Pause anticipate

Ciao 😊

Questo è più un post di servizio che altro, perché questo weekend e Lunedì sarò assente e non mi piaceva l’idea di sparire per un periodo così lungo senza avvisare.

Con la bella stagione sono arrivati anche gli impegni inderogabili e questo fine settimana sarà tragico, tra un matrimonio domani e un battesimo Domenica. In due giorni macinerò quasi 500km, che non sono poi molti, però sarà mentalmente provante. E poi Lunedì si va e torna da Torino per il #SalTo30 😍 Una meraviglia!! Ho già pronta la lista degli espositori da visitare e ovviamente dei libri da comprare, perché vi pare che possa tornare a casa a mani vuote?! Non sia mai 😂

Voi farete qualcosa di bello nei prossimi giorni?

Vi do appuntamento a Martedì, perché non credo di potermi fare viva prima e avrò un bel po’ da raccontarvi!!

A presto e passate un buon WE!
Federica 💋

Crimson Peak [Il mio primo horror]

Ciao!

La recensione di oggi è un vero evento perché, come vedete dal titolo, vi parlo del mio primo film horror. L’ho guardato giusto di recente e anche se non credo che ripeterò l’esperienza tanto presto, con Crimson Peak sono rimasta folgorata!

Titolo
Crimson Peak
Regia
Guillermo del Toro
Anno
2015
Genere
Orrore, drammatico, fantastico
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura
Guillermo del Toro, Matthew Robbins

America, all’incirca verso la fine del 1800. Edith Cushing, una giovane scrittrice di storie sui fantasmi che vede le anime dei morti sin da molto piccola e che fatica a farsi pubblicare, si trova irrimediabilmente attratta da sir Thomas Sharpe, un baronetto inglese intelligente e pieno di idee ma spiantato, alla disperata ricerca dei finanziamenti necessari a realizzare il suo progetto di estrazione di un tipo di argilla molto particolare. Edith, a dispetto delle precauzioni, delle visioni del fantasma della defunta madre e del tentativo di suo padre di separarla da Thomas, dopo essere rimasta orfana anche del padre, riesce a coronare il proprio sogno d’amore e a partire per l’Inghilterra con Thomas e Lucille, sorella maggiore di quest’ultimo, allontanandosi da tutti gli affetti con cui è cresciuta e dall’inquietante avvertimento datole negli anni dal fantasma di sua madre. “Fa’ attenzione a Crimson Peak!” l’ha accompagnata per tutta una vita ma quello che Edith non sa è che i due fratelli Sharpe nascondono dei terribili segreti, che metteranno in pericolo la sua incolumità e la porteranno direttamente tra le braccia di Crimson Peak.
Come punto fisso nella scelta di cosa leggere/guardare evito tutto ciò che fa parte del genere horror perché mi impressiono davvero facilmente, del tipo che non chiudo occhio per tutta la notte, ma, prima di scoprire che questo film di Guillermo del Toro appartenesse a questa categoria, sono stata attirata dai nomi presenti all’interno del cast e mi sono ritrovata a guardarlo con un certo interesse. Ormai lo avevo iniziato, perciò potevo anche vederlo tutto!
Sono gli effetti speciali a (ri)portare in vita i fantasmi e il lato horror, quindi una volta accertatami che “fosse tutto finto”, Crimson Peak diventa più un film drammatico, un genere che metabolizzo meglio. Devo ammettere che mi è piaciuto molto e nonostante il lato macabro e da paura folle (almeno per me), le scene e i concetti sottintesi sono davvero profondi e poetici – raccapriccianti ma poetici –, un aspetto che rende la pellicola coinvolgente anche grazie alla presenza di un cast con i fiocchi.
Mia Wasikowska, Jessica Chastan, Tom Hiddleston e infine Charlie Hunnam sono i quattro interpreti che rendono vividi e reali i loro rispettivi personaggi: l’innocente e pura Edith, costretta a diventare forte per poter sopravvivere; Lucille Sharpe, misteriosa, distante e fredda, tanto da essere algida e pericolosa; Thomas, intelligente e consapevole delle proprie mancanze e delle proprie colpe, ma succube della sorella quasi fino all’estremo; e il dottor Alan McMichael, determinato e fedele, nonché così profondamente innamorato di Edith da sfidare ogni prova o dolore per lei.
È un film molto bello e quello che lo rende ancor più speciale è l’attenzione alla fotografia, ai campi lunghi nelle inquadrature e alle ambientazioni. Solo la scenografia e l’organizzazione dei diversi interni è stupefacente, il resto non fa che rendere Crimson Peak una vera e bella sorpresa.

