[Segnalazione] “Missione libertà” di Francesca De Angelis

Buongiorno lettori e buon venerdì 😊

Questa settimana super impegnata e impegnativa si chiude con una segnalazione, as usual, un consiglio di lettura per passare il weekend con un libro interessante!

Titolo
Missione Libertà
Autore
Francesca De Angelis
Editore
Pav Edizioni
Pubblicazione
Dicembre 2019
Genere
Narrativa, narrativa per ragazzi
Formato

Cartaceo (14€)
Pagine

211
Acquisto
Sito editore

Bill, un cane dalla razza sconosciuta, ha il compito di fare la guardia nella fattoria del vecchio Jacob. Insieme a lui troviamo Paul, il gallo e la sua famiglia composta da Beatrice, una gallinella hippie, esperta in omeopatia, Malvina, la loro svampita figlia maggiore e il loro pulcino, il capriccioso Giuseppe. Troviamo poi Pallino, una cinciallegra brontolona, ossessionata dai draghi che lui ritiene essere reali e custode di un trattato di pace fra i bombi e le vespe, che si batterono durante quella che passò alla storia come “La Guerra dei Fiori”. Abbiamo poi Rick, il riccio nerd membro onorario della fattoria e Lardo il gatto cieco da un occhio, sornione ma molto intelligente abile artigiano e pittore. Nino, vecchio maiale, schizzinoso e snob, gran lettore di libri horror e gialli. Può esistere una fattoria più strana di questa?
Un giorno giunge alla fattoria Ci, un piccolo chihuahua adottato dal padrone per farne dono alla moglie, convinto invece di essere stato “assunto” per aiutare Bill nel suo lavoro di cane da guardia. Tralasciando le dimensioni  (che per Bill non sono mai state un problema, in quanto convinto che lo spirito e il valore di un animale non siano direttamente proporzionali alla sua stazza), quel che sconcerta il cagnone è la passione di Ci per gli abiti e la moda, (passione trasmessagli dalla mamma, venuta a mancare di recente) oltre per la sua, seppur involontaria, incuranza del pericolo e dei predatori. Bill, infatti è in aperta guerra con i tassi, suoi nemici giurati, colpevoli di voler estendere il loro territorio, depredando in parte quello appartenente alla fattoria. Una notte, giunge alla fattoria una volpe ferita, ribattezzata da Ci, Lazzaro. L’animale dice di essere sfuggito ai tassi, ma di essere scampato anche a quel che sembra un pericolo ancora più grande. Incoraggiato da Bill, la volpe rivelerà loro uno spaventoso segreto.

L’estratto

Dall’estremità della salita, stava discendendo uno strano animale. Bill, Paul, Pallino e tutti gli altri non erano proprio sicuri che si trattasse di un animale, poiché aveva un aspetto alquanto bizzarro. Bill si prese qualche secondo per chiedersi se quell’essere fosse effettivamente la recluta tanto agognata, ma il sorriso d’incoraggiamento che il padrone stava loro rivolgendo e che esibiva ad ogni nuovo arrivo, fugò ogni suo dubbio. Nel complesso, ciò che videro fu quello che sembrava un cagnolino minuscolo, dal corto pelo marrone che si intravedeva a fatica da sotto un maglioncino rosa a strisce nere. Aveva un collare rosso fuoco, con appuntato un papillon giallo a pois bianchi che gli nascondeva metà faccia. Individuò gli animali e vi si avvicinò con uno smagliante sorriso.

«Salve» fece inchinandosi e mostrando dei denti così candidi e brillanti che sembravano essere stati lavati con la candeggina. Sembrava non essersi accorto dello stupore mostrato da Bill e i suoi.

L’autrice

Francesca de Angelis è nata a Roma il 10-04-1991. Passa il 90% del tempo nell’inventare storie, studiare, perdersi in bislacchi ragionamenti e occuparsi degli animali. L’altro 10% è invece impiegato nella lettura, il disegno e il cosplay. Laureatasi per la seconda volta in Scienze Politiche, si batte da sempre contro il bullismo, la violenza sulle donne e per i diritti degli animali e dei bambini. Nel 2016 ha pubblicato con “L’Associazione Culturale Arduino Sacco Editore”, “Cenere sulla Brughiera”, un romanzo per ragazzi, ispirato al capolavoro di Emily Bronte “Cime Tempestose”. In esso sono raccontati gravi problemi sociali come l’abuso sulle donne, il bullismo e l’emarginazione sociale.
Successivamente pubblica, attraverso “L’Associazione Culturale Pav Edizioni” un libro per bambini con protagonista Bill, un enorme cane da guardia dalla razza sconosciuta. Un storia ricca di mistero, intrighi e colpi di scena, ma anche di gioia e comicità.

