La météo de Baudelaire #8 : Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Buon Mercoledì e ben ritrovati per La météo de Baudelaire!

Oggi vi porto a spasso tra le pagine di un libro scritto da uno dei padri della fantascienza degli ultimi cinquant’anni: Philip K. Dick!

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Copertina

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Informazioni generali

TitoloLe Dieu Venu de Centaure
Titolo originale: The Three Stigmata of Palmer Eldritch
Autore: Philip K. Dick
Traduzione: Sébastion Guillot
Editore: Nouveaux Millénaires
Anno: 2013
Anno prima edizione: 1965
Genere: Fantascienza
Formato: Cartaceo (paperback)
Pagine: 280
Prezzo: 12,90€
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Trama

Leo Bulero è un uomo d’affari di successo, che vende ai coloni terrestri su Marte dei plastici di case terrestri con riproduzioni in miniatura di mobili ed elettrodomestici nei quali posizionare la bambola Perky Pat e grazie all’uso del Can-D (una droga illegale commercializzata da Bulero), i coloni possono fingere di avere un vita sulla Terra, lontani dalle esistenze tristi che conducono su Marte. E Leo è il signore incontrastato di questo commercio, almeno finché Palmer Eldritch non fa ritorno da Proxima Centauri.
Più un cyborg che un uomo, Eldritch è famoso perché pronto a tutto pur di fare soldi, anche a compiere le azioni più avventate, come quella di andare di fare affari con gli alieni e introdurre una nuova droga, il Chew-Z, esperienze di vita molto più varie e interessanti di quelle sempre uguali create dal Can-D.
Il ritorno di Eldritch, il Chew-Z e gli interessi economici a rischio di Bulero scateneranno una guerra tra i due ma a farne le spese sarà chi usa i plastici per evadere dalla vita su Marte.

Parere

Come la maggior parte dei libri di Dick che ho letto, il responsabile per avermi fatto scoprire Le tre stimmate di Palmer Eldritch (letto nella versione francese, inspiegabilmente intitolata Le Dieu Venu de Centaure – Il Dio venuto da [Proxima] Centauri) è mio fratello e mi si è aperto un mondo.
Questo romanzo trascina in un universo sopportabile solo grazie all’uso di droghe, dove la vita non è ciò che ci si aspettava, in cui chi davvero detiene il potere della vita delle persone sono i grandi imprenditori, coloro che, per fare soldi, sono disposti anche a incatenare delle esistenze senza scopo a una casa delle bambole.
Lo stile di Philip Dick è psicotico e ci si ritrova a chiedersi le stesse cose dei coloni: cosa è reale? Fin dove si spinge l’immedesimazione con Perky Pat? Tutto ambientato su un pianeta rosso mai così simile a una Terra caduta in rovina.
Lo Spazio, in questo libro di Dick, diventa il background nel quale trasportare paure e domande esistenziali tipicamente umane e contemporanee all’epoca in cui il libro è stato scritto. Non è del futuro che Dick indaga la decadenza, che va alla ricerca di un Dio, se questo ovviamente esiste, e non è di un’imprecisata colonia umana su Marte che descrive le disillusioni e la disperazione. Chi ritrae è l’America, l’occidente, di metà degli anni ’60, con le sue contraddizioni e che è magistralmente rappresentata dalla coppia Ken e Barbie, della quale Perky Pat è una caricatura.
Certe volte, per capire noi stessi, ci dobbiamo allontanare nello Spazio e nel Tempo, anche solo per vedere quello che avevamo sotto gli occhi e che restava nascosto.

Voto

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La lettura a tema Spazio è giunta al termine! Con il nostro razzo ci allontaniamo dalla versione di Marte creata da Dick e rientriamo sulla nostra Terra!
Domani con The Rainist lo riprenderemo, ma per adesso godetevi un po’ di riposo. A domani 💋

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