[Segnalazione] “Il Metodo 2.0” di Madeleine H.

Buongiorno lettori e buon venerdì!

Ricominciamo anche con le segnalazioni per le letture da fare nel weekend e partiamo con un libro dedicato a un tema abbastanza spinoso: come conquistare l’amore di un uomo!

Il Metodo 2.0: I 10 errori da non fare mai in amore di [Madeleine H.]Titolo
Il Metodo 2.0: I 10 errori da non fare mai in amore
Autore
Madeleine H.
Editore
CM Edizioni
Pubblicazione
Novembre 2020
Genere
Saggi
Formato

Cartaceo (12€) ~ Digitale (2,99€)
Pagine

78
Acquisto
Amazon 

Se la vostra vita amorosa è un disastro, se il vostro grande amore vi è sfuggito di mano, se non riuscite a conquistare o riconquistare il vostro Mr. Giusto e non capite il perché, allora questo è il libro che fa per voi! Il Metodo 2.0 vi aiuterà a mettere a fuoco tutti gli errori fatali che vi impediscono di vivere felici e contente accanto al vostro Mr. Giusto.
10 errori imperdonabili e 10 esercizi che vi permetteranno di trovare la strada giusta per il vostro lieto fine.

Beh, un manuale d’amore può sempre far comodo, che ne dite?

Fatemi sapere se questa lettura vi può interessare.

Federica 💋

Vitae : Il Contest letterario

Buongiorno lettori!

Nelle ultime settimane sono stata un po’ assente, causa impegni personali e partecipazione al NaNoWriMo, il National Novel Writing Month di novembre, che mi ha assorbita nell’ultima settimana.

Oggi, comunque, riprendono le normali attività del blog! Però iniziamo un po’ in tranquillità, giusto per riacclimatarci un po’ alla presenza in rete 😊 E lo facciamo con la presentazione di un contesto letterario!

Partecipa al I concorso letterario
“Vitae”, per racconti brevi a tema libero – narrativa di genere, fantasy 

UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si partecipa con un racconto a tema libero (narrativa di genere o fantasy), che non superi le 10 cartelle dattiloscritte (1 cartella = 30 righe di 60 battute, circa). Sono ammesse eccezioni qualora gli elaborati oltrepassino di poco il limite fissato.

TESTI – I testi devono essere in lingua italiana originali e inediti. Per inediti si intendono racconti che non siano stati pubblicati all’interno di libri in versione cartacea o elettronica, dotati di regolare codice ISBN. Sono da considerarsi invece inediti, e possono quindi essere inviati, quei testi che siano stati auto-pubblicati dall’autore (anche tramite servizi quali ilmiolibro.it e simili). Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi. Possono partecipare autori sia italiani che stranieri.

NUMERO COPIE – I concorrenti devono mandare il racconto via mail in allegato word. Il file dovrà essere nominato con nome e cognome dell’autore e titolo del racconto. Nell’allegato word, dopo il titolo devono essere riportate le generalità dell’autore: nome e cognome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo mail.

INVIO ELABORATI – I racconti devono essere inviati al seguente indirizzo mail: blackrobotpublishing@yahoo.com.

NESSUNA TASSA – La partecipazione al concorso è gratuita e non è prevista alcuna tassa di lettura. Gli autori selezionati per la pubblicazione si impegnano però ad acquistare almeno due (2) copie del libro (il pagamento dovrà avvenire prima dell’uscita dell’antologia, e verrà richiesto per e-mail dall’Editore). Il prezzo di copertina del libro verrà determinato in base al numero di pagine, e andrà da un minimo di 15 euro a non oltre 25 euro, spese di spedizione escluse.

TERMINI DI INVIO – Gli elaborati vanno inviati per mail entro e non oltre il 20 Dicembre 2020 compreso.

DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – A tutti i partecipanti verrà inviata una mail con il responso della Giuria.

PREMI – I racconti vincitori verranno pubblicati da Black Robot Publishing LTD in un libro, il cui titolo verrà preso da uno dei racconti selezionati. Verrà inoltre riportato il logo del concorso, “Vitae”. Il libro verrà messo in vendita su Amazon in doppia versione italiano e inglese.

DIRITTI D’AUTORE – I diritti dei racconti rimangono di proprietà dei singoli Autori, che cedono soltanto il diritto di stampa

GARANZIA – L’autore dichiara di essere l’unico proprietario dell’opera nonché il creatore originale, conoscendo le pene previste dalla legge in caso di dichiarazione del falso. Garantisce pertanto che l’Opera, titolo compreso ed eventuali immagini/disegni compresi, è originale e non viola in alcun modo norme penali o diritti di terzi di qualsivoglia natura, facendo salvo l’Editore da qualsiasi conseguenza pregiudizievole dovesse derivargli dal suo utilizzo. L’Autore dichiara inoltre di disporre a pieno titolo dei diritti oggetto del presente atto, non avendoli precedentemente ceduti a terzi.

