Predestination

Ciao a tutti 😊

Il film di oggi è stato un azzardo, perché ho iniziato a vederlo quasi per scherzo e alla fine ho scoperto una storia fenomenale!

Titolo
Predestination
Regia
Michael e Peter Spierig
Anno
2014
Genere
Fantascienza, thriller, drammatico
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Robert A. Heinlein (racconto)
Sceneggiatura
Michael e Peter Spierig

In questo intricato thriller fantascientifico, che ti trascina avanti e indietro nel tempo seguendo le indagini di un agente temporale per fermare un pericoloso omicida, a fare da fulcro è in realtà la storia incredibile di John, un uomo apparentemente come tutti gli altri ma la cui vita è inscindibilmente legata a quella dell’agente e del pericoloso omicida.
Predestination è un film complesso, sia dal punto di vista narrativo, sia da quello della costruzione degli ambienti e dei momenti in cui la storia, in cui il filo conduttore è costituito dall’interesse che l’agente temporale senza nome (interpretato da Ethan Hawke) nutre nei confronti di due persone: John, un giornalista segnato da diverse tragedie, e Fizzle Bomber, pluriomicida che piazza bombe in luoghi super affollati.
Sin dall’inizio e dal primo incontro tra l’agente e John si avverte che la loro conversazione non è occasionale, che è il preludio a qualcosa di importante e centrale nell’altro filone del film; la caccia a Fizzle Bomber sembra partire dal racconto drammatico che è la vita di John, nato come Jane e sopravvissuto a delusioni e difficoltà insormontabili, e per buona parte del film (almeno per metà di esso) ci si interroga su come tutto sia legato. Poi la svolta improvvisa, e il coinvolgimento di John nei viaggi temporali, mette a segno l’elemento più geniale, secondo me, di tutto il film: il loop temporale.
“È nato prima l’uovo o la gallina?” credo sia ciò che meglio descrive questo film, insieme a “È un serpente che si morde la coda”, perché si fa portavoce di un’incertezza filosofica in cui non è vero che passato, presente e futuro vadano messi sempre e solo in quest’ordine. Chi viene prima e chi dopo? Predestination mette in dubbio le nozioni di tempo classiche, affermando che chi siamo può essere determinato (un po’ paradossalmente) dalle azioni che compiremo in futuro!
È geniale come film e come scelta narrativa, ma una volta svelata l’origine (anche se non si può proprio dire che un loop abbia un’“orine” in sé e per sé) di quella catena inscindibile che lega Jane a John, all’agente temporale e a Fizzle Bomber, si arriva a scoprire tutte le carte e i legami a quasi dieci minuti dal finale vero e proprio, un finale che, per questo, perde gran parte del suo potenziale smalto.
Va visto sicuramente due volte: la prima per restarne scioccati e impressionati, la seconda per trasformare il film e accorgersi che, sin dall’inizio, ogni frase avrebbe potuto svelarci il finale.

Io vi consiglio assolutamente di vederlo! Credo proprio che non ve ne pentirete 😊

Questa settimana si chiude qui, visto che domani è festa e poi inizia il weekend! Passate un buon ponte (se lo fate!!).

A lunedì 💋

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IT [2017]

Buongiorno 😊

Visto che tempo fa vi ho parlato del libro (e del terrore puro che mi ha scatenato), mi è sembrato giusto continuare la mia avventura con Stephen King e il suo clown andando al cinema e scoprendo la trasposizione di It!

Titolo
IT
Regia
Andrés Muschietti
Anno
2017
Genere
Horror
Lingua
Inglese
Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura
Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman
Cast
Jaeden Lieberher, Bill Skarsgård, Wyatt Oleff, Jeremy Ray, Sophia Lillis, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Chosen Jacobs, Jackson Robert Scott, Nicholas Hamilton, Owen Teague, Logan Thompson

