dall’altro si inseriscono i frammenti del piano originario che ha dato avvio al viaggio di Gwinneth, Rayleigh e Maelin, rimescolati e adattati a seconda degli sviluppi e degli imprevisti che si trovano ad affrontare i quattro ragazzi. Tra nemici nascosti nell’ombra e vecchie conoscenze che ricompaiono, Arthur, Gwinneth, Rayleigh e Maelin sono costretti a continui cambi di programma, scatenando una crescente curiosità a proposito della buona o cattiva riuscita delle loro strategie. Il tutto, vi dicevo, sullo sfondo di una possibile guerra tra i regni che Gwin sta cercando di prevenire, attirando le diverse esperienze dei suoi compagni in un intricato mondo di spie, cospirazione, vecchie casate destituite e di magia così potente da poter influenzare le possibilità di sopravvivenza dei protagonisti.
E, come in L’eredità della spada, sono proprio i quattro protagonisti a emergere e a rendere una lettura emozionante questo romanzo. Arthur, costretto a fare i conti con le conseguenze della propria ferita, si ritrova diviso tra la presa di coscienza del proprio ruolo negli equilibri precari tra i Quattro Regni e la momentanea estraneità all’azione dovuta proprio alla lenta guarigione. Attraverso il temporaneo allontanamento dall’azione, si concentra sulla scoperta della propria interiorità, non nella scoperta di chi vuole essere ma delle persone che vuole avere accanto nel suo viaggio e nel raggiungere una propria meta. Gwinneth, provata dalla colpa e dal dovere di aver lasciato Arthur in balia dei nemici, dall’inizio alla fine vede messe in discussione sia le certezze nutrite verso gli altri e le implicazioni che queste hanno con il suo ruolo di figlia e rappresentante del governatore di Lokrin, sia le fondamenta del suo carattere, in particolare verso Arthur perché con lui sviluppa un legame di dipendenza profondo, anche se non evidente, e che si basa sull’essersi salvati a vicenda. Rayleigh e Maelin, che qui sono meno presenti come protagonisti diretti delle azioni, se non in qualche rara occasione, sono una parte fondamentale del gruppo perché, attraverso i brevi episodi che li caratterizzano, il lettore viene a conoscenza di alcuni dettagli delle loro vite che sono davvero importanti per capire la psicologia dei personaggi come individui, dando loro profondità e spessore.
Ma oltre a loro quattro, i protagonisti principali, si sviluppa ancora una volta un grande sistema di personaggi che rende la storia ampia, variegata e interessante dal punto di vista degli sbocchi futuri della narrazioni. Dal primo volume ritornato Hiram Rashu, padre di Gwinneth, oltre ad alcuni membri della sua corte, e Scat (un ladruncolo che, devo dirvelo, non ho mai detestato), i quali rispecchiano un po’ il ruolo guadagnato nel primo volume, ma lo approfondiscono, regalando nuove sfaccettature a chi già si conosce. Tra le new entry, e ce ne sono diverse, molti sono degni di nota e pronti a sconvolgere i piani di Arthur, Gwin, Ray e Maelin in maniera sorprendente! Tutti, comunque, rientrano nel gioco di spie e tradimenti che rende questo libro davvero avvincente.
Avvincente soprattutto grazie allo stile di Cristina.
Dettagliato ed esaustivo, lo stile riesce appieno ad immergere chi legge in un tempo storico così ben definito, in cui l’uso di termini specifici, di un linguaggio che oggigiorno suona un po’ sostenuto e di tocchi decisamente coloriti rende alla perfezione l’idea di essere tornati indietro nel tempo, venendo coinvolti appieno in ogni situazione e con tutti i diversi strati sociali rappresentati. Ma oltre a una buona lettura, si trovano tanti temi e spunti di discussione moderni, grazie a una narrazione e uno stile che riportano con un piccolo guizzo “medievaleggiante” tematiche sempre attuali, come la religione, il giudicare gli altri in base a dei preconcetti, la lotta interiore tra giustizia, moralità e egoistiche soddisfazioni.
È un libro coinvolgente, capace di creare un legame empatico con ognuno dei personaggi, così diversi tra loro ma tutti accumunati dal desiderio di affrontare i propri demoni interiori e sopravvivere, magari restando ancora capaci di vivere e godersi gli istanti positivi. Un libro capace di divertire, grazie a Rayleigh (un vero gigante con il gusto dell’ironia che lo rende il mio personaggio preferito) e a due personaggi un po’ marginali ma pur sempre unici e che sarebbero degni di apparire nel regno del nonsense di Alice In Wonderland.
Come per il primo, vi assicuro che leggendolo ne resterete conquistati. Questa è, sul serio, una storia capace di creare dipendenza!

Ovviamente avete altre tappe da visitare per conoscere tutto di questo romanzo e farvi prendere dalla frenesia di saperne di più 😉 Qui avete il calendario, ma ricordate che dal 25 al 30 Settembre avete la possibilità di partecipare al giveaway associato al blogtour e essere il/la fortunato/a che riceverà una copia cartacea proprio di La spia e il guaritore! Se volete partecipare, avete ancora un paio di giorni per farlo. Basta cliccare su questo link e seguire le istruzioni!