Fatemi sapere se lo leggerete e passate un buonissimo weekend!

Federica 💋

[Cover Reveal] “Tutto ciò che siamo” di Monica Brizzi

Ed eccomi di nuovo!

Perché oggi ho il piacere di parlarvi del cover reveal per il nuovo romanzo di un’autrice che adoro ❤︎

Titolo
Tutto ciò che siamo 

Autore
Monica Brizzi

Editore
Self publishing
Genere
Contemporary romance

Serie
Social Series #2

Pubblicazione
Marzo 2021

Formato
Cartaceo ~ Digitale (2,99€)

Pagine
250
Acquisto
Amazon

Gianluca Zetti è il mio peggior amico. O miglior nemico.  
È intelligente e acuto, superficiale e poco empatico. Bello, ricco e con il mondo ai suoi piedi. 
È un ex calciatore, attualmente giornalista. È la mia nemesi. 
E lavoriamo insieme.

Zoe Liu Gambetti è una giornalista, la migliore nel suo genere. Bella da far male, vegana e orgogliosa, è la mia spina sul fianco. Da tutta la vita. 
La sua scrivania è a due passi dalla mia.
Il che significa che sono finito.

La serie

La Social Series è composta dai romanzi autoconclusivi:

  • Per un bacio e (molto) più
  • Tutto ciò che siamo 

L’autrice

Autrice. Moglie. Mamma. Lettrice. Docente. Adora inventare storie e scriverle. Oltre a Tutto ciò che siamo è autrice della trilogia La Principessa dei Mondi e dei romance Ogni singola cosaAmore, libri e piccole follieÈ qui che volevo stare e Per un bacio e (molto) più, primo volume stand alone della Social Series.

Contatti

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Io ovviamente ne ho già prenotata la lettura! Però fatemi sapere se lo leggerete che voi!

Federica 💋

[Review Party] “Rebel boy” di Helena Hunting

Buongiorno lettori!

Oggi ho il piacere di partecipare al Review Party dedicato al nuovo romanzo di Helena Hunting, pubblicato da Sperling & Kupfer!

Grazie alla casa editrice per la copia del romanzo!

Titolo
Rebel boy
Titolo originale
Handle With Care
Autore
Helena Hunting
Traduzione
C. Serretta
Editore
Sperling & Kupfer

Pubblicazione
23 Febbraio 2021
Genere
Romance
Formato

Cartaceo (12,90€) ~ Digitale (7,99€)
Pagine

304
Acquisto
Sito editore

Un figlio ribelle che non vuole dirigere l’azienda di famiglia. Una consulente decisa a prepararlo al potere. Una storia d’amore sexy e piena di sorprese.

Dopo la morte del padre, Lincoln Moorehead è costretto ad avere a che fare con la sua famiglia, che evita da anni, e – cosa ancor peggiore – è stato nominato amministratore delegato della Moorehead Media, a discapito del fratello, un crudele narcisista che lo odia da sempre. Il dramma, dunque, è dietro l’angolo e per Lincoln, arrabbiato con il mondo per la piega presa dagli eventi, l’unico spiraglio di luce è dato da Wren Sterling, la consulente in pubbliche relazioni dell’azienda, bella e decisa, nonché la donna con il compito di trasformarlo in un dirigente di tutto rispetto. Mentre lavorano fianco a fianco, l’attrazione tra i due raggiunge il livello di ebollizione e la passione si accende. Tuttavia, quando il clan Moorehead rischia di essere travolto dall’ennesimo scandalo, Wren si trova a dover proteggere i suoi stessi cari da una possibile tempesta mediatica. Il suo amore per Lincoln sopravvivrà a ogni avversità o verrà soffocato da faide e segreti? Dopo aver scalato le classifiche americane con i suoi romance divertenti e piccanti, Helena Hunting è pronta a fare impazzire le lettrici italiane con una storia d’amore passionale, all’ombra dei grattacieli di Manhattan.