Partendo dal presupposto che, con il libro, questo film a poco a che vedere, ho trovato IT più una delusione che una paurosa trasposizione del best-seller di Stephen King.
Capisco le esigenze di adattare ai canonici 90/120 minuti un librone di oltre 800 pagine e ho apprezzato la scelta di dividerlo in due capitoli, ma tutto il resto mi è sembrato una trovata commerciale di cattivo gusto. It (romanzo) è stato spogliato di tutti i simboli e i significati che King ha affidato ai suoi personaggi ed è stato trasformato in un commercialissimo film horror, in cui nemmeno una delle scene è riuscita a spaventarmi o sorprendermi, non tanto quanto lo hanno fatto quelle sulla carta.
Sapete bene che io e gli horror non andiamo particolarmente d’accordo, perché mi impressiono e spavento facilmente. Ebbene, IT (film) è stato una deludente passeggiata di salute, in cui le note tese della musica di sottofondo, messa per accompagnare ed enfatizzare gli attacchi di Pennywise il clown, in realtà non fa che avvisare in anticipo della sua presenza, annullando così ogni effetto sorpresa che avrebbe dovuto spaventare a morte. Se so che sta per accadere qualcosa di “brutto”, quando questo arriva non sarà poi così pauroso, proprio perché me lo aspettavo. È un sovraccarico di aspettativa che distrugge tutto lo spavento generato da un evento improvviso e inaspettato, e che mi ha fatto passare la visione del film ad aspettarmi l’arrivo di Pennywise e quindi a non temerlo.
Un’altra cosa che ho avuto il tempo di fare (proprio perché non c’era il coinvolgimento dato dalla paura) è stata fare l’elenco delle differenze con il romanzo, trovando quest’ultimo decisamente più spaventoso e con una costruzione dei personaggi migliore, più articolata. Nel film, infatti, il club dei perdenti (composto da Bill, Stan, Ben, Richie, Beverly, Mike e Eddie) non è che una versione da dodicenni di una compagine unita per miracolo e non così inseparabile, armata come gli adulti (in un chiaro spirito americano) di pistola (sparachiodi ma pur sempre una pistola), mazze, catene e ogni altra possibile arma capace di fare fisicamente fuori Pennywise… Niente a che vedere con il gruppo di preadolescenti presi nella lotta tra l’infanzia e l’età adulta.
L’unico aspetto che voglio salvare del film è l’idea che, se non avessi letto prima il libro, sarebbe potuto essere un buon film horror abbastanza buono, non eccessivamente terrorizzante, ma almeno un po’ pauroso, grazie soprattutto alla versione di Pennywise creata da Bill Skarsgård.

So che questo film non è per tutti e ammetto di essere andata a vederlo solo perché ho letto di recente il libro e già sapevo cosa aspettarmi 😆 Ma voi lo avete visto? Avete preso parte alla frenesia per il ritorno di Pennywise, magari rileggendo proprio il libro? Ditemi, sono curiosa!

A presto
🤡 🎈

Come ti ammazzo il bodyguard

Buongiorno 😊

Oggi ritorno all’italiano e lo faccio parlandovi di un film uscito a Settembre, credo, o ai primi di Ottobre e che ho trovato spassoso, in particolare per i suoi attori, ma non brillante!

Titolo
Come ti ammazzo il bodyguard
Titolo originale
The Hitman’s Bodyguard

Regia
Patrick Hughes
Anno
2017
Genere
Azione, commedia
Lingua
Inglese, spagnolo, bielorusso, italiano, francese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Sceneggiatura
Tom O’Connor
Cast
Ryan Reynolds, Samuel L. Jackson, Gary Oldman, Élodie Yung, Salma Hayek

Partendo da un presupposto divertente come quello di due acerrimi nemici costretti a dover convivere contro la loro volontà, in un viaggio verso la corte dell’Aia condito da una sequela di incidenti, sproloqui e insulti riconducibili a un perpetuo uso di “Figlio di…” da parte di Samuel L. Jackson, questo film dal trailer sembrava molto più divertente di quanto poi si rivela in realtà.
Le battute e le scene divertenti non mancano, ma si costruiscono sempre attorno allo stesso modello (che vede Jackson al centro del problema) e alla terza scena in cui si ripresenta ci si stanca un po’. Fa ridere, questo sì, ma porta sempre a una qualche esplosione, o a un inseguimento, o a una sparatoria, oppure a tutte e tre queste cose messe insieme, in un surplus forse troppo… beh, troppo. Le battute, non tutte ma la maggior parte, sono frizzanti e belle, e personalmente avrei puntato più su queste (e la loro qualità) che su tutto il resto.
Anche perché se c’è una cosa che funziona bene è la coppia di protagonisti. Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson sono letteralmente esplosivi, sopra le righe e talmente affiatati (nel bene e nel male) da sembrare una di quelle vecchie coppie che litigano sempre per tutto e che non ne vedono l’assurdità nemmeno se ci vanno a sbattere contro.
Gli altri personaggi/attori non sono altrettanto convincenti, tra tutti lo è forse solo Salma Hayek, ma tutto sommato non è nemmeno un gran problema, perché dà già tutto il formidabile duo e se anche gli altri fossero stati più presenti, allora il film sarebbe stato troppo carico, eccessivo e con un numero di fulcri dell’attenzione fin troppo alto per essere divertente.