Io ho finito! Lascio il testimone a Vivere tra le righe e all’intervista di domani 😊

A presto
Federica 💋

[Segnalazione] “Fiore di cactus” di Francesca Lizzio

Ciao 😊

Quest’oggi faccio una comparsa veloce, ma ne approfitto per segnalarvi un’opera di narrativa made in Italy pubblicata da Panesi Edizioni!

Titolo
Fiore di cactus
Autore
Francesca Lizzio
Editore
Panesi Edizioni
Pubblicazione
2017
Genere
Romance
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Prezzo
10€ (cartaceo) ~ 2,99€ (ebook)
Acquisto

Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.

L’autrice

Francesca Lizzio nasce a Catania nel 1992, mix letale di sarcasmo e ironia. Una come tante, “o tutto o niente”. Per dare senso e ordine al suo groviglio interiore, nel 2015 ha aperto un blog, cuore di cactus, dove mette a nudo le sue spine e si racconta a lettori sparsi per tutta l’Italia. Per lei le parole non sono solo parole, ma sentimenti. Con Panesi Edizioni ha preso parte all’antologia Oltre i media – Raccontalo con un film o una canzone col racconto breve Giorni (2016) e ha pubblicato Fiore di cactus (2017).

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Kingsman – Il cerchio d’oro

Buongiorno a tutti!!

Spero mi perdonerete per la lunga assenza ma dopo l’esame della settimana scorsa mi è diventato impossibile seguire il blog 😔  Ma adesso spero di ricominciare più assiduamente e per farlo che ne dite di una bella recensione su un film appena uscito?!

Titolo
Kingsman – Il cerchio d’oro
Titolo originale
Kingsman: The Golden Circle
Regia
Matthew Vaughn
Anno
2017
Genere
Spionaggio, azione, commedia
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Regno Unito, Stati Uniti d’America
Soggetto
Mark Millar, Dave Gibbons (fumetto)
Sceneggiatura
Jane Goldman, Matthew Vaughn
Cast
Colin Firth, Julianne Moore, Taron Egerton, Mark Strong, Halle Berry, Elton John, Channing Tatum, Jeff Bridges, Pedro Pascal, Edward Holcroft, Hanna Alström

Secondo capito del film che tanto ho adorato, questa volta i Kingsman si trovano di fronte a una minaccia davvero temibile, soprattutto perché di agenti ne restano solamente due: Egsy, diventato il nuovo Galahad dopo la scomparsa di Henry (Colin Firth), e Merlino! Costretti a chiedere aiuto agli sconosciuti cugini americani, gli Statesman (nemmeno a farlo apposta…), Egsy e Merlino si ritrovano a dover rintracciare un nuovo super criminale deciso a lasciar morire oltre metà della popolazione, sulla scia del progetto di Valentine, ma con molto meno carisma!
In generale Kingsman – Il cerchio d’oro regala attimi di divertimento puro, caratterizzati da uno humor nero e tipicamente inglese che adoro, il quale rende le due ore o poco più di film un vero gioiellino camp. Tra battute inimitabili e scene di combattimento che vanno al di là della fisica, questo film afferma a gran voce l’intenzione a non prendere nulla sul serio, né con drammaticità.
A renderlo unico ci sono ovviamente gli attori: oltre ai già collaudati Colin Firth (che resuscita miracolosamente), Mark Strong e Taron Egerton, al gruppo si uniscono Jeff Bridges, Channing Tatum, Halle Berry e Pedro Pascal nel ruolo degli agenti Statesman Champagne, Tequila, Ginger Ale e Whisky (tutti alcolici?! Beh, si sa che gli americani sono famosi per le distillerie, legali e non). Ovviamente scatta la competizione tra i perfetti gentlemen inglesi e i caotici (e rudi) americani, che regala davvero un divertimento garantito e sul filo del cliché senza come risultare prevedibile. Non altrettanto brillante lo è stata la cattiva di turno che, nonostante qualche tocco davvero geniale (come un tritacarne), credo venga un po’ sminuita dalla sua reclusione forzata in Cambogia, da dove gestisce il maggior cartello di droga al mondo.
Tra tutto e tutti, dalle scene d’azione girate a Londra ai remake di alcuni momenti del primo film, credo che il vero momento chiave ruoti attorno a un cameo che, secondo me, all’inizio doveva essere di poco conto ma che poi ha mostrato potenzialità devastanti: quello di Sir Elton Hercules John! Lui, un’icona inglese, è la vera scoperta di Kingsman – Il cerchio d’oro e dà un nuovo motivo per decidere di andare a vedere il film.

Spero andiate a vederlo! Tra l’altro, questo è anche meno splatter del primo e le scene sanguinolente sono ridotte al minimo, cosa che aiuta, se non si sopportano molto 😊 Comunque è davvero da vedere! Ovviamente, se già lo avete visto, voglio sapere come vi è sembrato!

A presto
Federica 💋