Non credo, come vi dicevo, che mi avventurerò di nuovo in altri film (o libri) del genere perché già questo mi ha messo a dura prova!! Sono una fifona 😅 e voi? Siete anche voi facilmente impressionabili?

Vi auguro una buona giornata 💋

King Arthur – Il potere della spada

Buongiorno 😊

Lo scorso weekend sono riuscita ad andare al cinema e tra tutti i titoli del momento mi sono fiondata su un classico. Guy Ritchie e Re Artù hanno colpito nel segno 😅

Titolo
King Arthur – Il potere della spada
Titolo originale
King Arthur: Legend of the Sward
Regia
Guy Ritchie
Anno
2017
Genere
Azione, fantastico
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America, Regno Unito, Australia
Soggetto
David Dobkin, Joby Harold
Sceneggiatura
Joby Harold, Guy Ritchie, Lionel Wigram

Inghilterra, un medioevo lontanissimo e magico dove Uther Pendragon si trova ad affrontare la sete di potere e conquista di Mordred viene subito dopo sconvolto da un tradimento ben peggiore: quello da parte di Vortigen, fratello di Uther e invidioso del suo regno. Unico sopravvissuto della famiglia reale originaria è il giovane principe, che fugge da Camelot su una barca di fortuna.
Come se già Il Ciclo Arturiano non fosse stato sufficientemente stravolto, il film di Guy Ritchie si spinge ben oltre, trasformando il protettore dell’Inghilterra in un profeta profano dell’essenza inglese. Artù, trovato nella stessa barca da delle prostitute intente a lavare i propri vestiti lungo le sponde del Tamigi (ricorda nulla?! Ah, sì! Mosè), cresce in un bordello nei sobborghi di Londinium (che, si capisce chiaramente, è la Londra medievale) e dopo diverse vicissitudini, tanti soldi risparmiati e un addestramento completo come guerriero, riesce a costruirsi un proprio giro d’affari e soprattutto a farsi rispettare come capo di una sorta di gang del quartiere (il magnaccia, in sostanza). Il tutto mentre il nuovo re Vortigen costruisce il proprio regno di sottomissione e paura.
Un giorno, tuttavia, le acque che lambiscono Camelot si ritirano e dal fondo del mare emerge una roccia con una spada incastrata in essa. Excalibur, scomparsa il giorno della morte di Uther, è il segno che il legittimo re sta per tornare.
Perdonatemi, ma qui taglio un po’: per uno sfortunato caso, Artù si trova ad estrarre la misteriosa spada, a scampare a una decapitazione grazie a una Maga e al gruppo di ribelli gestito dagli ex cavalieri di Uther datisi alla macchia e da adesso in avanti a prendere coscienza della propria identità e del ruolo che è chiamato a rivestire, fino alla resa dei conti finale.
King Arthur – Il potere della spada è un melting pot di tradizione britannica, orgoglio nazionale, metafore sugli individui che dal nulla e cresciuti nel nulla conquistano il mondo, condito con un dose di testosterone così massiccia da essere quasi soffocante. Non c’è una figura femminile forte a parte quella della Maga che assiste Artù, una presenza più che altro marginale e che serve a mettere in luce ancora di più la figaggine dello stesso protagonista quando viene fatta prigioniera da Vortiger (il quale nemmeno sembra accorgersi di avere un potenziale nemesi sotto il proprio tetto) e deve aspettare di essere liberata come una tipica donzella indifesa. È un film per uomini duri e con uomini duri, implacabili e che di fronte alla minaccia verso le persone che amano sfoderano i muscoli e si riscoprono gli eroi della situazione, benché all’inizio non avessero nessuna intenzione di diventarlo. Non a caso, il cast annovera grandi attori maschili e solo quattro attrici (nemmeno troppo conosciute), in un tripudio di mascolinità che viene preso da tutte le produzioni fatte ultimamente per il piccolo e grande schermo e che soddisfa anche il gusto del pubblico femminile. A livello di trama è quel che è ma si apprezza lo spettacolo, per così dire…
E a poco vale il simbolismo decisamente esplicito di alcune scene chiave (come quella in stile “Mosè” che ho citato all’inizio), perché se da un lato spinge per dare profondità a un picchiaduro storico, dall’altro lo fa in tono talmente palese da far apparire scialba e poco credibile l’idea di Artù come profeta dell’animo inglese e dell’uomo che si è fatto da solo. È un bel concetto, soprattutto perché vede nel personaggio di Vortiger non il nemico da sconfiggere ma il motivo che ha dato luogo al cambiamento e alla crescita dell’eroe estremamente moderno e allo stesso tempo leggendario; Jude Law incarna la causa primigenia della grandezza di Artù e per questo la sua sconfitta è un atto di santificazione, il riconoscimento che la sua crudeltà un elemento positivo perché è servita a creare l’eroe. Interessante davvero, ma un po’ discordante con il concetto classico che è legato alla vita di Re Artù e che comunque poco va d’accordo con l’effetto in slow motion che Guy Ritchie mette in tutte le salse e in ogni suo film. Già in quelli su Sherlock Holmes le scene di lotta vengono mandate al rallentatore, così da poter cogliere ogni dettaglio, e qui non si fa eccezione, in un tentativo di mostrare quale sia il vero potere di Excalibur e come questo sia legato ad Artù. È un bell’effetto, ma non aggiunge nulla di nuovo, esattamente come la tendenza ai toni del grigio delle immagini, un altro marchio di fabbrica delle ultime pellicole di Ritchie.
Detto questo, King Arthur è un blockbuster divertente nelle battute e ricco di azione, in cui le musiche ultra moderne rendono il materiale classico più movimentato e lo liberano della sua aura aulica. Non sarà il film del secolo, ma dà esattamente ciò che ci si aspetta da lui: due ore di svago non troppo impegnative.