Perdonate se oggi sono stata breve, ma c’è davvero ben poco da dire su questo film. È un mix tra commedia e film d’azione, ma non è pienamente nessuno dei due, nonostante la presenza di quei due super protagonisti… Pazienza!

Per oggi è tutto! Lascio la parola a voi ma nel frattempo passate una buona giornata!
Federica
💋

Thor: Ragnarok

Buongiono 😊

Conoscendomi, sapete che sono una fan sfegatata della Marvel e dei loro film, perciò non vi stupirà leggere la recensione di quest’ultima uscita, che tra tutte è quella che mi ha divertita di più! Giuro, ho passato due ore a ridere e adesso vi dico perché.

Titolo
Thor: Ragnarok
Regia
Taika Waititi
Anno
2017
Genere
Azione, fantastico
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Stati Uniti d’America
Soggetto
Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby (personaggio)
Sceneggiatura
Eric Pearson, Craig Kyle, Christopher Yost
Cast
Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum, Tessa Thompson, Karl Urban, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins

Ecco finalmente l’ultimo capitolo dedicato al dio Asgardiano tutto muscoli e ironia e al fratello campione di malizia e inganni. Thor: Ragnarok racconta il capitolo finale della millenaria vita di Asgard con l’arrivo di Ragnarok, la fine di tutto, l’Apocalisse che raderà al suolo la città dorata e che vede come super cattivo Hela, dea della morte e con un passato legato a Asgard (e mi fermo per evitare spoiler).
Vista la tematica impegnativa e deprimente (perché dal trailer già diamo per assodato che sarà una battaglia difficile), il film fa dell’ironia, delle battute salaci e dei momenti esilaranti (in balia di teaser vari) il suo punto forte, in una frenesia che coinvolge tutti i personaggi e non risparmia nessuno. Chris Hemsworth e Tom Hiddleston rendono Thor e Loki ancora più divertenti che nei precedenti film, con scambi poco amichevoli, dettati da un rapporto fraterno complicato da vicissitudini passate, ma che nella realizzazione appaiono come un interludio tragicomico durante il quale è impossibile non ridere. Parlano di cose serie, sì, ma anche in quel caso con una strizzatina d’occhio o una battuta di spirito che ne spezza la serietà.
A livello di trama gli eventi non sono poi tanti e nemmeno così sconvolgenti, se si ragiona sull’idea stessa di Ragnarok e della possibile strage che può rappresentare, però colpiscono perché coinvolgono personaggi che hanno fatto parte dell’immaginario filmico della Marvel e quindi minano l’idea di immortalità che li accompagna in quanto parte integrante di una serie. Insomma, Ragnarok chiude un capitolo del Marvel Cinematic Universe ma, invece di deprimere lo spettatore con addii strappalacrime, trasforma le sequenze in attimi sospesi tra una battuta e l’altra, non ignorati, ma alleviati con un continuo sorriso. Tra tutti, è il film in cui ho riso di più e non mi è nemmeno dispiaciuto averlo fatto.
Ad avermi un po’ delusa è la cattiva di turno, Hela. Non fraintendetemi, Cate Blanchett è geniale nell’interpretarla, ma il personaggio in sé risulta marginale, quasi fosse stato messo lì solo come contorno, un pretesto per parlare della caduta di Asgard… Un momento! In effetti è così e questo un po’ rende imprecisa l’altrimenti perfetta sincronia e interconnessione dei film Marvel. Serviva un cattivo che collegasse Thor: Ragnarok ai prossimi due film degli Avengers (Infinity War – Parte Uno e Parte Due), bene, ma Hela poteva essere sostituita da qualsiasi altro e l’effetto sarebbe stato lo stesso.
Su tutto, delusione sul cattivo a parte, trionfa la comicità, che sdrammatizza l’eroicità dei personaggi e li rende un po’ più sciocchi, più umanamente stupidi.