INFORMAZIONI – Per informazioni, scrivere a blackrobotpublishing@yahoo.com.

INFORMATIVA – Informativa ai sensi della Legge 675/96 e successive modifiche sulla Tutela dei dati personali. Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui si partecipa. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Be’, se avete un romanzo nel cassetto che rientra in questa categoria, mi sembra il momento giusto per mettersi alla prova! Voi che dite?

Fatemi sapere se parteciperete così questa iniziativa rientra nei vostri interessi!

Noi ci risentiamo domani per un ritorno al venerdì di segnalazione per le letture del weekend 😊

Federica 💋

[Segnalazione] “Draken – Il sussurro del cuore” di Tiana Pop

Buongiorno e buon venerdì!

Oggi riprendono le classiche segnalazioni e quella di oggi è volume conclusivo della duologia paranormal romance “Draken”!

Titolo
Draken – Il sussurro del cuore
Autore
Tiana Pop
Saga
Draken #2
Editore
Genesis Publishing
Pubblicazione
Novembre 2020
Genere
Paranormal romance
Formato

Cartaceo (11,60€) ~ Digitale (3,99€)
Pagine

316
Acquisto
Amazon ~ LaFeltrinelli ~ Kobo ~ IBS

Proprio nel momento in cui il peggio sembrava essere passato, proprio quando il legame indissolubile tra Ashling e Darrin sembrava aver trovato la sua strada, qualcosa arriva a sconvolgere il fragile equilibrio appena creato.
Sarà forse la furia di Vladislav, che non può tollerare che sua figlia ami, tra tutti gli esseri, proprio il figlio di Lilith?
O forse sarà qualcosa di più grande, qualcosa che sta succedendo a Karbah?
Arriva il momento della resa dei conti: spetta a tutti, prima o poi, accettare il proprio destino ed essere ciò che davvero si è.
Una lotta senza esclusione di colpi, due mondi che si scontrano, un solo vincitore.
Draken – Il sussurro del cuore è il secondo volume della duologia Draken. Le questioni irrisolte troveranno finalmente una conclusione. L’unica cosa certa è che niente sarà più come prima.

Personalmente questo weekend lo passerò a recuperare qualche libro della mia challenge #MyLiberaLoScaffale2020 📚 Voi invece che letture avete in programma?

Federica 💋

Storytelling Chronicles #10

Buongiorno 😊

Dopo due mesi di latitanza torno a partecipare alla rubrica di scrittura creativa, la Storytelling Chronicles, ideata da Lara de La Nicchia Letteraria e con grafica di Tania di My Crea Bookish Kingdom! Finalmente, non vedevo l’ora di tornare a scrivere per la rubrica.

Per la tematica di questo mese si doveva scegliere tra diverse poesie da qui lasciarsi ispirare. Tra tutte, ce n’erano davvero di belle, io ho scelto questa qui:

Frammento (Saffo)

Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, subito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…

Ed ecco il racconto!