Lincoln è il figlio “ribelle” dei Moorehead, un imprenditore edile dedito ai progetti socialmente utili, come costruire case in Sudamerica o nei paesi poveri, che alla morte improvvisa di suo padre deve fare ritorno a New York per il suo funerale. Ma tornare nella Grande Mela significa anche affrontare anche la propria famiglia spezzata e un passato con cui non vorrebbe avere a che fare, soprattutto perché si tratta di incontrare quell’idiota di suo fratello Armstrong e la gelida madre.
Ma quello che non ha considerato Linc è la presenza di Wren, assunta da suo padre come responsabile delle pubbliche relazioni e severa addetta supervisione di Armstrong, che sua madre adesso vuole affianchi lui, mentre viene riaccolto nella Moorehead Media e costretto da sua nonna a rivestire la carica di AD per sei mesi, il tempo giusto per evitare che la società vada in bancarotta sotto la guida di suo fratello. E soprattutto il loro primo, alcolico, incontro.

«Hai dei begli occhi, tutti e quattro, sono molto belli.»
A questo punto scoppio a ridere, di cuore, e indico la bottiglia. «E io credo che dovresti dire alla tipa che ti ha fatto compagnia per tutta la serata che è meglio se vai a dormire.»

Wren Sterling è una tosta, non si è piegata alle assurde e sessiste disavventure date dal seguire Armstrong Moorehead e di certo gestire quella versione montanara e trasandata di suo fratello non sarà nulla di peggio. Ha già visto di tutto ed è certa che basta dare a Lincoln una ripulita e un nuovo taglio di capelli per cambiare la sua immagine e trasformarlo nell’uomo d’affari di cui la società ha bisogno. Solo che una volta riportato alla civiltà l’aspetto di Lincoln, chi si trova davanti Wren è un uomo alto, incredibilmente affascinante e portatore del suo personale punto debole: la fossetta sul mento.
Ma la bellezza non è il solo punto a suo favore. Brillante, intelligente, certo forse un po’ brusco, il maggiore dei Moorehead sembra essere il volto giusto per la società, quello adatto a risollevarla dal baratro e ad aprire a Wren le porte per realizzare il suo sogno: guidare e occuparsi di una propria organizzazione di beneficenza. E così la loro collaborazione ha inizio, ma lo scontro e i battibecchi sono proprio dietro l’angolo.

«Non ti vedo da più di dieci anni. Mi dispiace molto per tuo padre.»
«A me no. Era una persona orribile. Il mondo è un posto migliore senza di lui.»

Tra battute allusive, attimi rubati e un’attrazione inevitabile, Wren e Lincoln si imbarcano in un rapporto di lavoro che li avvicinerà sempre di più, portando entrambi a scoprire di volere qualcosa di più, qualcosa che però si scontra con le loro vite, con le aspettative che tutti hanno e con i loro rispettivi passati, una minaccia forse capace di separarli.
Come già nell’altro romanzo di Helena Hunting che ho avuto il piacere di leggere, In due sotto un tetto, quello che mi è piaciuto in Rebel boy è il rapporto spumeggiante tra i suoi protagonisti, le battute e le minacce, divertenti e allusive, che si lanciano senza sosta. Sia Wren sia Lincoln hanno due caratteri decisi, le anime bloccate da un passato doloro e complicato, che però cercano di affrontare al loro meglio, sostenendosi, spronandosi a vicenda e stuzzicandosi spesso.

«Se mi dai del filo da torcere con questa storia del barbiere, Gwendolyn mi ha autorizzato a utilizzare qualsiasi strumento di persuasione.»
«Immagino che questo non significhi paroline dolci, eh?»
«Sono quasi sicura che comunque non funzionerebbero con te, quindi devo avvertirti che le mie tattiche persuasive possono includere anche corde e nastro adesivo.»

Con un punto di vista alternato tra loro due, la lettura arriva dritta al cuore e conquista, permette di approfondire sia i pensieri più rancorosi di Lincoln verso suo padre e i segreti che via via emergono nella famiglia Moorehead, sia il dolore di Wren e la forza di questa protagonista femminile alla quale è impossibile mettere i piedi in testa, che si tratti del futuro della sua famiglia o di quello con Lincoln.
È una lettura che mi ha incantata e piacevolmente sorpresa, coinvolgendomi in una storia dove il rispetto, i sentimenti e la forza di costruire qualcosa di bello anche se il passato è stato doloroso trionfa su ricatti, segreti e comportamenti ingiusti.

«Tu sei l’unica persona di cui sento di potermi fidare. Credo che nemmeno mia nonna sarebbe sincera con me. Per favore, fa’ che possa contare su di te, Wren. Ne ho bisogno.»