Magari non siete amanti dei prodotti Marvel, ma ne vale la pena vederlo perché fa davvero ridere!! Ditemi: darete una chance a questo film? Se lo avete visto mi fa ovviamente piacere sentire la vostra impressione sull’ultima avventura del dio del tuono 😊

A proposito, se siete un po’ pratici di inglese, spendete qualche minuto a guardare quest’altra versione di Thor: Ragnarok 😉 fa morire dal ridere e mi sembra un buon modo per iniziare la giornata!!

A presto
Federica 💋

Kingsman – Il cerchio d’oro

Buongiorno a tutti!!

Spero mi perdonerete per la lunga assenza ma dopo l’esame della settimana scorsa mi è diventato impossibile seguire il blog 😔  Ma adesso spero di ricominciare più assiduamente e per farlo che ne dite di una bella recensione su un film appena uscito?!

Titolo
Kingsman – Il cerchio d’oro
Titolo originale
Kingsman: The Golden Circle
Regia
Matthew Vaughn
Anno
2017
Genere
Spionaggio, azione, commedia
Lingua
Inglese

Paese di produzione
Regno Unito, Stati Uniti d’America
Soggetto
Mark Millar, Dave Gibbons (fumetto)
Sceneggiatura
Jane Goldman, Matthew Vaughn
Cast
Colin Firth, Julianne Moore, Taron Egerton, Mark Strong, Halle Berry, Elton John, Channing Tatum, Jeff Bridges, Pedro Pascal, Edward Holcroft, Hanna Alström

Secondo capito del film che tanto ho adorato, questa volta i Kingsman si trovano di fronte a una minaccia davvero temibile, soprattutto perché di agenti ne restano solamente due: Egsy, diventato il nuovo Galahad dopo la scomparsa di Henry (Colin Firth), e Merlino! Costretti a chiedere aiuto agli sconosciuti cugini americani, gli Statesman (nemmeno a farlo apposta…), Egsy e Merlino si ritrovano a dover rintracciare un nuovo super criminale deciso a lasciar morire oltre metà della popolazione, sulla scia del progetto di Valentine, ma con molto meno carisma!
In generale Kingsman – Il cerchio d’oro regala attimi di divertimento puro, caratterizzati da uno humor nero e tipicamente inglese che adoro, il quale rende le due ore o poco più di film un vero gioiellino camp. Tra battute inimitabili e scene di combattimento che vanno al di là della fisica, questo film afferma a gran voce l’intenzione a non prendere nulla sul serio, né con drammaticità.
A renderlo unico ci sono ovviamente gli attori: oltre ai già collaudati Colin Firth (che resuscita miracolosamente), Mark Strong e Taron Egerton, al gruppo si uniscono Jeff Bridges, Channing Tatum, Halle Berry e Pedro Pascal nel ruolo degli agenti Statesman Champagne, Tequila, Ginger Ale e Whisky (tutti alcolici?! Beh, si sa che gli americani sono famosi per le distillerie, legali e non). Ovviamente scatta la competizione tra i perfetti gentlemen inglesi e i caotici (e rudi) americani, che regala davvero un divertimento garantito e sul filo del cliché senza come risultare prevedibile. Non altrettanto brillante lo è stata la cattiva di turno che, nonostante qualche tocco davvero geniale (come un tritacarne), credo venga un po’ sminuita dalla sua reclusione forzata in Cambogia, da dove gestisce il maggior cartello di droga al mondo.
Tra tutto e tutti, dalle scene d’azione girate a Londra ai remake di alcuni momenti del primo film, credo che il vero momento chiave ruoti attorno a un cameo che, secondo me, all’inizio doveva essere di poco conto ma che poi ha mostrato potenzialità devastanti: quello di Sir Elton Hercules John! Lui, un’icona inglese, è la vera scoperta di Kingsman – Il cerchio d’oro e dà un nuovo motivo per decidere di andare a vedere il film.

Spero andiate a vederlo! Tra l’altro, questo è anche meno splatter del primo e le scene sanguinolente sono ridotte al minimo, cosa che aiuta, se non si sopportano molto 😊 Comunque è davvero da vedere! Ovviamente, se già lo avete visto, voglio sapere come vi è sembrato!

A presto
Federica 💋