Il parziale

«Io un po’ Saffo la capisco, sai…»
Alzo gli occhi dallo schermo del pc e studio il ragazzo che mi sta davanti come se fosse un alieno appena sbarcato da Marte. No, Alfa Centauri. Tanto nulla potrebbe essere più assurdo di Stefano che, dopo aver finito di leggere il mio parziale di letteratura antica, si professa consapevole dei tumulti emotivi di una donna per un’altra donna, quest’ultima invaghita di un uomo.
«Tu?» gli chiedo, il sopracciglio alzato a mo’ di inquisizione. «Ste, sii serio. Se la mia analisi ti fa cag… schifo» mi correggo in corner, salvando la sala studio dalla mia finezza ben poco femminile, «dillo e basta.»
Lui fa spallucce, gli occhi di quel colore simile al mare in tempesta che si abbassano di nuovo sulla brutta copia del mio esame. Lo osservo un secondo ancora, le ciocche corvine che gli cascano sulla fronte ampia e ammorbidiscono i tratti spigolosi del suo viso. Lo conosco dalla prima superiore, rivali e poi amici in una competizione continua su chi di noi sia il migliore. In pratica siamo come Holly e Benji, se uno dei due fosse stato una ragazza.
Torno a guardare gli appunti di estetica nella speranza che assumano un senso logico. Non ho seguito molto, stamattina, troppo occupata a ricaricare il sito dell’università e scovare i benedetti risultati dell’esame di dieci giorni fa. E scoprire che mi ha fruttato un secchissimo ventuno. Il prossimo parziale dove andare da Dio, altrimenti lo rifiuto.
«Dico davvero, Gwen» mormora di nuovo. E quando usa il mio soprannome so che non mollerà.
Chiudo il pc, tanto per estetica non c’è speranza. Il mio amico tiene le mani aperte sul tavolo, le dita che tamburellano a entrambi i lati del foglio della discordia, e non mi guarda mentre mima con le labbra le parole che ho scritto. Fa sempre così quando legge, e io lo seguo, sentendo quasi la sua voce mentre va avanti. Come ogni altra volta. Perché se Stefano chiede la mia attenzione, io non riesco a negargliela.
«Come qui. Hai scritto: “La poetessa descrive la delusione di vedere la persona che ama rivolgersi a un altro con stati di turbamento psicosomatico che, per esperienza personale, si rivelano esagerati, del tutto fuorvianti per la complessità emotiva dell’episodio e”» fa una pausa, alzando appena la testa per vedere se lo sto guardando. Annuisce soddisfatto quando incrocia il mio sguardo e poi si ributta sul foglio. «“E ininfluenti dal punto di vista della condivisione della summenzionata delusione da parte del lettore”. Praticamente, hai detto che Saffo non ti fa una pippa.»
Già. Bel dono della sintesi, il suo. Una ragazza al tavolo a fianco ridacchia e con la coda dell’occhio la vedo guardare Stefano, poi me e infine scuotere la testa. Già, lui ha ragione, io torto, e tu potresti ficcare il naso in qualunque libro ti ritrovi davanti.
Con l’indice mi risistemo gli occhiali sul naso, sperando che il gesto mi aiuti ad allentare il groppo in gola. Non mi è piaciuto quel parziale, per diverse ragioni, e adesso ci si mette anche lui a smontarmelo. Lui che nemmeno deve darlo quest’esame.
«Ed è strano» prosegue imperterrito, girando il foglio per andare avanti nella lettura di quello scempio. «Perché se ci arrivo io, a capirla, per te dovrebbe essere una passeggiata. Dovresti andarci a braccetto, con Saffo. Invece…»
«Perché?» la mia voce è affilata, più di un rasoio, e Stefano se ne accorge. La sua testa scatta all’insù, le dita smettono di agitarsi e quegli occhi, quelle distese che non sono né grigie né azzurre, ma una combinazione unica dei due colori, cercano i miei per capire cosa non vada.
«Gwen» il mio nome suona come una domanda, vuole sapere cosa mi prenda e quando non rispondo, passa all’artiglieria pesante. «Ginevra?»
«Perché dovrei andare a braccetto con Saffo?»
Stefano mi osserva, serio, e io raddrizzo la schiena, a testa alta davanti al suo scrutarmi. Non so cosa cerchi, ma non voglio che trovi quello che nascondo sotto il groviglio che mi attorciglia lo stomaco, né ciò che c’è dietro ai miei grandi occhiali dalla montatura spessa e nera, la mia maschera da così tanti anni che fatico a ricordare come facessi senza.
Stefano sospira, poi chiude il foglio e me lo passa. «Perché ti è sempre piaciuta la poesia, Holls. Tutto qui.»
Annuisco, stringendo l’altra estremità del foglio per riprenderlo. Ma lui non lo lascia andare. «Non vuoi sapere perché la capisco?»