Lincoln e Wren, insieme alla Supernonna Penelope Moorehead e ai signori Sterling, rendono Rebel boy una storia da leggere tutta d’un fiato, dalla quale lasciarsi trascinare e conquistare, arrivando ad amare i personaggi e i risvolti imprevisti che accompagnano le loro vite e i piani che, per forza di cose, possono solo cambiare e adattarsi alle novità sorprendenti, quelle che solo a New York si possono vivere.

Questo libro e i suoi personaggi meritano davvero tanto! Ed è una storia incredibile che vi super consiglio 😊 mi raccomando, non perdetevi le altre recensioni in programma per questa giornata!

Noi ci rivediamo tra un paio d’ore per un’altra iniziativa!

Federica 💋

[Recensione] “Legend” di V.E. Schwab

Buongiorno a tutti!

Come vi avevo avvisato, questa è una settimana super impegnativa e adesso vi riporto nell’universo fantastico in cui convivono quattro Londra dai diversi colori.

42069510Titolo
Legend
Titolo originale
A Gathering of Shadows
Autore
V. E. Schwab
Traduzione
C. Serretta & A. Ricci
Saga
Shades of Magic #2
Editore
Newton Compton Editori
Pubblicazione
Ottobre 2018
Genere
Fantasy, Young Adult
Formato

Cartaceo (14,90€) ~ Digitale (4,99€)
Pagine

510
Acquisto
Sito editore

Dopo la Notte Nera, una nuova minaccia incombe su Londra Grigia, Londra Bianca e Londra Rossa.
Sono passati quattro mesi da quando Kell ha trovato la pietra nera. Quattro mesi da quando ha incrociato il suo cammino con quello di Delilah, Rhy è stato ferito e i terribili gemelli Dane sono stati sconfitti. Ma, soprattutto, quattro mesi da quando la terra ha inghiottito il corpo di Holland insieme alla pietra, trascinandoli per sempre a Londra Nera. Le vite di Rhy e Kell ora sono indissolubilmente legate: se Kell muore, muore anche Rhy. Di notte, gli incubi perseguitano Kell con le immagini vivide degli eventi magici che si sono susseguiti e con il ricordo di Lila, sparita come era sua intenzione sin dall’inizio. Intanto, mentre a Londra Rossa fervono i preparativi per i Giochi degli Elementi, una competizione magica internazionale, un’altra Londra si sta lentamente risvegliando. Come un’ombra che, invece di dissolversi al mattino, accresce la sua oscurità, Londra Nera sta nuovamente interferendo con l’equilibrio magico. E per ripristinare l’ordine è necessario che un’altra Londra cada…

Quattro mesi dopo aver salvato Londra Rossa dalla Notte Nera e dal potere oscuro che la pietra aveva su Kell, il grande Antari è diventato quasi un prigioniero nella sua stessa casa, sorvegliato a vista dalle guardie insieme a Rhy Maresh, sopravvissuto alla morte e ora insensibile a tutto ciò che lo circonda, alla ricerca di una ragione per riempire quel vuoto che sente dentro.
E poi Lila, partita per un’avventura in mezzo al mare, e ora ladra ufficiale della Pinnacolo notturno, nave corsara con il benestare della corona dei Maresh e sotto il comando del capitano Alucard Emery, che scopre pian piano il proprio legame con la magia, rintracciando le radici del proprio potere e di come questo possa crescere.
Tutti loro tirano avanti ripensando alle emozioni vissute quel giorno, e a come tutto possa essere cambiato tanto per loro. Kell e Rhy a Londra Rossa conducono un’esistenza sulle spine, controllati dalle guardie del re e della regina, alla ricerca di un scintilla di emozione. Lila in mezzo al mare, preoccupata di essere diventata troppo familiare, troppo vicina, alla ciurma di Emery.

Non aveva dubbi che le loro strade si sarebbero di nuovo incrociate.
E quando sarebbe accaduto, gli avrebbe mostrato quello che sapeva fare.

Però a Londra Rossa si stanno organizzando gli Essen Tasch, i Giochi degli Elementi, dove i campioni dei tre grandi regni di Arnes, Faro e Vesk si sfideranno per eleggere il mago migliore e portare avanti i legami di pace tra i tre imperi. È Rhy a organizzarli e per soddisfare la sete del fratello di vivere un’avventura iscrivendolo ai giochi. Ma non come Kell, perché l’Antari batterebbe chiunque, ma sotto falso nome, dandogli modo di sfuggire alla gabbia in cui sta vivendo. Ma Kell non è il solo a parteciparvi; anche Alucard torna a Londra per competere e con lui Lila, che nonostante non sia sulla lista dei partecipanti, ha un proprio metodo (discutibile) per entrare nell’arena e dimostrare il proprio valore.