A quanto pare il film si è rivelato un vero flop al botteghino… Personalmente propendo per il “Mi è piaciuto”, ma capisco anche le ragioni per una sua bocciatura. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere? Raccontate(vi)!

Federica 💋

“Un mistero per lady Jessica” di Laura Rocca [Segnalazione]

Buongiorno! E buon inizio settimana (in cui spero di essere un po’ più presente) 😊

Questo Lunedì inizia con una segnalazione librosa ed essendo la settimana del Salone del Libro di Torino non poteva essere altrimenti! Anzi, sono proprio felice di partire con questa segnalazione perché vi parlo del nuovo libro di una scrittrice italiana davvero brava, che è una blogger come me e che mi piace considerare un’amica di questo grande mondo virtuale: Laura Rocca!

Info

Titolo
Un mistero per lady Jessica
Autore
Laura Rocca
Editore
Amazon Self Publishing
Anno
2017
Genere
Storico, rosa
Formato
Ebook
Prezzo
2,99€
Acquisto
Amazon

Trama

Inghilterra, 1840.
Lady Jessica Baker, figlia del conte di Kerrik, si annoia nel collegio in cui è stata relegata per apprendere le regole della buona società e prepararsi al debutto. Non riesce a sopportare le infinite lezioni sul comportamento da tenere durante i ricevimenti o sull’arte della conversazione. È certa di dover trascorrere altri interminabili mesi in quel lugubre luogo, ma inaspettatamente è richiamata a casa dalla madre.
Dalla lettera, vergata con l’inconfondibile tono gelido della contessa, apprende che la famiglia l’attende per l’incontro con il suo futuro marito e che le nozze sono già state programmate.
Lady Jessica, poco incline alle convenzioni e alla sottomissione, stranamente accetta di buon grado e si prepara al rientro.
La giovane fanciulla è certa di conoscere l’identità dello sposo: chi altri potrebbe essere se non il visconte di Crawford? Michael ‒ figlio dei loro vicini di tenuta e fratello maggiore di lady Abby, la sua migliore amica ‒ è il ragazzo con cui è cresciuta e che occupa il suo cuore fin da bambina.
Il lieto fine sembra assicurato ma lady Jessica, mentre conta i giri di ruota della carrozza che la sta conducendo verso casa, non sa che il destino ha ben altro in serbo per lei. Scoprirà molto presto che, per ottenere davvero il futuro da lei sognato, dovrà tirare fuori tutto l’ingegno e il carattere che gli anni di collegio hanno tentato di reprimere. Non potrà fidarsi di nessuno poiché i nemici si celeranno dietro i volti più impensati.