La curiosità mi brucia, striscia su ogni anfratto della mia mente e del corpo, lo stesso calore descritto da Saffo, la stessa incapacità di parlare, agire, vedere e ragionare che lei ha impresso sulla carta e che ho provato anche io dieci giorni fa. Mi pizzica nei polpastrelli, così sensibili sulla carta ruvida e per il calore che si irradia da quelle dita così vicine, eppure irraggiungibili.
Sì, certo che lo voglio sapere. Noi siamo Holls e Benji, inseparabili migliori amici che condividono tutto. E no, perché adesso sono anche Ginevra, una scema con il quoziente di femminilità più basso dell’esistenza, che ha scoperto di essere innamorata del suo migliore amico durante un dannato parziale di letteratura classica, dopo averlo visto ridere e scherzare con l’assistente del corso comune di estetica, tutta in tiro e truccata alla perfezione.
Tiro un profondo respiro e scuoto la testa, lasciando andare il foglio e tutto il tepore che Stefano emana. Rimetto in riga i miei pensieri e mi impongo di restare distaccata, di non alzare lo sguardo verso il suo perché potrei finire bruciata. Perché sempre, non importava quanto agguerriti fossimo nelle nostre sfide, gli occhi del mio Benji mi hanno fissata con un calore impossibile definire. Un desiderio che, mai una volta, ha osato esprimere davvero.
Io e lui siamo così. Amici da anni, complici in tutto e lo stesso distanti come due astri nel vuoto dell’universo. Lui è un alieno che viene da Alfa Centauri, io dalla Cintura di Orione, se vuole mettersi davvero a parlare di sentimenti adesso. Dopo aver riso e scherzato con quella ragazza meravigliosa senza avere idea che io lo abbia visto. Senza avere idea che capisco Saffo alla perfezione.
Stefano ritrae la mano, il foglio che resta dalla sua parte del tavolo, arreso come lui nell’affrontare un discorso che vorrei sentire e dal quale vorrei fuggire a gambe levate. Fa sempre così, tira fuori l’argomento e poi lo scaccia, come se temesse di bruciarsi avvicinandosi troppo. Come se io fossi la fiamma, mentre lui la falena che rischia la vita.
Davvero non si accorge che adesso è lui il fuoco e io la povera farfalla notturna che brama, e teme, la sua luce?
Mi alzo, senza fare rumore o scatti. C’è questa bestia che mi artiglia il petto e se non vado adesso rischia di esplodere in aula studio. E non ho idea del perché voglia farlo. O perché sia così arrabbiata.
No, questo lo so, ma non voglio guardarlo in faccia. Non voglio ammettere cos’è che adesso mi fa stare male.
«Holls?»
Alzo una mano, consapevole che se rispondessi a voce capirebbe. Capirebbe che so quanto possa essere spigliato, socievole e malizioso con le altre ma mai con me. Mai con Holls, la sua migliore amica. Lo fermo con un cenno, perché se parlo adesso crollo. Se lo guardo crollo.
Quindi è meglio che vada via, arrabbiata con lui per qualcosa che non sa di aver fatto. Ferita per un gesto che sa bene avermi fatto male.
Raccolgo le mie cose ed esco. Stefano non mi segue. Di certo si starà chiedendo cosa mi è preso, ma mentre attraverso i corridoi mezzi vuoti, capisco che non voglio che lo faccia, non voglio che mi segua e mi chieda cosa non va. Perché se lo facesse dovrei ammettere che sto mettendo in pericolo noi due, Benji e Holls. Se lo lascio parlare, se rompo il vetro che ci siamo costruiti attorno, potrei scoprire che non è più il mio Benji e non ci saranno più pomeriggi passati a studiare insieme, a giocare a Dungeons & Dragons o guardare quei film di fantascienza demenziale che tanto adoriamo.
Durante quel parziale non potevo dare ragione a Saffo. Non ci sarei riuscita. Né potrei farlo adesso. Perché sento che lo sto perdendo, sto perdendo noi, e mi fa male.
Mentre lascio la facoltà mi sfrego il polso, lì dove lo scorso marzo mi sono fatta tatuare Benji&Holls. Siamo andati insieme, anche Stefano dovrebbe averne uno, ma quando siamo usciti dal tatuatore, si è rifiutato di dirmi dove fosse il suo. Non me l’ha mai detto e, alla fine, ho capito che sono stata la sola a macchiarmi la pelle. Avrei preferito non saperlo mai. Vorrei poterlo dimenticare. Ma nulla di tutto questo è davvero possibile.
Dieci giorni fa non ho potuto dare ragione a Saffo. Perché sto perdendo il mio migliore amico, il
mio Stefano, e fa male. No, ho dovuto dire che Saffo ha torto.
Perché perdere l’amore della propria vita non è qualcosa che si possa sopportare.