«Kell. La mia più grande paura nella vita non è morire. È essere la fonte della sofferenza di qualcun altro. So che ti senti in trappola. So di essere la tua gabbia. E non posso…». La sua voce si ruppe, e Kell riuscì a sentire il dolore di suo fratello, tutto ciò che lui cercava di soffocare nel buio e annegare fino al mattino. «Tu lo farai», disse Rhy. «Per me. Per entrambi».

Tra scontri magici, rivelazioni e incontri che tardano ad arrivare ma che alla fine fanno sospirare, per Kell, Rhy e Lila i limiti delle loro esistenze e gli Essen Tasch sono l’ultimo dei loro problemi. Perché a Londra Bianca qualcosa si muove e un vecchia minaccia si muove tra i mondi, puntando a conquistare il potere che tanto tempo prima era stato arginato a Londra Nera. E poi, se questo già non bastasse, a Londra Grigia sta tornando la magia, poca, certo, ma una presenza che nemmeno dovrebbe esistere.
Devo essere sincera, ho opinioni contrastanti su Legend e la storia in sé, forse perché le aspettative dopo il primo libro erano molto alte, soprattutto per i misteri che avvolgono Kell e Lila. Questo volume ha fasi altalenanti; dopo un inizio abbastanza piacevole, si assiste a una calma piatta che mi ha reso difficile e lenta la lettura, poi scattare dopo tre quarti e giungere a un finale che ti lascia senza parole.
I diversi personaggi appaiono combattuti ognuno in modo diverso, tutti alle prese con i propri demoni e problemi che convergono durante gli Essen Tasch, che portano Kell e Lila a un incontro/scontro nell’arena e a scoprire grandi, e inaspettate, rivelazioni su Rhy.

«Ciao», disse Lila.
«Ciao», disse Kell. «Dove sei stata?».
Lila fece una smorfia. «Perché, ti sono mancata?».
Kell aprì la bocca. La richiuse. La aprì un’altra volta prima di riuscire finalmente a formulare una risposta. «Sì».

Mi è piaciuto un sacco dal momento in cui iniziano i Giochi e si entra nel vivo degli eventi, perché prima sembra di assistere a un’accozzaglia di informazioni che sì, sono utili per capire la psicologia dei personaggi, ma rendono piatta la narrazione e non si rischia di non portare avanti la lettura perché, alla fin fine, non accade nulla di rilevante. Ci si muove come un flipper tra i punti di vista di Kell, Lila, Rhy e Londra Bianca avvertendo tanti piccoli tasselli che sembrano essere fine a loro stessi, ma (deo gratia) poi arrivano a una conclusione, a un punto di rottura che lascia spiazzati. Legend, purtroppo, è un romanzo che, se non avessi già saputo della presenza del terzo volume, non credo avrei terminato e io sono una che detesta lasciare le letture incompiute. La narrazione è sempre fluida e accattivante, segue ed esprime bene la mentalità e il carattere dei personaggi, però deve pur accadere qualcosa di rilevante e che per un terzo del romanzo non sia così è qualcosa che mi ha lasciata spiazzata, soprattutto per il primo volume l’ho adorato.

Insomma, se avessero tagliato 200 pagine a metà sarebbe stato meglio… ma adesso ho voglia di leggere Dark e sapere come va a finire! Accidenti!

Voi conoscete V.E. Schwab e la sua serie? Avete già incontrato Kell e Lila?

Federica 💋

Storytelling Chronicles #13 : Una cartolina dal passato

Buongiorno e buon lunedì!

Questa settimana sarò abbastanza piena di appuntamenti, tra cui un cover reveal e un review party! Mmm, Non vedo l’ora! Ma oggi fa ritorno la rubrica di scrittura creativa Storytelling Chronicles, ideata da Lara (La nicchia letteraria) e con grafica di Tania (My Crea Bookish Kingdom). Il tema per febbraio è stato scelto da Simona, un’altra partecipante alla rubrica, ed è Cartoline dall’Inferno: in pratica nelle storie ci deve essere un messaggio, proveniente da qualcuno del passato o da uno sconosciuto, capace di destabilizzare il/la protagonista tanto da scuoterlo/a fin nelle sue profondità!