Estratto

Spostò lo sguardo su Michael e tornò alla realtà. Vedendolo così giù di morale, seguì l’istinto e si avvicinò a lui, poggiando una mano sulle sue in segno di conforto. Appena entrò in contatto, si disse che non avrebbe dovuto farlo. Si era tolta i guanti per via del caldo e stringere le mani di Michael tra le sue aveva riacceso quelle strane scintille che sentiva in tutto il corpo. Si era involontariamente avvicinata ulteriormente e, attraverso la stoffa della manica della camicia, aveva sentito il suo braccio forte.
Lui si girò, sorpreso da quel gesto intimo, e Jessica restò abbagliata. La cavalcata per raggiungerla gli aveva fatto sfuggire un ciuffo dal codino che ora scendeva a coprirgli un occhio, l’altro la fissava così intensamente da farle mancare il fiato. L’azzurro degli occhi di Michael era come un lago ghiacciato, di una bellezza selvaggia, e le sue labbra carnose le facevano desiderare che lui la baciasse proprio, come accadeva alle eroine dei romanzi.
Lui, però, non osò avvicinarsi. Jessica sapeva che le sarebbe bastato girarsi o alzarsi in piedi e quell’attimo sarebbe finito. Michael, ormai, era solo un servo e, nonostante gli avesse fatto capire che da parte sua tra loro non era cambiato nulla, lui non si sarebbe mai permesso di sfiorarla. Allora fece qualcosa che non avrebbe mai immaginato: senza pensarci troppo, si spinse in avanti e poggiò la bocca su quella di lui, prendendogli il viso tra le mani.

Io adoro questo periodo storico e so che Laura è una garanzia, perciò presto vi parlerò nel dettaglio di questa sua nuova pubblicazione!

Nel frattempo resto qui per ascoltare le vostre impressioni su questa storia 😊

A presto
Federica 💋

Giornate di studio e attese

Detesto sparire, essere assorbita dagli impegni tanto da non avere tempo di fare altro! E questa settimana è stata tutta così, un via vai continuo tra libri, incontri università, orari precisi e luoghi dove presentarsi per forza! Sono letteralmente sparita da qualsiasi forma di contatto sociale, tranne da quelli fatti per pura necessità e circostanza.

Non mi è pesato staccarmi dai diversi social, perché fa decisamente bene riprendersi da tutta questa dipendenza dal “Vediamo che ha fatto tizio…”, però mi è mancato tutto il resto, le piccole attività che mi spingono a seguire i social e che voi vi ritrovate sotto forma di post giornalieri. Leggere, guardare un film o una serie, scrivere una recensione… Tutto il backside dell’avere un blog è stato ampiamente trascurato questa settimana e mi dispiace tantissimo, perché in fondo gestirlo mi rilassa e svaga! Mi piace parlarvi di tutto quello che incontro con le mie passioni e spero di poter tornare a chiacchierare con voi la prossima settimana, anche se sarà abbastanza difficile… Tra studio e due cerimonie (un matrimonio e un battesimo!!) i prossimi giorni minacciano di essere terrificanti e sfiancanti! A volte ci vorrebbero delle giornate da 48 ore per riuscire a fare tutto, ma forse nemmeno allora riuscirei a ritagliarmi dei momenti liberi… Così tanto tempo e poche cose da fare. Rimescola e inverti. Mai frase mi è sembrata più azzeccata dopo questa settimana.

Per fortuna il 22 sarò al Salone del Libro di Torino! La mia piccola giornata di svago e relax tra i miei amori ❤️ Fatemi sapere se ci sarete anche voi! Il tempo di un saluto e un caffè lo si trova di certo!

Adesso sarà meglio che torni sui libri! Altrimenti il 24 chi ci va al primo esame dell’estate?!

Ah! Dimenticavo! Su Wattpad sto pubblicando, a tempo perso, un nuovo racconto => Femme Fatale! Lo riproporrò anche qui sul blog, solo non so quando… va’ be’…

A presto
Federica 💋