Fine! Spero che questa storia vi sia piaciuta 😊 in ogni caso vi aspetto nei commenti!

Federica 💋

[Recensione] “Il bacio del mare – Il sacrificio di Castel Marina” di Maria Cristina Pizzuto

Buongiorno a tutti e buon mercoledì!

Dopo avervi raccontato di come è iniziata la leggenda di Castel Marina (=> qui <=) e della seconda apparizione del fantasma (=> qui <=), oggi vi porto a conoscere la terza donna sconvolta dalla presenza del Nirak!

Grazie all’autrice e alla CE per la copia del romanzo!

Titolo
Il bacio del mare – Il sacrificio di Castel Marina
Autore
Maria Cristina Pizzuto
Editore
Policromia (PubMe)
Genere
Narrativa
Pubblicazione
Marzo 2019
Formato
Cartaceo ~ Ebook
Pagine
96
Prezzo
12€ (cartaceo) ~ 1,99€ (ebook)
Acquisto
Amazon

“Il Bacio del Mare” è il racconto di una nonna ai nipotini. È la storia di una compagnia di ragazzi che vanno a trascorrere le vacanze estive a Castel Marina, un paesino di mare. Lì Sabrina conoscerà l’amore e sarà combattuta con i fantasmi del passato e del presente, che faranno capolino interferendo con la sua vita tranquilla. Il padre di Elisabetta segnerà la linea di confine tra la sua vendetta personale, cercando un’anima simile alla sua bambina, e la possibilità per Sabrina di divenire una cosa sola con il suo Intimo, il mare, con cui ha un legame speciale. Solo il mare porterà la vera felicità a Sabrina, in un piccolo effimero bacio, dove esso toccherà il cuore della ragazza. Sabrina, con il suo sacrificio, metterà fine al tragico susseguirsi di eventi. Neanche gli amici usciranno indenni dalle inquietanti circostanze, le cui vite saranno legate per sempre.

Nonna Erica racconta molte storie, eventi che hanno fatto parte del suo passato e che, una vita dopo, diventano favole e racconti destinati a intrattenere adulti e piccini. Ce ne sono di diversi, ma tutte portano chi ascolta sulle tracce di un luogo misterioso chiamato Castel Marina. L’antico borgo affacciato sul mare, infatti, è il centro di tutti i racconti della nonna con l’aura di magia che sembra caratterizzare i suoi scogli e le acque azzurre che lo circondano.
La storia è scelta dalla nonna questa volta racconta di una comitiva di amici che, decisi a passare le vacanze nell’albergo in tempo dimora di una famiglia nobile, si ritroverà a fare i conti con la terrificanti presenza dell’indimenticato signor Nirak, il padre di Elisabetta, amica di infanzia di nonna Erica, nonché fantasma pronto a tutto per rovinare la felicità di chi soggiorna tra le stanze dell’albergo.

Io guardavo la nonna. Ero in trepidante attesa di sentire come sarebbe stata la storia di questa sera. Potevo sentire la fiamma che divampava nel caminetto, succhiando avidamente l’essenza della terra arsa.

Al centro di questa storia, i nipoti di nonna Erica fanno la conoscenza di Sabrina, una giovane quindicenne spesso sola al mondo e chi nella propria compagnia di amici preferisce passare il proprio tempo da sola a osservare il mare, quella potenza naturale che su di lei ha sempre esercitato un’attrazione costante. Almeno finché non conosce Jacopo, anche lui in vacanza a Castel Marina.
Tra Sabrina e Jacopo scatta un’affinità immediata, un legame profondo che avvicinerà sempre di più i due giovani e li porterà a scoprire un amore tanto grande quanto capace di cambiare per sempre le loro esistenze. Ma per quanto il tempo passato assieme sembri eterno, le vacanze di Jacopo giungono alla fine e, separatosi da Sabrina, per la giovane comincia un periodo fatto di incertezza, malinconia e sconforto, in cui solo il mare sembra restare una costante. Un periodo in cui la presenza del signor Nirak torna a farsi vivo con la promessa di tormentare chiunque dimostri una felicità che a lui è stata negata.

Il mare, pensava Sabrina, quel mondo sommerso e scenario di indimenticabili storie drammatiche o di appassionanti storie d’amore.

In questo terzo volume dei racconti dedicati al borgo di Castel Marina la storia si svolge ancora con un duplice stile narrativo: da un lato, la cornice viene raccontata attraverso gli occhi di uno dei nipoti di nonna Erica, introducendoci pian piano ai misteri che avvolgono il suo passato e gli eventi che ho vissuto; la storia di Sabrina invece ha una narrazione in terza persona con punto di vista interno sui pensieri della protagonista, che porta a conoscerne le fragilità e la grande determinazione di fronte alla cattiveria di Nirak.
In Il bacio del mare si scorge la grandezza di sentimenti di questa giovane anima, in una lettura entusiasmante quanto veloce, che porta a un finale dolce e amaro, ma che sembra porre fine al dominio del fantasma tanto vendicativo. La penna di Maria Cristina Pizzuto lascia il lettore libero di entrare in empatia con i protagonisti della storia, di assimilare le loro vicende e apprezzare fino in fondo la lettura, restando ancora una volta incantati dagli eventi che accadono in questo borgo del tutto fuori dal comune. 

Adesso aspetto solo di sapere se il fantasma di Nirak sarà svanito oppure no! Voi che dite? Vi va di fare un giro a Castel Marina?

Federica 💋