Devo dire di aver fatto un po’ fatica con il lato destabilizzante della storia, perché forse non l’ho sentito molto nelle mie corde, però questo è quello che mi ha inspirato questo super tema. Spero che il racconto vi piaccia 😊

Una cartolina dal passato

Una risata isterica mi sale alle labbra.
Non è possibile, non dopo tutti questi anni, dopo tutte le ore passate da uno psicologo per venire a capo della mia infanzia squinternata e degna di un film horror.
Avete presente il vicino simpatico, quello tutto sorrisi e attenzioni che si rivela essere uno stalker e, alla peggio, un killer sociopatico? Ecco, a quella voce sul dizionario ci troverete la foto del mio amabile e inquietante padre.
John Frost, a dispetto del nome, è sempre stato un uomo caloroso ed espansivo, il padre ideale, attento ma non tiranno e soprattutto, capace di suscitare l’invidia delle mie compagne di scuola fino alla prima superiore. Poi, un bel giorno, quell’uomo perfetto ha lasciato la porta del garage aperta e i mostri che credeva di nascondere bene sono scappati a gambe levate.
Nella fattispecie, i “mostri” erano due donne tenute segregate là sotto e seviziate per quasi quindici anni. Una delle quali, Jenny Marshall, si è rivelata essere mia madre. E, ciliegina sulla torta, John Frost l’ha rapita al terzo mese di gravidanza, quindi non è nemmeno mio padre, non nel senso biologico del termine.
Ma perché vi racconto tutto questo? Perché dovete sapere che negli ultimi quindici ho lavorato sodo per superare quella tragedia e la devastazione che ne è seguita, compresa la totale incredulità dei miei veri genitori davanti al fatto che, nonostante John Frost sia uno psicopatico, io sono stata cresciuta come una persona tutto sommato sana e felice. Niente a che vedere con la vera natura dell’uomo che mi ha tirata su.
Ecco, ricordate che io sono questo. Perché adesso, all’alba del mio trentesimo compleanno, sento una risata isterica e inumana salirmi alle labbra e non c’è nulla che mi aiuti a trattenerla. È un suono agghiacciante, che rimbomba tra le pareti del mio appartamento e sembra trafiggermi la pelle come schegge di vetro affilato.
Mi rigiro la cartolina tra le mani, il rivolo di sudore che mi cola lungo la schiena e cancella quel po’ di sanità che credevo di aver ritrovato costruendo un rapporto sano con Jenny e Marcus, i miei veri genitori. Guardo quelle sei parole e mi ritrovo a dondolare su me stessa, le mani avvolte attorno alle ginocchia e il corpo abbandonato tra il bancone e l’isola della mia cucina super accessoriata.
Non so quante ore passano, ma quando Marcus mi viene a prendere per andare a cena lo vedo sgranare gli occhi per lo stato in cui mi trovo.
«Hope, cos’è successo?»
La sua voce gronda preoccupazione, come il suo volto squadrato e comunque ancora ben tenuto per essere quello di un quasi sessantenne. Si inginocchia davanti a me, le mani che non sanno dove andare per capire cosa non vada in me, che esitano nel toccarmi perché ancora non riusciamo a sentirci poi tanto a nostro agio insieme.
«Papà.»
E mentre pronuncio questa parola mi si spezza ancora di più il cuore. Perché Marcus sa che è un altro l’uomo che porta quel nome nella mia vita. Ma nonostante il dolore che quella parola è sufficiente a scatenare, Marcus annuisce e i suoi occhi mi studiano con un miscuglio di sofferenza e odio. Poi trova la cartolina e se ne appropria senza che opponga una vera resistenza. Non ho più bisogno di leggerla per sentire nell’anima il peso di quelle frasi tracciate in fretta.

Buon compleanno, Hop-Hop!
Presto saremo di nuovo una famiglia.
Ti voglio bene,
Papà

Perché John Frost è evaso dall’ospedale psichiatrico in cui stava scontando l’ergastolo.
Mio padre è un sociopatico, un criminale e uno stupratore.
E ha deciso di venirmi a prendere.

È molto più corto dei soliti racconti per la rubrica, però spero di essere riuscita a dare l’enfasi su cosa scateni questa cartolina nella mente della protagonista! Se vi va di farmi sapere come vi è sembrato, vi aspetto nei commenti 😊

Federica 💋